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  • Ecco le origini del Black Friday in un’infografica

    Ecco le origini del Black Friday in un’infografica

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    Oggi è il venerdì del Black Friday, il giorno dopo la festa del Giorno del Ringraziamento negli Usa che di fatto apre la stagione degli acquisti natalizi, a livello globale ormai. In questa giornata saranno tante le occasioni da non farsi scappare. Proviamo a vedere insieme allora le origini del Black Friday con l’aiuto di questa interessante infografica

    Ormai siamo in quello che si attende da qualche anno con ansia in questo periodo. E’ infatti arrivato il Black Friday, il fenomeno che negli Usa è molto popolare ma che negli ultimi anni si sta diffondendo a livello globale, Italia compresa. Per chi ancora non lo conoscesse e si sta chiedendo “Ma che cos’è questo famigerato Black Friday?” proviamo a dare una risposta guardano un po’ quelle che sono le origini del fenomeno anche con l’aiuto di questa interessante infografica che oggi vi proponiamo.

    Il Black Friday è l’evento che da alcuni anni da il via ufficiale alla stagione dello shopping natalizio, è quindi il momento che sdogana la voglia di acquisti proprio nell’avvicinarsi delle periodo natalizio. Ogni anno questa giornata cade nell’ultimo venerdì del mese di novembre e nel corso di questa giornata, migliaia di negozi e catene commerciali s’impegnano a offrire sconti e promozioni di portata eccezionale. Tant’è vero che sono in milioni le persone negli Stati Uniti e nel mondo ad appostarsi fuori dai negozi già prima del loro orario di apertura e ad assalirli letteralmente per accaparrarsi le occasioni migliori. Giusto per dare qualche dato, nel 2013 sono stati più di 140 milioni gli americani hanno approfittato di queste imperdibili offerte, arrivando a spendere fino a un totale di 57,4 miliardi di dollari (1,2 miliardi solo di vendite online). Una somma con cui si potrebbero acquistare qualcosa come 40 mila Ferrari oppure 100 Gulfstream.

    Il Black Friday non è una festa, ma ci sono stati negli Usa, come la California e altri che osservano “The Day after the Thanksgiving Day” come una festività, infatti gli uffici pubblici restano chiusi. Sapete perchè si chiama proprio Black Friday?

    Black Friday è un nome con cui si indicava del 19° secolo negli Usa veniva associato alla crisi economica del 1869. Il nome comincia a comparire poi nel 1961 a Philadelphia e stava ad indicare il pesante traffico di auto e pedonale che caratterizzava il giorno dopo la festa del Giorno del Ringraziamento. Dal 1975 in poi questa definizione comincia ad essere usata al di fuori di Philadelphia. Un’altra versione dell’origine di questa definizione si riferiva al ricavato dei commercianti che da gennaio a novembre era “rosso”, nel senso che si guadagnava poco, e in quel venerdì dell’anno invece cominciavano a guadagnare, in “nero”. Molti negozi agli inzi aprivano alle sei di mattina, poi qualcuno cominciò ad aprirli anche alle 5. Fino a quando nel 2011 si arrivò ad aprirli a mezzanotte.

    Il paese che cerca più di tutti il Black Friday online, su Google, è il Brasile con quasi 3 milioni di ricerche (riferite al 2013), segue poi, a sorpresa, gli Usa con 2,57 milioni di ricerche; a seguire la Germania, primo paese europeo, Spagna, Francia e infine l’Italia con 95 mila ricerche.

    In Italia, negli ultimi due anni l’interesse al Black Friday si è diffuso esponenzialmente soprattutto sul web, grazie, in particolare, a grandi aziende quali Apple e Amazon che già a partire dal 2011 hanno lanciato le prime iniziative promozionali associate a quest’evento. E anche quest’anno sono numerosi i negozi online e i portali web dedicati ai codici sconto che si sono fortemente attivati per offrire occasioni imperdibili agli utenti della rete. Tra questi, ci piace segnalarvi CupoNation, autore tra l’altro dell’infografica che vedete in basso, che ha dedicato un’intera pagina agli sconti del Black Friday: tra le tante opportunità di risparmio dedicate all’evento, segnaliamo il codice sconto Amazon del 50% dedicato a Dvd e Blu-ray, e quello del 20% sugli accessori per tablet.

