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  • “La Divina” Maria Callas nel doodle di Google

    “La Divina” Maria Callas nel doodle di Google

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    Maria Callas, “La Divina”, cantante lirica tra le più famose e le più talentuose, avrebbe oggi compiuto 90 anni e Google ha voluto dedicarle, proprio nella giornata di oggi, un doodle. Maria Callas divenne sì celebre per la sua molto particolare, ma anche per aver saputo coniugare al meglio nella musica lirica l’antico e il moderno

    Il doodle di Google è oggi dedicato a Maria Callas, “La Divina”, che oggi 2 Dicembre 2013 avrebbe compiuto 90 anni. Per gli appassionati dei doodle, questo segna il ritorno dello “scarabocchio” anche nel nostro paese, dopo due doodle che hanno visto esclusa l’edizione italiana del sito del più grande motore di ricerca della rete.

    Maria Callas è ancora oggi un mito vivente, un personaggio ancora molto amato dagli appassionati italiani, e non solo, di lirica. E la Callas rimase molto legata al nostro paese, vuoi per il fatto che divenne famosa per la sua grande capacità di interpretare il repertorio italiano che vedeva in Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, ma anche Giuseppe Verdi, i suoi punti di riferimento, ma vuoi anche per sue vicissitudini sentimentali, basti pensare al suo matrimonio con Giovanni Battista Meneghini, e anche alle sue innumerevoli collaborazioni artistiche proprio nel nostro paese. La Callas venne naturalizzata cittadina italiana fino al 1966 quando lei stessa vi rinunciò per prendere la cittadinanza greca.

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    Parlare di Maria Callas non è affatto semplice come sembra, il suo personaggio artistico, la sua vita segnata da tanti accadimenti certo non felici, fino alla sua morte ancora avvolta in un velo di mistero, ne rendono difficile la narrazione a chiunque. La pagina a lei dedicata su Wikipedia è densa e piena di informazioni su di lei. Rimane il fatto inconfutabile che Maria Callas, soprannominata non a caso “La Divina“, per il suo particolare timbro vocale che si estendeva dal sol diesis al mi bemolle, rimane una delle cantanti liriche più famose e imitate. Il suo timbro vocale rimane ancora oggi, per chi inizia una carriera artistica nella lirica, un esempio da imitare. Pensate che Patti Smith, la rocker americana, ha confessato di aver voluto cominciare a cantare grazie alla Callas.

    Pier Paolo Pasolini la definì

    La più moderna delle donne, in cui tuttavia vive una creatura antica, strana, misteriosa, arcana, che cela terribili conflitti interiori”

    Maria Anna Sophia Cecilia Kalogheròpoulos, questo il suo vero nome, nacque a New York il 2 dicembre del 1923 e morì a Parigi, si dice forse a causa di una grave forma di malattia degenerativa, a Parigi il 16 settembre del 1977.

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  • Niente doodle su Google in Italia per i 50 anni di Doctor Who

    Niente doodle su Google in Italia per i 50 anni di Doctor Who

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    Nuovo e straordinario doodle quello che Google mette online, ma non nell’edizione italiana del sito. Quello che si vede oggi è dedicato ai 50 anni di “Doctor Who”, la popolare serie tv, e consiste nel più grande gioco online, una vera piattaforma in 8-bit. all’inizio dell’anno attraverso Change.org, oltre 4 mila fans hanno chiesto a Google un doodle per il mezzo secolo della serie

    Normalmente i doodle di Google sono sempre un mistero, non si sa mai cosa Google ha in mente di celebrare perchè come abbiamo visto nel corso di questi anni, le celebrazioni, di eventi o di personaggi particolari, non segue mai una logica di massa, è proprio la caratteristica distintiva dei doodle ideata a Mountain View. Quello che si vede oggi, ma non nella versione italiana, è un doodle davvero speciale e crediamo che sia l’unica, o comunque una delle rare volte in cui del doodle del giorno si sa praticamente tutto, prima ancora che vada online.

