Tag: bluesky

  • Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti

    Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti

    Bluesky raggiunge 25 milioni di utenti. Ecco alcune fasi dalla crescita iniziale al successo attuale. La piattaforma continua a consolidarsi ma deve ancora dimostrare molto.

    Bluesky, la piattaforma social media decentralizzata, ha oggi, 13 dicembre 2024, superato la soglia dei 25 milioni di utenti, consolidando la sua posizione nel panorama delle piattaforme digitali emergenti.

    Questo traguardo è il risultato di una serie di eventi e strategie che hanno caratterizzato la sua evoluzione, soprattutto negli ultimi tre mesi.

    Bluesky e la crescita iniziale

    Nata nel 2019 come progetto interno di Twitter sotto la guida di Jack Dorsey, Bluesky si è proposta come un’alternativa decentralizzata ai tradizionali social network. Dopo un periodo di sviluppo e test, l’app è stata resa disponibile su iOS in versione beta privata nel marzo 2023, seguita dal lancio su Android nell’aprile dello stesso anno.

    L’accesso inizialmente su invito ha creato un’aura di esclusività, alimentando l’interesse degli utenti.

    Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti
    Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti

    L’accesso su invito è cessato a febbraio di quest’anno, quando Bluesky è diventata accessibile a tutti. Se prolungato ulteriormente, il periodo di accesso su invito sarebbe potuto diventare un bel boomerang. Un esempio da citare a riguardo è Clubhouse.

    Bluesky e la recente migrazione da X

    Le dinamiche interne di X, la piattaforma ex Twitter, hanno avuto un impatto notevole sulla crescita di Bluesky. Decisioni controverse e cambiamenti nella gestione di X hanno spinto molti utenti a cercare alternative.

    Eventi come il divieto di X in Brasile hanno portato a un incremento di 3 milioni di utenti su Bluesky in una sola settimana, raggiungendo oltre 9 milioni di iscritti.

    Inoltre, le elezioni presidenziali statunitensi del novembre 2024 hanno accelerato questa migrazione: Bluesky è passata da 14 a 22 milioni di utenti in poco più di una settimana, con una media di un milione di nuovi utenti al giorno.

    Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti
    Bluesky cresce ancora e supera i 25 milioni di utenti

    Bluesky e nuove funzionalità

    Per competere efficacemente con altre piattaforme, Bluesky ha implementato diverse funzionalità richieste dagli utenti. A settembre 2024, è stata introdotta la possibilità di caricare video fino a 60 secondi, sia tramite app che da desktop, ampliando le opzioni di contenuto disponibili.

    Successivamente, sono stati aggiunti post fissati in alto, font personalizzati e una serie di strumenti per contrastare la tossicità online.

    Bluesky adesso prova a monetizzare

    Con l’espansione della base utenti, Bluesky ha iniziato ad esplorare modalità di monetizzazione sostenibili.

    A dicembre 2024, proprio qualche giorno fa, la piattaforma ha annunciato l’introduzione di un abbonamento premium, denominato Bluesky+. L’obiettivo è di offrire funzionalità avanzate a pagamento e a differenziare le entrate per la piattaforma.

    Questa mossa mira a generare entrate senza compromettere l’esperienza utente, evitando l’inserimento massiccio di pubblicità.

    La CEO Jay Graber ha sottolineato l’importanza di mantenere l’integrità della piattaforma, evitando la cosiddetta “enshittification” che ha afflitto altri social network.

    Cosa si intende per enshittification

    Per “enshittification” si intende il graduale deterioramento della qualità delle funzionalità di una piattaforma o di un servizio online. È da intendere come parte di un ciclo in cui la piattaforma o il servizio prima offre vantaggi agli utenti per attirarli, quindi persegue altre finalità e/o profitti a spese degli utenti.

    Bluesky e le sfide future da affrontare

    Il rapido aumento degli utenti ha posto sfide significative, tra cui la necessità di potenziare l’infrastruttura e migliorare la moderazione dei contenuti.

    Bluesky ha risposto aumentando il numero di moderatori e implementando sistemi di verifica degli account per garantire un ambiente sicuro.

    La piattaforma sta anche esplorando l’introduzione di una sorta di spunta blu per la verifica degli utenti, al fine di migliorare la fiducia e la sicurezza all’interno della community.

    Arriva Bluesky a pagamento, rischio o opportunità

    In conclusione, il raggiungimento dei 25 milioni di utenti rappresenta un traguardo importante per Bluesky, frutto di scelte strategiche e di una risposta efficace alle esigenze degli utenti.

    La piattaforma inizia a posizionarsi come una valida alternativa nel panorama dei social media, offrendo un’esperienza decentralizzata e focalizzata sulla qualità dell’interazione.

    Il futuro di Bluesky dipenderà dalla sua capacità di innovare e adattarsi, mantenendo al contempo i principi che ne hanno guidato la crescita fino ad oggi.

    Un equilibrio questo ancora tutto da verificare.

     

  • Arriva Bluesky a pagamento, rischio o opportunità

    Arriva Bluesky a pagamento, rischio o opportunità

    In arrivo Bluesky+, l’abbonamento premium di Bluesky. E si pensa anche alla pubblicità. Solo che le aziende inserzioniste per ora si limitano solo a guardare.

    Il fenomeno Bluesky continua a crescere e ad andare avanti. Ormai è vicino a superare il traguardo dei 25 milioni di utenti e, come già si vociferava, all’orizzonte si intravede un periodo per la piattaforma.

    I numeri dicono che la piattaforma sta continuando a crescere, dopo la spinta in avanti ricevuta dalle elezioni presidenziali americane del 5 novembre scorso. È arrivato il momento di provare a crescere per davvero.

    Bluesky non è certo nata ieri e ha trascorso buona parte del 2024 praticamente in sordina. Nonostante lo sblocco degli accessi a tutti gli utenti. Infatti prima di febbraio 2024 vi si poteva accedere solo con un codice invito.

    Ma ormai quello è il passato e il futuro sarà diverso.

    Più che di futuro possiamo parlare al presente.

    Bluesky+ per provare a crescere ancora

    E possiamo ormai ben dire che sta per arrivare una versione a pagamento. Si chiamerà Bluesky+, una versione premium del social che offrirà agli utenti funzionalità esclusive. Si sta anche pensando alla possibilità di verificare il proprio account.

    L’abbonamento avrà un costo di 8 dollari al mese o 72 dollari all’anno. L’idea è far diventare questa una fonte di sostentamento alternativa a quella attuale, ossia la vendita di domini per personalizzare il proprio account.

    bluesky pagamento rischio opportunità franzrusso

    Tra i vantaggi che offrirà Bluesky+ ci saranno: la possibilità di caricare video in alta risoluzione; strumenti per personalizzare i profili, dai colori alle cornici per gli avatar.

    A proposito della verifica, a differenza di altre piattaforme, la verifica non servirà a creare gerarchie o status sociali, bensì, a detta di Jay Graber, CEO di Bluesky, a garantire interazioni più sicure e autentiche.

