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  • Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Ecco Signal, il nuovo strumento di Facebook per i giornalisti

    Facebook punta sempre di più verso il mondo delle news e presenta Signal, un nuovo strumento rivolto proprio ai giornalisti. Negli ultimi due anni Facebook ha rivolto molta attenzione verso le notizie e ora offre uno strumento con cui i giornalisti possono scoprire e curare nuovi contenuti.

    Come sappiamo bene, Twitter in tema di notizie è la piattaforma a cui i giornalisti, o comunque gli utenti che sono alla ricerca di notizie, guardano prima di tutto. Certamente per la sua caratteristica di “real time”, e come abbiamo visto anche in eventi recenti, spesso le notizie che vengono twittate anticipano gli stessi organi di informazioni, costretti poi a guardare alla piattaforma da 140 caratteri come fonte principale. E’ il segno che il giornalismo, dal web 2.0 in poi, sta cambiando, sta diventando più social. Questo non vuole essere un elemento riduttivo, anzi. E’ forse la caratteristica più significativa degli ultimi anni che i giornalisti devono cogliere, in termini di maggiori fonti a cui guardare (e da scoprire) e in termini di velocità.

    Facebook-Signal

    E Facebook vuole entrare anche in questo settore, vuole prendersi un po’ di terreno al momento (e fino a quando?) appannaggio di Twitter. E per questo ha presentato un nuovo strumento chiamato Signal che servirà ai giornalisti per scoprire e curare nuovi contenuti a cui guardare. Il nuovo tool, annunciato da Facebook, permetterà agli operatori dell’informazione di attingere a news, immagini, video e tendenze che arriveranno sia da Facebook che da Instagram.

    Facebook-Signal-news

    Siamo entusiasti di introdurre Signal, per Facebook e Instagram, uno strumento gratuito rivolto ai giornalisti, per scoprire e curare nuovi contenuti, che vogliono raccogliere, gestire le fonti e incorporare contenuti interessanti da Facebook e da Twitter.

    Insomma uno strumento che i giornalisti non potranno che apprezzare e che spinge ancora una volta Facebook nel mondo delle news. Ancora una volta perchè questa non la sola mossa fatta in questa direzione. E’ da almeno due anni che Facebook prova a entrare in questo settore. Per un semplice motivo, perchè le notizie sono i contenuti più ricercati dagli utenti in assoluto, anche su Facebook. Un dato che è ormai inconfutabile. E dare spazio alle news significa visualizzazioni sulla piattaforma, quindi advertising e quindi revenues. E il cerchio si chiude.

    Facebook-Signal-giornalisti

    Facebook due anni fa avviò un altro strumento che è la sezione Trending, molto simile a quella che si vede già su Twitter, ma più organizzata. Con Signal Facebook si spinge oltre, offrendo la possibilità di accedere ai contenuti con uno strumento più adeguato, infatti i contenuti possono essere rintracciati per località, possono essere salvati in specifiche collezioni. Le redazioni possono poi integrare anche le API di Signal in modo da avere il feed delle notizie e le visualizzazioni delle news all’interno del loro stesso sito. Qui tutte le informazioni.

    Facebook dunque sfida Twitter che a sua volta è pronta a lanciare Project Lightning, un progetto che dovrebbe aiutare e incrementare l’uso della piattaforma sia per gli utenti ma anche per i giornalisti. E in questa direzione, nel mese di agosto Twitter ha annunciato l’avvio di test per la sezione News da mobile, una sezione dedicata alle Trending News.

    La sfida sulle news dunque si accende e stavolta è Twitter ad apparire in affanno.

    Al momento Facebook Signal è solo per giornalisti in lingua inglese e, anche se non si conoscono dettagli precisi, è presumibile che presto lo sarà anche per i giornalisti di tutto il mondo.

  • WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp inarrestabile, gli utenti ormai sono 900 milioni

    WhatsApp prosegue inesorabile la sua cavalcata e il traguardo del miliardo di utenti si avvicina sempre di più. Così come è stato in altre occasioni, il fondatore dell’app di messaggistica istantanea più usata, Jan Koum, ha reso noto su Facebook il traguardo dei 900 milioni raggiunti a fine agosto. Quattro mesi fa erano 800 milioni.

