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  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook apre Instant Articles a tutti. Cosa cambia per i blog

    Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza F8, Instant Articles sarà aperto a tutti gli editori, blog compresi. La modalità di pubblicazione dei contenuti direttamente su Facebook permette anche di guadagnare fino al 100%. Ma cosa cambia per i blogger?

    A meno di un anno dal lancio ufficiale, Facebook ha annunciato che dal prossimo 12 aprile, in occasione della conferenza annuale per gli sviluppatori F8, renderà accessibile Instant Articles a tutti, quindi anche ai blog. In occasione del lancio dello scorso maggio, Instant Articles era stato dato in uso ad un ristretto numeri di editori, tra i quali vi erano New York Times, BuzzFedd, National Geographic e altri. Dallo scorso ottobre hanno avuto accesso anche alcuni editori italiani. L’annuncio di estendere a tutti questa nuova modalità di distribuzione dei contenuti direttamente in un’area dedicata su Facebook ha sicuramente colto di sorpresa un po’ tutti, e quindi anche i bloggers che non si credeva potessero avere accesso a questa nuova feature.

    facebook instant articles blog

    Come funziona Instant Articles di Facebook 

    Prima di passare a vedere cosa può significare per i blogger e per gli altri editori, è necessario fare un piccolo passo indietro per spiegare meglio cosa siano gli Instant Articles. Intanto vale la pena dire subito che Facebook punta a diventare punto di riferimento per quanto riguarda la distribuzione dei contenuti, viste ormai le considerevoli dimensioni e il costante utilizzo da parte degli utenti, arrivati ad essere ormai 1,6 miliardi. E visto che anche gli editori utilizzano ormai sempre di più Facebook come canale di diffusione dei propri contenuti, nel tentativo (quando accade) di creare un coinvolgimento più diretto con il lettore, Facebook a maggio decide di lanciare una sezione dedicata, all’interno dell’applicazione mobile di Facebook, per dare modo agli editori di ovviare ai classici problemi di lentezza nel caricare i link, infatti la promessa è quella di essere il 10 volte più veloce. Di fatto, con questa nuova modalità, il lettore non si troverà più di fronte ad un post con un link di rimando alla notizia completa, la novità è che il lettore si troverà di fronte alla notizia completa direttamente su Facebook.

    C’è poi l’aspetto dell’advertising da considerare, infatti Facebook non dovrebbe guadagnare nulla dalla vendita dei spazi pubblicitari, il 100% degli introiti dovrebbe restare agli editori. Se poi, come evidenzia il WSJ, a vendere lo spazio è Facebook direttamente, allora all’editore resta in mano il 70% e Facebook trattiene il 30%. Una condizione tutto sommato accettabile.

    Cosa cambia per i Blog con Instant Articles

    Ma visto che dal punto di vista degli editori, considerandoli nell’accezione classica (quindi giornali e siti di informazione), le considerazioni abbondano, dopo questo annuncio ci piacerebbe scoprire insieme a voi cosa potrebbe cambiare per un blog l’accesso ad Instant Articles.

    Anche qui, vale la pena di fare un’altra considerazione. Facebook sa benissimo che gli utenti sono sempre alla ricerca di notizie, di conseguenza Instant Articles è una modalità che risponde a questa esigenza e che prova a rendere l’esperienza dell’utente ancora più estesa. Lo è stata, e lo sarà ancora con i Live Video, lo sarà ancora di più con gli Instant Articles. L’utente è sempre più spinto a restare sulla piattaforma per condividere e leggere. Ma Facebook è cosciente anche del suo potenziale, e non potrebbe essere diversamente. E lancia la sfida a Google, proponendosi come motore di contenuti. Fermiamoci qui, perchè ci sarebbe da scrivere molto, e non è detto che lo si faccia nella maniera opportuna.

    E ora arriviamo alla domanda che si siamo posti all’inizio. Cosa cambia per i blogger con Instant Articles?