    Bluesky e la verifica, le parole di Jay Graber

    Qualche giorno fa così si esprimeva Jay Graber: “La verifica non deve essere un privilegio per pochi. Deve essere uno strumento che rafforza la comunità e garantisce un’esperienza rispettosa per tutti.”

    L’introduzione di un abbonamento a pagamento sta facendo, ovviamente molto discutere. E sta dividendo anche gli utenti tra chi è favorevole, relativamente pochi, e tra chi ritiene che questo passo sia ancora prematuro.

    In effetti, la tempistica potrebbe indurre a pensare che stiano andando veloce, forse troppo.

    È innegabile però che la piattaforma sta crescendo. E che per alimentare la crescita di una piattaforma, con un progetto importante come questo, c’è bisogno di risorse. E su questo potremmo essere tutti d’accordo.

    Bluesky a pagamento, quali opportunità per utenti e aziende

    La riflessione potrebbe invece vertere sull’opportunità per gli utenti di dotarsi di una versione a pagamento. Quindi riflettere bene cosa questo potrebbe comportare.

    Al momento, se l’abbonamento fosse già disponibile da oggi, le opportunità per chi si abbona sono pari a zero. Nel senso che la piattaforma non è ancora in grado di garantire volumi di interazioni elevate. E questo vale sia per gli utenti abituali che per gli utenti che userebbero la piattaforma per lavoro.

    Questo è un tema che ci porta all’altra notizia. E cioè che è allo studio, confermando i rumors dei giorni precedenti di una forma di pubblicità, diversa da ciò che si vede sulle altre piattaforme.

    Bluesky e la pubblicità sulla piattaforma

    Sempre Jay Graber nei giorni scorsi ha affermato che si sta lavorando su questo fronte, assicurando una forma di advertising più discreta e rispettosa. Ad esempio, si sta pensando ad inserzioni all’interno dei risultati di ricerca. Quindi una modalità lontana dall’invasività dei feed sponsorizzati.

    “Vogliamo esplorare modelli pubblicitari che rispettino l’intento degli utenti”-  ha affermato Jay Graber – “senza mai trasformare la loro attenzione in un prodotto”.

    Un approccio che, se realizzato con successo, potrebbe essere davvero un modello alternativo.

    Di fronte a tutto questo c’è da dire che le aziende inserzioniste ancora non sarebbero pronte a fare questo passo.

    Yes. This experiment will work if you make it your own. Customize your experience, build new ones, make a social network that can be controlled by the people who use it an idea we do not go back on.

    Jay 🦋 (@jay.bsky.team) 2024-12-06T17:44:34.092Z

    Come è sempre accaduto in casi di grandi novità, come è stata allora Clubhouse oppure BeReal, le aziende hanno sempre osservato i fenomeni con grande attenzione. Salvo poi scoprire che il momento per investire arrivava sempre quando lo spettacolo è praticamente finito.

    In questo caso, nel caso specifico di Bluesky, da parte delle aziende c’è molta attenzione e curiosità, ma niente di concreto ancora. Anche perché i numeri non sono ancora sufficienti da garantire ritorni importanti.

    Bluesky e l’attenzione da parte delle aziende

    C’è il rischio quindi che tutto possa ridursi al classico “fuoco di paglia”, rischio forse superato nel caso di Bluesky, ma c’è anche il tema politico che le aziende vorrebbero evitare.

    È evidente che la crescita importante della piattaforma è coincisa con l’elezione di Donald Trump e con le ultime uscite di Elon Musk, proprietario di X e prossimo al suo ingresso nell’amministrazione Trump.

    Quindi si tratta di elementi che al momento non favorirebbero le inserzioni.

    Quello che è da capire, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, è se Bluesky riuscirà a convertire questo entusiasmo in un modello economico sostenibile, senza snaturarsi.

    Sfida molto complicata da vincere, ma val la pena affrontarla.

  • La fuga da X e crescita delle altre app: come chiudere l’account in sicurezza

    La fuga da X e crescita delle altre app: come chiudere l’account in sicurezza

    E la strada di X è segnata e segue quella di Elon Musk. Aumentano gli utenti che abbandonano la piattaforma verso altre app in particolare verso Bluesky ma anche verso Mastodon e Threads.

    Il recente ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, rieletto il 5 novembre 2024, ha avuto un impatto anche sui social media. Si potrebbe dire quasi inevitabile.

    X, quella che una volta era conosciuta come Twitter, ha visto aumentare in modo evidente l’abbandono da parte degli utenti. Un fenomeno che era già iniziato sotto la gestione di Elon Musk. Che ora sembra aver preso un’accelerazione senza precedenti.

    Fenomeno che poi si è sempre verificato in conseguenza di azioni o di affermazioni da parte del proprietario. Basti pensare al “caso Brasile”.

    X: da luogo di conversazione a luogo di scontro

    Da luogo d’aggregazione e conversazione, Twitter si è trasformato con la nuova gestione di Musk in un ambiente che amplifica, e talvolta incoraggia, contenuti estremi. Per molti utenti, X è diventato un simbolo di forte polarizzazione e continua tensione, dove problemi già noti di disinformazione, discorsi d’odio e teorie complottiste sono stati elevati quasi a nuovi “valori” della piattaforma.

    Quello che prima era una debolezza di Twitter è diventato per X una sorta di “caratteristica”: un luogo dove le regole appaiono più fluide, i confini tra libertà d’espressione e incitamento all’odio più sottili.

    La gestione di Musk, con il suo stile provocatorio e irriverente, ha contribuito a fare di X un ambiente che attira e amplifica contenuti controversi. Fino a costituire un vero terreno fertile per la diffusione di ideologie estremiste.

    Molti di voi che seguono questo blog (che da poco ha compiuto 16 anni), e che ringrazio, sanno quante volte è stato raccontato qui delle difficoltà di Twitter. Piattaforma che ha saputo costruire un forte rapporto con le notizie in tempo reale, al punto da diventare punto di riferimento per le informazioni.

    La fuga da X e crescita delle altre app: come chiudere l’account in sicurezza

    Quando Twitter era il centro delle notizie

    Sono tantissimi i casi in cui le notizie sono arrivate prima da Twitter e poi altrove. Su tutti, la morte di Osama Bin Laden.

    Ma, al tempo stesso, la piattaforma nel corso degli anni si è trovata spesso di fronte a contenuti di odio, di razzismo, di violenza. E di non saperli affrontare in maniera adeguata.

    Questo per non voler risolvere il dilemma relativo alla libertà di parola per evitare di scontentare qualcuno.

    Alla fine, con Jack Dorsey che ha saputo cucinare per bene il piatto, Elon Musk si è trovato di fronte la tavola bandita e un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Per portare a compimento il suo disegno.

    Musk è stato scaltro quindi ad approfittare dei tanti problemi lasciati in sospeso su Twitter. E trasformarli in funzionalità vitali su X. La libertà di espressione, il free speech, a copertura e giustificazione di tutto.

