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  • Digital Magics, l’exit di Prestiamoci vale 5,3 milioni di euro

    Digital Magics, l’exit di Prestiamoci vale 5,3 milioni di euro

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    Digital Magics, incubatore di startup, ha avviato il processo di exit di Prestiamoci, la startup finanziaria italiana per il prestito fra privati. La startup viene valutata 5,3 milioni di euro e si fonderà con la norvegese TrustBuddy: l’unica società al mondo di Peer-to-Peer Lending quotata in Borsa

    Digital Magics, incubatore certificato di startup innovative quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ha avviato il processo della settima exit (cessione di una società). È previsto che Prestiamoci, l’unica startup italiana autorizzata come finanziaria da Banca d’Italia per la gestione di una piattaforma di prestiti fra privati su internet, si fonderà con TrustBuddy International AB: l’unica società di Peer-to-Peer Lending al mondo a essere quotata in Borsa.

    Il valore dell’operazione, che prevede l’acquisto del 100% delle azioni di Agata S.p.A. (società che detiene e gestisce il marchio Prestiamoci), ammonta complessivamente a 5,3 Milioni di Euro: 1,5 Milioni saranno corrisposti per cassa e 3,8 Milioni in azioni di TrustBuddy, a una valutazione di mercato che verrà fissata in prossimità del closing. In aggiunta i soci di Prestiamoci riceveranno 10 milioni di opzioni di acquisto delle azioni di TrustBuddy, con rapporto di concambio 1 opzione 1 azione entro il 2018 e uno strike price pari al 160% del prezzo medio del titolo in prossimità del closing. L’operazione è soggetta a due diligence e ad approvazione delle autorità competenti e il closing sarà effettuato entro due settimane dall’ottenimento di dette autorizzazioni.

    TrustBuddy, fondata nel 2009 in Norvegia, è leader mondiale nel suo segmento e attiva sul mercato di 9 Paesi europei. Con oltre 300.000 utenti e sette sedi in Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Estonia e Polonia, TrustBuddy è la più grande piattaforma di intermediazione nella concessione di prestiti a breve termine e dal 2011 è l’unica società di social lending al mondo a essere quotata in Borsa, sul NASDAQ OMX First North, sistema multilaterale di negoziazione della Borsa di Stoccolma. Con questa acquisizione di Prestiamoci, una volta finalizzata, la società norvegese entrerà nel mercato italiano tramite una finanziaria regolamentata da Banca d’Italia e punterà ad accelerare il proprio sviluppo dei prestiti a lungo termine su internet, consolidando ulteriormente la leadership europea e internazionale.

    Digital Magics e gli altri investitori di Prestiamoci, fra cui molti appartenenti al Digital Magics Angel Network diventeranno con questa operazione importanti azionisti di TrustBuddy. Digital Magics detiene attualmente circa il 22,4% di Agata S.p.A., considerando anche la diluizione dovuta alle stock option riservate al top management, con un valore di carico di circa 300 mila Euro. Alla finalizzazione dell’operazione la plusvalenza dalla cessione sarà di circa il 300%, dopo poco più di un anno dal primo investimento.

    La storia di Prestiamoci è un esempio eccellente del valore aggiunto da Digital Magics: partendo da un modello di business disruptive e innovativo che nel resto del mondo registra tassi di crescita a due cifre, Prestiamoci ha ottenuto, in una fase di rilancio, supporto manageriale e strategico dal venture incubator Digital Magics. In meno di un anno l’incubatore e il management di Prestiamoci (Daniele Loro, Michele Novelli, Stefano Miari e Federico Provinciali) sono riusciti a rilanciare e riorganizzare la società, fino a renderla una realtà di successo tanto da attrarre l’attenzione di importanti investitori internazionali e da firmare l’accordo con TrustBuddy.

    Nell’ottobre del 2013 Prestiamoci aveva concluso un round di finanziamento di 550 mila euro, mentre a settembre di quest’anno ha concluso un nuovo round da 450 mila euro.

