Il 51% degli italiani pensa che l′Intelligenza Artificiale ridurrà il lavoro

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Un sondaggio condotto da YouTrend per la Fondazione Pensiero Solido ha rilevato che il 54% degli italiani ammette di non essere preparato sull’Intelligenza Artificiale; il 51% pensa poi che l’IA ridurrà il lavoro.

YouTrend ha recentemente condotto un sondaggio su base nazionale per la Fondazione Pensiero Solido. L’indagine mirava a esplorare la comprensione e la percezione dell’intelligenza artificiale (IA) tra gli italiani, con un particolare interesse per l’impatto previsto sul mercato del lavoro.

Comprensione dell’IA e richiesta di regolamentazione

Secondo i risultati del sondaggio, oltre la metà (54%) degli italiani intervistati ammette una mancanza di preparazione sul tema dell’IA. Inoltre, una percentuale significativamente più alta (59%) ritiene che la politica e la legislazione dello Stato dovrebbero intervenire attivamente, regolamentando l’uso dell’IA o persino vietandolo, se necessario.

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Percezioni sull’IA e il mercato del lavoro

Quando si tratta dell’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, la percezione dominante tra gli italiani è che l’IA porterà a una riduzione complessiva dei posti di lavoro. Questo è il pensiero del 51% degli intervistati, mentre solo il 10% ritiene che l’occupazione aumenterà e il 26% prevede che il numero di posti di lavoro rimarrà invariato, anche se le mansioni stesse potrebbero cambiare.

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L’IA sul posto di lavoro: una questione di controllo e valutazione

In termini di interazione diretta con l’IA sul posto di lavoro, oltre la metà (55%) dei lavoratori intervistati ha dichiarato di non essere disposto a ricevere istruzioni da un sistema di IA. Nonostante ciò, l’automazione del controllo e della valutazione è vista più come un vantaggio (47%) che come uno svantaggio (30%). Nota interessante, la percezione di vantaggio aumenta tra i gruppi più giovani e tra i laureati.

Lavori più e meno a rischio di automatizzazione

I sondati hanno individuato i lavori di impiegati (56%), operai (51%) e commessi (43%) come i più a rischio di essere sostituiti dall’IA. Queste sono tutte mansioni che in genere non richiedono livelli di istruzione avanzati. D’altra parte, artisti (24%), imprenditori (26%) e medici (27%) sono visti come i meno a rischio di sostituzione da parte dell’IA.

Impatto personale dell’IA

Quando gli occupati sono stati interrogati sul loro sentimento personale nei confronti delle nuove tecnologie, solo una minoranza si è detta aiutata (23%) o minacciata (21%) dai cambiamenti portati dall’IA. Sorprendentemente, la maggioranza (50%) non si sente né aiutata né minacciata.

Il sondaggio di YouTrend offre una panoramica preziosa sulle attitudini e le percezioni degli italiani nei confronti dell’IA e del suo potenziale impatto sul mondo del lavoro.

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