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  • Il doodle di Google è per Paul Klee e il suo Ponte Rosso

    Il doodle di Google è per Paul Klee e il suo Ponte Rosso

    Il doodle di oggi è dedicato a uno dei massimi rappresentanti dell’arte astratta come Paul Klee, in occasione dei 139 anni dalla sua nascita. E Google omaggia il grande artista svizzero ispirandosi al suo “Ponte Rosso”, del 1928.

    [dropcap type=”background”]I[/dropcap]l doodle che vediamo oggi sulla home di Google è un esempio del significato stesso di questi disegni che per un giorno prendono il posto del classico logo di Google. E cioè quello di celebrare grandi personalità, nel mondo dell’arte, delle scienze, della cultura, che hanno fatto la nostra storia. E l’artista di oggi è a pieno titolo uno degli artisti più rappresentativi del ‘900, quale è stato appunto Paul Klee, artista svizzero di cui oggi si ricordano e si celebrano i 139 anni dalla sua nascita, un’occasione per celebrare il personaggio e le sue opere.

    Infatti, il doodle che vediamo oggi è un omaggio al Ponte Rosso, opera del 1928, stilizzato per l’occasione, si legge il classico “Google” nell’immagine. Il doodle è oggi visibile in gran parte dell’Europa (tranne Spagna, Portogallo e altri paesi), negli Usa, in Canada, in Argentina, in Cile in Uruguay, in Perù, in Australia, in Vietnam, in Giappone e in Nuova Zelanda.

    google doodle paul klee ponte rosso
    Il doodle di Google per Paul Klee

    Ernst Paul Klee nasce a Münchenbuchsee il 18 dicembre del 1879, figlio di un’insegnante di musica tedesca e di un cantante svizzero, è stato un artista che ha fatto della sua libertà e della sua autonomia di espressione un suo stile riconoscibile. Per certi versi è riuscito a trasmettere alle sue opere anche quella sua passione per la musica che lo portò anche a suonare il violino in un’orchestra sinfonica.

    Paul Klee è riconosciuto oggi come uno dei massimi rappresentanti dell’astrattismo, le sue opere infatti non sono una rappresentazione reale dei luoghi, degli oggetti, ma sono una libera interpretazione che porta ad una composizione di immagini di colori e di forme che danno vita ad una visione indipendente del mondo. Era amico di Vasilij Kandinskij con cui diede vita, insieme a Auguste Macke e Franz Marc, gruppo del Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro).

    paul klee ponte rosso
    Paul Klee, “Ponte Rosso”

     

    Il colore poi ha sempre avuto un’importanza particolare per l’artista, già nel 1914, in occasione di un illuminante viaggio a Tunisi scriveva nel suo diario:

    “Questo è il momento più felice della mia vita….il colore e io siamo una cosa sola: sono pittore“.

    Paul Klee fu un artista prolifico, in tutta la sua carriera ha dipinto 1239 opere, tra le più famose ricordiamo “Castello e Sole” (1928), “Insula Dulcamara” (1938), “La magia dei pesci” (1925), “Senecio” (1922), “Strada principale e strade secondarie” (1929), “Ad parnassum” (1932), “Separazione di sera” (1922), “Palloncino rosso” (1922).

  • Il doodle di Google è per lo sciame meteorico delle Geminidi

    Il doodle di Google è per lo sciame meteorico delle Geminidi

    Il doodle che vediamo oggi, 13 dicembre 2018, sulla home di Google è dedicato allo sciame meteorico delle Geminidi che proprio oggi, nel giorno di Santa Lucia, trova il suo picco massimo di visibilità, dove possibile. Lo sciame, secondo le ultime scoperte, sarebbe causato dall’asteroide 3200 Phaeton che avvicinandosi al Sole si sbriciola, dando vita al fenomeno.

    Il doodle che vediamo oggi, 13 dicembre 2018, sulla home di Google è dedicato allo sciame meteorico delle Geminidi che proprio oggi tocca il suo punto di massima visibilità. Il doodle mostra il percorso dello sciame che nasce, secondo le ultime scoperte, dall’asteroide 3200 Pheton.

