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  • Quando la crisi diventa opportunità, ecco 3 storie concrete

    Quando la crisi diventa opportunità, ecco 3 storie concrete

    Quando la crisi diventa una opportunità. Ecco 3 storie concrete che arrivano dalla provincia di Siena. Le difficoltà si superano grazie al digitale.

    Abbiamo più volte ricordato, soprattutto a noi stessi, che di fronte ad una grande crisi, si presenta sempre un’opportunità. Già nel 1933 Franklin D. Roosevelt diceva “l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa“, frase diventata ormai celebre. In una condizione in cui tutto sembra non avere alcuna via d’uscita, è quello il momento in cui, invece, dobbiamo tirar fuori le nostre miglio energie.

    La crisi pandemica ha messo in difficoltà le aziende, i professionisti, la società tutta. Le difficoltà si possono superare, si devono. E poi, noi italiani abbiamo dimostrato come in questi casi sappiamo sempre tirar fuori il meglio di noi stessi. La nostra storia, dal secondo dopo guerra ad oggi ne è piena.

    crisi opportunità giango franzrusso.it 2021

    Ebbene, senza voler scomodare i grandi esempi che ci hanno tirato fuori spesso da difficoltà che sembravano insuperabili, in questa occasione vogliamo portare alla vostra attenzione delle storie italiane, di aziende che hanno saputo guardare oltre e mettersi in gioco, sfruttando gli strumenti a disposizione. Sono storie di provincia che mettono in evidenza come il territorio ha, e avrà ancora di più, la sua importanza.

    Le storie che stiamo per raccontarvi arrivano dalla provincia di Siena, da settori diversi, storie di chi ha saputo trasformare la crisi pandemica in opportunità. E come hanno fatto? Semplice, hanno investito su nuove idee e nuove forme di comunicazione.

    E sono le storie de La Fabbrica del Panforte, Safety&Privacy e il festival internazionale Siena Awards, che sono state supportate, fra la prima e la seconda ondata del Coronavirus, dall’agenzia di comunicazione Giango di Siena. La stessa agenzia ha lanciato, lo scorso aprile, in piena pandemia, il manifesto Via la maschera! articolato in sette punti chiave per trasformare la comunicazione restando sé stessi. L’iniziativa va avanti coinvolgendo altre altre attività.

    Ma vediamo nello specifico le 3 storie.

    La Fabbrica del Panforte: l’e-commerce per ripartire

    Fabbrica del Panforte opportunità crisi

    La Fabbrica del Panforte, azienda artigianale di Siena, è nata nel 1993 con una mission: far conoscere al mondo la tradizione dei dolci senesi che affonda le sue radici nei secoli scorsi. Di fronte alle limitazioni derivate dalla pandemia da Covid-19 e al blocco dei consueti canali di vendita, con la consulenza e l’affiancamento di Giango si è pensato di puntare sull’e-commerce per raggiungere tutti i consumatori che volessero continuare ad acquistare i prodotti, online. Sono stati curati il lancio e la creazione dell’identità di un nuovo prodotto: P.Forte, una barretta energetica realizzata con gli ingredienti del panforte pensata per chi fa sport grazie alle sue proprietà nutrizionali: zuccheri, proteine, grassi e carboidrati. Ecco, un piccolo esempio di come sfruttare gli strumenti che si hanno a disposizione possono aiutare ad andare avanti.

    Safety&Privacy: sito web e blog per ripartire in sicurezza

    Safety&Privacy crisi opportunità giango

    Safety&Privacy è una realtà senese che opera da 25 anni nel settore degli impianti di sicurezza. Con il supporto di Giango, ha trasformato il Covid-19 in opportunità e ha sviluppato nuovi servizi puntando soprattutto sul digitale per la loro promozione: dal sito web al blog fino ai canali social. Insieme ai malintenzionati, il nemico da combattere è diventato anche il virus, rafforzando la protezione della casa e dei luoghi di lavoro. Con questi obiettivi e investendo su nuove idee e strumenti, l’offerta di Safety&Privacy è stata estesa e sta proponendo anche prodotti anti Covid-19, quali sistemi di sanificazione degli ambienti, di conteggio delle persone, di misurazione della temperatura per controllare gli accessi e di controllo delle distanze interpersonali.

    Siena Awards: nuove forme di immaginazione con il Digitale

    Siena Awards è il festival internazionale dedicato alle arti visive che ogni anno riunisce centinaia partecipanti da tutto il mondo e di cui l’agenzia senese ha curato anche il rebranding puntando sulla brand idea “il mondo dell’immaginazione”. L’incontro fra le arti visive e i linguaggi digitali ha dato forma alla mostra “Non potevamo immaginare l’inimmaginabile”, che ha unito reale e virtuale e ha acceso i riflettori sul lockdown nel mondo. L’esposizione, installata a Siena ma visibile da ogni parte del globo grazie alla app Siena Awards è stata composta da 24 pannelli di grande formato con ritratti di uomini e donne uniti da un QR Code sulla bocca che ricordava la mascherina anti Covid. Aprendo ogni QR Code è stato possibile vedere l’immagine originale e un video inedito girato durante il lockdown dai fotografi che hanno partecipato ai premi del Siena Awards, con immagini provenienti da città di tutto il mondo che hanno accompagnato lo spettatore a viaggiare con l’immaginazione e a scoprire prospettive inedite di grandi città del mondo che era impossibile pensare e immaginare prima della pandemia.

    Ecco, queste 3 storie sono piccole, ma possono essere di grande ispirazione per tante altre aziende a trovare la modalità giusta per affrontare un momento non facile. Ci piaceva condividerle anche con voi.

  • Vino e Digitale 2019, cresce l’e-commerce e sui social si punta sulla qualità

    Vino e Digitale 2019, cresce l’e-commerce e sui social si punta sulla qualità

    Cresce l’e-commerce e la presenza sui social media viene curata avendo più attenzione per la qualità. Potremmo così sintetizzare la nuova edizione, la sesta, della ricerca che Omnicom PR Group Italia effettua ogni anno per analizzare la presenza online delle prime 25 aziende vinicole italiane, per fatturato. E ci sono altri dati interessanti, con infografica.

    Sin dalla prima edizione abbiamo seguito sempre con grande interesse questa ricerca che Omnicom PR Group Italia effettua ogni anno per analizzare la presenza online delle prime 25 aziende vinicole italiane, per fatturato. Giunta alla sesta edizione, possiamo dire che le aziende vinicole cominciano a comprendere il valore dell’e-commerce, si nota una crescita in questo senso, anche se ci si aspetterebbe di più, e, soprattutto, ad orientare la propria presenza online, sul web e sui social media, verso la qualità. Tutti elementi che avevamo messo in evidenza analizzando le prime edizioni della ricerca e siamo ben felici di riscontrare questa direzione. Resta ancora qualcosa su una migliore user experience sui siti web, si una migliore implementazione di strumenti rivolti all’assistenza clienti, ma si può affermare che le aziende vinicole italiane hanno compreso bene l’importanza del contenuto come veicolo per una migliore relazione con i consumatori.

