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  • Il doodle di Google è per i 200 anni del Museo del Prado

    Il doodle di Google è per i 200 anni del Museo del Prado

    Il Museo del Prado compie oggi 200 anni e Google gli dedica un doodle.

    Il doodle di oggi celebra il 200° anniversario del Museo del Prado di Madrid, una delle pinacoteche più importanti del mondo.

    Inaugurato in questo giorno nel 1819, il museo ospita migliaia di dipinti spagnoli dal XII secolo al XX secolo, tra cui capolavori di El Greco, Francisco Goya, Diego Velázquez, ma anche opere di Raffaello, Andrea Mantegna, Hieronymus Bosch.

    Google doodle 200 anni museo del Prado

    Progettato nel 1785 dall’architetto Juan de Villanueva, l’edificio fu riconvertito dal re Ferdinando VII e dalla regina Maria Isabel de Braganza da centro di scienze naturali a galleria pubblica nel 1819. Originariamente chiamato il Museo Reale, fu in seguito chiamato Museo Nacional del Prado. Con una collezione di oltre 5.000 pezzi, il museo ha proseguito negli anni un progetto di espansione che ha aumentato l’accesso del pubblico e ridotto l’affollamento nell’edificio principale. Il vicino chiostro di Jerónimos fu restaurato e incorporato per creare il Museo del Prado Campus, permettendo al museo di mostrare i capolavori di una nuova era. La mostra del Bicentenario, “Un luogo della memoria“, rende omaggio alla storia del museo attraverso alcuni dei suoi periodi più bui e offre uno sguardo su come il museo si è trasformato, diventando uno dei più importanti musei del mondo.

    Il museo, in occasione dei suoi 200 anni, guarda al futuro con maggiore convinzione, abbracciando la diversità come valore per gli anni a venire. Durante tutto l’anno il museo ha esposto artisti provenienti dall’America Latina come Matrimonios de Martín de Loyola con Beatriz Ñusta y de Juan de Borja con Lorenza Ñusta de Loyola, straordinario esempio di pittura viceregale, proveniente dal Museo Pedro de Osma di Lima, in Perù, e donne in Una storia di due donne pittrici: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana e Dodici fotografi.

    In genere, qualsiasi visitatore riesce a vedere la maggior parte del museo anche in un paio d’ore, ma è molto facile perdere la cognizione del tempo cercando di rivivere le scene di “Il giardino delle delizie terrene” di Hieronymus Bosch.

    Il giardino delle delizie terrene
    Il giardino delle delizie terrene

    E allora, buon compleanno Museo del Prado!

  • Google acquista Fitbit per 7,3 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

    Google acquista Fitbit per 7,3 miliardi di dollari ed entra nel settore wearable

    La notizia era nell’aria da qualche giorno, ma adesso è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle cinque aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra pari a 7,3 miliardi di dollari.

    Qualche giorno fa ha cominciato a girare in maniera insistente la notizia, data come possibile, ma oggi è ufficiale: Google acquista Fitbit, una delle 5 aziende leader di mercato nel settore wearables, per una cifra che è pari a 7,3 miliardi di dollari. Il valore dell’azienda californiana è salito a 2,1 miliardi di dollari e a Wall Street il titolo ha guadagnato oltre il 15%. Il colosso di Mountain View pagherà l’intera cifra on cash.

    Ad annunciarlo è proprio il colosso di Mountain Views con un post sul blog ufficiale a firma di Rick Osterloh, responsabile devices e servizi di Google, arrivato tre anni con l’obiettivo di sviluppare un settore che per Google è strategico.

    Osterloh poi spiega bene quale sia stata la motivazione di Google in questa acquisizione, è cioè “un’opportunità per investire ancora di più in Wear OS (il sistema operativo wearable di Google, n.d.r.) così come introdurre sul mercato dispositivi indossabili Made by Google“.

    L’annuncio viene dato anche da Fitbit che dichiara che i dati dei tanti clienti che già usano i dispositivi indossabile dell’azienda non saranno ceduti a Google a scopi pubblicitari.

    google fitbit versa 2
    Fitbit Versa 2

    L’acquisizione, come detto, è di 2,1 miliardi di dollari, una situazione molto simile a quella già vista con Nest, nel senso che l’azienda fondata a San Francisco nel 2007 entrerà a far parte della famiglia Google praticamente da subito.

