Tag: Innovazione

  • Milano Digital Week 2020, non perdete il Tram dell’Innovazione

    Milano Digital Week 2020, non perdete il Tram dell’Innovazione

    Il 26, 27, 28 maggio 2020 dalla Milano Digital Week 2020 riparte il Tram dell’Innovazione, una grande iniziativa di Women&Tech-Associazione Donne e Tecnologie, che quest’anno offre un’edizione completamente rinnovata e tutta online. Ecco gli eventi da non perdere.

    La tanto attesa edizione online della Milano Digital Week sta per prendere il via e con essa parte, anche quest’anno, il Tram dell’Innovazione, una bella iniziativa, giunta alla terza edizione, di Women&Tech-Associazione Donne e Tecnologia che si avvale del format ideato dalla sempre vulcanica Gianna Martinengo. Adeguandosi alla formula completamente online, quest’anno si gli eventi in programma sono estremamente interessanti e quindi da non perdere.

    Con il payoff “Non perdere il tram del digitale… per davvero”, anche quest’anno l’Associazione invita i cittadini a ragionare sulle tematiche del digitale e lo fa non più sullo storico tram milanese, ma in versione on line.

    Questa edizione sarà dedicata alla condivisione di esperienze aperte (open innovation, open access, open source). I temi che verranno trattati lungo il “percorso” saranno: Mobility, Open Data, Fintech, Green Sharing, Intelligenza (Artificiale), Smart Cities, Ospedale 4.0, Sostenibilità, Ecosistemi. A questi si aggiungeranno interventi relativi ai talenti per il futuro (competenze e start-up).

    tram innovazione 2020

    Diverse novità accompagnano l’appuntamento 2020:

    • L’evento sarà trasmesso in diretta streaming su Facebook e YouTube, con la collaborazione dei canali Social dei partner coinvolti. I video saranno poi rimandati in differita, come contenuto on demand, resteranno dunque a disposizione di chi vorrà approfondire una tematica piuttosto che un’altra.
    • Importanti saranno gli strumenti che verranno utilizzati per garantire due sessioni alla mattina e due al pomeriggio per ben tre giorni, il tutto sempre in diretta, per un totale di 12 ore di trasmissione.
    • Modererà l’evento Debora Rosciani, giornalista di Radio 24 Il Sole 24 Ore. Gli utenti potranno, durante le dirette, porre i loro quesiti ai relatori dell’evento.

    Tram dell’Innovazione, un successo che si ripete

    Le scorse due edizioni avevano riscosso un enorme successo: un totale di 1.300 partecipanti per 37 esperti presenti, 27 tour e 26 ore di approfondimento. Il Tram dell’Innovazione 2020 vede l’adesione di 3M, A2A, AB Medica, Camera Arbitrale di Milano, Dassault Systemes, DKTS, Faber System, Fondazione AEM, Banca Generali Private, Here Technologies, Banca Mediolanum, Oracle e Telepass.

    Questa edizione, di taglio più business rispetto alle precedenti, intende porre l’attenzione sulla condivisione di esperienze aperte, in particolare open innovation, open access, open source. “Non è facile, in un mondo che cambia – ci spiega Gianna Martinengo, Presidente di Women&Techprovare a raccontare la città che evolve. La tecnologia pervade ormai ogni nostra azione: l’impegno dell’Associazione è quello di indirizzarla sempre di più verso un uso davvero consapevole, che possa agevolare la vita dei cittadini, anche delle persone più fragili”.

    E questi sono i relatori delle varie sessioni a cui prenderanno parte delle gornate il 26/27/28 maggio 2020:

    • Andrea Barbieri, Business Developer, Banca Generali
    • Ida Cacciapaglia, Social Media Manager, Homepal
    • Luca Cavalletto, Responsabile Asset Management Unareti
    • Stefano A. Cerri – Vice President R&D Didael KTS – Distinguished Fellow; Fondazione Bruno Kessler, Trento, Italy – Emeritus Professor of Informatics; LIRMM; Un. Montpellier, France
    • Davide Cervellin, Chief Marketing & data Officer at Telepass
    • Palma Cusenza, Advisor, Banca Generali
    • Mariagrazia Del Vescovo, Here Technologies, Channel Sales Manager, Automotive
    • Giulia Di Capua, Advisor, Banca Generali
    • Mario Dotti, Mediatore indipendente e neutral
    • Lara Ferraro, HERE Technologies, Senior Local Data Intelligence Analyst
    • Nicola Giudice, Responsabile del Servizio di Conciliazione della Camera Arbitrale di Milano
    • Paola Gualtieri, 3M R&D Operational Leader – Product Stewardship & Sustainability SEE Region
    • Donato Luongo, Account Manager Executive, Faber System
    • Simone Marchetti, Oracle, Direttore Business Development Digital Supply Chain
    • Alberto Martinelli, Presidente di Fondazione AEM – Gruppo A2A
    • Franca Melfi, Professor of Thoracic Surgery at Medical School of the University of Pisa
    • Demetrio Migliorati, Innovation manager & Head of Blockchain Program, Banca Mediolanum
    • Marco Mottolese, Co-founder e AD, Foorban
    • Guido Porro, Amministratore Delegato, Dassault Systèmes Italia
    • Sara Ricciardi, Ricercatrice presso l’Università degli studi di Pisa
    • Marco Turchini, Amministratore Delegato di A2A SmartCity

    E qui invece trovate tutto il programma delle tre giornate.

    PROGRAMMA

    26 MAGGIO 2020

    Componenti e funzioni nell’intelligenza (artificiale) 10:00 – 11:00 ISCRIVITI

    La blockchain spiegata alla nonna 11:30 – 12:30 ISCRIVITI

    La mediazione per ripartire in modo smart e sostenibile 14:00 – 15:00 ISCRIVITI

    Telepass e mobility 15:30 – 16:30 ISCRIVITI

    27 MAGGIO 2020

    Milano città smart, l’innovazione tecnologica applicata ai servizi 10:00 – 11:00 ISCRIVITI

    I dati e le tecnologie digitali per una mobilità sostenibile 11:30 – 12:30 ISCRIVITI

    Trasformazione Digitale e Sostenibilità 14:00 – 15:00 ISCRIVITI

    La scienza della sicurezza 15:30 – 16:30 ISCRIVITI

    28 MAGGIO 2020

    Le reti al servizio dei cittadini 10:00 – 11:00 ISCRIVITI

    Sostenibilità e resilienza: la buona tecnologia deve essere per tutti o non è buona. 11:30 – 12:30 ISCRIVITI

    Ospedale 4.0: evoluzione tecnologica nella chirurgia robotica 14:00 – 15:00 ISCRIVITI

    Le iniziative di Banca Generali a supporto dell’economia reale 15:30 – 16:30 ISCRIVITI

  • Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Prende il via oggi, 21 aprile 2020, alle ore 15.15 dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno di #NonFermianoLaCultura, “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0”. Primo appuntamento dedicato alla Robotica.

    Il lockdown ha costretto tutti e prendere coscienza che le tecnologie e il digitale sono fondamentali per condurre una vita di lavoro e di studio anche in un periodo di quarantena da Coronavirus. Ma serve più informazione e formazione. Per questo, vi segnaliamo questo interessante format “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0“, progetto realizzato dall’Università Federico II di Napoli con Unioncamere e la Camera di Commercio di Salerno insieme alla direzione Inclusione Digitale della RAI in partnership con Maker Faire Rome – European Edition, che prenderà il via oggi, 21 aprile 2020, dalle ore 15.15 in streaming dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno del palinsesto #NonFermianoLaCultura.

    Il progetto punta a sostituire la parola “marketing” con “Societing 4.0”, nella convinzione, ormai sotto gli occhi di tutti, che le tecnologie 4.0 non servano solo ad assecondare dinamiche di mercato ma siano anche elementi che hanno pervaso e possono condizionare il nostro quotidiano.

    societing 4.0

    Il formato è fatto da 15 giovani studenti del Dipartimento di Scienze Sociali, coordinati da Alex Giordano, i quali hanno intervistato 6 scienziati napoletani di caratura internazionale invitandoli a raccontare con linguaggio semplice e diretto cosa realmente sono queste tecnologie 4.0 e quali problemi possono risolvere nel concreto. Il tutto viene inserito, come detto, all’interno di #NonFermiamoLaCultura, ideato dall’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli coinvolgendo il meglio della produzione artistica napoletana e nazionale.

    Infatti, dopo aver ospitato in diretta le performance di artisti del calibro di Samuel dei Subsonica, Enzo Avitabile, Sal Da Vinci, le porte si aprono alla ricerca scientifica e tecnologica per fornire alla popolazione strumenti critici per conoscere meglio queste tecnologie.

