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  • Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook nel corso di questi ultimi anni è diventata la prima fonte di traffico dei siti web in generale. Ma come dimostra una recente analisi di Shareaholic, questo è stato vero fino al 2016: da quel momento fino al 2017, Facebook ha visto ridursi la sua forza referral del 12,7%.

    Forse alcuni di voi ricorderanno quando riportavamo le periodiche analisi di Shareaholic che dimostravano come Facebook fosse la prima fonte di traffico per i siti web, seguendo la tendenza che dimostrava che i social trainassero più traffico del search. L’apice di tutto questo si è avuto nel 2014, quando Facebook era ripetutamente la prima voce referral dei siti web, specie i siti editoriali, superando anche Google. Se volete qui ci sono i nostri post che raccontano quanto avveniva tra il 2013 e il 2014.

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    Dall’ultimo report di Shareaholic si nota che Facebook perde terreno, non traina più traffico come qualche anno fa. Si registra un calo del 12,7%: si è passati dal 30,9% del secondo semestre del 2016 al 18,2% del secondo semestre del 2017. Un calo determinato dalle diverse modifiche dell’algoritmo che regola il news feed, l’ultima poi sarà quella più drastica, avendo come scopo quello di far emergere le interazioni tra amici e parenti, a scapito dei contenuti editoriali. Un calo che, certamente, trova motivazione anche nel fenomeno delle notizie false che ha investito la piattaforma proprio nel periodo in cui viene rilevato il calo delle forza referral, così come lo documenta Shareaholic. Va aggiunto che le continue modifiche del news feed di questi ultimi due anni hanno avuto come risultato un progressivo calo del coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. Proprio quest’ultimo elemento ha spinto Mark Zuckerberg a spingere sulla rilevanza dei “contenuti personali”, e quindi delle interazioni che da essi scaturiscono. E’ probabile che nei prossimi mesi Facebook perderà ancora di più la sua forza referral, portando sempre meno traffico ai siti web.

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    Altro dato che emerge dal report di Shareaholic è che il search, invece, ha ricominciato a riprendersi il suo ruolo di referral principale che era stato sostituito, per un po’ di tempo, proprio dai social media. Il search ad oggi traina il 34,8% del traffico verso i siti web, contro il 25,6% del social. A farla da padrone ovviamente è Google che, nel periodo di monitoraggio, cresce del 20,9%. E crescono tutti i motori di ricerca e quasi tutti a doppia cifra. Un dato che va sicuramente sottolineato è che, a fronte del calo di Facebook, il search non ha superato il social semplicemente scalzandolo, anzi, lo ha addirittura inglobato per il fatto che adesso i motori di ricerca indicizzano i contenuti condivisi sui social media.

    traffico referral search 2017

    Tornando alla quota di traffico referral dei social, oltre a notare il forte calo di Facebook, dall’altro lato va sottolineata la crescita di Instagram e di Pinterest. Sono queste due piattaforme che crescendo portano la loro quota dietro a quella di Facebook. Nel periodo di monitoraggio Pinterest cresce del 27,5% portando la sua quota di traffico referral a 7,5%; Instagram cresce del 890,4% portando la sua quota allo 0,73%. Manca quindi davvero un soffio per superare anche Twitter che è allo 0,74% (-9,52% la sua quota totale). Da registrare l’ottima performance di YouTube che cresce del 161,8% (0,05 la sua quota di traffico referral).

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    Cosa ci dice in sostanza questo report? L’elemento che emerge con forza è che il search è la fonte di traffico più forte in questo momento e che è tornato a riprendere il suo ruolo di sempre. Ciò significa che i siti devono diversificare e tornare ad investire sul search. I siti di media devono quindi limitare la loro dipendenza da Facebook, troppo sbilanciata infatti, e tornare a credere ancora nel search.