    Se vi state chiedendo il perché di questa acquisizione, la risposta è molto semplice. Google da anni cerca di inserirsi in un mercato, quello dei wearables, ma non con il successo che ci si aspetterebbe. Non è riuscita ad imporre dispositivi made in Google, appunto, ma solo il sistema operativo che è in uso su buona parte de dispositivi in vendita. Incorporando un’azienda leader come Fitbit, Google ha l’opportunità, come mai prima, di entrare in un mercato in forte crescita, al punto che gli analisti prevedono un valore di 54 miliardi di dollari entro i prossimi tre anni.

    idc wearables

    A proposito di mercato dei wearables, Fitbit, come ricordato prima, all’interno di questo settore è la quinta azienda al mondo. Al primo posto di piazza la Apple con una quota di mercato, nel primo trimestre di quest’anno pari al 26%. Fitbit, che ricopre un ruolo di pioniere nel settore degli health wearables, sempre nel primo trimestre di quest’anno, detiene una quota di mercato del 6% (dati IDC), in calo del 3% rispetto all’ultimo trimestre del 2018.

    Questi dati di mercato per Google saranno un grande stimolo perché ha la possibilità di unire l’aspetto software, molto evoluto come è il Wear OS, con dispositivi di grande potenziale, come è il recente Versa 2 che ha ottenuto una buona accoglienza sul mercato.

    Il potenziale quindi c’è, bisognerà metterlo alla prova del mercato.

    [Aggiornato al 2 novembre 2019, ore 10:18]

  • Google si conferma essere il brand più influente in Italia

    Google si conferma essere il brand più influente in Italia

    Ipsos ha pubblicato la sua interessante ricerca “The Most Influential Brands 2019”, dalla quale emerge che il brand più influente in Italia si conferma essere Google. Al secondo posto troviamo Amazon e poi, terzo, WhatsApp.

    Ipsos ha pubblicato l’edizione 2019 dell’interessante ricerca “The Most Influential Brands 2019“, #IpsosMIB2019, una ricerca che, attraverso le opinioni di 4550 italiani, offre un affresco su quali siano i brand in grado di influenzare maggiormente la nostra vita quotidiana. L’edizione di quest’anno si è avvalsa della preziosa esperienza e competenza di Paolo Iabichino, una delle figure più autorevoli nel panorama della comunicazione e della brand strategy a livello internazionale con cui Ipsos ha intrapreso una collaborazione continuativa al fine di offrire ai brand una consulenza strategica a 360°.

    I fattori presi in esame da Ipsos per individuare i brand più influenti sono: Trustworthy (fiducia, affidabilità), Engagement (coinvolgimento), Leading Edge (innovazione, capacità di far tendenza), Corporate Citizenship (impegno e ruolo sociale), Presence (presenza).

    google brand influente italia 2019

    Sulla base di questi cinque fattori, viene fuori questa classifica:

    1. Google
    2. Amazon
    3. Whatsapp
    4. PayPal
    5. Microsoft
    6. YouTube
    7. Samsung
    8. Facebook
    9. Mulino Bianco
    10. Visa

    Google si conferma quindi essere il brand più influente nel nostro paese, e le tre posizioni al vertice restano invariate rispetto allo scorso anno (qui la ricerca del 2016). Ma quello che è interessante notare è che Facebook è in calo di tre posizioni, posizionandosi in ottava posizione. Un calo che sicuramente è il riflesso di quanto accaduto negli ultimi mesi, lo scandalo Cambridge Analytica ha sicuramente influito.

    brand influenti italia Ipsos 209

    Esce dalla classifica Ikea, lo scorso anno era ottava, lasciando spazio a Mulino Bianco, uno brand italiano in classifica.

    Osservando i dati dal punto di vista generazionale, emerge con forza l’importanza di Instagram per la Generazione Z (15- 21 anni), che arriva alla quarta posizione. Tale realtà permea la vita dei più giovani ma non compare in nessun’altra Top Ten per fasce di età. Fa poi la sua comparsa Netflix, rispettivamente al decimo posto per la Generazione Z e alla sesta posizione per i Millennial (22-35). Una nota a parte, infine, per Nutella che pur non comparendo nel ranking generale, si presenta tra i primi dieci: 6° per la GenZ, 9° per i Millennial e 10° per i Boomers, cioè color di età compresa tra i 53 e i 71 anni.