    L’asteroide 3200 Phaeton conosciuto anche come Fetonte, del diametro medio di circa 5,1 km, è stato scoperto 35 anni fa e dalle osservazioni si è notato che avvicinandosi, in questo periodo dell’anno, molto al nostro Sole comincia a sbriciolarsi, dando vita a questo fenomeno quasi simile a quello delle stelle cadenti. Il nome Geminidi è dato per il fatto che sembra che lo sciame provenga dalla costellazione dei Gemelli. Pensate che quando la Terra si trova in prossimità del nodo ascendente di 3200 Phaeton si possono contare circa 120 meteore ogni ora. Lo scontro dello steroide verso la nostra atmosfera avviene a circa 127 mila km orari. Da quel momento in poi prende vita lo sciame delle Geminidi.

    google doodle sciame geminidi 2018

    E’ possibile vedere lo sciame tra oggi e domani anche ad occhio nudo e non serve un cannocchiale. Certo, l’ideale sarebbe allontanarsi dai centri abitati, ma con il meteo di questi giorni sarà molto difficile trovare uno spazio libero da nubi lungo il nostro stivale. Il culmine dovrebbe verificarsi nel nostro paese attorno alle 2 di notte, quindi ci sarebbe ancora domani per poter vedere al meglio lo sciame.

    E pare, sempre secondo gli esperti, che data la veloce evoluzione del fenomeno, sempre più intensa, lo sciame delle Geminidi possa estinguersi nel giro di 100 anni. Quindi, approfittiamone per vederlo prima che scompaia del tutto.

  • Addio Google+, anche i grandi a volte sbagliano

    Addio Google+, anche i grandi a volte sbagliano

    Era nell’aria da tempo ma adesso è ufficiale, Google+ chiude ed esce di scena in maniera non troppo elegante. Infatti una falla avrebbe permesso la violazione dei dati di mezzo milione di utenti, solo che Google non lo aveva comunicato. L’inchiesta del Wall Street Journal ha scoperto tutto e da Mountain View hanno preso la decisione che sarà definitiva entro il prossimo anno. Resta attiva solo parte business come strumento di conversazione tra colleghi.

    Addio Google+. Ecco l’addio più atteso che in tanti avrebbero voluto pronunciare ormai da qualche anno. Già perchè sin dalla sua apparizione, nel 2011, Google+ non ha mai convinto del tutto. E’ vero, su questo blog avevamo scritto che sarebbe stato il fenomeno del 2012, su cui anche le aziende avrebbero dovuto scommettere. Ma, a differenza di altri, ci siamo ricreduti subito, ammettendo l’errore di valutazione. Google+ era nato per dare fastidio ad un colosso come Facebook, era nato per essere la grande scommessa social di Google che sui social media non aveva mai lasciato il suo segno. Google, il colosso della rete, non aveva impresso la sua firma anche sui social media. Ecco la motivazione principale per cui è nato.

    A distanza di sette anni, Google+ non lascia nessuna traccia tangibile ed esce di scena nella maniera meno elegante possibile. Infatti, la decisione presa da Mountain View di chiudere la piattaforma arriva dopo l’inchiesta del Wall Street Journal che scopre che Google+ era stato violato già tre anni fa, nel 2015, mettendo a rischio i dati di mezzo milione di persone. Per tre anni i dati di questi utenti sono rimasti alla mercè di altri, senza che Google prendesse dei provvedimenti. Un fatto molto grave che dà la misura della considerazione di cui godeva Google+ anche internamente. Ovvio che una volta scoperto tutto Google non ha potuto fare altro che annunciarne la chiusura, era già preparata a questo e lo dimostra la velocità con cui ne ha dato notizia.

    addio google+

    Resta davvero l’amaro in bocca sapere che per tre anni Google abbia deciso di non fare nulla, pensando di risolvere tutto internamente avvisando gli utenti in maniera privata. Un errore di valutazione grossolano non da grande colosso del web quale è Google.

    E’ bene sottolineare che Google annuncia la chiusura di Google+ lato consumer, ossia lato utente, la parte che avrebbe dovuto apprezzare e usare la piattaforma. Di fatto, ne dichiara la chiusura completa. Lato aziende resta attivo solo per il fatto di voler mantenere vive le conversazioni tra colleghi. E anche su questo punto i dubbi abbondano. Ma non vale neanche approfondire più di tanto e non vale dire che Google lascia attiva la parte aziendale perchè redditizia, no, non è questa la motivazione. Google per le aziende offre strumenti di business molto più efficienti e utili.