    Questo il calendario degli appuntamenti:

    • Martedì 21 aprile ore 15.15 prof. Bruno Siciliano (Robotica);
    • Mercoledì 22 aprile ore 16.00 prof.ssa Silvia Rossi (Intelligenza artificiale);
    • Giovedì 23 aprile ore 15.15 prof. Giuseppe Di Gironimo (Realtà virtuale/aumentata);
    • Martedì 28 aprile ore 15.15 prof. Massimo Martorelli (Stampa 3D);
    • Mercoledì 29 aprile ore 15.15 prof. Antonio Picariello (Big Data and Analytics);
    • Giovedì 30 aprile ore 15.15 prof. Leopoldo Angrisani (Internet of Things).

    Per seguire gli eventi basterà andare sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli.

  • Coronavirus, Solidarietà Digitale per tutta l’Italia

    Coronavirus, Solidarietà Digitale per tutta l’Italia

    Solidarietà Digitale è il portale di servizi digitali disponibile per aziende, docenti, studenti e famiglie. Il portale adesso viene reso disponibile per tutta l’Italia. Si tratta di servizi rivolti allo smart working, alla lettura digitale e all’e-learning.

    Solidarietà Digitale è il portale ideato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, inizialmente previsto per ridurre l’impatto sociale ed economico nelle prime aree, quelle del lodigiano, soggette a restrizioni a causa del Coronavirus. Con la diffusione del virus in tutto il paese, l’iniziativa viene ora estesa a tutta l’Italia. Si tratta di una serie di servizi digitali per cercare di mantenere vive le solite abitudini in un momento in cui tutti gli italiani sono chiamati ad uno sforzo ulteriore per contenere la diffusione del virus restando in casa.

    I servizi riguardano lo smart working con piattaforme che abilitano questa modalità di lavoro che speriamo venga usata anche dopo la fine di questa emergenza; lettura di giornali, riviste e libri digitali; e-learning per offrire servizi a studenti ed insegnanti per mantenere attiva la didattica anche da casa.

    solidarietà digitale

    Sono tantissime le aziende che hanno aderito come Vodafone che offre un mese di utilizzo illimitato della connessione dati su tutte le SIM voce per restare in contatto con colleghi, clienti e fornitori senza ulteriori costi; Tim che offre GB illimitati da mobile per 1 mese per i tutti i clienti con un bundle dati attivo; Fastweb che da oggi mette a disposizione per tutta la community di clienti mobile 1 milione di Giga gratuiti da condividere sino all’esaurimento del plafond. E ancora, Job Farm che mette gratuitamente a disposizione per un mese i propri e-learning dedicati a queste tematiche; Il Saggiatore che ogni due giorni offre un diverso ebook del catalogo del Saggiatore gratis tramite il sito della casa editrice; Primo Round che mette a disposizione a titolo gratuito la propria piattaforma per webinar B2B dedicata alle imprese che devono comunicare i propri prodotti e servizi ai clienti; Helbiz che mette a disposizione 25.000 corse gratuite da 20 minuti valide fino al 4 Aprile nelle città di Milano, Torino, Roma e Verona; Microsoft che mette a disposizione gratuitamente per permettere l’adozione di soluzioni di smart working, anche in mobilità, per PMI, imprese private e pubbliche, istituzioni e scuole, sia già clienti che no; Agenzia Dire che offre a tutte le testate locali, cartacee e web, l’accesso riservato al proprio notiziario sanità, con tutte le news dell’ultim’ora.

    Potete trovare tutti gli altri servizi sul portale a questo indirizzo: solidarietadigitale.agid.gov.it.

    Solidarieta digitale coronavirus

    In queste ore così difficili la tecnologia ci viene incontro consentendo, ad esempio, alle scuole di poter mantenere il contatto con gli studenti, di garantire il diritto allo studio – dichiara la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Ringrazio tutti i partner pubblici e privati che ci stanno dando una mano, supportando il Paese, i cittadini, in questa fase di emergenza”.

    Digitale e innovazione possono rappresentare, se utilizzate nel modo giusto, risorse preziose per migliorare la vita dei cittadini – dichiara Paola Pisano, Ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione -. Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare un momento di emergenza sanitaria senza precedenti. Anche in questo contesto difficile, l’innovazione può dare il suo contributo, se non a ritrovare la normalità forzatamente perduta, almeno a trovare una quotidianità diversa nella quale non dover rinunciare a lavorare, a informarsi, a fare la spesa, alla propria socialità e, specie per i più piccoli, al gioco, alla formazione, all’istruzione”.

    Una bella iniziativa che ci piaceva segnalarvi anche perchè sappiamo che a molti di voi potrebbero tornare utili.

  • Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. Eni, presente in 67 paesi del mondo, ha pubblicato “Eni for 2018”, il tredicesimo report di Sostenibilità, un impegno al miglioramento continuo per la creazione di valore a lungo termine.

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. La sensibilità globale attorno a questo grande tema è uno stimolo anche per le aziende, impegnate a raggiungere quegli obiettivi, che sono alla base dell’Agenda 2030, i Sustainable Development Goals (SDGs) fissati nel 2015 dalle Nazioni Unite, per imprimere un percorso di crescita sostenibile all’intera società. Oggi alle aziende viene riconosciuto un ruolo cruciale per il perseguimento degli SDGs, in quanto driver principali dello sviluppo economico. Le imprese di tutto il mondo sono chiamate a dare il loro contributo per raggiungere uno sviluppo sostenibile attraverso nuovi modelli di business responsabili, investimenti, nuovi processi di innovazione e digitalizzazione.

    E in questo momento storico Eni sta giocando un ruolo da protagonista. La multinazionale italiana, presente in 67 paesi del mondo con oltre 30 mila persone che lavorano al suo interno, nata nel 1953 e guidata agli inizi degli anni ’60 dall’indimenticato Enrico Mattei, ha pubblicato “Eni for 2018“, il tredicesimo report di Sostenibilità, verificato da EY. Il report mostra come l’azienda stia evolvendo per affrontare le sfide globali e per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. All’interno del rapporto Eni sottolinea l’impegno verso la decarbonizzazione: “Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità, in quanto compagnia del settore dell’energia, di portare energia innovativa e più pulita dove necessario – dichiara l’amministratore delegato di Eni, Claudio DescalziPossiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell’istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l’accesso all’acqua”.

    Eni for 2018

    Eni ha sviluppato un modello di business volto alla creazione di valore per gli stakeholder e gli shareholder: la principale sfida del proprio settore è l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti, contrastando il cambiamento climatico. Il modello, alimentato dall’applicazione delle proprie tecnologie innovative e dal processo di digitalizzazione, si basa sui seguenti pilastri:

    1. eccellenza operativa
    2. neutralità carbonica nel lungo termine
    3. promozione dello sviluppo locale.

    All’interno di questo modello, con la presentazione del piano strategico 2019-2022, Eni ha definito gli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs, come:

    1. aumentare l’accesso all’energia (SDG 7) contrastando il Cambiamento Climatico (SDGs 13) con l’impegno, tra gli altri, della riduzione del 43% dell’intensità emissiva upstream entro il 2025; del Net zero carbon footprint sulle emissioni dirette delle attività upstream valorizzate in equity entro il 2030;
    2. incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDGs 5,8,9,16) con al centro:
    • le persone, aumentando la percentuale di donne assunte, investendo 2 milioni di euro all’anno in formazione su          temi innovativi come la digitalizzazione, la transizione energetica e i cambiamenti climatici e 180 milioni di euro in salute entro il 2022;
    • l’Integrità nella gestione di business, avendo come obiettivo il miglioramento continuo del Compliance Program anti-corruzione;
    • i diritti umani, continuando la campagna di formazione sul tema; finalizzando il codice di condotta dei fornitori e completando l’integrazione dei diritti umani nelle analisi di impatto ambientale, salute e sociale;
    • l’innovazione tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo previsti di circa €900 milioni di euro al 2022.

    Il report di Sostenibilità Eni for fissa anche l’impegno di ridurre gli impatti ambientali attraverso una gestione responsabile di risorse e modelli sostenibili di produzione e consumo (SDGs 6, 12), proteggendo gli ecosistemi in cui si opera (SDGs 14, 15). Un impegno che verrà realizzato attraverso l’aumento della quota di acqua di falda bonificata e riutilizzata, con l’86% di acqua di formazione reiniettata entro il 2022 e con l’aumento della quota di rifiuti destinati al recupero, ma anche attraverso la sicurezza delle persone e degli asset con l’obiettivo di azzerare gli infortuni e rafforzare la cultura della sicurezza di processo.

    eni for report sostenibilità innovazione

    Una società come Eni si impegna per lo sviluppo delle comunità locali in cui si trova ad operare (SDGs 1, 2, 3, 4, 10, 11, 17), prevedendo un piano di investimenti di 431,5 milioni di euro entro il 2022 in progetti relativi a:

    • accesso all’energia off grid;
    • diversificazione economica;
    • educazione e formazione;
    • accesso all’acqua e servizi igienici e salute.