    Tra i prodotti più ricercati in questo Black Friday saranno in televisori 4k, gli iPhone 5c e 5s, Kindle Fire HD, le cuffie Beats (ormai di proprietà di Apple).

    Quindi per tutti gli amanti dello shopping, in vista delle prossime feste natalizie, non lasciatevi perdere le occasioni che questa giornata vi offrirà e fate buoni acquisti.

    E voi cosa comprerete in questa giornata? Raccontateci la vostra esperienza di Black Friday.

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  • Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

    Ecco Twitter Offers, le offerte arrivano sulla timeline

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    Twitter fa un passo in più nella direzione dell’e-commerce. Da poco è stato presentato sul blog ufficiale Twitter Offers, un modo attraverso il quale agganciare un’offerta direttamente dalla timeline, aggiungerla alla propria carta di credito o di debito e poi riscattare il tutto presso il negozio. Twitter Offers è per adesso solo disponibile negli Usa

    La tendenza, evidente in questa fase dell’anno con il Black Friday e Cyber Monday in arrivo, per non parlare del Natale, è quella di agganciare gli interessi e le conversazioni sui socia media per tramutarli in vendite. Una tendenza che sicuramente avrà modo di consolidarsi meglio nel 2015. E Twitter oggi compie un altro passo in questa direzione, verso l’e-commerce per permettere agli utenti di agganciare offerte direttamente dalla timeline. Ed ecco che negli Usa arriva Twitter Offers, un esperimento che consentirà agli inserzionisti di connettersi con i propri utenti, potenziali acquirenti, su Twitter per poi trasformarli in clienti affezionati sul proprio sito o sulle loro app. L’annuncio è stato dato dal blog ufficiale a firma di Tarun Jain (@tarunkj) responsabile commerce di Twitter.

    Il funzionamento di Twitter Offers è molto semplice.

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    Quando gli utenti vedranno un’offerta sulla loro timeline, la stessa offerta (parliamo di sconti) la potranno agganciare alla loro carta di credito o alla loro carta di debito (una carta prepagata, ad esempio) e riscattare il tutto presso il negozio. Quindi se l’offerta reclama uno sconto di 2€ su un servizio o un prodotto che ne costa 5€, basta pagare con la stessa carta che si utilizza per agganciare l’offerta per pagare il prezzo scontato. Non c’è bisogno quindi di coupon o altro.

    Twitter Offers da quindi la possibilità alle aziende di misurare in maniera rapida il ROI di quella campagna, cosa non da poco. Il tutto senza che l’azienda sia costretta ad usare software particolari o che abbia bisogno di fare una formazione particolare ai propri collaboratori.

    I dati saranno criptati, quindi saranno resi sicuri e gli utenti avranno anche la possibilità di rimuoverli in qualsiasi momento.

    Al momento Twitter Offers è in fase sperimentale negli Usa per il web e per il mobile e Twitter sta lavorando con una serie di brand dei quali ancora non si conoscono i loro nomi, ma verranno rivelati presto.

    Twitter Offer segue a pochi mesi dall’introduzione di Buy, il tasto Compra, che Twitter introdusse nel mese di settembre, sempre solo per gli Usa, la modalità con cui formulare l’acquisto direttamente cliccando il tasto Buy all’interno del tweet.

    La dimostrazione che Twitter vuole agganciare il treno dell’e-commerce, il trend che determinerà il prossimo futuro dei social media, che nel 2015 prenderà una forma più consistente. Dopo la fase delle conversazioni, una volta in grado di conoscere meglio l’utente attraverso le informazioni a disposizione, la fase successiva è quella di agganciare gli interesse per proporre occasioni di acquisto interessanti. Non è un caso che la sperimentazione parta dagli Usa dove risiede la grande maggioranza della base utenti della piattaforma.

    Allora che ne pensate di Twitter Offers?

  • Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

    Natale 2014, quasi 10 milioni di italiani faranno acquisti online

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    Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, sono quasi 10 milioni gli italiani che in occasione del Natale 2014 effettueranno acquisti online. Erano 7,2 milioni nello stesso periodo dello scorso anno

    Come era prevedibile, anche in occasione del Natale 2014 gli italiani non rinunceranno a fare i propri regali natalizi online e il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo gli ultimi dati raccolti da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano in collaborazione con Human Highway, attraverso una ricerca che ha considerato gli ultimi tre mesi, con un focus particolare sugli acquisti natalizi, sono infatti quasi 10 milioni gli italiani che faranno acquisti online, per la precisione: 9,2 milioni. Erano 7,2 milioni un anno fa, quindi si registra un aumento di quasi il 30%. La spesa si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro.

