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  • Twitter, da oggi messaggi diretti di gruppo e video da mobile

    Twitter, da oggi messaggi diretti di gruppo e video da mobile

    Annunciate a novembre 2014, insieme ad altre novità appena rilasciate e altre che arriveranno, Twitter rilascia oggi i messaggi diretti di gruppo e anche la possibilità di poter condividere video direttamente dall’app. Funzionalità che strizzano l’occhio al mobile e puntano a coinvolgere gli utenti.

    Interessanti novità quelle che Twitter ha presentato oggi, in parte annunciate a novembre dello scorso anno, con un post sul blog ufficiale a firma di Jinen Kamdar (@jinen), product director, i messaggi diretti di gruppo e la possibilità di poter condividere video direttamente dall’app. Due novità che strizzano l’occhio al mobile e al coinvolgimento degli utenti.

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    Messaggi diretti di gruppo

    Funzionalità molto attesa e sinceramente una di quelle che mancavano per il fatto che spesso, comunicando in DM con qualche contatto, si presentava l’esigenza di poter estendere i messaggi ad altri contatti. Ecco, da oggi tutto questo è possibile e sarà possibile condividere immagini, link ed emoji. Tutto rigorosamente in 140 caratteri.

    Twitter quindi si unisce a Facebook che con Facebook Messenger già consente le conversazioni private di gruppo; così come anche WhatsApp (altra proprietà di Facebook).

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    Condividere video dall’app

    Da  oggi si potranno presto girare, modificare e condividere video direttamente dall’app di Twitter, in maniera semplice. La videocamera mobile è stata progetta per essere semplice da usare, in modo che si registrare e condividere i momenti live. In pochi tap si possono aggiungere un video per alimentare le conversazioni, condividere un punto di vista in merito a un evento in tempo reale, e mostrare i momenti della vita di ogni giorno in maniera immediata. Questo senza mai lasciare l’app. Anche guardare i video sarà facile, infatti verrà mostrata un’anteprima e sarà sufficiente toccarla per far partire il video.

    Questo è il video tweet di Neil Patrick Harris, prossimo presentatore degli Oscar:

    La videocamera mobile e la nuova esperienza di editing inline permetteranno di registrare e condividere in un solo istante video della durata massima di 30 secondi. Gli utenti di Twitter app per iPhone avranno anche la possibilità di caricare video direttamente dal rullino foto (una funzionalità che presto sarà disponibile anche su app Android).

    Queste novità presentate oggi saranno presto disponibili per tutti gli utenti.

  • Social Media e Internet 2015, uno sguardo all’Italia

    We Are Social pubblica il report annuale “Digital, Social & Mobile in 2015” che ci offre un quadro ampio della situazione globale e in particolare del nostro paese. In Italia cresce la penetrazione di Internet, oggi al 60%, e siamo connessi in media 4,5 ore al giorno; 2,2 ore da mobile. Come nel 2014, spendiamo 2,5 ore sui Social Media.

    Come già successo lo scorso anno, proviamo a dare un’occhiata allo stato dei social media, del mobile e del digitale in generale grazie al corposo report di We Are Social, “Digital, Social & Mobile in 2015“, una panoramica di 240 paesi, con alcuni dettagli economici per le nazioni più importanti. Ovviamente, così come lo scorso anno ci concentreremo sul nostro paese per scoprire se sia cambiata la penetrazione di Internet e se abbiamo cambiato il modo i usare i social media e il mobile, ormai sempre più parte della nostra vita di tutti i giorni. Sono dati utili che ci permettono di capire lo stato attuale del digitale in Italia e nel mondo. Qualche giorno fa riportavamo una infografica che ci riassumeva lo stato dei social media nel 2014, quindi una buona base per iniziare il 2015. Con questo report completiamo ancora di più le informazioni, avendo la possibilità di conoscere come gli utenti vivono e usano il digitale.

    Allora, cominciamo col di re che al mondo ci sono oltre 7 miliardi di abitanti e che il 42% di essi, poco più di tre miliardi, ha la possibilità di accedere a Internet (con una crescita del 21%). La penetrazione mondiale dei social media è del 29%, ossia oltre 2 miliardi di persone (+12%); esistono poi 3,6 miliardi di utenti mobile, con una penetrazione mondiale del 51% (+5%), e sono 1,7 miliardi gli utenti che accedono ai social media da mobile, con una penetrazione del 23% (+23%). Questi dati a livello globale, quindi i dati che via via andremo a conoscere per quanto riguarda il nostro paese, rapportandoli anche con altri paesi. In Europa la popolazione internet è di 584 milioni, su una popolazione effettiva di 837 milioni di persone, quindi si registra una penetrazione internet del 70%. E sono 387 milioni  gli utenti europei che hanno un account sui social media.