    WhatsApp vede ormai sempre più vicino il traguardo di 1 Miliardo di utenti e continua inesorabile la sua cavalcata. Sappiamo bene che WhatsApp è l’app di messaggistica istantanea più usata e sappiamo anche quanto sia amata dagli utenti italiani. L’app di proprietà di Facebook ha oggi 900 milioni di utenti attivi al mese e, così come già successo in altre occasioni simili, l’annuncio è stato dato dal fondatore, Jan Koum, proprio su Facebook.

    E pensare che solo 4 mesi fa, ad aprile 2015, gli utenti erano 800 milioni, quindi WhatsApp sta mantenendo una crescita di 100 milioni di utenti al mese. E questo significa che a dicembre si potrà toccare il traguardo di 1 Miliardo di utenti.

    E come potete notare dai commenti al post di Koum, uno dei primi a congratularsi è stato proprio Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, il quale qualche giorno fa, sempre con un post, aveva dato notizia che il social network più usato della rete aveva, in un solo giorno, raggiungo 1 Miliardo di utenti. Al commento ne segue poi un altro con allegata la foto in cui si vede Koum mentre scrive proprio il suo post.

    Una crescita di 25 milioni di utenti al mese, ossia 833 mila utenti al giorno. Numeri enormi che danno la dimensione del fenomeno.

    Il Rapporto Assinform 2015 ci aveva infatti svelato che i servizi più apprezzati da mobile sono quelli di messaggistica istantanea e che WhatsApp è l’app più usata (25%). E una conferma era arrivata anche, dopo qualche settimana, da un’indagine di comScore che rilevava che WhatsApp è l’app più usata dagli italiani, molto usata poi dagli under 35 (69%).

    Insomma, dopo il Miliardo raggiunto da Facebook, tra un po’ sarà la volta anche di WhatsApp, su base mensile però.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter testa gli stickers rincorrendo Snapchat e Facebook

    Twitter sta cominciando a testare gli stickers su immagini e video, così come accade già su Snapchat e Facebook. Durante gli MTV VMA 2015 si è notato che alcuni cantanti come Taylor Swift o Pharrell Williams condividevano foto e video con stickers, anche personalizzati. Lo stesso si è notato con l’inizio del torneo US Opens.

    Twitter, nel continuo tentativo di rendere la piattaforma sempre più coinvolgente, sta testando in questi giorni nuovi filtri, molto simili a quelli che hanno caratterizzato Snapchat e simili anche a quelli introdotti da Facebook. Stiamo parlando per lo più di stickers che alcuni cantanti hanno utilizzato durante gli ultimi MTV VMA 2015. Al momento infatti lo strumento fotografico presente su Twitter permette solo l’aggiunta di qualche filtro per modificare le immagini senza la possibilità di aggiungere altro. Quindi Twitter ha pensato bene di sfruttare un evento così importante, molto seguito tra l’altro da un pubblico giovane, offrendo la possibilità ad alcuni utenti verificati, di poter “giocare” con le immagini arricchendole con alcuni stickers personalizzati, in alcune occasioni. Quale occasione migliore per testare questa nuova funzionalità?

    twitter-filtri-stickers

    Basta dare un’occhiata ai tweet di Taylow Swift, seguitissima su Twitter con ben 63 milioni di followers, che ha condiviso alcuni tweet inserendo sticker con la scritta “Bad Blood” il titolo della canzone il cui video ha spopolato proprio agli MTV VMA 2015:

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638194847057244160

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638199601808338944

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638121494405496833?ref_src=twsrc%5Etfw

    https://twitter.com/taylorswift13/status/638152747708100608?ref_src=twsrc%5Etfw

    Pharrel Williams invece ha usato solo l’hashtag ufficiale della manifestazione in un suo tweet:

    E lo stesso lo si è notato con alcuni tennisti, quelli più forti, che in occasione dell’inizio degli US Opens hanno cominciato a condividere contenuti inserendo appunto stickers.