    Stranamente, vista la popolarità della serie anche in Italia, il doodle non compare nella versione italiana online del motore di ricerca. E’ attualmente previsto in oltre 70 edizioni, tra cui Francia, Olanda e Spagna.

    Si perchè il doodle di oggi è dedicato ai 50 anni di una delle serie tv più seguite nel mondo, anche in Italia ha il suo importante seguito. Stiamo parlando di Doctor Who e pensate che all’inizio di quest’anno oltre 4 mila fans della serie hanno chiesto a Google, attraverso Change.org, di dedicare un doodle alla serie ideata da Sydney Newman, C. E. Webber, Donald Wilson che andò in onda per la prima volta proprio il 23 novembre del 1963.

    doctor who doodle

    E quello che vedete oggi sulla homepage del popolare motore di ricerca, non è un doodle qualsiasi, come ne abbiamo visti nel corso degli ultimi mesi, ma è una vera piattaforma di gioco 8-bit e attraverso le 11 incarnazioni del Doctor Who, scopo del gioco è quello di prendere le lettere del logo “Google” e metterle al sicuro nel “Tardis“, quello che sembrava la cabina blu della polizia inglese tipica negli anni ’60, ed è invece macchina senziente che viaggia nello spazio e nel tempo attraverso il cosiddetto vortice temporale. Ovviamente il gioco rispecchia fedelmente la serie, quindi per portare a termine il vostro compito dovrete fare molta attenzione ai Dalek, pronti ad eliminarvi.

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    La serie televisiva è stata in programmazione dal 1963 al 1989, per poi riprendere nel 2005, ed è in assoluto la serie di fantascienza più longeva. In Italia è trasmessa su Rai 4. Nella storia si sono alternati 11 attori ad interpretare le avventure del viaggiatore nel tempo e dal prossimo 25 dicembre il nuovo attore protagonista sarà Peter Capaldi.

    Il doodle è stato realizzato da Matt Cruickshank, fan del Dottor Who e arrivato in Google lo scorso anno. Cruickshank è stato bravo a coinvolgere la Bbc, che detiene i diritti della serie, per cui i suoni che si sentono nel gioco sono quelli originali. Per la realizzazione di questo doodle ci sono voluti ben 4 mesi di lavoro.

    Allora, che ne pensate di questo doodle? Fateci sapere se siete fan della serie e anche se riuscite a portare a termine la missione!

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  • Nel doodle di Google oggi troviamo il Test di Hermann Rorschach

    Nel doodle di Google oggi troviamo il Test di Hermann Rorschach

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    Nuovo doodle interattivo quello che vediamo sulla homepage di Google oggi. Quello che si vede è il Test di Hermann Rorschach, dedicato proprio allo psichiatra svizzero di cui oggi si ricordano i 129 anni dalla nascita

    Dopo un paio di doodle non visibili nel nostro paese, torniamo a vedere i tanto amati doodle di Google. Quello che si vede oggi sulla homepage di Google è il Test di Hermann Rorschach, in occasione dei 129 anni dalla nascita del psichiatra svizzero.

    Non è un nome conosciuto ai più quello di Hermann Rorschach, però è sicuramente colui che ha in un certo senso rivoluzionato la psichiatria. Vista la sua passione per il disegno, a scuola lo chiamavano appunto Kleck, “inchiostro”, avvicinatosi agli studi medici, comincia a sperimentare le differenti percezioni che soggetti diversi hanno davanti a macchie colorate derivanti da esperimenti di Kleksografia. In questo contesto, inizia a chiedersi se il diverso modo di percepire le macchie possa essere legato a differenti dinamismi di personalità o problematiche psicopatologiche dei soggetti che vi si sottopongono. Avvia quindi un estensivo programma di ricerche sperimentali durato molti anni, provando vari tipi e sequenze di macchie, e raccogliendo sistematicamente i risultati ottenuti.