    Leggendo il report di Sostenibilità e trovandolo estremamente interessante, ci premeva sottolineare, visto che rientra tra gli argomenti trattati qui sul nostro blog, l’impegno di Eni per quel che riguarda l’innovazione tecnologica. Nel periodo 2019–2022 Eni ha in programma un piano di investimenti in innovazione tecnologica pari a 900 milioni di euro, con una spesa totale in Ricerca e Sviluppo (R&S) di 197 milioni di euro nel 2018. Per Eni la R&S ricopre un valore fondamentale per il futuro dell’azienda, orientato sempre più al “low carbon”.

    Eni for 2018 temi materiali

    La trasformazione digitale che Eni ha avviato in questi anni riguarda tutta l’azienda, è un processo che mette al centro le persone, vero fulcro attorno al quale si sviluppa tutta la trasformazione. E per attuarla, Eni punta ad un processo di change management che rinnovi la cultura aziendale e cambi il tradizionale approccio al lavoro, individuando percorsi più flessibili e agili e strumenti adeguati per coinvolgere le persone razionalmente ed emotivamente.

    Per Eni la trasformazione digitale è anche un processo di rinnovamento culturale e un’opportunità per chiunque voglia coglierla. Nel corso degli anni l’azienda ha avviato con ECU (Eni Corporate University) un importante programma di formazione e numerose sono le iniziative avviate per la digital transformation: una Call for Innovation rivolta alle start up italiane, il primo Hackathon interno, innovativi corsi di training operativo (virtual reality), percorsi di formazione interna per approfondimenti sul mondo digitale, rapporti con le università per attrarre nuovi talenti, e molto altro.

    Per approfondimenti vi invitiamo a consultare a questo link l’intero report di Sostenibilità Eni for 2018 che contiene informazioni dettagliate su tutto quanto qui descritto.

    [In collaborazione con Eni]

  • Huawei e il 5G, l’Italia al centro della strategia del colosso cinese

    Huawei e il 5G, l’Italia al centro della strategia del colosso cinese

    Huawei è presente in Italia da ormai 15 anni e con il 5G punta decisamente sul nostro paese. La connessione veloce abiliterà lo sviluppo di progetti orientati alla crescita del business di aziende e PMI, ma anche all’espansione di progetti smart city.

    Huawei è un colosso cinese, fondato a Shenzhen (Guangdong, la provincia situata sulla costa meridionale della Cina) nel 1987, ed è oggi uno dei leader del mercato degli smartphone, sempre più sulla strada per diventare il primo produttore al mondo. Ma Huawei è altro, anzi forse è soprattutto altro, non solo smartphone o altri dispositivi. L’azienda cinese, presente ormai in Italia dal 2004, quindi una presenza lunga ormai 15 anni, è leader di mercato per quanto riguarda le nuove tecnologie di comunicazione 5G, quella che sta arrivando in effetti è una vera rivoluzione per gli effetti che sprigionerà in ogni ambito. Un futuro che per Huawei è già presente.

    Una giornata passata nel quartier generale di Milano è servita per prendere contatto e conoscere da vicino questo colosso che è ormai ben radicato nel nostro paese. E l’Italia, all’interno di una strategia orientata fortemente alla diffusione e allo sviluppo delle tecnologie 5G, è assolutamente al centro.

    huawei italia 5G franzrusso 2019

    Huawei in Italia è presente con due quartier generali, uno a Milano Lorenteggio e l’altro a Roma e complessivamente contano oltre 800 dipendenti, di cui l’85% italiani. Ma, forse per spiegare il grande successo di Huawei in questi ultimi anni, val la pena dare risalto al fatto che in 10 anni, dal 2008 al 2018, il colosso cinese ha investito 75 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Un investimento tale che ha permesso all’azienda di Shenzhen di imporsi sul mercato degli smartphone e, soprattutto, di imporsi come leader assoluto per quando riguarda il 5G.

    Huawei 5G, l’Italia al centro della strategia

    L’Italia dal punto di vista del 5G, nella strategia di Huawei ricopre un ruolo di primo piano, possiamo dire, senza esagerazione, che ne è al centro. Intanto vanno ricordati casi belli e concreti come quello del “progetto 5G Bari Matera” portato avanti con il Ministro dello Sviluppo Economico, progetto che attraverso l’uso di tecnologie 5G permette di sperimentare tante soluzioni che si rifanno alla smart city, in modo da rivalutare, salvaguardare e promuovere il territorio. Altri progetti come questi sono allo studio, ma è un esempio che vogliamo mettere in risalto perchè si trova al Sud.

    E se guardiamo la cartina dello stato dell’arte del 5G in Italia, dopo l’avvio in città come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, a breve saranno anche altre città del Sud ad essere avviate alla connessione veloce come appunto Bari, Matera, L’Aquila. E poi ancora Verona, Firenze e Prato.

    Huawei e la rivoluzione 5G nelle aziende

    Il 5G porterà quindi una rivoluzione, non è esagerato dire neanche questo, nel senso che abiliterà tutta una serie di azioni che finora non era possibile fare. Si potranno attivare progetti che apporteranno un concreto sviluppo per i territori e anche per le aziende che potranno sperimentare soluzioni di realtà virtuale e aumentata applicata all’industria come quello di Isotta Fraschini, una piattaforma che consente, attraverso speciali visori, di fornire formazione e assistenza remota agli addetti impegnati nelle attività di montaggio e di smontaggio di un motore navale.

    Ma c’è spazio anche per il gaming, grazie proprio al 5G il nostro smartphone diventerà una vera e propria console di gioco che permetterà di giocare anche alla tv, proprio come una normale console. Anche questo è un passaggio epocale.

    Huawei, no il 5G non fa male

    Forse la domanda che più riecheggia quando si parla di 5G è sempre: “Ma il 5G fa male? Provoca malattie incurabili?”. In realtà, attorno a questi argomenti, spesso e volentieri vengono generate fake news allo scopo di confondere e di montare notizie artefatte, nascondendo quella che è una verità tra l’altro conclamata, senza bisogno di fare uno sforzo particolare.

    Anzi, l’occasione della visita al quartier generale di Huawei ci ha permesso di approfondire un po’ di più questo aspetto, per dare delle risposte più concrete. Intanto si può ben affermare che il 5G non fa male e che non provoca malattie, al pari di tutte le altre tecnologie precedenti. Semplicemente perché, come già fatto in riferimento del 2G/3G/4G ci sono delle norme a livello europeo e locali che limitano il range delle onde elettromagnetiche (EM).

    Nel caso specifico italiano, siamo ben al di sotto della soglia consentita, tra l’altro uno dei paesi in Europa con un livello  molto basso, e, di conseguenza si può dire che al momento sono più che rispettati i parametri di legge. Certo, man mano che il 5G si estenderà, il livello di onde EM aumenterà, ma resterà sempre al di sotto dei valori di legge. Di conseguenza non è corretto parlare di rischi altissimi quando questi non sono rilevabili con i dati alla mano.

    E’ chiaro che, aumentando la sperimentazione e i casi di utilizzo del 5G aumenteranno anche i rischi di eventuali “data breach”, anche questo tema molto discusso. Huawei è ben consapevole di questi rischi, come è altrettanto consapevole che questi rischi vanno affrontati e risolti, lavorando su nuovi sistemi di difesa e rafforzandoli. E gli sforzi stanno andando in questa direzione.

    Infine, ma non è certamente ultimo caso in termini di interesse, Huawei sta collaborando con alcune città italiane per portare avanti progetti di smart city, per sperimentare progetti smart safety, di smart parking. Per dare una migliore organizzazione al territorio, una migliore sorveglianza e una migliore efficienza anche dal punto di vista energetico. Uno dei casi più belli su cui sta lavorando il colosso cinese è quello della città di Cagliari, ma altri ne arriveranno a breve.

    Insomma, Huawei dimostra di meritare il ruolo di leader nel settore del 5G e dimostra chiaramente come il nostro paese sia davvero importante in questa fase storica. E siamo sicuri che da questa collaborazione verranno fuori grandi benefici per tutti.

    [In collaborazione con Huawei Italia]

  • Unipol, il nuovo piano industriale punta su Innovazione e sostenibilità

    Unipol, il nuovo piano industriale punta su Innovazione e sostenibilità

    E’ stato presentato a Milano il nuovo piano industriale del Gruppo Unipol per il prossimo triennio. Un piano ambizioso che poggia su una forte Innovazione dei servizi e delle competenze e anche sulla sostenibilità. Carlo Cimbri, CEO del gruppo, ha sottolineato come il gruppo oggi sia leader tecnologico europeo nel settore assicurativo.

