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  • Pionieri di eBay: ecco chi sono gli imprenditori che hanno portato l’e-Commerce in Italia

    Pionieri di eBay: ecco chi sono gli imprenditori che hanno portato l’e-Commerce in Italia

    Sapete che il primo negozio online italiano ancora attivo su eBay.it venne aperto nel 1996? Ad aprirlo fu Pietro Muscara di Messina e nel giro di pochi anni tanti altri pionieri lo seguirono. eBay si conferma oggi una piattaforma e-Commerce tra le più grandi al mondo con oltre 171 milioni di acquirenti attivi a livello globale, e con #PionierieBay vuole raccontare come il commercio online si sia evoluto in questi anni in Italia.

    Sentiamo spesso parlare di e-Commerce dato che, oggi più che mai, la possibilità di acquistare è sempre a portata di mano grazie ai dispositivi mobili che hanno permesso una maggiore espansione di questa modalità di acquisto che tanto piace agli italiani. Ma oggi vogliamo raccontarvi da dove è iniziato il fenomeno dell’e-Commerce in Italia, quali furono i veri pionieri che prima di altri riuscirono a comprendere che quella poteva essere davvero un’opportunità. E, soprattutto, vogliamo raccontarvi della piattaforma che diede vita a tutto questo.

    Sapete che il primo negozio online in Italia venne aperto su eBay nel 1996, ben 22 anni fa, esattamente un anno dopo la fondazione ad opera di Pierre Omidyar? E sapete che il primo ad aprirlo fu Pietro Muscara di Messina con “Piero Collectibles”, un negozio specializzato nella vendita online di articoli da collezione e oggetti come album, fumetti, videogiochi, CD e DVD?

    L’iniziativa che vogliamo raccontarvi oggi si chiama ‘Pioneri di eBay’ – #PionierieBay – un viaggio di oltre 20 anni rivisitando le tappe che hanno caratterizzato l’evoluzione del fenomeno e-Commerce in Italia, proprio grazie alla piattaforma eBay, nata nel 1995 e presente in Italia dal 2001. Nel nostro Paese i venditori professionali attivi sono oggi oltre 35 mila e la piattaforma è stato un volano per la crescita di tante PMI, tanto che il 67% delle imprese italiane che vende attraverso eBay esporta i propri prodotti.

    pionieri ebay e-commerce

    Prendendo in esame i primi 100 venditori italiani su eBay, che operano per il 33% nel settore dell’elettronica (la categoria più “ambita” dai pionieri), eBay ci presenta la storia di 10 venditori, veri pionieri dell’e-Commerce italiano che, grazie a questa piattaforma di commercio online, sono riusciti a realizzare delle vere imprese che sono cresciute col tempo. eBay è da sempre un punto di riferimento per tutte le PMI che vogliono iniziare a vendere online, fornendo strumenti e supporto per poter meglio realizzare la propria idea ed essere da subito pronti ad affrontare nuovi mercati e a crescere. I primi a muovere i primi passi verso l’e-Commerce provengono principalmente da Lombardia (24%), Lazio (14%) ed Emilia Romagna (8%).

    Dalle parole del primo venditore Pietro Muscara si comprende lo spirito che ha spinto questi imprenditori a voler sperimentare, scoprire e provare soluzioni nuove già nel 1996, quando Internet non era diffuso come lo è oggi e quando nessuno ancora pensava che da Internet potesse arrivare un’opportunità come quella:

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    Pietro Muscara – #PionieriEbay

    Tutto è iniziato nel 1995, quando ancora lavoravo per una multinazionale di informatica. Io sono sempre stato appassionato di collezionismo e siccome lavorare nell’ambito dell’informatica mi aveva dato la possibilità di conoscere meglio il mondo di internet – allora quasi sconosciuto – ho iniziato a vendere i primi oggetti tramite post su newsgroups o mailing list. Ricordo ancora il primo ordine: un cliente dall’Olanda acquistò un gadget e quella notte non ho quasi dormito dall’emozione e dall’ottimismo verso queste nuove possibilità. Nel 1996 mi imbattei in questo sito chiamato AuctionWeb, su cui aprii un account e che poco dopo sarebbe diventato eBay. Oggi sono il più primo venditore ancora attivo in Italia e uno dei primi a livello mondiale[/box]

    Una caratteristica che si coglie nell’attività di Muscara, ma questo vale per tutti i grandi pionieri, è quella di continuare a credere nell’e-Commerce come sfida per crescere e anche quella di riuscire ad interpretare sempre il fenomeno, riuscendo a cogliere i cambiamenti, avendo l’abilità di cavalcarli. Una caratteristica, questa, non comune.

    Una storia simile è poi quella di Francesco Borgognone, di Firenze, che nel 2000 lancia “Retrogame”, un negozio online specializzato in giochi e console vintage degli anni ’70 – ’80 – ’90- ’00. L’idea di Francesco fu quella di iniziare un’attività specializzata in giochi e console vintage, aprendo contemporaneamente sia il punto vendita fisico a Firenze, la sua città, che il suo primo negozio online, proprio su eBay.

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    Francesco Borgognoni – #PionieriEbay

    Quando ho deciso di aprire la mia attività, ho subito pensato che dovevo essere presente anche online. Avevo una connessione Internet già dal ‘96 e navigavo in rete per comprare videogiochi per uso personale. Da lì è scattata l’idea che anche io potevo vendere online questo tipo di prodotti. All’inizio i volumi di vendita non erano enormi, soprattutto perché la modalità di acquisto online non era molto diffusa, ma io ho sempre creduto nel potenziale di questo mezzo. Infatti, quando è poi esploso il fenomeno, io ho avuto la fortuna di essere già presente in maniera consolidata sul mercato, cosa che mi ha permesso di avere una crescita costante negli anni”, afferma Francesco.[/box]

    Sono storie di sperimentazione, fatte di coraggio e di voglia di mettersi in gioco, scommettendo sulla piattaforma che poi si è rivelata adatta per la loro idea.