    Altro elemento che emerge è che, pur essendo quote ancora minime rispetto a quella di Facebook, val la pena rivedere la propria presenza su Pinterest e, in particolare, su Instagram, per cercare di intercettare un pubblico sicuramente interessato ai vostri contenuti. Insomma, bisogna cominciare a pensare che il ruolo di Facebook da qui a poco si ridimensionerà ancora per i motivi che abbiamo cercato di spiegare e che bisogna investire in altre direzioni per portare più traffico sui siti web.

    E voi che ne pensate?

  • Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle di Google oggi è dedicato a Virginia Woolf

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google  è dedicato alla scrittrice inglese Virginia Woolf, considerata una delle principali figure che hanno caratterizzato il ventesimo secolo, in occasione dei 136 anni dalla nascita. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    In occasione dei 136 anni dalla nascita, Google dedica il doodle di oggi a Virginia Woolf, la celebre scrittrice inglese tra le più amate e apprezzate di sempre. La Woolf, senza dubbio, è stata una delle figure principali che hanno caratterizzato il ventesimo secolo. Grande fu il suo impegno nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi.

    Adeline Virginia Woolf, questo il nome completo, nacque a Londra il 25 gennaio del 1882, ad Hyde Park, da padre riconosciuto autore e critico letterario e da madre modella per celebri pittori. Nella sua vita furono due i momenti che per provocarono anche problemi psichici in seguito. Il primo fu la tentata violenza da parte di uno dei suoi fratellastri; il secondo fu la morte della sua mamma.

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    A poco più di vent’anni era già una stimata scrittrice. Nel 1912 sposò Leonard S. W., con il quale diresse una casa editrice londinese, la The Hogarth Press. La sua prima opera arrivò tre anni più tardi, nel 1915, “La Crociera“, scritto in un periodo di lunga depressione della scrittrice. Il secondo romanzo su poi “Notte e Giorno” del 1919.

    Virginia Woolf era considerata una forte innovatrice per il suo modo di scrivere, in tutte le sue opere sperimentò la tecnica del “flusso di coscienza“, ossia una tecnica narrativa che consisteva nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Altra caratteristica della Woolf, riconosciuta più avanti era la grande liricità della sua prosa.

    Opere celebri di Virgina Woold furono “La signora Dalloway” (1925); “Gita al Faro” (1927); “Le Onde” (1931).

    Virginia woolf muore il 28 marzo del 1941 togliendosi la vita annegando nel fiume Ouse.

  • Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Sergei Eisenstein, regista russo, famoso per i suoi lavori sul montaggio, ma forse è ancora più conosciuto per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin”.

    Il doodle che vediamo su Google oggi è dedicato a Sergei Eisenstein, oggi avrebbe compiuto 120 anni. Il regista russo, oltre che essere stato sceneggiatore, scrittore, produttore cinematografico, è famoso per i suoi studi innovativi sul montaggio, sperimentò, infatti, nuove modalità di produzione del senso, tale pratica poteva essere utilizzata efficacemente per manipolare le emozioni e le convinzioni ideologiche degli spettatori. Nei suoi film è molto visibile la sua tecnica di montare una sequenza veloce per superare il tempo o suggerire nuovi accostamenti tematici. Quello che ha fatto Eisenstein nei suoi film è di aver arrestato le immagini in sequenza con una precisione altissima, rivoluzionaria per quei tempi.

    Sergei Eisenstein nacque a Riga (oggi capitale della Lettonia) il 22 gennaio del 1898, nel nostro paese è più celebre per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin” (1925) capolavoro all’avanguardia per quei tempi. Molti di voi ricorderanno la famosa scena in cui Fantozzi (Paolo Villaggio) emette un grido liberatorio con “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Tra l’altro lo stesso Villaggio raccontò di quante volte aveva visto il film da ragazzo: “La scena della Corazzata Potëmkin era liberatoria per gli intellettuali che la subivano da 40 anni: una vendetta. Solo chi aveva provato quelle costrizioni poteva saperlo e si sganasciava dalle risate…“, aveva spiegato qualche anno fa.