    Ipsos, leader mondiale nel settore delle ricerche di mercato. per questa edizione ha realizzato un focus sulla Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR). Se dallo studio emerge come il fattore Corporate Citizenship pesi ancora solo mediamente il 12% nel determinare l’influenza sulla marca, interessante è notare come il 68% degli intervistati ritenga che in futuro le marche più di successo saranno quelle che contribuiranno in modo positivo alla società.

    Cresce il desiderio delle persone di ritrovare nelle scelte e nelle strategie dell’azienda i valori universali con i quali immedesimarsi. Un cambiamento radicale di prospettiva, questo, che vede al centro i brand ai quali viene chiesto un impegno sociale crescente. Il 60% degli italiani afferma infatti di sentire il bisogno di aziende che svolgano un ruolo attivo in ambito sociale, culturale e politico. Ai brand si chiede di prendere posizione senza temere le conseguenze: lo pensa il 62% degli intervistati d’accordo nell’affermare che se un’azienda sceglie di prendere una posizione forte su un tema sociale o politico non deve temere di perdere consenso o parte della clientela. Il 79% crede che sia possibile per una marca sostenere una buona causa e guadagnare allo stesso tempo.

    La quasi totalità delle aziende dichiara poi di aver già sviluppato o sta pensando di sviluppare iniziative di responsabilità sociale e brand purpose (91%). Gli scopi a cui prevalentemente le aziende si dedicano riguardano molto spesso temi universali come la sostenibilità dei processi produttivi ed ecologia (75%), il sostegno ad associazioni no profit ed istituzioni (51%) o la salute e ricerca scientifica (38%). Meno affrontati sono invece gli argomenti su cui la società rischia di dividersi come le pari opportunità e i diritti umani (34%).

    “Quello che stiamo attraversando” – dichiara Paolo Iabichino – “è un momento epocale per la comunicazione di marca. Possiamo finalmente fare in modo che le nostre idee generino cambiamento e che le strategie di brand si occupino anche della vita delle persone. È un modo per rendere più virtuoso il nostro mestiere, rivolgendoci alla collettività e non a singoli cluster di target.”

  • Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Il doodle di Google è per i 94 anni del re del blues B.B. King

    Oggi il re del blues, il mitico B.B. King, avrebbe compiuto 94 anni e Google ha voluto dedicargli un doodle animato che ripercorre la sua vita, fatta di fatica e di grandi successi. Sempre in compagnia della sua “Lucille”.

    Celebrare i grandi personaggi della storia è un po’ il senso dei doodl di Google e oggi quello animato che vediamo sulla home è dedicato ad un personaggio davvero speciale, mitico. Si tratta del doodle dedicato a B.B. King, re indiscusso del blues, che oggi, 16 settembre, avrebbe compiuto 94 anni. E’ un doodle animato, un video della durata di poco più di due minuti, che ripercorre la vita del mito, fatta di grande fatica e, poi, di grandi successi, sempre con la fianco la sua “Lucille“.

    Riley B. King, questo il suo  verso nome prima di essere conosciuto a livello globale come B.B. King, nacque a Itta Bena, Mississipi, il 16 settembre del 1925 in un famiglia di contadini, lavoratori nei campi di cotone, e ben presto si appassionò alla musica. Migliorata la sua tecnica, cominciò a lavorare in una radio della zona, WDIA, facendo ascoltare la sua musica e facendo conoscere a tutti il suo talento. Alla radio inizialmente si faceva chiamare “The Pepticon Boy“, poi cambiò in “The Blues Boy from Beale Street” (il ragazzo del blues di Beale Street) o più semplicemente “The Beale Street Blues Boy“. Il nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B King, quello che poi lo accompagnerà lungo tutta la sua carriera.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Da quel momento comincia la sua vita per le strade, come amava ripetere sempre, quelle strade fatte di lunghe notti e di infiniti concerti. Cominciò a sfornare successi come “You Know I Love You“, “Woke Up This Morning“, “Please Love Me“, “When My Heart Beats Like a Hammer“, “Whole Lotta’ Love“, “You Upset Me Baby“. Per poi arrivare nel 1969 con “The Thrill Is Gone” di Roy Hawkins, un successo planetario (che sentite nel doodle).