     

  • Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

    Il panorama Video in Italia: in crescita nei prossimi tre anni

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    Una ricerca di Forrester Consulting, per conto di Videology, svela come i consumatori adotteranno nuove modalità di reperimento di contenuti video. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser rivelando una crescita sempre più rapida del video advertising

    Videology, una delle piattaforme di video advertising leader di mercato, ha diffuso i dati di una ricerca commissionata a Forrester Consulting sull’andamento del video in Italia nei prossimi tre anni. L’indagine ha coinvolto media company, agenzie e advertiser e nonostante le risposte abbiano evidenziato alcune aree di divergenza, le visioni di queste tre principali categorie di attori dell’ecosistema video sono risultate molto simili, preparando così il campo per una crescita e adozione più rapide del video advertising. Tutti concordano, infatti, nel ritenere che i consumatori italiani abbracceranno nuove modalità di reperimento di contenuti video nel prossimo triennio.

    L’uniformità di vedute si evidenzia nel fatto che nei prossimi tre anni aumenterà lo streaming dei programmi tv dai siti web delle varie reti televisive (73% advertiser, 79% agenzie e 66% media company), così come i servizi di streaming online on demand stile Netflix  (71% advertiser, 66% agenzie e 66% media company). La crescita della fruizione di video on demand via satellite o cavo non sembra invece convincere particolarmente media company (57%) e agenzie (60%), con le prime che sono ancora meno ottimiste (46%)  quando si parla di programmazione professionale online originale. Da notare come il 64% degli intervistati ritenga che la visione televisiva in diretta potrebbe rimanere invariata o addirittura diminuire.

    Per quanto riguarda i device maggiormente utilizzati per la fruizione dei video nel triennio a venire, i dati della ricerca evidenziano una maggiore diffusione delle Smart TV (90% advertiser, 70% media company e 69% agenzie) e dei tablet (92% advertiser, 64% media company e 87% agenzie). In terza posizione gli smartphone. Da notare come il 54% degli intervistati è convinto però che la fruizione dei contenuti video aumenterà su un dispositivo al momento non ancora identificabile.

    I prossimi tre anni, secondo gli intervistati, saranno caratterizzati dalla capacità del “second screen” di incrementare le possibilità di interagire con contenuti ulteriori relativi alla programmazione TV (la pensa così 82% advertiser, 70% agenzie e 70% media company) e ai contenuti degli advertiser (73% marketer, 78% agenzie e 70% media company). Oltre il 70% ritiene che il “second screen” offrirà nuove opportunità di engagement pubblicitario.

    Per ciò riguarda i possibili cambiamenti nel settore alla luce delle nuove abitudini dei consumatori nel prossimo triennio, tutti sono concordi nel ritenere che la tecnologia sarà un elemento differenziatore chiave (media company 76%, agenzie 75% e advertiser 74%) e che ci sarà una convergenza tra pianificazione TV e video online (advertiser 71%, media company 70%, agenzie 69%). Oltre la metà degli intervistati è fermamente convinta che ci saranno cambiamenti nel settore.

    In definitiva, la ricerca evidenzia tra gli intervistati un ottimismo generale sul futuro del video. L’ecosistema italiano è convinto che per sfruttare tutte le opportunità future sarà necessario essere in grado di operare sia a livello tradizionale che programmatico, con la flessibilità che sarà la parola d’ordine per il successo futuro della adv technology.

    La ricerca in Infografica

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  • La Social Intelligence è fondamentale per le aziende che vogliono crescere [Survey]

    La Social Intelligence è fondamentale per le aziende che vogliono crescere [Survey]

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    Quanto è considerata l’attività di Social Intelligence all’interno di un’azienda? E quanti sono i CEO che la considerano fondamentale? La Social Intelligence è molto importante per un’azienda che vuole crescere. E per scoprire qualche dato concreto, vi invitiamo a partecipare alla survey di Freedata Labs e di Inspire

    La “Social Intelligence” dovrebbe occupare un ruolo di rilievo sul tavolo di un CEO e che gli indicatori di “Social Expression” dovrebbero essere integrati all’interno delle funzioni tradizionali di Business Intelligence.

    E’ anche giusto, tutto sommato, dire che la “Social Intelligence” è ancora nella sua “infanzia”. Stiamo tutti imparando come procedere. Se digitiamo “Social Intelligence” su Google notiamo che le prime cinque pagine sono piene di link alle definizioni di ciò che è la “Social Intelligence”, a Tools e fornitori di servizi di “Social Intelligence” e a Blog che spiegano come utilizzare la “Social Intelligence” come parte di una strategia digitale.