    Potete trovare le altre storie dei #PionierieBay a questo link e questo è il video dove i pionieri si raccontano.

    Vedrete e sentirete storie che descrivono com’era l’e-Commerce più di 20 anni fa e che sottolineano il ruolo fondamentale di eBay in quella fase, come ancora oggi, nell’offrire una piattaforma che potesse permettere a questi pionieri di poter accedere a mercati internazionali, un’opportunità che allora era davvero unica.

    [In collaborazione con eBay]

  • L’E-commerce in Italia nel 2018 cresce del 15% e vale 27 miliardi di euro

    L’E-commerce in Italia nel 2018 cresce del 15% e vale 27 miliardi di euro

    L’E-commerce in Italia continua a crescere a doppia cifra anche nel 2018. I dati presentati al recente Netcomm Forum 2018 ci dicono che quest’anno il commercio online crescerà del 15% raggiungendo un valore di 27 miliardi di euro, 3,6 miliardi in più rispetto allo scorso anno.

    Gli italiani confermano di apprezzare sempre di più l’E-commerce, di anno in anno questo apprezzamento si manifesta a doppia cifra. I dati presentati al recente Netcomm Forum, l’evento più importante dedicato al fenomeno in Italia, ci dicono che il commercio online cresce in Italia del 15%, raggiungendo un valore di 27 miliardi di euro, 3,6 miliardi in più rispetto al 2017. Sono dati assolutamente positivi che, comunque, fanno ben sperare per una crescita ulteriore. Sì perchè, nonostante questo ritmo di crescita, il mercato e-commerce italiano deve ancora svilupparsi e maturare, e questo lo si nota se lo paragoniamo agli altri mercati europei, dove Regno Unito, Francia e Germania vantano un livello di maturazione più alto.

    Gli italiani acquistano per lo più prodotti in una modalità che è superiore di 4 volte l’acquisto online di servizi, una scelta che trova la motivazione principale sul fatto che i prezzi sono più convenienti (in Uk si predilige la comodità e in Germania e Francia l’assortimento). E poi lo smartphone diventa sempre più importante negli acquisti online degli italiani, un terzo di questi sono effettuati appunto dal dispositivo mobile che ad oggi è diventato l’estensione della nostra esistenza.

    e-commerce italia 2018

    Dato rilevante, che ci sembrava giusto sottolineare, è che nel 2018 la penetrazione dell’e-commerce raggiunge la quota del 6,5% sul totale dei consumi reali, un dato molto interessante anche se è ancora inferiore ai dati a due cifre che si riscontrano in Uk o in Francia. Anche se c’è da dire che aumenta gradualmente: lo scorso anno era del 5,6% ed era del 5% nel 2016.

    Cosa acquistano gli italiani online nel 2018?

    Le previsioni per il 2018 rivelano che la domanda e-commerce sarà trainata dai prodotti e in particolare da quei settori ormai definiti storici che crescono con un ritmo più vicino alla media: Informatica ed Elettronica (+18%) con 4,6 miliardi di euro, Abbigliamento (+21%) che passa da 2,4 miliardi nel 2017 a circa 3 miliardi nel 2018, l’Editoria (+25%) con 1 milione di euro. I settori che da qualche anno vengono connotati come emergenti segnano, invece, performance superiori: Food & Grocery (+34%) che passa da 0,83 miliardi di euro del 2017 a 1,1 miliardi, Beauty (+29%) con quasi 430 milioni, Arredamento e home living (+44%) a quota 1,26 miliardi, Auto e Ricambi (+26%) che sfiorano i 610 milioni.

    Lo sviluppo prosegue anche per quanto riguarda i Servizi, seppur a ritmi meno sostenuti: sia il settore Turismo e Trasporti (9,7 miliardi di euro) che quello delle Assicurazioni (oltre 1,3 miliardi di euro) crescono del 5%.

    paesi e-commerce 2017

    Italia, e-commerce e Mobile

    Il mobile sarà sempre più centrale anche nello sviluppo dell’omnicanalità, in una nuova fase in cui l’offerta d’acquisto supera la dicotomia fisico-virtuale a favore di un’integrazione sempre maggiore tra online e offline. Il negozio rimane essenziale nel processo d’acquisto e il personale dovrà sviluppare la capacità di fare da ponte tra il mondo digitale e quello fisico, mettendo al centro le informazioni sul prodotto e sulle sue disponibilità. Il consumatore è la figura chiave di questa evoluzione e la sua esperienza di “onlife commerce“, in cui l’acquisto rappresenta soltanto una parte di un processo conversazionale più ampio con il brand e il venditore, sarà resa ancora più personale dai big data e da algoritmi intelligenti che riconoscono i comportamenti e permettono di creare offerte coerenti a essi, soddisfacendo appieno le crescenti aspettative dell’utente.

    Secondo i dati diffusi di recente da Criteo, il fenomeno del Mobile Commerce in Italia è cresciuto del 31,5% e i dati presentati a Netcomm Forum 2018 ci dicono che ad oggi gli acquisti effettuati via smartphone hanno un peso pari a un terzo dell’intero mercato e-commerce, ossia del 31%. Anche perchè il 23% degli utenti usa lo smartphone prima per fare la sua ricerca del prodotto.