    E’ stato presentato ieri a Milano il nuovo piano industriale del Gruppo Unipol, leader storico nel settore assicurativo, che punta ad obiettivi ambiziosi, ma raggiungibili, come ha più volte sottolineato Carlo Cimbri, CEO del gruppo bolognese. Il piano, denominato Mission Evolve, vuole segnare un ulteriore passo avanti del gruppo, nei prossimi tre anni (2019-2021) puntando molto sull’innovazione e sulla tecnologia, la base di un processo ormai maturo che ha portato il gruppo ad essere leader europeo dal punto di vista tecnologico nel settore assicurativo.

    Dal punto di vista degli obiettivi, “sempre più industriali” come ha voluto sottolineare Cimbri, il nuovo piano prevede un utile netto cumulato di 2 miliardi di euro, “un obiettivo alla portata” ha detto Cimbri, “perché il gruppo ha una grande forza retail come pochi“. Il piano prevede l’uscita di 600 persone con il fondo di solidarietà e l’assunzione di 300 dipendenti, così da ridurre l’età media di 2 anni e portare nel gruppo nuove competenze, e oltre 200 milioni di investimenti in tecnologia.

    Ed è proprio la tecnologia e l’innovazione la base del nuovo piano “Mission Evolve 2019-2021” che renderà il gruppo sempre più “multicanale”, proprio per il fatto che l’innovazione e la tecnologia di questi ultimi anni hanno reso il cliente sempre più esigente e consapevole. E le tecnologie su cui punterà Unipol sono Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale, robotica, Blockchain, un piano di innovazione che punta quindi a rendere i servizi sempre più flessibili e pronti all’uso.

    Unipol, come già detto, è leader tecnologico europeo nel settore assicurativo, un primato reso possibile dalla distribuzione di 4 milioni di “black box”, un elemento non da poco che permette a Unipol di accedere ad una grossa mole di dati. I Big Data sono per il gruppo uno dei principali asset per il nuovo piano industriale, come ha spiegato il Direttore Generale del gruppo, Matteo Laterza. Una massa di dati, 350 terabyte (TB), cioè 350 mila GB, che permetteranno al gruppo di elaborare nuove strategie e nuove soluzioni sempre più dirette e vicine ai propri clienti, grazie anche alla startup del gruppo, Alfa Evolution, che sulla base della elaborazione dei dati, sta lavorando ad una black box ancora più evoluta.

    E non manca nel nuovo piano industriale il tema della sostenibilità, tema caro al gruppo, consapevole che “always one step ahead” significa anche soddisfare obiettivi che rendono il gruppo sempre più sensibile e consapevole da questo punto di vista. E infatti, il nuovo piano industriale prevede di centrare entro il 2021 tre obiettivi previsti dall’Agenda 2030, il programma racchiuso all’interno dell’”Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile” istituita dalle Nazioni Unite nel 2015. L’obiettivo dell’Agenda è quello di raggiungere, entro il 2030, un modello di sviluppo sostenibile che soddisfi i 17 obiettivi, quelli che si definiscono SDGs (Sustainable Development Goals). E’ un tema che spesso viene racchiuso e circoscritto al tema dell’ambiente, ma lo sviluppo sostenibile riguarda non solo questo ma anche aspetti economici e sociali. E Unipol ha già dimostrato di essere una delle poche realtà italiane che investe da questo punto di vista.

    Entro il 2021 il Gruppo Unipol prevede di soddisfare 3 dei 17 con un investimento di 600 milioni di euro:

    • L’obiettivo 3, Salute e Benessere, attraverso una serie di soluzioni accessibili che si integreranno anche con il sistema pubblico del welfare, estendendo la protezione a un pubblico più ampio e intervenendo nella prevenzione. Obiettivo e ampliare i canali di distribuzione per raggiungere nuovi segmenti sotto assicurati.
    • L’obiettivo 8, Lavoro Dignitoso e Crescita Economica, sostenendo e rafforzando il business e la resilienza delle agenzie. Attraverso anche lo viluppo di modelli predittivi sul rischio climatico per le imprese, al fine di aumentare la resilienza dei vari settori.
    • L’obiettivo 11, Città e Comunità Sostenibili, attraverso prodotti e servizi di mobilità integrata per privati e imprese, per una maggiore sicurezza e sostenibilità delle città e delle comunità, anche attraverso la valorizzazione dei dati generati da collaborazioni tra pubblico e privato.

    Tutti obiettivi che il Gruppo Unipol intende soddisfare puntando su Mobilità, Welfare e Famiglie, tre leve importanti che Cimbri ha tenuto più vote a sottolineare.

    [Nella foto di copertina, Carlo Cimbri, CEO Gruppo Unipol – In Collaborazione con Unipol]

  • Accenture Tech Vision 2019, l’era Post-Digitale è ora

    Accenture Tech Vision 2019, l’era Post-Digitale è ora

    Accenture Tech Vision 2019 è il report annuale di Accenture che individua i principali trend tecnologici che ridefiniranno il business nell’arco dei prossimi tre anni. Dalla Blockchain per il Supply Chain, alla sicurezza, alla virtual reality, tutte tecnologie che caratterizzano l’era del Post Digitale, quello dell’iper-personalizzazione dei servizi.

    Accenture, all’interno dell’ACIN, Accenture Customer Innovation Network, spazio ipertecnologico nel cuore della Milano che fa innovazione, ha presentato Accenture Tech Vision 2019 è il report annuale di Accenture che individua i principali trend tecnologici che ridefiniranno il business nell’arco dei prossimi tre anni.

    Si tratta di tecnologie già applicabili, quindi in grado di essere applicate da subito, che hanno una stretta corrispondenza con quello che è il claim del report, ossia “The Post-Digital Era is Upon Us — Are You Ready for What’s Next?“. Siamo nell’era del Post-Digitale, quello caratterizzato da una forte personalizzazione dei servizi. Le aziende, quindi, si trovano di fronte ad una svolta e ad una grande occasione.

    Le tecnologie digitali permettono di comprendere i clienti in maniera più approfondita, di utilizzare più canali per raggiungere i consumatori e di espandere gli ecosistemi con nuovi potenziali partner.

    Tuttavia, il digitale non è più un elemento distintivo, rappresenta oggi il punto di ingresso per entrare in gioco.

    accenture tech vision 2019

    Quasi quattro su cinque (79%) degli oltre 6.600 manager di business e IT intervistati da Accenture in tutto il mondo per redigere il report ritengono, infatti, che le tecnologie digitali, in particolare social, mobile, analytics e cloud, non siano più confinate in silos, ma abbiano superato il loro perimetro iniziale per diventare parte integrante del cuore tecnologico delle aziende.

    La Technology Vision identifica cinque trend tecnologici emergenti a cui le aziende che vogliono rimanere competitive dovranno fare riferimento:

    Trend 1 – DARQ Power: comprendere il DNA delle tecnologie DARQ

    • Ogni singola tecnologia DARQ sarà efficace di per sé nel consentire alle aziende di differenziare i propri prodotti e servizi. Ma la loro applicazione congiunta può amplificare di gran lunga il loro effetto e dare vita a nuove prospettive e opportunità.
    • Tecnologie che come queste si affermano in breve tempo, possono innescare una grande trasformazione e ridisegnare interi settori. Le tecnologie DARQ saranno le prossime ad attivare un simile processo, sulla scia di quanto accaduto con le tecnologie SMAC: social, mobile, analytics, e cloud.
    • Con il progressivo raggiungimento della maturità delle tecnologie DARQ, le aziende saranno in grado di potenziare le proprie competenze al fine di creare esperienze intelligenti, altamente personalizzate e in tempo reale, che plasmeranno la vita e il lavoro delle persone e il modo di fare business.
    • E’ importante che le aziende esplorino il potenziale di queste tecnologie, sperimentando l’effetto delle loro combinazioni e avviando progetti pilota rilevanti ed efficaci.

    Dati

    • L’89% degli intervistati sta già sperimentando una o più tecnologie DARQ.
    • Alla richiesta di indicare quale tecnologia DARQ avrà il maggiore impatto sulla loro organizzazione nei prossimi tre anni, la maggior parte (41%) ha indicato l’Intelligenza Artificiale (IA). Distributed ledger / blockchain, quantum computing ed extended reality sono state menzionate da meno di un partecipante su cinque (rispettivamente 19%, 19% e 18%).
    • Il 42% degli intervistati ha dichiarato che l’IA è già stata integrata in almeno una business unit, compreso un 18% che ha confermato l’adozione in più business unit.
    • Il 38% degli intervistati ha dichiarato che il distributed ledger / blockchain è già stato integrato in almeno una business unit, compreso un 15% che ha confermato l’adozione in più business unit. 