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    Andando a conoscere in dettaglio qualche numero riguardo al nostro paese, notiamo che rispetto allo scorso anno la penetrazione internet è cresciuta di 2 punti percentuali. Infatti era al 58% nel 2014 ed è al 60% nel 2015, lo stesso dato che fa registrare anche la Russia. Davanti a noi tutti i grandi paesi più digitali, da notare il sorpasso del Canada oggi con una penetrazione del 93% sugli Emirati Arabi, primi lo scorso anno.

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    Sulla rete gli utenti italiani trascorrono di media 4,5 ore di media al giorno (il Censis a dicembre sosteneva fossero più di 5 ore) da laptop o da desktop, mentre sono 2,2 le ore di media giornaliere che trascorriamo su internet accedendo dal nostro dispositivo mobile. Un dato quello del nostro paese che si avvicina alla media (4,4 desktop mobile; 2,7 mobile). Ai vertici di questa classifica troviamo molti paesi definiti oggi “economie emergenti”, ma vanno segnalati i casi dell’Arabia Saudita che fa registrare lo stesso numero di ore, 4,2, da desktop e da mobile; oppure l’Argentina con 4,9 ore da desktop o laptop e 4,2 da mobile.

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    Il report ci dice anche che nel nostro paese il 39% degli italiani effettua acquisti online. Il dato più alto, tra l’altro noto, lo fa registrare l’UK con il 64%, poco distanti sono poi la Germania (63%) e la Corea del Sud (62%).

    E adesso veniamo all’utilizzo dei Social Media. Intanto la penetrazione dei social media nel nostro paese è al 46% ed è cresciuta di 4 punti, era infatti al 42% nel 2014. Cresce la media mondiale oggi al 29%. Mentre la più alta percentuale la troviamo a Singapore, la città stato del sud est dell’Asia, con una penetrazione del 66%.

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    Guardando nel dettaglio delle piattaforme, Facebook, ovviamente, è il social network che vanta il maggior numero di utenti: 1.366 miliardi, seguito da Tencent QQ con 829 milioni di utenti. Da segnalare WhatsApp che in realtà ha da poco superato i 700 milioni di utenti, quindi la posizione in questa classifica non cambia. A seguire Facebook Messenger con 500 milioni di utenti, segno che l’instant messaging è ormai un fenomeno consolidato a livello globale.

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    Sui social media gli utenti italiani trascorrono al giorno 2,5 ore, lo stesso periodo di quello registrato nel 2014. Mentre crescono i valori in generale e quindi crescer la media, lo scorso anno era di 2 ore e oggi è di 2,4 ore. Da notare che in Uk il tempo trascorso è di 2,2 (in aumento ma sotto la media) un dato che conferma comunque quello registrato lo scorso anno; in Canada la media passa da 2,3 ore dello scorso anno a 2,1 del 2015. Al vertice, come lo scorso anno, si conferma l’Argentina con 4,3 ore di media al giorno insieme alle Filippine.

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    Un dato che non conoscevamo lo scorso anno è quello relativo agli utenti che usano i social media da mobile. In Italia la percentuale è del 36%, la media è del 23%. Il dato più alto lo troviamo a Singapore con il 59%. Da notare la Germania al 30%; la Francia con il 36%, mentre Usa e Uk registrano il 50%.

    Scendendo sempre più nel dettaglio per quanto riguarda l’Italia, va detto che è di 36,6 milioni la popolazione internet e 28 milioni sono gli utenti che hanno un account sui social media (dato in crescita dell’8%), il 46% della popolazione totale. Sono 22 milioni gli utenti italiani che accedono ai social media da mobile, il 36% della popolazione totale italiana.

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    Le piattaforme che risultano essere più attive in Italia sono WhatsApp (25%), Facebook (24%) e Facebook Messenger (17%). Nelle prime tre posizioni, due piattaforme sono di messaggistica istantanea, segno, ancora una volta, che gli italiani apprezzano sempre di più questa piattaforme per inviare messaggi veloci e istantanei, appunto. Segue poi Skype (14%), Shazam (11%), Twitter e Google+ (10%), Instagram (6%), LinkedIn e Pinterest (5%).

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    Questo il nostro riassunto dei tanti e interessanti dati che interessano il nostro paese, con uno sguardo come dicevamo rivolto agli altri paese. Ma il rapporto presenta schede dettagliate per tutti i 240 paesi monitorati che val la pena di consultare.