    Certamente è una grossa opportunità anche per i blogger che possono contare ad entrare in contatto diretto con i lettori. Anche se il blogger, per definizione, è già in grado di sfruttare al meglio Facebook ora. Il blogger ha necessità che il suo post venga letto sul suo blog e che l’interazione nasca già sul blog stesso, attraverso un contenuto interessante, come quasi sempre accade. Il blogger vede Facebook, e i social media in generale, come strumento di distribuzione e di diffusione dei propri post. Vede Facebook come strumento per costruire attorno una community con cui intavolare una relazione. Una modalità come Instant Articles potrebbe risultare interessante, e questo è innegabile, dal punto di vista dell’advertising. La possibilità di guadagnare dalla pubblicazione dei contenuti potrebbe essere un motivo interessante per i blogger.

    Diciamo anche che per il blogger non sarebbe un problema agganciarsi ad Instant Articles, sarebbe visto come uno strumento in più per crescere. 

    E voi che ne pensate? Raccontateci il vostro punto di vista.

  • Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook, il social network più utilizzato con 1 miliardo e 600 milioni di utenti, compie oggi 12 anni e per l’occasione lancia il #friendsday, la giornata degli amici. E oggi tutti gli utenti vedranno in cima al proprio feed un video celebrativo, personalizzabile. Ecco come fare il vostro video.

    Era il 4 febbraio del 2004 quando Facebook venne lanciato per la prima volta ad Harvard da Mark Zuckerberg, oggi CEO dell’azienda Facebook Inc., insieme a  Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Il progetto iniziale era stato pensato solo per gli studenti dell’Università, infatti il nome Facebook riprende il “face book” che alcune università danno agli studenti, il libro dove sono elencati tutti gli studenti con una foto e una descrizione. Da lì il social network si è poi esteso ad altre scuole ed università della zona, fino a diventare in poco tempo il social network più usato. E lo è ancora oggi a distanza di 12 anni.

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    L’idea era quindi di mettere in “connessione” tutte quelle facce, in modo tale che potessero entrare in contatto e condividere interesse ed emozioni. Facebook oggi è un’azienda quotata in borsa dal 2012, è la quarta azienda che vale di più al mondo con un capitalizzazione di 326 miliardi di dollari. Ed è soprattutto molto di più del social network, che comunque resta il fulcro attorno al quale ruota tutto il business.

    #friendsday facebook 2016

    E per celebrare questa giornata, Facebook lancia il #friendsday, la giornata degli amici, una giornata per celebrare quelle connessioni che colo tempo gli utenti hanno costruito con altri utenti, diventati poi amici. Oggi tutti gli utenti del social network troveranno in altro al proprio feed un breve video celebrativo che raccoglie alcuni momenti trascorsi con gli “amici”. Il video già in automatico imposta i momenti e gli amici, ed è impressionante l’accuratezza della scelta, ma è anche personalizzabile.

    #friendsday facebook

    Ecco come creare il vostro video. Prima di tutto andate su questo link e personalizzate facebook.com/friendsday/ dove visualizzate già un’anteprima del video. Cliccando su modificare potete modificare il video a vostro piacimento. Una volta apportate le vostre modifiche, allora siete pronti a condividerlo con i vostro amici.

    Gli “amici” sono la parte più importante di Facebook, tutti sono connessi con altri ed è interessante sapere che i gradi di separazione si stanno via via riducendo. Era di 3,74 nel 2011, è di 3, 57 oggi. Un elemento significativo di quanto siamo sempre più connessi tra noi, a livello globale.

     

  • E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    E WhatsApp ora ha 1 miliardo di utenti a livello globale

    WhatsApp ha raggiunto un altro grande obiettivo, quello di 1 miliardo di persone che usano attivamente l’app di instant messaging che da poco è diventata gratis per tutti. Un traguardo raggiunto in poco tempo e che davvero in pochi possono vantare.  E intanto lo paghiamo con i nostri dati.

