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  • Il futuro delle aziende, quando Innovazione fa rima con Formazione

    Il futuro delle aziende, quando Innovazione fa rima con Formazione

    Il 2020 verrà ricordato anche come l’anno in cui il tessuto imprenditoriale, ad ogni livello, ha dovuto affrontare sfide forse mai conosciute prima. E la sfida si vince investendo sulla Formazione, per abbracciare l’Innovazione.

    Il 2020 verrà ricordato anche come l’anno in cui il tessuto imprenditoriale, ad ogni livello, ha dovuto affrontare sfide forse mai conosciute prima. L’emergenza sanitaria ha posto le aziende e le organizzazioni di fronte al fatto che l’unico modo per superare le difficoltà è investire in formazione e in innovazione.

    Non è un caso che Innovazione faccia rima con Formazione, e viceversa: sono due facce della stessa medaglia.

    Nel nostro piccolo, in questo periodo, abbiamo cercato di raccontare come le aziende hanno affrontato la pandemia da Covid-19 e tutto quello che ne è scaturito. Il momento iniziale è stato difficile! Nel giro di poco tempo le aziende italiane hanno dovuto affrontare una riorganizzazione del lavoro, ricorrendo allo smart working: modalità di lavoro da remoto a cui, si può dire, la maggior parte delle aziende non era preparata. Per mancanza di mezzi, di investimenti e anche di competenze.

    fondartigianato innovazione formazione

    Non sono mancati i disagi, nonostante la possibilità di poter lavorare da casa. Ma l’errore principale è stato quello di non aver compreso subito la portata dell’evento e non aver reagito con la prontezza che la situazione richiedeva. Mancavano le giuste competenze per affrontare una modalità di lavoro del tutto nuova. Del resto, fino a quel momento, solo 570 mila lavoratori italiani potevano ricorrere a questa modalità.

    Non vi era stato il tempo per formarsi con il lavoro da casa, che non vuol dire stare a lavorare con il computer dal salotto di casa (nel migliore dei casi), vuol dire organizzare il lavoro e gestire i processi di lavoro, vuol dire accedere ai programmi dal proprio pc, saper gestire i flussi proprio come se si fosse in ufficio.

    Sembra banale, ma per fare questo servono le competenze giuste, serve una conoscenza degli strumenti, dei software da usare, significa aver dimestichezza con il cloud e tutte le app.

    Come sempre succede, da una grande crisi possono derivare delle grandi opportunità, ma perché questo succeda bisogna essere preparati, bisogna essere formati e agire, per quanto possibile, in maniera preventiva. Ecco, se c’è una lezione che le aziende possono imparare da tutto quanto successo in questo anno, che non dimenticheremo facilmente, è che la preparazione, le competenze in situazioni difficili sono quelle che fanno la differenza.

    Fare Formazione per abbracciare l’Innovazione. Questo potrebbe essere un titolo, una frase che tutti dovremmo imparare e non dimenticare. Le competenze aiutano a superare i momenti di crisi, aiutano a risolvere i problemi, anche quando non previsti, e a guardare al futuro.

    Ma come possono fare le aziende per organizzarsi a formare i propri collaboratori?

    Semplice, affidarsi a chi sa come gestire queste situazioni e i processi formativi, in modo da trasferire alle organizzazioni le giuste competenze. Affidarsi a chi ha esperienza nel settore perché la formazione non è statica, ma in continua evoluzione.

    Il Cambiamento in atto, che coinvolge tutti i settori, ci ha insegnato che la formazione offre strumenti dinamici, adeguati al momento, per sapere guardare oltre.

    Si dice che il Covid-19 abbia permesso alle aziende di fare un salto in avanti come mai negli ultimi 30 anni, verso certi punti di vista. Solo che non tutte ne sono state capaci e non tutte hanno sapute cogliere il momento. Perché non avevano le competenze adatte.

    E ad essere più esposte a questa grande crisi e alla mancanza di competenze sono soprattutto le PMI, l’ossatura economica del nostro paese.

    Ecco perché oggi è meglio affidarsi a chi ha fatto della Formazione il proprio scopo, come, ad esempio, Fondartigianato: associazione riconosciuta, costituita da Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL, UIL. Si tratta del primo Fondo autorizzato dal Ministro del Lavoro, con decreto del 31 ottobre del 2001 che ad oggi ha formato oltre 362 mila lavoratori con oltre 457 milioni di euro stanziati dal 2004 ad oggi, e con oltre 150 mila aziende aderenti per un totale di 560.000 dipendenti.

    Inoltre il 4 gennaio 2021 Fondartigianato ha pubblicato l’Invito 1°-2021 che mette a disposizione ben 32 milioni di euro per 7 linee di finanziamento, con diverse modalità di presentazione per tutto il 2021 concludendosi con l’ultima scadenza il 5 aprile 2022

    Numeri che da soli dicono dell’autorevolezza e dell’affidabilità del Fondo.

    In un momento di incertezza, affidarsi a chi sa indicare la strada verso il miglioramento delle competenze per il futuro è la scelta migliore. Basta solo saper cogliere le opportunità che un fondo come Fondartigianato offre.

    Per conoscere meglio Fondartigianato, gli Inviti a disposizione e come aderire, vi invitiamo a consultare il sito: fondartigianato.it.

    [In collaborazione con Fondartigianato]

  • Cloud Computing, perché è il vero partner per le aziende nel 2021

    Cloud Computing, perché è il vero partner per le aziende nel 2021

    Il 2020 è stato l’anno della pandemia da Covid-19 ma è stato anche l’anno in cui il Digitale, e l’Innovazione in generale, hanno giocato un ruolo primario per superare la crisi che ne è conseguita. Il Cloud Computing è emerso in maniera decisa e sarò il vero partner delle aziende nel 2021.

    Il 2020 è stato l’anno della pandemia da Covid-19, e lo ricorderemo tutti, ma è stato anche l’anno in cui il Digitale, e l’Innovazione in generale, hanno giocato un ruolo primario per superare la crisi che ne è conseguita. Si dice che il digitale abbia permesso alle aziende di fare un salto in avanti, che di solito si riesce a fare in un decennio almeno, in pochi mesi. Per le aziende la parola d’ordine è diventata subito cambiamento, vale a dire adottare strumenti e strategie che permettessero alle aziende di continuare a fare business, nonostante lo scenario non fosse più quello di prima.

    E già di per sé questo cambio di scenario non è stato facile, sono state fondamentali le grandi capacità di cambiamento e di adattamento alle tecnologie, quelle che hanno permesso alle aziende di guardare al futuro.

    E tra queste tecnologie, ovviamente, il ruolo principale lo ha giocato il Cloud Computing.

    Cos’è il Cloud Computing

    Volendo provare a dare una definizione, allora non si può non considerare le parole di colui che tra i primi ha parlato di Cloud Computing nel 2006, ossia Eric Schimdt, che ci dava questa definizione: “un modello ibrido di sfruttamento delle risorse offerte dalle reti di computer, Internet principalmente, che supera il vecchio schema client/server che lo ha caratterizzato ed in parte dominato sino ad oggi. La premessa basilare consiste nell’assumere che in questa nuova architettura i data service (servizi hardware) e le funzionalità offerte (servizi software) dovrebbero risiedere prevalentemente sui server web (le ‘nuvole’) piuttosto che ‘diffusi’ sui singoli computer connessi in rete“. In questa definizione c’è il concetto del Cloud Computing, e cioè la capacita di sfruttare gli strumenti di cui disponiamo oggi per agganciarci alla “nuvola giusta” e lavorare con tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno, da qualsiasi luogo.