    Caso concreto:

    Distributed ledgers, Artificial Intelligence, Extended Reality e Quantum Computing sono i nomi delle tecnologie che faranno da catalizzatore per il cambiamento. Il caso concreto mostrato alla presentazione, ha dimostrato  come con una piattaforma blockchain sia possibile far comunicare tutti gli attori all’interno della value chain garantendo un livello di sicurezza e trasparenza delle informazioni.

    È inoltre possibile tenere traccia dei dati relativi alle merci trasportate grazie a sensori intelligenti che in real-time scrivono i dati rilevati su nodi della blockchain. Grazie agli smart-contracts la fatturazione viene automatizzata garantendo e certificando la qualità del servizio erogato.

    Trend 2 – Get to Know Me: identificare l’unicità dei consumatori e cogliere nuove opportunità

    • Con l’avvento dell’era digitale stiamo assistendo al superamento del concetto di prodotto personalizzato a favore di quello di esperienza individualizzata, ottenuta creando con i clienti relazioni uno-a-uno basate su esperienze in cui la tecnologia svolge un ruolo fondamentale.
    • Le “impronte” lasciate dall’identità tecnologica dei clienti stanno creando una base “viva” di conoscenza per le imprese. Le aziende dovranno saper integrare prodotti e servizi nelle scelte tecnologiche degli individui, cogliendo spunti non solo dal tipo di tecnologia che una persona adotta, ma anche da come questa viene utilizzata.
    • Le aziende devono tenere conto del fatto che ci sono momenti in cui i consumatori vogliono più tecnologia nella loro vita e altri in cui non ne vogliono affatto, e che c’è una linea che divide la tecnologia “utile” dalla tecnologia “invasiva”, un limite che varia da persona a persona. Esse devono svolgere un ruolo di bilanciamento tra i bisogni del cliente e le proprie opportunità.
    • Nell’era “post-digitale” coloro che riusciranno a cogliere le identità tecnologiche dei consumatori avranno la visione giusta per instaurare con loro relazioni ricche, continuative e basate sull’esperienza.
    • Tuttavia, queste opportunità richiedono una maggiore responsabilità e una comprensione delle informazioni profonda e continua, elementi indispensabili per mantenere alto il livello di fiducia nelle interazioni con il consumatore.

    Dati

    • L’83% degli intervistati ritiene che i dati demografici digitali offrano alla loro organizzazione un nuovo modo di individuare le opportunità di mercato in risposta ai bisogni non soddisfatti dei clienti.
    • Il 73% degli intervistati ritiene che i dati demografici digitali stiano diventando uno strumento sempre più potente per comprendere i propri clienti, mentre il 75% ritiene che questi dati stiano estendendo significativamente o comunque ampiamente le modalità con cui cui poter offrire i propri prodotti e servizi.
    • L’83% degli intervistati ritiene che comprendere i comportamenti dei consumatori nei confronti della tecnologia sarà essenziale per incrementare la fedeltà dei propri clienti.
    • Il 52% degli intervistati si aspetta che la quantità di dati demografici digitali da loro gestiti cresca significativamente nei prossimi due anni, mentre il 26% si aspetta che cresca in modo esponenziale.

    Caso concreto:

    Le identità tecnologiche fanno da guida a nuove offerte di business. La demo mostra sistemi di riconoscimento della clientela che sfruttano l’image recognition e con i quali è possibile per i brand associare attributi unici per i singoli consumatori, anche senza la necessità di raccogliere dati anagrafici.

    Utilizzando questa tecnologia è possibile arrivare a individuare la tipologia di outfit indossato e fornire all’utente un identificativo per associarlo a un cluster di consumatori. Con il supporto di una intelligenza artificiale si potranno ricevere informazioni su un prodotto in linea con il proprio stile.

    Trend 3 – Human+ Worker: trasformare l’ambiente di lavoro e valorizzare le persone

    • I dipendenti stanno utilizzando la tecnologia per accrescere le proprie competenze ed esperienze. La forza lavoro sta diventando human+, con una nuova serie di capacità costantemente in crescita e rese possibili dall’innovazione tecnologica.
    • Se da una parte però la forza lavoro si evolve rapidamente in questo senso, molte aziende restano ancorate a modelli del passato, creando un divario tra i propri dipendenti e il proprio modello organizzativo: le strategie per la ricerca di talenti risultano ad esempio spesso obsolete rispetto alle competenze dello human+ worker e gli investimenti in formazione e reskilling sono in genere molto al di sotto delle necessità, soprattutto quando i lavoratori cambiano ruolo o azienda.
    • Per essere leader nell’era human+, le aziende devono investire nella propria forza lavoro con strategie di formazione e di riqualificazione che preparino i dipendenti a ruoli in mutamento. Invece di limitare il potere della propria forza lavoro alle competenze necessarie per l’oggi, le aziende devono investire in piattaforme e strategie di formazione che preparino al meglio i lavoratori (e la società) per il domani, utilizzando anche tecnologie innovative come AI, realtà aumentata (XR) e analisi del sentiment.

    Dati

    • Il 71% degli intervistati ritiene che i propri dipendenti siano più maturi dal punto di vista digitale rispetto alla loro organizzazione e che gli stessi si trovino quindi costretti ad aspettare che l’azienda si metta al passo.
    • Il 78% degli intervistati ritiene che la crescente velocità di spostamento della forza lavoro tra vari ruoli e aziende abbia causato un maggior bisogno di riqualificazione all’interno delle organizzazioni.
    • Solo il 9% degli intervistati ha dichiarato che, negli ultimi tre anni e grazie all’utilizzo della tecnologia, oltre il 60% della propria forza lavoro ha già assunto nuovi ruoli che richiedono una riqualificazione sostanziale. Ben il 43% ha dichiarato invece che oltre il 60% della propria forza lavoro assumerà ruoli di questo tipo nei prossimi tre anni.

    Caso concreto

    I dipendenti stanno utilizzando la tecnologia per accrescere le proprie competenze ed esperienze. La forza lavoro sta diventando “human+”, con una nuova serie di capacità costantemente in crescita e rese possibili dall’innovazione tecnologica. Abbiamo chiamato questo concetto “Human+ Worker”. La demo mostra come durante la creazione del nuovo concept store di Autogrill, “Smart”, sia stato possibile sfruttare la virtual reality al fine di diminuire drasticamente i tempi di servizio e di ottenere feedback ancora prima che il negozio fosse realizzato fisicamente. E’ stato creato il così detto “Digital Twin”, una copia fedelissima dello store realizzata in digitale, ma navigabile, che ha permesso di testare il layout dello store e analizzare i dati di flusso e movimento di un panel di consumatori.

    Trend 4 – Secure Us to Secure Me: le imprese non sono vittime, ma vettori

    • L’attuale dipendenza delle attività di business dagli ecosistemi amplifica in modo esponenziale l’impatto degli attacchi informatici: gli eventi che paralizzano un’impresa possono crescere rapidamente minacciando non solo l’azienda stessa, ma l’intero ecosistema.
    • Mentre la maggior parte delle aziende considera la sicurezza informatica come una questione strettamente individuale, da risolvere nel perimetro della propria operatività interna, gli autori degli attacchi guardano all’intero meccanismo e vedono gli ecosistemi come una superficie di attacco in continua espansione. Ecco perché, in un mondo di ecosistemi, sicurezza non significa più proteggere l’organizzazione, ma proteggere tutti.
    • Le aziende devono modificare il loro approccio alla sicurezza, ampliando l’orizzonte delle proprie valutazioni del rischio e tenendo conto di un panorama di minacce molto più ampio. Devono considerare la sicurezza una componente fondamentale nella costruzione delle partnership, riconoscendo che, così come collaborano per fornire i migliori prodotti, servizi ed esperienze, allo stesso modo devono collaborare per garantire la sicurezza del proprio ecosistema.
    • In questo contesto è necessario diffondere la titolarità e la responsabilità della sicurezza in tutte le strutture aziendali, garantendo ai team interni l’agilità necessaria per mantenere alti i livelli di protezione.
    • Le aziende dovranno inoltre lavorare a più stretto contatto con autorità e istituzioni, soggetti con una preziosa visione trasversale dei vari settori e sempre più spesso bersaglio della criminalità informatica.
    • Le aziende che sapranno gestire al meglio il tema della sicurezza si distingueranno in termini di reputazione e diventeranno interlocutori più affidabili e interessanti per consumatori, istituzioni e partner.

    Dati

    • L’87% degli intervistati ritiene che, per essere veramente resilienti, le aziende devono riconsiderare il loro approccio alla sicurezza in modo da difendere non solo loro stesse, ma i propri ecosistemi.
    • L’81% degli intervistati afferma che la sicurezza rappresenta un fattore di differenziazione e un vantaggio competitivo per la propria organizzazione.
    • Solo il 29% degli intervistati si è dichiarato certo che i propri partner di ecosistema si impegnino diligentemente a essere conformi e resilienti in materia di sicurezza.