    Ancora una volta abbiamo la dimostrazione di quanto gli italiani apprezzino l’E-commerce anche in occasioni speciali come è appunto il Natale. E il tasso di crescita registrato in questo periodo dell’anno risulta superiore a quello degli acquirenti online in generale, indice evidente di come la prassi di acquisto online sia ormai stata assunta a “nuova normalità” da molte persone.

    E saranno 2 milioni gli italiani che effettueranno acquisti natalizi principalmente o esclusivamente su internet, registrando un aumento del +35% rispetto allo scorso anno. Un segmento che rappresenta circa il 20% di coloro che dichiarano di acquistare almeno un regalo di Natale sul web e composto da persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete già per compiere buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali. Il trend di crescita è confermato, inoltre, dall’analisi delle intenzioni di acquisto per questa stagione: il 35% degli acquirenti online dichiara infatti che quest’anno farà più acquisti di regali di Natale online rispetto all’anno scorso. La quota di coloro che sono orientati a fare meno acquisti di regali online scende negli anni, indice della soddisfazione verso una soluzione che risulta comoda e piena di opportunità.

    Il 2014 è stato un anno positivo per l’E-commerce italiano” – dichiara Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio elettronico italiano – “In particolare, in vista del periodo natalizio l’aumento degli acquirenti online come vediamo è una tendenza che si conferma in crescita ormai da quattro anni. Nel corso del 2014 abbiamo assistito a un forte incremento del numero degli e-shoppers. Secondo i dati degli ultimi mesi gli italiani che hanno comprato online almeno una volta nella vita sono 21,8 milioni, di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali, ovvero persone che compiono questa operazione una volta al mese. Cifre considerevoli raggiunte grazie alla convergenza di diversi fattori. Tra questi, sicuramente incide la diffusione degli acquisti proveniente da dispositivi mobile, si attesta, infatti, al 23% la quota di chi, negli ultimi sei mesi, ha fatto acquisti via App da smartphone o tablet. Secondo le nostre ultime rilevazioni ogni 100 acquisti online 15 sono originati da dispositivo mobile. Si tratta di un segmento di consumatori molto interessanti in quanto acquistano con importi medi più elevati e con frequenza maggiore della media. Questi fenomeni sono indice del fatto che ci troviamo davanti a una nuova tipologia di consumatore che abbiamo definito Superconsumatore, un individuo abituato alla multicanalità e che possiede il pieno controllo sul processo di acquisto per soddisfare i propri bisogni.”

    In un periodo che vede le famiglie italiane ancora in fase di assestamento rispetto alla crisi economica anche i settori delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo positivo nello sviluppo dell’E-commerce in quanto propongono prodotti e servizi di qualità a prezzi assolutamente vantaggiosi. Per quanto riguarda, invece, le tendenze nelle diverse categorie l’abbigliamento ha sicuramente avuto un peso rilevante nello sviluppo degli ultimi anni, ma anche il food e l’arredamento si stanno affermando come categorie emergenti”.

    Le categorie che ricavano maggior impulso dagli acquisti della stagione natalizia sono, nell’ordine, prodotti di:

    • Salute & Benessere
    • Attrezzatura sportiva
    • Biglietti di viaggio
    • Abbigliamento e scarpe
    • Soggiorni di vacanza.

    E voi effettuerete i vostri acquisti di Natale online? E in che misura? Raccontateci la vostra esperienza.

  • E’ online ShoppingVerify, dove recensire i siti e-commerce

    E’ online ShoppingVerify, dove recensire i siti e-commerce

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    Presentato alla Conferenza Europea sull’E-commerce, è da oggi online ShoppingVerify, il sito realizzato da “Casa del Consumatore” che consente agli utenti di lasciare commenti e recensioni sugli e-commerce italiani, europei e del resto del mondo. ShoppingVerify è un’iniziativa del progetto “Check-up Diritti”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico

    E’ stato presentato oggi alla Conferenza Europea sull’E-commerce, ShoppingVerify, il sito realizzato da Casa del Consumatore che permette agli utenti di lasciare  commenti e recensioni sugli e-commerce italiani, europei e del resto del mondo. Il sito, online proprio da oggi, esce in contemporanea nelle versioni italiana, inglese, francese, tedesca e spagnola. Entro la fine di questo anno saranno online anche le versioni greca, rumena e norvegese.