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    [Imprese e manager chiedono servizi cloud affidabili? Scopri come e cosa rispondere grazie alla piattaforma Cloud Champion di Microsoft Italia. Impara oggi e gestisci il business del futuro, qui tutti i dettagli]

    In buona sostanza, il cloud computing è la fornitura di servizi informatici on-demand, dalle applicazioni allo storage e alla potenza di elaborazione, direttamente via internet. Quindi le aziende possono avere a disposizione tutto quelle che serve per il proprio business, senza per forza dotarsi di una infrastruttura fisica o un proprio data center.

    Il 2020 è stato l’anno in cui gli italiani hanno scoperto lo smart working. Ebbene, in un anno di è passati da 570 mila smart workers a oltre 6,5 milioni e la maggior parte di essi, circa 5 milioni, non tornerà più al solito posto di lavoro. Ecco, di fronte ad uno scenario come questo, il Cloud Computing è per le aziende il miglior alleato, da qualsiasi punto di vista guardiamo lo scenario.

    Basti pensare, per citare un esempio più vicino a tutti, che oggi tutti i fornitori di software si servono della tecnologia cloud, abbandonando il dispositivo fisico che serviva per accedere ai servizi. Tutto si fa dalla “nuvola”.

    Una ricerca di IDC ha rilevato che oggi le aziende destinano un terzo delle risorse per elaborare tutta l’infrastruttura a sostegno del Cloud Computing, osservando come la spesa tradizionale IT vada sempre più riducendosi. Gartner poi prevede che entro il prossimo anno la metà delle aziende globali agirà interamente su Cloud.

    Il Mercato Cloud in Italia

    Si tratta di un trend che si consolida sempre di più e che nel 2020 ha conosciuto il suo momento più importante. In Italia il mercato Cloud vale 3,3 miliardi di euro facendo registrare una crescita del 21%. Sono numeri forniti dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, e sono numeri che vedremo crescere ancora di più nel prossimo anno.

    Le aziende per crescere devono in fretta trovare una “nuova normalità” che altro non è che velocizzare il processo di digitalizzazione della propria organizzazione, quindi trasformarsi in chiave digitale per abbracciare le occasione del futuro. E questo vale oggi più che mai.

    La soluzione: Microsoft Azure

    E tra i grandi player del mercato Cloud in Italia, non possiamo non citare Microsoft, il colosso di Redmond che ad oggi è uno dei più importanti player del mercato a livello globale.

    La soluzione che offre Microsoft è “Microsoft Azure“, la soluzione Cloud Computing che in questa fase storica per le aziende diventa un partner eccellente per il proprio business.

    Attraverso Micosoft Azure vengono erogati questi servizi:

    • risorse di elaborazione
    • archiviazione e memorizzazione dati
    • trasmissione dati e interconnessione di reti
    • analisi
    • intelligence
    • apprendimento automatico sicurezza e gestione delle identità
    • monitoraggio e gestione
    • servizi per lo sviluppo di applicazioni.

    E questa serie di servizi può essere poi classificata in tre aree, che sono: Infrastructure-as-a-Service (IaaS), Platform-as-a-Service (PaaS) ed e Software-as-a-Service (SaaS). La piattaforma di Cloud Computing del colosso di Redmond fornisce anche servizi di mBaaS (mobile Backend as a Service).

    Si tratta quindi di una delle piattaforme più complete e fornite del mercato, con milioni di clienti in tutto il mondo e in Italia. Ma c’è un elemento che proprio in questa fase storica è emerso in tutta la sua importanza, ed è quello delle competenze. Microsoft da sempre ha a cuore il tema delle competenze, dello sviluppo delle skill adeguate per abbracciare il futuro. E per questo, mette a disposizione tutta la sua esperienza per offrire ai suoi clienti la migliore formazione al fine di usare al meglio i propri servizi. E Microsoft Azure rientra in questa strategia. Un percorso di training al fianco di personale altamente specializzato a supporto delle aziende è quanto di meglio si possa avere per cogliere le opportunità del Cloud Computing e Microsoft in questo è imbattibile.

    [In collaborazione con Microsoft Italia]

  • Maker Faire Rome 2020 è all digital e porta l’Innovazione a tutti

    Maker Faire Rome 2020 è all digital e porta l’Innovazione a tutti

    Maker Faire Rome – The European edition si farà, dal 10 al 13 dicembre 2020, e sarà tutta “all digital”, per arrivare davvero a tutti in maniera gratuita. Anche questa edizione particolare sarà ricca di eventi e di makers che stanno davvero plasmando il futuro.

    In questo anno davvero particolare, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, non poteva mancare Maker Faire, uno degli eventi più importanti e seguiti, dove i makers si mettono in mostra per plasmare il futuro. L’edizione Maker Faire Rome – The European edition 2020 sarà “all digital”, per tutti e in forma gratuita. Dal 10 al 13 dicembre 2020 l’edizione tech più attesa dell’anno avrà luogo su una piattaforma digitale innovativa, divisa per aree tematiche, con la conduzione di Diletta Parlangeli e Rudy Zerbi che guideranno il viaggio verso l’innovazione di tutti i partecipanti.

    Come dicevamo, la piattaforma è divisa in diverse aree tematiche dedicate ai principali argomenti di Maker Faire e un canale Main, sempre live, dal quale verranno raccontate nei giorni della manifestazione tante storie d’innovazione. Sarà quindi operativo un vero e proprio studio televisivo presso gli spazi dell’ex gazometro a Roma dal quale, in diretta, andremo ad incontrare i protagonisti nazionali e internazionali del mondo dell’innovazione là dove lavorano o sperimentano. Tra i tanti collegamenti in diretta, due sono davvero imperdibili: quelli con l’Antartide e l’Artide grazie al Cnr e al neo Istituto di Scienze polari sul tema dei cambiamenti climatici e delle ricerche scientifiche che vengono svolte in quegli ambienti particolari. Ci saranno poi collegamenti con i tanti laboratori universitari e si potrà incontrare i tanti inventori potendoli osservare proprio all’opera.

    maker faire 2020 opening conference

    Maker Faire Rome – The European edition 2020 è promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.

    Prima di vedere tutti i temi, è importante indicare come è possibile partecipare. Niente di più facile, sarà sufficiente accedere alla piattaforma, nei giorni della manifestazione, con una semplice registrazione, tutte le informazioni le trovate sul sito della manifestazione: makerfairerome.eu/it. Basterà creare un proprio profilo esprimendo preferenze sui temi e le attività che ci si aspetta di trovare nel corso dell’evento. Si riceveranno suggerimenti e notifiche in linea con i propri interessi.