    Ma per chi sta leggendo questo post e nota che Google+ comunque aveva centinaia di milioni di utenti, vero. Ma non erano tutti attivi e consapevoli del fatto di essere realmente su Google+. Il vero errore che ha commesso Google è stato proprio quello di aver voluto per forza assemblare la piattaforma all’interno della galassia Google. In poche parole, bastava semplicemente avere uno smartphone Android per essere poi, attraverso il proprio account usato per accedere al sistema operativo, catapultato su Google+. L’utenza attiva era meno del 20% a livello globale. Inoltre, gli ultimi dati dicono che il 90% degli accessi durava meno di 5 secondi. Giusto il tempo di accedere e via a gambe.

    Eppure in Italia, l’ultima rilevazione di Agcom a luglio ci diceva che gli utenti erano 5,7 milioni. Ma l’analisi di Blogmeter di aveva anche detto che per di un quarto degli utenti lo usava attivamente e il 38% ogni tanto ci faceva un salto. Numeri che se fossero stati attivi non avrebbero certo giustificato questo addio.

    Se Google avesse provato a tenere sganciato Google+ da tutto e avesse deciso di puntare davvero a realizzare un prodotto social di tutto rispetto, forse le cose non sarebbero andate così. O forse sarebbe fallito ben prima.

    Pensate che già nel 2012, appena un anno dopo il suo lancio, Google+ veniva definito come una “cattedrale nel deserto“, definizione che lo ha accompagnato fino all’annuncio di ieri.

    Non ci resta allora che mettere la parola fine a questo punto per tutto ciò che riguarda Google+ e ammettere che, a volte, anche i grandi possono sbagliare.

     

    [L’immagine è realizzata da @franzrusso, se dovesse essere ritenuta inopportuna dai legittimi proprietari dei loghi, verrà immediatamente rimossa. Si prega ci citare la fonte]

  • Ecco il doodle di Google per l’Equinozio d’Autunno 2018

    Ecco il doodle di Google per l’Equinozio d’Autunno 2018

    E’ online il doodle animato che Google dedica all’Equinozio d’Autunno 2018 che quest’anno sarà alle 3.54 del 23 settembre. Il doodle, designato e realizzato dalla doodler, mostra Quinn che segue una foglia mentre cade, svegliando qualcuno che dorme sotto a un cumulo di foglie.

    Ogni anno ci si attende che il classico passaggio dall’estate all’autunno avvenga, come ci hanno insegnato sin da piccoli, il 21 settembre. Ebbene, anche quest’anno, come ormai accade da centinaia di anni, l’Equinozio d’Autunno inizierà alle 3.54, ora italiana, del 23 settembre 2018. E non è la prima volta che l’Autunno inizi proprio il 23 settembre, è già successo nel 2015, nel 2014, senza andare troppo indietro con gli anni.

    E come tutti gli anni, non può mancare il classico doodle di Google a ricordarci dell’arrivo dell’Autunno, anche se ancora resiste qualche scampolo di estate lungo lo stivale. Il doodle animato, che si vede da poco online, realizzato dalla doodler Sophie Diao, vede come protagonista Quinn che segue una foglia mentre cade, svegliando qualcuno che dorme sotto a un cumulo di foglie. Il colore che padroneggia nel doodle, curato da Vrinda Zaveri, è ovviamente il classico giallo autunnale.

    doodle equinozio autunno 2018

    Come molti di voi già sapranno, il giorno dell’Equinozio d’Autunno il Sole si troverà nello Zenit dell’Equatore, praticamente perpendicolare. Questo avrà come conseguenza che il giorno e la notte avranno la stessa durata e cominceremo a notare una progressiva riduzione della luce nelle ore diurne, le giornate quindi si accorceranno. Sulla rete troverete tutte le informazioni più specifiche su come questo accada. Ma non è nostra competenza, quindi asciamo il tema ai più esperti.

    Come già successo in altre occasioni, quando abbiamo visto l’Autunno secondo la musica e l’arte, quest’anno vorremmo osservare l’Autunno dal punto di vista della letteratura. Eccovi quindi alcuni libri che in qualche modo, diretto o indiretto, hanno a che fare con l’Autunno. Magari vi verrà voglia di rileggerli.

    Livelli di vita, di Julian Barnes – libro in cui l’autore racconta l’autunno in cui perse l’amore della sua vita, sua moglie.

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    A sangue freddo, di Truman Capote – la storia di un fatto di cronaca avvenuto nell’autunno del 1959, nel cuore del Middle West contadino.