    Realizzato grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da un’associazione nazionale di consumatori libera da rapporti economici con gli e-commerce, ShoppingVerify offre agli utenti la possibilità di segnalare all’associazione e agli altri utenti sia gli abusi che le eccellenze del commercio elettronico.

    Con ShoppingVerify la nostra associazione di consumatori entra nel settore dei commenti e recensioni degli utenti del web, tradizionalmente in mano a pochi colossi internazionali o ad imprese che promuovono i commenti a soli fini pubblicitari o di fidelizzazione. Il sito è semplice da usare e consente a chiunque di conoscere e verificare e-commerce di diverse nazioni, grazie ad una banca dati condivisa tra tutte le versioni di ShoppingVerify e lo strumento della traduzione automatica dei commenti, che consente un reale scambio di idee ed esperienze tra consumatori di diverse lingue” – commenta così Giovanni Ferrari, Presidente di Casa del Consumatore

    ShoppingVerify nasce quindi come strumento di conoscenza per i consumatori ma anche per gli e- commerce, che avranno l’opportunità di rispondere ai clienti ed evidenziare le proprie positive performance a livello internazionale.

    ShoppingVerify è un’iniziativa del progetto “Check-up Diritti”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato da Casa del Consumatore insieme ad Acu, Altroconsumo, Codici e Lega Consumatori.

  • Amazon, 10 mila pick up point presso gli uffici postali

    Amazon, 10 mila pick up point presso gli uffici postali

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    Amazon annuncia oggi che i clienti potranno ora scegliere se ricevere i prodotti acquistati a casa propria oppure se servirsi dei 10 mila pick up point presso gli uffici postali. Direttamente dal sito si potrà scegliere l’ufficio postale più vicino e anche l’orario più comodo

    Una decina di giorni fa avevamo parlato del tema “E-commerce e consegna” con una piccola panoramica sull’Italia e sull’estero, riguardo ad un tema in realtà poco approfondito. E la notizia di oggi sicuramente allarga lo scenario italiano visto che Amazon annuncia che i clienti potranno scegliere se ricevere i prodotti acquistati a casa propria oppure se servirsi dei 10 mila pick up points che saranno avviati presso gli uffici postali. La scelta potrà essere fatta direttamente dal sito selezionando l’ufficio postale più vicino e anche l’orario, senza costi aggiuntivi.

    Una volta fatta la scelta del pick up point più vicino, un addetto sarà sempre disponibile al momento della consegna degli ordini fatti su Amazon.it; i clienti potranno pianificare il momento migliore in cui ritirare il proprio ordine nel periodo di tempo disponibile, anche durante il weekend. Gli orari di apertura sono segnalati su Amazon.it in modo chiaro accanto al nome dell’ufficio postale.

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    Al momento dell’acquisto, il sistema mostrerà gli orari di apertura e la posizione di ogni Pick-up Point e i clienti di Amazon.it potranno selezionare l’ufficio postale dove desiderano ricevere il proprio ordine. Se un prodotto risulta troppo voluminoso per poter esser consegnato presso un Pick-up Point, sulla pagina di Amazon.it apparirà la richiesta di scegliere un indirizzo di consegna alternativo. I clienti potranno ritirare i propri prodotti nel Pick-up Point mostrando la carta d’identità oppure potranno autorizzare una terza persona al ritiro. Amazon informerà il cliente non appena il prodotto sarà consegnato nel Pick-up Point selezionato. Se il prodotto non dovesse essere ritirato entro i primi quattro giorni, una seconda e-mail ricorderà al cliente di effettuare il ritiro appena possibile. Dopo altri tre giorni, il prodotto sarà reso ad Amazon e il cliente riceverà automaticamente il rimborso.

    Il servizio Pick-up Point è disponibile per la modalità di consegna 3-5 giorni; è gratuito per i clienti Prime ed è incluso nel costo della modalità di consegna standard (2,80€) per tutti gli altri clienti non abbonati al servizio Prime.

