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  • Addio agli hashtag, il cancelletto su X non è più gradito

    Addio agli hashtag, il cancelletto su X non è più gradito

    Elon Musk decreta la fine degli hashtag su X. Ecco una breve analisi della loro storia e del loro impatto. In questo si decreta definitivamente l’addio a Twitter, dando vita ad una piattaforma in netto contrasto col passato.

    Elon Musk, proprietario di X (quella che un tempo era Twitter), ha dichiarato che gli hashtag sulla piattaforma non funzionano più. Li ha definiti “brutti” e inutili, segnando così – senza esagerazione – la fine di un’era.

    Si tratta, infatti, di una scelta che non è solo tecnica, ma rappresenta un cambiamento radicale nella filosofia stessa di una piattaforma che deve il suo successo proprio agli hashtag.

    La rivoluzione degli hashtag nel 2007

    La storia degli hashtag è parte integrante di quella di Twitter. Era il 23 agosto 2007 quando Chris Messina propose l’uso del simbolo “#” per raggruppare discussioni e conversazioni.

    Un’idea semplice, ma rivoluzionaria: offrire agli utenti un modo per creare connessioni tematiche immediate e aggregare conversazioni globali su eventi, movimenti sociali e interessi condivisi.

    Nel tempo, gli hashtag sono diventati un linguaggio universale. Dai grandi eventi sportivi come i Mondiali di calcio, alle battaglie sociali come #BlackLivesMatter, gli hashtag hanno avuto un ruolo centrale nella comunicazione online.

    Hanno permesso alle voci individuali di unirsi in coro, dando visibilità a temi spesso ignorati dai media tradizionali.

    Tutto su Twitter.

    Da Twitter a X, il passato in frantumi

    Con il rebranding di Twitter in X, Elon Musk ha intrapreso una trasformazione che mira a smantellare l’identità storica della piattaforma.

    La rimozione degli hashtag è solo l’ultimo tassello di una strategia che punta a ridefinire X come qualcosa di diverso da una piattaforma social media. La visione di Musk, come si è sempre detto, è quella di una “applicazione totale”, una super app che dovrebbe integrare funzionalità di pagamento, e-commerce e intrattenimento.

    Addio agli hashtag, il cancelletto su X non è più gradito
    Addio agli hashtag, il cancelletto su X non è più gradito

    In questa visione, gli strumenti storici di partecipazione e connessione sembrano essere considerati superflui o addirittura d’intralcio.

    Già ad agosto 2023, un mese dopo l’operazione di rebranding di X, avevo segnalato la progressiva opera di smantellamento degli hashtag. L’occasione per fare chiarezza su come lavora l’algoritmo di X.

    Cosa significa eliminare gli hashtag

    Ma cosa significa eliminare gli hashtag? Non si tratta solo di perdere una funzionalità tecnica. Gli hashtag rappresentavano un simbolo di partecipazione, uno strumento che permetteva a chiunque di contribuire a una conversazione globale.

    Un modo prezioso per seguire e risalire a conversazioni di interesse; per comprendere tanti eventi e tanti fatti.

    In un’ottica aziendale, come più volte ho sottolineato qui, gli hashtag erano elementi di personalizzazione della comunicazione di un’azienda.

    La loro scomparsa segna la fine di Twitter come lo conoscevamo: una piazza digitale dove ognuno poteva far sentire la propria voce.

    Ma segna anche la fine di un certo modo di intendere le piattaforme digitali.

    Vero, su altre piattaforme esistono ancora. Ma, per struttura e tipologia delle piattaforme diverse da quello che era Twitter, gli hashtag non troveranno mai lo stesso spazio.

    Le conversazioni cambiano su X

    Eliminare gli hashtag significa anche cambiare il modo in cui le conversazioni vengono scoperte e organizzate. La scoperta dei contenuti su X sarà sempre più affidata a algoritmi proprietari, togliendo agli utenti il controllo diretto sulla visibilità dei propri messaggi. Questo porta a una piattaforma più chiusa, dove le interazioni sono mediate da scelte proprietarie che privilegiano certi tipi di contenuti rispetto ad altri.

    E qui emerge un tema più ampio: Musk vuole che X diventi uno spazio chiuso dove le conversazioni sono animate da evidente polarizzazione senza mai sfociare in un confronto. L’idea di base è polarizzare, chiudere la piattaforma depotenziando i link verso l’esterno, e fare in modo che tutto rimanga all’interno di X.

    Obiettivo è quello, si spera, di incrementare il più possibile il tempo di permanenza sulla piattaforma.

    Questo approccio contrasta nettamente con la filosofia originale di Twitter, che puntava sulle conversazioni e sulla capacità degli utenti di creare trend. Puntava poi sulla condivisone di notizie e informazioni in modo organico.

    Ricordiamo che gli hashtag erano elementi essenziali per seguire le conversazioni in termini analitici. A questo mi riferivo quando ho scritto della personalizzazione della comunicazione.

    Gli hashtag venivano creati per fare in modo che tutte le conversazioni potessero aggregarsi dietro a quella parole preceduta dal simbolo “#”.

    Gli strumenti di analisi partendo da quel hashtag potevano risalire ad informazioni preziose. Sulle persone che condividevano, da dove condividevano, quante volte, e via dicendo.

    Prima di depotenziare gli hashtag ricordiamo che Musk ha riformulato gli accessi alle API, rendendo così complicata l’attività di analisi, ad esempio.

    Cosa perdiamo con la fine degli hashtag

    Perdiamo molto. Gli hashtag non erano solo strumenti tecnici: erano diventati simboli culturali.

    Rappresentavano la capacità della rete di connettere persone attraverso confini geografici, linguistici e culturali. Erano il cuore pulsante delle campagne sociali, e non. E dei grandi movimenti a livello globale, dalla Primavera Araba a #MeToo.

    Erano anche strumenti di leggerezza, capaci di unire milioni di persone in momenti di ironia collettiva.

    Senza gli hashtag, X perde una parte importante di quella che era l’anima della piattaforma precedente. Diventa una piattaforma che parla sempre meno il linguaggio degli utenti e sempre più quello delle strategie del suo proprietario.

    Mi permetto di ricordare qui quando diedi vita a #cinemavoto, l’hashtag che creai nel 2018 in occasione delle allora elezioni politiche. Un successo strepitoso che poi aprì la strada alle innumerevoli versioni fatte con #cinema. A dimostrazione di quanto fosse gli hashtag fossero utili per coinvolgere gli utenti.

    Addio hashtag, addio Twitter

    La fine degli hashtag segna anche la fine di Twitter.

    Quella piazza globale dove ogni hashtag rappresentava un’idea, un momento di condivisione, è ormai un ricordo.

    X si dirige verso un futuro diverso, in netta contrapposizione col passato.

    Cosa avrebbe fatto Elon Musk di Twitter era ormai cosa nota. Prendere una piattaforma esistente, con dati, utenti e relazioni attive per trasformarla in altro. In questo consiste la spesa di 44 miliardi di dollari, a volte giudicata spropositata.