    Era nell’aria e nessuno avrebbe mai pensato che non sarebbe successo. WhatsApp, l’app di instant messaging oggi di proprietà di Facebook, annuncia attraverso il fondatore e CEO Jan Koum di aver raggiunto il traguardo di 1 miliardo di persone. A settembre 2015 erano 900 milioni e ha mantenuto in questi ultimi mesi il ritmo di crescita di 100 milioni ogni 4 mesi, lo stesso ritmo dei precedenti quattro mesi. Quindi una crescita costante, inarrestabile che proietta l’applicazioni verso traguardi che mai nessuno aveva ottenuto prima. Solo poche settimana fa arrivava l’annuncio che WhatsApp diventava totalmente gratuita per tutti confermando, tra l’altro, il suo obiettivo di non aprire l’app alla pubblicità. Cosa che viene confermata ancora oggi.

    whatsapp 1 miliardo di utenti

    Come di consueto, l’annuncio viene dato da Jan Koum su Facebook con un post dove si vede un’immagine che esplicita il traguardo:

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    • 1 miliardo di persone che usano l’app attivamente ogni mese;
    • 42 miliardi di messaggi inviati ogni giorno;
    • 1,6 miliardi di immagini spedite ogni giorno;
    • 1 miliardo di gruppi;
    • 53 lingue supportate dall’app;
    • 250 milioni di video condivisi ogni giorno;
    • 57 ingegneri che lavorano nel team e altri se ne cercano.

    Jan Koum fa l’annuncio anche con un tweet, prendendo in giro, anche lui, il povero Leonardo DiCaprio:

    Dopo questo risultato è molto probabile che anche Messenger, l’altra applicazione di instant messaging di Facebook, possa raggiungere questo traguardo sfruttando anche il volano degli oltre 1 miliardo e mezzo di utenti che usano il social network.

    WhatsApp è stata fondata nel 2009 da Jan Koum, giovane di origini ucraine, arrivato negli Usa nel 1992 assieme alla madre, un esperimento che arriva dopo alcune esperienze fatte in grandi aziende come Ernst & Young, Yahoo! e anche il tentativo di approdare a Facebook.

    Nel 2014, con 450 milioni di utenti, Koum vende a Zuckerberg la sua app per una cifra pari a 16 miliardi di dollari, resta CEO e l’app continua ad andare avanti con la stessa filosofia, ossia niente pubblicità.

    WhatsApp continua a crescere, introduce anche le telefonate e in poco tempo, meno di due anni, arriva a raddoppiare la base utenti. E oggi è completamente gratuita.

    Questa applicazione è forse quella che più di ogni altra ha cambiato il nostro modo di comunicare attraverso un dispositivo. È l’app più usata nel nostro paese. Basta fare un giro sui bus, nelle stazioni, in giro per le vostre città e noterete che chiunque ha la stessa abbassata verso il proprio smartphone. Sta usando proprio WhatsApp.

    È l’app che ha rivoluzionato il nostro modo di usare il telefono dove ora non serve, quasi, neanche più il numero di telefono. E l’utilizzo di tutto questo lo paghiamo, si lo paghiamo, altro che gratis.

    Lo paghiamo dando in cambio i nostri dati, dando in cambio pezzi di noi per avere indietro un’app gratuita, con l’illusione di non pagare nulla.

    Non c’è un diretto scambio di moneta, c’è un diretto scambio di dati, ogni giorno. Dove siamo, cosa facciamo, con chi siamo, tutte informazioni che comunque WhatsApp (e quindi Facebook) utilizza.

    L’importante è farlo in maniera consapevole.

    E voi usate WhatsApp? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Facebook rende disponibili i Live Video per tutti, negli Usa

    Facebook rende disponibili i Live Video per tutti, negli Usa

    A distanza di poco più di un mese, Facebook sta rendendo disponibili i Live Video a tutti gli utenti iOS e solo negli Usa, per ora. Finita la fase di test Facebook comincia a fare sul serio nella competizione con Periscope, ma il social network sembra essere già in avanti.

    Come ricorderete, era l’inizio del mese di dicembre scorso quando vi avevamo dato notizia che Facebook stava cominciando a fare dei test su un piccolo gruppo negli Usa riguardo alla possibilità di usare i Live Video, la modalità che permette agli utenti di diventare dei broadcaster, visualizzando sul feed anche video in live streaming. Un’azione che apparve come una svolta e anche come l’intenzione di Facebook di spingere sui contenuti video.

