Un’America Migliore

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

“Un uomo che sessanta anni or sono non sarebbe neppure stato servito in un ristorante, oggi presta giuramento per assumere la più alta carica della nazione”

Giuramento Obama
Giuramento Obama

Questo pensiero riassume il momento storico che l’America e il mondo intero hanno vissuto ieri. E per raccontare la giornata di ieri seguo il racconto che Vittorio Zucconi ne fa oggi sulla Repubblica. Nel suo discorso di Insediamento il Presidente Obama ci ricorda che

“Se siamo arrivati sotto nubi nere che si addensano sopra di noi è perché non abbiamo fatto le scelte difficili. Il tempo di farle comincia oggi”

Continua Zucconi: “Ben oltre l’emozione di un giorno e di una folla come Washington non aveva mai visto nella propria storia, non per funerali, celebrazioni, insediamenti, dimostrazioni che pure l’hanno investita e allagata per due secoli, l’esordio di Barack Hussein Obama ha mostrato, sotto l’eleganza dell’oratoria e della presentazione, le unghie di una svolta culturale e politica profonda, che si può riassumere nella necessità di rispettare insieme “il diritto” e i “valori della democrazia”, non potendo l’una esistere senza gli altri. Ci si attendeva una “lista della lavandaia” di promesse e programmi di azione alla New Deal, che non ha fatto. Quello che ha fatto è stato rovesciare l’ottica miope della cultura repubblicana dominante tra Reagan e Bush e riportare il mondo al centro delle preoccupazioni americane, e non più l’America al centro del mondo.” E poi conclude: “Ma questo presidente, l’uomo che non avrebbe potuto entrare in gabinetto pubblico una generazione fa (…) ha risposto alla folla che ha risposto a lui ricordando che l’America ha vinto le proprie guerre con la potenza della propria “umiltà” e con la difesa dei propri valori civili. Una verità che nessuno come qualcuno che ha “sentito schioccare la frusta sulla pelle” dei proprio fratelli e sorelle potrebbe testimoniare meglio, nel giorno in cui l’America migliore sembra essere finalmente tornata fra noi, nel mondo.”

Vorrei chiudere con il pensiero con cui il Presidente Barack Obama ha concluso il suo discorso. Un forte richiamo al coraggio e alla speranza, fondamentali per superare la crisi di oggi e le insidie di domani.

“Con speranza e coraggio, affrontiamo una volta ancora le correnti gelide, e sopportiamo le tempeste che verranno. Che i figli dei nostri figli possano dire che quando fummo messi alla prova non ci tirammo indietro né inciampammo; e con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio con noi, portammo avanti quel grande dono della libertà, e lo consegnammo intatto alle generazioni future.”

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