Facebook si, o Facebook no?

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Franz Russo
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Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

facebook
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Ieri sera, intorno alle undici, facendo zapping in tv mi imbatto in “Tg2 Punto di Vista”, già notato altre volte. Ma stavolta ciò che attira la mia attenzione è l’argomento. Facebook si, Facebook no. In pratica si davano come scopo quello di analizzare il fenomeno Facebook, considerando pregi e difetti. La cosa che mi sorprende subito (mica tanto poi) è che la giornalista da come scontato che Facebook “è solo uno strumento virtuale non reale”, quindi pericoloso. Superficialità tipica di chi sa che ha tutto da perdere ne confrontarsi con fenomeni di tali dimensioni. In studio a rappresentare il fronte del si c’è Luca Telese, forte sostenitore di Facebook e del web. a rappresentare il fronte del no, quindi chi sostiene che Facebook non sia poi tanto un fenomeno “positivo”, c’è Andrea Bajani, il quale proprio qualche giorno fa (e per questo va in televisione) aveva scritto un articolo su “ilSole24Ore“, attaccando Facebook affermando che “da settimane incontro soltanto persone che mi dicono disperate che vogliono uscire da Facebook ma non riescono a farlo. Lo dicono con gli occhi sbarrati e l’espressione di chi chiede aiuto da dietro le inferriate di una galera“.

Ma si possono scrivere cose del genere!!! Quando sanno tutti che per uscire da Facebook, bastano due click! Non c’è bisogno di fare simili paragoni che confermano solo la poca conoscenza di ciò che si sta dicendo. Ma non contento il signor Bajani continua nella trasmissione a dire che Facebook “è un luogo che esclude il resto del mondo, dove si è soli”. Alla faccia della solitudine! In Italia ci sono 3 milioni di scritti su Facebook! Evidentemente per il signor Bajani è gente sola con qualche problema.  Se Bajani non è stato capace di cogliere il senso di Facebook, ossia quello di condividere con altri i propri contenuti, le proprie idee, le proprie sensazioni, è un problema suo. Poi certo, c’è anche il contatto fisico. Ma voglio sottolineare ciò che ho già scritto su questo blog, e che costituisce il senso del socialnetwork. Ossia, l’abbattimento di qualsiasi tipo di barriere, soprattutto quelle fisiche , geografiche. Questo è anche il bello diFacebook. La possibilità di poter comunicare istantaneamente con amici d’oltreoceano, conscere le proprie abitudini, scambiarsi messaggi, musica, foto. Non esiste la solitudine su Facebook. Come non esistono carcerati dietro le sbarre come le ha descritte Bajani. Io, come tutti sono libero!

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