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    I sonnambuli, di Hermann Broch – l’autunno è citato nel primo volume della trilogia

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    La metamorfosi, di Franz Kafka – l’opera fu scritta in autunno, così come “Lettera al padre”.

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    Le luci di settembre, di Carlos Ruiz Zafòn –

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    Paese d’ottobre, di Ray Bradbury – “il popolo d’autunno”

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    Racconto d’Autunno, di Tommaso Landolfi –

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    Tamburi d’autunno, di Diana Gabaldon –

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    Autunno egiziano, di Nagib Mahfuz –

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    Le botteghe color cannella, di Bruno Schulz –

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    L’autunno del patriarca, di Gabriel García Márquez  –

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    Marcovaldo ovvero Le stagioni in città, di Italo Calvino –

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    I falò dell’autunno, di Irène Némirovsky –

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    Le correzioni, di Jonathan Franzen –

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  • Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay arriva anche in Italia. Il nuovo servizio di casa Google permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le piattaforme e app del colosso di Mountain View. Tra i partner supportati ci sono Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba.

    Google Pay è finalmente, da oggi, disponibile anche in Italia, dopo essere stato già lanciato in 20 paesi del mondo. Il nuovo servizio trasforma lo smartphone, e lo smartwatch, in un portafogli. Infatti, Googel Pay permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’Account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le property Google (inclusi Google Play e YouTube). Con la nuova app Google Pay, gli utenti Android possono infatti effettuare pagamenti in pochi secondi. La app è compatibile con dispositivi dotati di sistema operativo Android (Android 5+) e con smartwatch Wear OS, dotati di tecnologia NFC.

    Per iniziare è sufficiente scaricare l’app Google Pay e aggiungere una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche supportate – tra cui Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba -, a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Gli utenti possono attivare il servizio anche direttamente nell’app di mobile banking della propria banca (dipende dal proprio istituto di credito).

    Google Pay Italia

    Al momento di pagare basterà attivare lo schermo del telefono e appoggiarlo al terminale per effettuare il pagamento contactless, grazie alla tecnologia Near Field Communication (NFC). I negozi che offrono questo tipo di pagamento hanno in mostra il simbolo NFC/contactless o il logo Google Pay nell’area delle casse. È possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui a titolo di esempio: Autogrill,​ ​Bennet,​ ​Esselunga,​ ​H&M​, Leroy Merlin​, Lidl,​ ​McDonald’s,​ ​Profumerie Douglas e la rete Metropolitana ATM di Milano.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]“Con Google Pay aggiungiamo un ulteriore tassello nel processo di semplificazione dell’esperienza dei nostri clienti” – afferma Marco Marazia, Direttore Commerciale di Widiba. “L’utilizzo dello smartphone è un’attitudine naturale anche per i servizi bancari, indipendentemente dall’età: quello che facciamo è essere sempre precursori di trend e innovazioni tecnologiche per restituire valore ai nostri clienti nel quotidiano. E così, con Google Pay integriamo tra i nostri servizi uno strumento di pagamento semplice, veloce e sicuro, pienamente in linea con lo stile della nostra Banca.”[/box]

    Google Pay Italia smartwatch

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]In Mastercard lavoriamo costantemente per rendere il futuro possibile, portando l’innovazione in ogni aspetto della vita e del business, per supportare i nostri consumatori e contribuire alla crescita dell’economia.” – ha affermato Michele Centemero, Country Manager Mastercard Italia – “Crediamo fortemente che i pagamenti digitali e mobile possano apportare benefici concreti ai consumatori e all’economia globale. Per questo confermiamo il nostro impegno in Italia per l’inclusione digitale e per costruire, insieme, una società senza contante, più inclusiva e conveniente per tutti.”[/box]

    Google Pay può essere selezionato come metodo di pagamento anche quando si effettuano acquisti online. È sufficiente cercare il logo Google Pay su siti web o app  – tra cui Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling – in aggiunta ai metodi di pagamento tradizionali. Inoltre, se l’utente ha già effettuato l’accesso tramite il browser Chrome, saranno sufficienti pochi clic per completare un acquisto su centinaia di siti: Chrome e Google Pay inseriranno infatti automaticamente i dati di fatturazione, consegna e pagamento per l’utente.