    E’ evidente che l’obiettivo è quello di allargare la base utenti (obiettivo sempre più necessario) e anche quello di provare a misurarsi con piattaforme, come appunto Snapchat e anche Facebook, più di recente, per cercare di incrementare il livello di coinvolgimento degli utenti, inserendo appunto sulle proprie foto e sui propri video emoji e stickers.

    Ancora per la verità non si sa nulla su come questi strumenti saranno implementati sulla piattaforma, nel senso se andranno ad incrementare gli strumenti già esistenti  o se saranno impiegati all’interno di una soluzione nuova.

    Volendo fare una veloce considerazione, Twitter sta cercando di “inseguire”i servizi di messaggistica. Dopo le ultime novità che hanno riguardato per lo più i DM (via il limite dei 140 caratteri e poi le notifiche dei DM sono visibili anche in modalità desktop), con questa novità, tipica tra l’altro di una tipologia di contenuti privati, sembra voler inseguire questa tendenza. Anche se è ancora tutto da vedere quale sarà il vero impiego di questi nuovi strumenti.

    Da questo punto di vista, si continua a rimandare il problema, anche perchè la vera vocazione di Twitter, sin dalla sua nascita, è pubblica. E quella deve restare. Pensare di introdurre cose già viste sperando che gli utenti possano trascorrere più tempo sulla piattaforma non sembra essere questa la soluzione.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    In un post Mark Zuckerberg, CEO e fondatore del più grande e usato social network del web, ha dichiarato che per la prima volta Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse sulla piattaforma in un solo giorno. Tra i commenti al post c’è chi si congratula ed elogia Facebook e chi invece vorrebbe tornare al “vecchio mondo” prima del social network.

    Facebook è il più grande social network del web, un dato ormai difficile da mettere in discussione. E mentre qualche giorno fa, riportando alcuni dati dell’ultima ricerca di Pew Research che sottolineavano che ormai Facebook cresce (negli Usa, ma un po’ ovunque) sempre più lentamente restando saldamente il più usato, oggi scopriamo che in effetti Facebook è sempre più grande.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    E la conferma di quanto sia grande Facebook ce la da proprio il suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, che in un post proprio su Facebook (e dove se no?) ha dichiarato che per la prima volta, nella giornata di lunedì, 24 agosto 2015, Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse in un giorno solo. Un traguardo solo fino a poco tempo inimmaginabile, e non solo per Facebook stessa. Come sottolinea lo stesse Zuckerberg nel suo post

    Lunedì 1 persona su 7 sulla Terra ha usato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari”.

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    E’ un dato che impressiona solo a pensare a 1 miliardo di persone connesse tutte sulla stessa piattaforma, tutte intente a condividere e a connettersi con i propri contatti.

    Facebook riesce dunque, nonostante sia ormai saturo, a creare quelle condizioni per cui il coinvolgimento degli utenti sia sempre più alto e costante. Di certo hanno contribuito a questo risultato tutta una serie di progetti che Facebook ha attivato per effettivamente realizzare e portare la connessione in tutto il pianeta, basti pensare a Internet.org, ma è evidente che quel quel progetto di rendere il mondo sempre più “aperto e connesso” porta vantaggio anche a Facebook stesso.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-susan---franzrusso.it-2015

    Tra i commenti, per la maggior parte contenenti congratulazioni e complimenti a Zuckerberg per il grande traguardo raggiunto, si colgono anche esperienza come quella di Susan Chesney che sottolinea come Facebook fosse stato fondamentale per informare i suoi familiari durante il terribile Terremoto in Giappone del 2011.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-tarek---franzrusso.it-2015

    Ma c’è anche chi come Tarek Mahmoud dice che Facebook ha distrutto le nostre vite, tutto si vive in maniera virtuale e non più in modo reale e dice di voler tornare al “vecchio mondo” prima di Facebook. E al momento questo è il commento che ha ottenuto il maggior numero di like.

    Due facce della stessa medaglia.