    Durante la navigazione, si potranno assegnare like, condividere contenuti, chattare con i maker e gli espositori, porre domande o partecipare agli incontri live “Meet the Exhibitor“, per conoscere meglio i progetti esposti. E, come sempre, è stato allestito un ricco calendario di eventi live, talk, webinar, workshop e conferenze sui principali temi dell’innovazione, e anche su nuovi argomenti che la pandemia ci suggerisce di approfondire. Tutto questo grazie anche al prezioso contributo dei tanti innovatori che hanno risposto alle nostre call: “for Makers”, “for Schools”, “for Universities and Research Institutes”. E grazie ai tanti partner, pubblici e privati, che ancora una volta hanno riconosciuto le potenzialità dell’evento ed eletto Maker Faire Rome come lo spazio ideale di conversazione sul presente più innovativo e sul futuro che stiamo progettando.

    Maker Faire 2020: Opening Conference da non perdere il 10 dicembre

    Appuntamento da non perdere è quello della Opening Conference di #MFR2020, l’evento di apertura della manifestazione che si terrà giovedì 10 dicembre dalle ore 18 alle 20, dal titolo “Re:Make the World, together“, che sarà condotto da Riccardo Luna, giornalista e grande eserto di Innovazione. Ospiti istituzionali saranno Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri Cooperazione Internazionale, e Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca.

    E saranno presenti, tra i tanti, Oussama Khatib (direttore del prestigioso Laboratorio di Robotica all’Università di Stanford, vero ambasciatore della robotica mondiale), Bernie Roth (fondatore e direttore accademico della prestigiosa d.School dell’Università di Stanford, autore del bestseller “The achievement habit” tradotto in 15 lingue), Jeffrey Sachs (economista e saggista statunitense di fama internazionale, esperto e appassionato di questioni climatiche e sostenibilità, dal 2002 al 2016 direttore dell’Earth Institute alla Columbia University), Barbara Caputo (Professoressa di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino e senior researcher all’Istituto Italiano di Tecnologia), Anouk Wipprecht (olandese, stilista, designer e innovatrice, pioniera del fashion tech), Francesca Zarri (Director Technology, R&D & Digital di Eni).

    “Maker’s Response” sarà poi lo spazio dedicato anche alle esperienze dei maker italiani, africani e statunitensi in questi mesi di pandemia: invenzioni e attività per affrontare la malattia e aiutare i sistemi sanitari e di sicurezza. Sentiremo anche le preziose testimonianze, dall’America all’Africa, di Gui Cavalcanti, fondatore e co-direttore esecutivo Open Source Medical Supplies e June Madete, Ingegnere biomedico, ricercatore in Bioingegneria e docente senior Kenyatta University, Nairobi, Kenya con il suo studente di Ingegneria elettrica ed elettronica Fidel Makatia Omusilibwa.

    Non mancheranno i collegamenti con tanti maker italiani tra cui Enrico Bassi (coordinatore Opendot Fab Lab), Martina Ferracane, Antonio Cosimati, Davide Mariani, operativi su tutto il territorio nazionale. E, come sempre, a dare avvio al nostro viaggio ci sarà Massimo Banzi, cofounder di Arduino.

    maker faire rome 2020

    Maker Faire 2020 e Intelligenza Artificiale

    Con la collaborazione dell’l’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-Rim) e il Laboratorio nazionale di Intelligenza Artificiale del Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), l’Intelligenza Artificiale sarà il tema principe della manifestazione.

    Tanti i prototipi che saranno presentati dal Laboratorio di Soft Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia che si occupa in particolare della progettazione e del controllo della prossima generazione di robot, del Politecnico di Milano, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dell’Università di Bologna, l’Università di Siena, dell’Università Federico II di Napoli e il Campus Biomedico di Roma.

    Maker Faire 2020 è anche Maker Art e Maker Music

    Dopo il grande successo dello scorso anno, torna a #MFR2020 MakerArt, la sezione dedicata alla relazione tra arte contemporanea e nuove tecnologie. Cresce il numero di artisti presenti, oltre 40 e provenienti da tutto il mondo con progetti inediti, sperimentali e coinvolgenti fra i quali: Antoni Abad, Elena Bellantoni, Juan Cortes, Rä di Martino, Ken Goldberg, Claudia Hart, Steve Lambert, Miltos Manetas, MASBEDO, Donato Piccolo, Signe Pierce, Quayola, Michel Reilhac, Jakob Kudsk Steensen, Celine Tricart, Anouk Wipprecht e fra i talk quelli di Lev Manovich, Christiane Paul e Asher Remy Toledo, direttore dell’Hyphen Hub, onlus che esplora e promuove l’utilizzo di nuove forme d’arte integrate alla tecnologia.

    A Maker Faire 2020 si parla di Agrifood

    Maker Faire 2020 presenta un programma ricchissimo dedicato alla Sostenibilità e al tema Agrifood. Con la collaborazione Crea, il Cnr, l’Enea, oltre al mondo universitario e a una selezione di imprese private impegnate nel mondo dell’innovazione. Complessivamente saranno presentate oltre 60 innovazioni per l’agricoltura e l’ambiente.

    Il Santa Chiara Lab, Centro di innovazione dell’Università di Siena, è content partner dell’iniziativa per il settore agrifood e animerà il padiglione digitale sulla sostenibilità, contribuendo sui temi dell’innovazione per l’agricoltura sostenibile: quattro eventi in programma con dibattiti e presentazione di soluzioni e casi concreti per il futuro sostenibile dell’agroalimentare italiano.

    Sono molti i nomi e le personalità che il Lab porterà a Maker Faire: oltre a Angelo Riccaboni,  Presidente del Centro, parteciperanno Jeffrey Sachs, Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Rino Rappuoli, Direttore Scientifico GlaxoSmithKline Vaccines, Luigi Galimberti, fondatore dell’azienda agricola “Sfera”, la più grande serra idroponica europea, Paolo Glisenti, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2020 Dubai, Marta Antonelli, Direttore di Ricerca della Barilla Center for Food and Nutrition Foundation, il sociologo Aldo Bonomi, Rosanna Mazzia, sindaco di Roseto Capo Spulico e 50  imprese ed esperti della ricerca e innovazione nazionale.

    Vi invitiamo a non perdere questa edizione Maker Faire Rome – The European edition 2020 che comunque resterà nella storia per il suo format che stavolta, per davvero, porterà l’Innovazione a tutti. Condividete e conversate sui social media usando #MakerFaireRome e #MFR2020.

    [In collaborazione con Maker Faire Rome]

    maker faire rome logo

  • L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    L’Innovazione nella Salute passa anche dal Dialogo

    È nei momenti di difficoltà che si prendono iniziative per interpretare il futuro. Quello che ha fatto Novartis Italia, avviando una fase di Ascolto e Dialogo con i propri stakeholder dalla quale sono emersi temi prioritari, come Innovazione, la Salute al Centro e Sostenibilità.

    Si dice che nei momenti di difficoltà si vede il carattere delle persone, ossia quella capacità di prendere iniziative e decisioni tali da permettere di leggere meglio i tempi e di mettere in pratica nuove iniziative. Il periodo che stiamo vivendo, caratterizzato dalla pandemia da Covid, impone anche alle aziende di superare questo particolare momento di difficoltà provando a mettere in campo azioni capaci di attivare nuovi progetti.