    Caso concreto:

    L’attuale dipendenza delle attività di business dagli ecosistemi amplifica in modo esponenziale l’impatto degli attacchi informatici. Questo richiede alle aziende di ampliare l’orizzonte delle proprie valutazioni del rischio, tenendo conto di un panorama di minacce molto più ampio. Nella demo viene mostrata una simulazione di un attacco informatico a una infrastruttura energetica. Un hacker riuscirà a colpire l’azienda target utilizzando tecniche di phishing e sfruttando le vulnerabilità della rete aziendale e gli anelli deboli dell’ecosistema in cui l’azienda opera.

    Trend 5 – MyMarkets: soddisfare le esigenze dei consumatori in tempo reale

    • Se per un’azienda l’adozione di nuove tecnologie non è più sufficiente per differenziarsi, ciò rappresenta comunque un punto di partenza per la prossima grande opportunità: catturare momenti.
    • Man mano che la tecnologia offre maggiore possibilità di personalizzazione creando una molteplicità di realtà e momenti, le aziende devono imparare a considerare ogni momento come un singolo mercato, un mercato momentaneo, e a cogliere le opportunità che ne derivano.
    • La combinazione di capacità analitiche sempre più efficaci e sofisticate tecnologie back-end in grado di orientare le decisioni aziendali, rende ogni momento un’occasione per fornire un nuovo prodotto o servizio, concepito non solo per un cliente specifico, ma per le sue necessità in un momento specifico.
    • Prima di poter rispondere alle esigenze di un dato momento, le aziende devono sapere che quell’opportunità esiste. Ciò significa identificare le esigenze del cliente prima dei competitor e, potenzialmente, prima dei clienti stessi.
    • Il nuovo mondo dei momentary market si fonda sul mercato dell’Internet of Things (IoT), per il quale si prevedono 31 miliardi di dispositivi collegati a livello globale entro il 2020. Ogni dispositivo è un nuovo canale, una nuova fonte di dati, nonché un nuovo modo di identificare, raggiungere e offrire soluzioni a questi mercati.
    • Gestire i momentary market diventerà sia un’arte che una scienza. Fornire soluzioni per ogni momento è impraticabile e superfluo, l’arte sta nello scegliere le opportunità giuste per essere sia efficaci che bene accolti dai consumatori, creando prodotti e servizi personalizzati e on-demand.

    Dati

    • L’85% degli intervistati ritiene che le nuove esigenze dei consumatori stiano spingendo le aziende ad offrire prodotti e servizi sempre più personalizzati e on-demand. Secondo gli stessi intervistati, inoltre, l’integrazione tra personalizzazione e disponibilità del prodotto e servizio in tempo reale rappresenterà un nuovo grande vantaggio competitivo.
    • Sempre gli stessi intervistati hanno dichiarato che serviranno mediamente 3,5 anni affinché le loro strutture siano in grado di fornire prodotti e servizi personalizzati on-demand in tempo reale.
    • Il 62% degli intervistati ritiene che il 5G avrà un impatto significativo sul loro settore entro i prossimi tre anni.

    Caso concreto:

    La tecnologia sta creando un mondo fortemente personalizzato e ricco di esperienze on-demand. Le aziende devono trovare un modo per sfruttare queste nuove opportunità. La demo mostra come dando la possibilità al consumatore di effettuare un test drive, e applicando al veicolo sensoristica connessa e intelligenza artificiale, vengono tracciati il suo stile di guida e le sue preferenze inconsce per poi essere applicate all’esperienza di configurazione. Questo permetterà di avere un prodotto configurato e personalizzato a seconda dei singoli fruitori e delle loro esigenze.

    fabio benasso ceo accenture italia
    Fabio Benasso, CEO e presidente di Accenture Italia

    Accenture Tech Visione 2019 individua trend, supportati da dati interessanti, che spiegano del perchè le aziende oggi siano ad una svolta. “Ci troviamo ora a un punto di svolta: le nuove tecnologie permettono di comprendere i propri clienti in maniera più approfondita, di utilizzare più canali per raggiungerli, di espandere gli ecosistemi con nuovi partner. In questo contesto, valori come fiducia, responsabilità e sicurezza diventano fattori critici di successo. Le aziende devono sì concentrarsi sull’adozione di nuove tecnologie, ma operando in modo etico e responsabile, con una particolare attenzione alla forza lavoro che va preparata al cambiamento”, dichiara Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture Italia.

    Nel nostro paese l’innovazione può e deve accelerare, guidata in prima battuta dai grandi player, che hanno capacità di scala  e finanziaria. Le PMI possono cogliere le opportunità di crescita, a patto che siano in grado di mettere a sistema alcune capabilities facendo leva su piattaforme comuni, che permettano di innovare e, allo stesso tempo, liberare risorse da investire nello sviluppo della propria eccellenza”.

    Accenture Tech Vision 2019 Infografica

  • Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia è il gruppo assicurativo che negli ultimi tre anni ha saputo meglio interpretare il concetto della semplificazione, oggi il 50% delle polizze erogate sono digitali. E siccome trasformazione fa rima con Innovazione, il gruppo, guidato da Marco Sesana, lancia una sfida ulteriore come “Partner di Vita”, puntando su Famiglia, Benessere, Mobilità e Lavoro.

    Siamo tornati a Mogliano Veneto, quartier generale di Generali Italia, poco più di un anno fa, dove avevamo conosciuto “l’assicurazione del futuro”, una serie di servizi che erano al centro della semplificazione che il gruppo guidato da Marco Sesana stava iniziando a mettere in atto. L’occasione è stata il lancio della grande sfida che il grande gruppo assicurativo ha deciso di mettere in atto come passaggio successivo naturale, puntando a diventare vero Partner Di Vita per la Famiglia, il Benessere, la Mobilità e il Lavoro. Quattro direttrici che al loro interno contengono i valori di Generali Italia e quindi il grande ascolto verso il cliente e la risposta ad una grande esigenza che è quella che arriva dai clienti stessi, ossia una costante relazione. Tutto questo viene oggi amplificato proprio grazie all’innovazione, alle nuove tecnologie che sono il frutto del grande processo di trasformazione che il gruppo ha intrapreso ormai tre anni fa che ha visto proprio la nascita dell’Innovation Park come luogo di sperimentazione innovativa.

    La grande sfida che lancia Generali Italia verrà sviluppata su tre anni con un investimento di 300 milioni di euro e con un programma di assunzione di quasi 1.200 persone, un progetto molto ambizioso quindi che vede l’innovazione digitale al centro di tutto il processo, perchè il digitale permette l’erogazione di molteplici servizi, migliorando la relazione con il cliente.

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    Come ha ricordato il CEO di Generali Italia, Marco Sesana, “oggi il 50% delle polizze erogate dal gruppo sono digitali, tre anni fa erano zero” e il 100% delle agenzie sono abilitate alla vendita in digitale. La sfida di Partner di Vita si svilupperà quindi attraverso quattro momenti rilevanti:

    Famiglia: per realizzare qualsiasi progetto di vita, sapendo bene che per il 75% degli italiani la casa rappresenta l’investimento più importante. In questo caso giocano un ruolo fondamentale le tante soluzioni in ottica di Smart Home che aiutano a ridurre i rischi del 40-60%. Come un sistema di sensori, videocamere e app che aiutano, ad esempio, in casi di incendio.

    Benessere: nel rispondere alla grande attenzione che gli italiani riservano alla salute e al benessere, per il 61% di essi sono tra i bisogni primari, Generali Italia offre tutta una serie di servizi per una migliore prevenzione, contenimento e assistenza che sfruttano molto le nuove tecnologia. Ad esempio Skinvision, sviluppato da una startup nata in collaborazione proprio con Generali, ha sviluppato un metodo di monitoraggio dei nei attraverso un’app, in pochi minuti si può scoprire se è necessario un controllo medico più approfondito.

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    Mobilità: trattasi di un settore strategico per il gruppo, la grande sfida di Generali Italia è quella di assicurare le persone e non solo l’auto. Inoltre verranno sviluppati servizi che interpretano la mobilità di oggi nell’era della condivisione. Infatti oggi il 22,5% delle persone si muove a piedi, il 7% attraverso il trasporto pubblico, il 5% in bici e il 4% con combinazione di mezzi. Importante, proprio perchè pensato per le persone, il servizio di Real Time Coaching, restando nell’ambito degli oggetti connessi, pensato per i guidatori che permette di migliorare il proprio stile di guida e suggerisce come evitare i rischi. “I più temerari, nel 35% dei casi migliorano il loro stile”, ha ricordato Marco Sesana.