    Nel 1921 pubblica la sintesi delle sue ricerche ed una relativa proposta di standardizzazione del sistema in un volume, Psychodiagnostik (1921), che all’inizio passa quasi inosservato. L’anno successivo, a soli 38 anni, muore a causa di una peritonite mal diagnosticata.

    Nel corso del decennio successivo, diversi psichiatri e psicoanalisti, europei e statunitensi, iniziano a sperimentare l’uso delle sue macchie standardizzate in ambito psicodiagnostico, ottenendo risultati clinicamente molto interessanti; nel corso degli anni ’30 e ’40 iniziano ad essere quindi poste le prime basi dei diversi sistemi di “siglatura” attualmente esistenti del suo test, conosciuto come il Test di Rorschach.

    Hermann-Rorschach---Brad-Pitt

    Il Test si avvale di una serie di dieci tavole, 5 monocromatiche, 2 bicolori e 3 colorate, coperte di macchie d’inchiostro nere o policrome che vengono sottoposte al paziente e che questi deve interpretare.

    Curiosità, sulla rete troverete spesso associata l’immagine di Hermann Rorschach a quella di Brad Pitt, vista la evidente somiglianza.

    Google oggi vi dà la possibilità di vedere le tavole e poi di condividere sui social network quello che vedete. Mi raccomando, fateci sapere cosa vedete.

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  • Il doodle di Google è per Raymond Loewy, padre del design industriale

    Il doodle di Google è per Raymond Loewy, padre del design industriale

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    Il doodle che si vede online oggi sulla homepage di Google, ma non nella versione italiana, è una locomotiva. Infatti è la S1, conosciuta come “The Big Engine”, la locomotiva che Raymond Loewy realizzò nel 1938 per la Pennsylvania Railroad, ammodernando lo stile in ottica “streamline”

    La locomotiva che vediamo sulla homepage di Google è quella che Raymond Loewy progettò per la Pennsylvania Railroad nel 1938 nata col nome S1 ma conosciuta col nome di “The Big Engine“. E troviamo questo doodle dedicato al designer francese proprio perchè oggi si ricordano i 120 anni della nascita. E ovviamente il nome di Loewy è rimasto per lo più legato a questa grande realizzazione che in quegli anni interpretava il design sulle orme dello stile streamline.

    Il doodle non è visibile nella versione italiana, mentre lo è nelle maggioranza delle versioni europee e internazionali.

    Raymond Loewy nacque 120 anni fa a Parigi, conobbe la notorietà e il successo negli Stati Uiniti. Arrivò a New York nel 1919 lavorando come vetrinista nei popolari magazzini Macy’s, portando avanti comunque collaborazioni con Vogue e Harper’s Bazaar, realizzando per loro illustrazioni.  Nel 1929, ottenne la prima vera commissione di un lavoro di disegno industriale: modernizzare un ciclostile della Gestetner. In seguito lavorò anche per la Westinghouse, disegnò la carrozzeria per la Hupmobile della Hupp e il frigorifero Coldspot della Sears-Roebuck. Visto il successo, aprì uno studio anche a Londra a metà degli anni trenta.

    Raymond Loewy prr locomotive s1

    Raymond Loewy ottenne poi la cittadinanza americana nel 1938 dopo il matrimonio con Jean Thomson nel 1931. La coppia si divise nel 1945 e Raymond si risposò nel 1948 con Viola Erickson.

    I lavori di Loewy però riguardarono anche il settore automobilistico, infatti Loewy e la sua società “Loewy & Associates” venne chiamata a lavorare per la Studebaker di South Bend, Indiana, negli anni ’30. Le sue reealizzazioni cominciarono a essere commercializzati solo alla fine degli anni ’30, con l’attenuazione degli effetti della “Grande depressione”. Per la Studebaker Loewy progettò anche il logo, pulito e semplice, molto innovativo. Suo ad esempio è anche il design della Studebacker Avanti.