    Nella sua lunga carriera, B.B. King ha vinto ben 15 Grammy Award e dal 1951 al 1985 è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte.

    b.b. king google doodle 94 anni

    Dicevamo prima che non si separava mai dalla sua “Lucille”, la sua  Gibson ES-335. Ma forse pochi sanno il perchè di quel nome, legato ad un fatto realmente accaduto. Era il 1949, B.B. King stava tenendo un concerto in Arkansas quando due, tra il pubblico, cominciano a litigare. La lite presto sfociò in una bella zuffa e i due fecero cadere il barile che conteneva il kerosene infuocato, procurando un incendio e quindi tutto il locale venne fatto evacuare. Il giorno dopo, B.B. King venne a sapere che i due avevano litigato per una donna e il suo nome era “Lucille”. Da quel momento la sua chitarra prese il nome di quella donna che aveva “acceso” la sua carriera.

    B.B. King è stato un grande artista capace di influenzare, a sua volta, tantissimi artisti. Il primo tra questi, restando nel blues, è stato certamente Eric Clapton, David Glimour, ma anche gli U2 che nel 1987 lo avevano voluto accanto per l’incisione della loro “When love comes to town”. Ed è lunghissima la lista di artisti che hanno suonato con lui, tra questi anche Pavarotti, Zucchero, Edoardo Bennato.

    B.B. King ha sempre suonato, teneva una media di 300 spettacoli l’anno, quasi uno ogni sera, ogni giorno. Fu un grande musicista che non dimenticava mai le sue origini. Una volta disse, in una intervista, disse che se non avesse fatto il musicista, sarebbe rimasto a coltivare i campi di cotone, “perché è lì che sono diventato adulto”.

    Ma c’è poi una frase che c piace sempre ricordare di lui, ed è questa:

    La cosa bella delle nuove cose che si imparano è che nessuno può portartele via”.

    B.B. King muore a Las Vegas il 14 maggio del 2015.

  • Il doodle di Google ricorda lo sbarco sulla Luna di 50 anni fa

    Il doodle di Google ricorda lo sbarco sulla Luna di 50 anni fa

    Il doodle di Google che vediamo oggi, 19 luglio 2019, ricorda il momento storico dello sbarco sulla Luna avvenuto il 20 luglio del 1969, quello che tecnicamente si chiama allunaggio. Il doodle è un video e la voce narrante è di Michael Collins, il terzo astronauta della missione Apollo 11, il pilota del modulo di comando.

    “Prima che finisca questo decennio, (il nostro obiettivo è) di far atterrare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra“. Era il 1961 quando John F. Kennedy pronunciò queste parole che passarono alla storia di fronte al Congresso americano, pochi anni dopo quell’obiettivo, quel suo desiderio, si avverò. Siamo in piena Guerra Fredda e la conquista della Luna si inseriva in quella eterna sfida tra i due blocchi: Usa da una parte e URSS dall’altra.

    Era il 20 luglio del 1969 quando Neil Armstrong, il primo di due dei tre astronauti della missione Apollo 11, mise piede sulla Luna, mai un essere umano era arrivato a compiere un azione del genere. Il secondo fu Buzz Aldrin, mentre Michael Collins rimase nell’orbita lunare, lui era il pilota del modulo comando, quello che poi portò tutti di nuovo sulla Terra.

    google doodle allunaggio luna 50

    Ed è proprio la voce di Collins quella che si sente nel video doodle che Google ha realizzato per ricordare questo momento storico dello sbarco sulla Luna. Il video ripercorre tutte le tappe principali dal momento del decollo, avvenuto il 16 luglio del 1969 Kennedy Space Center in Florida, attraverso il razzo Saturn V che inviò la navicella nello spazio.

    armstrong sulla luna luna 50

    Il momento in cui Neil Armstrong pose il primo piede di un essere umano sulla Luna venne seguito in tv da circa 600 milioni di persone in tutto il mondo, in Italia tutto il paese seguì l’interminabile maratona di 28 ore con Tito Stagno, fu lui a dare l’annuncio per primo, e Andrea Barbato.