     

  • Amazon Prime ha oggi più di 100 milioni di utenti a livello globale

    Amazon Prime ha oggi più di 100 milioni di utenti a livello globale

    Avviato il 2 febbraio del 2005, quindi 13 anni fa, Amazon Prime conta oggi più di 100 milioni di utenti a livello globale. Un dato diffuso dallo stesso fondatore Jeff Bezos nella lettera annuale agli azionisti.

    Amazon Prime, il servizio a pagamento per abbonamento di Amazon, lanciato il 2 febbraio del 2005, ha oggi più di 100 milioni di utenti a livello globale. E’ la prima volta che viene diffuso, in tutti questi anni, un dato sul numero degli utenti che usufruiscono del servizio, fino a ieri ci si esercitava a dare su numeri su quanti fossero. Ad ufficializzare questo dato è stato lo stesso fondatore del colosso Amazon, Jeff Bezos, nella lettera annuale rivolta agli azionisti. L’unico dato che si conosceva era quello relativo alle consegne effettuate nel solo anno del 2017 pari a 5 miliardi di articoli spediti.

    Da quello che si sa è che i numeri del servizio Prime si sono raddoppiati negli ultimi anni e mesi. Negli Usa, quasi metà delle famiglie ha un abbonamento al servizio e negli States il costo dell’abbonamento è di 99 dollari l’anno. Ricorderete certamente, a fine marzo, l’aumento previsto da Amazon, a partire dal 4 aprile scorso, che apportò un aumento dell’abbonamento dai 19,99 euro ai 36 euro.

    amazon prime 100 milioni utenti franzrusso.it 2018

    Negli Stati Uniti il servizio è molto più caro per il fatto che i servizi a disposizione sono molti di più. Infatti Bezos sta anche pensando di inglobare anche sotto il servizio Prime l’abbonamento a Whole Foods (35 dollari), il servizio con cui gli utenti in America possono fare la spesa d prodotti freschi e sani.

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    Amazon Prime è quindi una moltitudine di servizi e nella lettera Bezos fa riferimento anche alle decine di milioni di abbonati al servizio Amazon Music Unlimited, il servizio di Amazon che, lanciato nel settembre del 2017, e presente in 30 paesi, si pone come diretto competitor di Spotify, che ha 71 milioni di utenti abbonati, e di Apple Music, che di abbonati ne ha più di 40 milioni.

    Amazon Prime, ricordiamolo, oltre alla possibilità di poter ricevere la consegna in uno o 2 giorni (a seconda dell’area) comprende:

    • Amazon Prime Music
    • Amazon Prime Video
    • Amazon Prime Pantry
    • Amazon Prime Now
    • Amazon Prime Reading (non attivo in Italia)
    • Amazon Prime Air (non attivo in Italia).

     

     

  • Shopping online di Primavera, ecco cosa comprano gli italiani su eBay

    Shopping online di Primavera, ecco cosa comprano gli italiani su eBay

    Gli acquisti online che gli italiani fanno in Primavera su eBay mostrano quanto le esigenze siano in realtà molto diverse, da Nord a Sud. Al Nord nella “stagione dei fiori” c’è voglia di stare in giardino e quindi si acquistano articoli di arredo per esterno; al Centro si acquistano articoli per il campeggio e al Sud invece l’attenzione e sugli accessori e sugli smartphone.

    L’Italia è un paese molto vario ed è sicuramente una caratteristica che al tempo stesso è la sua forza. E questa varietà la si coglie anche nei dati eBay relativi a cosa acquistano gli italiani online in Primavera. Anche in questo caso, ne viene fuori uno spaccato fatto di tante diversità e tante esigenze diverse, da Nord a Sud. E quindi, dopo aver conosciuto meglio eBay, ormai una piattaforma solida per aiutare le PMI ad esportare, con 35 mila venditori, conosciamo cosa acquistano durante la “stagione dei fiori” i 5 milioni di italiani, avendo a disposizione un catalogo di oltre 100 milioni di nuovi prodotti.

    primavere di ebay acquisti online

    Allora, partiamo dal Nord, dove cresce la “garden-mania”. Un dato su tutti per far capire quanto la voglia di verde coinvolga tutta Italia: a livello nazionale sono stati venduti 1 tosaerba ogni 12 minuti e 1 articolo fra piante, semi e bulbi ogni 3 minuti. In Primavera al nord cresce la voglia di godersi il proprio giardino, nella categoria “Giardino e arredamento esterni”, gli acquisti conclusi al Nord sono stati il 230% in più rispetto al resto d’Italia. Tanto per dare l’idea, su eBay sono stati 1 ogni 22 minuti gli acquisti nella categoria “arredamento esterno” nelle regioni del Nord, il 617% in più rispetto alla media nazionale. E spopola spopola la passione per il barbecue: +370% di vendite a tema BBQ rispetto al resto d’Italia. Peraltro, l’ultimo grido, in fatto di trend e lifestyle, è il wedding-barbecue, un’idea originale per un matrimonio diverso.