    E voi che ne pensate, qual è il vostro pensiero a riguardo? Meglio adesso o prima senza Facebook?

  • Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Lo studio di Pew Research ha rivelato che, tra i Social Media, Facebook è ormai il leader incontrastato, con un crescita ormai piatta. Ma dietro crescono molto Instagram e Pinterest: in tre anni il loro utilizzo è raddoppiato. Ferma la crescita di Twitter e in calo LinkedIn rispetto al 2014.

    Lo studio pubblicato un paio di giorni fa da Pew Research Center, indagando un campione di 1.907 americani adulti, offre, nonostante ci riguardi in maniera diretta, comunque degli spunti interessanti . E’ ormai chiaro che la comunicazione, meglio le conversazioni, oggi non sono scomparse, ma si spostano via via sul digitale. E il massiccio uso di social network e di servizi di messaggistica istantanea ne è la chiara dimostrazione. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il succo di questo studio, la dimostrazione che ormai le persone conversano usando strumenti digitali, senza però sminuire l’importanza del contatto diretto, della relazione, del “faccia a faccia”.

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    Lo studio, corposo per la verità, per quel che riguarda l’aspetto legato ai Social Media in realtà non ci rileva grandi novità quando vediamo che Facebook è il leader incontrastato, il social network più usato. La percentuale di utilizzo è passato dal 67% del 2012 al 72% del 2015, 1 punto percentuale in più rispetto al 2014. Vuol dire che ormai la crescita è piatta, si è toccato il livello massimo oltre il quale non si può più andare. Il social network di Zuckerberg è quello più usato più o meno da tutte le fasce di età monitorate nella ricerca, lo è un po’ meno per quanto riguarda gli over 65.

    facebook-social-media

    Ma la vera notizia, il vero dato interessante che rileva la ricerca di Pew Research è che Instagram e Pinterest sono i social network che negli ultimi tre anni sono cresciuti di più. Il loro utilizzo è addirittura raddoppiato. Instagram è passato da una percentuale di utilizzo nel 2012 del 13% e nel 2015 fa registrare una percentuale del 28%, e due punti percentuali in più rispetto al 2014. Instagram, di proprietà proprio di Facebook, riscontra molto successo soprattutto tra i più giovani (55% nella fascia di età 18-29 anni) e fa registrare il più alto livello di coinvolgimento sulla piattaforma, dopo Facebook ovviamente (70%): ogni giorno la usa infatti il 59% degli utenti.

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    Anche Pinterest fa registrare una forte crescita, è infatti passato da una percentuale di utilizzo del 15% nel 2012 al 31% del 2015, con una crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014. Sin dalla sua apparizione, nel 2011, Pinterest ha da subito riscontrato molto successo tra i pubblico femminile e a distanza di cinque anni questo dato trova ancora conferme. Le donne sono infatti il 44% degli utenti totali e la maggior parte ha un’età inferiore ai 50 anni.

    Twitter è ormai nel pieno della crisi legata alla scarsa crescita della base utenti, un problema che abbiamo ancora un volta sottolineato nella nostra recente analisi sul futuro della piattaforma. Il social network a 140 caratteri passa dal 16% del 2012 al 23% del 2015, solo che negli ultimi due anni la percentuale è rimasta praticamente identica.

    E LinkedIn per la prima volta fa registrare un dato negativo rispetto al 2014. Infatti è in calo del 3%, passando dal 28% del 2014 al 25% del 2015. Nel 2012 la percentuale era del 20%. E’ il dato che forse sorprende di più rispetto a tutti gli altri. Inoltre, tra quelli monitorati, è il social network che fa registrare la più bassa percentuale di engagement, lo usa giornalmente solo il 22% degli utenti. Gli utenti tipo sono per lo più di età matura, con una posizione economica forte.

    Insomma, Facebook resta leader, mentre avanzano i social network che fanno del visual il loro core business.

    E voi che ne pensate?