    Ma come si fa in questo momento ad attivare nuovi progetti? La risposta è tanto semplice quanto non scontata. Ed è quella dell’Ascolto e del Dialogo, cioè provare ad ascoltare chi con l’azienda opera e chi guarda all’azienda come riferimento. Significa andare da tutte quelle persone che hanno fiducia nell’azienda e ascoltare cosa si aspettano da qui in avanti, sapendo bene cosa l’azienda ha fatto fino ad oggi.

    novartis italia dialogo conta

    Questo è quello che, in sintesi, ha fatto una grande azienda come Novartis Italia, uno dei colossi farmaceutici che nel nostro paese ha un grosso impatto in termini di valore aggiunto al PIL italiano, in termini di posti di lavoro creati e di innovazioni. Ed è altresì importante che un’azione come questa arrivi da una grande azienda perché possa fungere da esempio per tutte le altre.

    percorso novartis

    Novartis opera nel settore della salute, un settore che da sempre è uno dei pilastri del nostro paese, in termini economici e, soprattutto, per il grande ruolo sociale. Ad inizio di quest’anno, nel mese di gennaio, quando ancora non si parlava in modo globale dell’emergenza Covid-19, quando ancora il nostro paese non era stato colpito dal virus, Novartis mette in campo un’azione di ascolto, gestita attraverso 230 collaboratori, che ha portato al coinvolgimento di 500 stakeholder, quindi di tutti quei soggetti che partecipano direttamente, e indirettamente, alla vita dell’azienda, con interviste e workshop che hanno portato ad un Dialogo continuo.

    Una grande azione di Ascolto e di Dialogo, portata avanti con il supporto metodologico di The European House – Ambrosetti, che è stata presentata durante un evento all digital, la quale ha permesso all’azienda di individuare le priorità su cui concentrarsi per contribuire al futuro della salute nel nostro paese:

     

    Re-immaginare la medicina. È un obiettivo da perseguire attraverso una sempre più spinta trasformazione digitale del sistema salute, investimenti in Ricerca & Sviluppo, orientata a incrementare e migliorare l’accesso alle cure, ricorso stabile all’open innovation, nonché modelli di pricing di accesso alle cure coerenti con il beneficio dimostrato in termini clinici e di sostenibilità economica e sociale.

    La salute al centro. La priorità è contribuire a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, riequilibrando i gap tra aree geografiche e promuovendo la continuità tra ospedale e territorio per migliorare tempi delle diagnosi e percorsi terapeutici. Determinante lo sviluppo dei servizi al paziente, indirizzati alla prevenzione e a una corretta informazione sanitaria e sostenuti da un esteso intervento di alfabetizzazione scientifica.

    Fare la cosa giusta. Pre-condizione per contribuire allo sviluppo del Paese è rinsaldare un rapporto di fiducia tra azienda farmaceutica e collettività, attraverso un rinnovato impegno alla trasparenza e all’etica dei comportamenti, oltre che all’uso sostenibile delle risorse, in linea con gli ambiziosi obiettivi green definiti a livello internazionale.

    temi prioritari

    Questo lavoro deriva dalla elaborazione della Matrice di Materialità, un lavoro che ha finito poi per individuare le priorità da tenere in considerazione nella fase post Covid-19. Da questa analisi sono stati individuati i temi prioritari e al primo posto troviamo tecnologia e servizi innovativi, poi ricerca e sviluppo, disponibilità dei farmaci, educazione a stili di vita sani e prevenzione, rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, uso delle risorse in modo sostenibile.

    matrice materialità novartis

    L’analisi offre a Novartisi gli ambiti in cui agire nei prossimi anni per approfondire quegli aspetti che avranno un impatto significativo per quanto riguarda l’aione economica dell’azienda e l’impatto sociale e ambientale. Un’analisi, dunque, che in un periodo come questo si rivela essere uno strumento prezioso per interpretare al meglio il presente per programmare il futuro. E tutti gli attori che operano intorno all’azienda, ma anche i pazienti, gli operatori sanitari, sapranno che Novartis opera in funzione di una maggiore innovazione dei servizi, nell’ottica di porre al centro la Salute dei cittadini, per un futuro migliore e sostenibile.

    La presentazione dei risultati di questa importante analisi è stata anche l’occasione per Pasquale Frega, Country President e Amministratore Delegato di Novartis Italia, per annunciare un grande piando di investimenti in Ricerca e Sviluppo da 250 milioni di euro per i prossimi tre anni.

    La collaborazione con gli stakeholder del settore salute è sempre stato un elemento fondante delle nostre strategie. Ma con questo progetto di dialogo siamo andati oltre, avviando un percorso trasparente di ascolto e confronto, con l’obiettivo di massimizzare il nostro contributo al Paese, e costruire una road-map di progetti ‘condivisi’ per i prossimi anni. Con 250 milioni di euro di investimenti in ricerca clinica previsti per i prossimi tre anni e un valore generato dalle attività in Italia per oltre 5.300 milioni di euro – prosegue Pasquale Frega – abbiamo la responsabilità non solo di individuare criteri nuovi e sostenibili per rafforzare il sistema Paese, ma anche di misurarli e rendicontarli nel percorso di partnership con i nostri stakeholder”.

    Ci piaceva raccontare questa grande azione di Novartis che costituisce un grande esempio di come l’azienda sfrutta il Dialogo, e l’Ascolto, per migliorarsi e guardare al futuro, sapendo bene che Innovazione e Sostenibilità sono i due valori portanti di tutta la strategia.

    A questo link potete consultare l’intero rapporto.

    [In collaborazione con Novartis Italia]

  • Salesforce acquisisce Slack per un nuovo modo di lavorare

    Salesforce acquisisce Slack per un nuovo modo di lavorare

    Salesforce, la piattaforma CRM più conosciuta, acquisisce Slack, il servizio di chat per lavoro, per 27,7 miliardi di dollari. Oltre ad essere una delle più grandi acquisizioni tech, la si può considerare come una operazione che guarda al post Covid-19.

    La notizia è di quelle importanti, soprattutto per il fatto che questa la si può considerare come una diretta conseguenza del periodo che stiamo vivendo.

    Salesforce, la piattaforma CRM più conosciuta e tra le più usate al mondo, acquisisce Slack, il servizio di chat per il lavoro, per 27,7 miliardi di dollari. Si tratta di una delle acquisizioni tech più grandi mai realizzate. Ma, oltre a questo dato, che vedremo più avanti in raffronto con altre acquisizioni storiche, questa è una operazione figlia del momento che stiamo vivendo.

    Con le persone che lavorano sempre più da casa, quindi con il fenomeno smartworking che sta dilagando ovunque, anche nel nostro paese, Salesforce aveva la grande occasione di provare ad allargare il proprio raggio di azione, entrando in un business particolarmente florido in questo momento. E la cifra, alta, ma non altissima, dimostra che si tratta di un affare che per Marc Benioff, CEO e fondatore di Salesforce, era da prendere o lasciare. Molto probabile che a spingere verso un rilancio, arrivando ad un’offerta molto alta per un’azienda tutto sommato non messa benissimo, è stata l’ombra di Microsoft che aveva provato ad inserirsi provando a fare l’en-plein. Sta di fatto che adesso Benioff ha la possibilità di competere direttamente con Microsoft e quindi con Teams, il software che ha finito per mettere quasi in crisi proprio Slack.