    E ora, passiamo a vedere i dati della nuova ricerca, un po’ più nel dettaglio.

    vino digital social media 2019

    Le aziende vinicole e i social: cresce Instagram

    Lo avevamo già notato lo scorso anno con la precedente edizione e ne troviamo conferma anche in questa edizione. Alle aziende vinicole piace Instagram e questo si riflette in una crescita del seguito. Instagram continua a crescere rispetto a tutti gli altri social, con un incremento di follower del 71% rispetto al 2018, segno di un crescente interesse verso il social network da parte dei brand ma anche da parte dei giovani verso il mondo del vino. Oggi sono 17 su 25 le aziende ad avere un account ufficiale (contro le 15 del 2018 e le 6 del 2014).

    Facebook rimane stabile con 21 aziende su 25 ad avere un account ufficiale mentre migliora la frequenza di aggiornamento settimanale (72% delle cantine nel 2018 contro l’84% del 2019).

    YouTube e Twitter non invertono il trend degli ultimi anni, risultano poco presidiati e aggiornati (il primo utilizzato spesso come “archivio”, il secondo per comunicare sporadicamente news sull’azienda).

    Si fa spazio l’e-commerce

    Nell’epoca di Amazon e dei player specializzati in e-commerce del vino è interessante notare che, negli ultimi 12 mesi, le aziende con e-commerce proprietario sono passate da 3 su 25 (2018) a 6 su 25 (2019).  Una controtendenza quindi, forse guidata dalla volontà di accompagnare il consumatore lungo tutto il percorso d’acquisto, senza lasciare a terze parti, nell’ultimo miglio, storytelling, packaging del prodotto e assistenza clienti. In alcuni casi il vino è la chiave per poter vendere altri prodotti alimentari o un’esperienza sul territorio.

    classifica vino digitale 2019

    Le aziende vinicole e il contenuto legato al territorio

    Tutte le aziende menzionano, a vario titolo, i vitigni autoctoni (nel 2018 erano il 64%, nel 2014 solo il 19%). Varia il livello di approfondimento: alcune cantine non si limitano a citarli, ma dedicano spazio alla descrizione dei vitigni e alla scelta di utilizzo, altre dedicano particolare attenzione al tema con un’intera sezione del loro sito (e un racconto del programma di utilizzo e recupero dei vitigni autoctoni).

    13 cantine su 25 (52%) fanno riferimento a percorsi di degustazione (nel 2018 erano il 40%, solo il 15% nel 2014) alcune, con una comunicazione pensata direttamente per il consumatore, hanno sezioni dedicate e approfondimenti. Le più virtuose sfruttano anche la vocazione turistica del territorio, spesso con menzione di aree e luoghi da visitare. Interessante il trend del “food pairing” (abbinamenti vino-cibo) che vede 10 aziende su 25 protagoniste.

    Seppur con diversa intensità, nel 2019 il 100% delle aziende (76% nel 2018 e 37% nel 2017) tratta il tema sostenibilità menzionando certificazioni, efficienza energetica, gestione sostenibile delle risorse naturali e agricoltura priva di pesticidi.

    Infine, la narrativa su iniziative di responsabilità sociale è ancora agli albori, e approfondisce le attività principalmente legate all’arte e alla cultura. Oggi ne parlano 7 aziende su 25.

    Aziende vinicole, lingue e chat

    Le aziende scelgono di comunicare principalmente in lingua italiana e inglese sui loro siti. Nel 2019, dopo l’italiano (25 su 25), abbiamo l’inglese (21 cantine su 25) seguito dal tedesco (7 su 25), cinese (3 su 25) e russo (2 su 25).   Nonostante le potenzialità di alcuni paesi emergenti, si preferisce ancora concentrare gli sforzi sulle lingue delle mete “tradizionali” per il nostro export.  Sui canali social, 10 aziende su 25 propongono contenuti in lingua straniera. Di queste 10, solo 5 hanno pagine interamente dedicate a mercati esteri.

    Per ciò che concerne le chat, quasi tutte su Messenger, solo 12 aziende su 25 hanno risposto a richieste di informazioni. Un’area di miglioramento questa in quanto le chat possono indirizzare gli utenti verso contenuti per loro rilevanti (come ricerca prodotti, educazione sul territorio, eventi e percorsi enogastronomici, etc.).

    Infine, nessuna delle aziende vinicola offre podcast, formato in crescita per creare una relazione sempre più stretta con i propri consumatori. Chissà che non se ne cominci a vedere qualcosa il prossimo anno.

    Aree di miglioramento arrivano anche dall’user experience di alcuni siti, concepiti fino ad oggi per essere solo una vetrina di prodotti (solo 8 su 25 hanno un punteggio superiore al 7 in una scala da 1 a 10) e poco ingaggianti con i visitatori. Infine, continuano ad essere importanti in ottica SEO (Search Engine Optimization) i siti esterni di qualità (link-in) che rimandano ai website delle cantine, su questo un buon lavoro di ufficio stampa e digital PR può aiutare molto.

    Allora che ne pensate di questi dati? Qui in basso l’infografica completa.

    vino digitale 2019 infografica

     

  • Il mercato Digitale in Italia vale il 3,7% del PIL e occupa 285 mila persone

    Il mercato Digitale in Italia vale il 3,7% del PIL e occupa 285 mila persone

    Quante volte ci siamo chiesti “ma quanto vale il mercato digitale il Italia?”. E a questa domanda risponde la nuova Federazione Digitale, organismo nato da Netcomm e IAB Italia, con i dati IAB Italia e EY che rilevano che il Digitale in Italia vale il 3,7% del PIL con un valore di 65 miliardi di euro.

    Quante volte ci si chiede “ma quanto vale il mercato digitale in Italia?”, ecco a questa domanda oggi si può rispondere con i dati di IAB Italia e EY recentemente presentati dalla nascente Federazione Digitale, organismo nato da Netcomm e IAB Italia. Ebbene, il Digitale in Italia vale il 3,7% del PIL, con un valore di 65 miliardi di euro, in crescita dell’11,6% rispetto al 2017 e del 22% rispetto al 2016. A trainare questa crescita ci sono l’e-commerce, che vanta una crescita anno su anno del 14%, e l’online advertising, con una crescita del 13%, due comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, che genera un incremento anche in termini di occupazione: il numero di lavoratori del settore è passato dai 253.000 del 2017 ai 285.000 del 2018 (+12,7% anno su anno).

    Secondo una ricerca svolta da PageGroup, il mercato digitale degli ultimi anni ha offerto nuove opportunità professionali a migliaia di persone distribuite in settori differenti. In particolare, PMI e grandi gruppi multinazionali incrementano costantemente le assunzioni nell’advertising, settore che registra la maggiore crescita (61% del totale degli inserimenti digitali), seguito da e-commerce (21%) e brand (19%).

    mercato digitale italia 2018

    mercato digitale italia 2018 occupazione

    Gli altri comparti, tutti in crescita, sono: Digital Marketing (+8%), Tecnologia (+8%), Servizi Professionali (+7%), altri (+10%).

    Altro elemento che questi dati ci danno è quello dell’indotto che il mercato Digitale in Italia riesce ad attivare, ossia la capacità del mercato e delle aziende che vi operano di estendere ancora di più le opportunità ad altre aziende che hanno l’opportunità di entrare in un mercato in crescita. E anche qui i numeri sono interessanti.

    mercato digitale italia 2018 indotto

    Se, come abbiamo visto prima, il mercato digital in Italia vale 65 miliardi di euro, considerando l’indotto si arriva a 89 miliardi di euro. Gli effetti dell’indotto si rilevano anche in termini occupazionali. Infatti, il numero degli occupati cresce fino a 675 mila unità.