    Dal punto di vista della sicurezza, tema centrale per questo tipo di servizi, Google Pay si presenta come estremamente sicuro. I dati della carta di credito non vengono memorizzati sul dispositivo mobile, tantomeno all’interno dei sistemi del rivenditore. Quando l’utente effettua un pagamento in un negozio, le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale, per cui il numero di carta reale resta protetto. Inoltre se un telefono o uno smartwatch Wear OS viene smarrito o rubato, è possibile usare la funzione “Trova il tuo telefono” per bloccarlo immediatamente da qualsiasi luogo, metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le informazioni personali. Non sarà invece necessario bloccare la carta di credito, perché i suoi dati non sono presenti sul telefono.

  • Il doodle di Google celebra il grande Gino Bartali, campione dal cuore grande

    Il doodle di Google celebra il grande Gino Bartali, campione dal cuore grande

    Gino Bartali, indimenticabile ciclista che ha fatto la storia del ciclismo, oggi avrebbe compiuto 104 anni e Google lo celebra con un doodle. Oltre ad essere un grande sportivo, era un uomo generoso. Durante la guerra, tra il ’43 e il ’44, fece il “corriere” tra Firenze e Assisi, nascondendo nel manubrio documenti che diedero una nuova identità a circa 800 ebrei perseguitati. Nel 2013 è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni”.

    Come sapete, e come ormai abbiamo imparato in questi anni, il doodle di Google non è sempre prevedibile, anzi, non lo è quasi mai, a parte giornate di celebrazione nazionale. Ecco perchè oggi il doodle che vediamo online in Italia, e non solo, ci rende orgogliosi, perchè è dedicato ad un grande italiano, un grande sportivo e, soprattutto, un grande uomo. Lui è Gino Bartali, celebre ciclista italiano, che oggi avrebbe compiuto 104 anni, conosciuto per lo più per la sfida storica tra lui e l’altro grande del ciclista italiano, Fausto Coppi, è rimasta impressa nella storia la foto che li ritrae mentre si passano una bottiglietta d’acqua durante l’ascesa al Col du Galibier al Tour de France 1952, un gesto quasi poetico.

    Ma “Ginettaccio“, come era soprannominato, viene celebrato da Google, non solo per il suo compleanno, ma, soprattutto, per la sua grande umanità.

    gino bartali google doodle

    Gino Bartali da ciclista vinse tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta, tra le quali spiccano quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia. Chi ama questo sport da cosa significa vincere queste competizioni. Ma Gino Bartali vince forse una corsa più importante, che era quella verso l’umanità.

    gino bartali google doodle gif

    Come molti di voi già sapranno, Bartali si rese protagonista, in maniera del tutto segreta e silenziosa, di un grande gesto di umanità. Tra il 1943 e il 1944, come membro dell’organizzazione clandestina DELASEM, fece da “corriere” tra l’arcivescovado di Firenze e il convento francescano di Assisi. Trasportava, nascondendoli all’interno del telaio della sua bicicletta, i documenti necessari per fornire una nuova identità ai perseguitati, per consentire loro di espatriare. Con questa sua impresa, Bartali salvò circa 800 ebrei.

    Nel 2006, l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli conferì la medaglia d’oro al merito civile per aver salvato “circa 800 cittadini ebrei”. E nel 2013 è stato dichiarato “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’olocausto fondato nel 1953, riconoscimento per i non ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

    Celebre la sua frase che, in un certo senso, racchiude il senso della sua impresa e della sua persona:

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Gino BartaliIl bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.” [/box]

  • Ecco il primo doodle di Google in Realtà Virtuale dedicato a Georges Méliès

    Ecco il primo doodle di Google in Realtà Virtuale dedicato a Georges Méliès

    Il doodle che vediamo oggi su Google rappresenta il primo doodle visibile a 360° o in Realtà Virtuale. Google sperimenta così una nuova modalità in occasione dell’uscita di “Alla conquista del polo”, del 1912, uno dei capolavori di Georges Méliès, illusionista francese e padre degli effetti speciali per il cinema.

    Il doodle che vediamo oggi su Google ha qualcosa di straordinario. Non è il solito doodle, ma è il primo doodle in Realtà Aumentata, visibile anche nella modalità 360°. Il doodle può essere quindi visto con il visore Cardboard o con Daydream, scaricando l’app Google Spotlight Stories dallo store Google Play. E’ possibile vederlo comunque anche senza visore dal canale YouTube di Google Spotlight Stories. Ma, se ne avete la possibilità, provate con un visore, ne rimarrete affascinati.