    Ed è quello che abbiamo sotto gli occhi ormai.

    Solo che, di fronte a tutto questo, di fronte ad una piattaforma che somiglia sempre più a 4chan o a Truth (e lo diventerà chiaramente ormai), molti utenti iniziano a guardarsi intorno, per cercare di fuggire a questa piattaforma sempre più intrisa di contenuti violenti e di disinformazione.

    È in questo contesto che molti utenti stanno cercando nuove alternative, approdando su piattaforme come Mastodon, Bluesky e Threads.

    La crescita di Mastodon, Bluesky e Threads

    Mastodon

    Con l’esodo da X, Mastodon è riuscito a distinguersi per un modello che non risponde alla logica centralizzata tipica dei social media per come li conosciamo.

    Passata da 3,5 milioni di utenti nel 2022 a quasi 9 milioni nel 2024, Mastodon attrae utenti alla ricerca di una piattaforma davvero decentralizzata. Su Mastodon, l’assenza di un algoritmo centralizzato evita che i contenuti vengano promossi in modo artificiale: ciò permette agli utenti di costruire le proprie reti senza pressioni, stabilendo connessioni che privilegiano affinità reali.

    Questa modalità, pur richiedendo un piccolo investimento iniziale per comprendere il sistema delle “istanze” (i diversi server che compongono Mastodon), rappresenta per molti un ritorno all’essenza stessa della socialità online.

    Bluesky

    L’app fenomeno del momento –  ora è accessibile a tutti, si sta posizionando come una piattaforma pubblica completa e pronta ad accogliere gli utenti alla ricerca di un’alternativa a X.

    Bluesky ha registrato un incremento impressionante di 700.000 nuovi utenti in una settimana, raggiungendo un totale di 14,5 milioni di iscritti subito dopo l’elezione di Trump.

    Bluesky punta su un ambiente trasparente e su strumenti che consentono agli utenti di personalizzare la loro esperienza. Le funzionalità di Bluesky riflettono questa visione: non una piattaforma unica, ma un ambiente dove ogni utente ha un controllo diretto e la possibilità di plasmare il proprio spazio digitale. E speriamo sia così.

    Threads

    Anche Threads, l’app di Meta, ha registrato una crescita rilevante, posizionandosi come un’opzione intuitiva per chi vuole migrare da X ma desidera un ambiente più accessibile rispetto alle logiche decentralizzate di Mastodon. Nell’ultimo mese ha superato il traguardo dei 275 milioni di utenti a livello globale.

    Threads ha costruito un modello che richiama le dinamiche di X, con un’interfaccia familiare. La piattaforma è rapidamente diventata un approdo per chi cerca stabilità, gestita da un colosso come Meta. Solo che, al momento, continua ad evitare il contenuto politico proprio per non essere polarizzante, dando, però, spazio a contenuti che latitano dal punto di vista del valore.

    Le motivazione della fuga da X

    La fuga da X è molto più di una scelta pratica; riflette una profonda insoddisfazione verso la direzione che la piattaforma ha preso.

    Per molti, X non è più uno spazio di discussione aperta, ma un luogo in cui le voci moderate e i contenuti equilibrati rischiano di essere sepolti sotto il peso di continue ed estenuanti narrazioni polarizzate.

    Come riportato da altri, la piattaforma non solo permette la diffusione di contenuti estremi, ma sembra addirittura incoraggiarli, trasformando quelli che una volta erano considerati “problemi” in elementi distintivi della sua identità.

    In un ambiente in cui l’incitamento alla violenza e la disinformazione trovano una visibilità crescente, molti utenti, incluse figure pubbliche e professionisti, sentono di non poter più restare. La scelta di abbandonare X è quindi una ricerca di coerenza, il desiderio di essere presenti su piattaforme che rispettino principi etici condivisi e che riflettano una visione positiva del confronto e della socialità online.

    Ma l’uscita da X ha tuttavia anche le sue sfide: ricostruire le reti sociali, adattarsi a nuove interfacce e comprendere i meccanismi delle diverse piattaforme richiede impegno. Va detto anche che molti utenti considerano questo passaggio come un investimento per un futuro digitale più in linea con i loro valori.

    E allora come fare per lasciare X? E farlo in maniera adeguata? Certo, non basta cancellare tutto e andare via. Di seguito, vediamo alcuni semplici passaggi da compiere prima.

    Guida pratica alla chiusura sicura dell’account X

    Se hai deciso di abbandonare X, è importante fare questo passaggio in modo sicuro, evitando di rivelare a tutte le persone, anche a quelle a cui non lo vorresti far sapere, dove ti trasferirai. Ecco i passaggi chiave:

    Impostare l’account come privato

    Prima di chiudere definitivamente l’account, è necessario passare alla modalità privata. In questo modo, solo i tuoi follower potranno vedere i contenuti e potrai avvisare i contatti di fiducia senza esporre pubblicamente i tuoi nuovi riferimenti. Certo, se sei un account con un seguito molto ampio, l’operazione diventa quasi superflua. Forse meglio prima fare una bella selezione e poi passare alla modalità privata. Impostazioni e Privacy > Privacy e sicurezza > Pubblico, media e tag > Proteggi i tuoi post.

    Scaricare l’archivio dei propri dati

    Nelle impostazioni di X è possibile richiedere una copia dei propri dati, un passaggio essenziale per conservare tweet, messaggi e altre informazioni utili. Questo ti permetterà di mantenere una memoria del tuo tempo sulla piattaforma e, se necessario, di recuperare i tuoi contatti. Impostazioni e privacy > Il tuo account > Scarica un archivio dei tuoi dati>Richiedi Archivio

    Procedere alla disattivazione

    Attraverso la sezione “Account” delle impostazioni, troverai l’opzione per disattivare il profilo. La disattivazione completa avviene dopo 30 giorni, durante i quali è possibile riattivare l’account. Questo periodo di transizione può essere utile per riflettere e valutare la scelta definitiva. Impostazioni e privacy Il tuo account > Disattiva account

    Evitare di annunciare pubblicamente la migrazione

    Per proteggerti da attenzioni indesiderate, evita di condividere su X il nome della piattaforma verso cui ti sposterai. Comunica i tuoi nuovi riferimenti soltanto a persone fidate, magari tramite messaggi diretti o altri canali privati.

    Come già accaduto in passato, pensiamo ad apps toriche come MySpace o a FriendFeed, anche stavolta gli utenti si trovano a dover fronteggiare un cambiamento importante. Un cambiamento indotto, non voluto, e ancora più complesso da affrontare.

    Questo per il fatto che orma sono trascorsi 20 da quando i social media hanno fatto la loro apparizione e le dinamiche sono molto più chiare e concrete.

    Passare da X (Twitter) a un’altra piattaforma non è solo cambiare app. Significa abbandonare dinamiche costruite nel tempo che adesso si è costretti ad abbandonare. Forse ad alcuni tutto questo sembrerà anche eccessivo, ma per chi ha dedicato tempo a queste piattaforme per la costruzione di un proprio spazio digitale, vi assicuro che non lo è.