    Comunque sia, il digitale nel nostro paese cresce, lentamente ma cresce. Certo, su scala mondiale siamo su una posizione mediana mentre sono tanti i paesi che si stanno davanti. Su questo bisognerà davvero lavorare molto, un augurio che speriamo possa trovare concretezza nel corso di questo anno. Ma dimostriamo di essere attivi sui social media, con valori sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno, innamorati dei servizi di messaggistica istantanea. Un innamoramento che però troviamo anche in altri paesi.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

  • Jobyourlife, nuovo round di finanziamento da 600 mila euro

    Jobyourlife, nuovo round di finanziamento da 600 mila euro

    jobyourlife

    Jobyourlife inizia alla grande il 2015. Nei giorni scorsi è stato infatti chiuso un nuovo round di finanziamento da 600 mila euro. In 3 anni l’azienda fondata Andrea De Spirt fa registrare 500 aziende iscritte, 300 mila utenti e il team in crescita. E ora si pensa al grande salto puntando Gran Bretagna e Spagna.

    Il 2015 di Jobyourlife, piattaforma di job recruiting che mette in contatto in modo innovativo domanda e offerta di lavoro, inizia con la chiusura di un round di finanziamento da 600mila euro, che segue quello da 500mila chiuso nel 2013.

    L’azienda fondata da Andrea De Spirt nel 2012, con uffici a Milano e a Cagliari, è cresciuta nell’ultimo anno fino ad arrivare a quota 300 mila utenti iscritti (con più di 1200 iscritti al giorno) e con 500 aziende che utilizzano la piattaforma per cercare i candidati migliori (tra cui Kpmg, Boston Consulting, Teddy Spa, Willis Italia).

    La chiusura di un round da 600mila euro, che ha visto protagonisti alcuni business angel, rappresenta un’ottima spinta per continuare a crescere e per puntare all’internazionalizzazione verso i due Paesi europei che abbiamo individuato per i nostri prossimi obiettivi (Gran Bretagna e Spagna). Questa è la prova che il nostro modello sta funzionando e sta dando dei risultati concreti a chi ha scelto di investire nella nostra realtà –ci spiega Andrea De Spirt – Jobyourlife è stato soprannominato da molti “Il Google dei CV”. Grazie a un algoritmo semantico sviluppato internamente, infatti, le aziende iscritte alla nostra piattaforma possono cercare e trovare in pochissimo tempo esattamente le persone di cui necessitano in una precisa zona geografica (con la medesima logica di Google Maps).

    Inoltre, in questo modo, grazie alla geolocalizzazione del curriculum, anche i candidati non devono più perdere tempo a leggere intere pagine di offerte, ma ricevono dalle aziende interessate solo annunci geo-mirati (perfettamente in linea con il loro profilo e all’interno all’area geografica selezionata).”

    Il grande salto può essere compiuto, però, solo con la crescita del team.

    Il team è la nostra forza e grazie al nuovo finanziamento abbiamo la possibilità di farlo crescere – continua Andrea – Al momento siamo alla ricerca di diverse figure professionali da inserire sia nell’ufficio di Milano che in quello di Cagliari. Stiamo rafforzando l’area Commerciale e il Customer Care, senza dimenticarci degli Sviluppatori web e mobile. Sarà un anno importante per la nostra azienda e abbiamo bisogno di risorse valide per poter affrontare tutte le sfide che si presenteranno sul nostro percorso.”

    Per quanto riguarda i movimenti futuri della società, Gran Bretagna e Spagna sono i Paesi nel mirino di Jobyourlife. Dopo la segnalazione su Forbes, a settembre 2014, l’azienda ha attirato l’attenzione di alcuni investitori stranieri e di conseguenza si sta lavorando in questa direzione per fare il grande passo, che avverrà nel secondo semestre del 2015.

    Uno degli obiettivi principali dell’azienda è comunque continuare a consolidare la presenza della società in Italia. E altre novità potrebbero esserci esserci per quanto riguarda la collaborazione di Jobyourlife con le istituzioni dopo un incontro avvenuto qualche settimana fa con il Ministro Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Staremo a vedere e vi racconteremo gli sviluppi e i progressi di Jobyuorlife.

  • #VeryBello tra proteste, critiche ed ironie sul Web

    #VeryBello tra proteste, critiche ed ironie sul Web

    #verybello-immagine

    Su #VeryBello in 48 ore si è scritto di tutto sul Web e sui Social Media. Un fiume in piena di critiche e ironie su quello che dovrebbe essere il portale degli eventi culturali durante il prossimo Expo 2015. Non convince il nome e l’approssimazione del sito.  Su Twitter oltre 24 mila tweet di proteste e ironie. Non proprio un bell’esordio.