    “Questo è un piccolo passo per [un] uomo, un gigantesco balzo per l’umanità“. Fu questa la celebre frase pronunciata da Armstrong mentre poggia il suo piede sul suolo lunare. E dopo una “passeggiata” di circa 22 ore, Armstrong e Aldrin deposero una targa in acciaio inossidabile su cui c’era scritto: “Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità“. E di seguito la firma dei tre astronauti insieme a quella dell’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon.

  • Il doodle di Google è per Elena Cornaro Piscopia, prima donna al mondo a laurearsi

    Il doodle di Google è per Elena Cornaro Piscopia, prima donna al mondo a laurearsi

    Google, in occasione dei 373 anni dalla sua nascita, omaggia con un doodle Elena Cornaro Piscopia, filosofa e teologa, conosciuta in tutto il mondo per essere stata la prima donna della storia a conseguire una laurea.

    In un momento storico come questo, è particolarmente apprezzabile l’omaggio di Google a Elena Cornaro Piscopia, la prima donna della storia a conseguire una laurea. L’occasione è data dai 373 anni dalla sua nascita, la filosofa e teologa italiana è nata il 5 giugno del 1646 a Venezia. Sin da giovanissima si mostra molto appassionata allo studio e si dedica a studiare il greco e il latino, imparò l’ebraico, lo spagnolo, il francese e l’arabo, mentre studiava il clavicembalo, il clavicordo, l’arpa e il violino. Si dedicò anche allo studio della matematica e dell’astronomia, anche se i suoi interessi erano per la filosofia e la teologia.

    Si iscrive all’Università di Padova per studiare teologia, ma, in qualità di cancelliere dello Studio di Padova, il cardinale Gregorio Barbarigo rifiutò nel 1678 di concedere la laurea in teologia a Elena Lucrezia Cornaro, affermando che sarebbe stato “uno sproposito dottorar una donna” e avrebbe significato “renderci ridicoli a tutto il mondo“.

    doodle google Elena Cornaro Piscopia

    Fatto sta che nel 1678, all’età di 32 anni, Elena Cornaro Piscopia ottenne la laurea in filosofia, anche se, propri perché donna, non potè esercitare l’attività di insegnamento. Nonostante questo grande risultato, la laurea di Elena Cornaro Piscopia non fu una spinta verso la parità del diritto allo studio, per quello di dovette aspettare il 1732 quando a Bologna si laureò Laura Bassi, quindi la seconda donna italiana a laurearsi nella storia, ma fu la prima a intraprendere una carriera accademica e scientifica e la prima al mondo a ottenere una cattedra universitaria.

    La vita di Elena si interruppe quando lei aveva solo 38 anni, ma l’omaggio di oggi le fa onore perchè è stata la prima donna al mondo a sottolineare una netta disparità nel godere di un diritto, come quello del diritto allo studio. Un omaggio, che come dicevamo, ha un valore importante ancora oggi quando sono circa 130 milioni le bambine a cui questo diritto viene negato e sono oltre mezzo miliardo le donne nel mondo che non sanno ancora leggere. E’ un tema che porta al centro anche un altro di cui si sta discutendo da tempo, di recente in particolare, ossia quello della parità di retribuzione, di accesso al lavoro.

    Insomma, l’omaggio ad una grande donna come Elena Cornaro Piscopia deve essere l’occasione per riflettere su questi temi, coinvolgendo le giovani generazioni, molto sensibili a questi argomenti.

  • Addio definitivo a Google+, ecco come salvare i dati

    Addio definitivo a Google+, ecco come salvare i dati

    Come annunciato alla fine dello scorso anno, Google ha deciso di anticipare la chiusura di Google+. Entro oggi, 2 aprile 2019, gli utenti hanno ancora un po’ di tempo per recuperare i propri dati, ecco come.

    Oggi, 2 aprile 2019, diamo il definitivo addio a Google+, quello che doveva essere il social network di casa Google che, in realtà, non è mai decollato. Il colosso di Mountain View a fine dello scorso anno aveva deciso di anticipare la chiusura della piattaforma a seguito della pesante violazione subito nel 2015, mettendo a rischio i dati di oltre mezzo milione di utenti. Il problema è stato che per oltre tre anni la piattaforma è rimasta violata, senza che nessuno prendesse i dovuti provvedimenti. Un caso gravissimo, non all’altezza del nome Google e che, per certi versi, dimostra quello che è stato il livello di attenzione che l’azienda ha osservato verso la sua stessa creatura.