    Ma non è tutto, perchè per gli italiani primavera è sinonimo di check up all’auto. Soprattutto al Nord e, in particolare, in Piemonte, Lombardia e Veneto. Sono infatti il 196% in più gli acquisti di ricambi e accessori per auto e moto nei mesi primaverili effettuati nelle regioni settentrionali rispetto alle altre. Ma, sempre al Nord, in Primavera cresce l’attenzione per il look. Nel settore abbigliamento e accessori è il Nord in generale a guidare la classifica, con il 168% di acquisti in più rispetto alla media. Spicca, in particolare, la crescita di quello maschile con il 311% di acquisti in più rispetto al resto dello Stivale. E sempre al Nord l’abbigliamento per lo sport registra numeri importanti con 1 articolo venduto ogni 28 minuti, il 331% in più rispetto alla media.

    L’idea di rinnovare il look interessa anche il proprio smartphone, infatti su eBay ne sono state acquistate oltre 101 mila che può essere tradotto in 1 ogni 2 minuti.

    Al Centro Italia l’attenzione degli acquisti online si concentra su campeggio ed escursionismo. Tende, pentole da campo, bollitori, pale, sacchi a pelo sono andati a ruba, molto più che nel Nord e nel Sud: nel complesso, fra marzo e giugno 2017, fra Toscana, Lazio, Umbria e Marche sono stati 1 all’ora gli articoli per campeggio e escursionismo acquistati su eBay, il 179% in più rispetto al resto d’Italia. Altra passione primaverile degli italiani è poi la bicicletta e al centro in particolare. Sono stati 1 ogni 24 minuti pezzi venduti legati al ciclismo, in particolare al centro. Da marzo a giugno 2017 qui sono state acquistate più del triplo delle bici comprate al Nord e al Sud. Del resto, il Centro Italia è il luogo ideale da percorrere sulle due ruote.

    Nelle regioni del Meridione sono le borse a farla da padrone con 1 acquisto ogni 26 minuti, il 162% in più rispetto al resto dello Stivale, insieme alle sneaker, veri e propri accessori di culto interpretati da tutti i più prestigiosi brand moda. In tutta Italia su eBay ne è stato venduto un paio ogni 4 minuti: anche in questo caso è il Sud a guidare la classifica con 1 paio ogni 11 minuti, il 140% in più rispetto alle altre aree. Non solo accessori moda ma anche tanta voglia di smartphone. In primavera, al Sud se ne vendono 1 ogni 8 minuti, il 215.5% in più rispetto alle altre Regioni.

    Altra passione al Sud è quella nail art, la moda di decorare le unghie. Secondo i dati eBay da marzo a giugno sono stati oltre 20700 i prodotti venduti legati alla cura delle unghie (1 prodotto ogni 8 minuti), tra gel e semipermanenti, set per manicure e decorazioni. Il 38% degli acquisti è stato fatto nelle regioni del Sud Italia. La passione per la nail art nelle zone più calde dello Stivale emerge soprattutto dall’acquisto delle decorazioni per unghie: su più di 12 mila pezzi venduti (1 articolo venduto ogni 15), il 40% è stato comprato nelle regioni del Sud.

    Dai dati eBay si evince anche la “stagione dell’amore” si riflette anche negli acquisti online, in special modo al Sud. Nelle regioni meridionali, infatti, si sono venduti su eBay quasi il quadruplo dei contraccettivi venduti al Nord e al Centro. Ma l’indole trasgressiva del Sud si conferma anche in un altro dato molto stuzzicante: il numero di sex toys venduti, 1 all’ora. 150% in più rispetto al resto d’Italia.

    Ma c’è una tendenza, in Primavera, che accomuna davvero tutti gli italiani ed è l’attenzione per la casa. La bella stagione, infatti, rappresenta l’occasione ideale per rinnovare gli arredi e rinfrescare gli ambienti. Una cura particolarmente evidente al Nord, +180% di acquisti rispetto al resto d’Italia. Le differenze, in quest’ambito, si vedono soprattutto nelle sottocategorie di acquisto: il Sud preferisce le tende, +175% rispetto al resto d’Italia. Sempre in Meridione vanno moltissimo anche i tappeti (+128%). Per contro, oggettistica e accessori legati a “casa, arredamento e bricolage” la fanno da padroni al Nord, il 152% in più rispetto al resto della Penisola.

  • Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Lo Shopping di Instagram da oggi è disponibile anche in Italia

    Da oggi, insieme ad altri sette paesi, la possibilità di fare Shopping su Instagram è attiva anche in Italia. Instagram si avvia a diventare uno strumento e-commerce per le aziende che adesso possono diversificare le opportunità di vendita.

    Arriva da oggi in Italia la funzionalità che molte aziende attendevano con molto interesse, Stiamo parlando di Shopping su Instagram, da oggi disponibile anche in Italia insieme ad altri sette paesi come Australia, Brasile (il mercato numero uno per l’azienda Instagram), Canada, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Quello che era partito come funzionalità sperimentale verso la fine del 2016, con gli shoppable post, oggi diventa una funzionalità strategica, anche per le aziende italiane. E’ la dimostrazione che Instagram non è più solo un’app di visual content, ma punta a diventare un’app appetibile anche per il business.

    E i numeri danno ragione ad Instagram. Secondo alcuni recenti dati di Facebook, l’80% degli utenti segue almeno un’azienda e 200 milioni di utenti visitano un profilo business almeno una volta al giorno. E’ la conferma di quello che abbiamo sempre saputo, Instagram è un luogo dove la relazione tra marca e utente avviene in maniera più coinvolgente, grazie al potere del contenuto visual, quindi immagini e video. Adesso questa relazione può addirittura trasformarsi in possibilità di acquisto.

    instagram shopping italia

    Come funziona Shopping di Instagram

    L’azienda che ha un profilo business può taggare fino a 5 prodotti consentendo alle persone di poter acquistare. Anche in questo caso si mette in pratica il principio di Facebook, l’esperienza avviene all’interno dell’app, senza abbandonarla. Infatti, anche in questo caso, l’esperienza di acquisto può realizzarsi senza abbandonare l’applicazione. Si tratta di una vera e propria vetrina di prodotti, ognuno dei quali ha visibili i tag con le informazioni dei prodotti, ad esempio nome e prezzo, cliccando sui quali si approda alle altre informazioni successive, sempre restando nell’app.