    La “Social Intelligence” è in gran parte associata ad altre attività di social marketing come il Search Advertising, la Search Optimization, etc. E, in termini di maturità digitale, è posizionato nelle primissime fasi del Maturity Cycle, dove è più spesso utilizzato per monitorare eventuali crisi emergenti nelle comunicazioni o per monitorare ‘buzz’ intorno a specifiche iniziative tattiche, annunci o campagne. E, per i più esperti di Social Media, in particolare nello spazio B2C, viene incorporato nei processi di Customer Service.

    La “Social Intelligence” è quasi sempre considerata un argomento importante per il Marketing ma non sempre raggiunge i CEO o il resto del consiglio di amministrazione. Ecco questa è un’occasione mancata. E, in un’epoca in cui i CEO sono continuamente alla ricerca degli indicatori migliori per capire come saranno le performance future, è un errore.

    Menzionate la parola “Big Data” ai CEO e il loro interesse si accende. Sanno che i “Big Data” sono una cosa importante e che sono qualcosa che devono conoscere. “Social Intelligence” è un sinonimo di “Big Data Analytics”.  Internet è una delle piattaforme più facilmente accessibili per la ricerca di dati non strutturati. Oggi, la “Social Intelligence” è sotto utilizzata e le vengono destinati pochi investimenti.

    Perché? Perché la “Social Intelligence” è classificata all’interno dell’investimento complessivo sui Social Media di una società, e quest’ultimo, di solito, si trova all’interno del reparto Marketing.

    La “Social Intelligence” è spesso meno attraente rispetto al SEO (Search Engine Optimization) e al SEM (Search Engine Marketing), perché è più difficile correlare direttamente i ricavi generati attraverso attività di ascolto del web.

    E’ più facile misurare il ROI delle prestazioni di SEO e SEM nel breve termine e per questo queste attività sono favorite nelle aree Marketing & Sales. La “Social Intelligence”, al contrario, è considerata un’attività accessoria.  Questo è un comportamento miope e limita le potenzialità di questa attività e la qualità delle informazioni a disposizione dei CEO. La “Social Intelligence” è in grado di fornire una serie di indicatori che offrono alle aziende una guida per comprendere in quale direzione andrà il business in futuro.

    Prendiamo ad esempio un’ipotetica azienda:

    La società ABC è un’azienda che fornisce software. Essi si concentrano sul mercato delle risorse umane e la loro visione è quella di essere la scelta numero uno per la richiesta di software da parte dei professionisti di HR nelle imprese di tutto il mercato mondiale. Quindi, quali sono attualmente i punti sui quali si focalizza il CEO? I ricavi, le vendite, i margini, i canali di vendita, la quota di mercato, il prezzo delle azioni, l’EBITA, forse l’NPS (Net Promoter Score), etc…

    Proviamo invece a pensare in modo nuovo. Quali sono gli indicatori di “Social Expression” che saranno importanti per capire l’andamento futuro dell’azienda? Ad esempio:

    1. Noi siamo i fornitori di software più frequentemente menzionati dai professionisti di HR;
    2. I nostri clienti sono dei leader e degli innovatori nell’area delle pratiche di HR;
    3. I nostri dipendenti sono considerati esperti nel campo delle Risorse Umane;
    4. Noi comprendiamo le necessità del mercato e i nostri prodotti rispondono alle richieste;
    5. Gli Opinion leader che giocano un ruolo chiave in questo campo parlano di noi in modo positivo;
    6. Noi attraiamo e tratteniamo i migliori talenti del mercato;
    7. Abbiamo una solida reputazione e i nostri clienti sono i nostri sostenitori.

    Tutto ciò può essere monitorato e quantificato utilizzando la “Social Intelligence” e varie tecniche di analisi. Non solo rispetto agli obiettivi dell’azienda in questione, ma anche contro la concorrenza attuale e futura. Dando la possibilità al CEO di avere accesso a una dashboard che traduca in tempo reale la “Social Expression” in actionable insights, gli rendiamo possibile avere una prospettiva accurata e profonda della società senza doversi basare solamente sulle metriche interne.

    Questo permette al CEO di agire in tutta l’organizzazione, dallo sviluppo del Prodotto, delle Vendite, del Marketing, del servizio, della Finanza e delle Risorse Umane fornendo obiettivi che incorporano indicatori di “Social Expression” che esprimano il rendimento di ogni funzione. In conclusione, noi crediamo che la “Social Intelligence” sia una funzionalità importante da coltivare per le aziende. Dovrebbe essere considerata una parte fondamentale dell’Intelligence Capability di una società e gli indicatori di “Social Expression” dovrebbero essere incorporati nella management dashboard tradizionale.