    La fine dell’hashtag non è che il capitolo finale di una storia che ne decreta l’inizio di un’altra. E non per questo più interessante.

     

     

  • Hashtag Day, ecco gli hashtag più usati del 2021 in Italia su Twitter

    Hashtag Day, ecco gli hashtag più usati del 2021 in Italia su Twitter

    Il 23 agosto si celebra l’Hashtag Day su Twitter. Esattamente 14 anni fa fece la sua comparsa il celebre cancelletto, diventando poi un simbolo della comunicazione digitale. Vediamo gli hashtag più usati in Italia nel 2021.

    Era il 23 agosto del 2007, 14 anni fa quest’anno, quando il cancelletto, l’Hashtag, fece la sua comparsa su Twitter e da allora la storia della piattaforma da 280 caratteri (allora erano ancora 140) cambiò per sempre. E in quella data Chris Messina in un tweet suggerì di utilizzare il simbolo # nelle conversazioni di gruppo sulla piattaforma, e da quel momento il mondo della comunicazione venne trasformata, proiettando il “cancelletto” come uno dei simboli più influenti dell’era digitale. Senza esagerazione.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E223115412%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.franzrusso.it%2Fcampagne-eventi%2Fhashtag-day-quando-per-sapere-cosa-succede-nel-mondo-basta-un-cancelletto%2F

    Come ribadiamo ogni anno, l’hashtag non è nato su Twitter, era già usato dalla fine degli anni ’80 per dare vita a delle “stanze” (vi ricorda qualcosa questo termine?) di discussione su IRC, la piattaforma antesignana delle moderne chat. Ma possiamo affermare che Twitter è la piattaforma che meglio di altre ha saputo sfruttare la possibilità di usare il “cancelletto” attraverso la sua funzione principale, ossia quella di catalogare attorno ad una determinata parola tutte le discussioni. Non è molto diverso da quello che era l’uso del # su IRC, se ci pensate, solo che su Twitter su quella determinata parola possono discutere tutti gli utenti.

    hastag day twitter 2021 intime blog franzrusso

    Crediamo che sia ancora utile segnalarvi il nostro approfondimento dedicato all’uso dell’Hashtag sui social media, specie in una giornata come questa, che trovate qui.

    Ma, celebrando oggi i 14 anni del cancelletto su Twitter, vediamo insieme quelli che hanno caratterizzato questo anno. E prima val la pena di sottolineare che da gennaio a giugno 2021, sono stati ben 12,6 miliardi i tweet con almeno un hashtag, di cui 140 milioni unici, dimostrando che gli utenti di Twitter diventano sempre più creativi ogni anno, e su questo punto non c’erano dubbi. E poi che oggi Twitter associa una nuova emoji all’hashtag ufficiale della giornata #HashtagDay, declinato in diverse lingue.

    Gli Hashtag più usati in Italia, nel 2021

    Allora, iniziamo a vedere gli hashtag più usati nel nostro paese. Considerando i 100 più usati, va detto che la parte predominante la fanno la televisione, la musica e, ovviamente, lo sport, visto che il 2021 è stato l’anno delle Olimpiadi.

    I programmi e i personaggi televisivi dell’anno

    Tra gli hashtag più utilizzati in assoluto in Italia campeggiano i più celebri e seguiti
    programmi televisivi, reality e talent show, tra cui in particolare #amici20, #gfvip e #isola.

    A monopolizzare le conversazioni sono in particolare alcuni specifici personaggi che
    vengono giornalmente seguiti e chiacchierati sulla piattaforma, in particolare Tommaso Zorzi con #TZvip, vero e proprio fenomeno social a seguito della sua vittoria al Grande Fratello Vip, e #Prelemi, l’hashtag che segue le vicissitudini della coppia composta da Giulia Salemi e Pierpaolo Pretelli nata sempre durante l’ultima edizione del #Gfvip.

    Tra i fenomeni emergenti si segnala una sempre più affermata presenza delle sitcom di origine turca – attorno alle quali si sono costruite delle ampie e fedelissime community – tra cui #sençalkapımı, #maraşlı, #daydreamer, #mrwrong, e dei relativi attori, diventati vere e proprie star anche sui social: #canyaman, #alinaboz, #burakdeniz e #özgegürel. Infine, anche l’ultima stagione dell’italiana “Che Dio Ci Aiuti”, #chediociaiuti6, si è posizionata tra i trending topic italiani.

    La Musica al centro di Twitter

    Il 2021 su Twitter verrà ricordato per #Sanremo 2021, dove hanno trionfato i Maneskin, e per l’Eurovision Song Contest, #Eurovision e #Escita, dove il gruppo romano si è imposto in una manifestazione tutta da ricordare. Senza dimenticare il fenomeno musicale K-Pop della band coreana #Bts.

    https://twitter.com/vlavivlava/status/1366880180090925059?s=20

    Tra gli hashtag più utilizzati in Italia emergono inoltre #iheartawards e #BestFanArmy,
    relativi agli iHeartRadio Music Awards, la cerimonia di premiazione organizzata dalla radio statunitense iHeart Radio che ogni anno premia i protagonisti e le produzioni musicali della stagione, e la miglior fanbase con la categoria Best Fan Army.

    Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    Lo Sport, esplosione delle conversazioni in Italia

    La vittoria dell’Italia anche agli Europei di calcio ha naturalmente generato un enorme numero di conversazioni, trainate dall’hashtag #Euro2020.

    Questi poi i tweet legati alla finale, vinta dall’Italia sull’Inghilterra, con l’immancabile #ItsComingRome.

    Twitter e i Bitcoin

    Intanto c’è da registrare che tra i 100 hashtag più usati in Italia nel 2021 troviamo anche #bitcoin, a testimoniare che il fenomeno delle criptovalute sta emergendo anche nelle conversazioni a 280 caratteri.

    Politica, su Twitter si discute del Ddl Zan

    Escluse le conversazioni legate al Covid-19 e alle relative misure igienico-sanitarie, ai
    lockdown e ai vaccini, in naturale diminuzione rispetto all’anno scorso, e quelle relative alle singole personalità politiche, l’hashtag in ambito politico più discusso è stato utilizzato per contrassegnare le conversazioni relative al #ddlzan, il disegno di legge proposto dal deputato Alessandro Zan contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale, identità di genere e contro l’abilismo.

    Concludendo, questo era il nostro resoconto sugli hashtag più usati nel 2021 in Italia, nel giorno in cui il cancelletto compie 14 anni.

  • Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    L’hashtag su Twitter è ormai un modo per personalizzare la propria comunicazione e renderla più efficace. Diventa importante usarlo nella propria strategia di contenuti, di visibilità del brand e di personal branding. E sulle altre piattaforme? Vediamolo insieme.