    Un’indagine dello scorso anno della Copenaghen Economics rilevava che i pick up point erano l’alternativa alla consegna a casa (home delivery), seguiti poi dai lockers che stanno cominciando a diffondersi anche nel nostro paese. Mentre in gran parte d’Europa la consegna a casa è il metodo preferito, in Scandinavia invece sono proprio i pick up point ad essere più usati come metodo di consegna.

  • L’appello di Roberto Liscia a Matteo Renzi per sviluppare l’e-commerce in Italia

    L’appello di Roberto Liscia a Matteo Renzi per sviluppare l’e-commerce in Italia

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    Roberto Liscia, il presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano, chiede al premier, Matteo Renzi, un aiuto concreto per sviluppare con decisione l’E-commerce in Italia, soprattutto per quel che riguarda i pagamenti elettronici

    Nonostante la forte crescita dell’E-commerce nel nostro paese, restano ancora dei limiti che ne frenano lo sviluppo pieno ed esteso. Ricordiamo che nell’ultimo anno la crescita è stata del 17% per ciò che riguarda le vendite online, per un valore che supera i 13 miliardi di euro. Il 20% del mercato è costituito da acquisti effettuati da Mobile e ad oggi sono più di 16 milioni gli shoppers italiani. Di fronte a questo scenario, positivo, ma che pesa complessivamente del 3% (o poco più), Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano, rivolge un appello al premier Matteo Renzi per cercare di scardinare l’e-commerce in Italia.

    In occasione della visita di Renzi alla nuova sede di Alcatel Lucent, Liscia  chiede di “continuare sulla via tracciata in tema di pagamenti elettronici, quali l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i pagamenti con carte e home banking, così da accelerare i comportamenti digitali degli italiani”.

    La moneta elettronica, insieme all’esplosione dei pagamenti tramite smartphone (+100% nel 2014), rappresenta la vera frontiera che permetterà alle piccole imprese di superare gli ultimi tabù per l’ingresso in questo nuovo e promettente mercato globale dell’E-commerce. Un settore che ormai sta raggiungendo un’età e un’esperienza ragguardevole, al punto da essere la vetrina più efficace per presentare il nostro Made in Italy in tutto il mondo.”

    Ma nonostante queste ultime cifre positive, resta il fatto che in Europa il mercato italiano in termini di E-commerce è il fanalino di coda.

    Le imprese che vendono online sono solo il 4% del totale” – continua Roberto Liscia – “l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto. I servizi digitali della pubblica amministrazione sono pochi, frammentati e di difficile accesso e soprattutto una fetta ancora consistente di italiani ha ancora paura ad effettuare acquisti on line. È evidente che in questo quadro la dimensione delle imprese diventa un fattore abilitante.”

    Il presidente di Netcomm incalza Renzi:

    Nonostante che in Italia le prime 200 imprese web abbiano una quota di mercato superiore al 70%, poche sono le imprese italiane che competono sul mercato internazionale online e il nostro Paese è, di fatto, assente nella competizione internazionale. Stiamo perdendo competitività a livello globale e non riusciamo a sfruttare il potenziale del Made in Italy che potrebbe trovare più facilmente sbocchi su questi mercati.”

    Insomma, Liscia mette in linea quelli che sono i punti su cui intervenire per dare un forte slancio, viste le grandi potenzialità del mercato. Il nostro paese, visto anche quello che raccontiamo qui sul nostro blog, ha grandi possibilità di crescita anche da questo punto di vista, ma serve qualcosa di più.

    Che ne pensate voi? Ha fatto bene Liscia a rivolgersi a Renzi e pensate che il governo possa fare davvero qualcosa di concreto?

  • E-commerce e consegna, uno sguardo in Italia e all’estero

    E-commerce e consegna, uno sguardo in Italia e all’estero

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    E-commerce e consegna, un tema poco conosciuto e poco indagato ma che per gli utenti è di grande importanza. Parliamo quindi di Home Delivery e proviamo a vedere il panorama italiano e quello estero, dove già esistono soluzioni molto innovative. E presto saranno operative anche da noi

    L’E-commerce è un fenomeno in crescita nel nostro paese e di questo ne abbiamo avuto, ancora una volta, conferma dalla presentazioni dei dati relativi al nostro paese elaborati dall’Osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm. La crescita continua ed è del 17% se si considerano le vendite da siti italiani, cioè quelle verso consumatori italiani e stranieri, per un valore complessivo di 13,3 miliardi di euro, ed è del 16% se si considerano  gli acquisti dei clienti italiani, cioè quelli da siti italiani e da siti stranieri, per un valore totale di 14,6 miliardi di euro. Numeri importanti che ci danno l’idea di quanto il fenomeno sia cresciuto, pur avendo ancora margini di crescita enormi.