    Fino ad oggi le aziende potevano approfittare della funzionalità Shopping solo attraverso gli Usa, ma da oggi tutto cambia. Infatti, è possibile usare questa funzionalità sfruttando piattaforme di e-commerce come Shopify, che supporta la funzionalità dalla fine dello scorso anno. In questo modo, oltre mezzo milione di aziende che usano questa piattaforma, possono oggi raggiungere gli utenti di altri 8 mercati.

    Insomma, da oggi Instagram diventa un’app capace di offrire esperienza di business sempre più avanzate, agganciando il trend della vendita online via dispositivi mobili. Una recente ricerca di Facebook IQ, “Fashion Path to Purchase“, ci dice infatti che il 39% delle persone, negli ultimi 3 mesi, ha acquistato articoli di moda da smartphone o tablet. Ecco spiegato quello che sarà un nuovo successo di Instagram.

  • eBay oggi è una piattaforma che aiuta le PMI italiane ad esportare

    eBay oggi è una piattaforma che aiuta le PMI italiane ad esportare

    I numeri del primo Barometro Export di eBay parlano chiaro. In cinque anni, tra il 2013 e il 2017 le PMI italiane hanno fatto registrare una crescita del 48% per quanto riguarda l’export. Inoltre, i venditori italiani sono cresciuti, nello stesso periodo, del 52%.

    eBay, azienda leader dl commercio online con più di 170 milioni di acquirenti in tutto il mondo e oltre 35 mila venditori italiani, ha presentato ieri a Milano i dati del primo Barometro Export. Una panoramica, riferita a cinque anni, tra il 2013 e il 2017, che ci offre dei dati davvero interessanti rispetto alle PMI che riescono a cogliere l’opportunità del commercio online per esportare i propri prodotti oltre confini. Dai dati si evince che 7 venditori su 10 esportano all’estero, vale a dire il 70%. eBay si pone quindi una piattaforma valida per le piccole e medie aziende italiane che vogliono crescere alla conquista di nuovi mercati. L’export delle piccole e medie aziende italiane è cresciuto del 48% facendo registrare un volume d’affari pari a 13 milioni di euro. Inoltre, i venditori italiani sono cresciuti, nello stesso periodo del 52%.

    ebay logo

    C’è un dato che va messo in evidenza e che va interpretato, come ricordato da Sara Cendaroni, head of trading eBay Italia, e cioè che la penetrazione dell’e-commerce tra le PMI italiane è del 5,7%. Un dato che non è altissimo, “ma che fa comunque ben sperare per le occasioni che le piccole e medie aziende possono cogliere”, ha affermato

    Il primo Barometro Export di eBay ci dice che i venditori italiani hanno esportato di più, negli ultimi cinque anni, in paesi come Germania (+40%), Francia (+38%), Uk (+92%) e Spagna (33%), ossia i principali mercati europei. Ma le esportazioni attraverso il commercio online hanno anche raggiunto gli Usa dove le esportazioni sono cresciute in 5 anni del 77%.

    primo barometro export ebay

    Le categorie merceologiche che hanno trainato l’export in questi cinque anni sono Casa e Bricolage, Tecnologia, Abbigliamento e Accessori, Collezionismo e Ricambi Auto e Moto, una categoria, quest’ultima, che dal 2015 guida stabilmente la classifica dei prodotti più esportati su eBay.

    Questi invece i prodotti che negli ultimi cinque anni sono risultati tra i più venduti:

    • nel 2013 le sneakers,
    • nel 2014 le capsule del caffè,
    • nel 2015 le console per videogiochi,
    • nel 2016 le pistole spara vernice per auto,
    • nel 2017 gli smartphone.
    sara cendaroni ebay italia
    Sara Cendaroni, Head of trading di eBay in Italia

    Guardando a quelli che sono stati i periodi in cui si è venduto di più Sara Cedroni sottolinea come questo dato riflette il cambiamento delle abitudini d’acquisto dei consumatori. E’ sufficiente notare che per il 2017 il mese in cui si è venduto di più è stato novembre: “Questo grazie all’effetto black friday, che si è fatto sentire. Il 24 novembre è stato il giorno che ha fatto registrare volumi più alti. Nei due anni precedenti invece sono stati marzo e maggio per la parte garden e bricolage”, ha dichiarato ancora Sara Cedroni.

    Barometro Export regioni eBay

    Interessante è anche vedere, dal Barometro Export di eBay, il dato che riguarda le regioni italiane che hanno esportato di più tra il 2013 e il 2017. Le prime cinque regioni fanno registrare +54,7% in termini di esportazioni, e sono:

    1. Campania: con 2,4 milioni di articoli venduti
    2. Lombardia: con 1,7 milioni di articoli venduti
    3. Emilia Romagna: con 1,2 milioni di articoli venduti
    4. Lazio: con 1,1 milioni di articoli venduti
    5. Puglia: new entry del 2017.

    Come vedete, si tratta di regioni nel nord, del centro e del sud con una grande storia commerciale alle spalle. Ottima la performance delle regioni del sud.