    Trale sue realizzazioni si annoverano la livrea bianco-blu-cromo dell’Air Force One; bottiglia della Coca-Cola, riprogettata nel 1955, con il logo bianco; il logo della Exxon; il pacchetto delle sigarette Lucky Strike; il logo della Shell; il rasoio elettrico Philishave del 1948 a forma di “topo”.

    Raymond Loewy muore a Monte Carlo nel 1986.

  • Il doodle di Google è con la Strega di Halloween, tranne in Italia

    Il doodle di Google è con la Strega di Halloween, tranne in Italia

    Anche quest’anno Google vuole festeggiare a modo suo la festa di Halloween con il consueto doodle. Quest’anno il doodle interattivo ritrae la Strega di Halloween alle prese con una nuova stregoneria. Diversamente dagli anni precedenti, il doodle non è visibile in Italia

    google doodle halloween 2013

    Dopo aver visto lo scorso anno il doodle di Google rappresentato da una casa degli spiriti e dopo aver visto, l’anno precedente ancora, i dipendenti di Google modellare le zucche di Halloween, ecco che anche quest’anno Google non si smentisce e decide di festeggiare la feesta di Halloween con il consueto doodle. Ma, stranamente e diversamente dagli anni passati, Google decide di non rendere visibile il doodle anche nel nostro paese. Al momento è visibile in molto paesi, anglosassoni e non, come la Spagna o come anche la Francia.

    Quello di quest’anno rappresenta la Strega di Halloween alle prese con un nuova stregoneria. Come potrete notare, il doodle è interattivo e sono quindi gli utenti che scelgono gli ingredienti giusti, per dare vita appunto alla stregoneria. Ci sono a disposizione 4 elementi, ossia un teschio, un osso, una mela e una boccetta con una pozione magica. Dal mix di questi ingredienti vedrete che verranno fuori diversi scenari, ma solo il mix di due ingredienti darà vita alla stregoneria.

    Come certamente saprete, Halloween è una festività di origini celtiche che col tempo, soprattutto con l’evoluzione che la festività ha avuto negli Stati Uniti, si è trasformata in una festività ormai diffusa in tutto il mondo, Italia compresa.

    Google doodle halloween

    Per tornare alle origini celtiche della festività, per quelle popolazioni individuate oggi nella terra d’Irlanda, il nuovo anno iniziava il 1° di Novembre, giorno che segnava il passaggio definitivo alla metà oscura dell’anno (per i Celti l’anno si divideva in due stagioni: quella del prevalere della luce e quella del prevalere del buio) e assumeva il nome di Samhain. Nella notte del 31 ottobre, i defunti tornavano a far visita ai loro cari viventi. Si lasciavano offerte a base di pane, latte o qualunque prodotto disponibile nell’alimentazione locale, per essi e per gli esseri sovrumani che, in quella notte, varcata la soglia dei rispettivi mondi, si sarebbero avvicinati agli uomini, in una sorta di danza sacra, un momento magico in cui Vita e Morte, Umano e Super-umano si fondevano armonicamente. Più tardi, col rafforzarsi della cristianizzazione, anche in terra irlandese, nei racconti relativi a Samhain si accentuano i riferimenti alla morte e sembra prevalere un sentimento di paura verso tutto ciò che derivava dalla religione celtica, frutto probabilmente dell’inasprirsi delle campagne dei monaci per lo sradicamento del paganesimo. La religione celtica, infatti, non presenta alcun terrore della morte, che vedeva come un passaggio verso altre vite, da affrontare nel modo più armonioso possibile, nella certezza dell’immortalità dello spirito.

    Per ciò che riguarda i simboli tipici di questa festività, l’uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio.La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia,ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio.La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificatamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.

    E voi come lo festeggerete Halloween? Raccontateci cosa ne pensate voi di questa festività.