    Quello su cui vogliamo concentrarci oggi è forse ancora un aspetto poco considerato ma che invece per gli utenti, quindi per coloro che effettuano acquisti è di grande importanza. Parliamo delle consegne, quella che si indica col nome di Home Delivery, l’aspetto più importante che un consumatore online considera dopo l’acquisto, sperando sempre che sia puntuale e che non accada nulla ad ostacolarla. Va detto che gli operatori italiani che si occupano di E-commerce cominciano a sfidare i limiti della consegna a casa attraverso l’offerta di servizi a valore aggiunto con la consegna su appuntamento, al sabato o con i lockers (ossia “delivery machines”, postazioni dalle quali ritirare la merce in perfetta autonomia). Dal censimento che è stato condotto sul territorio italiano, su 80 operatori attivi in Italia nel commercio online di prodotti, si evidenzia che la consegna al piano, la consegna in punto vendita e la consegna in un giorno definito sono i servizi più diffusi, adottati da circa il 40% del campione. A seguire, la consegna al sabato, adottata da 1 merchant su 5 prevalentemente nel comparto del Grocery e dell’Informatica ed elettronica di consumo, e la consegna entro le 12 del giorno successivo all’ordine, offerta da poco più del 15% dei merchant del campione, prevalentemente nei comparti del Grocery, Fiori e Lavanderia.

    I parcel lockers, al momento 50 in tutto il paese, cioè sono quelli di E-price in collaborazione con InPost/TNT GE, iniziano a diffondersi anche in Italia e potrebbero costituire una valida alternativa all’home delivery classica, superando il problema della mancata consegna.

    Se diano un’occhiata all’estero,  notiamo che esistono già soluzioni particolarmente innovative offerte da operatori da sempre all’avanguardia. Segnaliamo ad esempio la consegna same day, da operatori come Amazon (in USA, UK e in Spagna a Madrid), Argos e Karen Millen in UK e Flipkart in India. Interessanti sono i servizi di monitoraggio della consegna come il live tracking offerto da Asos in UK, che consente la verifica della posizione del pacco con un ritardo massimo di 30 minuti e il Click&Collect con box termoregolati per consegnare in maniera automatica anche i prodotti surgelati di Waitrose. Sono in fase sperimentale alcuni progetti assolutamente innovativi ma lontani dall’essere applicati, come ad esempio il “roam delivery” ossia la consegna itinerante nel baule dell’auto, proposto da Volvo. Grazie a un meccanismo di chiavi digitali, sarà possibile far aprire il baule della propria auto al corriere che vi potrà lasciare il prodotto ordinato online. Un altro sistema innovativo è il brevetto depositato da Amazon per il predictive shipping, ossia la spedizione preventiva in aree laddove ci si aspetta che vengano ordinati particolari prodotti (perché visti online più volte o messi nella wishlist), nel tentativo di offrire un tempo di consegna più ridotto.

    Ma, tornando a fare riferimento all’Italia, abbiamo raccolto il parere di uno dei maggiori operatori sul mercato italiano, ospite alla tavola rotonda dell’Osservatorio E-commerce B2C organizzato dal Politecnico di Milano:

    Il mondo delle spedizioni è da sempre stato associato ai servizi forniti da corrieri B2B che solamente di recente hanno iniziato a focalizzarsi sulle esigenze del delivery B2C” ha commentato Massimo Pasqual, Chief Commercial Officer Nexive. “ll posizionamento su un solo segmento di delivery non è vincente perché i merchants possono avere esigenze di consegna differenti. Dunque una nicchia di mercato a cui i servizi di spedizioni per grossi volumi al momento non rispondono ancora. È per questo Nexive ha puntato ad un allargamento dell’offering con il lancio nel 2014 di Sistema Espresso, pensato per chi desidera privilegiare la velocità”.