    Solo che sulla carta la sfida a Teams appare piuttosto ardua, per il fatto che ad oggi Slack conta circa 12,5 milioni di utenti, mentre il prodotto di Microsoft ha già superato i 100 milioni di utenti, ricevendo un grande rilancio proprio durante questa pandemia.

    Insomma, si sta profilando uno scenario molto interessante e il duo Salesforce & Slack darà vita ad un prodotto che non sarà da meno rispetto agli altri competitor. Anche perché Benioff sa benissimo dell’accordo, un “join commitment“, che era stato stipulato tra Slack e Zoom qualche mese fa, per collaborare sul futuro della comunicazione. Ecco, questo è il futuro, con l’inserimento di Salesforce che potrebbe contare anche su Zoom.

    Forse ricorderete che tra i tanti interessati ad acquisire Twitter qualche anno fa c’era proprio Salesforce, ed era una delle strade più concrete tra tutte le altre. E poi è finita che non se ne è fatto nulla.

    Ecco le grandi acquisizioni tech aggiornata al 2020

    Ma parlavamo prima di grandi acquisizione nel mondo tech. Ebbene, questa di Salesforce che acquisisce Slack va ad inserirsi nella top-ten, andando a scalzare proprio Microsoft con l’acquisizione di LinkedIn per 26 miliardi di dollari nel 2016. Esce dalle prime 10 proprio Salesforce, quando nel 2019 acquisiì Tableau per 15,7 miliardi di dollari, ed entra l’acquisizione di Slack:

    10. Facebook acquisice WhatsApp – 19 miliardi di dollari (2014)

    9. Microsoft compra LinkedIn – 26 miliardi di dollari (2016)

    8. Salesforce acquisice Slack – 27,7 miliardi di dollari (2020)

    7. SoftBank acquisisce ARM – 32,3 miliardi di dollari (2016)

    6. HP acquisisce Compaq – 33,6 miliardi di dollari (2001)

    5. IBM acquisisce RedHat – 34 miliardi di dollari (2018)

    4. AMD acquisice Xilinx – 35 miliardi di dollari (2020)

    3. Avago acquisisce Broadcom – 37 miliardi di dollari (2015)

    2. Nvidia acquisice ARM (da Softbank) – 40 miliardi di dollari (2020)

    1. Dell acquisisce EMC – 67 miliardi di dollari (2015)
  • AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture è il contest del Santa Chiara Lab, con Maker Faire Rome The European Edition, Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai, Rinnovabili.it che premia le migliori pratiche di innovazione sostenibile delle aziende agroalimentari italiane. Ecco come partecipare.

    Si chiama AgriFuture il contest che il Santa Chiara Lab di Siena ha avviato nei giorni scorsi, in collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition e il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai e con il supporto di Rinnovabili.it.. Scopo del contest è quello di che premiare le buone pratiche di innovazione orientate alla sostenibilità delle aziende agroalimentari.

    L’iniziativa si svolge nell’ambito della manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition” che si terrà a Roma dal 10 al 13 dicembre 2020. Il Contest nasce dalla volontà di selezionare e premiare le aziende italiane del settore agroalimentare che si sono distinte per aver adottato pratiche innovative in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le pratiche aziendali saranno pubblicate sulle pagine di PRIMA Observatory on Innovation (POI), la piattaforma digitale del Segretariato Italiano di PRIMA.

    AgriFuture contest 2020

    Le aziende agroalimentari potranno sottoporre la propria candidatura entro il 20 novembre 2020 compilando il modulo di adesione on line sul sito PRIMA Observatory on Innovation (POI).

    Le candidature pervenute saranno analizzate da un comitato di esperti che ne verificherà l’originalità, l’innovatività e le ricadute positive in termini ambientali, sociali e economici. Le sei aziende finaliste illustreranno la propria esperienza nell’ambito dell’ottava edizione di Maker Faire Rome 2020 #MFR2020, in programma dal 10 al 13 dicembre 2020. Le due migliori pratiche verranno presentate a Expo Dubai 2020, l’Esposizione Universale che si terrà negli Emirati Arabi Uniti dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto di ricerca Fixing the Business of Food.

    Maker Faire Rome – The European Edition”- dichiara Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Lab e della Fondazione PRIMA – “è la cornice ideale per valorizzare e promuovere le innovazioni delle imprese agrifood e favorire lo scambio tra il mondo della ricerca e le aziende. Siamo molto lieti di collaborare con il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai per portare all’Esposizione Universale l’eccellenza dell’agroalimentare italiano”.

    Trovate il regolamento e tutte le informazioni necessarie informazioni per partecipare al contest #AgriFuture, fino al 20 novembre 2020, a questo link: primaobservatory.unisi.it/it/agrifuture-contest.

  • Sostenibilità e innovazione per far ripartire l’agrifood italiano

    Sostenibilità e innovazione per far ripartire l’agrifood italiano

    Sostenibilità e Innovazione queste le basi per la giusta ripartenza dell’agroalimentare italiano dall’evento digitale che ha visto la partecipazione anche della Ministra per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova.

    “Nel titolo della vostra iniziativa c’è il senso della sfida del prossimo futuro per il settore agroalimentare italiano” così la Ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova ha aperto l’evento digitale “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione” organizzato dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, che ha presentato i risultati dell’indagine a cui hanno risposto imprese e istituzioni per comprendere gli scenari dell’agrifood italiano.

    agrifood sostenibilità innovazione

    “Per il futuro del sistema agroalimentare italiano” ha proseguito Bellanova, “è necessario conciliare sostenibilità, innovazione e reddittività”. E ha aggounto: “Abbiamo bisogno di accompagnare la transizione ecologica di tutte le nostre imprese, senza lasciare fuori nessuno; la ricerca, lo sviluppo di soluzioni innovative devono mettere al centro le esigenze e le richieste delle aziende. Le aziende devono iniziare a conoscere di più e meglio gli strumenti concreti che possono contribuire a tutelare il loro reddito e a rendere più moderna e sostenibile la produzione alimentare. Sono convinta che l’Italia deve portare in Europa idee, proposte, un modello di distintività che è fatto di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Sono convinta che l’Italia deve portare in Europa idee, proposte, un modello di distintività che è fatto di sostenibilità sociale, economica e ambientale.”

    Al centro del dibattito l’innovazione tecnologica e organizzativa declinata nell’ottica della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, tema in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, il New Green Deal Europeo e la Strategia Farm to Fork.

    L’indagine, svolta nei mesi durante il lockdown, è stata condotta dal Santa Chiara Lab – Università degli Studi di Siena con la partecipazione di Giovani di Confagricoltura – ANGA, ENEA, Commissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, nell’ambito del Progetto di ricerca denominato Fixing the Business of Food, svolto da SDSN Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Columbia University, Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, Santa Chiara Lab dell’Università di Siena.

    A partire dai risultati dell’indagine, esperti, esponenti del settore e della ricerca accademica, policy makers, aziende, istituzioni si sono confrontati su come i sistemi agroalimentari possono e devono costruire società sempre più eque, sane e rispettose delle persone e dell’ambiente. Centrali nel dibattito la promozione e la valorizzazione di soluzioni concrete sostenibili e innovative per supportare il settore agroalimentare nel prossimo futuro.