  • Brandend Entertainment di successo, ecco il caso di Vodafone Unlimited

    Brandend Entertainment di successo, ecco il caso di Vodafone Unlimited

    Oggi parliamo di Branded Entertainment, un’evoluzione del Content Marketing, ancora non molto sviluppata in Italia, e vogliamo parlarvi del caso di successo di Vodafone Unlimited che ha realizzato una strategia agganciando il popolare programma televisivo “Amici 14”. E i risultati sono molto interessanti.

    Come di solito facciamo, ci piace andare alla ricerca di “casi” da proporvi, perchè li riteniamo interessanti e perché sappiamo che possano esserlo anche per voi. Con il caso di oggi vogliamo parlarvi di Branded Entertainment, un’evoluzione del Content Marketing, ancora non molto sviluppata in Italia e per la quale si è alla ricerca di una definizione esatta. Nel tentativo di spiegarla diremo che fare Branded Entertainment significa avvicinare due mondi con l’obiettivo di agganciare una audience mirata, sfruttando il Branded Content come strumento indispensabile per veicolare messaggi esclusivi e ingaggianti. Per estensione possiamo anche affermare che in un progetto di Branded Entertainment ci si ispira alla filosofia e alla cultura del brand, puntando alla creazione di contenuti originali in grado di intrattenere il pubblico in target per l’azienda.

    Come potete immaginare, ci stiamo per addentrare in un tema molto interessante, ancora non molto esplorato ma che nei prossimi mesi o anni caratterizzerà un certo modo di fare comunicazione “mirata“. E il caso di cui vogliamo parlarvi oggi ha il pregio di essere riuscito nel suo intento, raggiungendo un pubblico certamente interessato e agganciandosi ad un contenuto di intrattenimento assolutamente in linea con il brand stesso.

    Brandend-entertaiment-vodafone

    Il caso riguarda Vodafone Unlimited e una trasmissione televisiva di successo come Amici che quest’anno è giunta alla 14° edizione. La compagnia telefonica, leader del settore, ha “agganciato” il celebre programma televisivo con lo scopo di raggiungere un pubblico ben definito al quale proporre il 4G Vodafone, il servizio di connessione mobile di quarta generazione di Vodafone. Gli obiettivi della strategia di Branded Entertainment erano quelli di incrementare la fanbase della pagina Facebook del servizio e, di conseguenza, incrementare anche l’engagement rate, il tasso di coinvolgimento della pagina. Il tutto con un “piano editoriale” non strettamente legato alle tariffe e ai servizi Vodafone ma attraverso la condivisone di contenuti di intrattenimento di sicuro appeal per il target della pagina

    Il target a cui si mirava era infatti quello dei giovani, assolutamente in linea con quello del programma televisivo che abbraccia principalmente un pubblico compreso tra i 13-30 anni.

    Attraverso quindi una strategia che prevedeva una serie di contenuti di branded integration (il brand in questo caso è presente nello show), di branded content (quindi con contenuto che arricchiscono lo storytelling dello show) e di branded entertainment (quindi contenuto che trasformano l’utente attivo in partecipativo) il brand, in quasi 5 mesi di attività, sulla pagina Facebook di Vodafone Unlimited:

    • Ha pubblicato centinaia contenuti;
    • Caricato circa 150 video;
    • Realizzato più di 50 chat con i protagonisti dello Show, ricevendo dai fan migliaia di domande;
    • Realizzato 8 eventi sul territorio sempre con i protagonisti dello Show.

    Si è quindi puntato ad uno strategico mix di contenuti ed eventi che ha portato la community ad interagire con il brand sia online sia offline, in un circolo assolutamente virtuoso.

    Brandend-entertaiment_vodafone

    E i risultati?

    È questa la parte più interessante, perché i risultati di questa strategia sono stati davvero rilevanti. In 5 mesi:

    • La base utenti sulla fanpage è raddoppiata.
    • La reach mensile è stimata in oltre 5 milioni di persone.
    • Un tasso di coinvolgimento sulla fanpage a due cifre.
    • Circa 800 mila interazioni sulla pagine Facebook e più di un milione di visualizzazioni totali dei video.