    Ben vengano altre piattaforme, altre esperienze, sapendo però che tutto sarà più frastagliato e complesso.

     

  • Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    Su Bluesky è finalmente possibile caricare video fino a 60 secondi. La piattaforma, sull’onda della crescita degli utenti abilità la funzionalità tanto attesa. E da oggi si riduce il divario, benché ancora molto ampio, rispetto a X.

    Bluesky sta conoscendo il suo momento di crescita più importante. Il traguardo dei 10 milioni di utenti è ormai sempre più vicino, e questo ha accelerato alcune iniziative.

    Una di queste è quella che la maggior parte degli utenti attendeva da molto tempo: la possibilità di caricare i video.

    Proprio nei giorni scorsi, nel pieno della crescita del numero degli utenti, a seguito del divieto di X in Brasile, Bluesky aveva fatto intendere che sarebbe stata davvero questione di giorni. E così è stato.

    Sarà possibile condividere video della durata massima di 60 secondi, sia tramite app che da desktop, nei formati .mp4, .mpeg, .webm e .mov.

    Su Bluesky adesso si possono caricare i video

    I video approdano su Bluesky

    I video saranno riprodotti automaticamente di default, ma questa impostazione può essere modificata nel pannello delle impostazioni della piattaforma.

    Ogni post permetterà di allegare un solo video e sarà possibile aggiungere dei sottotitoli. Ogni utente può condividere un massimo di 25 video o 10 GB di contenuti video al giorno.

    Grande attenzione è rivolta alla sicurezza, anche se sarà consentito condividere video per adulti apponendo l’etichetta “per adulti”. Questi video possono comunque essere ignorati attraverso le impostazioni di moderazione.

    Bluesky e video, attenzione alla sicurezza

    Sarà quindi richiesta la verifica dell’indirizzo email dell’utente per evitare spam e altri abusi. La piattaforma si riserva la possibilità di impedire la pubblicazione di contenuti video in caso di reiterata violazione delle linee guida della community.

    La piattaforma permetterà lo streaming dei video attraverso le piattaforme Hive e Thorn per garantire verifiche sui video segnalati e per assicurarsi che materiale illegale come CSAM (materiale di abuso sessuale sui minori) non venga pubblicato.

    Il caricamento dei video nei post sarà possibile se l’app è aggiornata alla versione 1.91 o tramite la versione web.

    Con questo passo, Bluesky avanza nel tentativo di colmare sempre più il divario rispetto a X. Divario che resta ancora ampio, ma questa nuova funzionalità potrebbe spingere nuovi utenti ad avvicinarsi alla piattaforma.

    Vedremo se sarà davvero così.

     

     

     

  • Su Bluesky aumentano gli utenti dopo il divieto di X in Brasile

    Su Bluesky aumentano gli utenti dopo il divieto di X in Brasile

    Il divieto di X in Brasile ha spinto circa 3 milioni di utenti verso Bluesky, che ha visto una crescita della base utenti del 50% in una settimana. Arrivando a superare i 9 milioni in totale.

    È una storia che si ripete. Ogni qual volta una piattaforma si trova in crisi, o in disservizio, o, addirittura, vietata da qualche parte, si presenta il fenomeno della migrazione. Vale a dire di uno spostamento degli utenti di quella piattaforma alla ricerca di altri lidi che possano soddisfare le loro esigenze di condivisione.

    In passato li abbiamo visti spesso fenomeni come questi, per lo più legati a momenti effimeri. Ma quello che sta accadendo in questi giorni non è effimero. E per alcune piattaforme potrebbe portare a qualcosa di più.

    Ovviamente il riferimento di tutto questo corollario è per ciò che sta accadendo a X in Brasile. Come raccontato, la piattaforma di Elon Musk è stata messa al bando nel paese guidato da Lula per non aver collaborato con le autorità.

    bluesky utenti brasile franz russo

    3 milioni di nuovi utenti su Bluesky

    Il divieto di utilizzo della piattaforma, reso ancora più rigido con multe salate per gli utenti che verranno trovati ad aggirare il divieto, sta provocando, appunto, il fenomeno della migrazione degli utenti brasiliani di X verso altre piattaforme più affini.

    Ebbene, da quello che si sa, alla giornata di venerdì scorso Bluesky ha visto crescere la sua piattaforma di altri nuovi 3 milioni di utenti. Portando così la piattaforma a superare i 9 milioni di utenti totali.

    this morning we crossed THREE MILLION new users!that brings our total size to over 9 million people. welcome everyone! we're so glad you're here 🫶 (and yes, video is coming soon)

    Bluesky (@bsky.app) 2024-09-06T22:14:04.605Z

    In sostanza, la base di utenti della piattaforma social è cresciuta di circa il 50% nella settimana, più o meno.

    E l’app che si era presentata come vera alternativa a Twitter ha fatto sapere che l’85% dei nuovi utenti proviene da Brasile.

    What a week! In the last few days, Bluesky has grown by more than 2.6 million users, over 85% of which are Brazilian.Welcome, we are so excited to have you here!Here are answers to some common questions about Bluesky:

    Bluesky (@bsky.app) 2024-09-04T17:26:11.424Z

    L’app presentata come alternativa a Twitter

    L’app nata come progetto decentralizzato, finanziato anche da Jack Dorsey con 13 miliardi di dollari, prima che Musk acquisisse Twitter per trasformarla in X, a novembre 2023 contava 2 milioni di utenti. Questo perché fino ad allora la possibilità di accedere sulla piattaforma era su invito.

    Da febbraio di quest’anno Bluesky è accessibile senza vincoli. A maggio di quest’anno gli utenti erano circa 6 milioni.

    Molti erano convinti che Bluesky potesse davvero rimpiazzare Twitter, e X. Ma, nei fatti questo non è successo, non lo è ancora.

    E sarà difficile che accada in tempi brevi. Certo, le difficoltà riscontrate da X in Brasile incentivano gli utenti alla ricerca di nuove piattaforme. Ma la migrazione verso Bluesky è stata ancora minima.

    Ma Bluesky è una vera alternativa?

    Gli utenti brasiliani su X pare siano circa 22 milioni. Ora, se dei 3 milioni l’85% arriva dal Brasile, vale a dire quindi oltre 2,5 milioni, c’è da chiedersi dove siano i restanti 19.450.000 utenti.

    Da quello che si sa buona parte di essi è traslocata verso Threads, l’app di Meta. Solo che al momento la società di Mark Zuckerberg non ha ufficializzato nulla in merito.

    Bluesky, dal canto suo, non vuole sprecare questa occasione. E ha promesso che presto si potranno caricare anche i video. Vedremo.