    Freedata Labs e Inspire stanno aiutando molte società a comprendere come la “Social Intelligence” sia in grado di fornire la direzione strategica, il monitoraggio delle prestazioni e una corretta interpretazione dei dati affinché le informazioni rilevanti divengano fruibili per tutta l’azienda.

    Per questo è stato realizzato un questionario per misurare fino a che punto la “Social Intelligence” è effettivamente utilizzato all’interno delle aziende. Se l’argomento è di tuo interesse ti chiediamo di compilarlo a questo link https://it.surveymonkey.com/s/SocialIntelligence.

    (questo articolo è già apparso sul blog di Freedata Labs)
    (cover image via Fotolia)
  • Enjore, la startup dei tornei pronta al grande salto

    Enjore, la startup dei tornei pronta al grande salto

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    Enjore, la startup nata nel 2012, è oggi pronta al grande salto. In meno di due anni la piattaforma, che permette di organizzare qualsiasi torneo in chiave social, fa registrare numeri e interesse crescenti. Il sogno dunque continua e sono in arrivo nuovi finanziamenti che permetteranno a Enjore di crescere ancora di più

    Enjore nasce nel 2012 da un’idea di Nicola Taranto, oggi CEO della startup. L’idea di Nicola è stata quella di creare una piattaforma che permettesse agli utenti di gestire e vivere competizioni attraverso un sistema organizzativo molto semplice. Enjore, come qualsiasi social network, sfrutta le potenzialità legate alla condivisione di informazioni e contenuti multimediali, all’interno della propria community. E’ quindi un vero social network che, grazie alle sue caratteristiche, dà modo a organizzatori, giocatori e tifosi, di vivere on-line le loro passioni. Su Enjore è possibile organizzare qualsiasi tipo di torneo: da quello sportivo, come tornei di calcio, pallavolo, pallacanestro, pallamano, pallanuoto, rugby, tennis, hockey, tennis tavolo, baseball e football americano a quelli legati al mondo dei videogame, specie di FIFA e PES. Si possono organizzare anche tornei di calciobalilla e di subbuteo.

    Enjore ha subito catturato l’interesse degli organizzatori di tornei e nel giro di pochi giorni dal lancio, erano già un centinaio  i tornei organizzati attraverso la piattaforma.

    Pochi mesi dopo l’inizio dell’avventura, nel marzo del 2013 viene costituita la società e arriva il primo investimento seed di 150 mila euro, che permette a Enjore di migliorare la piattaforma e di far crescere il proprio team.

    Da questo momento in poi, Enjore ottiene un continuo e rapido sviluppo. Aumentano i tornei organizzati sulla piattaforma,  localizzati in Italia, ma anche in Spagna, America Latina e Bulgaria dove Enjore è in forte espansione.

    La crescita e la diffusione della piattaforma in tutto il mondo trova una nuova conferma quest’estate, quando la Rugby League Commonwealth Championship decide di servirsi ufficialmente della piattaforma per la gestione del campionato, un importante evento al quale hanno preso parte le nazionali di Inghilterra, Australia, Canada, Jamaica, Galles, Scozia, Papua Nuova Guinea e Sud Africa, con migliaia di visitatori da tutto il mondo.

    Grandi multinazionali come Hewlett Packard, CarlsbergAdecco e molte altre hanno usato e continuano ad usare la piattaforma Enjore per organizzare i propri tornei aziendali e interaziendali.

    Nel suo percorso di sviluppo, Enjore non dimentica il mobile. Da Gennaio scorso è disponibile l’app per iOS e da pochi giorni è disponibile anche quella per Android.

    Vogliamo completare l’esperienza mobile per dare la possibilità agli organizzatori di gestire totalmente una competizione tramite tablet e smartphone” – ci dice Nicola Taranto, CEO di Enjore – “In questo modo favoriremo  anche le competizioni veloci come i tornei di calciobalilla che ultimamente stanno impazzando su Enjore.”

    Ora Enjore si sta preparando a un nuovo grande salto, con l’avvicinarsi di un prossimo finanziamento, che permetterà alla startup di proseguire il suo ambizioso percorso di crescita.

    Vogliamo diventare l’app delle competizioni!” – continua Nicola Taranto – “Già ora in Italia ci riconoscono per questo e lavoriamo ogni giorno perché presto ci conoscano in tutto il mondo!”