    Insomma, il mercato Digital in Italia ha una sua entità ben delineata che genera profitti ed occupazione. Certo, bisognerebbe rendersene più conto e investire di più in questo senso

  • L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

    L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale come sempre, arriva il resoconto di We Are Social che ci offre una bella panoramica, digital e social, sul nostro paese. Tanti i dati interessanti, come quello relativo alla popolazione italiana sui social media che è di 35 milioni di utenti, in crescita di circa il 3% rispetto allo scorso anno. In leggero calo il tempo speso sui social media ora di 1 ora e 51 minuti. WhatsApp scalza Facebook in termini di utilizzo.

    E arriva, puntuale come sempre, lo studio Digital 2019 di We Are Asocial, insieme a Hootsuite, una delle indagini globali più complete molto attese per la ricchezza di informazioni che offre. Come sempre facciamo, essendo un documento molto ampio, e dettagliato, qui vogliamo fornirvi quelle che per noi sono i dettagli più interessanti che riguardano l’ampio panorama dedicato all’Italia. Ci concentreremo quindi molto nell’osservare come è cambiato in un anno l’atteggiamento degli utenti italiani verso i social media, che restano comunque sempre molto amati

    Iniziamo subito col dire che, come già sottolineato in altre occasioni, è cresciuta la penetrazione internet nel nostro paese nel 2018, anche se, a guardare anche questi dati, i numeri forniti da più parti sono un po’ discordanti. In ogni caso, va sottolineata questa crescita che, se guardata da certi punti di vista, è ancora molto lontana rispetto ad altri paesi del nord Europa. Lo studio in questione riporta una popolazione italiana Internet di 54,8 milioni di italiani, con una penetrazione del 92%. Un dato che va molto oltre rispetto a quello fornito da Agcom e da Audiweb che restano intorno al 71% di penetrazione con una popolazione internet intorno a 41/42 milioni di utenti.

    utenti internet italia 2019

    Dal punto di vista della frequenza, l’88% della popolazione si connette a Internet ogni giorno, mentre l’11% lo fa solo una volta alla settimana. E cosa fanno gli utenti su Internet? Il 92% guarda contenuti video; dato interessante il 16% dichiara di connettersi a Internet per giocare e l’11% per guardare altri che giocano. Il 30% degli utenti internet italiani dichiara di servirsi della ricerca vocale, fenomeno che vedremo prendere piede sempre di più nel nostro paese. Curioso il dato relativo al “ride hailing”, ossia la ricerca di un’auto o di un’auto con conducente, ne fa uso il 3,8% della popolazione internet.

    I Social Media in Italia, nel 2019

    Ma vediamo ora la parte che sicuramente interessa di più e che tutti attendevano ed è la parte dedicata ai social media in Italia. Sono dati che ci accompagneranno lungo tutto il 2019, anche se, come sempre facciamo qui sul nostro blog, cerchiamo di integrarli nel corso dell’anno con altri dati che vengono aggiornati man mano.

    utenti social media italia 2019

    Iniziamo col dire che, rispetto allo scorso anno, la popolazione italiana sui social media cresce ed arriva ad essere di 35 milioni di utenti. Anche se, va detto, cresce ma solo in misura modesta: solo il 2,9%, vale a dire 1 milione di utenti in più (il 59% della popolazione internet). Dato interessante che volevamo segnalare è che di 1 milione cresce anche la popolazione social media italiana da mobile, nel 2018 erano 30 milioni, adesso sono 31 milioni.

    utenti social media piattaforme tempo italia 2019

    Ma media delle piattaforme social media usate dagli utenti italiani è di 7,4 per persona e solo l’11% usa questi strumenti per lavoro. Il tempo medio trascorso sui social media dagli utenti italiani è leggermente in calo rispetto allo scorso anno. Il dato aggiornato riporta un tempo media di 1 ora e 51 minuti, mentre il tempo medio registrato lo scorso anno era di 1 ora e 53 (dato a sua volta in calo rispetto all’anno precedente). Il dato si spiega, forse, per il fatto che gli utenti adesso hanno a disposizione più piattaforme su cui suddividere il loro tempo a disposizione. Ma si parla sempre di circa due ore di media al giorno.

    E adesso vediamo quali sono queste piattaforme su cui gli italiani trascorrono circa 60 ore al mese.

    utenti social media piattaforme italia 2019

    Il grafico che vediamo ci mostra subito una novità rispetto allo scorso anno, e cioè che al secondo posto WhatsApp scalza addirittura Facebook. Stiamo parlando delle piattaforme più usate, non sorprende quindi questo dato. La piattaforma più usata dagli italiani resta, anche rispetto al dato dello scorso anno, sempre YouTube e dimostra pienamente il dato di cui parlavamo prima, cioè del fatto che il 92% degli italiani su internet guarda contenuti video.

    Un balzo in avanti lo fa registrate anche Instagram, e restiamo sempre nella grande famiglia Facebook, che rispetto allo scorso anno supera Messenger, 55% contro 54% in termini di utilizzo.

    Ma il salto più interessante, conoscendo bene la storia di questa piattaforma, lo fa registrare Twitter che in un solo anno, sempre in termini di utilizzo, si porta alle spalle di Messenger. Un dato incoraggiante questo per la piattaforma da 280 caratteri che nelle ultime settimane ha avviato un ampio processo di aggiornamenti, la maggior parte dei quali sono tuttora in fase di test per un pubblico ristretto. Vedremo poi il prossimo anno se queste innovazioni sulla piattaforma otterranno l’effetto sperato, cioè quello di aumentare la base utenti e anche in coinvolgimento sulla piattaforma.

    Alle spalle di Twitter troviamo LinkedIn che recupera terreno rispetto a Skype. Interessante il balzo in avanti di Pinterest che cresce in termini di utilizzo in un anno del 9%, un dato questo che è molto in linea con quanto rilevato di recente dall’Osservatorio dell’Agcom. Dietro resiste anche Snapchat che si piazza davanti a piattaforme che non erano menzionate lo scorso anno come WeChat, Twitch, Badoo, Reddit e Viber.