    Dalla presentazione dei dati del primo Barometro Export di eBay emerge la grande crescita dell’e-commerce che è raddoppiato negli ultimi 4 anni. Tra i grandi mercati ovviamente ai vertici ci sono Cina, con un volume d’affari 682 miliardi di dollari, e Usa, con 438 miliardi di dollari. Al vertice tra i paesi europei troviamo il Regno Unito, con 196,3 miliardi di dollari, seguito dalla Francia (95,4 miliardi $) e dalla Germania (87 miliardi $). L’Italia è ancora indietro, con 28,3 miliardi di dollari, ma, come già ricordato, i numeri del primo Barometro Export di eBay fanno ben sperare che il mercato del commercio online possa crescere a livelli più alti anche da noi.

  • E-commerce e dynamic pricing, ecco i giorni migliori per gli acquisti online

    E-commerce e dynamic pricing, ecco i giorni migliori per gli acquisti online

    Un’interessante indagine di idealo ci mostra il fenomeno del “dynamic pricing” in relazione all’e-commerce in Italia. In pratica, la ricerca rileva che acquistare online tra la metà della settimana e l’inizio del fine settimana comporta un risparmio di quasi il 4%.

    Come sappiamo il fenomeno e-commerce in Italia cresce sempre di più, si tratta di un valore di oltre 23 miliardi nel nostro paese. E anche per gli acquisti online il parametro principale a cui gli utenti guardano è proprio il prezzo. idealo, il portale internazionale per la comparazione prezzi negli acquisti digitali, ha indagato il fenomeno del dynamic pricing in relazione proprio agli acquisti online in Italia, si tratta della variazione strategica dei prezzi messa in atto dagli shop on-line. La ricerca ha rilevato che acquistare online a metà della settimana e all’affacciarsi del weekend può comportare un risparmio medio generale del 3,7% rispetto ad acquisti fatti nei giorni festivi o a inizio settimana. Ecco alcuni dati interessanti che sono emersi dalla ricerca di diealo in riferimento al nostro paese, da tenere in considerazione.

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    Acquistare online a metà settimana e all’affacciarsi del weekend può comportare un risparmio medio generale per l’Italia del 3,7%. La percentuale di possibile risparmio è variabile:

    • 4,3% per i televisori;
    • 6,4% per le scarpe da uomo;
    • 8,5% per i notebook;
    • 4% per gli smartwatch;
    • 3,2% per le lavatrici;
    • 0,5% per gli smartphone.

    Le giornate migliori per acquistare online sono, in media, il mercoledì e il venerdì, mentre sono minori le possibilità di risparmio nel corso di giornate come il martedì e la domenica.

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    La ricerca rileva che in Italia sia in atto un’evoluzione che va nella stessa direzione delle dinamiche di altri canali di e-commerce europei: in Germania, ad esempio, la variazione è in media intorno al 6,2%, un dato dal quale l’Italia, oggi, non è poi così distante.

    Allora, se siete soliti fare acquisti online è meglio che consideriate queste indicazioni che, forse, avete già notato. Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Il mito del Vinile rivive grazie anche all’e-commerce

    Secondo i dati di idealo, il mito del Vinile comincia a rivivere grazie all’e-commerce in Europa e anche in Italia. L’interesse verso il vinile negli ultimi anni è cresciuto dell’80%, mentre quello per i giradischi del 28%. In Italia l’interesse da metà 2016 è cresciuto del 70%. E intanto la Sony, dopo 30 anni, aprirà una nuova fabbrica nel 2018.

    Che il Vinile stesse riapparendo era cosa abbastanza nota, ma non certo con i numeri e i dati che stiamo per conoscere. Il fenomeno che si credeva defunto con l’avanzare dei CD e con la crescita del fenomeno digitale in realtà sta riprendendosi nuovamente, proprio grazie a Internet e, in particolare, all’e-commerce.

    Il 2016, dal punto di vista del mercato, è stato un anno che ha chiuso in positivo, con streaming in continua corsa, cd e download che calano e vinile che acquista maggior importanza in alcuni paesi, soprattutto in Europa. Interessanti sono a questo punto i dati raccolti da idealo, piattaforma internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali, che ha analizzato i dati sul tema dai suoi principali portali europei per fotografare la situazione dal punto di vista del consumo online e capire se davvero si può parlare di una ripartenza in questi ultimi anni. I dati raccolti tracciano un quadro che racconta dell’impatto delle nuove abitudini di acquisto dei consumatori digitali, e dei nuovi canali di vendita offerti dall’e-commerce, nel rilancio di un supporto tradizionale che attrae appassionati, nostalgici, puristi e “cultori della vera musica”.

    vinile e-commerce

    Secondo i numeri analizzati, tra il 2015 e il 2016 l’interesse è aumentato circa dell’80%. Non solo, se il trend si mantenesse costante, questo numero, entro fine anno, potrebbe arrivare ad un +110%, se confrontiamo l’anno appena trascorso con il 2017. idealo ha voluto indagare anche sui generi che più di altri alimentano la cosiddetta “vinil-mania”. Da questo punto di vista il rock emerge come genere più diffuso, con il 33,1% sul totale dei vinili disponibili. Segue il pop, con il 19,1%; buon piazzamento anche per il genere alternative, con l’8,7%; quote più basse per il jazz, attorno al 6%; troviamo poi i dischi per gli amanti di metal & hard rock (5,3%), di musica classica (3,9%), di elettronica & dance (3,5%) e di hip hop & rap (3,4%). Percentuali più basse per gli ultimi posti della classifica, occupati da blues e musica country (rispettivamente con il 2,9 e il 2,7%).