    Oggi Enjore sarà presente a #Bootstrap2014, l’evento dedicato alle startup all’interno dell’Internet Festival 2014 che si sta tenendo a Pisa.

  • App4Mi si aggiudica il “Premio dei Premi per l’Innovazione”

    App4Mi si aggiudica il “Premio dei Premi per l’Innovazione”

    Quolimi App4Mi

    App4Mi, il progetto in ambito smart city del Comune di Milano e RCS MediaGroup, con il supporto dell’incubatore Digital Magics, ha ricevuto ieri il “Premio dei Premi per l’Innovazione” istituito dalla Fondazione per l’Innovazione Tecnologica Cotec

    App4Mi, il progetto in ambito smart city del Comune di Milano e RCS MediaGroup, con il supporto dell’incubatore Digital Magics, che abbiamo molto seguito anche noi di InTime, ha ricevuto ieri il “Premio dei Premi per l’Innovazione” istituito dalla Fondazione per l’Innovazione Tecnologica Cotec, nella categoria Grandi Gruppi.

    Conferito dal Presidente della Repubblica italiana e consegnato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, On. Stefania Giannini, il premio è stato assegnato a RCS con la seguente motivazione: “Per essere stata, unitamente al Comune di Milano, promotrice e organizzatrice di App4Mi, il programma volto a valorizzare gli open data del Comune tramite un concorso per la realizzazione di app basate sui dati della municipalità e un campus formativo per giovani sviluppatori e designer, incentivando l’imprenditorialità digitale.”

    Il premio è stato ritirato da Alceo Rapagna, Chief Digital Officer di RCS MediaGroup e per il Comune di Milano dal Direttore Generale Giuseppe Tomarchio, e dall’Assessore alla Mobilità, Ambiente, Metropolitane, Acqua Pubblica, Energia Pierfrancesco Maran.

    Sono molto lieto di questo prestigioso riconoscimento. Compito di un’azienda è anche quello di promuovere in maniera concreta l’innovazione dialogando con istituzioni e cittadinanza, e di favorire la nascita e lo sviluppo di una imprenditorialità di successo. App4Mi è l’esempio di una efficace collaborazione tra RCS e il Comune di Milano che ha valorizzato le capacità progettuali presenti sul territorio su argomenti di interesse per la collettività”, ha detto il presidente di RCS MediaGroup Angelo Provasoli.

    La prima edizione di App4Mi, che ha registrato un importante coinvolgimento della cittadinanza con più di 1.000 iscritti ai corsi gratuiti di App4Mi Open Campus organizzati da Digital Magics, ha messo a disposizione di giovani, studenti, laureandi e micro imprese gli Open Data dell’Amministrazione comunale premiando le migliori 10 nuove app con riconoscimenti per un totale di 20.000 euro, e ha messo in palio per i concorrenti del concorso alcuni stage. Le app premiate hanno sviluppato soluzioni nei campi di turismo e tempo libero, cultura ed education, mobilità, traffico e trasporti, green, sociale e sanitaria, e disabilità.

    Anche il numero delle app che hanno partecipato al contest è stato significativo con 75 App, delle quali 64 ammesse nella gallery di valutazione finale. Si è trattato di un risultato di notevole importanza, confrontato per esempio con l’analoga esperienza di New York, che ha selezionato 57 App concorrenti nella prima edizione del contest, nel 2010, 96 nel 2011 e 54 nel 2012.

  • Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat-Logo

    Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che consente di inviare foto ad amici solo per pochi secondi, ha annunciato che Kleiner Perkins Caufield & Byers ha accettato di investire nella società. Di conseguenza, il valore arriva ad essere di 10 miliardi di dollari e gli utenti attivi sono già 100 milioni

    Il settore della messaggistica istantanea si conferma essere di grande interesse per gli investitori e per le grandi società di capitali di rischio e oggi ne abbiamo una nuova conferma. Tutti voi conoscete, più o meno Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che permette di condividere foto con amici per pochi secondi, trascorsi i quali le foto scompaiono. Un servizio mobile che negli Usa ha ottenuto subito un grande successo. Ora, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la startup, nata nel 2011 e fondata da Bobby Murphy ed Evan Spiegel, ha annunciato che una delle più importanti società di venture capital, Kleiner Perkins Caufield & Byers, KPCB, ha accettato di investire nell’azienda. Un passaggio importante questo che dovrebbe tradursi in un investimento di 20 milioni di dollari entro maggio. E questo basta per far lievitare il valore dell’azienda fino a 10 miliardi di dollari.