    Ogni qual volta un’istituzione governativa si appresta a presentare un nuovo progetto web sento i brividi. Già, perchè purtroppo la storia da questo punto di vista non ci offre esempi di cui andare fieri, basti pensare a Rutelli o anche a Italia.it, progetto costato decine di milioni di euro che venne messo online nel 2007 senza avere nè capo e nè coda. Ebbene, sabato veniva annunciato il nuovo progetto web che dovrebbe presentare al mondo l’offerta culturale del nostro paese legandola al prossimo grande evento dell’Expo 2015, VeryBello.it. Un progetto serio che detto così si presenta bene. Invece succede di nuovo che nel realizzare un sito web le istituzioni italiane, in questo caso il MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), guidato dal ministro Dario Franceschini, scivolino nuovamente nel pressapochismo e nell’assenza di professionalità. In fondo, bastava poco per confezionare un risultato presentabile, ma a quanto pare non ci si riesce proprio.

    Dopo la pubblicazione del tweet da parte di Franceschini, scatta sul web e si Twitter in particolare una marea di proteste e di ironie su un sito che per molto tempo è irraggiungibile e per il fatto che si presenta molto al di sotto delle aspettative, scialbo, povero (mentre la nostra cultura è ricca) e poi solo in italiano. Per non parlare del nome, Very Bello, preso di mira da tanti per la somiglianza con “Very Bella”. Ma un minimo di ricerca è stata fatta per il nome? Oppure si è pensato tutto il giorno prima per mettere online il sito in tutta fretta?

    Comunque, come siamo soliti fare in questi casi, abbiamo voluto indagare il fenomeno, con il prezioso aiuto della piattaforma Talkwalker, per capire cosa è davvero successo. Intanto, è utile segnalarvi chi con capacità critica, anche pungente, come richiedeva il caso, ha esposto il proprio parere, chiedendo anche al ministro di rispondere ad alcune semplici domande, come:

    Questi solo per citarne alcuni.

    Ma ora passiamo a dare qualche numero, pur sempre interessanti. Solo una settimana fa ci occupavamo di Gasparri e delle sue sparate e oggi ci troviamo ad affrontare un nuovo caso, il 2015 è appena iniziato però, quindi ce ne saranno altri.

    L’hashtag #VeryBello ha collezionato fino a questo momento 24.700 conversazioni sul web e sui social media, di cui 24.500 solo su Twitter, ossia il 99,2% delle conversazioni totali. Il picco della giornata di sabato è stato alle 19 quando le conversazioni erano 1.600 ( i tweet erano 1.590). Molte discussioni anche domenica.

    #verybello convers

    La reach potenziale è stata di 188,1 milioni, cioè la somma si tutte le reach collezionate da quanto l’hashtag ha cominciato ad emergere fino a questo momento. Il punto massimo è stato alle 10 di domenica 25 gennaio con 26,8 milioni di reach. Per quanto riguarda Twitter la reach è di 56 milioni con un picco di 3,7 milioni sempre alle 10 di domenica 25 gennaio.

    #verybello reach

    Il sentiment delle conversazioni non poteva essere positivo ovviamente: il 79% delle conversazioni è neutro o negativo.

    #verybello sentiment

    Ma anche quelli positivi (come li intende la piattaforma) sono comunque critici con #verybello. Ad esempio il tweet più condiviso è quello di Riccardo Luna:

    Ma c’è anche quello di Giacomo Biraghi che si dice contento del progetto:

    #Verybello è stato twittato dal 44,1% di donne e dal 55,9% di uomini.

    #verybello genere

    E adesso diamo un’occhiata agli influencer su Twitter, ossia gli account che sono riusciti ad ottenere il maggior numero di intereazioni. Abbiamo notato che molto degli infuencer presenti nella classifica erano presenti in quella di #GasparriFuoriDaTwitter, sono utenti che grazie alla loro ironia e alla loro autorevolezza riescono a seguire con un grande successo eventi come questi. Questa la classifica a 10 per engagement:

    #verybello influencer

    Questi invece i blog più influenti per engagement:

    #verybello influencer blog

    E ora diamo un’occhiata ai tweet che hanno ottenuto il maggior numero di interazioni:

    Questo il mostro piccolo resoconto, ringraziando ancora Talkwalker, sapendo benissimo che questi sono risultati parziali. Ovviamente aggiorneremo i dati all’occorrenza. Da notare che l’immagine che vedete il copertina è quella apparsa inizialmente sul sito, con la Calabria tagliata è la Sicilia assente. L’immagine è stata poi aggiornata facendo vedere lo stivale per intero e aggiungendo che presto il sito sarà in inglese.

    Ovviamente ci farebbe piacere un vostro parere sulla vicenda anche alla luce di questi dati.