    Avrete certamente notato l’assenza di Google + che è ormai prossimo alla pensione, infatti la notizia è che dal prossimo 2 aprile di quest’anno la piattaforma non sarà più attiva.

    audience utenti social media italia 2019

    Qualche parola, in chiusura di questo nostro commento allo studio di We Are Social, e Hootsuite, Digital 2019, è dedicata a questa slide che non era presente lo scorso anno e che, siamo sicuri, interesserà molto i marketer che stanno leggendo questo post. Riguarda l’audience delle singole piattaforme più usate, un dato che torna utile a chi deve programmare delle campagne e studiare strategie social. Da un primo sguardo, come ovvio sono dati interessanti, all’interno dello studio trovate poi una panoramica molto più dettagliata che vi consigliamo di consultare e conservare. Come potete notare per Facebook e Instagram i dati che altre agenzie o enti hanno fornito corrispondono all’audience rilevata anche da questo studio, notate come la presenza maschile femminile sia quasi in parità sulle due piattaforme. Ci incuriosisce, invece, il dato relativo a Twitter che viene dato qui con una audience di 2,35 milioni di utenti, molto al di sotto di quanto rilevato di recente anche da Agcom che da una audience almeno quattro volte più ampia. E qui viene registrata una presenta maschile superiore a quella femminile, 68% contro il 32%, etichettando quindi Twitter come una piattaforma preferita dagli utenti uomini. Se questo è vero, non convince l’audience e non convince nemmeno la distribuzione tra maschi e femmine. Il grosso problema è che non vi è modo di stabilire, in questo caso, quali siano dati che possano avvicinarsi al dato reale, soprattutto perchè Twitter non ha mai fornito un dato relativo agli utenti registrati più dettagliato. Anche perchè l’advertising per Twitter risulta ancora un punto debole.

    Interessante, e molto, il dato relativo a LinkedIn con una audience di 12 milioni, dato il linea anche con quelli di Agcom, con una presenza maschile del 53% e femminile del 47%.

    Ecco, queste le nostre considerazioni su Digital 2019 che vi consigliamo di scaricare e consultare. E ci piacerebbe sapere cosa ne pensate, lasciate quindi un commento qui in basso oppure partecipate alle conversazioni sui nostri canali social.

  • Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    L’anno che è appena iniziato si prospetta ricco di novità tech e digital, a cominciare dal 5G che sarà disponibile per tutti. Ma c’è attesa anche su Facebook in relazione alle sentenze in seguito alle audizioni dello scorso anno; c’è attesa per nuovi progetti in streaming come Disney+; e c’è attesa anche per lo smartphone pieghevole. Insomma, ce ne saranno delle belle, scopriamole insieme.

    Il 2019, l’anno che è appena iniziato, sarà un anno molto tech e digital. Come molti di voi già sapranno, specie se appassionati del genere, il 2019 è l’anno in cui è ambientato Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott del 1982, in cui si vedevano alcune tecnologie che oggi sono davvero realtà. Basti pensare ai cartelloni pubblicitari digitali, alle machine controllabili attraverso la voce, alle videochiamate. L’anno appena iniziato si prospetta quindi un anno molto interessante da questo punto di vista e ci sembrava quindi giusto partire da questo elencando, grazie al Wall Street Journal, tutte le novità che ci attenderanno nei prossimi 12 mesi.

    La privacy su Facebook

    Il 2018 è stato per Facebook e Mark Zuckerberg un anno orribile, al punto che lo stesso fondatore del colosso di Menlo Park ha scritto i un post, a fine anno, che l’azienda ha “cambiato il suo DNA” e che, comunque, ci vorranno anni prima di rimediare ai gravi errori come fake news e Cambridge Analytica, per intenderci. Il 2019 sarà per Facebook cruciale per il fatto che sono attese le sentenze in seguito alle audizioni presso il Congresso americano e la Commissione Europea. Da qui potranno anche scaturire multe salate per Zuckerberg che deve affrontare un lento e progressivo abbandono della piattaforma da parte degli utenti più giovani.

    novità tech digital 2019 franzrusso.it

    Nuovo software per iPhone

    C’è molta attesa per il nuovo lifting dell’iPhone che dovrebbe cambiare radicalmente rispetto alla versione del software attuale, fermo ormai da 12 anni con la “home” centrale. Un format che è stato poi ripreso anche da Android. Nel 2019 potrebbe arrivare un aggiornamento che potrebbe riportare iPhone ai fasti iniziali, sarà quindi interessante vedere anche come si muoverà la concorrenza.

    Il 5G si diffonderà su larga scala

    Nei giorni scorsi Vodafone Italia ha annunciato ormai l’avvio a Milano del 5G per l’80% dei milanesi, diventando capitale europea della connessione veloce. Ma il 5G si estenderà presto in altre città italiane e in tutti i paesi del mondo, al punto che molti produttori di dispositivi mobili stanno realizzando modelli compatibili. Il 5G sarà la vera rivoluzione del 2019.

    Harry Potter in realtà aumentata

    Niantic, società che oggi vale 4 miliardi di dollari e che ha lanciato il gioco in realtà aumentata Pokemo Go, sarebbe ormai pronta al lancio di “Harry Potter: Wizards Unite“, il gioco in realtà aumentata ispirato al famoso maghetto creato da J. K. Rowling che potrebbe addirittura superare il successo di Pokemon Go, e diventare quindi la nuova mania dell’anno.

    Il modello Amazon Go si estenderà ancora

    Amazon Go, il punto vendita fisico del colosso Amazon senza cassiere, sarà lanciato anche in altre città, sicuro New York e si parla anche di una apertura anche a Londra. Ma nel 2019 vedremo questo modello estendersi ancora di più. Microsoft ha già fatto sapere di essere all’opera su l’attuazione di un modello analogo che potrebbe vedere la luce già nel 2019. Ma altri sono pronti a fare lo stesso.

    Auto a guida autonoma

    Tra le novità tech attese nel 2019 non può non esserci l’auto a guida autonoma, che proprio novità non è. Ma in questo nuovo anno vedremo il diffondersi di auto senza guidatore impiegate nella consegna di prodotti anche freschi. C’è attesa anche di prossimi modelli che verranno lanciati al CES di Las Vegas nei prossimi giorni.

    Nuovi progetti in streaming

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno della concorrenza a Netflix che dovrà affrontare un anno in cui verranno lanciati nuovi progetti streaming. Uno su tutti è Disney+, il servizio streaming del colosso dell’intrattenimento, con un’offerta che spazierà dalla Marvel a Star Wars, fino alla Pixar. Insomma, per Netflix si tratterà di un nuovo concorrente non facile.

    L’Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno dell’Intelligenza Artificiale, nel senso di nuovi sviluppi. E infatti, parlare di Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole sarà una novità molto interessante. Come sappiamo, ogni volta che diamo un’ordine ad Alexa o a Google Home, la nostra voce è registrata e inviata ad un servizio cloud. Ora, per ovvi problemi di privacy, il prossimo passo sarà di “trattenere” tutto al livello del proprio dispositivo: si potranno avere consigli dall’assistente vocale, ad esempio, anche con il telefono in modalità aeroplano.

    Fortnite cambierà il mondo gaming

    Fortnite sarà ricordato sicuramente come il fenomeno gaming del 2018. Ma l’incredibile successo del videogioco ad oggi più popolare al mondo cambierà il mercato inevitabilmente, introducendo con il concetto di videogame sempre più social network. Nel 2019 non mancherà quindi il lancio di giochi simili.

    La salute a portata di smart watch

    Il settore health, quello della salute, sarà sempre di più, nel 2019, nel mirino dei grandi colossi tech che già nel 2018 hanno puntato decisamente a questo settore, basti pensare solo al nuovo modello di Apple Watch. Saranno quindi molti i dispositivi che lanceranno nuovi software per dispositivi indossabili che gestiranno una mole crescente di dati personali. E questa sarà la vera sfida, staremo a vedere.