    Va tenuto presente che stiamo parlando di un’azienda che al momento non ha un chiaro modello di business e dunque non ha ricavi da presentare. Ma a quanto pare i rumors che circolano da tempo trovano conferma, infatti da circa due mesi a questa parte i due fondatori hanno colloquiato con diversi investitori per raccogliere investimenti. Appare evidente che l’ingresso di questo importante partner permetterà a Murphy e a Spiegel di affinare il loro progetto di advertising che pare possa iniziare già entro la fine di questo anno. Snapchat solo lo scorso anno era valutata poco più di 2 miliardi di dollari e quindi con questo nuova valutazione entra a far parte dell’Olimpo delle startup del settore “tech” più “preziose”. E tra queste figurano Uber (18 mliardi di dollari), Airbnb, Dropbox, Xiaomi, e adesso Snapchat, (10 miliardi di dollari), Palantir (9,3 mld di dollari), Jingdong (7,3 mld di dollari), Pinterest (5 mld di dollari), Zalando (4,9 mld di dollari), e via tutte le altre.

    Evan Spiegel e Bobby Murphy
    Evan Spiegel e Bobby Murphy

    Per dare qualche informazione su Kleiner Perkins Caufield & Byers, bisogna ricordare che l’azienda è stata fondata nel 1972, ed in passato ha avuto modo di investire in Google e anche in Amazon. KPCB ha acquisito pacchetti di azioni anche di Facebook e Twitter, ma solo dopo che le due aziende hanno superato un certo valore di diversi miliardi di dollari.

    E sempre oggi, Snapchat fa sapere che gli utenti attivi sono più di 100 milioni e i due terzi di questi effettuano accesso giornaliero. Solo un paio di giorni fa WhatsApp, acquisita da Facebook per 19 miliardi di dollari,  ha fatto sapere di aver superato i 600 milioni di utenti attivi. Twitter ne ha ad oggi 271 milioni di utenti attivi.

    Solo qualche mese fa, Evan Spiegel, uno dei co-fondatori di 24 anni, aveva rifiutato la cifra di 3 miliardi di dollari che Mark Zuckerberg aveva offerto per l’acquisizione. Adesso si parla di trattative con Microsoft, ma adesso non c’è nulla di concreto.

  • La sfida delle startup alla Battaglia delle Idee 2 – #BattleSA

    La sfida delle startup alla Battaglia delle Idee 2 – #BattleSA

    Sta ormai per partire la “Battaglia delle Idee 2”, la due giorni organizzata da Ninja Marketing e Ninja Academy che si terrà 5 e 6 Luglio al Teatro Ghirelli di Salerno. E la sfida è aperta agli aspiranti statupper che potranno far conoscere la propria idea e sperare di raggiungere il successo che fu di Buzzoole nella prima edizione

    Ormai manca davvero pochissimo alla “Battaglia delle Idee 2“, l’evento dedicato a startupper, imprenditori e professionisti organizzato da Ninja Marketing e Ninja Academy che si terrà il 5 e il 6 Luglio a Salerno presso il Teatro Ghirelli. In questi due giorni si assisterà gratuitamente a workshop e seminari tenuti da rappresentanti della scena digitale internazionale. Potete consultare il vasto e interessante programma sul sito www.labattagliadelleidee.it. Questa è dunque l’occasione per presentare la vostra idea e partecipare alla competizione e sperare di vincere premi che potranno essere poi utili per far crescere l’dea stessa. E i prodotti e servizi di consulenza in palio sono quelli dai partner tecnici Rocket Fuel, Mediainformer, 56Cube, MailUp, Snav, Ninja Academy e Viralbeat. Sempre sul sito ufficiale dell’evento trovate tutte le informazioni per iscrivere la vostra idea alla #BattleSA e prenotare i biglietti gratuiti d’ingresso.

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    Nella prima edizione la startup che risultò vincente fu Buzzoole, la quale poi entrò a far parte di 56Cube e oggi è una delle startup più innovative nel panorama italiano.

    Nella prima edizione della Battaglia delle Idee, il maestro cerimoniere fu Marco Zamperini. Questa seconda edizione è dedicata alla sua memoria e vi prenderà parte anche la figlia Rebecca che chiuderà l’evento domenica 6 Luglio con “Net Generation: crescere oltre i limiti e le opportunità della tecnologia”, alle ore 12:45.