    Ieri abbiamo celebrato l’Hashtag Day che su Twitter è ormai presente da 13 anni, da quando Chris Messina lo usò per la prima volta in un suo tweet (quando ancora erano da 140 caratteri) scrivendo #barcamp. Anche se poi il primo utente ad usare questa forma, ossia parola contrassegnata da cancelletto, è stato Nate Ritter, qualche mese dopo , sempre nel 2007.

    Certo, lo scriviamo subito e lo ribadiamo ancora una volta, l’hashtag non è nato su Twitter, era già usato dalla fine degli anni ’80 per dare vita a delle stanze di discussione su IRC, la piattaforma antesignana delle moderne chat.

    Ma possiamo ben dire che Twitter è la piattaforma che meglio di altre ha saputo sfruttare la possibilità che permette il “cancelletto”, ossia quella di catalogare attorno ad una determinata parola tutte le discussioni. Non è molto diverso da quello che era l’uso su IRC, se ci pensate, solo che su Twitter su quella determinata parola possono discutere tutti gli utenti.

    hashtag social media franzrusso.it 2020

    L’hashtag ha finito per essere in questi anni l’elemento distintivo di Twitter perché, proprio per la sua brevità, il cancelletto è riuscito a dare la possibilità di ampliare alcuni temi e alcuni concetti. Ma non solo. Già, perché c’è una caratteristica ben più importante che proprio su Twitter è diventata basilare.

    E cioè che grazie all’hashtag è possibile personalizzare la comunicazione. Se è vero che l’hashtag ha cambiato il modo di comunicare, è anche vero che l’hashtag permette di aggiungere qualcosa in più. Permette alle aziende, ai professionisti, agli utenti di realizzare un termine distintivo, una parola che può essere usata per farsi “riconoscere”. Banalmente potremmo definirla una sorta di etichetta, ma è molto di più.

    Pensate poi alle campagne adv, agli eventi (quando si potevano fare in presenza, ma anche online), sempre caratterizzati da un hashtag. Questo per meglio indicare quella specifica conversazione agli utenti, per seguirla e conoscere meglio l’argomento di cui si parla in quel momento. “In quel momento“, ecco una caratteristica che Twitter ha in più rispetto alle altre piattaforme, il racconto in tempo reale di un evento grazie ad uno specifico hashtag. Perché Twitter, meglio di altre, è la piattaforma per raccontare ciò che avviene in tempo reale e permette agli utenti di sapere cosa sta avvenendo proprio grazie al cancelletto.

    Su questa “strategia” chi scrive ci lavora ormai da anni insieme ad un team di professionisti di altissimo livello, proprio per mettere meglio in risalto gli eventi delle aziende, valorizzarli e renderli più proficui, riuscendo a fornire loro dati e informazioni su cui lavorare in seguito.

    Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Quello che vorremmo fare, a questo punto, dopo questa introduzione doverosa, era una breve panoramica sulle piattaforme che oggi permettono l’utilizzo degli hashtag e cercare di ottimizzarli al meglio.

    Intanto, meglio fissare alcune regole di base per confezionare il proprio hashtag.

    • La parola che viene dopo il cancelletto deve essere senza punteggiatura, in generale, trovate qualche forma poco utile utilizzando il tasto “underscore” (_), es. #social_media.
    • Meglio usare sostantivi e non ripetere nel contenuto la parola che viene determinata dal cancelletto.
    • Andate alla ricerca del vostro hashtag che meglio spiega cosa fate e di cosa vi occupate. Ad esempio #socialmedia è molto usate con milioni di conversazioni, per emergere dovete costruire attorno ad esso tutta la vostra strategia di contenuti. Se usato spesso, se usato nelle vostre conversazioni, allora pian piano riuscirete ad imporvi e ad essere visibili.
    • Se avete bisogno di qualche suggerimento, potete dare un’occhiata su Hashtagify o su RiteTag che vi offre una panoramica degli hashtag correlati. Ma potete verificare voi stessi sulla piattaforma di riferimento, quella su cui andrete ad operare. Ad esempio su Twitter provate a generare il vostro hashtag e verificare se già in uso, e da quando tempo, o se “libero”, in quel caso fatelo subito vostro cominciando ad usarlo e a farvi riconoscere.
    • Un buon hashtag, usato a dovere, diventa un prezioso strumento di analisi delle conversazioni.

    Gli Hashtag su Twitter

    Come detto, su Twitter l’hashtag compare 13 anni fa. Diventato simbolo dell piattaforma, permette agli utenti, alle aziende, ai professionisti di “personalizzare” la propria comunicazione.

    Intanto, meglio non abusarne, come spesso accade. Ricordate sempre che infarcire tweet di hashtag, specie se non correlati con il tema trattato nella conversazione e nel tweet, viene letto dalla piattaforma come spam. Di conseguenza, otterrete il risultato opposto. Meglio usarne fino ad un massimo di 5 (meglio sarebbe stare su 2/3). Un tweet con hashtag ottiene il 90% in più di interazioni, se infarcito di hashtag l’engagement sarebbe pari a zero.

    Da non sottovalutare gli hashtag del giorno (#24agosto ad esempio) e quelli geografici (#Bologna), aiutano a connotare meglio la conversazione essendo molto usati.

    Se usato bene l’hashtag, per raccontare un evento o suggellare meglio un momento, può arrivare in poco tempo in trending topic, il che non significa dare a questo momento una caratteristica meramente “vanity” (in parte lo è), significa portare a conoscenza a più persone possibili, coinvolgendole, il proprio argomento.

    Gli Hashtag su Instagram

    Se c’è una piattaforma che, dopo Twitter, riesce a valorizzare meglio gli hashtag, questa è proprio Instagram. Anche su questa piattaforma gli utenti, le aziende, gli influencer, i professionisti hanno bisogno di creare una conversazione quanto più mirata rispetto al loro ambito proprio usando il cancelletto. E Instagram premia tutto questo.

    Intanto diciamo che è una delle poche piattaforme che permette un uso “generoso” degli hashtag all’interno dei post, se ne possono usare fino ad un massimo di 30. Significa che se ne usate di più e spesso, Instagram annullerà la visibilità al post e quindi verrete sottoposti ad una sorta di “shadow ban”. Siccome 30 sono una massa enorme, forse sarebbe meglio fissare un numero più basso e usare hashtag quanto più vicini al tema del contenuto e a quello che vi occupate.

    Per le aziende, quindi per tutti i profili business, Instagram mette a disposizione tutta una serie di strumenti per migliorare l’uso degli hashtag, ma potete sempre cercare all’interno della piattaforma in “Cerca”, quello che fa al caso vostro e quelli più popolari.

    Qui qualche utile suggerimento https://business.instagram.com/blog/how-to-get-discovered-on-instagram

    Inoltre, dal 2017 Instagram offre agli utenti la possibilità di seguire gli hashtag, modalità molto utile. E non dimenticate che gli hashtag sono molto utili anche nelle Stories, se ne possono usare fino ad un massimo di 10, anche qui meglio usarne di meno e più efficaci, per dare ancora più visibilità ai propri contenuti effimeri.