    E quindi, a distanza di poche settimane, Facebook fa sapere di aver rilasciato la modalità dei Live Video a tutti gli utenti iOS negli Usa. E il rilascio pare che sia ormai prossimo anche a livello globale e, da quello che si sa, pare gli alcuni utenti italiani stiano testando questa nuova possibilità. La versione per Android arriverà in seguito. Da oggi quindi gli utenti americani quando andranno a postare un nuovo contenuto, si troveranno il pulsante “Live” tra gli altri pulsanti per gli status.

    live video Facebook iOS Usa

    Facebook aveva cominciato a rilasciare questa modalità di condividere video Lives qualche mese prima solo per le celebrità e adesso invece la modalità viene estesa a tutti, come da intenzione originale.

    I Video quindi si confermano essere il contenuto del momento, soprattutto il video “in diretta”, come diremmo noi, una opportunità che un colosso come Facebook non poteva lasciarsi sfuggire. E quindi dopo una fase di test per verificare e mettere a punto la piattaforma che dovrà regge una enorme mole di dati, ecco che è già pronta al grande passo. Si perchè i contenuti video live saranno visualizzati all’interno del feed, questo significa maggiore possibilità di attrarre e coinvolgere utenti. E gli stessi contenuti rimarranno poi disponibili per essere visti in seguito.

    A questo punto la sfida con Periscope entra davvero nel vivo e proprio per le sue caratteristiche i Live Video di Facebook verranno preferiti dagli utenti, per il solo fatto che la modalità è interna a Facebook e non esterna come invece è Periscope. Altro grande vantaggio, già sottolineato, è che i video di Periscope sono visualizzabili solo entro le 24 ore, mentre i Live Video di Facebook saranno disponibili sempre. Differenza non di poco conto questa, che è poi uno dei grandi limiti dell’applicazione di Twitter.

    E solo qualche settimana fa Periscope, dopo quasi un anno lad lancio, era arrivato ad integrare i video all’interno dei tweet, un’azione attesa a lungo. Anche se poi, per il limite delle 24 ore sui video, i tweet appaiono con questa finestra grigia inguardabile, essendo il video non più disponibile.

    Facebook quindi appare già in vantaggio su Periscope, mentre Meerkat (il primo a lanciare questa possibilità di live streaming) è già al tramonto.

    Fatte salve le diverse caratteristiche  tra i Live Video e Periscope, anche in termini di condivisione dei contenuti e di visualizzazione (in termini di algoritmo) la vera sfida tra i due sarà su chi è in grado di portare il maggior numero di persone a mettersi davanti ad una camera (quasi sempre lo smartphone) e iniziare il suo live. E vista la grande base utenti, Facebook anche in questo appare in netto vantaggio.

    E voi cosa ne pensate? Cosa ne sarà di Periscope secondo voi?

  • Social TV, Nielsen da oggi monitora anche Facebook

    Social TV, Nielsen da oggi monitora anche Facebook

    A proposito di Social TV da oggi Nielsen comincerà a monitorare anche le conversazioni su Facebook all’interno della “Social Content Ratings”. Le nuove metriche forniranno, dunque, al mercato dati omogenei e indipendenti. Le nuove misurazioni saranno  disponibili  anche nel nostro paese entro la prima metà di quest’anno.

    Il fenomeno della Social TV nasce e si sviluppa essenzialmente su Twitter, proprio perchè è una piattaforma che per le sue caratteristiche è quella che ha agevolato meglio lo sviluppo del fenomeno. E la gran parte delle misurazioni trovava fondamento proprio si questo canale. Non che non venissero considerate anche altre piattaforme, ma Twitter è sempre che ha restituito i risultati più importanti, sia in termini quantitativi che qualitativi. Ma lo scenario sta cambiando e ce lo conferma la notizia di oggi. Infatti, Nielsen, una delle società più importanti al mondo nella ricerca e analisi di mercato, comincerà a considerare anche le conversazioni, relative a contenuti televisivi, che si sviluppano su Facebook. Quindi verrà arricchita la Nielsen Twitter TV Ratings che da oggi si chiamerà Social Content Ratings e sarà  disponibile  in  Italia  entro  la  prima  metà del 2016 come in tutti i mercati in cui è già presente Nielsen Twitter TV Ratings (USA, Australia e Messico). Successivamente le misurazioni di Nielsen Social Content Ratings saranno ampliate anche alle interazioni su Instagram.

    social tv nielsen social content

    La nuova piattaforma  fornirà una misurazione standardizzata e indipendente delle metriche disponibili per i diversi social media e includerà:

    • Social Media Authorship (post e tweet);
    • Engagement (commenti, like, risposte, retweet, condivisioni);
    • Reach (audience e impression);
    • Demographics (sesso  ed  età).