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    Il film, della durata di circa un’ora con un montaggio di immagini molto intenso, racconta il massacro dei membri dell’equipaggio della nave da battaglia russa, ammutinatisi prima della Rivoluzione del 1905. Sergei Eisenstein ha ricostruito, in una location diversa dalla realtà, il massacro di Odessa (che nel film avviene sulla scalinata) da parte dei cosacchi dello Zar. La pellicola negli anni Settanta veniva considerata, a sinistra, prova di maturità per testare il livello di coinvolgimento ideologico dei compagni. Si tratta, infatti, di una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e, per i suoi valori tecnici ed estetici, è generalmente ritenuto fra i migliori “film di propaganda”.

    Tante sono le citazioni del film in altrettante pellicole. Sicuramente ricorderete “Gli Intoccabili” Brian De Palma, “Partner” di Bernardo Bertolucci e in “Brazil” di Terry Gilliam. La discesa dei soldati dalla scalinata è stata ripresa anche in “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith” da George Lucas; alcune sequenze del film sono state oggetto di parodia da parte di Woody Allen in ben due film: “Amore e guerra” del 1975 e “Il dittatore dello stato libero di Bananas” del 1971. Altra versione parodistica è presente in “Una pallottola spuntata 33⅓ – L’insulto finale” di Peter Segal con Leslie Nielsen. Scala e carrozzina sono presenti anche in “Good Bye, Lenin!” di Wolfgang Becker (2003). Anche Spielberg omaggia il capolavoro in “Hook – Capitan Uncino” del 1992.

  • Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno arriva puntuale anche quest’anno, preciso alle 17:28 del 21 dicembre, all’ora in cui nell’emisfero boreale ha avuto inizio la stagione più fredda dell’anno. Ovviamente, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, inizia oggi il solstizio d’estate.

    Si dice che il 21 dicembre sia il giorno in cui inizia l’inverno, la stagione più fredda dell’anno. Questo è certamente vero, ma, come sappiamo, non avviene mai nello stesso giorno o nella stessa ora. Infatti lo scorso anno era sì il 21 dicembre ma alle 10:44 del mattino; nel 2015 fu invece il 22 dicembre. Ma, come ci ricorda il doodle di Google per il solstizio d’inverno 2017, quest’anno è capitato il 21 dicembre alle 17:28. Google ha quindi messo online quello che negli anni abbiamo imparato a chiamare “instant-doodle“, un doodle celebrativo che va online nel momento in cui avviene l’evento.

    google doodle solstizio 2017

    E quindi oggi ci troviamo in Inverno, nella giornata più breve dell’anno per il fatto che, oggi alle 17:28, il Sole si è trovato direttamente sopra il Tropico del Capricorno. E’ il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole, in relazione al suo asse, ecco perchè si dice che sia il giorno più breve dell’anno. Da domani, quindi, le giornate cominceranno ad allungarsi.

    Di conseguenza, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, quello a sud, oggi inizia l’estate.

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  • Arriva il doodle di Google che augura Buone Feste con i pinguini che partono per il caldo

    Arriva il doodle di Google che augura Buone Feste con i pinguini che partono per il caldo

    Con qualche giorno di anticipo rispetto al solito, arriva il doodle di Google per augurare a tutti Buone Feste. Anche quest’anno il doodle sarà ad episodi, fino al Capodanno, insieme ai simpatici pinguini che decidono di partire per un paese caldo.

    Google, con qualche giorno di anticipo rispetto al solito, anche quest’anno non vuole fa mancare il doodle che augura a tutti Buone Feste. E anche in questa occasione, come già visto in passato, il doodle si trasforma in una sorta di episodi che ci accompagneranno per tutte le feste, fino a Capodanno. A farci compagnia saranno questi simpatici pinguini, che vediamo oggi sulla home del più grande motore di ricerca sul web, alle prese per la partenza verso un paese caldo a trovare amici. I prossimi doodle-episodi ci mostreranno il viaggio verso il paese caldo dove vive l’amico tucano che si vede sul primo doodle della serie di oggi.

    google doodle buone feste 2017

    google doodle buone feste 2017

    google doodle buone feste 2017

    Come avrete certamente notato, Google da qualche anno sta lanciando un messaggio sempre più ampio, esteso davvero a tutti, interpretando ormai il Natale come festa di tutti, al di là del proprio credo religioso. Il Natale è ormai festa di tutti, globale, è un messaggio di pace che non si limita solo a riferimenti particolari. per questo on si vede un Babbo Natale o un albero di Natale.