    Il brand Vodafone Unlimited  nel periodo è quindi emerso, rispetto ai suoi competitor del mercato TLC,  come quello più capace di far crescere la community dei fan e di raggiungere il più alto livello di coinvolgimento sulla fanpage.

    Insomma, i numeri dicono che effettivamente l’operazione ha raggiunto i due scopi che si prefissava all’inizio, e a questi va aggiunto l’elevata relazione che è cresciuta tra gli utenti e la marca, relazione che è continuata anche dopo la fine del programma.

    Il caso dimostra quindi che una comunicazione mirata, agganciando un certo tipo di media, sfruttando altri canali, in questo caso Facebook, può portare il brand ad incrementare sia il numero di utenti, sia il coinvolgimento sui contenuti, raggiungendo soprattutto un obiettivo di fondamentale importanza: la relazione che il brand costruisce con i suoi utenti durante tutto l’arco della campagna. Un “tesoretto” da preservare, proprio perché è questa relazione che dà valore al brand e ai contenuti pubblicati.

    Ci piaceva condividere con voi queste nostre impressioni su questo progetto di Branded Entertainment e siamo sicuri che questo esempio non sarà l’unico. Altri ne seguiranno e certamente potranno trovare ispirazione proprio in questo esempio.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook punta sui video e ci mostra quelli che più ci piacciono

    Facebook punta sui video e ci mostra quelli che più ci piacciono

    La scorsa settimana avevamo riportato i risultati di una interessante analisi che dimostrava come Facebook sta battendo YouTube, la piattaforma video per antonomasia, o meglio era. Adesso Facebook decide di puntare con decisione sui video che registrano 4 miliardi di visualizzazioni e introduce un algoritmo che mostra sul feed i video che più piacciono agli utenti.

    Come già ricordato la scorsa settimana, Facebook punta decisamente sui video. I risultati dell’interessante analisi che vi abbiamo presentato in questo post ci dimostrano che Facebook oggi è in grado di battere YouTube sul suo terreno. YouTube, val la pena ricordarlo, è la piattaforma, di proprietà di Google, di condivisione e visualizzazione di contenuti video. Ora, Facebook decide di incrementare gli sforzi verso questo tipo di contenuto che ad oggi conta 4 miliardi di visualizzazioni, erano 3 miliardi a fine 2014. E lo fa annunciando un nuovo algoritmo che è in grado di mostrare agli utenti i contenuti video che piacciono di più agli utenti.

    Ed ecco l’arma in più di Facebook che è proprio il feed, cosa che YouTube non ha. E’ chiaro che parliamo di un contenuto particolare, un tipo di contenuto che deve essere in grado di catturare l’attenzione dell’utente già da primi secondi. Adesso per essere più visibili sul news feed devono essere così interessanti a tal punto che l’utente li guardi per intero e in alta risoluzione HD.

    Proprio qualche giorno fa Facebook annunciava che cominciava a considerare il numero dei video visualizzati e il tempo trascorso per vederli. Una serie di mosse che giustifica l’intenzione di Facebook di voler massimizzare il suo enorme potenziale. Va ricordato che il 75% delle visualizzazioni video avvengono da mobile. Un dettaglio non da poco e che rispetta il dato per cui Facebook è molto usato dagli utenti proprio dai dispositivi mobili.

    Ma questa non è l’unica mossa che Facebook mette in campo. Uno degli argomenti emersi dal dibattito generato con la nostra pubblicazione sui dati della ricerca a cui facevamo riferimento prima era quello di attendere il momento in cui Facebook rilasciasse anche gli insights per i video, in modo tale da dare agli advertiser più strumenti analitici per meglio lavorare sui contenuti video. Ebbene, anche questo adesso è possibile. Come annunciato da Facebook, adesso direttamente dalle pagine, così come avviene per i post pubblicati, è possibile visualizzare tutta una serie di informazioni interessanti come le visualizzazioni, i video più visti all’interno di un range temporale, metriche riferite ai video condivisi su altre pagine. A questo link tutte le informazioni.

    Insomma, Facebook punta a diventare anche la nostra televisione, la televisione al tempo dei social media.