    Lo smartphone pieghevole da portare in tasca

    Il 2018 ha visto una leggera contrazione del mercato degli smartphone e anche un rialzo dei prezzi. Il 2019 dovrà essere un nuovo anno id svolta che ormai sembra prefigurare lo smartphone tascabile. Il fatto che negli anni siano cresciuti di dimensioni da un lato ha aumentato le loro performance, a ma dall’altro ha creato un problema “di spazio”. Potrebbe arrivare la soluzione a questa dicotomia con i primi telefoni pieghevoli, all’inizio forse un prodotto di nicchia per gli amanti della fantascienza, ma poi progressivamente alla portata di tutte le tasche. Samsung è ormai pronta al lancio del 2019.

    Ecco queste saranno le novità tech e digital che ci attenderanno nel 2019, ovviamente vi racconteremo anche gli sviluppi qui sul nostro blog e continuare a seguirci.

  • Ritorna la Museum Week 2018, dal 23 al 29 aprile, all’insegna del vivere insieme

    Ritorna la Museum Week 2018, dal 23 al 29 aprile, all’insegna del vivere insieme

    Riparte da oggi, 23 aprile, fino a domenica 29 aprile, la quinta edizione della Museum Week 2018, l’evento dedicato ai musei, alle gallerie, alle biblioteche e ai entri scientifici di tutto il mondo. L’edizione è dedicata al “vivere insieme”, alla cittadinanza e alla tolleranza. Ecco tutti gli hashtag da usare durante la settimana e si inizia con #womenMW.

    Riparte da oggi (ormai da qualche ora), 23 aprile, uno degli eventi digital e social, dedicati alla cultura, più attesi. E’ la Museum Week 2018 (#MuseumWeek), l’evento dedicato ai musei, alle gallerie, alle biblioteche e ai entri scientifici di tutto il mondo che è giunto ormai alla quinta edizione. Con gli anni sono cresciuti gli istituti, i musei e tutti i centri di cultura che hanno colto l’invito di condividere (e raccontare), durante tutta la settima, con temi diversi, la propria storia, invitando gli utenti ad essere parte attiva di questo racconto. Perchè solo comunicando e coinvolgendo si possono attrarre le persone a visitare un museo o un luogo culturale. Il racconto diventa strumento di coinvolgimento e la Cultura in questo ha molto da insegnare. Il successo di questa settimana è racchiuso in questo semplice concetto.

    museumweek 2018

    L’iniziativa quest’anno ha come leit motiv quello del “vivere insieme”, della cittadinanza e della tolleranza. Temi che indicano il fatto che la cultura, la scienza, l’istruzione sono oggi vitali per lo sviluppo delle società odierne. Ogni hashatag scelto per le giornate della settimana riflette proprio questo leit motiv.

    E si inizia oggi con un hashtag che gli organizzatori hanno scelto, a sua volta, come fondamentale per tutta l’iniziativa. Si parte quindi con #womenMW, per raccontare, segnalare donne che si sono distinte nell’arte, nella cultura, nella scienza, donne quindi artiste, intellettuali, scienziate.

    Domani, 24 aprile, si prosegue con #cityMW, le città viste come luogo di nascita di artisti, musicisti, scienziati. Ma le città sono la struttura stessa della società, quindi l’invito è condividere anche l’idea della città del passato con quella de futuro.

    Il 25 aprile è il giorno di #heritageMW, in questa giornata si celebra il patrimonio in tutte le sue forme. Il 26 aprile è dedicato a #professionsMW, una giornata dedicata alle professioni delle strutture, dei suoi talenti, ma anche delle professioni che possono interessare anche gli utenti più giovani.

    hashtag museum week 2018

    Il 27 aprile è dedicato ai bambini con #kidsMW, un giornata in cui le strutture possono raccontare come coinvolgono gli utenti più giovani e con quali attività, ma è un modo per raccontare la visione dell’arte della cultura rivolta ai più giovani.

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    Il 28 aprile è la giornata di #natureMW, giornata dedicata alla natura raccontando il ruolo che essa gioca all’interno delle strutture. Ma è anche una giornata per vivere la natura dal punto di vista dell’arte, della storia e delle scoperte scientifiche.

    L’ultimo giorno, il 29 aprile, è dedicato a #differenceMW, una giornata per raccontare come l’Arte, la Cultura vivono il tema della “differenza”, ma anche come viene vissuto il nostro rapporto con gli altri genera la nostra connessione con il mondo. Una giornata davvero originale.

     

  • Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale, come ogni anno, We Are Social pubblica l’interessante report di inizio anno sullo stato del Digitale a livello globale, con una bella panoramica sui singoli stati. Guardando quindi all’Italia, gli utenti online sono 43 milioni e 34 milioni sono gli utenti sui Social Media che crescono del 10% in un anno, con un tempo medio giornaliero di 1 ora e 53 minuti.

    E’ certamente uno dei report, di inizio anno, più attesi quello di We Are Social che con Global Digital 2018 ci offre uno spaccato globale dello stato del Digitale, con interessanti focus, sempre più dettagliati, per ogni singolo paese. Nel dare uno sguardo di insieme, ci concentreremo, ovviamente, sui dati che riguardano il nostro paese, come sempre molto interessanti.

    Il report, che We Are Social ha realizzato in collaborazione con GlobalWebIndex, GSMA Intelligence, Statista, Locowise, SimilarWeb, rileva che ad oggi la popolazione mondiale su Internet è di 4 miliardi (erano 3,7 miliardi lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 53%. Gli utenti attivi sui social media a livello globale sono 3,2 miliardi (2,8 miliardi lo scorso anno, quindi +13%) con un tasso di penetrazione del 42%. In Europa, gli utenti online sono 674 milioni con una penetrazione dell’80%, quindi media molto alta rispetto a quella globale, con una popolazione sui social media di 448 milioni di utenti, con una penetrazione del 53%, media pari a quella globale.

    social media digital 2018

    Guardando invece i dati che riguardano il nostro paese, notiamo che cresce la popolazione online, arrivando ad oggi ad essere di 43,3 milioni (erano 39,2 milioni lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 73% che cresce del 7% rispetto al 2016. Gli utenti che usano i social media in Italia sono 34 milioni, con un tasso di penetrazione del 57%, un dato superiore, anche se di poco, alla media globale; era del 46% lo scorso anno.

    Il tempo medio che un utente italiano spende su Internet è 6 ore e 8 minuti al giorno, dato superiore al Regno Unito (5 ore e 51 minuti) e a quello della Germania (4 ore e 52 minuti). Se cresce la penetrazione dei social media, passando dal 52% dello scorso anno al 57% del 2018, va detto che cala leggermente il tempo medio trascorso al giorno sui social media. Se lo scorso anno il tempo medio che un utente italiano trascorreva sui social media era di 2 ore al giorno, oggi il tempo si riduce a 1 ora e 53 minuti. Pensate che nel 2015 era di 2 ore e mezza al giorno.

    panorama digital social media italia 2018

    uso digital social media italia 2018

    Nuovo dato che il report offre in questa edizione 2018 è quello relativo all’ad-blocker, ossia gli utenti che utilizzano strumenti per bloccare la visione dei annunci pubblicitari durante la navigazione. In Italia la percentuale è pari al 35%, un dato che se visto nell’insieme non è altissimo, ma è comunque un dato utile da conoscere e da valutare. Negli Usa, ad esempio, si arriva al 45%, mente in Giappone di registra la percentuale più bassa con il 16%.