     

  • E Pinterest comincia a piacere anche agli uomini

    E Pinterest comincia a piacere anche agli uomini

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    Pinterest modifica le opzioni di ricerca cercando di attrarre gli uomini. Da sempre il sito è preferito dalle donne, ma rispetto allo scorso anno gli utenti di sesso maschile sono cresciuti del 73%. Solo nel mese di novembre 2014, un terzo dei nuovi utenti erano uomini.

    Sin dalla sua nascita, alla fine del 2011, Pinterest è stato molto attraente per le donne che da subito lo hanno eletto come proprio social network preferito. Qualche giorno fa, a proposito della interessante ricerca di Pew Research, si notava che a preferire Pinterest sono il 42% delle donne (negli Usa) contro il 13% degli uomini (in crescita dall’8% dell’anno precedente). Ma qualcosa sta cambiando e proprio Pinterest, sulla base dei propri dati interni, sta cominciando ad inserire delle opzioni in grado di attrarre il pubblico maschile.

    Ieri sul proprio blog ufficiale veniva annunciato un aggiornamento delle opzioni di ricerca dando la possibilità di poter effettuare ricerche rivolte anche solo agli uomini. Prima effettuando una ricerca i risultati che venivano fuori evidenziavano risultati interessanti per le donne. Ma oggi se proviamo ad effettuare una ricerca per “orologi” verrà fuori l’opzione “orologi uomo”  e una volta selezionata la stessa appariranno i tab, eliminabili, “orologi” “uomo”. In pratica vengono inseriti dei filtri per fare in modo che i risultati che potrebbero interessare il pubblico maschile siano facilmente individuabili.

    Modifiche che hanno quindi lo scopo di fare crescere gli utenti maschili sulla piattaforma. E segnali in questo senso ce ne sono stati. Infatti, solo nel mese di novembre 2014 Pinterest fa notare che un terzo dei nuovi iscritti era di sesso maschile e che la base utenti maschile è cresciuta in un anno del 73%. Segnali importanti, senza dubbio.

    Anche se, come già rilevato da comScore a dicembre 2014 (sempre riferito agli Usa), Pinterest resta una piattaforma orientata al mondo femminile. Infatti, sulla base di 72,5 milioni di utenti, il 71% è di sesso femminile e il 29% è di sesso maschile. Come potete notare dal grafico (elaborato da WSJ) tutti gli altri social network sono più o meno livellati, Facebook è LinkedIn sono quelli che più si avvicinano alla parità.

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    Ci vorrà del tempo prima che Pinterest possa raggiungere i livelli degli altri social network, ma già aiutare gli uomini a fare da subito una selezione dei pins che interessano è uno strumento importante che invoglia il pubblico maschile. Tra l’altro va notato che crescono le categorie di pins più maschili come ad esempio i pins contenenti “geek” sono cresciuti del 175% in un anno; i pins con “auto e moto” sono cresciuti del 134% e i pins con “moda maschile sono aumentati del 122%. Inoltre, gli uomini hanno trascorso sul sito nel 2014 1,59 miliardi di minuti, cioè più di 4 volte il tempo trascorso l’anno precedente; mentre le donne vi hanno trascorso 4,94 miliardi di minuti, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente.

    Se questo trend si dovesse confermare ed estendere, allora anche i brands dovranno ripensare le proprie strategie, sapendo che Pinterest comincia ad essere sempre più frequentato anche dagli uomini. Certo, bisognerà attendere.

    Ma voi che ne pensate? State cominciando anche voi ad usare di più Pinterest? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Ecco Buzzoole per le Aziende, la piattaforma per il Digital PR

    Buzzoole annuncia in questi giorni una novità orientata al business. Infatti da poco la startup che ha creato la piattaforma per individuare gli influencer online, lancia una nuova piattaforma questa volta per i brand: “Buzzoole per le Aziende”.

    Buzzoole è la prima piattaforma italiana per l’influence engine optimization (IEO), uno strumento che nel corso di questi ultimi due anni è cresciuto tantissimo. Qualche mese fa Buzzoole ha rappresentato l’Italia all’Intel Global Challenge 2014 a Berkeley in California, dopo aver vinto l’edizione europea.

    Ma oggi torniamo a parlarvi di Buzzoole in occasione del lancio della nuova piattaforma “Buzzoole per le Aziende“, Buzzoole for Brands di cui in alto, in copertina al post, potete vedere una video presentazione. Con Buzzoole per Aziende è possibile creare una campagna di Digital PR in pochi, semplici step. La piattaforma self-service SaaS vi guiderà ad ogni passo nel processo di creazione della campagna e avere la possibilità di risparmiare fino al 70% rispetto a una campagna di Digital PR tradizionale.