    Lavoro: attenzione al welfare dei dipendenti, e qui gioca un ruolo importante Welion come partner, con soluzioni per la prevenzione anche dei rischi in ambito informatico. Il 65% degli imprenditori si sente più vulnerabile da attacchi cyber, ed ecco che per loro il gruppo riserva una soluzione per una migliore protezione anche in casi come questi.

    Partner di Vita è quindi una grande sfida di Generali Italia che trova la sua solidità proprio nell’innovazione e nel digitale, segno che l’Innovation Park si conferma essere un laboratorio sperimentale di quella che è davvero l’assicurazione del futuro.

    Alcune informazioni importanti sul gruppo Generali Italia, assicuratore leader in Italia, anche il più conosciuto. Sono 10 milioni i clienti in Italia e 1,6 milioni quelli connessi. Il gruppo conta 13 mila dipendenti; 1 famiglia su 3 ha una polizza Generali e 1 azienda su 4 ha un’assicurazione Generali. Sono 16 miliardi di euro le prestazioni erogate all’anno.

    [In collaborazione con Generali Italia]

  • L’innovazione non ammette pregiudizi. Gli eventi per la Giornata della donna 2019

    L’innovazione non ammette pregiudizi. Gli eventi per la Giornata della donna 2019

    In occasione della “Giornata della donna” 2019 vi proponiamo una lista di eventi legati alla promozione dell’imprenditorialità e delle competenze in ambito digitale.

    È ormai il quarto anno che ci dedichiamo alla ricerca di eventi organizzati in occasione della Giornata internazionale della Donna, che non abbiano il sapore della retorica che inevitabilmente accompagna ogni giornata commemorativa.
    L’innovazione non ammette pregiudizi. Se i nomi Ada Lovelace e Grace Murray Hopper o le statistiche della Commissione Europea e dell’OCSE circa il danno creato dal gender gap in termini di innovazione e crescita economica non bastassero a convincere i più “scettici”, nella settimana dal 4 al 10 marzo ci sono molte occasioni concrete per rendersi conto della competenza, della professionalità e del saper fare delle donne in settori considerati tipicamente maschili, non solo dagli uomini.

    Non sono eventi fine a sé stessi ma appuntamenti che fanno capo a iniziative e impegno costanti nel tempo, che hanno il merito di creare consapevolezza e condividere conoscenza, le uniche armi efficaci contro stereotipi e pregiudizi.
    Sperando che queste informazioni siano di vostro interesse, vi invitiamo a segnalarci altre iniziative legate al mondo della scienza, dell’innovazione e del digitale.

    La settimana RosaDigitale

    “La settimana RosaDigitale” è una manifestazione per le pari opportunità di genere nel campo del digitale che ha lo scopo di abbattere le disuguaglianze tra uomo e donna. Giunta alla sua quarta edizione, è una utile guida agli eventi, chiamati “petali”, che si svolgono in Italia e all’estero dal 4 al 12 marzo. Sul sito potete utilizzare la mappa interattiva per individuare l’evento più vicino a voi o quello di maggior interesse.

    Sito web: https://rosadigitaleweek.com/la-settimana-del-rosadigitale/
    Hashtag: #RosaDigitale
    Twitter: @DigitaleRosa
    Facebook: rosadigitale

    Vi segnaliamo tre “petali” tra i tanti che vi invitiamo a scoprire.

    “Scegliamo di Contare” è un evento promosso dall’Assessorato Roma Semplice di Roma Capitale che si terrà presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio. Donne con carriere in ambito S.T.E.M. (Science, Technology, Engineering and Mathematics) racconteranno le proprie esperienze lavorative di successo in Italia e all’estero a ragazze e ragazzi alle prese con la scelta del futuro percorso di studi.
    Info: https://www.eventbrite.com/e/scegliamo-di-contare-seconda-edizione-tickets-57602121496

    “Ingegneri di altro genere”, 5 donne di 5 generazioni diverse, attive nell’area STEM, descriveranno le loro esperienze di successo e il cammino professionale intrapreso. L’evento, di cui già abbiamo scritto, si svolgerà presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’#OpenDIAG – giornata di orientamento rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
    Info: http://bit.ly/OpenDIAG2019_Ingegneridialtrogenere

    “La falena di Grace – Storia della donna che trovò e risolse il 1° bug informatico”, un laboratorio di robotica e coding con mBot, piccolo robot programmabile, per ripercorrere la storia Grace Murray Hopper, pioniera della programmazione informatica. Il laboratorio, per bambine e bambini, è organizzato da Kidsbit presso Binario 5 coworking a Perugia.
    Info: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-falena-di-grace-lab-di-coding-e-robotica-57409465256

    SheHacksPoliTO

    È un evento, patrocinato dal Politecnico di Torino, organizzato da alcuni ex-allievi dell’Istituto. Un hackathon che coinvolgerà 70 studenti del Politecnico (di diversi corsi di laurea) con l’obiettivo di sviluppare una campagna di comunicazione per valorizzare il ruolo della donna ingegnere. L’evento, che durerà due giorni (8 e 9 marzo), si comporrà anche di sessioni di lavoro collettive e di talk di approfondimento.

    Sito web: https://www.shehackspolito.it/

    Hashtag: #SheHacksPoliTO
    Twitter: @SheHacksPoliTO
    Instagram: shehackspolito

    Women & Digital Jobs in Europe… un anno dopo

    L’evento è organizzato da Gianna Martinengo, fondatrice di Women&Tech – Associazione Donne e Tecnologie nata nel 2009 con lo scopo di valorizzare il talento femminile nella tecnologia, nell’innovazione e nella ricerca scientifica, nonché di promuovere progetti e azioni finalizzate alla lotta agli stereotipi e alla discriminazione di genere.
    Durante l’evento, che si terrà presso l‘Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo a Milano, sarà presentato ufficialmente l’Instant Book che raccoglie le riflessioni dell’edizione 2018.  L’Instant Book potrà essere scaricato in formato digitale sul sito di Women&Tech.

    Sito web: https://www.womentech.eu/evento/women-digital-jobs-europe-presentazione-instant-book
    Twitter: @womentech
    Facebook: women.technologies

    100 donne contro gli stereotipi

    100esperte.it è un progetto dell’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.Li.A. (GIornaliste Unite LIbere Autonome), una banca dati online con 100 nomi e Curriculum Vitae di esperte di STEM. Il sito è stato lanciato nel 2016, in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e ad oggi le esperte di STEM hanno oramai superato quota 100. Dal 2018 la banca dati è stata estesa anche al settore dell’Economia e Finanza.

    Due gli eventi organizzati in occasione della “Giornata della Donna”:
    100 donne contro gli stereotipi all’Università di Pavia – Info: https://100esperte.it/news/100-donne-contro-gli-stereotipi-alluniversita-di-pavia/
    Vita da STEM, #100esperte a Fa’ la cosa giusta! – Info: https://100esperte.it/news/100esperte-a-fa-la-cosa-giusta/

    Sito web: https://100esperte.it/
    Hashtag: #100esperte
    Twitter: @100esperte
    Facebook: 100esperte

    Art+Feminism 2019 @DInfUniSa

    Anche su Wikipedia le donne sono sotto-rappresentate, sia come numero di voci enciclopediche sia come numero di persone attive come contributor. In occasione della campagna internazionale “Art+Feminism 2019”, il Dipartimento di Informatica dell’Università degli studi di Salerno, in collaborazione con le associazioni Mind the Gaps e Wikimedia Italia, organizza una maratona internazionale di scrittura al femminile denominata edit-a-thon; chi prenderà parte all’evento potrà dare un contributo reale, cimentandosi nella scrittura di biografie delle attiviste premiate con l’International Women of Courage Award (Premio internazionale donne coraggiose).

    Info: https://www.facebook.com/events/2101387619979904/
    Hashtag: #artandfeminism #noweditingAF
    Twitter: @DInfUniSa @WikimediaItalia @mindthegaps_it

    Donna Forza 8

    In occasione della “Settimana della Donna”, lo Sportello Donna Forza 8 di Lazio Innova, società della Regione Lazio per l’innovazione e il sostegno alle PMI e alle startup, promuove una serie di iniziative per stimolare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
    Presso gli “Spazi Attivi” – spazi collaborativi dove tutti, cittadini, startup, imprese ed enti locali, possono partecipare alla crescita del territorio – si terrà una serie incontri e workshop dedicati all’autoimprenditorialità, alle startup femminili e a percorsi di empowerment. Sul sito di Lazio Innova potete consultare il programma.