    Nielsen Social Content Ratings è stato progettato secondo le indicazioni in materia di social media del Media Rating Council (MRC), in collaborazione con IAB, WOMMA e l’American Association of Advertising Agencies (4As).

    Le nuove metriche si baseranno sull’impianto metodologico di rilevazione che Nielsen ha sviluppato negli ultimi tre anni, a partire dall’iniziale accordo con Twitter. E poi, con Nielsen Social Content Ratings saranno disponibili, per la prima volta, metriche aggregate e anonime relative alle conversazioni sui programmi TV che si svolgono su Facebook, inclusi i post condivisi solo con gli amici oltre a quelli postati pubblicamente, nel pieno rispetto della privacy.

    Quindi, con Social Content Ratings, da una parte i broadcaster potranno valutare in maniera ancora più completa l’efficacia delle strategie di coinvolgimento e cogliere al meglio la relazione tra attività sui social e fruizione televisiva, e dall’altra le agenzie e advertiser avranno a disposizione un nuovo strumento per implementare le proprie strategie di planning e buying.

    Grande novità dunque, ma voi commentate i programmai tv anche via Facebook? Fateci sapere cosa ne pensate.

    [l’immagine è stata elaborata liberamente da @franzrusso, qualora i marchi la ritenessero non adeguata sarà rimossa immediatamente]

  • Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge, a dicembre 2015, l’importante traguardo degli 800 milioni di utenti. Da quando Messenger è diventata applicazione separata dal social network è stata potenziata notevolmente, con l’obiettivo di trasformare le conversazioni come strumento per attivare nuove funzionalità.

    A distanza di pochi mesi dal traguardo di WhatsApp, quando ha raggiunto i 900 milioni di utenti, l’applicazione di instant messaging di proprietà di Facebook, ecco che da Menlo Park arriva un altro importante annuncio. Facebook Messenger ha raggiunto, a dicembre 2015, il traguardo degli 800 milioni di utenti. Un traguardo impensabile solo meno di due anni fa, quando Facebook decise che l’applicazione per chattare all’interno del social network dovesse diventare invece un’applicazione a parte, distaccata dalla piattaforma. Un’operazione iniziata prima da mobile e poi completata lo scorso anno quando Messenger è diventata a tutti gli effetti un’applicazione standalone. E il perchè di tutto questo era stato strategicamente previsto. Infatti la visione era che Messenger dovesse diventare un’applicazione in cui le stesse conversazioni sarebbero diventate occasione per attivare nuove funzionalità. Operazione quindi decisamente azzeccata. Altra operazione ben riuscita è quella di non aver “confuso” gli utenti con le due applicazioni di messaggistica, quindi WhatsApp e Messenger. Infatti WhatsApp continua a mantenere la sua vocazione originale, mentre Messenger è l’applicazione su cui si è puntato per espanderla.

    facebook messenger 2016

    (Clicca l’immagine per ingrandirla)

    E questo si spiega proprio nel post ufficiale che annuncia il traguardo degli 800 milioni di utenti di Facebook Messenger, dove sono stati illustrati i “Trends” di Messenger per il prossimo anno, uno di questi dimostra infatti quanto sostenevamo prima: “Threads are the new apps“.

    Facebook Messenger da quando è diventata applicazione a parte è stata potenziata molto. Basti pensare all’introduzione delle video telefonate, alla possibilità di inviare dei pagamenti, oppure, da ultima, la possibilità (ancora in fase di test negli Usa) di prenotare un’auto Uber direttamente dall’app, senza più uscire dalla stessa app per avere una corsa.

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    E forse proprio la partnership con Uber spiega più di altre quale sia il disegno di Facebook iniziato per Messenger a partire dal 2014, e cioè fare in modo che dalla stessa app sia possibile avere tutta una serie di funzionalità e servizi a portata di mano (o di pollice). Ed è un obiettivo che rientra nel grande disegno di Facebook, ossia quello di espandere l’esperienza del social network su più fronti (vedi da poco i test avviati per i Live Video).