    Interessano di più i vecchi album o quelli di artisti più vicini nel tempo? Secondo idealo, la top 3 dei dischi più gettonati vede, al primo posto, gli album che si rifanno all’universo musicale degli anni Ottanta (con il 29,4%); a seguire, le produzioni quasi contemporanee, del primo decennio del 2000 (con il 26,3%); terzo posto per quelle che fanno riferimento agli Anni Settanta, con il 13,5%.

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    La diffusione del Vinile è anche data dal fatto che i giradischi, da sempre, sono considerati come supporti in grado di riprodurre “un suono più caldo”. Infatti, il giradischi sta generando un interesse sempre maggiore nei consumatori digitali. Per il periodo 2015-2016 si parla di un trend positivo, in Europa, del + 28,2%. Questa tendenza sembra essere in continua crescita e i numeri mostrano una situazione particolarmente interessante per l’Italia: se il paragone tra lo scorso anno e quello in corso mostra, sempre a livello europeo, un +18%, nella sola penisola italiana l’interesse verso i giradischi sembra essere aumentato del 70,10% dalla metà del 2016 ad oggi. È interessante osservare poi come, sia per i vinili, sia per i giradischi, si registrino picchi di interesse di una certa importanza soprattutto nel periodo pre-natalizio.

    Le ultime cifre rivelate dall’indagine riguardano il “B-side” del tema, ovvero gli shop che mettono a disposizione vinili sui portali europei di idealo. Anche il loro numero è aumentato del 10,5% tra il 2015 e il 2016. Se si considera poi la quantità di negozi attivi nei primi sei mesi del 2016 a confronto con il numero di quelli attivi da inizio 2017 ad oggi, l’aumento appare ancora più significativo, visto che sfiora il +27%.

    E dopo quasi 30 anni la Sony Music torna a produrre vinili in proprio, aprirà infatti una fabbrica in Giappone nel marzo 2018. La multinazionale aveva smesso la produzione casalinga del supporto nel 1989 dopo l’avvento dei cd. La decisione è stata presa per tenere proprio il passo della crescente richiesta di vinili. Secondo i dati della Bpi, l’industria di settore inglese, nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunto i livelli di prima del 1991.

    Allora, anche voi state ritornando al vinile? Cosa ne pensate di questi dati?

  • E-commerce in Italia 2017: cresce del 16% e vale 23,1 miliardi di euro

    E-commerce in Italia 2017: cresce del 16% e vale 23,1 miliardi di euro

    Il fenomeno E-commerce continua a crescere in Italia anche nel 2017. Secondo i dati presentati al Netcomm Forum, il commercio online in Italia è cresciuto del 16% in un anno e ha raggiunto un valore di 23,1 miliardi di euro. Da segnalare che oltre un terzo degli acquisti viene oggi effettuato da mobile: 23% da smartphone.

    Eravamo in attesa proprio di quest risultati quando l’altro giorno scrivevamo che l’E-commerce sarebbe cresciuto anche nel 2017 e che i settori su cui puntare sono travel, luxury e food, tre settori strategici. Ed ecco i risultati presentati durante la prima giornata del Netcomm Forum in corso al MiCo di Milano. Sono dati in crescita che testimoniano quanto l’E-commerce sia una delle grandi leve su cui le aziende devono puntare per crescere. Le previsioni di penetrazione del fenomeno parlano di una percentuale del 5,6%. Non male, ma ancora troppo lontana da altre realtà europee dove il tasso di penetrazione è a due cifre, come in Uk ad esempio dove si supero ormai il 15%. Ma guardiamo insieme i dati più importanti della ricerca ad opera dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.

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    L’E-commerce cresce in Italia del 16% rispetto ad un anno fa e il valore è ormai di 23,1 miliardi di euro. Nel 2016 era di 19 miliardi di euro e il tasso di crescita rispetto all’anno precedente era stato del 17%. Da segnalare che, per la prima volta, la vendita di prodotti è pari a quella dei servizi: 50% per ciascuno.

    Tra i settori che trainano questa crescita segnaliamo il Food&Grocery (+37%), che da 593 milioni di euro del 2016 passa a ben 812 milioni, e l’Arredamento & Home Living, a quota 847 milioni (+27%). Bene i prodotti legati all’Informatica (+26%), Abbigliamento (+23%), Editoria (+18%).

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    E crescono anche gli utenti che abitualmente fanno acquisti online. I dati della ricerca Net Retail, elaborata da Human Highway per Netcomm, ci dicono che nel primo trimestre del 2017 i consumatori italiani che hanno acquistato online sono passati dai 18,7 milioni dello scorso anno a 20,9 milioni di questa primavera con 12,2 milioni di famiglie italiane.

    E gli utenti italiani acquistano sempre di più da mobile. Oltre un terzo degli acquisti viene effettuato da mobile: i 23% viene effettuato da smartphone; il restante 8% da tablet. Il 69% degli acquisti viene poi effettuato da desktop.

    Questi i dati più rilevanti che riguardano l’E-commerce in Italia.

    E voi fate acquisti online? Da dove acquistate solitamente? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il futuro della Subscription Economy è anche in Italia

    Il futuro della Subscription Economy è anche in Italia

    Si chiama Subscription Economy, termine coniato di recente, e indica proprio l’economia della sottoscrizione, ossia un vero modello di business basato sugli abbonamenti. In occasione del suo arrivo in Italia, SlimPay ha presentato una ricerca su questo fenomeno: il 74% degli italiani dichiara di aver sottoscritto un abbonamento con 2,2 sottoscrizioni per persona.