    Sito web: http://www.lazioinnova.it/news/la-settimana-della-donna-negli-spazi-attivi/
    Hashtag: #DonnaForza8
    Twitter: @LazioInnova
    Facebook: lazioinnova
    Linkedin: https://www.linkedin.com/company/sviluppo-lazio-spa/?trk=biz-companies-cym

    Speed Networking al Femminile

    L’evento è organizzato da Young Women Network, associazione dedicata al networking, mentoring ed empowerment delle giovani donne, e fa parte di una serie di interessanti eventi che si tengono durante tutto l’anno.
    Speed Networking al Femminile ha lo scopo di far apprendere le competenze per costruire il pitch perfetto e presentare sé stessi nel modo migliore.

    Info: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-speed-networking-al-femminile-ywn-rome-55958972794
    Hashtag: #SpeedNetworking #ywn
    Twitter: @YWNetwork
    Facebook: YoungWomenNetwork
    Linkedin: https://www.linkedin.com/company/young-women-network/

    Pitch Pitch – 100% al Femminile

    Pitch Pitch è un evento ricorrente di Ulule, piattaforma di crowdfunding nata a Parigi nel 2010 che, ad oggi, ha superato il traguardo di 26.000 progetti finanziati con un tasso di successo quasi del 70 % (fonte Ulule).
    L’evento “Pitch Pitch – 100% al Femminile” sarà dedicato a tutti i progetti a tematica femminile e/o progetti lanciati da donne permettendo loro di presentare il proprio dal vivo.

    Info: https://www.eventbrite.fr/e/registrazione-pitch-pitch-100-al-femminile-55406225512
    Hashtag: #PitchPitch
    Twitter: @ululeIT
    Facebook: ululeIt

    Femminismo digitale. Esperienze, limiti, linguaggi

    L’evento si terrà presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, una Tavola rotonda organizzata dalla Casa editrice L’Iguana e moderata da Chiara Turazzi, con la partecipazione di Shendi Veli e Antonietta Geirola, del movimento NonUnaDiMeno.

    Info: Femminismo_Digitale_NUDM

     

    GirlsTech

    Evento lancio di Girls Tech, un’iniziativa di FuturMakers e Synesthesia nata per promuovere la sensibilizzazione rispetto alla disparità di genere nel mondo dell’innovazione e della tecnologia. L’evento, che beneficia dell’alto patrocinio del Parlamento europeo, si svolgerà il 14 marzo 2019 presso il Talent Garden della Fondazione Agnelli.

    Sito web: https://www.girlstech.it/
    Hashtag: #GirlsTech
    Twitter: @GirlsTech_it
    Facebook: girlstech.it
    Instagram: girlstech_it

    Un ringraziamento particolare per il prezioso contributo a questo post a: Flavia Marzano, Angelo Simone, Francesca Meloro, Nicoletta Gay.

  • Blockchain in Italia mercato agli albori e in un anno cresce del 76 percento

    Blockchain in Italia mercato agli albori e in un anno cresce del 76 percento

    Il mercato della Blockchain inItalia è praticamente agli inizi, ma mostra comunque una grande crescita. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti messi in atto sono cresciuti in un anno del 76% e l’Italia è il terzo mercato in Europa, dietro Uk e Germania.

    La Blockchain sta cominciando a prendere piede anche in Italia e ha di fronte a sè grandi spazi di crescita. Secondo quando rilevato dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti messi in atto dalle aziende italiane sono cresciuti in un anno del 76%, sono stati 328 quelli realizzati solo tra il 2017 e il 2018. Le aziende che ci hanno creduto di più sono quelle del settore finanziario (48% dei progetti), le pubbliche amministrazioni (10%) e quelle della logistica (8%), mentre i principali processi di applicazione sono la gestione dei pagamenti (24%), la gestione documentale (24%) e la tracciabilità di filiera (22%).

    L’Italia è il terzo paese europeo per numero di progetti (19 che hanno avuto visibilità mediatica, ma se guardiamo anche alla formazione e alla consulenza superano i 150 totali), ma il mercato si può dire che è ancora agli albori. Da un sondaggio su 61 CIO, (Chief Innovation Officer), di grandi imprese italiane emerge che ben il 59% delle aziende ha avviato sperimentazioni o è in procinto di avviarne, ma gli investimenti sono ancora limitati (15 milioni di euro in formazione, progetti e consulenze) e il 59% non ha un budget dedicato.

    blockchain mercato

    Le aziende italiane, inoltre, conoscono ancora poco le tecnologie Blockchain e Distributed Ledger e non le ritengono rivoluzionarie per il futuro: se il 26% dichiara una conoscenza elevata della “catena dei blocchi”, il 31% non sa ancora cosa sia; soltanto per il 32% sarà una rivoluzione e appena il 2% dei CIO la considera una priorità.

    Il mercato italiano della Blockchain

    blockchain aziende italiane

    Restando sul mercato italiano, per dare qualche dettaglio in più, i dati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano ci dicono che nel 2018 le aziende italiane hanno speso in tecnologie Blockchain e Distributed Ledger circa 15 milioni di euro, con 150 casi suddivisi fra corsi di formazione e consulenza strategica per comprendere modalità e ambiti applicativi di questa tecnologia (50, avviati da imprese che devono ancora orientarsi sul tema), consulenze per conoscere le diverse piattaforme e sviluppare progetti pilota (80, attivati da aziende che hanno già una conoscenza di base della Blockchain), progetti operativi (10) e ICO (Initial Coin Offering, 10 casi attivati da startup). Fra questi soltanto 19 hanno avuto visibilità mediatica. Al momento le aziende che investono in progetti di Blockchain e Distributed Ledger sono solo quelle di grandi dimensioni e le startup che cercano supporto operativo nella realizzazione di ICO.

    Come detto, il 59% delle aziende ha avviato progetti legati alla blockchain o è pronto a farlo, fra cui il 3% ha già progetti operativi, il 35% ha delle sperimentazioni iniziate e il 21% ha intenzione di attivarle nei prossimi 12 mesi. Il restante 41% non ha ancora lanciato progetti, ma il 31% di queste si sta informando per capire cosa fare. Le principali barriere all’adozione della tecnologia Blockchain sono la mancanza di competenze, la difficoltà nel valutare i benefici attesi e la scarsità delle risorse a disposizione. La maggior parte delle aziende, infatti, non ha né un budget né un team dedicato alla Blockchain.

    blockchain caratteristiche

    Il 59% delle imprese non ha stanziato risorse per questa tecnologia nel 2018, il 30% ha un budget inferiore a 100 mila euro, il 7% ha preventivato risorse comprese tra 100 mila e 500 mila euro e solo il 4% ha investito più di 500 mila euro. Oltre un’impresa su tre non ha nessuna figura in organico impegnata sul tema (36%), il 17% ha più persone ma non in modalità strutturata, il 39% delle aziende ha affidato il compito al team innovazione e solo l’8% ha un delle figure dedicate.

    Ci sono ampi spazi di crescita, perchè queste sono le indicazioni di mercato, ma bisogna anche considerare che su 61 grandi aziende italiane emerge come la conoscenza di queste tecnologie sia ancora scarsamente diffusa: il 31% del campione non sa cosa siano la Blockchain e gli strumenti Distributed Ledger, il 43% ha una conoscenza sufficiente e solo il 26% conosce bene la tecnologia. Anche le aspettative sull’impatto della Blockchain sono ancora ridotte: solo un’azienda su tre (32%) ritiene che sarà una rivoluzione, per il 61% si limiterà a migliorare alcuni processi e per il 7% non ci sarà alcuna influenza.

    Il mercato della Blockchain a livello internazionale

    blockchain mercato internazionale

    Dal punto di vista del mercato internazionale della blockchain, l’area con la più alta densità di casi di applicazione nell’ultimo triennio è l’Asia, col 32% dei progetti, seguita da Europa (27%), America (22%) e da Oceania e Africa (5%), mentre il restante 14% è costituito da progetti multi continentali. Gli Stati Uniti, invece, guidano la classifica dei singoli paesi con più progetti (17%), seguiti da Giappone (oltre il 7%), Cina (7%), Regno Unito (4%) e Corea del Sud (4%). Anche l’Italia registra un forte fermento e si posiziona per numero di progetti al terzo posto in Europa, dopo Regno Unito e Germania.

    Le aziende che hanno attivato sperimentazioni di Blockchain preferiscono affidarsi a piattaforme private (90% dei 448 casi in cui viene dichiarata la tipologia di soluzione utilizzata) piuttosto che a piattaforme pubbliche (10%). Fra i 318 casi in cui viene indicata la piattaforma impiegata, le più diffuse sono Hyperledger (75 progetti, 24%) e nuove piattaforme Blockchain sviluppate appositamente (altri 75 casi, 24%), seguite da Ethereum (49 casi, 15%), Corda (35 casi, 11%), Ripple (22 casi, 7%) e Bitcoin (7 casi, 2%). I restanti 55 progetti si affidano a piattaforme minori (17%).