    E’ molto probabile, poi come già accaduto, che Google possa riservare anche altre sorprese.

     

  • Google: ecco 3 nuove app sperimentali sulla Mobile Photography, per Android e iOS

    Google: ecco 3 nuove app sperimentali sulla Mobile Photography, per Android e iOS

    Google sperimenta sulla Mobile Photography e presenta 3 app sperimentali per migliorarle con i feedback degli utenti. Le app si chiamano Storyboard, Selfissimo e Scrubbies e si focalizzano sul riconoscimento degli oggetti, sulla segmentazione delle persone, su algoritmi di stilizzazione e migliori tecnologie per codificare e decodificare le immagini.

    Google vuole sperimentare nuove tecnologie sulla Mobile Photography e per questo lancia tre nuove applicazioni per migliorarle con i feedback degli utenti. Il progetto si chiama “Appsperiments” e prevede il lancio di 3 applicazioni: Storyboard, Selfissimo (sì, avete letto bene!) e Scrubbies. Le app si focalizzano sul riconoscimento degli oggetti, sulla segmentazione delle persone, su algoritmi di stilizzazione e migliori tecnologie per codificare e decodificare le immagini. Sono quindi app che si preparano all’ondata di telefoni con fotocamere più intelligenti, sul mercato ne sono già presenti modelli molto interessanti, tra cui proprio il Google Pixel 2.

    La prima si chiama Storyboard, disponibile solo per Android, che da ai propri video un layout da vignetta. Per ottenerlo basta girare un video e caricarlo sull’app. I fotogrammi vengono selezionati automaticamente e viene poi applicato uno dei dei stili disponibili.

    storyboard google app

    La seconda si chiama Selfissimo!, disponibile per iOS e Android, e si comporta come se fosse un fotografo automatico, scattando foto in bianco e nero (ci vorrebbe anche un effetto a colori per la verità). E’ sufficiente avviare l’app e da quel momento comincerà a scattare fino a quando non si resterà fermi. Una volta che si tocca di nuovo lo schermo l’app si ferma e sarà possibile rivedere le immagini, rimuovere quelle che piacciono di meno oppure salvare tutti gli scatti.

    selfissimo google

    La terza si chiama Scrubbies, disponibile solo per iOS, e permette di gestire la direzione e la velocità del video. Serve quindi a catturare alcuni momento dei video. Basta girare un video per poi mixarlo come un Dj. Lo scrabbing con un dito riproduce il video, lo scrubbing con due dita cattura il momento in modo da poterlo salvare e condividere.

    scrubbies google

    Google invita quindi, non solo a scaricare le app, ma a usare e lasciare i propri feedback per poter sviluppare gli “appsperiments” e migliorare le tecnologie. Insomma gli appsperiments non finiranno certo qui.

  • Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda, la prima donna italiana a ricevere un premio Nobel, per la letteratura. L’omaggio di oggi è in occasione proprio di quella data, avvenuta il 10 dicembre del 1926.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google non è, come quasi sempre si è trattato in queste occasioni, per ricordare la nascita di un personaggio che ha segnato la storia globale o di un paese in particolare. No, questa volta Google vuole evidenziare il personaggio per il suo grande valore culturale e lanciare un messaggio preciso, in un particolare momento.