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    Teatro Ghirelli – Salerno

    Per chi non potrà essere a Salerno, ci sarà comunque la diretta streaming su Tiscali.

    Ma la Battaglia dell Idee è anche Musica, infatti  a presentare la Battaglia sarà la speaker radiofonica di radio 105 Kris Grove e l’evento si chiuderà, domenica 6 luglio, con l’esibizione di Francesco Paura, DJ Uncino e dei Funky Pushertz, esponenti di spicco della scena rap/hip-hop campana.

    Allora facciamo un grosso in bocca al lupo a tutti gli startupper che presenteranno le loro idee, questa sarà una bella occasione per farsi conoscere. E facciamo un grosso in bocca al lupo agli amici di Ninja Marketing per l’evento che sarà di sicuro un grande successo.

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  • Al via Linkontro Nielsen 2014: Insieme, per una svolta

    Al via Linkontro Nielsen 2014: Insieme, per una svolta

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    Linkontro arriva quest’anno all’edizione numero 30. A partire da giovedì 22 fino a domenica 25 Maggio 2014, al Forte Village di Santa Margherita di Pula (CA), attraverso un programma ricco di spunti interessanti e di personalità di prestigio, ci sarà modo di sviluppare il tema che caratterizzerà questa edizione, e cioè: “Insieme. Per una svolta”

    Da giovedì 22 e fino a domenica 25 Maggio, presso il Forte Village di Santa Margherita di Pula (CA), prende il via Linkontro, l’evento per la business community italiana legata al mondo dei consumi, organizzato da Nielsen che quest’anno arriva alla sua 30° edizione. Tema dell’evento di quest’anno è: “Insieme. Per una svolta”. Il programma delle giornate è come sempre ricco di spunti e di personalità prestigiose che svilupperanno il tema portando la propria esperienza e confrontandosi soprattutto sulle idee.

    L’apertura della 30° edizione de Linkontro sarà affidata, giovedì pomeriggio, a Mitch Barns, chief executive officer di Nielsen. Nel corso dell’esclusiva tre giorni di incontri, dibattiti e workshop, più di 500 top manager di oltre 250 aziende leader nel largo consumo si confronteranno sui temi e gli spunti relativi alla stringente attualità: relatori nazionali e internazionali di prestigio si alterneranno sul palco de Linkontro per riflettere insieme ai partecipanti sugli scenari futuri e le opportunità di cambiamento.

    Usciti dalla recessione e da una delle crisi economiche più pesanti dei tempi moderni – dichiara Giovanni Fantasia, Amministratore Delegato di Nielsen Italia – abbiamo imboccato la strada, tutta in salita, della ripresa. Tra pochi e deboli segnali di crescita e molti ostacoli ancora da superare, le nostre imprese si trovano a competere in un contesto di mercato completamente diverso da quello cui erano abituate”.

    L’agenda dei lavori si sviluppa su 3 macro sessioni dedicate agli scenari economici e di impresa, alle dinamiche dei mercati e agli impatti del digitale sullo sviluppo delle aziende del largo consumo.

    Leadership, etica, flessibilità e collaborazione – conclude Fantasia – sono i fari che stanno orientando il delicato processo di cambiamento. Nielsen ha la forza di riunirli in un unico evento: dopo trent’anni, possiamo dire con orgoglio che Linkontro è per contenuti, continuità e qualità dei partecipanti, il più importante evento italiano per la business community legata al mondo dei consumi”.

    A Linkontro 2014 sono attesi, tra gli altri, personaggi, oltre al già citato Mitch Barns, come Corrado Formigli, Beppe Severgnini, Jean Paul Fitoussi, Alessandro Banfi, Fabio Vaccarono (Google), Daniele Bossari.

  • AppsBuilder, nuovo round da 1 milione di euro da United Ventures

    AppsBuilder, nuovo round da 1 milione di euro da United Ventures

    appsbuilder

    AppsBuilder, la startup italiana che consente la pubblicazione e la distribuzione di mobile apps, ha annunciato un nuovo round da 1 milione di euro da United Ventures. La raccolta della società raggiunge quota 2,5 milioni di euro e il nuovo finanziamento servirà per la crescita su nuovi mercati e per investire su nuovi prodotti

    AppsBuilder, la piattaforma per la pubblicazione e distribuzione di app mobile, annuncia un nuovo round di 1 milione di euro da parte di United Ventures, primo fondo di investimento in Italia nel settore delle tecnologie digitali. L’investimento di United Ventures porta così a 2,5 milioni di euro il finanziamento totale ricevuto dalla società a partire dalla sua fondazione nel 2011.