    Dato interessante è ancora quello che riguarda il mobile. In Italia il tasso di penetrazione del fenomeno è dell’83% con 49,2 milioni di utenti su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti. E se prima abbiamo visto che la popolazione italiana sui social media è di 34 milioni, quella attiva sui social media da mobile è di ben 30 milioni con un tasso di penetrazione del 51%, con una crescita del 7% in un anno pari a 2 milioni di utenti. Erano infatti 28 milioni quelli attivi da mobile lo scorso anno. Da considerare, inoltre, che la velocità di connessione da mobile (30,69 Mbps) è ormai sempre più vicina a quella da desktop (31,96 Mbps), tenendo conto anche che il 40% degli utenti accede a Internet sempre più, e solo, da mobile. Anche il traffico da mobile aumenta, +16 in un anno contro il -6% del traffico da desktop. Dai che devono indurre tutti ad una riflessione più approfondita.

    Ma entrando nel dettaglio rispetto agli utenti italiani che usano i social media, notiamo che tra le piattaforme più usate in Italia, YouTube mantiene il suo primato, passando dal 57% dello scorso anno al 62% di quest’anno; subito dopo troviamo Facebook che passa dal 55% al 60%. Il balzo in avanti lo fa WhatsApp, passando dal 48% dello scorso anno al 59% di quest’anno. A questo punto è lecito pensare che il prossimo anno possa trovarsi in seconda o prima posizione. Del resto, durante in 2017 lo abbiamo scritto più volte che WhatsApp risulta l’app più usata in termini di utenti attivi, ultima conferma l’abbiamo avuta con i dati di App Annie, confermando l’app di messaggistica istantanea come la più scaricata del 2017 sia da iOS che da Android.

    piattaforme usate social media italia 2018

    Continuando a vedere le piattaforme più usate in termini di utenti attivi, dopo WhatsApp troviamo l’altra app di messaggistica di Facebook che è Facebook Messenger che passa dal 33% al 39%. Restando sempre nella famiglia Facebook, subito dopo troviamo Instagram che passa dal 28% dello scorso anno al 33% con 16 milioni di utenti mensili, con 51% di utenti donne e 49% di utenti uomini.

    Scende Twitter che lo scorso anno era dietro Instagram, adesso dal 25% al 23%, un dato che non sorprende per la verità, nonostante l’aumento dei caratteri e una maggiore attenzione per la sicurezza. Il 2018 deve essere per Twitter l’anno della svolta, certo affermazione già fatta qui sul nostro blog, ma ormai siamo davvero al giro di boa: o si innova o si rischia di rovinare tutto.

    Fermo Google+ al 25%, dato interessante da notare è l’arretramento dell’1% rispetto allo scorso anno di LinkedIn, che pasas dal 19% al 18%, facendosi superare dal Skype che arriva al 21%. Pinterest è fermo al 15%. Arretra anche Snapchat che passa dal 10% dello scorso anno al 9% di quest’anno. Anche l’app del fantasmino giallo deve riprendere vigore, altrimenti il destino potrebbe essere già segnato. Arretra anche Tumblr, dall’11% all’8%.

    Questi i dati che ritenevamo più interessanti, anche se resta il consiglio di scaricare il report che riguarda il nostro paese da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo scenario. Fateci sapere cosa ne pensate tra i commenti oppure sui social.

  • 3 italiani su 10 ammettono di essere dipendenti dalla Tecnologia

    3 italiani su 10 ammettono di essere dipendenti dalla Tecnologia

    Un recente studio di GFK, condotto a livello globale, mette in evidenza quanto in realtà siamo dipendenti dalla tecnologia, più di quanto immaginiamo. Dalla ricerca emerge infatti che il 29% degli italiani intervistati ammette di essere dipendente dalla tecnologia. A livello globale il dato sale al 34%.

    La tecnologia ormai ha invaso le nostre vite, il nostro lavoro, le nostre relazioni. Tutto, o quasi tutto, quello che ci circonda ha a che fare con la tecnologia. Basti pensare allo smartphone, il dispositivo che tutti gli italiani posseggono, e c’è pure ch ne ha due, che ormai è diventato il prolungamento della nostra esistenza. Con questo dispositivo lavoriamo, restiamo in contatto con i nostri amici e i nostri cari, facciamo anche la spesa. Insomma, hai voglia a parlare di “digital detox“, in qualche modo la tecnologia e il digitale sono sempre più parte della nostra esistenza, anche quando vorremmo “staccare un po’”. Ma staccare da cosa?

    1 italiano su 3 dipendente tecnologia smartphone franzrusso.it 2017

    La ricerca di GFK, condotta i 17 paesi nel mondo, Italia compresa, sulla base di 22 mila interviste ci dice che sono in tanti quelli che non riescono a fare a meno della tecnologia, cioè quelli che ammettono di esserne dipendenti: il 34% a livello globale e il 29% degli intervistati italiani, in pratica 3 su 10.

    I dati italiani della ricerca di GFK

    Per intenderci bene, quel 29% di italiani che ammette di essere dipendente dalla tecnologia, in pratica afferma che ha difficoltà a stare lontano da smartphone, pc, tv, tablet e altri dispositivi, anche quando sa, in cuor suo, che potrebbe tranquillamente farlo.

    Le risposte degli italiani sono in linea con quelle che GFK ha rilevato nel resto del mondo, con alcune particolarità interessanti. Come abbiamo già ricordato, nel nostro paese, la percentuale di chi ammette di avere problemi di dipendenza da tecnologia è del 29%, mentre il 20% dichiara di non avere nessun problema.

    Anche in Italia, come nel resto dei paesi coinvolti nell’indagine, non ci sono differenze significative tra uomini e donne nel livello di dipendenza dalla tecnologia. La situazione però cambia se guardiamo i dati per reddito e fasce d’età emergono alcune particolarità tipicamente italiane.

    Innanzi tutto, nel nostro paese la fascia d’età maggiormente dipendente dalla tecnologia è quella dei trentenni (37%) e non i teenager (35%), come succede nel resto del mondo. Al terzo posto ci sono i quarantenni con il 34% mentre la fascia 20-29 anni è solo al quarto posto con il 32%. Come succede anche a livello internazionale, le persone con più di 60 anni sono quelle che hanno meno problemi in assoluto (18%) con la dipendenza da tecnologia. Sono quindi molto tranquilli.

    Anche guardando al reddito, l’Italia presenta dei risultati diversi rispetto alla media internazionale. Nel nostro paese le persone che fanno più fatica a mettere in pratica la “digital detox” sono quelle a reddito medio-alto (32%) e basso (31%), mentre la fascia ad alto reddito è quella che ha meno problemi in assoluto (27%). L’esatto contrario di quello che succede nel resto del mondo.

    1 italiano su 3 dipendente tecnologia smartphone

    I dati internazionali della ricerca di GFK

    Se vogliamo dare uno sguardo ai dati che riguardano gli altri paesi, notiamo che è la Cina il paese con la più altra percentuale di persone che dichiarano difficoltà a stare lontano dalla tecnologia: il 43%. A seguire, America latina (Brasile 42%, Argentina 40%, Messico 38%) e Stati Uniti (31%). Al contrario, la Germania ha la percentuale più alta (35%) di persone fortemente in disaccordo con l’idea che sia difficile fare una pausa dalla tecnologia. Seguono in classifica i Paesi Bassi (30%), il Belgio (28%), Canada e Russia (entrambi con il 27%).