    Dall’annuncio di Google sono passati appena tre mesi e dal 31 marzo Google ha cominciato a notificare agli utenti il fatto che il 2 aprile 2019, cioè oggi, fosse l’ultimo giorno di attività di Google+, e quindi il termine ultimo per poter salvare i propri dati, da domani non sarà più possibile.

    addio google + 2 aprile 2019 franzrusso.it

    Come salvare i propri dati su Google+

    Allora, se siete tra quelli, pochi o tanti che siano, che volessero mettere in salvo i propri dati dal proprio account Google +, non dovete fare altro che seguire dei semplici passaggi.

    Andare sulla pagina Scarica i tuoi dati, fare clic su Avanti e scegliere i dati da salvare. Fatto questo, cliccate su Scegli come vuoi ricevere i dati, subito dopo proseguite, e concludete, con la creazione dell’archivio. Potete anche scegliere di scaricare determinati dati da Google +. Se volete, potete poi sempre cancellare voi il vostro account, dopo aver salvato i dati: da impostazioni, proseguite fino in basso fino alla voce Elimina il tuo profilo Google+.

    Quindi, da oggi, 2 aprile 2019, Google+ inizierà a cancellare i dati degli account, operazione che dovrebbe durare qualche settimana.

    C’è da dire anche che l’Internet Archive e l’ArchiveTeam nelle scorse settimane hanno promesso per preservare i messaggi pubblici sulla piattaforma prima che svaniscano per sempre. In verità si tratta della conservazione delle conversazioni sotto fora di html statico e che le immagini comunque non saranno salvate in alta risoluzione. Niente di più che una traccia che non farà rimpiangere nulla di quello che infatti doveva essere e non è stato.

    Google + vede la luce nel 2011 e nel 2012 era già destinato ad essere il fenomeno social che avrebbe potuto scardinare il settore dei social media. Solo che dietro tutta quella struttura è sempre mancata l’anima social, non vi è mai stato l’appeal necessario per trattenere gli utenti in un luogo che invece altro non era che una “cattedrale ne deserto”. Pensate che gli ultimi dati relativi all’engagement dicevano che la sessione media per utente durava 5 secondi!

    Addio Google+, davvero non se ne sentirà la mancanza.

  • Ecco il primo doodle di Google con l’Intelligenza Artificiale, in onore di Johann Sebastian Bach

    Ecco il primo doodle di Google con l’Intelligenza Artificiale, in onore di Johann Sebastian Bach

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google, in onore del grande compositore Johann Sebastian Bach, è diverso dagli altri: è il primo doodle che il colosso di Mountain View realizza con l’Intelligenza Artificiale. Una volta avviato e impostata una propria melodia, ecco che interviene l’AI per armonizzare il tutto, regalandovi una musica degna di un grande compositore che potete anche scaricare.

    I doodle di Google sono sempre stati un grande esempio di intrattenimento, un grande format che, come abbiamo spesso sottolineato, riesce, a suo modo, a fare cultura intrattenendo e divertendo. E tutti questi ingredienti oggi li ritroviamo in un nuovo doodle, dopo quello di ieri dedicato all’arrivo della Primavera, dedicato al grande compositore Johann Sebastian Bach per i suoi 334 anni dalla nascita, interattivo, divertente, ma che ha qualcosa di più rispetto agli altri. E’, infatti, il primo doodle che il colosso di Mountain View realizza con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. Come avrete certamente notato, una volta cliccato sull’avvio del doodle, vedrete una breve dimostrazione su come nasce una melodia a due battute. Una volta finita la dimostrazione, ecco che inizia il bello del doodle: è il vostro turno per comporre la vostra melodia.

    Una volta realizzata quella che secondo voi potrebbe essere qualcosa di orecchiabile, ecco che interviene l’Intelligenza Artificiale ad “armonizzare” il tutto, rendendo la vostra composizione degna di un grande musicista.

    google doodle bach 2019

    Il doodle è stato realizzato attraverso un processo di Machine Learning, un processo di apprendimento attraverso il quale la macchina impara tutte le risposte possibili rispetto ad una data richiesta. In pratica la macchina risponde utilizzando tutte quelle che ha a sua volta imparato in precedenza, invece che rispondere secondo il metodo delle regole.