    Allora, che ne pensate? Raccontateci tra i commenti la vostra opinione.

  • Facebook batte YouTube sui Video online

    Facebook batte YouTube sui Video online

    Secondo un report realizzato dalla società londinese Ampere Analysis, Facebook sta per battere YouTube proprio in quello che sa fare meglio, e cioè condivisione e visualizzazione di video. Facebook quindi guadagna terreno per la sua capacità di fare meglio advertising con questo tipo di contenuti.

    Lo avreste mai pensato qualche anno fa? Probabilmente no – ma questo vale in generale per un sacco di altre cose. Ma quello di cui vi parliamo oggi è emblematico perchè Facebook adesso è in grado di battere anche YouTube proprio su quello che gli riesce meglio. Conosciamo YouTube infatti per essere la piattaforma regina delle condivisione di video e di conseguenza anche delle visualizzazioni che questa riesce a generare. Ebbene, un rapporto di Ampere Analysis, società di analisi londinese, ci dice che Facebook adesso è in grado di battere YouTube in quanto è riuscita a imporsi come piattaforma video più profittevole dal punto di vista dell’advertising.

    facebook video youtube franzrusso.it

    Secondo il rapporto in questione, Facebook supererà i due terzi del totale delle visualizzazioni video su YouTube: 2 mila miliardi contro i tre mila miliardi di YouTube. E il dato in certo senso acquista ancora più importanza se guardiamo la base utenti delle due piattaforme: 1,4 miliardi Facebook contro 1,3 miliardi di YouTube. Un dato questo che rema certamente a favore di Facebook che, come evidenzia lo stesso rapporto, riesce ad offrire agli advertisers soluzioni più mirate rispetto a quelle offerte da YouTube. Ed è questo il punto di forza di Facebook, un dato che lo si può considerare vincente in un contesto di adversting online in generale se messo a confronto con le soluzioni di avdertising messe in campo da Google. Anche se va detto, al momento YouTube dispone di una gamma di soluzione di adv sui video online molto più flessibile s trutturata. Non è detto però che col tempo e con questi risultati anche Facebook non possa predisporre di una serie di soluzioni più complete.

    Quindi Facebook si appresta a diventare leader dei video online, un settore, secondo i dati di un’altra interessante ricerca ad opera di ZenithOptimedia – entrambe le ricerche sono state presentate a “Cannes Lions” – che rileva che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    Insomma, Facebook si dimostra vincente anche sui video online. E voi che ne pensate?

    ampere-analysis-video-online

     

  • Per Facebook Moments niente Europa, per ora

    Per Facebook Moments niente Europa, per ora

    In effetti avevamo avvertito il problema proprio quando ne avevamo parlato in occasione del lancio di Facebook Moments negli Usa. Ed ora arriva una conferma e cioè che questa app non potrà essere rilasciata in Europa per via dei problemi relativi alla privacy che potrebbe sollevare, visto che funziona con il riconoscimento facciale.

    Quando vi abbiamo presentato Facebook Moments, in occasione del lancio dell’app negli Usa, avevamo scritto: “Certo, per quanto riguarda l’Europa desterà qualche preoccupazione proprio l’elemento del riconoscimento facciale“. Sono passati appena due giorni ed eccovi a scrivervi della conferma di quello che pensavamo, conferma che viene fornita proprio da Richard Allan, responsabile europeo per la Facebook policy. Ricordiamo che Facebook Moments in sostanza consente di condividere foto con i vostri amici, riconoscendoli attraverso la tecnologia del riconoscimento facciale. Una volta che la foto viene condivisa, questa tecnologia, che Facebook utilizza ormai dal 2009 quando acquisì la startup israeliana Face.com, riconosce il viso dell’utente nella foto e automaticamente la foto viene condivisa con quell’utente.

    Lo stesso Allan ha riferito al Wall Street Journal che i legislatori europei avrebbero chiesto a Facebook di fare in modo che sia l’utente ad autorizzare il riconoscimento facciale. La risposta di Facebook è che al momento questa possibilità non prevista e quindi, per questo motivo, l’app non potrà essere rilasciata in Europa. Almeno per ora.