    Per non parlare poi di “M“, l’assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, con cui i test proseguono e con il quale in futuro potremo “prenotare un posto al ristorante oppure inviare fiori”.

    Ma il 2016 per Messenger sarà l’occasione per dire addio al numero di telefono e farci dimenticare l’uso degli SMS, per la verità già in forte calo proprio per il crescente utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea. E poi per fare una telefonata davvero con Facebook Messenger (ma anche con altre) non serve più il “vecchio numero di telefono”. Eppure quello che non sembrava fattibile qualche anno fa, oggi è realtà. Se poi consideriamo quanto noi italiani amiamo il mobile e gli smartphone, allora saremo (e siamo) in grado di apprezzare al meglio questa innovazione.

  • Year in Review, ecco come è stato il 2015 su Facebook

    Year in Review, ecco come è stato il 2015 su Facebook

    La fine dell’anno si avvicina e si comincia a tirare qualche somma. Dopo aver visto qualche giorno fa l’anno su Twitter, conosciamo oggi come è stato il 2015 su Facebook, in Italia, con “Year in Review”. E vediamo che l’Expo di Milano è primo tra gli argomenti più discussi e primo tra i luoghi.

    Manca poco ormai alla fine di quest’anno e anche i Social Media cominciano a fare il punto di quello che gli utenti hanno condiviso e discusso. E dopo aver conosciuto cosa abbiamo condiviso in 140 caratteri con #YearOnTwitter, oggi scopriamo di cosa abbiamo discusso e cosa abbiamo condiviso su Facebook con Year in Review, e all’interno del sito dedicato potete vedere tutto ciò di cui si è discusso nel 2015 yearinreview.fb.com/2015.

    E così, come avevamo già notato su Twitter, anche su Facebook Expo 2015 risulta essere l’argomento più discusso e non è certamente una sorpresa. L’evento che è durato ma maggio a fine ottobre, di cui si è molto parlato, anche sui Social Media, ha di fatto monopolizzato le conversazioni. Per non parlare dell’ultimo mese con le ormai celeberrime file al padiglione del Giappone con tante ore di attesa. E infatti non è neanche una sorpresa che l’Expo di Milano sia primo anche tra i Luoghi più condivisi durante l’anno. 

    Facebook 2015 italia

    Sempre per quanto riguarda gli argomenti più discussi, dopo Esposizione Universale, troviamo le Elezioni Regionali 2015; Juventus-Champions League; il Festival di Sanremo; la Crisi economica della Grecia. Poi Mattero Renzi, Papa Francesco, Vasco Rossi, gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre e, infine, la crisi dei rifugiati. E anche in questa classifica il problema dei migranti si trova all’ultimo posto.

    Tra i Luoghi più condivise dell’anno, dopo l’Expo, troviamo il Colosseo, Gardaland, i Musei Vaticani, lo stadio di San Siro, l’Arena di Verona, la Basilica di San Pietro, l’Acquario di Genova, il Duomo di Milano e Piazza di Spagna.

    Questi dati vengono fuori tenendo conto della frequenza con cui gli argomenti e i luoghi sono stati citati nelle varie conversazioni, all’interno di un’analisi di tipo anonimo con cui sono stati aggregati tutti i post. E il risultato è questo.

    Questi sono i tre stickers più usati durante l’anno su Facebook:

    stickers facebook 2015

    A livello globale, e il video fa appunto riferimento a questa tipologia, spiccano le Elezioni Presidenziali negli Usa che stanno sempre più entrando nel vivo; gli attacchi a Parigi del 13 novembre; la crisi siriana; il terribile terremoto in Nepal; la crisi economica in Grecia.

    2015 Year in Review from Facebook on Vimeo.

    Star Wars è il film più citato, e il prossimo 16 dicembre arriverà anche nelle sale italiane; Obama è il politico più discusso a livello globale, seguito da Donald Trump, il miliardario candidato alla Casa Bianca che di recente ha detto anche di voler chiudere Internet. Ed Sheeran è l’artista dell’anno su Facebook e supera anche una star come Taylor Swift. Il Trono di Spade è il programma televisivo dell’anno.