    Con questo doodle, dal titolo “Back to the Moon“, Google ha voluto rendere omaggio a Georges Méliès, illusionista francese, considerato il padre degli effetti speciali per il cinema. Grazie alle sue sperimentazioni oggi possiamo godere dell’esperienza visiva nella sua pienezza. E’ stato quindi un pioniere del genere. Ecco perchè Google ha voluto lanciare il suo primo doodle in Realtà Aumentata.

    Il doodle di oggi celebra uno dei capolavori di Méliès, “Alla conquista del Polo” che uscì nel 1912, una interpretazione in chiave comica delle esplorazioni del capitano norvegese Roald Amundsen al Polo Sud.

    La grandezza di Georges Méliès è stata quella di aver rivoluzionato il cinema con le sue sperimentazioni e i suoi trucchi. Nel doodle di Hélène Leroux, prodotto da Nexus Studios, realizzato in collaborazione con Fx Goby, si vede una scena che richiama a quella de “L’Homme Orchestre” (L’Uomo Orchestra, 1900), scena in cui il regista si è registrato più volte sullo stesso negativo, al fine di ottenere un effetto di uno sdoppiamento.

    E questo è l’effetto realizzato nel doodle:

    E ancora, questa è una scena de “Un homme de têtes”  in cui il regista faceva credere che la sua testa si staccasse dal corpo. Effetto quello dell’esposizione multipla che, come si vede, il regista otteneva mettendo un cappuccio nero in testa.

    E questo è l’effetto nel doodle di oggi:

    Il doodle è anche la rappresentazione della capacità di Georges Méliès di narrare storie e, nella realizzazione finale lo si coglie in modo molto chiaro.

    Qui, sulla pagina Wikpedia, trovate tutte le informazioni sulla vita e le opere di Georges Méliès.

     

  • Il doodle di Google per la Festa del Lavoro 2018

    Il doodle di Google per la Festa del Lavoro 2018

    Anche Google a suo modo celebra la Festa del Lavoro con un doodle dedicato come ormai fa da qualche anno. Un doodle che ci ricorda ricorda gli strumenti di lavoro, senza dimenticare però il grande momento di trasformazione che stiamo attraversando.

    Come di consueto, anche Google vuole celebrare la Festa del Lavoro con un doodle dedicato, visibile in gran parte dell’Europa (esclusa Uk o Finlandia, ad esempio), Messico e alcuni paesi del Sud America, in India e Taiwan. E’ un doodle che raffigura di strumenti di lavoro, a ricordarci l’importanza del lavoro oggi, soprattutto in un momento di grande trasformazione come quella che stiamo vivendo.

    La Festa del Lavoro ha origini molto lontane, la data è riferita ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come “rivolta di Haymarket”. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Da allora la data del 1° Maggio venne adottata in tutto il mondo.

    google doodle festa del lavoro 2018

    In Italia la prima Festa del Lavoro si celebrò nel 1891. La Festa fu poi soppressa durante il Fascismo e venne celebrata nuovamente nel 1945. Da ricordare la Festa del Lavoro celebrata nel 1947 a Portella della Ginestra, celebrazioni tragicamente segnate dall’attacco della mafia, guidata da Salvatore Giuliano, che sparò sui 2 mila manifestanti uccidendone 11.

    Ma il lavoro oggi è in profonda trasformazione, questo è fuor di dubbio, ma esistono ancora tanti problemi da risolvere come quello che attanaglia il lavoro giovanile. Secondo il Sole 24 ore, se nel 2007 il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni era del 24,2%, oggi è del 17,7%. Dato ancor più in caduta per la fascia 25-34 anni il cui tasso di occupazione è passato dal 70,4% al 60,8%. E ancora, se nel 2007 il tasso di occupazione femminile era del 47,1% e il tasso di attività del 51,4% oggi siamo passati rispettivamente al 49,2% e al 56%. E poi ci sono i dati OCSE, secondo i quali circa il 10% dei posti di lavoro sono ad alto rischio di automazione. Ma ancor più interessante il dato secondo cui il 34% sarebbe soggetti ad un profondo cambiamento delle mansioni, consegnandoci uno scenario di forte trasformazione che dovremo gestire e governare.