    Quindi anche nel nostro paese si cominciano a vedere soluzioni più rapide ed innovative in virtù della crescita esponenziale del fenomeno E-commerce. E siamo anche convinti che questo è solo l’inizio di tutta una serie di innovazioni che seguiranno man mano che l’E-commerce continuerà a crescere. Non è quindi sbagliato pensare di vedere anche da noi soluzioni che già sono operative in altri paesi, anche in tempi brevi.

    E voi che pensate? Raccontateci la vostra esperienza.

     

  • Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

    Cresce il numero di italiani che fa la spesa online [Infografica]

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    Con il crescere del fenomeno E-commerce nel nostro paese, cambiano le abitudini di acquisto. E grazie anche a questa indagine di Coop online, con infografica, notiamo che sempre più italiani comprano i beni di consumo ordinari online per risparmiare e per confrontare meglio i prezzi. L’utente è quindi sempre più preparato e informato

    Abbiamo più volte affrontato il tema dell’E-commerce qui sul nostro blog e di come questo fenomeno sia ormai in forte crescita nel nostro paese. E in questo contesto vogliamo oggi parlarvi di questa ricerca ad opera di Coop Online che ha lanciato un’infografica che ci mostra come è cambiato il modo di fare la spesa degli italiani negli ultimi anni, orientata sempre più verso la modalità online. E il ridimensionamento degli standard di vita degli italiani dovuto alla bassa congiuntura economica ha profondamente modificato le loro abitudini ed i modelli di consumo. Inoltre, una forte propensione all’innovazione e al cambiamento sembra essere stata la soluzione scelta dagli italiani per difendere il loro livello di vita. Ecco quindi individuati i punti che spiegano la crescita della spesa online negli ultimi 5 anni. Le famiglie usano sempre di più il web per cercare promozioni, sconti e confrontare i prezzi con il risultato che il consumatore è più informato e consapevole.

    Un consumatore del quale l’infografica, che vedete in basso, mostra il profilo tipico unitamente ai fattori che influenzano la sua scelta presentando vantaggi e svantaggi dell’acquisto presso un negozio fisico oppure online. In particolare tra il 2012 e il 2013 si assiste ad un notevole cambiamento dei consumi che vede un aumento degli acquisti online del +17% nel trimestre concluso a febbraio 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Ma cosa acquistano gli italiani? La riduzione delle spese superflue vede diminuire del 20,80% la spesa per abbigliamento e calzature mentre la maggiore attenzione prestata alla cura della casa fa registrare un +42,10% di acquisti online dedicati al settore utensili ed elettrodomestici per la cucina, accessori per l’arredo e strumenti per il bricolage segno di un forte ritorno ad un approccio “fai da te” tra le mura domestiche.

    In questi casi gli italiani preferiscono comprare sul web per approfittare delle promozioni su siti affidabili e dall’offerta ampia e variegata. La scelta degli acquisti è inoltre influenzata nella maggior parte dei casi da suggerimenti di amici e parenti che hanno già effettuato acquisti su determinati siti.

    Il profilo dell’e-shooper che viene fuori da questa indagine ha un’età media di 18-35 anni, con un reddito medio-alto, l’orario in cui preferisce fare i propri acquisti è tra le 21 e le 23; la spesa mensile online, composta mediamente da 10 prodotti, ha un valore di 40 € e ama acquistare da siti specializzati. Il 46,6% preferisce la carta di credito come metodo di pagamento; il 39,2% PayPal.

    Il 73% fa acquisti online perchè consigliato da amici e conoscenti; il 59% perchè riceve informazioni dai Social Media; il 49% perchè influenzato dalla televisione; il 45% perchè influenzato dalla stampa.

    Questo il quadro delineato da Coop online. E voi vi ritrovate in questa analisi? Fate anche voi la spesa online e quali sono i prodotti che acquistate di più?

    Coop-Spesa-online Italia

  • E-commerce: numeri, tendenze e finanziamenti [Open Day]

    E-commerce: numeri, tendenze e finanziamenti [Open Day]

    e-commerce

    Interessante incontro formativo quello che Noetica, in collaborazione con CST Consulting e Gherardi Consulting, propone il prossimo 5 Giugno dal titolo “E-commerce: numeri, tendenze e opportunità di finanziamento”. Un’occasione per fare il punto della situazione e per orientarsi tra le tante opportunità di finanziamenti

    Il fenomeno E-commerce è in forte crescita nel nostro paese, aumentano gli e-shoppers e crescono le opportunità per chi vuole avviarsi al commercio elettronico. Sono ormai 16 milioni gli utenti italiani che acquistano online e continua a crescere nel nostro paese la penetrazione del commercio online, anche se molto ancora resta da fare. Allora, per tutte le aziende che fossero intenzionate ad avviare un’attività di e-commerce, può interessare questo incontro di formazione che Noetica, in collaborazione con CST Consulting e Gherardi Consulting, organizza per il prossimo 5 Giugno, presso l’AC Hotel di via Serlio 28 a Bologna, dalle ore 16 alle ore 19.