    All’evento hanno partecipato: Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai, Marta Antonelli, direttore ricerca Fondazione BCFN, Paolo Bonaretti, vice presidente Cluster Agrifood Nazionale, Paola De Bernardi, Università di Torino, Massimo Iannetta, ENEA, Rosanna Zari, agronoma, Francesco Mastrandrea, presidente ANGA, Cristiana Smurra, imprenditrice BioSmurra con la moderazione di Giorgio dell’Orefice, Il Sole 24 Ore.

    L’evento digitale è stato l’occasione per comprendere, alla luce dei dati della survey, quale fosse l’indicazione da seguire per le aziende agrifood italiane. Tutti gli interventi hanno comunque sottolineato che l’innovazione, la tecnologia e la sostenibilità sono le tre direttrici che devono caratterizzare la fase di ripartenza. Anche se sarebbe auspicabile che queste direttrici diventassero la strada “normale” da seguire.

    Diversi gli aspetti messi in evidenza durante gli interventi. Come Marta Antonelli, Direttore ricerca Fondazione BCFN, che ha evidenziato anche come la pandemia da Covid-19 abbia finito per allontanare molti dalla dieta mediterranea: “Il COVID-19 ha evidenziato l’urgenza di trasformare i sistemi alimentari in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale. La Decade dell’Azione verso il 2030 è un’occasione unica per avviare una transizione equa e sostenibile, attraverso la collaborazione e cooperazione di tutti gli attori.

    Paolo Bonaretti, Vice Presidente Cluster Agrifood Nazionale, ha evidenziato il grande contributo che può apportare l’innovazione all’grifood italiano, come l’Agricoltura di Precisione (Intelligenza Artificiale, Blockchain…). Bonaretti ha poi sottolineato lo stretto legame tra agrifood e salute, tema che ha visto la sua rilevanza proprio durante la pandemia.

    Massimo Iannetta, ENEA: “Le parole d’ordine per il futuro delle imprese agroalimentari non possono che essere Sostenibilità, Qualità e Tracciabilità, Nuovi Modelli di Consumo, il tutto pervaso da un radicale processo di Digitalizzazione. Le Sfide sono sempre più legate ad un investimento di tipo culturale con una visione di lungo periodo per innovazione tecnologica ed organizzativa, in un’ottica di “open innovation” per superare l’esistente frammentazione orizzontale e verticale dei portatori di interesse”.

    Rosanna Zari, Dottore agronomo: “Nel prossimo futuro post-covid la consulenza diretta alle imprese dell’agrifood avrà un’importanza centrale nel processo di trasferimento delle conoscenze e dell’innovazione tecnologica. Per produrre più cibo con meno risorse sarà necessario puntare sull’agricoltura di precisione, sulle moderne tecniche di miglioramento genetico e in buona sostanza su ricerca e innovazione, ma saranno necessari professionisti formati e preparati per accompagnare l’imprenditore agricolo verso la trasformazione del “contadino” in imprenditore tecnologico”.

    Francesco Mastrandrea, Presidente ANGA, l’Associazione Nazionale dei Giovani Imprenditori Agricoli, nel suo intervento ha messo in evidenza come il digital divide rischi di danneggiare tanti agricoltori che non hanno accesso alla rete. Sarebbe quindi necessario lavorare per rafforzare l’infrastruttura. “La pandemia ha costretto il mondo imprenditoriale agricolo a spingere sull’accelerare i processi di innovazione e change management che avevamo pianificato su intervalli di tempo molto più lunghi. L’agricoltura ha reagito bene ma solamente un lavoro condiviso su ricerca, logistica e produttività di tutto il sistema agroalimentare italiano permetterà a tutta la filiera di riprendere quel posto di élite in un mercato generale le cui abitudini si sono evolute anch’esse con una velocità inaspettata”.

    Cristiana Smurra, imprenditrice calabrese, fondatrice insieme alla sorella dell’impresa agricola BioSmurra, ha sottolineato come una linea sostenibile e innovativa per l’agriffod sarebbe quella di renderla più etica, giusta: “Cibo sano, qualità della vita, educazione alimentare, salvaguardia dell’ambiente, benessere animale, filiera corta, ritorno alla terra, diritto alla salute e valore delle relazioni umane. Oggi non abbiamo quasi difficoltà a considerarli algoritmi di uno stesso processo e di una stessa visione: quella di un altro modello di sviluppo e di un’altra economia possibile, eco-sostenibile ed alternativa ai totem e tabù attuali. Insomma, senza la tirannia del PIL. L’emergenza Covid dei mesi scorsi ha costretto il Pianeta intero a farvi i conti, esortando tutti a ripensare modi, declinazioni, identità, tempi ed unità di misura dello sviluppo e del progresso così come interpretato negli ultimi 30-40 anni in modo particolare”.

    Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai: “Expo Dubai, il primo evento globale dopo la pandemia del Covid-19, sarà un’opportunità imperdibile per mostrare al Mondo le migliori competenze delle nostre imprese più innovative dell’agrifood. Dalle aziende che partecipano ai bandi di PRIMA, che saranno con noi a Dubai, il Padiglione Italia trarrà ispirazione per offrire un modello del valore di progetti nati e sviluppati con centri di ricerca e università del Mediterraneo, in una dimostrazione di quanto le competenze multidisciplinari inserite in una rete internazionale di collaborazione siano elemento fondante di una nuova visione della sostenibilità e dell’innovazione”.

    Nell’ambito della valorizzazione del settore agroalimentare più innovativo e sostenibile, l’evento è stato anche l’occasione per presentare la nuova sezione ‘Imprese e Buone Pratiche’ dell’Osservatorio PRIMA sull’Innovazione (PRIMA Observatory on Innovation, POI), un’iniziativa del Segretariato Italiano di PRIMA: la piattaforma digitale è stata progettata per monitorare e divulgare i più recenti risultati della ricerca, dell’innovazione e della formazione del settore agrifood italiano.

    La stessa Ministra Bellanova, nel suo intervento, ha sottolineato che “la sostenibilità non può essere scissa dall’innovazione, dalla ricerca e dall’inclusione come ad esempio avviene col progetto PRIMA e con l’Osservatorio sull’Innovazione”.

    Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Labe della Fondazione PRIMA: “I dati emersi dall’indagine evidenziano la strategicità di tre tematiche per il settore: una governance internazionale più ampia capace di controllare la sostenibilità delle produzioni alimentari; la sicurezza alimentare; l’innovazione tecnologica e organizzativa. L’innovazione sarà fondamentale, in particolare, per conciliare le profonde trasformazioni richieste in termini di sostenibilità ambientale e sociale con la salvaguardia delle condizioni di redditività dei produttori e dei trasformatori. L’accordo sul piano di prestiti e sussidi del Consiglio UE per uscire dalla crisi rappresenta un’occasione preziosa per il comparto agrifood per diventare più digitale, inclusivo e sostenibile, valorizzando, allo stesso tempo, la figura dell’agricoltore, come custode del territorio e attore centrale delle nostre filiere”.