  • Il TOK Football Report di Tok.tv adesso è anche giornaliero

    Il TOK Football Report di Tok.tv adesso è anche giornaliero

    TOK Football Report è il rapporto mensile realizzato da TOK.Tv che monitora come le squadre di Calcio sono presenti sui Social Media. E da oggi, per quanto riguarda la classifica Facebook dei club del mondo, diventa giornaliero.

    Conosciamo e seguiamo TOK Football Report ormai da mesi, proprio perchè ci piace e ci appassiona osservare i Social Media legati anche al mondo dello Sport. Questo, ideato ed elaborato da Tok.tv, è certamente uno dei rapporti più completi e dettagliati che esistono oggi sul web, un vero resoconto di come i grandi club del mondo del Calcio sono presenti sui Social Media. Anche se sarebbe più corretto dire che il #TOKFootballReport non è un semplice rapporto, ma un vero e proprio Osservatorio su uno degli sport più praticati e seguiti al mondo che ci da il polso di come le squadre di Calcio oggi usano questi canali per comunicare, dialogare e creare engagement con i propri tifosi.

    TOK-Football-Report-q3-2015

    Ebbene, la grande novità di questi giorni è che il TOK Football Report si evolve e diventa giornaliero, almeno per quello che riguarda i dati dei team su Facebook. Una vera novità.

    E così scopriamo che ad oggi, 5 dicembre 2015, in vetta alla classifica, come già capitato altre volte, troviamo il Barcellona, con oltre 88,5 milioni di fans, e il Real Madrid, con oltre 85,7 milioni di fans.

    TOK-Football-Report-facebook-giornaliero

    Tra l’altro i due club della Liga spagnola sono state protagoniste di “El Clasico“, il grande derby spagnolo tra le due squadre più titolate della Liga che è stato anche un grande evento sui Social Media. Tok.tv ha infatti raccolto alcuni dati molto interessanti sull’evento che ha avuto una audience in tv di 400 milioni di persone e quasi 1 milione di tweet con l’hashtag #ElClasico. E 400 mila sono stati gli utenti che hanno esteso la loro esperienza social con il TOK.tv Social Button per dialogare con gli amici durante il match e per fare Social Selfie.

    Ritornando al #TOKFootballReport vediamo che nella classifica relativa a Facebook giornaliera, riferita ad oggi, le prime squadra italiana che incontriamo nella top ten, quindi tra le prime dieci squadre al mondo più seguite su Facebook, sono il Milan, in ottava posizione, con oltre 24,6 milioni di fans, e la Juventus, in decima posizione con oltre 20,4 milioni di fans.

    Altr squadre italiane che troviamo, scorrendo la classifica sono la Roma (17° posizione) col oltre 6 milioni di fans; l’Inter (19°) con 5,6 milioni di fans. Il Napoli, capolista della Serie A ad oggi è in 21° posizione con 3,6 milioni di fans.

    I dati, essendo giornalieri, sono suscettibili di modifiche, come è naturale che sia, anche se ai vertici i due club spagnoli sono ormai molto lontani, vista ormai anche la loro caratura globale.

    Se volete approfondire il report per intero potete farlo consultandolo a questo link.

    E noi continueremo a tenervi aggiornati su #TOKFootballReport.

  • E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    A distanza di pochi mesi dall’introduzione del Live Video streaming per i personaggi famosi, Facebook comincia a fare qualche test negli Usa su iPhone, per poi rendere la funzionalità presto disponibile per tutti gli utenti.  Facebook spinge sempre di più verso i video e lancia la sfida ad app come Meerkat ma soprattutto a Periscope.  E anche in questo Facebook sarà vincente.

    Quattro mesi fa Facebook lanciava il nuovo servizio di video live streaming limitandolo però solo ad un ristretto numero di utenti famosi, per verificare come lo stesso servizio funzionasse e testandolo con utenti che avessero un grosso seguito. E’ di ieri la notizia che, a distanza quindi di pochi mesi, Facebook sta cominciando a testare il servizio con un piccolo gruppo di utenti negli Usa, solo per possessori di iPhone. Si tratta quindi di un esperimento che prepara il lancio della funzionalità di live streaming per tutti gli utenti.