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    Come funziona Buzzoole per le Aziende?

    Una volta effettuata la registrazione, la piattaforma permetterà al brand di settare il budget, di scegliere il tipo di influencer (se blogger e/o social media addicted) e specificare quali canali su cui pianificare tutta la campagna. Quello che viene richiesto è di completare i dati scrivendo un breve brief e aggiungendo le parole chiave che la descrivono al meglio.

    Una delle cose più importanti è che tramite brands.buzzoole.com si potrà in anticipo la performance prevista per la campagna. Buzzoole selezionerà poi gli influencers più adatti a promuovere il brand sui loro blog e sui loro canali social.

    Uno strumento quindi utile per le aziende che vogliono ottenere visibilità, sapendo di poter contare su uno strumento di qualità e spendendo anche meno.

    Buzzoole è la startup lanciata dal venture incubator 56CUBE che fa parte dell’incubatore certificato milanese Digital Magics.

  • Twitter, ecco le migliori campagne a Dicembre 2014 – Infografica

    Ecco l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre a cura dell’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter. Hashtag del mese è stato #OgniGiorno di Telethon Italia, seguito dalla campagna #VediamoPositivo di Generali Italia e da #ProgrammixNatale, l’iniziativa di @SkyOnline.

    L’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter pubblica l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre. Un mese caratterizzato dalla solidarietà. E infatti in prima posizione troviamo con oltre 17.400 tweet pubblicati da 6.600 autori unici che hanno generato un potenziale di 35,2 milioni di unique impressions, la campagna #OgniGiorno di Telethon Italia. La tradizionale maratona televisiva, giunta quest’anno alla 25° edizione, andata in onda tra l’8 e il 14 dicembre, ha dato vita alla campagna su Twitter che ha fatto parte di una più ampia campagna di raccolta fondi, promossa durante la maratona tv e riproposta ovviamente sui social media. Gli italiani hanno apprezzato e hanno partecipato con entusiasmo, sia offline, donando oltre 31 milioni di euro da destinare alla ricerca, sia online, portando la campagna #OgniGiorno in cima alla classifica di dicembre.

    Elemento di successo della campagna è stata di certo l’elevata esposizione mediatica e anche il sostegno alla causa corrisposto da numerosi volti noti della musica, dello spettacolo e delle istituzioni. Il picco massimo su Twitter infatti è stato raggiunto venerdì 12 dicembre, giorno in cui è andata in onda in prima serata “Io Esisto” che ha generato oltre 4 mila tweet. Buona anche attività svolta dal profilo ufficiale @TelethonItalia che si è rivelato essere il terzo autore più attivo di tutto il mese, con circa 1.800 tweet pubblicati. L’account è stato anche il profilo più retwittato in assoluto, con oltre 5.800 retweet e quello più citato in assoluto, con 12.600 mentions, a sottolineare la consapevolezza degli utenti della paternità della campagna.

    Un punto fondamentale da sottolineare questo, perché capita alle volte che i brand lancino hashtag (#) su Twitter con la speranza che le conversazioni si alimentino da sole, cosa ovviamente sbagliata da pensare. Invece la partecipazione diretta del brand e degli eventuali sostenitori ufficiali permette di aumentare notevolmente le possibilità di riuscita della campagna stessa. E il pubblico apprezza. La campagna ha accumulato un valore economico, rilevato dalla ricerca, ossia quanto il soggetto promotore avrebbe dovuto investire per realizzare una campagna dal medesimo impatto, in termini di visibilità e di interazioni-engagement, di 35 mila euro.

    Al secondo troviamo #VediamoPositivo la campagna di Generali Italia che invitava gli italiani a rivolgere lo sguardo alle bellezze del Paese. Sono stati oltre 4.700 autori unici, generando in un giorno un picco di 1.400 messaggi, mentre la campagna ne ha totalizzati un totale di 11.900. Il valore economico della campagna è stato di 14 mila euro.

    Al terzo #ProgrammixNatale di @SkyOnline, campagna per promuovere l’applicazione Sky Online Magic App, portata avanti con un tocco di ironia dall’account ufficiale che, in base ai programmi dichiarati dagli utenti, suggeriva loro film o serie. Valore economico 7 mila euro. In quarta posizione troviamo #UnLibroèUnLibro (seconda nel mese di novembre 2014), la campagna promossa dall’Associazione Editori Italiani che ha raggiunto l’obiettivo. Infatti dal 1 gennaio l’Iva sugli e-book è al 4% come quella dei libri cartacei. Valore economico della campagna 4 mila euro.