    “Per consolidare il rapporto con le imprese” aggiunge Angelo Riccaboni “abbiamo arricchito l’osservatorio digitale sull’innovazione agrifood con la nuova sezione dedicata alle aziende che hanno trovato nella sostenibilità e nell’innovazione organizzativa, di processo o di prodotto, le ragioni della loro competitività. Uno strumento importante per supportare il Santa Chiara Lab e il Segretariato Italiano di PRIMA nelle attività di promozione e sostegno del dialogo tra imprese, innovatori, istituzioni e centri di ricerca verso sistemi agroalimentari sostenibili”.

    Più di 250 persone si sono collegate e hanno partecipato all’evento seguendo il dibattito in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube del Santa Chiara Lab e dell’Università di Siena.

    A coloro che si sono registrati e hanno seguito l’evento digitale l’Università di Siena rilascerà un attestato digitale delle competenze (Open Badge).

  • Come Innovare in Salute, la visione di Medtronic

    Come Innovare in Salute, la visione di Medtronic

    La grave pandemia del Covid-19 ha messo al centro, come non mai, il tema dell’Innovazione in Salute. Ecco la visione di Medtronic Italia, azienda leader nelle tecnologie mediche che soprattutto ora si impegna a sostenere giovani talenti.

    Il tema dell’Innovazione nel grande settore della Sanità, uno dei più importanti perché riguarda la Salute di tutti noi, è al centro dell’attenzione ormai da qualche anno a questa parte. Ma, con la grave pandemia del Covid-19, questo tema ha acquisito una importanza ulteriore.

    La Sanità italiana nel periodo di maggiore crisi ha dimostrato tutta la sua forza, fatta da medici e infermieri che con impegno e dedizione hanno messo a disposizione tutta la loro professionalità per contrastare l’avanzata del Coronavirus. E sono state tante le aziende che in quel periodo hanno voluto dare il proprio contributo, mettendo a disposizione il proprio sapere per dare una mano.

    Medtronic Salento Biomedical District Perrino

    Di queste aziende si è parlato poco, evidentemente, ed è per questo che vorremmo portare all’attenzione di tutti l’esempio di Medtronic, azienda storica statunitense, leader mondiale nelle tecnologie mediche, fondata nel 1949, e presente in Italia dal 1976, che ha voluto offrire il suo know-how per superare la grande richiesta di strumentazione medica che nel periodo di massima crisi durante la pandemia da Covid-19 è stata particolarmente sentita.

    Per questo, Medtronic ha deciso di aumentare la produzione di ventilatori polmonari, nello stabilimento di Galway, in Irlanda, passando dai 120 a settimana pre – Covid, ai 1.000 ventilatori a settimana, a fine giugno, per fronteggiare la grande richiesta. Ricordiamoci che stiamo parlando di strumenti salvavita, ed è proprio grazie a questi strumenti che il paziente grave, affetto da Coronavirus, riesce a riprendere la normale attività di respirazione. Per i prodotti monouso per le terapie intensive, invece, il sito di Mirandola “Mallinckrodt Dar”, che è parte del gruppo in provincia di Modena, quello che tutti conosciamo come il “distretto biomedicale in Italia”,  sin dall’inizio dell’emergenza ha incrementato del 45% la produttività, registrando un incremento del 50% nella produzione filtri e del 20% nella produzione di circuiti.

    intervista instagram perrino medtronic
    L’intervista con Michele Perrino su Instagram Live

    Ma l’azienda ha fatto di più, ed è questo che vogliamo sottolineare maggiormente. L’azienda ha reso disponibili in modalità “open source”, quindi aperta a tutti, le specifiche di progettazione di un proprio ventilatore polmonare, le cui caratteristiche lo rendono adatto all’utilizzo in una vasta gamma di ambienti di cura per fare in modo che tutte le strutture sanitarie potessero esserne fornite.

    Nella nostra chiacchierata su Instagram Live, Michele Perrino, Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, ha voluto comunque sottolineare come questo sia stato possibile grazie alla collaborazione di tutti. Del personale dell’azienda che non si è risparmiato nel dare il proprio contributo nella produzione e nel supporto continuativo agli operatori sanitari e anche da parte di tutte le aziende che hanno voluto fare la propria parte.

    L’occasione dell’intervista con Michele Perrino, oltre a raccontare il gesto importante relativamente alla produzione dei ventilatori polmonari, è stata proprio quella di conoscere la visione di Medtronic quando si parla di “Innovare in Salute”.

    Medtronic è un’azienda che da sempre fa innovazione e ancor di più nell’era del digitale e delle nuove tecnologie. Come ci ha raccontato Perrino, questo è possibile “solo se si fa una grande scommessa sul futuro e soprattutto sui giovani. Far nascere nuovi talenti è la strada per creare innovazione duratura e proficua”. Quindi potremmo sintetizzare che le parole chiave per Medtronic, in ottica di Innovazione, sono giovani, futuro e formazione.

    Ed è in questa ottica che l’azienda ha lanciato Open Innovation Lab, un grande progetto che si poggia proprio sul concetto di formare nuovi talenti in grado di fare in maniera concreta Innovazione. In questi giorni insieme all’Università del Salento, all’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR Nanotec) e al Center for Biomolecular Nanotechnologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia  (CBN – IIT Lecce) è stato presentato un ulteriore traguardo. L’obiettivo è quello di creare, a partire dal Salento e con ambizioni nazionali e internazionali, un Distretto virtuale biomedicale, denominato “Salento Biomedical District”.

    E proprio alla luce di quanto avvenuto con la grave crisi pandemica da Coronavirus, il “Salento Biomedical District” vuole essere un facilitatore di opportunità, programmi e iniziative per investire sui talenti degli studenti, le idee e le esperienze. L’ambizione è quella di facilitare la sinergia, il dialogo e la crescita soprattutto nell’area del Mezzogiorno, puntando sulle forti potenzialità già presenti sul territorio.

    Un ulteriore passo avanti a conferma della volontà di Medtronic di investire nel Paese e nei giovani talenti.

    «Siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa che è parte fondamentale del nostro programma “Medtronic Open Innovation Lab”», dichiara Michele Perrino, Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, azienda di riferimento mondiale per le tecnologie, i servizi e le soluzioni mediche, «Grazie alla collaborazione con Università e Istituzioni di comprovata eccellenza, il nostro programma intende sviluppare il talento, le idee e la conoscenza al servizio dell’innovazione, la crescita e l’evoluzione del settore LifeScience in Italia. Il “Salento Biomedical District” si aggiunge ai due Laboratori, XValueLab di Milano e del Distretto di Mirandola già avviati lo scorso anno e ad un altro che presto  sarà comunicato. Consapevole del momento socio-economico che viviamo ma allo stesso tempo delle straordinarie qualità del Paese, Medtronic vuole quindi promuovere l’eccellenza italiana con iniziative e risorse volte a migliorare le cure e l’assistenza sanitaria, sostenendo crescita economica ed occupazione».

    E che rispecchia quella che è la vocazione dell’azienda, da sempre all’avanguardia nel mondo biomedicale. E continueremo a seguire questo progetto e tutte le altre iniziative dell’azienda.

    [In collaborazione con Medtronic Italia]

  • Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane.