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    Google dedica il doodle oggi alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) per celebrare la data del 10 dicembre del 1926, quando la scrittrice sarda vince il Premio Nobel. Era la prima volta che una donna italiana vincesse un premio così ambito ed era la quarta donna a vincere nella storia del premio, iniziata nel 1901. La motivazione del premio recitava: “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”.

    grazia deledda
    Grazia Deledda

    Grazia Deledda nacque nel 1871 a Nuoro, in Sardegna. La sua famiglia e il suo ambiente furono determinanti nel dare forma al suo futuro di scrittrice. Suo padre era un uomo socievole con molti amici nelle città circostanti, spesso la base di ispirazione per molti dei personaggi dei suoi romanzi. La sua Sardegna è stata spesso per Grazia Deledda fonte d’ispirazione. Il suo lavoro, che spesso toccava temi come la tentazione (Le tentazioni. Novella sarda, in “Nuova Antologia”, 1898; Milano, Cogliati, 1899) e il peccato, fu anche criticato tra i conterranei tradizionalisti ma gli ostacoli non hanno tuttavia influenzato la scrittrice. Nel 1900 si trasferisce a Roma e nella capitale fiorì la grande stagione letteraria: da Elias Portolu del 1903 a Canne al vento del 1913( da cui venne tratto il film di Mario Landi nel 1958) e La madre del 1920, dalle novelle al teatro.

    Grazia Deledda muore nel 1936 per un tumore al seno di cui soffriva da tempo e le sue spoglie sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene di Nuoro.

  • Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google è, per la prima volta, dedicato ai 50 anni della programmazione per bambini. Il linguaggio di programmazione quindi viene introdotto prima che i computer si diffondessero e il primo linguaggio si chiamava “Logo”, venne lanciato da Seymour Papert e dai ricercatori del MIT di Boston.

    Per la prima volta Google dedica un doodle all’introduzione della programmazione per i bambini, avvenuta 50 anni fa, ben prima della grande diffusione dei computer. Il doodle, realizzato in collaborazione con il team Google Blockly e i ricercatori del MIT Scratch, è interattivo e si vede questo flurry, ghiotto di carote, che richiama “Coding for Carrots”. Il tutto viene sviluppato richiamando Scratch, uno dei linguaggi di programmazione più diffusi rivolto ai bambini, con l’obiettivo di aiutare il “peloso”, attraverso 6 livelli, a prendere quante più carote possibili.

    Oggi si parla molto di introdurre il coding per i bambini, eppure questi linguaggi hanno ben 50 anni, come ci ricorda questo doodle. Nonostante sia trascorso mezzo secolo, non tutti hanno avuto la possibilità di poter apprendere questi linguaggi, oggi fondamentali. E invece, molto spesso, sono stati relegati al momento “amatoriale” e autodidatta. Eppure, negli anni ’60, Seymour Papert e i ricercatori del MIT di Boston lanciavano “Logo” uno dei primi linguaggi rivolti ai bambini.

    Speriamo che questo doodle, in occasione della settimana della Computer Science Education Week aiuti ancora di più alla diffusione di questi linguaggi per i più piccoli.

  • Google dopo 7 anni dice addio a Google Instant per una ricerca più fluida

    Google dopo 7 anni dice addio a Google Instant per una ricerca più fluida

    Era il 2010 quando Google introduceva Instant Search, la modalità con cui il motore era in grado di prevedere la chiave di ricerca dell’utente. La scelta di abbandonarlo, ha spiegato Google a Search Engine Land, è dovuta al fatto che oggi più della metà delle ricerche sono effettuate da mobile, dove Instant non ha molto senso di esistere.

    Forse molti di voi ricorderanno quando Google lanciò Instant Search, era il 2010 e quella funzionalità apparve come fondamentale. Bastava digitare poche lettere di ciò che si voleva ricercare e Google riusciva a prevedere cosa in effetti stavamo cercando. Ne scriviamo al passato, come notate, perchè da oggi Google ha deciso di disattivare questa modalità per fare in modo che la modalità di ricerca sia una esperienza univoca sia da desktop che da mobile.