  • Il doodle di Google è per il lancio di André-Jacques Garnerin

    Il doodle di Google è per il lancio di André-Jacques Garnerin

    Google doodle André-Jacques Garnerin

    Il doodle di oggi è uno di quelli che piacerà a molti. E’ dedicato al primo lancio col paracadute avvenuto il 22 Ottobre di 216 anni fa ad opera di André-Jacques Garnerin, lanciandosi da una pallone aerostatico fatto di seta da un’altezza di 900 metri

    Il doodle di oggi sulla homepage di Google è interattivo, di quelli che piacerà sicuramente a molti. Infatti vedete una mongolfiera che con dentro André-Jacques Garnerin, l’inventore francese che il 22 Ottobre del 1797 sperimentò il primo lancio da un paracadute lanciandosi da un pallone aerostatico dall’altezza di 900 metri.

    Il doodle che vedete riproduce proprio quell’esperimento, una mongolfiera che si alza fino all’altezza che venne usata per il lancio e poi dovrete guidare con le freccette della vostra tastiera, a destra e a sinistra, l’atterraggio del pallone aerostatico.

    André-Jacques Garnerin studiò fisica per poi arruolarsi con l’esercito napoleonico. André-Jacques  Garnerin iniziò a progettare i suoi paracadute tre anni prima del lancio previsto, quando si trovava in prigione a Buda, in Ungheria. Un periodo durante il quale definì quello che poi si rivelò essere il primo lancio da un paracadute mai riuscito a nessuno prima. Il paracadute usato era fatto di seta (alcuni sostengono fosse canapa) con oltre otto metri di diametro, retto da un sostegno di 36 stecche semirigide. Una caduta da quasi mille metri e nessun danno, anche se André-Jacques Garnerin dimenticò di inserire un’apertura per l’aerazione in cima al paracadute, così che la discesa fu decisamente movimentata, facendolo atterrare diverse centinaia di metri più in là rispetto al punto di lancio.

    E, per non essere da meno in famiglia in fatto di primati, nel 1799 la moglie di Andrè, Jeanne-Genevieve Garnerin, è stata diventata la prima donna a lanciarsi con il paracadute.

     

     

  • Google festeggia 15 anni con un doodle animato e interattivo

    Google festeggia 15 anni con un doodle animato e interattivo

    Google festeggia oggi 15 anni e il doodle che vediamo oggi sulla homepage è dedicato proprio a questa occasione. Nonostante l’azienda sia nata il 7 settembre, Google continua a mantenere la data del 27 che coincide con il giorno in cui ottenne il record di pagine indicizzate, era il 2005. Allora Buon Compleanno Google!

    Dite la verità, pur sapendo che Google nei giorni scorsi ha compiuto 15 anni, il 7 settembre, è nata infatti nel 1998, ci siete rimasti male quando vi siete accorti che a celebrare l’evento non c’era alcun doodle. Poco male, oggi Google ne ha realizzato uno animato, interattivo e appunto, festoso. Si perchè ormai da qualche anno, Google fa coincidere la data del compleanno il 27 settembre che coincide con la data dell’annuncio del record di pagine indicizzate, era il 2005.

    Il doodle di oggi è quindi quello che celebra i 15 anni del più famoso e visitato motore di ricerca del Web. Quello che vediamo nel doodle è una festa di compleanno con al centro della scena una torta di compleanno con due candeline a forma di “15”, gli anni di Google, e le lettere del logo pronte a far festa giocando alle pignate. Una volta cliccato il tasto play sulla torta, questa scompare e il gioco passa a voi che con la barra spaziatrice della vostra tastiera dovete rompere la pignata e raccogliere più dolci possibili. Il contatore certifica il risultato che potrete condividere anche su Google+, una modalità vista anche durante i Giochi Olimpici di Londra 2012.

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    Google in questi ultimi anni è cambiato molto, l’azienda pur puntando sempre sul motore di ricerca, ha ormai centrato buona parte delle attività sul mobie, con lo sviluppo di Android, ma anche con partnership strategiche come quella con Motorola. Nel frattempo ha finalmente lanciato il suo social network, l’anello che mancava a tutto il sistema che negli ultimi mesi sta cominciando a recuperare terreno con nuove funzionalità, anche se la strada è ancora lunga.