    A differenza di quanto succede in Italia, a livello internazionale gli adolescenti (15-19 anni) sono la fascia d’età con più problemi di dipendenza da tecnologia: poco meno della metà (44%) dichiara di avere difficoltà a staccarsi, anche quando è consapevole di doverlo fare. Seguono nella classifica dei più dipendenti i ventenni (41%) e i trentenni (38%). Al contrario, i gruppi di età più maturi soffrono meno di dipendenza da tecnologia e la percentuale più bassa in assoluto (15%) si registra tra le persone con più di 60 anni. Da punto di vista del reddito, si nota come le persone ad alto reddito siano quelle più dipendenti dalla tecnologia: ne è convinto il 39% degli intervistati. Al contrario, la fascia a reddito più basso è anche quella che ha meno problemi a prendersi una pausa dalla tecnologia.

    Ecco questi i dati che ci dicono che in effetti, ma questo lo sapevamo bene, siamo molto legati allo smartphone come ad altri dispositivi, al punto da esserne dipendenti. E’ evidente che questo dato può innescare una riflessione proprio in relazione all’altro tema, che fa un po’ da rovescio della medaglia, del “digital detox“. In realtà, ho sempre pensato che bisogna saper gestire bene gli spazi e i tempi, ma ormai questi dispositivi fanno parte della nostra esistenza. E’ difficile starne lontani, ma deve essere la regola non farsi “intrappolare” al punto da non poter più resistere alla lontananza da essi.

    E voi come vivete la vostra relazione con la tecnologia e il digitale? Vi ritrovate in questi dati?

     

  • Ecco Niche, la piattaforma di Twitter per i digital creator

    Ecco Niche, la piattaforma di Twitter per i digital creator

    Dopo aver acquisito la startup nel febbraio del 2015, Twitter ha presentato Niche anche in Italia in occasione del #FutherFaster, l’evento dedicato alle agenzie. Niche è una piattaforma tecnologica che mette in comunicazione i brand con i migliori content digital creator di tutto il mondo.

    In occasione del #FurtherFaster aperto alle agenzie per implementare nuovi strumenti per la loro creatività digitale, Twitter ha presentato in Italia Niche, la piattaforma di digital creator acquisita nel febbraio del 2015. Niche, la piattaforma tecnologica che mette in comunicazione i brand con i migliori content digital creator di tutto il mondo e da oggi apre anche al nostro paese. E’ una piattaforma che si rivolge a coloro che ambiscono ad ottenere risultati creativi davvero innovativi.

    niche

    Niche rappresenta, quindi, una piattaforma tecnologica, ma anche una community e un servizio di monetizzazione per un network in continua crescita come quello dei digital content creator. Sono sempre di più, infatti, gli utenti e i creatori di contenuti digitali che utilizzano strumenti diversi per condividere ciò che sta accadendo nel loro mondo, e i brand sono alla ricerca di collaborazioni con quegli stessi content creator, nella speranza di generare momenti coinvolgenti per le audience che vogliono raggiungere.

    Fondata nel 2013, oggi Niche è un network di oltre 30.000 social media creator che costruiscono campagne di marketing attraverso la creazione di contenuti sviluppati e pensati per rispondere alle esigenze dei brand. Ai creatori Niche offre uno sguardo privilegiato ed approfondito sulle proprie performance in tutti canali social. Ai brand, la possibilità di scoprire nuovi e originali digital creator, costruire campagne e contenuti insieme a loro e condividere gli stessi contenuti su tutti i canali social. Un servizio a 360° che rende più semplice per i brand creare campagne integrate.

    Giusto per rendere l’idea, questo è un esempio:

    https://vine.co/v/M0lJrBjLMpq

    Il risultato completo è questo:

    https://www.youtube.com/watch?v=B9Tx6olI3l8

    Uno dei punti di forza di Niche, infine, è quello di essere uno strumento indipendente, in grado di mantenere un approccio multipiattaforma e raggiungere, con contenuti ad hoc, oltre 20 piattaforme.

    Siamo orgogliosi di dare, anche in Italia, il benvenuto a Niche, una concreta nuova opportunità creativa per i brand, che va ad arricchire il panorama delle soluzioni di comunicazione che offriamo alle aziende.” – ha dichiarato Roberta Zamboni, Head of Brand Strategy Twitter Italia – “I canali social hanno dato vita a una nuova tipologia di creativi, capaci di sperimentare nuovi linguaggi e di rivolgersi ad ogni tipo di pubblico sulle diverse piattaforme digitali. Niche permette alle aziende di entrare facilmente in contatto con questi creator e  realizzare contenuti innovativi e storytelling coinvolgenti per le loro campagne di comunicazione.”

    La prima campagna fatta con Niche in Italia è quella di Fanta

    E la prima campagna in Italia realizzata attraverso la piattaforma Niche è quella di Fanta, sostenendo e rafforzando sui canali social la campagna di comunicazione 2016: #ConFantaTwisto. Il brand di recente ha apportato una rivoluzione che ha reso la bottiglia ancora più particolare. Infatti, a partire da marzo di quest’anno è stata lanciata su tutto il territorio nazionale la nuova bottiglia “slider”, con una nuova silhouette e un “twist” (una torsione), nella parte inferiore, che la rende fortemente impattante e in linea con un pubblico giovane che vuole vivere all’insegna del divertimento.

    Partendo proprio dal twist della nuova bottiglia, Niche ha amplificato l’idea creativa “Fanta porta un twist nella vita dei teenager aumentando il divertimento” facendo interpretare ai propri Nicher il concept della campagna “Spremi il gusto del divertimento”. Il ruolo dei creator di Niche è stato quello di amplificare la campagna Fanta e sviluppare contenuti video che spiegassero, in maniera semplice ed immediata, il link tra la nuova bottiglia e il divertimento che il twist porta nella vita dei teenager.

    ● Clau Murra, Messico, art Viner – https://vine.co/ClauMurra

    ● Sammy Slabbinck, Belgio, art Viner – https://vine.co/Sammy.Slabbinck

    ● Ben Charman, UK, art Viner – https://vine.co/BenCharman

    Sicuramente, nelle prossime settimane e mesi vedremo altri esempi e viste le creazioni realizzate al #FurtherFaster le creazioni non potranno che essere eccellenti.

  • MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    MTV Digital Days, la Musica è sempre più Digital

    L’esperienza fatta agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. E sono tanti i progetti di startup che provano ad estendere l’esperienza dell’ascoltare musica. Così come sono tante le app che offrono servizi analoghi. La due giorni raccontata e vissuta insieme a Gianvito Fanelli di Polkadot.

    La recente esperienza agli MTV Digital Days ci ha confermato ancora una volta che il futuro della Musica è sempre più Digital. La due giornate che abbiamo vissuto, con Gianvito Fanelli di Polkadot, agli MTV Digital Days ci hanno offerto una nuova dimostrazione che il mondo della musica è cambiato e che il legame con il digitale e le nuove tecnologie in generale è sempre più forte. I contenuto dei panel organizzati nella splendida Villa Reale di Monza avevano tutti un comune argomento di fondo, e cioè qual è lo stato di questo legame, ossia quanto la musica oggi è digitale. La risposta che mi viene da dare è che la musica oggi vive, se così possiamo definirla, una seconda giovinezza, una seconda era, dopo quella analogica.