    In quinta posizione troviamo le partite giocate e commentate con l’hashtag #TIMStadium, iniziativa di TIM_Official per promuovere il campionato di calcio di Serie A, che anche questo mese ha ottenuto un buon risultato anche grazie alla commentatissima partita #MilanNapoli del 14 dicembre. Tweet totali 4.600, con 2.400 autori unici e un valore economico di 27 mila euro, il secondo valore più alto di questa classifica.

    In classifica anche #ImpresaStraordinaria, con testimonial Samantha Cristoforetti, che fa registrare il tweet più condiviso del mese, quello di Mika che annuncia l’uscita del suo nuovo singolo i cui diritti andranno all’UNICEF.

    Tra gli autori più retwittati del mese segnaliamo @lddio con 1.400 RT per #VediamoPositivo, #PortoConMe e #TimStadium.

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  • Vine festeggia il secondo anniversario con #VineYear2

    Vine festeggia il secondo anniversario con #VineYear2

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    Sono tanti gli utenti che ogni giorno utilizzano Vine, l’applicazione di video loop di proprietà di Twitter che consente di creare video della durata di pochi secondi. E in occasione del secondo anniversario invita gli utenti a creare la propria lista di video loop condividendola con #VineYear2.

    Era il mese di giugno del 2012 quando Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll diedero vita a Vine. A distanza di pochi mesi, nell’ottobre dello stesso anno, Twitter decide di acquisire Vine e di sbarcare con i video. L’app consente di creare dei video loop della durata di pochi secondi, quindi utile per raccogliere momenti veloci da condividere con i propri contatti. Da quel momento Vine ha conosciuto un notevole successo, anche se poco nel nostro paese. Ed è di due anni fa la notizia che gli utenti che usano l’app sono a livello globale 40 milioni. Da allora non ci sono stati più aggiornamenti in questo senso, anche se è facile pensare che oggi siano molti di più.

    Inizialmente lanciata solo per la versione iOS, nel giugno del 2013 viene rilasciata anche la versione per Android. A novembre dello stesso anno venne poi rilasciata la versione per Windows Phone.

    E il prossimo 24 gennaio Vine compie due anni e intanto raccoglie i momenti migliori che potete vedere su questo link.

    Oltre a quelli creati e a quelli condivisi, ad oggi i video loop visualizzati sono più di 347.186.768.222, cioè quelli totalizzati da quando è stato introdotto il Loop Counter.

    Ma Vine vuole celebrare la fine di questo secondo anno insieme ai suoi utenti e ricreare una lista dei loro Vine preferiti, realtivi allo scorso anno, utilizzando l’hashtag #VineYear2. Per questo motivo, a partire dal 24 gennaio, data del compleanno di Vine, per una settimana verranno condivisi i post contrassegnati da #VineYear2.

    Ma voi usate questa video app? Siete tra quelli che condividono brevi video? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Twitter, While You Were Away disponibile per iOS

    Twitter, While You Were Away disponibile per iOS

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    A distanza di qualche settimana dal suo rilascio non ufficiale, Twitter rende disponibile da oggi “While You Were Away” per gli utenti iOS. La versione per Android e per web sarà poi rilasciata nei prossimi giorni. In Italia potrebbe diventare “Mentre Non C’eri”.

    Come sicuramente ricorderete, ne avevamo parlato qualche settimana fa (Twitter, ecco la nuova funzione While You Were Away – Mentre Eri Via), all’inizio dell’anno, quando si seppe che Twitter aveva cominciato a rilasciare la nuova funzionalità ad un numero ristretto di utenti. Ebbene, da oggi “While You Were Away” è disponibile per tutti gli utenti iOS, mentre per la versione per Android e Web bisognerà attendere ancora qualche giorno. L’annuncio è stato dato in via ufficiale dal blog di Twitter con un post a frima di Paul Rosania (@ptr), Product Manager.

    While You Were Away in sostanza è una funzione che è una sorta di riassunto dei top tweets degli account che segui, i quali ci sono sfuggiti mentre non eravamo connessi con l’app. Una volta che accediamo all’app ecco che, in home, in alto ci appare una voce “While You Were Away” con i tweet più interessanti che ci siamo persi. La nuova funzione si attiva quanto si ritorna sull’app, quindi se siamo molto presenti su Twitter questa la si noterà meno.

    While You Were Away-ios

    E’ chiaro, e lo ricordavamo proprio nel post di qualche settimana fa, che questa è una di quelle operazioni da inserire nella strategia di Twitter per migliorare il livello di coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma, verso anello debole. E comunque, come tutte le novità del resto, questa nuova funzione ha già diviso gli utenti tra chi pensano che sia un modo in effetti per recuperare un po’ di tweet persi mentre “si era via”, e tra coloro che pensano che questa funzione rompe il flusso di tweets che scorrono sulla nostra timeline, costringendoti a vedere tweet che forse non risulteranno poi così interessanti.