    Giusto un anno fa un’indagine Agi-Censis, “Uomini, robot e tasse: il dilemma digitale”, aveva evidenziato che per 4 italiani su 10 l’Automazione che la tecnologia sta portando nei processi produttivi toglierà più posti di lavoro di quanti ne creerà. Un dato che riflette tante problematiche, primo fra tutti il grande ritardo che il nostro paese registra in fatto di Innovazione e Digitale, lo pensava il 47% degli intervistati.

    Ci piace chiudere con una frase della grande scienziata Rita Levi Montalcini che una volta disse:

    Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’.

  • Il doodle di Google è per Maya Angelou, la poetessa dei diritti civili

    Il doodle di Google è per Maya Angelou, la poetessa dei diritti civili

    Il doodle di Google oggi è dedicato alla poetessa americana Maya Angelou, considerata la più influente intellettuale afroamericana, è anche ricordata come la poetessa dei diritti civili per la sua attività nella battaglia a fianco di Martin Luther King e Malcom X. La sua storia, raccontata attraverso i suoi libri, diede voce a milioni di persone. Alla realizzazione del doodle hanno collaborato anche Alicia Keys e Oprah Winfrey.

    Nel giorno in cui si ricorda l’assassinio di Martin Luther King, avvenuto esattamente 50 anni fa, il 4 aprile del 1968, Google dedica il doodle ad un’altra grande figura afroamericana che ebbe un ruolo importante nella lotta per i diritti civili proprio al fianco del reverendo, di cui era amica, e di Malcom X. Si tratta della poetessa,scrittrice e saggista Maya Angelou che oggi avrebbe compiuto 90 anni.

    Il doodle è in realtà un video tributo sulle parole di “Still I Rise“, narrata dalla stessa Maya Angelou e da altre personalità americane come Alicia Keys, America Ferrera, Martina McBride, Guy Johnson (il figlio), Laverne Cox, Oprah Winfrey. Di recente era stata indicata come la seconda personalità afroamericana più influente dopo Barack Obama.

    google doodle maya angelou

    Maya Angelou, Marguerite Ann Johnson il suo nome completo, nacque a Saint Louis il 4 aprile del 1928. Nell’arco di mezzo secolo pubblicò un’autobiografia divisa in sette parti, tre libri di saggistica e numerose raccolte di poesia, oltre a libri per bambini, drammi teatrali, sceneggiature e programmi televisivi. Ha ricevuto decine di premi e più di trenta dottorati di ricerca honoris causa. Ragazza madre, dall’ età di 17 anni fece i lavori più disparati, dalla guidatrice di tram a San Francisco, alla cameriera, spogliarellista, ballerina, oltre alla giornalista in Egitto e l’insegnante in Ghana, nonchè l’attrice in un’opera di Gershwin.

    Nel 1969 arrivò il grande successo con “Il Canto del Silenzio“, I Know Why the Caged Bird Sings, tradotto successivamente con il titolo “Io so perché canta l’uccello in gabbia“, libro autobiografico in cui racconta anche della violenza subita da parte del compagno della madre quando aveva sette anni. In seguito l’uomo venne imprigionato e condannato,una volta uscito dal carcere fu picchiato a morte. Nel 2005 sul Guardian scrisse: “pensai di aver causato io la sua morte perché avevo fatto il suo nome alla mia famiglia. Decisi che la mia voce era così potente che poteva uccidere le persone“.

    maya angelou
    Maya Angelou

    Definita scrittrice autobiografica, Maya Angelou era anche una portessa affermata e tra le sue poesie una delle più celebri è proprio “Still I Rise”, tratta dal suo terzo libro pubblicato “And still I rise“:

    Still I Rise – Maya Angelou

    You may write me down in history
    With your bitter, twisted lies,
    You may tread me in the very dirt
    But still, like dust, I’ll rise.
    Does my sassiness upset you?
    Why are you beset with gloom?
    ‘Cause I walk like I’ve got oil wells
    Pumping in my living room.
    Just like moons and like suns,
    With the certainty of tides,
    Just like hopes springing high,
    Still I’ll rise.
    Did you want to see me broken?
    Bowed head and lowered eyes?
    Shoulders falling down like teardrops.
    Weakened by my soulful cries.
    Does my haughtiness offend you?
    Don’t you take it awful hard
    ‘Cause I laugh like I’ve got gold mines
    Diggin’ in my own back yard.
    You may shoot me with your words,
    You may cut me with your eyes,
    You may kill me with your hatefulness,
    But still, like air, I’ll rise.
    Does my sexiness upset you?
    Does it come as a surprise
    That I dance like I’ve got diamonds
    At the meeting of my thighs?
    Out of the huts of history’s shame
    I rise
    Up from a past that’s rooted in pain
    I rise
    I’m a black ocean, leaping and wide,
    Welling and swelling I bear in the tide.
    Leaving behind nights of terror and fear
    I rise
    Into a daybreak that’s wondrously clear
    I rise
    Bringing the gifts that my ancestors gave,
    I am the dream and the hope of the slave.
    I rise
    I rise
    I rise.