    Facebook-Moments

    La tecnica del riconoscimento facciale è la medesima di quella usata per taggare gli utenti sul social network, funzionalità che dopo le preoccupazioni sollevate a livello europeo venne resa abilitabile. Infatti da questa pagina l’utente può gestirla direttamente. Basterebbe attivare un’opzione simile per rilasciare Facebook Moments anche in Europa. Ma al momento questo non è possibile.

    Ma nonostante negli Usa l’app sia stata rilasciata, va detto che anche lì esiste un dibattito attorno a questo argomento. La National Telecommunications and Information Administration ha ormai avviato proprio sul riconoscimento facciale un confronto diretto con tutti gli attori che si occupano di privacy. Anche se proprio in questi giorni va registrato una frenata ne confronto. Ma, in generale in problema è sentito anche negli Usa.

    A questo punto bisognerà capire cosa intenderà fare Facebook, vedremo quali saranno le prossime mosse.

    E voi che ne pensate?

     

  • Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Facebook Moments, la condivisione delle foto con il riconoscimento facciale

    Novità in casa Facebook, da oggi negli Usa è stata rilasciata una nuova app. Si chiama Facebook Moments e permette la condivisione delle immagini sincronizzandole con i vostri amici in modo privato. Tutto questo è possibile grazie al riconoscimento facciale e non è da escludersi un problema di privacy in Europa.

    Novità in casa Facebook, è stata infatti rilasciata da oggi solo negli Usa (per il momento) una nuova app standalone (per iOS e Android) che proviene da quel laboratorio chiamato Facebook Creative, specializzato nello sviluppo di applicazioni autonome in modo da rendere più completa l’esperienza di Facebook. La novità si chiama Facebook Moments e permette la condivisione di immagini in maniera sincronizzata con i vostri amici. Tutto questo è reso possibile grazie al riconoscimento facciale che consente all’applicazione di riconoscere gli utenti, vostri amici, presenti nelle immagini, e condividerle con loro.

    Facebook-Moments

    Per intenderci, quante volte vi sarà capitato (qualche anno fa, per la verità) di scattare foto con amici e sentirvi dire “non ti preoccupare, arrivo a casa e te la mando”, senza poi ricevere nulla. Nell’era dei Social Media tutto questo diventa molto più semplice perchè basta un “tag” e l’immagine viene condivisa con tutti i presenti. Ma non è proprio così, perché l’immagine in realtà viene condivisa in maniera pubblica. Ed ecco che allora gli sviluppatori di Facebook Creative hanno voluto realizzare un’app che superasse questo passaggio.

    Infatti con Facebook Moments le immagini vengono condivise in cloud solo con le persone che effettivamente sono presenti nelle immagini, in modo sincronizzato. Così non si dirà più “non ti preoccupare che te la mando io”, infatti basta solo avere l’app e l’immagine viene condivisa subito.

    Come già detto, tutto questo viene rese possibile da riconoscimento facciale, un elemento che in Europa potrebbe creare qualche problema in termini di privacy. La tecnologia utilizzata è quella di Face.com, la startup israeliana che venne acquisita da Facebook nel 2009 per 55 milioni di dollari. In ogni caso, ormai da diversi anni è possibile disattivare il tagging, semplicemente da questa pagina e gestire come e se gli utenti possono taggarvi.

    L’applicazione sembra carina, in linea con la filosofia del Facebook Creative che è quella di arricchire l’esperienza su Facebook. Certo, per quanto riguarda l’Europa desterà qualche preoccupazione proprio l’elemento del riconoscimento facciale. E’ notizia di ieri che la Commissione per la Privacy del Belgio vuole portare Facebook in Tribunale per “continue violazione delle leggi sulla privacy anche a livello europeo”. In discussione vengono messi il modo in cui il social network traccia gli utenti attraverso i “like” e le condivisioni. Quello che in realtà si teme è che dal Belgio la questione possa poi allargarsi in altri paesi europei. E non è detto che non succeda.