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    Non è un mistero che Facebook è ormai sempre più orientato verso i contenuti video. Basti pensare che gli ultimi dati del Q3 2015 ha rivelato che Facebook ha totalizzato, per quanto riguarda i contenuti video, 8 miliardi di visualizzazioni (erano 3 miliardi a fine 2014) contro i 4 miliardi di visualizzazioni di YouTube, il sito per i contenuti video per antonomasia (ancora per poco a quanto pare). Solo nel mese di giugno Facebook ha annunciato l’algoritmo che in pratica ci mostra nel feed i video piacciono di più agli utenti, considerando il numero dei video visualizzati e il tempo trascorso per vederli.

    Adesso Facebook preme l’acceleratore su live streaming, quindi sulla possibilità che gli utenti possano diventare del broadcaster, introducendo sul feed anche video in live streaming. La fase di test mira quindi ad ottimizzare il servizio cercando di superare le criticità che sono già emerse, ossia il rallentamento dello streaming dei video. Immaginate cosa potrebbe succedere nel momento in cui 1 miliardo di utenti al giorno cominciasse ad introdurre anche i video live. Ecco, con l’esperimento cominciato negli Usa le problematiche da affrontare saranno essenzialmente queste.

    Come funziona Live Video di Facebook

    Quindi, i fortunati che sono stati selezionati per questa fase, vedranno sulla barra inferiore del loro status l’icona del “Live Video“, si potrà aggiungere una breve descrizione e decidere anche il pubblico con cui condividere il vostro live streaming. E durante lo streaming sarà possibile visualizzare il numero degli “amici” connessi e il flusso dei commenti in tempo reale. Una volta terminato il vostro live, il video sarà disponibile sulla timeline come qualsiasi altro video e quindi potrete cancellarlo oppure mantenerlo online in modo che anche gli amici che non hanno partecipato al live lo possano vedere.

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    Facebook lancia la sfida a Periscope, e la vince

    Con Live Video Facebook lancia la sfida principalmente a Periscope. Si è vero, esiste anche Meerkat, ma quest’ultima non è riuscita, nonostante avesse avuto anche il vantaggio di essere uscita per prima, di mostrarsi valida e popolare. Mentre invece Periscope, nonostante le tante difficoltà, ha saputo in qualche modo presentarsi come il vero modo per fare live streaming con un’app. Gli utenti hanno quindi a cominciato a sperimentare le proprie capacità di broadcasting prendendo dimestichezza anche con i cuoricini. Solo che nonostante tutto, e resta davvero la domanda ancora senza risposta, Twitter non ha saputo (o forse non ha voluto) sostenere al meglio l’app, aiutandola a diventare ancora più popolare. Non vi è stato una vera spinta a fare in modo che i live venissero condivisi sulla timeline in maniera più agevole e veloce. Forse questo si verificherà quando Moments sarà attivo a livello globale, ma intanto tutto questo è mancato e Periscope ha spesso il sapore dell’occasione mancata.

    E invece Facebook con i Live Video punterà proprio a rendere più facile e veloce la condivisione dei video in live streaming direttamente sulla timeline, senza passare quindi per un’app. E’ chiaro che da questo punto di vista Facebook mette a segno un punto fondamentale e forse l’errore di Twitter è stato proprio questo. Anche se a ben vedere è tutta una questione di mezzi e risorse.

    Twitter ha saputo cogliere il momento, ma lo ha sfruttato a sufficienza proprio perchè non poteva permettersi una condivisione live streaming sulla piattaforma, non ne aveva i mezzi, ecco spiegato il lancio di Periscope. Solo qualche giorno fa, come certamente ricorderete, Twitter ha disattivato il contatore delle condivisioni proprio perchè (questa la versione ufficiale) i propri server non hanno abbastanza forza per reggere milioni e milioni di condivisioni. Una spiegazione che lascia molto a desiderare, ma che se la guardiamo da questa ottica forse ha una propria logica.

    E allora la conclusione è che anche su questo Facebook vince, e sarà proprio così. Presto anche il live streaming sarà modalità a portata di tutti, i video saranno visibili sulla timeline totalizzando visualizzazioni che contribuiranno a fare crescere sempre di più il numero che farà impallidire anche YouTube. Ancora una volta una mossa vincente.