    E pensare che con Instant si otteneva un “risparmio notevole di tempo nella ricerca, dai 2 ai cinque secondi” con “risultati dinamici, che compaiono all’atto della digitazione; testo intuitivo, i suggerimenti dati dal sistema mentre si inseriscono i termini da cercare; scorrimento dei risultati, tramite cursore, dei suggerimenti evidenziati e parallelamente dei risultati conseguenti”.

    google instant search

    In realtà, come spiegato a Search Engine Land, che ha dato per primo la notizia, Google fa notare che oggi oltre il 50% delle ricerche viene effettuato da mobile e sui dispositivi mobili Instant Search non ha nessun motivo di esistere.

    Abbiamo lanciato Google Instant nel 2010 con l’obiettivo di offrire agli utenti le informazioni nel più breve tempo possibile, anche digitando le ricerche da desktop. Da allora, molte ricerche sono state effettuate da mobile con modalità differenti, compresi i vincoli dello schermo. Per questo abbiamo deciso di rimuovere Google Instant, in modo da rendere la ricerca più veloce e fluida su tutti i dispositivi”.

    Ora i risultati di ricerca consigliati verranno visualizzati nel menù a tendina che apparirà in basso e non saranno più visualizzati in tempo reale.

    Google Instant Search fu lanciato da Marissa Mayer, quando si occupava del Search di Google e dell’esperienza utente con il ruolo di Vice Presidente, e la presentò come una modalità che illustrava come sarebbe dovuto essere il futuro del search. Non aveva forse previsto come il fenomeno mobile avrebbe potuto cambiare quella visione. Infatti il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi e cioè che Google riconosce il ruolo del mobile anche nella ricerca, disattivando una funzione che di fatto aveva molto senso solo da desktop.

  • Edizione numero 100 per il Giro d’Italia con il doodle di Google

    Edizione numero 100 per il Giro d’Italia con il doodle di Google

    Il Giro d’Italia di Ciclismo giunge all’edizione numero 100 e anche Google vuole celebrare la seconda corsa a tappe più importante al mondo con un doodle animato. E’ una delle corse che fa parte del Grande Giro, insieme al “Tour de France” e alla “Vuelta a Espana”.

    Il Giro d’Italia arriva all’edizione numero 100 e anche Google vuole celebrare la corsa rosa con un doodle animato, visibile in gran parte d’Europa, Australia e Asia (non si capisce per non in Francia o in Spagna). Il Giro d’Italia è una delle corse a tappe più importanti al mondo, seconda solo al Tour de France, la più antica. Insieme alla corsa d’oltralpe e alla Vuelya spagnola fa parte del Grande Giro, ossia le più importanti corse a tappe europee.

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    #Giro100 inizia oggi in Sardegna con la prima tappa Alghero-Olbia e al via vi saranno 197 ciclisti di 22 squadre. Le tappe complessive sono 21, il Giro arriverà infatti a Milano il 28 maggio 2017 con l’ultima tappa che partirà dall’Autodromo di Monza. I chilometri che i ciclisti percorreranno sono in totale 3.615 con una media di 171,7 km per tappa.

    Il Giro d’Italia anche in questa edizione numero 100 manterrà al sua caratteristica di corsa per scalatori, sono infatti 8 le tappe previste di “montagna media” e 5 le tappe di “alta montagna”. Tra le salite più difficili ci saranno Blockhaus in Abruzzo, lo Stelvio, il Mortirolo, il Tonale, il Passo del Pordoi, Passo Gardena e Monte Grappa. Il Mortirolo in questa edizione verrà chiamato Salita Scarponi, in onore di Michele Scarponi grande ciclista scomparso di recente in un incidente durante gli allenamenti proprio in vista del Giro d’Italia.

    La prima edizione del Giro d’Italia è datata 13 maggio del 1909 e da allora sono state 99 le edizioni della corsa a tappe, tranne durante la prima e la seconda Guerra Mondiale. Tra i ciclisti che hanno vinto il maggior numero di edizioni ci sono Alfredo Binda, Fausto Coppi e Eddy Merckx con 5 edizioni per ciascuno.

    I favoriti di questa edizione numero 100 del Giro d’Italia, per riuscire a vincere il “trofeo Senza Fine”, sono Vincenzo Nibali, Nairo Quintana, Thibaut Pinot e Geraint Thomas.

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