     

  • Cominciano a cadere le prime alternative a X, come Pebble

    Cominciano a cadere le prime alternative a X, come Pebble

    A un anno dall’acquisizione di Twitter – oggi X – da parte di Elon Musk, l’alternativa Pebble, nata come T2, annuncia la chiusura. Nel panorama dei social media, la concorrenza si intensifica e le nuove piattaforme iniziando ad affrontare difficoltà impreviste.

    A distanza di un anno dall’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk dire che la piattaforma, che ora si chiama X, resista ancora appare cosa ovvia. Resiste ancora, ma non certo con la forza che qualcuno si aspettava.

    Con tutto quello che è avvenuto in questo anno, con il pullulare di alternative a Twitter/X, a distanza di 12 mesi possiamo dire che forse qualcosa sta cambiando. E non è detto che questo cambiamento significhi miglioramento.

    Intanto nel grande mare delle alternative a Twitter qualcuna comincia a arenarsi definitivamente. Ed è il caso di Pebble. Il sassolino smette di funzionare.

    Ascesa e caduta di Pebble, ex T2

    La piattaforma nata inizialmente come T2, fondata da ex dipendenti di Twitter, e poi conosciuta come Pebble ha annunciato che smetterà di funzionare a partire dal 1 novembre prossimo. Una notizia che può sembrare una delle tante che si leggono durante il giorno sul web e sui social media, ma che in verità ci dice molte cose.

    Intanto è che la forza propulsiva di andare oltre Twitter/X si è esaurita e chi andava alla ricerca di alternative a Twitter ha trovato il suo luogo dove restare. E poi, questa notizia ci dice anche che X resta ancora forte, grazie comunque al fatto che molti utenti restano all’interno della piattaforma continuando ad usarla come prima, nonostante i cambiamenti introdotti nell’ultimo anno.

    addio pebble franzrusso.it

    E, ancora, che creare una alternativa a Twitter in realtà è quasi impossibile. Perché Twitter resta una esperienza irripetibile, con tutti i suoi difetti.

    Questo lo si vede proprio dalla fine di Pebble. La piattaforma T2 (e forse, come riconosciuto anche dai fondatori, il cambio di nome deciso negli ultimi mesi non ha aiutato) è arrivata in queste ultime settimane ad esaurire tutte le sue forze, facendo segnare circa 3 mila utenti attivi al giorno su 20.000 utenti registrati. Numeri poi arrivati a 1.000 utenti giornalieri dopo il rebranding.

    Eppure, i numeri erano partiti bene con circa il 60% di conversione sulla base delle decine di migliaia di inviti inviati. Un finanziamento inziale di 1,1 milioni di dollari che includeva investitori come l’ex VP di Google, Bradley Horowitz, il co-fondatore di Android, Rich Miner, e l’ex CEO di Wikipedia, Katherine Maher non è bastato.

    L’ipotesi di Pebble era che gli utenti desiderassero un’alternativa a Twitter che desse priorità alla fiducia, alla sicurezza e alla moderazione, fin dall’inizio. Per questo motivo, e fin dall’inizio, il team fondatore (in cui vi è anche Gabor Cselle, Group Product Manager di Twitter) includeva anche Sarah Oh, ex consulente per i diritti umani di Twitter.

    Pebble continua a credere che il suo approccio alla moderazione fosse corretto. Anche se non è stato alla fine un fattore di crescita.

    Siamo immensamente orgogliosi di ciò che il nostro team e la nostra comunità hanno realizzato insieme – scrive Pebble – e ci sentiamo validati dal fatto che la nostra visione per Pebble si sia rivelata vera: una crescita mirata, sostenuta da un profondo impegno per la sicurezza, può favorire una bellissima comunità online piena di autentica connessione umana. La dura realtà, tuttavia, è che non stavamo crescendo abbastanza velocemente per convincere gli investitori che avremmo avuto successo. Unendosi a un mercato affollato di alternative, la salita diventa ancora più ripida. Per continuare a sviluppare Pebble, avremmo avuto bisogno di più investimenti e più tempo”.

    Già il tempo. La variabile che ormai determina il successo o la fine, come abbiamo visto in questo caso, di un progetto che punta a creare nuove strade. E siccome in questo mare si naviga velocemente, con altrettanta velocità bisogna essere bravi ad imporsi con idee chiare sin da subito.

    E poi, il cambio del nome, come dicevo prima, non ha aiutato. Forse per staccarsi da quella “T” che richiamava subito Twitter si è pensato che un nome diverso potesse essere più attraente. Ma così non è stato.

    Il grande mare delle alternative, dunque, comincia a restringersi, a ridursi verso quelle idee che hanno superato questa prima fase che coincide con il primo anno di X a guida Elon Musk. E sicuramente la chiusura di Pebble potrebbe rivelarsi un segnale da non sottovalutare per tutte quelle alternative che ancora riescono ad attrarre utenti in cerca di luoghi sicuri e alternativi a Twitter.

    Lo scenario delle alternative a X e il futuro

    E pensiamo a Mastodon, a Bluesky, a Threads di Meta, tanto per citare quelle che al momento stanno provando a ricavarsi uno spazio proprio.

    Chiaro che tra tutte Threads sembrerebbe avere una marcia in più, che si chiama Meta. Ma il fatto di non essere presente nei paesi UE e anche quello di non avere ben chiaro cosa fare con la condivisione delle notizie, non è detto che riesce il suo intento. Specie se consideriamo che nel giro di poche settimane dal suo lancio perse circa l’80% degli utenti.

    Senza dimenticare Bluesky. Il progetto iniziale di piattaforma decentralizzata voluto da Jack Dorsey, oggi fuori dalla società, con 1,5 milioni di utenti si candida seriamente come valida alternativa a Twitter/X. Anche se resta ancora in versione beta chiusa, cioè ci accede solo con invito.

    Certo, la crescita di valide alternative avrebbe come ricaduta la perdita di appeal di X. Che si troverebbe a dover fare i conti, in maniera seria, con una situazione molto difficile, dove gli utenti sono in calo e dove la raccolta pubblicitario è crollata, a detta dello stesso Musk.

    Insomma, alla luce di tutto questo resta però il fatto che una delle candidate a sostituire Twitter, come idea iniziale, si ferma. Ce ne sarà una prossima?

  • Bluesky è ora anche su Android, ma resta su invito. Ecco come funziona

    Bluesky è ora anche su Android, ma resta su invito. Ecco come funziona

    A circa un mese di distanza dal lancio su iOS, Bluesky, la piattaforma decentralizzata lanciata da Jack Dorsey, arriva anche su Android. Si presenta come una valida alternativa a Twitter, ma resta ancora su invito. Vediamo come funziona.

    Bluesky, dopo aver aperto la sua piattaforma all’app per iOS il primo marzo di quest’anno, da pochi giorni è approdata anche su Android. Ma, anche se questo può sembrare, e lo è per certi versi, una propagazione significativa, dato che Android è il sistema operativo più usato, c’è da dire che l’app resta sempre e comunque su invito.