    Considerando che Google ha “solo” 15 anni, possiamo dire che di strada ne ha fatta, ma ora questo è un momento assai cruciale. Yahoo! si sta riorganizzando e anche Bing sta ristrutturandosi. Quindi le sfide non mancano e vedremo cosa Google sarà in grado di sofrmare nei prossimi anni o mesi. Noi saremo qui a raccontarvele.

    E non dimentichiamoci di fare gli auguri a Google, eh!

  • Google, omaggio a Léon Foucault e al suo Pendolo con un doodle

    Google, omaggio a Léon Foucault e al suo Pendolo con un doodle

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    Léon Foucault è omaggiato oggi da Google, in occasione dei 194 anni dalla nascita, con un doodle interattivo che propone sulla homepage un pendolo, proprio il Pendolo di Foucault che lo il fisico francese usò nel 1851 per dimostrare la rotazione della Terra

    Doodle interattivo quello che vediamo sulla homepage di Google, dedicato a Léon Foucault, il fisico francese di cui oggi si celebrano i 194 anni dalla nascita. Quello che vediamo oggi è proprio il Pendolo di Foucault, quello che il fisico utilizzò per dimostrare la rotazione della Terra, in una versione digitale e appunto interattiva. Infatti l’utente può cambiare il senso rotatorio del pendolo e anche la velocità. All’interno della base vedete la scritta “Google”.

    Léon Foucault nacque a Parigi il 18 settembre 1819.

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    Nel 1851 Foucault riuscì a dare dimostrazione diretta della rotazione della Terra intorno al proprio asse con un esperimento tanto semplice quanto geniale. Egli sfruttò il principio di inerzia in maniera originale facendo oscillare un pendolo con una massa rilevante e di notevole lunghezza all’interno del Pantheon di Parigi. Il Pendolo era costituito da una sfera di 28 kg sospesa alla cupola del Pantheon con un filo lungo 67 m. A ogni latitudine della Terra, tranne che all’equatore, si osserva che il piano di oscillazione del pendolo ruota lentamente. Al Polo Nord e al Polo Sud la rotazione avviene in un giorno siderale: il piano di oscillazione si mantiene fermo mentre la Terra ruota, in accordo con la legge del moto di Newton

    Per rispettare le leggi d’inerzia il piano di oscillazione deve rimanere inalterato ma a causa della rotazione terrestre i parigini videro il pendolo che lentamente cambiava direzione. Fu per questa dimostrazione e per l’invenzione del giroscopio che ne deriva che nel 1855 ricevette la medaglia Copley dalla “Royal Society” di Londra. Nello stesso anno divenne assistente in fisica dell’osservatorio imperiale di Parigi (fonte: Wikipedia).

    Léon Foucault morì l’11 febbraio 1868 a Parigi e fu sepolto nel cimitero di Montmartre.

  • Il doodle di Google è per le rovesciate di Leonidas da Silva

    Il doodle di Google è per le rovesciate di Leonidas da Silva

    Leonidas da Silva celebre calciatore brasiliano, famoso per le sue acrobazie in rovesciata, è il personaggio a cui Google oggi dedica il doodle in homepage per celebrare i 100 anni dalla sua nascita

    Continua la dedica sportiva che Google vuole fare per ricordare personaggi che si sono distinte e fatti conoscere il tutto il mondo nelle loro discipline. Così dopo aver dedicato il doodle al giocatore di cricket John Wisden, fondatore del celeberrimo almanacco che porta il suo nome, visibile nei paesi anglosassoni per lo più, inclusa l’India, oggi è la volta di un altro personaggio molto conosciuto in una disciplina sportiva globale. Le rovesciate che vedete infatti sulla homepage di Google sono dedicate a Leonidas da Silva, meglio conosciuto come il “Diamante Nero“, di cui oggi si ricordano i 100 dalla nascita. Il doodle di oggi è visibile fino ad ora in Italia e Francia e presumibilmente lo sarà anche nei paesi sud-americani.