    Ma “While You Were Away” fa anche discutere per il fatto che somiglia alle “Notizie principali” di Facebook, ossia quei post che hanno ottenuto un alto livello di interazione e che magari ci siamo persi. E si torna quindi a parlare di “facebookizzazione” di Twitter. Un fenomeno che si lega proprio al problema principale che Twitter ha, quello del coinvolgimento degli utenti che, come ci ha ricordato la recente ricerca di Pew Research, in un anno è calata del 10%. Mentre su Facebook è in crescita, nonostante il numero degli utenti non cresca più in maniera notevole (Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno).

    Vedremo se e come “While You Where Away” sarà utile per il coinvolgimento, in attesa di vederla anche su Android e sulla versione web della piattaforma. Intanto nella versione italiana diventerà “Mentre Non C’eri”, anche se era meglio “Mentre Eri Via” no?

    Ma voi utenti iOS la state visualizzando? E come la trovate? Fateci sapere tra i commenti.

  • Facebook comincia a bloccare le bufale dal News Feed

    Facebook comincia a bloccare le bufale dal News Feed

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    Facebook dichiara guerra alle bufale, cioè a tutte quelle notizie palesemente false che si vedono sul News Feed. Dopo aver ricevuto segnalazioni da parte degli utenti, Facebook comincerà a rendere meno visibili tutti quei post falsi e invita gli utenti a segnalarli con “It’s a false news story”.

    Facebook continua nella sua campagna di ottimizzazione del News Feed per fare in modo che gli utenti possano sempre visualizzare notizie che davvero interessano. E oggi tocca alle “bufale“, ossia a tutte quelle notizie palesemente false che si vedono scorrere ogni giorno. Di esempi ce ne sono davvero tanti come “Onda gigante ingoia intere città” tutto condito da un’immagine modificata a dovere; o ancora notizie che raccontano di Ufo praticamente dappertutto; o ancora di notizie che promettono cose assolutamente inesistenti. Questo un piccolo sunto di notizie false che sicuramente vi sarà capitato di vedere almeno una volta sul vostro News Feed.

    E da oggi Facebook dice basta a tutte queste notizie. In un post che porta la firma di Erich Owens, Software Engineer, e di Udi Weinsberg, Research Scientist, Facebook spiega quali saranno le conseguenze di questa decisione, invitando gli utenti a segnalare tali notizie. Ovviamente Facebook con questa azione ha dato seguito alle tante proteste che arrivano ogni giorno da parte degli utenti che si vedono inondare il proprio News Feed di notizie assolutamente false.

    L’aggiornamento del News Feed, non attivo per quel che si sa nella versione italiana del social network, comporterà una diminuzione della visibilità di tutti quei post segnalati dagli utenti e automaticamente appone una segnalazione in modo tale da avvisare gli utenti del fatto che quella notizia è stata segnala come “hoax“, bufala. Gli utenti, da quello che si evince dai test effettuati da Facebook, spesso condividono queste notizie e poi le cancellano quando si sono resi conto di essere stati ingannati.

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    Come fare per segnalarle? Facebook ha aggiunto la possibilità per gli utenti di segnalare le notizie false nel modo con il quale si segnala di solito lo spam. Come vedete dallo screenshot in alto vedete che in fondo è stata inserita una nuova voce: “It’s a false news story“.

    L’aggiornamento farà quindi in modo che sulla base della segnalazioni ricevute, la notizia falsa riceverà sempre meno visibilità e quindi gli utenti progressivamente vedranno il proprio News Feed ripulito da tutte le bufale. Da questo aggiornamento restano fuori tutte quelle notizie che arrivano da siti satirici, nel post di Facebook si fa riferimento al sito satirico The Onion, ma in Italia possiamo fare riferimento a Lercio, sito che fa della satira il suo punto di forza, dando vita a notizie inesistenti create solo per fare satira. Tutti questi siti potranno continuare la propria attività senza essere penalizzati.

    Allora, tutti coloro che pensavano di poter pubblicare qualsiasi cosa, bufale comprese, da oggi sappiano che non sarà più possibile. E se lo scopo era solo quello di avere visibilità, questo verrà sempre meno. Sarà comunque interessante verificare come gli utenti parteciperanno nelle segnalazioni.

    E dunque, che ne pensate? Anche voi sentite il fenomeno delle bufale così pesante? Raccontateci la vostra esperienza.