    In questi ultimi giorni, proprio in seguito all’approdo su Android, dal punto di vista dei tempi molto vicino alla sciagurata gestione della spunta blu legacy su Twitter da parte di Elon Musk, si è acceso un forte interesse e ora si è aperta una specie di caccia all’invito.

    Se ricordate, quando abbiamo dato notizia dell’apertura dell’app su iOS, avevamo chiuso l’articolo sostenendo che l’arrivo su Android ci avrebbe permesso di capire di più sulla longevità, o meno, di questo progetto. Ovviamente ci si riferiva ad un accesso libero, senza invito, di conseguenza è ancora difficile provare a fare qualche previsione, nonostante il forte interesse che si registra.

    bluesky android come funziona

    Bluesky è disponibile anche da computer, da questo link: staging.bsky.app.

    Prima di provare a fare qualche considerazione in più, sarebbe utile forse fare di nuovo chiarezza sulla natura di questa piattaforma, sulle dinamiche che la alimentano e, anche, provare a tracciare un panorama di piattaforme decentralizzate che al momento esistono.

    Innanzitutto, conviene sottolineare che stiamo parlando di un progetto, Bluesky, che era nato per diventare la piattaforma decentralizzata di Twitter, ecco perché la somiglianza è netta. Quindi da un punto di vista del layout grafico, Bluesky riprende pari pari Twitter.

    Sull’app quindi abbiamo una sezione dedicata al profilo, un menù laterale, una sezione dedicata alla ricerca e poi le notifiche. Al momento si possono caricare immagini ma non video, e non sono attivi neanche gli hashtag. Anche se il motore di ricerca interno permette di cercare termini specifici.

    Non è possibile, ancora bloccare nessuno e non ci sono i DM, i messaggi privati. Si tratta di una situazione da “lavori in corso”, ed è comprensibile.

    Come detto, Bluesky è una piattaforma decentralizzata, ossia un sistema che non dipende da un’entità centrale per funzionare, ma si basa su una rete di nodi indipendenti che collaborano tra loro. Questo significa che non esiste un’autorità che gestisce i dati degli utenti, le regole della piattaforma o la censura dei contenuti. Gli utenti sono liberi di scegliere con chi interagire e quali informazioni condividere, senza intermediari o limitazioni imposte da terze parti.

    Gli sviluppatori dell’app, quindi, non avrebbero il pieno controllo su ciò che gli utenti e gli altri sviluppatori possono fare con la piattaforma. Jack Dorsey non molto tempo fa disse che le piattaforme come Twitter non dovrebbero avere così tanto potere “in termini di decisione su quali utenti e comunità possono esprimersi e su chi è responsabile della moderazione di tali contenuti“.

    bluesky android come funziona

    Tanto per chiarire un altro aspetto riguardo alla gestione di Bluesky, Jack Dorse è stato promotore della piattaforma e oggi siede all’interno del consiglio di amministrazione della società.

    La piattaforma oggi è guidata da Jay Graber, assunta da Twitter nel 2021. Una volta che la società si è costituita, sempre nel 2021, la stessa Graber ne divenne CEO, ruolo che ricopre, appunto, ancora oggi.

    Bluesky è un progetto avviato da Jack Dorsey, il co-fondatore ed ex CEO di Twitter, che lo annunciò nel dicembre 2019, con l’intento di voler finanziare un team indipendente con l’obiettivo di sviluppare uno standard aperto e decentralizzato per i social media.

    L’obiettivo di Bluesky è quello di creare una rete sociale basata su un protocollo comune, chiamato AT Protocol (dove AT sta per “Authenticated Transfer Protocol”), che permetta agli utenti di comunicare tra loro senza passare per un intermediario centrale.

    In questo modo, gli utenti potrebbero scegliere tra diverse applicazioni compatibili con il protocollo, senza perdere i propri contatti o i propri contenuti. Inoltre, il protocollo prevede l’uso della crittografia per proteggere la privacy e l’identità degli utenti, e l’integrazione della blockchain per garantire la tracciabilità e l’immutabilità dei messaggi.

    bluesky android come funziona

    Bluesky, è opportuno ricordarlo, è ancora in fase beta e accessibile solo attraverso la modalità ad invito. Ma come dicevamo in apertura, l’app ha già attirato l’interesse di molti utenti che vedono in Bluesky una sorta di possibile soluzione ai problemi di Twitter nell’era di Elon Musk.

    Volendo dare qualche numero, grazie alla volta di iOS, al momento, Bluesky è stata scaricata 360 mila volte dall’App Store a livello globale, la lista di attesa è cresciuta fino ad 1 milione di persone.

    E l’interesse cresce anche con la versione per Android e lo sarà ancora di più nei prossimi giorni, o almeno così si spera.

    Intanto sull’app ci sono già Chris Messina, l’inventore dell’hashtag, Jack Dorsey, ovviamente, ma anche, da pochi giorni, due persone molto note negli Usa, per motivi diversi, come “dril” e la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez.

    Tra l’altro, a testimoniare che un grande interesse si sta muovendo attorno a Bluesky, la società con un post (e no, non si chiamano tweet) ha fatto sapere che la giornata di giovedì, 27 aprile 2023, ha fatto registrare “il suo ‘più grande salto di un giorno’ di sempre”.

    Se anche le celebrità cominciano ad approdare su Bluesky, allora è probabile, nonostante la modalità ad invito, che qualcosa possa muoversi sul serio.

    Anche se, va detto, quella sensazione di Twitter prima maniera piace, piace molto agli attuali utenti che sperano non venga dispersa.

    Ma, per cercare di arrivare alla conclusione, pur consapevoli che questo di Bluesky resta, qui su InTime Blog, un argomento aperto, restano ancora da capire alcune cose.

    Chiaro che una piattaforma decentralizzata offra come vantaggi la possibilità di offrire maggiore privacy, maggiore innovazione. Ma è anche vero che gli utenti possono riscontrare, ad esempio, minore facilità d’uso, se questa viene paragonata alle piattaforme centralizzate; minore qualità della piattaforma che si manifesta in quella lentezza nel caricare i contenuti che spesso allontana gli utenti.

    Bluesky, come confermato anche da Jay Graber, sta mantenendo la modalità ad invito per definire al meglio il grande tema della moderazione dei contenuti. Tema insidioso e spinosissimo, su cui molte piattaforme sono andate a sbattere. La sfida è quella di riuscire a realizzare una piattaforma sicura dove gli utenti siano pienamente responsabili di ciò che pubblicano. Un sogno praticamente.

    La seconda questione riguarda il modello di business. Al momento da questo punto di vista non ci sono elementi su cui fare qualche considerazione concreta. La piattaforma ora è concentrata a mettere a punto le fondamenta, ma appare chiare che queste fondamenta dovranno dare vita ad una struttura che poi dovrà essere mantenuta in qualche modo.

    E poi, infine, resta da comprendere il tema della portabilità su cui Bluesky, attraverso il proprio AT Protocol, punta molto. L’intento è quello di permettere agli utenti di passare da una piattaforma ad un’altra, riuscendo a mantenere la propria audience, senza vederla dispersa perché c’è qualcuno che un giorno decide di chiudere tutto.