    Ecco, il doodle che vediamo oggi è stato realizzato grazie ai team di Google Magenta e Google PAIR, due team fortemente focalizzati sull’Intelligenza Artificiale, che hanno, per l’occasione, realizzato un modello di ML che potrebbe essere replicato per imparare a fare musica, nel senso di come armonizzare le melodie e imparare a comporre partendo da zero. In particolare Coconet, il modello di Machine Learning che sta dietro la realizzazione del doodle, ha utilizzato 306 melodie corali di Bach, da qui è iniziato l’addestramento sulla macchina al fine di generare musica polifonica in stile “Bach”.

    Festeggiamenti in onore di Johann Sebastian Bach

    Grande caratteristica di Coconet è che questo modello riesce a generare melodie non in senso cronologico, come quasi tutti i modelli, ma riesce a iniziare a sviluppare musica da qualsiasi punto di voglia iniziare. Dopo Coconet, il team di Google Pair hanno usato TensorFlow.js per fare in modo che l’apprendimento automatico avvenisse interamente all’interno del browser web.

    google doodle bach 2019 intelligenza artificiale

    google doodle bach 2019 intelligenza artificiale

    Ecco, anche un doodle è stato utile a spiegare come funziona l’Intelligenza Artificiale attraverso un modello di Machine Learning che, come in questo caso, potrebbe essere replicato in tanti altre situazioni.

    Due piccole annotazione, doverose a questo punto, su chi era Johann Sebastian Bach, uno dei più importanti compositori di tutti i tempi, il più importante compositore di musica secondo quanto affermato dal New York Times nel 2011. Nato ad Eisenach, in Turingia, il 21 marzo del 1685, Johann Sebastian Bach apparteneva ad una famiglia di musicisti, infatti suo padre suonava diversi strumenti e era stato anche direttore d’orchestra della città. Dopo la morte del padre fu suo fratello maggiore a prendersi cura di lui. Da subito Johann Sebastian Bach impara a conoscere, a costruire e a riparare i complessi meccanismi interni degli organi a canne che si trovano all’interno del doodle di oggi.

    La sua musica era caratterizzata dalla complessità dell’armonia, ecco il perchè del doodle, ed era poi riconosciuto come grande organista e compositore attraverso il clavicembalo, l’antenato del pianoforte. Tra i musicisti che si ispirarono a lui va menzionato certamente Beethoven e anche Mozart. Una curiosità che forse molti di voi conosceranno già, ma tre composizioni di Bach sono state incluse nel “Voyager Golden Record”, un disco inserito nelle prime due navicelle del Programma Voyager, lanciato nello spazio nel 1977 e contenente suoni e immagini della Terra al fine di portare a eventuali altre civiltà la conoscenza della nostra cultura.

  • Il doodle di Google per l’Equinozio di Primavera 2019

    Il doodle di Google per l’Equinozio di Primavera 2019

    La Primavera inizia oggi, 20 marzo 2019, alle 20.58 e non è la prima volta che “la stagione dei fiori” inizia prima del giorno previsto, ossia il 21 marzo. E del resto è ormai diventata una normalità dal 2007 e proseguire ancora per qualche anno, fino al 2102! E Google ci ricorda l’arrivo della Primavera con un doodle.

    Dalle 20.58 di oggi, 20 marzo 2019, inizia la Primavera, la “stagione dei fiori”, della rinascita, che di solito arriva il 21 marzo. Ma ormai, come è consuetudine, da qualche anno tende ad arrivare prima, capita infatti dal 2007 e, secondo gli esperti, continuerà ancora per qualche anno così, almeno fino al 2102! Si, avete letto bene, almeno per altri 83 anni.