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    Tutti quanti siamo abituati a pensare che il più grande giocatore brasiliano sia Pelè ed è sicuramente tra i grandi. Ma se provaste a chiedere ad un brasiliano chi è il più grande giocatore brasiliano di tutti i tempi è molto probabile che prima di menzionare proprio Pelè, vi risponderà Leonidas da Silva.

    Leonidas da Silva, famoso per il suo modo di giocare acrobatico, celebri erano le sue rovesciate ed era velocissimo nel dribbling. Ha militato nelle più grandi società brasiliane come Vasco da Gama, Flamengo, Botafogo, San Paolo e ha segnato 21 reti in nazionale. Ai Mondiali del 1938, quelli poi vinti per la seconda volta nella storia dall’Italia, fu protagonista di una beffarda vicenda: per eccesso di ottimismo, il tecnico Pimenta non lo fece giocare nella semifinale con l’Italia per averlo in perfette condizioni nella finale. Ma a Marsiglia vinsero (2-1) gli azzurri e a Leonidas non restò che sfogare la propria rabbia segnando due gol nella finale per il terzo posto, contro la Svezia, e consolarsi con il titolo di capocannoniere del torneo (7 gol).

    Leonidas da Silva muore nel 2004 a Cotia.

  • Il doodle di Google è per Erwin Schrödinger

    Il doodle di Google è per Erwin Schrödinger

    Google oggi celebra con un doodle lo scienziato Erwin Schrödinger, meglio conosciuto per il suo esperimento concettuale, “Il Paradosso del Gatto”. Con questo esperimento Schrödinger voleva dimostrare come la cosiddetta “ortodossa” della meccanica quantistica fosse incompleta

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    Ancora una volta Google celebra con un doodle la scienza e per questa occasione dedica un doodle abbastanza esplicito allo scienziato Erwin Schrödinger, di cui oggi si ricordano i 126 anni dalla nascita, fisico e matematico austriaco, più famoso per l’esperimento del gatto, meglio conosciuto come “Il Paradosso del Gatto”. Il doodle è la rappresentazione proprio di questo esperimento che diede popolarità a Schrödinger.

    L’esperimento, la cui pubblicazione risale al 1935, aveva lo scopo di dimostrare come l’interpretazione cosiddetta “ortodossa” della meccanica quantistica (interpretazione di Copenaghen) risulti incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico.

    Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un gatto in una scatola d’acciaio insieme alla seguente macchina infernale (che occorre proteggere dalla possibilità d’essere afferrata direttamente dal gatto): in un contatore Geiger si trova una minuscola porzione di sostanza radioattiva, così poca che nel corso di un’ora forse uno dei suoi atomi si disintegrerà, ma anche, in modo parimenti probabile, nessuno; se l’evento si verifica il contatore lo segnala e aziona un relais di un martelletto che rompe una fiala con del cianuro. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo si fosse disintegrato, mentre la prima disintegrazione atomica lo avrebbe avvelenato. La funzione \Psi dell’intero sistema porta ad affermare che in essa il gatto vivo e il gatto morto non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.” – (Erwin Schrödinger)

    Ora, come sapete il nostro scopo è quello di raccontarvi. come sempre facciamo, quello che rappresenta il doodle, raccontandovi il personaggio o l’evento a cui si ispira, nei limiti di quelle che sono le nostre conoscenze, appunto. Esempio è il doodle di oggi che rappresenta un argomento scientifico che non è di nostra competenza e sarebbe difficile anche spiegarlo. Però possiamo dire che Il Paradosso del Gatto di Schrödinger vuole superare quel concetto di incertezza che caratterizzava la meccanica quantistica fino a quel momento. L’esperimento di Schrödinger serve a ricordarci che non ci possono essere possibilità sovrapposte, il gatto o è vivo o è morto.

    E voi che ne pensate? Avete affrontato mai nei vostri studi questo esperimento?