    Questo ultimo è un grande tema che, se davvero andrà in porto, potrà permettere la ricostruzione del proprio grafo sociale anche su altre piattaforme e continuare a restare in contatto mettendo al centro le persone e le relazioni che si costruiscono.

    Però, tutto questo deve trovare una rapida manifestazione, altrimenti le persone si stanca facilmente. Va benissimo, ed è sacrosanto, lavorare sulla moderazione, ne va del successo stesso della piattaforma, ma in tempi rapidi per poi abbandonare subito la modalità ad invito che fa tanto effetto Clubhouse. E poi abbiamo visto come è andata a finire con Clubhouse.

  • Bluesky, l′app decentralizzata è ora in beta privata su iOS

    Bluesky, l′app decentralizzata è ora in beta privata su iOS

    Bluesky, l’app decentralizzata di Jack Dorsey, co-fondatore ed ex CEO di Twitter, è stata lanciata in versione beta privata su iOS. Ricorda molto Twitter e potrebbe essere la vera alternativa alla piattaforma oggi di proprietà di Elon Musk.

    Diciamoci la verità, la fuga da Twitter nei numeri non si è verificata. E Mastodon ha già perso il suo appeal, dove gli utenti sono calati nel mese di gennaio. Segno che la ricerca di una vera alternativa, dopo l’arrivo di Elon Musk come nuovo proprietario di Twitter, non è ancora finita.

    E, tra le tante, l’alternativa più attesa, di cui si parla da tempo e che riguarda proprio l’ex co-fondatore di Twitter, Jack Dorsey, che l’ha pensata inizialmente proprio con Musk (che cortocircuito!), è Bluesky. Ed è notizia di ieri che la versione decentralizzata di Twitter, perché questa doveva essere all’origine, è stata lanciata in formato app per iOS in versione beta privata, sempre su invito.

    Seguendo ciò che riporta TechCrunch, in effetti Bluesky sembra davvero Twitter a partire dalla timeline, per non parlare della pagina profilo. La sensazione di trovarsi su Twitter è davvero reale.

    bluesky twitter ios franzrusso

    Come detto, il progetto Bluesky è stato lanciato da Jack Dorsey, annunciato con una sere di tweet alla fine del 2019, con l’obiettivo di creare una piattaforma libera e decentralizzata, quindi indipendente, per permettere a chiunque di usare i social media come protocollo, come strumenti che ognuno di noi può usare liberamente. Per rendere l’idea in maniera più esplicita, anche se adesso l’esperienza Mastodon è più diffusa per quasi tutti, si parla di una sorta di protocollo simile all’e-mail.

    Dagli screenshot diffusi, si vede che Bluesky ripropone un po’ le dinamiche di Twitter, ci sono i commenti, i “mi piace”, i retweet e i, appunto, profili. Non che sia una novita nel panorama delle alternative a Twitter che esistono oggi, ma è quella che più richiama Twitter anche dal punto di vista grafico. Del resto, da questa versione sarebbe dovuto iniziare il nuovo futuro di Twitter.

    Ovviamente, il passaggio di passaggio di mano della società di San Francisco al proprietario della Tesla ha fatto sì che i progetti di lancio venissero accelerati, in modo da provare a dare una alternativa simile all’originale ai tanti scontenti del Twitter 2.0 di Elon Musk.

    Bluesky si basa sul proprio protocollo social open-source, chiamato Authenticated Transfer Protocol (che sta per Protocollo di Trasferimento Autenticato), in breve, “AT Protocol”. A spiegare, per certi versi, di cosa stiamo parlando, vale la pena riportare la definizione che Bluesky dà di sè come “social network federato“, in cui reti separate esistono all’interno di un unico hub. Appunto, ricorda molto l’idea tecnica di Mastodon.

    AT Protocol si basa su quattro principi, e sono: portabilità degli account, algoritmo, prestazioni e interoperabilità. Sulla base di questi principi, sarà possibile trasferire facilmente i dati del proprio account a un altro provider Bluesky e, anche, di avere un maggiore controllo.

    Secondo Jack Dorsey, Bluesky potrebbe contribuire a ridurre la capacità delle grandi piattaforme centralizzate, come Twitter, di avere così tanto potere nel decidere quali utenti e comunità possono esprimersi e chi è responsabile della moderazione dei contenuti. Un tema molto delicato in questo periodo.

    Teoricamente, Twitter e Bluesky restano legate in qualche modo, se non altro per un finanziamento che la società di San Francisco fece al progetto di Dorsey di 13 milioni di dollari, prima che arrivasse Elon Musk. Ma, alla luce della gestione di Musk è poco probabile ipotizzare che lo stesso Musk decida di dare luogo ad un progetto comune. Sembra, invece, che le due piattaforme vadano avanti ognuna per la propria strada in maniera autonoma.

    bluesky twitter ios franzrusso

    Bluesky, dopo questa fase in beta privata, su invito ricordiamolo, sembra intenzionata ad intensificare la propagazione dell’apertura dell’app e, evidentemente, le cose ormai sono sempre più lanciate verso un rilascio definitivo.

    Sul sito web dell’app è possibile ancora oggi inscriversi per mettersi in lista, se non lo avete ancora fatto.

    In un momento in cui il panorama dei social media va cambiando radicalmente, con un progressivo spostamento verso piattaforme premium che, di fatto, danno vita ad un’altra tipologia di interazione e coinvolgimento, l’arrivo di Bluesky potrebbe apparire come l’approdo ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di una piattaforma dove il controllo dei contenuti è in mano agli utenti.

    E poi, vista la difficoltà che molti hanno riscontrato nel passare a piattaforme tipo Mastodon, non di facile intuizione per tutti, Bluesky potrebbe costituire una sorta di modello “ibrido”, nel proporre una modalità nuova con un approccio allo strumento più adatto a chi cerca soluzioni più immediate e rapide.

    Vedremo quando Bluesky arriverà anche su Android e a quel punto si potrà davvero cercare di fare qualche ipotesi sulla longevità del progetto, o meno.

  • Twitter e le alternative, oltre Mastodon

    Twitter e le alternative, oltre Mastodon

    Da giorni si parla di alternative a Twitter verso cui emigrare. Tutti puntano su Mastodon, ma ce ne sono altre. Anche se, alla fine, Twitter resta una piattaforma non replicabile.

    Da giorni non si fa altro che parlare di alternative a Twitter, pensando che tutto possa precipitare da un momento all’altro. certo, la situazione è complicata, ma non è da ultima spiaggia. Ancora no.

    Ma è dal 27 ottobre, giorno in cui è stato ufficializzato l’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, che si parla di “fuggi, fuggi” dalla piattaforma fondata da Jack Dorsey insieme Biz Stone e Evan Williams (che a sua volta ha fondato Medium). Anche se va detto che al lancio prese parte anche Noah Glass, colui che diede vita al nome Twitter che inizialmente era “Twttr“.

