Il doodle di Google è per i 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce

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Franz Russo
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Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce. Era infatti il 7 dicembre del 1676 quando Ole Roemer, astronomo danese, effettuò la prima misura quantitativa della velocità della luce.

Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce. Sebbene fosse stato Galileo Galilei il primo scienziato a sospettare che la luce non si propagasse istantaneamente e a cercare di misurarne la velocità, il primo che effettuò la prima misura quantitativa della velocità della luce fu l’astronomo danese Ole Roemer, il 7 dicembre del 1676.

google doodle velocità della luce

Il metodo che aveva osservato Galileo Galilei era quello stabilire l’ora e, di conseguenza, la longitudine, basandosi sui tempi delle eclissi delle lune di Giove, un metodo che non fu approfondito adeguatamente e che venne poi rigettato da Filippo III Re di Spagna che aveva offerto un premio per la determinazione della longitudine di una nave in mare aperto.

Nel 1672 Roemer si recò a Parigi osservando i satelliti di Giove come assistente di Cassini. Unendo le proprie osservazioni, si accorse che i tempi tra le eclissi (in particolare di Io) diventavano più brevi quando la Terra si avvicinava a Giove e più lunghi quando la Terra si allontanava. Roemer stimò che il tempo impiegato dalla luce per percorrere il diametro dell’orbita terrestre, una distanza di due unità astronomiche, fosse di circa 22 minuti. Questo si rivelò essere di più del valore accettato ai giorni nostri, che è di circa 16 minuti e 40 secondi. Il valore che ottenne fu di 210.800.000 m/s, dovuto alla scarsa precisione con cui aveva misurato il tempo necessario alla luce per percorrere il diametro dell’orbita terrestre.

Solo più avanti, seguendo anche gli studi di James Bradley, l‘astronomo Delambre calcolò che il tempo impiegato dalla luce per viaggiare dal Sole alla Terra fosse di 8 minuti e 12 secondi. A seconda del valore assunto per l’unità astronomica, questo porta a calcolare la velocità della luce a poco meno di 300.000 km/s.

A Roemer sono stati dedicati un asteroide, 2897 Ole Romer, e un cratere sula Luna di 39 chilometri di diametro.

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