    Gli Hashtag su TikTok

    TikTok, piattaforma del momento, per tanti motivi, ultimo dei quali per il fatto che presto potrebbe essere bannata dagli Usa, a meno che qualcuno non riesca a comprare le sue attività sul territorio americano. E la lista dei possibili compratori, dopo Microsoft, si allunga.

    Ovviamente, anche su TikTok gli hashta sono molto utili per tanti usi. Per scoprire argomenti, per le challenge e lanciarne di nuove. Anche qui, come su Instagram, è possibile scoprire quelli più rilevanti e anche qui usare l’hashtag serve a farsi riconoscere, a rendersi visibile.

    Considerando la brevità dei caratteri a disposizione, e considerando che non vi è un limite specifico per l’uso di hashtag, è sempre meglio non abusarne. In teoria, se ne potrebbe usare una trentina, ma meglio stare su numeri inferiori.

    Gli Hashtag su LinkedIn

    Dopo Twitter e Instagram, le due piattaforme che meglio permettono di attuare una sorte di “hashtag strategy“, anche LinkedIn da qualche anno sta cominciando a spingere sul cancelletto. La piattaforma di social media business, di proprietà di Microsoft, permette di usare parole chiavi anticipate dal cancelletto per meglio spiegare il proprio contenuto. Attenzione, “spiegare” non è usato a caso, perché la piattaforma su questo è abbastanza rigida. L’hashtag deve essere correlato strettamente al contenuto e se ne possono usare fino ad un massimo di 3 (c’è chi dice fino a 5, ma meno è meglio e se ne usate di più il post verrà contrassegnato come spam), che vadano a definire meglio ciò che è trattato nel post.

    Anche qui gli hashtag geografici, o locali, assumono significato, usateli per identificare meglio l’evento della vostra azienda, ad esempio.

    Come visto su Instagram, anche LinkedIn permette agli utenti di seguire gli hashtag, li potete cercare allo stesso modo di quando cercate un utente o una specifica professione.

    Gli Hashtag su Facebook

    Già a leggere il titolo di questo paragrafo, immagino molti di voi molto perplessi, ma aspettate prima di andare via e abbandonare questo post, è utile sapere qualcosa anche su Facebook.

    Come sapete, gli hashtag si possono usare anche su Facebook ma, tra tutte le piattaforme, questa è quella che peggio valorizza il cancelletto. Nel senso che esiste una struttura per poterli valorizzare, solo che l’algoritmo non li premia a dovere. Anche se proprio di recente, scrivendo una parola anticipata da cancelletto, Facebook comincia a suggerirne qualcuno.

    Ma nonostante questo sforzo, il risultato non cambia.

    Allora possiamo solo dire che su Facebook non serve a niente infarcire il post si hashtag sperando in un miracolo, meglio usarne 1, al massimo 2, che sia strettamente legato all’argomento. Va bene usare anche gli hashtag geografici, anzi questi performano meglio di altri. Su tutto il resto, meglio aspettare ancora qualche anno.

    Gli Hashtag su Pinterest

    Come sapete certamente, gli hashtag si possono usare anche su Pinterest, anche se, non avendo possibilità di monitorare in modo analitico questa piattaforma, in realtà non si ha ben chiara quale sua la loro efficacia.

    Sicuramente gli hashtag tornano utili per la descrizione di un pin, ma attenzione anche qui perchèé un uso eccessivo delle parole con cancelletto viene segnalato dall’algoritmo come spam, e quindi niente visibilità.

    Gli Hashtag su YouTube

    Prima di lasciarvi, non potevamo non menzionare la piattaforma video più usata al mondo, il secondo sito più visitato dopo Google. Ecco, su YouTube gli hashtag servono a descrivere meglio il contenuto e si possono usare anche nei titoli. Se è vero che gli hashtag possono aiutare alla visibilità dei video postati, è anche vero che abusarne, come abbiamo visto anche su tutte le altre piattaforme, è invece dannoso.

    Secondo YouTube “se un video ha più di 15 hashtag, tutti gli hashtag di quel video saranno ignorati“, ecco, fissate bene questa regola. E fate attenzione anche a questa regole, se gli hashtag non sono allineati al tema del video, o se sono fuorvianti, questo non solo penalizzerà la visibilità del video, ma porterà anche alla rimozione dello stesso. Quindi fate molta attenzione ad usare gli hashtag nei vostro video.

    Ecco, questo è la nostra breve panoramica su come usare gli hashtag, nel 2020, sulle piattaforme social media per meglio sfruttarli nella propria strategia di contenuti, nella propria strategia di brand awareness e di personal branding.

    Se avete suggerimenti o altre indicazioni, siamo qua. E intanto fateci sapere cosa ne pensate.

  • Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Hashtag Day, Twitter celebra i 13 anni del cancelletto

    Il celebre “cancelletto” compie oggi, 23 agosto 2020, 13 anni. Il primo ad usarlo su Twitter fu Chris Messina, quando scrisse #barcamp nel suo tweet. In occasione dell’Hashtag Day, vediamo allora gli hashtag più usati nell’anno e, ovviamente, a guidare la classifica c’è il Covid-19.

    Come ormai saprete, l’hashtag, il celebre cancelletto, è ormai uno dei simboli di Twitter. Fu infatti Chris Messina, il 23 agosto del 2007, ad usare per la prima volta in cancelletto in un tweet, la parola era #barcamp. Quello fu un momento importante per Twitter che, in qualche modo, diede vita ad una forma di comunicazione che, ormai, ci piace definire “personalizzabile”.

    hashtag day 2020 franzrusso.it

    E oggi, per ricordare quel momento, si celebra l’Hashtag Day, una giornata dedicata a ripassare quelli che sono stati gli hashtag più usati durante l’ultimo anno. Un anno caratterizzato ovviamente dalle conversazioni attorno al Covid-19, la pandemia che ha colpito il nostro paese verso la fine di febbraio. Ma non sono mancati anche altri temi di attualità, che adesso vedremo insieme, evidenziando come Twitter sia il luogo principale in cui tenersi informati, aggiornati.

    hashtag day chris messina

    E tutto questo grazie proprio al cancelletto che permette agli utenti di individuare il tema, di seguirlo e quindi di approfondire l’argomento attraverso i contenuti condivisi dagli utenti. Un meccanismo che su Twitter il più delle volte da vita a delle Relazioni, ossia quel momento in cui gli interessi tra gli utenti coincidono e, per proseguire la conoscenza dell’argomento, si instaura una relazione diretta. In 280 caratteri.

    Questa è la vera forza di Twitter che, purtroppo, tanti ancora non riescono a cogliere.

    #HashtagDay 2020, gli Hashtag più usati in Italia su Twitter

    Ma vediamo insieme gli Hashtag più usati su Twitter in Italia nell’ultimo anno segnato, come dicevamo prima dal Covid-19.