    Ed è da giorni che si parla di Mastodon come unica alternativa a Twitter che sta ricevendo tutti quelli che stanno abbandonando la piattaforma che adesso è in mano a Elon Musk.

    twitter mastodon alternative

    Va detto che questa idea di “fuggi fuggi” in realtà non è proprio nei numeri, molto ridimensionati rispetto a quanto si è dato credere. Anche se, in rapporto alla realtà “decentralizzata”, sono numeri considerevoli. Spesso in questi giorni i server Mastodon sono andati in crash per il troppo traffico da gestire.

    L’idea adesso è quella di fare un po’ un quadro più chiaro sulle alternative.

    Va detto, ad onor di cronaca, che nei giorni scorsi il popolare attore Ryan Reynolds ha deciso di passare a Tumblr, creando un piccolo caso.

    Tumblr è la piattaforma nata nel 2007, come piattaforma di microblogging, che nel 2011, nel pieno della sua forza, venne acquisita da Yahoo!, un progetto mai decollato del tutto. Nel 2019 Verizon (che a sua volta aveva acquisito Yahoo!) la cede ad Automattic, la piattaforma proprietaria di WordPress, la piattaforma per il blogging più usata al mondo. E sono in tanti a credere che Tumblr possa ritornare a splendere come un tempo.

    Mastodon

    Ovviamente partiamo da Mastodon, la piattaforma decentralizzata, di cui già ci siamo occupati in passato, e che sta attirando l’attenzione di tutti, ponendosi come alternativa a Twitter. Ma, nella realtà delle cose, non lo è. Sono in molti a credere che passando a Mastodon ci si ritrovi più o meno con le stesse dinamiche di Twitter, solo che, ripetiamo, non è così.

    Il primo impatto non è facile e nemmeno intuitivo. Essendo decentralizzata, per sua natura, non riprodurrà mai le stesse dinamiche di Twitter.

    I numeri dicono che negli ultimi giorni, a livello globale, la piattaforma ha visto aumentare di 1 milione i suoi utenti (in Italia sono stati 5 mila), gli utenti attivi sono quindi 1,6 milioni. Vedremo se questa tendenza sarà mantenuta nei prossimi giorni.

    Bluesky

    Bluesky è il progetto che l’allora CEO di Twitter, Jack Dorsey, annunciava nel 2019 come il futuro della piattaforma da 280 caratteri. Un futuro libero e decentralizzato, sulla stregua di Mastodon, appunto. Il progetto per la verità è andato avanti e lo stesso Dorsey ha tirato dentro Elon Musk. Adesso c’è molta attesa.

    Il progetto di Jack Dorsey è ormai sulla rampa di lancio, ad oggi sono oltre 30 mila gli utenti in lista di attesa, e molti sperano che da qui possa nascere la vera alternativa a Twitter. Lo stesso Dorsey scrive che il progetto non è competitivo con Twitter. Vedremo.

    Counter Social

    Tra le alternative a Twitter va considerata anche Counter Social che sulla home recita: ““Niente troll. Nessun abuso. Nessuna pubblicità. Nessuna notizia falsa. Nessuna operazione di influenza straniera”.

    La piattaforma si presenta come la prima piattaforma social media ad “assumere una posizione di tolleranza zero nei confronti di nazioni ostili, account bot, troll e reti di disinformazione”. Inoltre, Counter Social promette di non estrarre o vendere alcun dato utente. Su Google la ricerca di Counter Social è aumentata negli ultimi giorni del 160%.

    Tribel

    Tribel da molti è indicata come la vera alternativa a Twitter, ma a Twitter versione Elon Musk per il fatto che la piattaforma, in via preventiva ha già bandito il nome del fondatore della Tesla. “A differenza del Twitter di Musk, non mettiamo le entrate pubblicitarie al di sopra della decenza e della verità” – affermava qualche giorno fa un portavoce di Tribel – ha dichiarato questa settimana un rappresentante del sito – “I fomentatori di razzismo e propaganda pro-Putin non sono i benvenuti su Tribel, la nostra alternativa a Twitter a favore della democrazia”.

    La piattaforma nasce in contrapposizione alle piattaforme con simpatie a destra, come Truth di Trump o Parler di Kaye West. Si è discusso molto di Tribel qualche giorno fa quando Elon Musk pubblicò un tweet, poi cancellato, facendo sembrare che fosse di sua proprietà, o almeno in parte.

    https://twitter.com/TribelSocial/status/1590066851979333632

    Sebbene ci sia stato qualcuno che abbia sostenuto che dietro la piattaforma ci siano proprietari cinesi, nella realtà Tribel è di proprietà di un gruppo di attivisti politici democratici guidato da Omar Rivero e Rafael Rivero, due attivisti filo-democratici proprietari del sito di Occupy Democrats.

    Tribel si presenta con un layout semplice, gli utenti possono rivolgersi a segmenti di pubblico specifici con post al fine, ovviamente, di massimizzare il loro coinvolgimento e personalizzare il proprio feed. Per quelli che ci tengono a distinguersi, vi è l’opportunità di diventare un “collaboratore stellare”, star contributor.

    Cohost

    Cohost, che si presenta con un layout tra Tumblr e Twitter, è la piattaforma più recente, lanciata a febbraio di quest’anno. Promette che non vi è tracciamento dei dati o algoritmi pubblicitari. Attualmente è disponibile solo su desktop.

    C’è da porre particolare attenzione perché non si tratta di una piattaforma gratuita, per ora. Sul sito si legge: “puoi inviarci qualche dollaro al mese per tenere le luci accese”.

    La filosofia di Cohost sta in queste parole, riprese sempre dal sito della piattaforma: “I moderni social media sono progettati attorno a un circolo vizioso di feedback che mantiene gli utenti coinvolti a scapito della loro salute mentale, tutto per far guadagnare più soldi ai loro dirigenti”. Parole chiare che spiegano meglio quale sia lo scopo della piattaforma.

    I post (chiamati ‘coposts’ o ‘Chosts’) appaiono cronologicamente, senza limiti di caratteri e gli utenti possono creare le proprie pagine in stile Tumblr o collaborare alle pagine con altri, dandogli più un aspetto da blog che Twitter.

    Queste le piattaforme che abbiamo ritenuto essere più interessanti e che, nelle loro intenzioni, cercano di avviare gli utenti ad un modo diverso di vivere i social media.

    Certo è che parliamo di alternative che in qualche modo riprendono alcune dinamiche ma non le riproducono nello stesso modo di Twitter, che resta al momento una piattaforma non replicabile.

    Alla base di tutto, bisogna capire bene che cosa si vuole da una piattaforma e quale sia il proprio scopo. Una volta trovata una risposta, allora val la pena di provare per capire quale sia quella che fa al caso nostro.

    Tra tutte, forse, merita l’attesa, e la scoperta, Bluesky, il progetto di Jack Dorsey.