    La Subscription Economy comincia a prendere piede anche in Italia. Il termine è stato coniato di recente e sta ad indicare un nuovo modello di business basato proprio sugli abbonamenti. Riguarda tutti i settori e permette agli utenti di avere accesso a prodotto e servizi, da dove e come vogliamo, grazie ad un abbonamento. Un fenomeno molto apprezzato dagli italiani.

    Nei giorni scorsi ha fatto il suo arrivo in Italia SlimPay, fintech francese specializzata nei pagamenti ricorrenti tramite addebito diretto, proprio per favorire la trasformazione digitale del commercio con soluzioni innovative per le transazioni on line relative a servizi o prodotti erogati in abbonamento. Dallo streaming di musica e video al car sharing, fino alle utenze, le nuove tendenze di consumo vedono diminuire nelle persone l’interesse per il possesso fisico dei beni e aumentare la propensione all’utilizzo di servizi e prodotti in abbonamento. Cambiano così anche le modalità di business di molti settori, con conseguenti effetti sui metodi di pagamento, ora dilazionati nel tempo e ricorrenti.

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    SlimPay per l’occasione ha anche presentato i risultati di una sua ricerca condotta in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Francia, Benelux e Italia sulla base di un campione di 5 mila consumatori. “Gli Europei e la Subscription Economy”. La ricerca dimostra che a fare da volano alla subscription economy, in Italia come negli altri Paesi UE, ha contribuito anche la sempre più alta familiarità dei consumatori con l’e-commerce e i pagamenti online.

    Dalla ricerca è venuto fuori un quadro molto interessante e variegato dell’attuale modello di consumo e pagamento online, analizzando il quale si scopre, per esempio, che la sottoscrizione di abbonamenti è già presente in tutti i Paesi UE dove si hanno una media di membership per persona che oscilla tra i 2,2 e i 5,7. I Paesi dove attualmente la subscription economy è più diffusa sono il Regno Unito, la Spagna e la Francia, dove la popolazione sembra ormai aver familiarizzato con questo metodo di consumo. Meno presente in Italia, Germania e Benelux dove però ci sono buone prospettive di crescita.

    Oggi, infatti, il 74% degli Italiani dichiara di avere sottoscritto ad almeno un abbonamento – contro l’85% della media Europea – con 2,2 sottoscrizioni per persona contro i 5,7 degli spagnoli; i 5,4 dei francesi, i 4,3 degli inglesi i 3,4 del Benelux e i 3 della Germania. Il vantaggio? Per le 5.000 persone coinvolte nella ricerca, sta nella sicurezza del pagamento e nella certezza di non dimenticare di saldare la quota per tempo.

    Ad oggi, i consumatori italiani utilizzano l’addebito diretto sul conto corrente per pagare le bollette di telefonia, vale a dire quote per noleggio e utilizzo smartphone, Adsl, Tv e applicazioni varie (59%); per saldare i consumi di luce e gas (51%); per liquidare le rate di polizze e assicurazioni varie (30%). In base alle proiezioni fatte dalla ricerca SlimPay, esiste però un alto potenziale di crescita anche in altri settori, in particolare il 52% degli Italiani si dichiara disposto a pagare le tasse tramite addebito diretto, mente il 36% pagherebbe secondo queste modalità i trasporti ed il 29% l’affitto.

    Anche in fatto di subscription economy il tema della sicurezza è di grande importanza. Il 64% degli italiani ha eseguito una autenticazione al momento del pagamento online per evitare il furto di dati bancari che consentono acquisti non autorizzati. Autenticazione  fatta via sms nel 64% dei casi e per il resto via web o tramite app mobile. Una modalità molto apprezzata dai nostri connazionali, visto che per l’89% di essi porta più vantaggi che svantaggi. Tema sicurezza molto sentito in questo contesto anche se si considera il fatto che la disponibilità a effettuare pagamenti sul web con addebito bancario diretto è molto alta. Si va dal 62% della Germania al 58% del Regno Unito, passando per il 57% della Spagna, il 53% dell’Italia, fino al 47% della Francia e al 42% del Benelux. In Italia, in particolare, a oggi, il 49% della popolazione ha realizzato acquisti online con pagamento diretto sul conto corrente, facilitati anche dall’Iban, lo standard internazionale ideato per semplificare le transazioni economiche in tutta Europa, il cui funzionamento è conosciuto dall’89% dei connazionali, che però sanno poco o nulla di SEPA (solo il 29% sa cos’è), che ha come obiettivo quello di offrire ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in euro nell’area UE, senza più differenze tra pagamenti nazionali ed europei, con la stessa facilità e sicurezza con cui vengono eseguiti nei singoli paesi.

    SlimPay, nata nel 2009, è leader europeo di servizi per i pagamenti tramite addebito diretto SEPA. Oltre all’elaborazione dei pagamenti sia in euro che in sterline GBP per piani di pagamenti fissi e variabili, SlimPay fornisce tecnologie e servizi a valore aggiunto per consentire alle aziende on line di acquisire nuovi clienti, favorire la fidelizzazione del cliente a lungo termine e massimizzare i ricavi. L’azienda impiega oltre 60 specialisti in 6 uffici internazionali e gestisce più di 2000 clienti (inclusi Deezer, Nespresso, UNICEF …) in 34 paesi. Per ulteriori informazioni potete collegarvi al sito slimpay.it.

    In basso l’infografica che riassume tutti i dati della ricerca di SlimPay.

    Subscription Economy Europa infografica