    Il virus, le misure igienico-sanitarie, i bollettini sull’andamento dei contagi, le manovre
    politiche, ma anche il lockdown e la quarantena: le persone si sono riunite su Twitter per
    condividere riflessioni e dibattiti e per trovare informazioni da fonti autorevoli. E gli hashtag
    utilizzati lo dimostrano.

    Non solo, quindi, #Covid19, #Coronavirus, #coronavirusitalia e #covid19italia, ma anche
    #lockdown, #quarantena, #mascherine, #conte, soprattutto in occasione degli annunci più
    salienti, e, in particolare nel periodo più critico tra marzo e aprile, #andratuttobene.

    Ricordiamo quei momenti in questi tweet:

    Tra gli hashtag più utilizzati in assoluto, con l’inizio della quarantena, figura anche
    #iorestoacasa, per incoraggiare le persone a contenere la diffusione dei contagi rimanendo
    a casa:

    Tra gli hashtag più utilizzati, è interessante ricordare #Distantimauniti, l’hashtag lanciato
    dall’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei primi giorni di marzo, e
    #grazie, hashtag che ha visto un’impennata nell’utilizzo – spesso accompagnato dalle emoji
    preghiera 🙏🏼 e applauso 👏🏻 – per esprimere gratitudine in particolare a tutti i medici e
    gli operatori sanitari attivi nel contrasto all’epidemia e nella cura dei malati. E i ringraziamenti  si sono propagati in tutto il mondo: nel periodo tra marzo e maggio sono stati pubblicati oltre  265 milioni di tweet a livello mondiale contenenti espressioni riconducibili alla parola “grazie”.

    I Coronavirus ha monopolizzato le conversazioni in Italia, e non solo, negli ultimi mesi, ma nello stesso periodo sono avvenuti altri fatti che hanno comunque scosso la comunità di Twitter che ha usato la piattaforma per esprimere i propri pensieri. Ed è quello che è successo con #BlackLivesMatter, hasthag che ha avuto un picco tra l’ultima
    settimana di maggio e la prima di giugno a seguito dell’uccisione di George Floyd in America, che ha permesso di amplificare i messaggi di protesta e di lotta contro il razzismo.

    Leggi anche:

    Il caso Twitter, quando prendere posizione serve al brand

    Ma, nonostante tutto, su Twitter non è mancato l’intrattenimento. Gli hashtag che hanno avuto più successo comprendono infatti popolari trasmissioni televisive, da #TemptationIsland a #GfVip e #CiaoDarwin, fino al fenomeno musicale K-Pop della band coreana #Bts (e tutti gli hashtag connessi come #Jimin o #kpop).

    Rimanendo sempre in tema musica, #Sanremo2020 si conferma tra gli hashtag più condivisi dagli italiani su Twitter, uno degli ultimi momenti prima che arrivasse il Covid-19 e il conseguente lockdown. E ogni tanto riappare anche tra i trending, come qualche settimana fa.

    Per quanto riguarda lo sport, grande tema molto condiviso su Twitter, gli hashtag più usati nell’ultimo anno, nonostante la sospensione del campionato nei mesi del lockdown, sono #SerieA, #Inter, #Milan, #Roma e #Juventus.

    Ecco, questo era il nostro modo per celebrare l’Hashtag Day 2020 e…buon hashtag a tutti!

  • Hashtag Day, il cancelletto di Twitter compie 12 anni

    Hashtag Day, il cancelletto di Twitter compie 12 anni

    Tutto è cominciato il 23 agosto del 2007, quando Chris Messina suggerì in un tweet di usare il cancelletto. Da allora l’hashtag, che compie 12 anni, è diventato il simbolo di Twitter, permettendo anche di personalizzare la comunicazione. Vediamo insieme quali sono quelli più usati in Italia nel 2019.

    Lo ricordiamo ormai ogni anno perché, col tempo, è diventato uno dei simboli di Twitter, forse quello più importante. L’hashtag compie 12 anni, il cancelletto fece la sua comparsa la prima volta proprio il 23 agosto del 2007, quando Chris Messina nel suo tweet scrisse #barcamp, chiedendo cosa ne pensassero gli altri nell’usare il simbolo #. Un chiaro riferimento a quando il simbolo del cancelletto era utilizzato all’interno di IRC proprio per individuare le stanza di conversazione.

    Nate Ritter, imprenditore del settore IT, fu poi il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007 raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire.

    twitter hashtag day 2019 franzrusso.it

    Se i 140 caratteri, oggi 280 caratteri, contrassegnavano chiaramente la piattaforma Twitter, l’hashtag, che venne poi introdotto in maniera ufficiale il 2009, è sicuramente il simbolo della piattaforma. E’ l’elemento che, come abbiamo già ricordato in altre occasioni, permette di personalizzare la comunicazione su Twitter.

    E il 23 agosto il cancelletto compie 12 anni e per l’occasione, come già successo, all’hashtag #HashtagDay viene associata una speciale emoji, un cuore azzurro con all’interno il cancelletto.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412

    Gli hashtag più usati in Italia nel 2019 su Twitter

    E anche questa è una bella occasione per vedere quali siano stati gli hashtag più usti nel 2019 in Italia.

    Gli hashtag che hanno avuto più successo comprendono popolari trasmissioni televisive, da #​Amici18 a ​#TemptationIsland, ​da ​#GameOfThrones ​al ​#Gf16​, passando per ​#uominiedonne a ​#CiaoDarwin e ​#Cepostaperte​, fino al fenomeno musicale K-Pop della band coreana ​#Bts (e tutti gli hashtag connessi come ​#Jimin o ​#bbmastopsocial​). Rimanendo sempre in tema musica, è ​#Sanremo2019 l’hashtag condiviso più volte dagli italiani su Twitter, seguito appunto da #bts.

    A questi si aggiungono gli hashtag relativi ai partiti o alle figure politiche, come ​#Salvini​, #M5S​, ​#PD​, ​#Lega​, ​#dimaio e ​#conte​, ma anche al movimento nato su Twitter #Facciamorete​ o alla vicenda di ​#Bibbiano​. Intrattenimento, politica ma anche sport sono argomenti che coinvolgono gli utenti sulla piattaforma, in primis il mondo del calcio con gli hashtag #juventus, #milan, #inter, #asroma, #juve, #seria, #calciomercato e #sarri tra i più condivisi nei primi 7 mesi del 2019.

    Da segnalare #FridaysForFuture, il movimento studentesco globale per la salvaguardia dell’ambiente lanciato dalla giovane attivista Greta Thunberg che ha avuto un forte impatto anche in Italia:

    #DareToShine e #RagazzeMondiali​: nel corso del campionato mondiale di calcio femminile svoltosi tra giugno e luglio 2019, gli hashtag ufficiali ​#DareToShine e #RagazzeMondiali​ hanno coinvolto tutti i fan su Twitter:

    #MilanoCortina2026​: la notizia della vittoria di Milano-Cortina delle Olimpiadi Invernali 2026 ha rappresentato un momento epico e di grande coinvolgimento e festeggiamenti per tutta la comunità di Twitter in Italia:

    A dimostrazione di quanto l’hashtag abbia rivoluzionato il modo di comunicare, nel 2014 la parola è stata inserita all’interno dell’Oxford English Dictionary.

  • Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Il 23 agosto è l’Hashtag Day, il cancelletto, che è ormai il vero segno distintivo di Twitter, fece proprio la sua comparsa in questa giornata del 2007, 11 anni fa. E’ la modalità che più di ogni altra permette di personalizzare l’uso dei 280 caratteri. Ogni giorno se ne condividono ben 125 milioni.

    Fateci caso, quando pensate a Twitter immediatamente lo associate ad un cancelletto, all’hashtag. E questo vale di più oggi, 23 agosto, giorno in cui si celebra il compleanno dell’hashtag che fece la comparsa in questa giornata, nel 2007, 11 anni fa. Ecco perchè oggi si festeggi su Twitter #HashtagDay. Nel corso degli anni il cancelletto ha assunto sempre più importanza sulla piattaforma di Jack Dorsey e compagni, al punto da diventarne l’elemento davvero distintivo della piattaforma, non più a 140 caratteri. L’hashtag, tra l’altro è l’elemento che più di ogni altro permette di personalizzare l’uso della piattaforma che nel frattempo è cresciuta fino a 280 caratteri.

    L’hashtag è anche diventato sinonimo di informazione, di notizie. Quando uno vuole sapere cos’è successo nel mondo, aprendo Twitter, la prima cosa che si fa è dare un occhio alla colonna di sinistra, quella dei trending topics, dove vengono elencati tutti gli argomenti più discussi sulla piattaforma.

    hashtag day 2018

    Sapete chi introdusse l’hashtag nel 2007 (lo avevamo raccontato anche lo scorso anno in occasione del decimo compleanno)? Fu Chris Messina, quando nel suo tweet scrisse #barcamp

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E223115412&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.franzrusso.it%2Fcondividere-comunicare%2Ftwitter-deve-molto-al-cancelletto-hashtag-compie-10-anni%2F

    Nate Ritter, imprenditore del settore IT, fu poi il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Tanto per essere chiari, e per rispondere ancora una volta a chi dice che l’hashtag “non lo ha inventato Twitter”, in effetti il cancelletto fece la sua prima comparsa verso la metà degli anni ’90 in poi e veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    Ma quali sono gli hashtag più usati in Italia nell’ultimo anno? Eccoli:

    • #m5s
    • #roma
    • #pd
    • #salvini
    • #italia
    • #renzi
    • #gfvip
    • #dimaio
    • #nominoermalmeta
    • #napoli

    Notate come la politica, nell’anno delle elezioni politiche sia molto presente in questa classifica con cinque hashtag. E non poteva mancare il GF Vip. Notate anche come, tra quelli più usati nell’anno, non ci sia il calcio, proprio nell’anno in cui, per la prima volta nella sua storia, la nazionale di calcio non si è qualificata per i mondiali di Russia 2018.

    E allora, buon hashtag a tutti!

  • Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Twitter deve molto al cancelletto, l’hashtag compie 10 anni

    Se c’è un elemento davvero distintivo di Twitter, oltre ai 140 caratteri, quello è l’hashtag che oggi compie 10 dalla prima sua apparizione sulla piattaforma. Era proprio il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina suggeriva l’hashtag per i gruppi. Oggi questa è una modalità che rende personalizzabile il modo di usare i 140 caratteri.

    L’hashtag compie su Twitter 10 anni, era infatti il 23 agosto del 2007 quando Chris Messina, avvocato di San Francisco, suggeriva di usare l’hashtag per creare dei gruppi sulla piattaforma. Da allora l’utilizzo dell’hashtag su Twitter è cresciuto a tal punto da diventare uno degli elementi che meglio caratterizzano la piattaforma. Pensateci, l’hashtag è una modalità che permette di personalizzare il proprio modo di usare e comunicare su Twitter, una modalità che in 140 caratteri funziona benissimo. Ma, a differenza di quello che si pensa, l’hashtag non è stato inventato da Twitter. L’intuizione che ebbe 10 anni fa Chris Messina in effetti la spiega. Il cancelletto, verso la metà degli anni ’90 in poi, veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412

    Oggi Twitter, giustamente, festeggia questo elemento che lo distingue dagli altri, sebbene oggi l’hashtag sia attivo anche su Facebook (dal 2013), su LinkedIn, su Pinterest, su Google Plus (dal 2012), su Tumblr, su YouTube, e lo era su Friendfeed e su Orkut. Pensate che sulla piattaforma da 140 caratteri ogni giorno vengono condivisi circa 125 milioni di hashtag.

    hashtag 10 anni #hashtag10 twitter franzrusso.it 2017

    Ma se Messina può essere ricordato come l’inventore dell’hashtaf su Twitter, è Nate Ritter, imprenditore del settore IT, il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007 raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Nel 2012 l’hashtag venne eletta parola dell’anno e nel giugno 2014 il termine hashtag è stato inserito nell’Oxford English Dictionary. In questi dieci anni, gli eventi, le campagne e i temi più discussi sono diventati #trendtopic con hashtag come #JeSuisCharlie, #PrayforParis, #OccupyWallStreet, #LoveisLove, #Brexit, #IceBucketChallenge, #RoyalBaby e, in Italia, #Expo2015, #MafiaCapitale, #terremoto, #Referendum, #FamilyDay, #Petaloso per citarne solo alcuni.

    Alcuni degli hashtag legati agli account di alcuni degli uomini e delle figure più importanti del mondo hanno generato milioni di Tweet in tutto il mondo. Per fare due esempi celebri, i tre hashtag più utilizzati legati all’account di Donald Trump (@realdonaldtrump) sono #Trump2016, #MakeAmericaGreatAgain e #CelebApprentice. Nel caso di un’altra figura influente uomo del nostro tempo, invece, quella del Papa (con un account Twitter, @pontifex, che ha appena raggiunto i 37 milioni di follower) i tre hashtag più usati sono #LaudatoSi, JMJ e Rio2013.

    Dai più importanti eventi mondiali alle campagne di sensibilizzazione, fino alle foto dei throwback settimanali, tutto accade ormai con un hashtag, e tutto accade su Twitter.

    Ecco di seguito alcuni dati interessanti sull’evoluzione dell’hashtag negli ultimi dieci anni:

    • Attualmente, si registra una media di 125 milioni di hashtag Twittati ogni giorno.
    • L’hashtag più Twittato nel 2007 è stato usato circa 9.000 volte. L’hashtag più utilizzato fino ad ora nel 2017 è stato usato più di 300 milioni di volte.