    Insignita nel 2011 dal primo presidente nero della storia Usa, Barack Obama, della medaglia per la Libertà, Maya Angelou venne anche chiamata nel 1993 a leggere un poema per l’inaugurazione di Bill Clinton: i versi sotto il titolo “The pulse of the Morning” vendettero più di 1 milione di copie. “L’America perde un tesoro nazionale – disse Clinton dopo la morte della poetessa (avvenuta nel 2014 n.d.r.) – ed io e Hillary un’amica. Le saro’ sempre grata per aver letto la sua poesia al mio primo giuramento e ancora di piu’ per tutti gli anni di amicizia che sono seguiti”.

    Una delle sue frasi più celebri è senz’altro questa:

    “Ho imparato che la gente dimenticherà quello che hai detto, la gente dimenticherà quello che hai fatto,
    ma la gente non dimenticherà mai come li hai fatti sentire“.

  • Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna con 12 artiste

    Il doodle di Google per la Giornata Internazionale della Donna con 12 artiste

    Google non manca l’appuntamento con il doodle dedicato alla Giornata Internazionale della Donna e per l’edizione 2018 lo fa coinvolgendo 12 artiste da tutto il mondo per raccontare una storia personale. L’Italia è rappresentata da Francesca Sanna, illustratrice e autrice di libri per ragazzi, che propone “La Scatola”.

    Google è solita celebrare con un doodle la Giornata Internazionale della Donna e quest’anno ha deciso di raccontare questa particolare giornata coinvolgendo 12 artiste provenienti da tutto il mondo. Sono donne straordinarie che vivono e osservano la condizione della donna dal loro particolare punto di osservazione. I 12 racconti riflettono proprio il differente punto di vista di ciascuna.

    È un modo per prendere coscienza, sensibilizzare, raccontare la donna di oggi attraverso immagini e parole, un linguaggio universale che arriva a tutti. O quasi a tutti.

    Questo speciale doodle non è visibile in tutto il mondo, non è visibile ad esempio in Mauritania, Mauritania, Sahara Occidentale, Guinea, Liberia, Guinea-Bissau, Eritrea, Sudan, Sudan del Sud, Iran, Turkemenistan e Siria. Un vero peccato.

    google doodle giornata internazionale della donna

    Le 12 storie sono

    • La vittoria di Ntsoaki di Karabo Poppy Moletsane
    • La rinascita di mia zia di Esteli’ Meza
    • Passa il favore di Tunlaya Dunn
    • Novembre 1989 di Anna Haifisch
    • Fiducia di Philippa Rice
    • L’incredibile Aarthi di Isur
    • Sul tetto di Kaveri Gopalakrishnan
    • Minuti di Tillie Walden
    • La scatola di Francesca Sanna
    • Eta’ e fasi di Chihiro Takeuchi
    • La mia terra di Saffa Khan
    • Amore di Laerte

    Come detto in apertura, l’Italia è rappresentata da Francesca Sanna che propone la sua storia “La Scatola“. Francesca Sanna è un’illustratrice, designer, autrice di libri per ragazzi, nata in Sardegna nel 1981. Ha studiato illustrazione a Lucerna (Svizzera) e presso la School of Visual Arts di New York.

    Nel 2016 è stata premiata con la Gold Medal dalla Society of Illustrators di New York. Attualmente vive e lavora a Zurigo.

    Per guardare le storie è semplice, si tratta di un doodle interattivo quindi, una volta premuto play sull’immagine principale che trovate su google.it, non dovrete fare altro che scegliere la storia e poi scorrere con le frecce in avanti o indietro.

    Anche se ci sono solo 12 storie, Google invita altri artisti di ogni genere a proporre la propria storia, raccontando un momento o una persona che ha avuto un particolare impatto sulla propria vita come donne usando #HerStoryOurStory.

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