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane. Il sistema agroalimentare italiano non potrà prescindere dal puntare in modo deciso sulla sostenibilità e sull’innovazione organizzativa e tecnologica. È questo uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine promossa dal Santa Chiara Lab durante la scorsa primavera a cui hanno risposto più di 100 aziende e istituzioni.

    L’evento digitale è organizzato dal Santa Chiara Lab – Università degli Studi di Siena insieme a Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Fondazione BCFN, Columbia Center on Sustainable Investment (CCSI) e con la partecipazione di Giovani di Confagricoltura – ANGA, ENEA, Commissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

    scenari agrifood italia innovazione sostenibilità

    I risultati dell’indagine”, dichiara Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab “danno indicazioni molto chiare, alcune delle quali risultano stringenti: il 90% dei rispondenti richiede di avere una governance internazionale più ampia e più forte che controlli la produzione sostenibile degli alimenti; la sicurezza alimentare, cioè la possibilità di fornire il cibo nella quantità e nella qualità desiderata, assume una rilevanza cruciale; l’innovazione tecnologica e organizzativa rappresenta  per il 70% dei rispondenti il motore per il futuro del settore. Dal quadro che emerge risulta dunque chiaro che il sistema agrifood italiano del futuro dovrà affrontare delle trasformazioni profonde che non possono prescindere dal forte legame con i principi della sostenibilità e dell’innovazione. Su questi temi il Santa Chiara Lab sta lavorando da tempo al fianco di imprese, istituzioni e organizzazioni impegnandosi nel promuovere e sostenere soluzioni concrete per supportare il comprato agrifood verso l’adozione di modelli di sviluppo equi e sostenibili”. 

    relatori evento 22 luglio agrifood

    Alla tavola rotonda parteciperanno: Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai, Marta Antonelli, direttore ricerca Fondazione BCFN, Paolo Bonaretti, vice presidente Cluster Agrifood Nazionale, Paola De Bernardi, Università di Torino, Massimo Iannetta, ENEA, Rosanna Zari, agronoma, Francesco Mastrandrea, presidente ANGA, Cristiana Smurra, imprenditrice BioSmurra. Il dibattito sarà moderato da Giorgio dell’Orefice, Il Sole 24 Ore.

    Tutti coloro che si registreranno alla tavola rotonda potranno avere un Open Badge rilasciato dall’Università di Siena.

    Le informazioni sull’evento e sulle modalità di registrazioni sono disponibili sul sito di Santa Chiara Lab.

    Potrete seguire l’evento, in live streaming, attraverso i canali social del Santa Chiara Lab e dell’Università di Siena e seguendo l’hashtag #AgrifoodXRipartire.

  • Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Il prossimo 15 luglio, Fondazione PRIMA e Unione per il Mediterraneo presentano i risultati dell’indagine sugli scenari futuri dell’agroalimentare alla luce della crisi pandemica. Innovazione, tracciabilità e digitalizzazione i driver per il futuro.

    Gli ultimi mesi che abbiamo vissuto, caratterizzati a tutti i livelli dalla grande pandemia da Coronavirus, impongono oggi una attenta analisi e una riflessione per il futuro. In questa ottica, PRIMA e Unione per il Mediterraneo promuovono un dibattito online, il prossimo 15 luglio 29020, sugli scenari futuri dell’agrifood euromediterraneo, discutendo i risultati di una interessante indagine, le possibili soluzioni e le principali iniziative in corso.

    L’innovazione, la tracciabilità e il commercio elettronico sono gli argomenti chiave, ampiamente riconosciuti dai destinatari del sondaggio come tendenze emergenti per il settore agroalimentare del futuro. È interessante notare che i risultati raccolti rivelano che l’innovazione sociale e organizzativa è considerata ancora più urgente rispetto all’innovazione tecnologica, che tuttavia viene interpretata come un motore per il futuro.

    scenari futuri agrifood prima 2020 franzrusso.it

    La sostenibilità è un altro tema cruciale che, tuttavia, non viene percepito in modo unanime e convergente. Sebbene vi sia un ampio consenso sul fatto che lo scenario post-COVID indurrà le imprese a mantenere l’attenzione sulla transizione verso modelli sostenibili, non è altrettanto chiaro se i consumatori presteranno maggiore attenzione a prodotti alimentari sostenibili, nutrienti e sani.

    Questa divergenza di opinioni potrebbe essere compresa alla luce del rischio di un ulteriore divario economico che molti hanno sottolineato come un rischio concreto, che può presentarsi anche nelle scelte dei consumatori e nel settore agroalimentare in generale. Un divario che sembra essere confermato anche quando si guarda al ruolo e al comportamento delle PMI rispetto alle grandi aziende. Per queste ultime, le risposte mostrano che il rischio di gravi problemi finanziari potrebbe influire meno gravemente sulle loro attività.

    L’indagine promossa da PRIMA, insieme al Segretariato Italiano, aveva lo scopo di comprendere i cambiamenti e le nuove dinamiche in atto nel settore agroalimentare e ha coinvolto i rappresentanti dei 19 Paesi aderenti al Partenariato così come alcuni esperti della regione euromediterranea, ricevendo più di 180 risposte, oltre a numerosi commenti ed osservazioni, che hanno fornito ulteriori spunti di riflessione.

    “Abbiamo il privilegio di collaborare con le principali istituzioni, organizzazioni e iniziative per promuovere congiuntamente soluzioni innovative per un sistema agroalimentare più sostenibile nell’area del Mediterraneo” – dichiara Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA. “Possiamo indurre trasformazioni positive, offrendo opportunità concrete a agricoltori, innovatori, ricercatori e PMI, soltanto attraverso partenariati più forti”.

    La crisi in corso sta colpendo il Mediterraneo in maniera molto significativa nel momento in cui ci stiamo preparando per il 25° Anniversario da quando la Dichiarazione di Barcellona lanciò una nuova era di dialogo per la nostra regione. Con attività di partenariato in ricerca e innovazione possiamo riflettere insieme sul futuro della nostra regione e sul suo cammino verso lo sviluppo sostenibile. Per questo, è cruciale lavorare in stretta sinergia con attori chiave come PRIMA”, dichiara Nasser Kamel, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo.

    speaker scenari agrifood 15 luglio

    Con risposte eterogenee in merito alla struttura delle filiere alimentari internazionali, al ruolo della dieta mediterranea e alla futura produzione locale, il dibattito si prospetta estremamente interessante, considerata anche la presenza di importanti istituzioni del settore, quali la Commissione europea e la FAO, iniziative congiunte di ricerca e innovazione, quali EIT Food, JPI FACCE ed esperti di diversi settori.

    Il dibattito online del 15 luglio (ore 17.30 CET) rappresenta un ulteriore passo per individuare e promuovere soluzioni concrete al fine di dare attuazione all’Agenda 2030, nonché al nuovo Green Deal e alla strategia europea “Dal produttore al consumatore”, in relazione alle tematiche della sostenibilità, dell’innovazione trasformativa e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Tutto ciò è ancora più strategico e determinante per la nostra regione mediterranea.

    Il dibattito si svolgerà su Zoom in lingua inglese con traduzione in arabo e in live streaming sui canali social del Segretariato Italiano PRIMA. Per registrarsi e partecipare al dibattito: http://www.primaitaly.it/future-scenarios-for-euromed-agrifood/