    #FollowFriday:

    • Il primo #Followfriday è stato il 16 gennaio 2009, e l’hashtag #FF (o #followfriday) è stato usato più di 500 milioni di volte da quel momento ad oggi

    #NowPlaying

    • L’hashtag #nowplaying/#np è stato utilizzato per la prima volta in un Tweet in merito alla canzone “Open your Heart” di De Lavender Diamond, nel 2007.
    • L’hashtag #NowPlaying (o #np) è stato utilizzato nei Tweet più di 1 miliardo di volte.

    Award e Premiazioni:

    • Cinque degli hashtag più popolari degli ultimi dieci anni sono nati dalle community di fan che hanno Twittato durante gli show di premiazioni e award: che sia stato per votare o per prendere parte al live tweeting dell’evento, questi cinque hashtag sono stati usati complessivamente più di 3 miliardi di volte.
    • #MTVHottest
    • #MTVStars
    • #KCA
    • #iHeartAwards
    • #BestFanArmy

    Tra gli hashtag più usati per votare degli artisti:

    • #BTSBBMAs
    • #EMABiggestFansJustinBieber
    • #EMABiggestFans1D
    • #vote5sos
    • #PushAwardsKathNiels

    TV/Film:

    • L’hashtag dedicato ad uno show televisivo più Twittato di sempre è #TheWalkingDead
    • L’hashtag dedicato ad un film più twittato di sempre è #StarWars.

    Sports:

    • L’hashtag dedicato ad un evento sportivo più Twittato di sempre è #Euro2016.
    • L’hashtag sportivo più utilizzato di sempre negli USA è #SuperBowl.
    • L’hashtag dedicato ad una lega sportiva più Twittato di sempre è #NFL.
    • L’hashtag dedicato ad un team sportivo più Twittato di sempre è #MUFC.

    Gaming:

    • L’hashtag del mondo del gaming più Twittato di sempre è トレクル (TreCru/Treasure Cruise), usato più di 269 milioni di volte.

    Allora, questo un resoconto sull’hashtag che compie 10 anni su Twitter e i momenti salienti di questi anni. L?hashtag da usare oggi è #Hashtag10 con il quale verrà attivata una emoji personalizzata per 24 ore.

    [l’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso]

  • Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter si può ben affermare che è la piattaforma che ha dato vita all’hashtag, #, ormai entrato in uso anche su Facebook dopo Google+, Vine e Pinterest. Ed essendo diventato strumento fondamentale per veicolare informazioni, conversazioni e anche campagne pubblicitarie, Twitter Uk ha pensato bene di dare qualche consiglio per creare un hashtag efficace

    Come forse i meglio informati sanno, o anche, per usare un’espressione che ci piace poco, i meno giovani, l’hashtag esisteva già prima che Twitter nascesse, veniva già usato all’interno di IRC, la prima vera chat su internet e serviva proprio a catalogare gruppi e argomenti. Ma la vera notorietà, se così si può dire, l’hashtag l’ha conosciuta con Twitter esattamente dal 2007 quando fece la sua comparsa in un tweet. Dal 2009 Twitter, vista la crescente diffusione, ha cominciato ad usarlo per raggruppare in maniera ordinata i messaggi e in seguito a questo passaggio nel 2010 creò i “trending topics”, ossia la lista degli argomenti più twittati della giornata catalogata anche per hashtag.

    Ma l’hashtag è diventato un potente strumento per veicolare conversazioni, informazioni, iniziative e anche campagne pubblicitarie. Durante l’ultimo SuperBowl molti brands lanciarano le proprie campagne con hashtag mirati come Pepsi con #PepsiHalftime, Toyota con #wishgranted e soprattutto Oreo che, anche senza utilizzare un hashtag specifico, riuscì ad agganciarsi al blackout dello stadio con “Power out? No problem“, riuscendo ad ottenere quasi 16 mila RTs:

    Ecco che Twitter UK, dal blog ufficiale di Twitter, ha pensato bene di dare degli utili consigli, raccolti nell’infografica che vedete in basso, per creare il miglior hashtag possibile per quella che è l’azione che vogliamo mettere in campo su Twitter.

    Prima di tutto è opportuno chiedersi il perchè usare un hashtag ed è utile anche fare un promemoria di quegli hashtag che gli utenti hanno maggiormente apprezzato, saranno un elemento distintivo nel mare di tweets che scorre sulla timeline ogni giorno.

    Altro consiglio è quello di associare l’hashtag a campagne già in atto come può essere una campagna televisiva, una campagna stampa o una campagna di direct-mail. Questo lo renderà memorabile.

    Come potete vedere nell’infografica i consigli sono articolati e seguono un filo logico dettato prima di tutto dalla creazione di un hashtag che sia facilmente comprensibile  agli utenti con l’obiettivo di poter raggiungere il maggior numero possibile di utenti. Sembra un’operazione semplice, ma non lo è. Bisogna trovare una o al massimo due keywords che diano il senso della campagna che vogliamo avviare e bisogna fare un’attenta analisi che quelle stesse keywords non siano già state utilizzate prima.

    Se intendete arricchire una discussione già esistente attorno ad un hashtag è bene pensare di aggiungere valore alla discussione stessa inserendo la promozione dei vostri prodotti e magari anche associando al stessa conversazione ad un evento che si sta per lanciare: questo, secondo i consigli di Twitter UK, è un’ottimo modo per fare una campagna attraverso quell’hashtag.

    Altro esempio. Se pensate di introdurre un hashtag magari associato ad un concorso è opprtuno che esso stesso sia ben legato con altre campagne di marketing in atto, senza le quali sarà poco probabile aumentare il reach della campagna stessa.

    Spesso ci si chiede se un brand deve dare vita a nuovi hashtag, invece di usare una parola o una frase che gli utenti già usano. Twitter UK sostiene che non è sempre così, ossia non è sempre necessario crearne di nuovi. Se le persone stanno già utilizzando un hashtag e attorno ad esso esistono già delle conversazioni, allora parte del lavoro è già fatto. Tutto quello che il brand deve fare è garantire valore aggiunto a quella conversazione. Quindi agganciare l’hashtag esistente, ma dare la propria impronta alle conversazioni. In questo modo si creerà un hashtag che dara vita a conversazioni efficaci.

    Ora vi lasciamo all’infografica e se avete domande da porre, dubbi scriveteli tra i commenti, ci piacerebbe davvero iniziare e arricchire una conversazione su questo argomento.

     hashtag migliore twitter infografica

  • Facebook pronta ad introdurre l’hashtag. Ma ce n’è bisogno?

    Facebook pronta ad introdurre l’hashtag. Ma ce n’è bisogno?

    Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Facebook starebbe pensando di introdurre l’utilizzo dell’hashtag, il famoso cancelletto #, anche per gli utenti del più grande social network. Ma ce n’è davvero bisogno? A nostro avviso no e non aggiungerebbe nulla di nuovo

    La notizia sta ormai facendo il giro del web, il giro del mondo è il caso di dire, anche perchè a parlarne è l’autorevole Wall Street Journal, il più importante quotidiano economico a livello internazionale. Secondo una fonte che il quotidiano ha intercettato, sembra che Facebook, ricordiamolo, il più grande social network, della rete, starebbe pensando di rendere disponibile l’hashtag (#) per i suoi utenti. Certo è qualcosa che sorprende, un’azione che non ti aspetteresti, ma che ad un primo sguardo, se fosse vera, non porterebbe certo un grande valore. Non è una innovazione, è soltanto una cosa già vista. C’è anche di chi parla di monopolio social e non è una cosa tanto fuori luogo. Per chi usa Twitter, l’hashtag è fondamentale, è lo strumento attraverso il quale seguire conversazioni a tema, ideare nuovi argomenti e incanalare nuove conversazioni. Un modo eccellente per guidare l’utente nella miriade di notizie che ogni giorno si trovano su Twitter. Quindi, dal punto di vista di Facebook, non si parla certo di una grande novità.

    E allora perchè dotarsi di uno strumento che è già in uso con successo su un’altra piattaforma? Semplice, se vogliamo. Da quando Facebook è stata quotata in borsa, si è trovata costretta, come nuova realtà aziendale che deve rendere conto ai propri azionisti in termini finanziari, a sviluppare settori fino a quel momento inesplorati, se non in piccola parte. E in particolare il Mobile. Ricorderete poco prima di approdare a Wall Street il grande colpo che Zuckerberg portò a casa acquisendo Instagram, un grande passo in avanti in un settore che lo stesso Zuckerberg aveva conosciuto poco. Da quel momento l’impegno in questo senso si estese al massimo. Ma perchè tutto questo? Dicevamo prima degli azionisti, certo, ma quello che interessa è fare guadagni, quindi pubblicità. E secondo i dati del 2012 Twitter da mobile ha guadagnato 129 milioni di dollari contro i 72,7 di Facebook, quindi una differenza molto evidente che ci dà la misura di quello che si parla. Ma è anche vero, ed è la conferma di ciò che sosteniamo, che secondo i dati diffusi al CES 2013, un paio di mesi fa, al momento il 20% della pubblicità di Facebook è sul Mobile.

    A fronte di questo quadro, Facebook penserebbe bene di sfruttare anche l’utilizzo dell’hashtag per fare breccia sul mobile. Basti pensare, come riporta anche il WSJ, che l’hashtag è diventato uno strumento efficace anche per la promozione di annunci pubblicitari, renderli ancora più evidenti e con questi sviluppare interazioni con gli utenti, come è successo anche durante il recente Super Bowl. Una cosa che a Facebook fa molta gola.

    Ma c’è anche da considerare il recente lancio del Search Graph e in effetti introdurre l’hashtag in questa ottica potrebbe tradursi in un certo vantaggio, è evidente. Sarebbe molto più semplice contraddistinguere e seguire determinate conversazioni.

    Tornando quindi alla domanda che ci siamo posti, e che vi poniamo perchè ci piacerebbe anche conoscere il vostro parere, ma Facebook ne avrebbe davvero bisogno? Da un punto di vista di competizione ì, strettamente legata al mobile, per i motivi visti prima, sembrerebbe di sì, ma certamente denota carenza di creatività. Il primo e più grande social network del web guarda e cerca di imitare quello che da un più o meno diretto competitor, molto più piccolo e, senza dubbio, differente, ma ben radicato in un settore strategico.

    Allora voi che ne pensate?

  • La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    L’attenzione di ieri su Twitter ha registrato un picco elevato quando nella tarda mattinata Berlusconi ha annunciato la sua proposta shock, ossia restituire l’IMU ai cittadini. 900 i tweets che si sono resistrati considerando i due hastag #propostashock e #propostasciocc

    Argomento di ieri su Twitter, ma sui social media in generale, è stato sicuramente Berlusconi e la sua proposta shock. Nella tarda mattinata di una domenica in piena campagna elettorale, Silvio Berlusconi annuncia la sua #propstashock, cioè restituire ai cittadini italiani l’IMU, la tassa sulla prima casa, già pagata nel 2012. Un annuncio che ha di fatto scatenato un ridda di tweets. Ci siamo permessi di monitorare quelli che sono stati i due hashtag più usati #propostashock, appunto, e #propostasciocc.

    Ebbene, il picco massimo è stato di 900 tweets, aggregando i due hashtag e verificando questa proporzione: 78% per #propostashock e 22% per #propostasciocc.

    propostaschock_share voice

    [UPDATE]

    Alcuni utenti su twitter, tra cui Alessandra Giraldo (@giraldo_ale),


    ci hanno fatto notare che oltre ai due hashtag che abbiamo monitorato ce ne sarebbe un terzo, #propostachoc. Abbiamo inserito anche questo hashtag nel monitoraggio e, pur restando pressochè tutto invariato, cambia lo share of voice con percentuali diverse, come vedete nell’immagine in basso. E cambia il quadro delle top source, adesso il risultato si ribalta e a twittare via mobile, dato complessivo, è il 51,9%, contro il 45,2% via desktop.

    propostaschock_propostasciocc_share voice

    Anche nella giornata di oggi si registra un numero discreto di tweets, fino ad ora costante.

    propostaschock_timeline

    Nell’individuare il top tweet, siamo risaliti a quello di Cetty D. (@itscetty) che ha ottenuto 865 condivisioni complessive, di cui 688 RTs

    Il secondo tweet più condiviso è stato quello di Giulio Tremonti (g_tremonti), 382 condivisioni totali, di cui 340 RTs

    Il 49,4% degli utenti su twitter ha preferito twittare via desktop, mentre il 47,4% ha preferito farlo via mobile di cui il 25,9% da iPhone, il 13,1% da Android e il 6,4% da iPad, per citare le principali fonti.

    propostaschock_sources

    (l’immagine in basso comprende anche l’hashtag #propostachoc)

    propostaschock_sources 1

    Dai tweets che abbiamo registrato risulta una prevalenza maschile tra i profili, 57%, mentre le donne sono il 43%.

    propostaschock_demografico

    Tra le keywords più presenti nei vari tweets, IMU è appunto tra le più usate.

    propostaschock_keywords

    Questo breve resoconto che vuole essere solo una piccola vetrina di quello che è accaduto ieri, è confermato anche da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che traccia le conversazioni riguardanti i politici impegnati in questa campagna elettorale sul web. E infatti nell’immagine in basso si vede chiaramente l’impennata delle mentions riguardanti Berlusconi nella giornata di ieri.

    polismeter_propostaschock_berlusconi

    E voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti dei politici che usano i social media in questa campagna elettorale? Sta cambiando, di conseguenza  il vostro parere a riguardo? Se avete un’idea che volete esprimere potete anche rispondere, se volete, a questo mini-sondaggio sulla fanpage ufficiale de “La Gabbia“, il nuovo libro di Davide Cavazza la cui storia ha come tema proprio l’attuale campagna elettorale, sul fatto se e quanto l’attività dei politici di questo periodo sui social media stia modificando, o meno, la vostra opinione. Collegatevi a questo link per dare la vostra risposta.