    MTV-Digital-Days-2015 musica

    Il mercato musicale, dal punto di vista della fruizione, vede un consumo di contenuti musicali digitali che è ormai pari al 50%. Quindi le persone “consumano” musica in maniera crescente e questo mi pare che ormai sia un dato assodato. Spotify è solo un esempio di questa evoluzione digitale. Nel 2014 il consumo di musica in streaming è cresciuto del 39% e gli utilizzatori sono 41 milioni. Presumiamo che questo numero sia ancora più alto.

    Ma allo stesso tempo il digitale ha aperto nuove frontiere, nuove opportunità per giovani artisti di farsi conoscere e di farsi ascoltare. Si va oltre quindi le piazze ordinarie e si sfruttano le tecnologie per arrivare direttamente sullo smartphone della gente. Non a caso lo smartphone (un po’ meno il tablet) è il dispositivo mobile più usato per lo streaming (invece che per il download). E questo ci dà la dimensione del fenomeno musica oggi, più vicina anche nel senso fisico agli utenti.

    Anche se poi, come abbiamo avuto modo di vedere, la musica vive del contatto con la gente. Più di 30 mila persone sono accorse alla Villa Reale per trascorrere due giorni di musica ininterrotta e per vedere da vicino i loro idoli.

    A proposito di idoli, mi riallaccio al pane di Samsung in cui erano ospiti appunti i The Kolors, gruppo fenomeno del momento. In quell’occasione un gruppo giovane, adorato dai giovanissimi, ha messo in evidenza che, in relazioni alle nuove tecnologie, social media in particolare, è meglio avere un rapporto non troppo ossessivo. Questi strumenti, come ha sottolineato lo stesso Stash, leader del gruppo, servono molto a promuovere la propria musica, anzi oggi giocano un ruolo fondamentale da questo punto di vista, anche se è meglio “non restarne schiavi”.

    E sempre in quel panel, dal titolo “Sempre connessi: come utilizziamo la tecnologia“, Samsung ha introdotto il tema dell’essere sempre connessi in virtù del dilagare del fenomeno dell’Internet delle Cose, un fenomeno che nel nostro paese ormai vale 1,55 miliardi di euro. Samsung dunque guarda con molto interesse a questo settore, puntando decisamente alle tecnologie indossabili, come gli smartwatch, con lo sviluppo di applicazioni permettendo alle persone di rimanere “sempre connesse” anche attraverso oggetti che indossano tutti i giorni. E da questo punto di vista i settori i settori sono vasti: si va dalla sanità all’automotive, all’elettronica di consumo, al commercio. Un fenomeno che coinvolgerà sempre più le nostre vite e che ci permetterà di interagire direttamente con gli oggetti di uso quotidiano grazie alla rete.

    Ma l’essere “sempre connessi” lo abbiamo visto anche i due concerti che si sono tenuto ai Giardini della Villa Reale. Abbiamo avito nuove conferme, guardano un pubblico vario, fatto di giovanissimi e non, che era un pullulare di dispositivi mobili, smartphone e tablet. Tutti intenti a “raccontare” dal vivo cosa stava accadendo. E non solo attraverso foto e video condivisi poi tra i vari social network, come Facebook o Instagram, ma abbiamo visto come fossero tanti ad utilizzare app come Periscope, l’app di Twitter che permette di raccontare in live streaming ciò che sta accadendo. Ed è questa la nuova frontiera che si apre davanti a noi. Lo storytelling diventa sempre più “Live” e sempre più interattivo. E nel prossimo futuro assisteremo ad una crescita ulteriore di questa tendenza con app che non faranno che migliorare l’esperienza del “raccontare” ciò che accade intorno a noi. E un concerto, uno show musicale, che diventa un vero e proprio evento, è la condizione ideale.

    E la stessa tecnologia legata alla musica per certi aspetti va percorrendo proprio questa strada, ossia quella di estendere l’esperienza che va oltre lo stesso ascolto. E proprio in occasione degli MTV Digital Days abbiamo conosciuto “Feel the music”, un’installazione permette di sentire la musica e quindi farla diventare anche un’esperienza visiva. Non a caso è stata premiata al RUFA Contest 2015, il concorso indetto dalla Rome University of Fine Arts in collaborazione con MTV. Insomma, il mondo della musica insieme alla tecnologia e al digitale va verso nuovi percorsi che aumentano l’esperienza, una direzione inevitabile.

    E dal punto di vista musicale Gianvito, cosa ha ti ha colpito nella due giorni degli MTV Digital Days?

    Noi, dal canto nostro, ci siamo dedicati con anima e corpo alla parte notturna, quella che dalle 20 fino all’1 ha animato il prato della Villa Reale grazie a dj set e live di grande qualità. Per esempio, quello di Dardust, giovane compositore e autore italiano che ha voluto e saputo miscelare la musica neoclassica con l’elettronica, seguendo il filone di compositori come Nils Frahm e Olafur Arnalds. Promosso da MTV New Generation, il contenitore che ha permesso a tanti artisti di emergere sulla scena contemporanea. Vale davvero la pena ascoltarlo!

    Highlights della prima giornata sono stati sicuramente Robin Schulz e Benny Benassi, il primo certamente più vicino ai nostri gusti musicali, con la sua house allegra ed estiva (e il clima, in effetti, ricordava ancora un po’ l’estate); di Benny Benassi possiamo solo dire che è riuscito a farci mettere da parte i “pregiudizi”, facendoci ballare e sudare.

    Una menzione sicuramente va fatta sulla produzione dell’evento, impeccabile dal punto di vista musicale e dei visual, parte integrante dello spettacolo.

    La seconda giornata ci ha visti sempre impegnati fra panel, start-up ma soprattutto musica. Fra i nostri preferiti, il nostro idolo Julio Bashmore, fresco fresco di “Knockin’ Boots”, il primo disco uscito ad agosto; UK bass e house ai massimi livelli e pubblico ovviamente impazzito. Su Coccoluto è inutile dilungarsi, è una leggenda e non è necessario chiedersi il perché: semplicemente perfetto.

    Ci è piaciuto moltissimo anche il dj set di Klangkarussel, il dj austriaco che ci ha conquistato con Sonnentanz, uno dei maggiori successi degli ultimi tempi.

    Ha chiuso Vitalic, e anche qui forse non c’è bisogno di presentazioni: l’electro-clash al massimo livello, tutti a casa sudati, felici e un po’ più consapevoli della rivoluzione tecnologica in atto.

    E sempre in questa occasione, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la #NewIbiza4MTV, l’auto che permette davvero una connettività social di cui abbiamo parlato anche qui.

    Grazie Gianvito e grazie SEAT per averci invitato a questo evento a cui speriamo di tornare a parteciparvi anche il prossimo anno.

    [divider]

    (gallery credits: SEAT Italia)

    [parte del post appare qui: MTV Digital Days: la rivoluzione tecnologica è qui]