    E a ricordarci di questa ricorrenza, come ormai accade da anni, è il classico doodle di Google, stavolta ancora più classico perchè si tratta proprio di un doodle molto semplice, non animato come ci si sarebbe aspettato, con la Terra che rifiorisce dopo l’inverno. Sempre oggi, nell’emisfero australe del mondo, quindi al sud, Sud America e Oceania, inizia invece l’Autunno e anche in questo caso Google ha dedicato un doodle.

    google doodle primavera 2019

    L’Equinozio di Primavera è il momento in cui il giorno e la notte, diversamente da quanto accade durante l’anno, hanno la stessa durata, ossia 12 ore. Infatti, Equinozio deriva da”aequinoctium”, derivato a sua volta da “aequa-nox” cioè “notte uguale” in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno. E quel momento preciso, come detto in apertura, quest’anno sarà oggi alle 20.58.

    L’”anticipo” della Primavera sarà consuetudine al 20 marzo, ma, a partire dal 2044, capiterà un ulteriore anticipo anche il 19 marzo. Questo (fonte: wikipedia) è dovuto all’organizzazione dei giorni bisestili nel calendario gregoriano che, non coincidendo esattamente con l’anno siderale, ha comportato il mantenimento dell’alternanza quadriennale per l’anno 2000, e causato quindi un progressivo spostamento di un giorno di tutti gli avvenimenti celesti, fino al prossimo riallineamento, previsto intorno all’anno 2100/2102. Di conseguenza, risulterà più tardivo l’Equinozio di settembre che quest’anno sarà il 23 settembre 2019 alle 6.50.

  • Il doodle di Google per la Giornata della Donna 2019, con 13 citazioni di grandi donne

    Il doodle di Google per la Giornata della Donna 2019, con 13 citazioni di grandi donne

    Il doodle interattivo di Google che vediamo oggi in occasione della Giornata Internazionale della Donna ha come tema “Donne che danno potere alle Donne”, attorno al quale diverse doodler hanno elaborato delle grafiche per ognuna delle 13 citazioni. Si tratta di citazioni di grandi donne del passato e del presente, grandi esempi per il futuro.

    Il doodle interattivo che vediamo in occasione della Giornata Internazionale della Donna è una raccolta di 13 citazioni di grandi donne, del passato e del presente, che ha come tema “Donne che danno potere alle Donne“. Si tratta quindi di un doodle che racchiude diverse grafiche, elaborate da diverse doodler di diversi paesi, con all’interno citazione di Frida Kahlo, Zaha Hadid, Yoko Ono, solo per citarne alcune. E’ un doodle che ci piace perchè cita grandi donne del passato e del presente che possonno costituire un grande esempio per il futuro, proprio in una giornata come questa e, in particolare, in un periodo storico come questo dove sembra essere ancora necessario esplicitare concetti come l’uguaglianza di genere, uno degli obiettivi contenuti all’interno della “Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite“, del 1948.

    Le citazioni sono:

    Piedi, cosa mi servite se ho le ali per volare? – Frida Kahlo, artista e pittrice messicana

    Mai limitare sè stessi per la limitata immaginazione altrui – Mae Jemison, ingegnere e astronauta

    Che nulla ti vincoli in questo mondo se non la verità, quella più interiore e profonda – Emma Herwegh, scrittrice tedesca

    Un sogno fatto da solo rimane solo un sogno. Un sogno fatto insieme agli altri diventa realtà – Yoko Ono, artista

    Siamo troppo preziosi per lasciarci sopraffare dalle delusioni – NL Beno Zephine, diplomatica indiana

    Non dire mai di essere debole, perchè sei una donna – Mary Kom, pugile indiana

    giornata internazionale della donna google doodle 2019

    Io sono più forte di me – Clarice Lispector, scrittrice brasiliana

    Credo fortemente nell’idea di futuro – Zaha Hadid, architetto anglo-irachena

    Coraggio chiama al coraggio, ovunque – Millicent Fawcett, scrittrice e attivista britannica

    Un aio d’ali portano libertà soltanto se dispiegate in volo, ma sono solo un peso se chiuse sul proprio dorso – Marina Tsvetaeva, potessa e scrittrice russa

    Il futuro può sorgere più radioso del passato – George Sand,pseudonimo di Amantine Aurore Lucile Dupin, scrittrice e drammaturga francese

    Una persona che ha almeno un sogno ha un motivo per essere forte – Sanmao, scrittrice taiwanese

    Io sono importante, e lo sono sempre. Senza ‘se’ e senza ‘ma’. Io sono importante, punto.  – Chimamanda Adichie, scrittrice nigeriana

     

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