    L’incontro è gratuito e sarà l’occasione per affrontare temi come aspetti organizzativi, strategici ed economico-finanziari di un e-commerce. E sarà interessante anche conoscere i vari bandi di finanziamento ormai di prossima uscita, utili a coloro volessero iniziare questa attività.

    Le iscrizioni sono aperte fino al 30 Maggio e il consiglio è quello di affrettarvi in quanto i posti disponibili sono in via di esaurimento.

    Il programma della giornata prevede questi punti:

    • Dati 2013 sull’andamento delle vendite on line, tendenze e prospettive. (Simona Bonciani – Noetica)
    • Vendere on line: per quali aziende (Simona Bonciani – Noetica)
    • Gli step di un progetto e-commerce (Simona Bonciani– Noetica)
    • Il budget e la pianificazione economico-finanziaria (Carlo Stanzani – CST Consulting)
    • Le opportunità di finanziamento (Elisa Gherardi – Gherardi Consulting; Stefano Fattorini)

    A questo link trovate tutte le informazioni che vi necessitano.

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  • E-commerce: progettare e gestire al meglio le vendite online [Formazione]

    E-commerce: progettare e gestire al meglio le vendite online [Formazione]

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    L’E-commerce in Italia è un fenomeno in costante crescita che coinvolge tutti i settori. Immediatezza negli acquisti e anche possibilità di risparmio sono le caratteristiche principali delle vendite online. Ma gestire le vendite dal proprio sito non è semplice, la possibilità di sbagliare è sempre dietro l’angolo. Ecco allora che vi consigliamo questo corso che si terrà a Bologna il 14 e 15 Aprile

    L’E-commerce è un fenomeno in costante crescita nel nostro paese e gli italiani dimostrano sempre di apprezzarlo molto. Solo nel 2013 il fenomeno era quantificabile in oltre 12 miliardi di euro con più di 14 milioni di italiani che effettuavano acquisti via web. Numeri che danno l’effettiva dimensione delle vendite online nel nostro paese e di come queste siano destinate a crescere sempre di più. Dagli ultimi dati risulta che ad oggi il 48% degli italiani effettua acquisti online da un pc portatile, il 40% da un computer fisso. Il 12% effettua acquisti da mobile, anche questo un fenomeno in Italia in costante crescita.

    Ma gestire il processo di vendite online non è cosa semplice e molto spesso, supportati dall’entusiasmo, si rischia di mandare un fumo una possibilità interessante per incrementare le vendite, sfruttando appunto l’enorme potenziale del Web. E per questo motivo che oggi vi proponiamo questo interessante corso che si terrà a Bologna il prossimo 14 e 15 Aprile, presso Noetica in via Rimini 10, dal titolo “E-commerce: progettare, realizzare e promuovere la vendita online“.

    Nell’attrezzarsi a predisporre il proprio sito alle vendite online o a migliorare una sezione già esistente che per tanti motivi non riuscita a decollare nella maniera giusta, ci vuole una corretta progettazione e un processo di gestione ben definito. Ed è quello che si propone di dare agli iscritti il corso che vi stiamo suggerendo, aperto a chi voglia realizzare un progetto di e-commerce e a chi vuole migliorare  il rendimento del proprio negozio online.

    Sono previste delle esercitazioni per meglio imprimere i concetti che verranno affrontati durante il corso e quindi verteranno su Progettazione dello store online e sulla Definizione di un piano promozionale del progetto.

    A tutti gli iscritti a corso saranno garantiti i materiali che sono slides, bibliografia e sitografia delle lezioni. Tutte le informazioni su come partecipare, quota di iscrizione le trovate su questo link e vi ricordiamo che se vi iscrivete con un vostro amico o collega, la seconda quota di iscrizione è scontata del 50%.

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