    Obiettivo primario di questa nuova iniezione di capitale è l’accelerazione ulteriore della crescita sui mercati esteri più competitivi. L’azienda si concentrerà, inoltre, sull’acquisizione di nuovi talenti nell’ottica di un piano strategico che mira a rendere il prodotto altamente competitivo e a raggiungere gli obiettivi di business determinati da uno dei settori di maggior traino sui mercati globali.

    La startup fondata da Luigi Giglio e Daniele Pelleri, con un aumento di fatturato del 40% negli ultimi sei mesi e circa 1 milione di utenti in oltre 70 paesi del mondo, continua il suo percorso di crescita e si attesta come alleato strategico per PMI e grandi aziende che mirano a costruire una solida presenza sul mercato mobile e raggiungere nuovi clienti grazie alle app.

    Il nuovo finanziamento consentirà ad AppsBuilder di potenziare il settore della ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di ampliare il proprio portfolio di servizi e prodotti mobile entro il 2015.

    United Ventures è entusiasta di investire in una società così innovativa guidata da un team ambizioso e altamente qualificato. Siamo estremamente fiduciosi nelle capacità di crescita di AppsBuilder e ci aspettiamo risultati straordinari per il 2014 e per il futuro”, ha dichiarato Massimiliano Magrini, Co-founder e Managing Partner di United Ventures.

    Nel 2013 gli utenti dell’applicazione erano più di mezzo milione e ad un anno di distanza sono 800 mila, con una media di quasi 7.400 applicazioni create ogni mese. L’applicazione è usata in 70 paesi ed i servizi sono diffusi in sei differenti lingue.

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  • E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

    E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

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    LinkedIn, il popolare social business network, ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, 100 dei quali risiedono negli Usa. Ogni giorno sono 15 milioni i profili consultati via mobile, 1,45 milioni le offerte di lavoro e 44 mila domande di impiego in oltre 200 paesi

    LinkedIn ha oggi reso ufficiale il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, un traguardo certamente importante per il socia business network per eccellenza. Ricordiamo che si parla di utenti registrati e non di utenti attivi, come sarebbe stato più interessante sapere, ma al momento da LinkedIn non ci sono risposte in questo senso. Comunque sia, questo rimane un risultato importante che andrà certamente vagliato coi prossimi dati del Q1 2014, quando saranno resi noti anche i dati finanziari del primo trimestre 2014. A inizio anno gli utenti registrati erano 277 milioni, quindi 23 milioni in più in soli tre mesi. Ma LinkedIn negli ultimi mesi sta puntando molto al mercato asiatico, quello cinese in particolare grazie al lancio, nel mese di Febbraio, del Simplified China 领英, operazione che dovrebbe consentire di raggiungere 140 milioni di nuovi utenti.

    Altro aspetto su cui LinkedIn punta, anche se non in modo esclusivo a differenza di altri, è certamente il Mobile. Ogni giorno dai dispositivi mobilie gli utenti consultano 15 milioni di profili, 1,45 milioni di offerte di lavoro e sono 44 mila le domande di impiego. E a quanto pare nei prossimi mesi, sicuramente nel 2015, ci sarà modo di svelare nuove applicazioni che si andranno ad affiancare a Pulse e a Slideshare che permetterà a LinkedIn di svilupparsi ancora di più sul mobile.

    Come giù dichiarato in altre occasioni, obiettivo di LinkedIn è quello di riuscire ad agganciare i 3 miliardi di individui che rappresentano la forza lavoro mondiale. Ora si è appena al 10% e di strada da fare ce n’è ancora tanta. Al solito, gli Stati Uniti sono il paese più rappresentato, ben 100 milioni gli utenti che provengono da lì. Seguono poi India, Brasile, Gran Bretagna e Canada.

    L’Information Technology è il settore professionale più rappresentato, così come lo era già 5 anni fa. Seguono poi Servizi legati alla sanità, Edilizia, Istruzione e Amministrazione.

    Nel corso degli ultimi 5 anni gli uomini sono passati dall’essere rappresentati dal 61% al 56% di oggi, mentre le donne sono passate dal 39% al 44%. Quindi crescono di più le donne e va ormai vero un 50 e 50.

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