Tag: latest

  • Goleador League, ecco la nuova app per iOS e Android

    Goleador League, ecco la nuova app per iOS e Android

    Goleador, le mitiche caramelle gommose, tornano con una nuova app: Goleador League. L’applicazione contiene un trading card game che promette divertimento.

    Vi ricordate le Goleador, le caramelle gommose lanciate alla fine degli anni ’80? Ebbene, non che siano sparite dal mercato, anzi, ma oggi tornano con una grande novità. Infatti, la doppia caramella gommosa che è diventata un mito arriva oggi con un trading card game che promette ore di divertimento, unita alla ricerca delle “figurine” rare come si faceva da bambini. Questi sono gli ingredienti di Goleador League, la nuova App di Goleador disponibile su AppStore e Google Play.

    Il funzionamento dell’app è semplice ed immediato: una volta scaricata, si riceve subito un primo pack di “figurine” virtuali, con le quali si può subito schierare la propria formazione e iniziare a giocare contro la cpu o contro gli amici.

    Goleador

    Ma questo è soltanto l’inizio: i personaggi delle figurine sono più di 120, e per potenziare il tuo team e collezionarli tutti basta scrivere il codice che trovi all’interno delle lastrine Goleador, in tal modo riceverai dei personaggi bonus.

    L’App però non stimola soltanto il collezionismo, ma sul modello dei giochi di carte tanto di moda tra i ragazzini, per formare un team veramente invincibile si dovranno trovare le card più rare e potenti, solo così si potrà scalare le vette della Goleador League. Ma come negli anni 70 si cercava disperatamente la figurina di Pizzaballa, mitico portiere di riserva introvabile per tutti i “cacciatori” di figurine Panini, trovare la card del Goleador non sarà per nulla un impresa facile.

    Se volete anche voi divertirvi con Goleadord League non vi resta che andare su Google Play o su AppStore e scaricare l’app per il vostro dispositivo. Da quel momento il divertimento è assicurato.


    [divider]

  • Ecco Edicola Italiana, il chiosco digitale

    Ecco Edicola Italiana, il chiosco digitale

    edicola-italiana

    E’ attiva da oggi Edicola Italiana, la nuova piattaforma attraverso la quale leggere e comprare scegliendo tra 60 titoli a disposizione tra giornali e periodici. La piattaforma è utilizzabile da pc e anche da smartphone e tablet

    Di Edicola Italiana vi avevamo parlato proprio in occasione dell’accordo che ha dato poi vita a tutto il progetto. Infatti è attiva da oggi Edicola Italiana, la piattaforma per comprare, leggere e abbonarsi a quotidiani e magazine su Tablet, PC e smartphone. L’iniziativa vede collaborare i più importanti editori, riuniti nel Consorzio Edicola Italiana, e la startup innovativa Premium Store. Su edicolaitaliana.it sono in vendita oltre 60 fra quotidiani (nazionali e locali) e periodici in versione digitale, compresi Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Tv Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, Io Donna, D La Repubblica delle Donne, Oggi, Chi, Cucina Moderna, Sport Week, CasaFacile, Donna Moderna, Panorama, Grazia, How To Spend It, IL, solo per citarne alcuni.

    Edicola Italiana  offre anche un motore di ricerca dal quale è possibile cercare negli archivi della carta stampata italiana più autorevole e diffusa con una sola password: basterà aver inserito una volta i propri dati al primo accesso per sperimentare un nuovo modo di leggere, che rende fruibili i contenuti di più testate senza doversi collegare ai singoli siti. Dopo la registrazione, non sarà più necessario inserire i propri dati a ogni acquisto, ma verrà richiesto solo l’inserimento della password. Il metodo di acquisto online integra il sistema Gestpay del Gruppo Banca Sella, che segue i massimi standard di sicurezza definiti dai circuiti internazionali. A breve si potrà accedere alle app delle singole testate con le stesse credenziali edicolaitaliana.it.

    edicola-italiana-home

    Altra caratteristica interessante di Edicola Italiana è la ricerca in modalità full text di una o più parole chiave: gli utenti possono cercare un argomento o un nome per trovare le parole corrispondenti in tutti gli articoli dei quotidiani e dei magazine presenti nel chiosco digitale.

    Grazie all’account multiprofilo di Edicola Italiana si possono creare sottoprofili personalizzabili, in modo da gestire e consultare singolarmente e contemporaneamente i prodotti scelti dai diversi componenti della famiglia ed essere sempre aggiornati sulle nuove uscite dei quotidiani e delle riviste preferiti. È possibile acquistare anche gli arretrati.

    E su Edicola Italiana è possibile anche la prova per 7 giorni, grazie alla quale gli utenti possono sfogliare online la copia digitale del proprio quotidiano gratuitamente per una settimana e decidere allo scadere della promozione se continuare con l’abbonamento. In promozione per i primi mesi di attività e per la prima volta in Italia, all’interno del catalogo di edicolaitaliana.it, è possibile acquistare e leggere sul proprio computer, smartphone e Tablet tutti i mensili a soli 9,99 € al mese, e tutti i settimanali + i mensili a soli 14,99 € al mese, sottoscrivendo gli abbonamenti ALL YOU CAN READ.

    Edicola Italiana nasce per volontà del Consorzio Edicola Italiana, costituito da Caltagirone Editore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Editoriale L’Espresso, La Stampa – ITEDI, Gruppo Mondadori e RCS MediaGroup e rappresenta un significativo passo avanti nella direzione dell’innovazione tecnologica per la fruizione dell’informazione. Per lo sviluppo e la gestione commerciale di EDICOLA ITALIANA, il Consorzio ha scelto in esclusiva la startup innovativa Premium Store, controllata dall’incubatore Digital Magics (che nel maggio scorso ha finanziato l’iniziativa con 1 milione di Euro) e da importanti imprenditori e investitori italiani

  • La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

    La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

    tecnologia-social-media

    E’ indubbio che la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione digitale hanno cambiato e migliorato la nostra vita, specie nei paesi sviluppati. E a questo risultato arriva anche il sondaggio di Microsoft, “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives”. Ma la privacy resta comunque un problema.

    La tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato le nostre vite in meglio e questo è un dato ormai sotto gli occhi di tutti. Ma come sempre (o quasi) accade di fronte a innovazioni così importanti c’è sempre un prezzo da pagare, un qualcosa da dare indietro in un certo senso. E in questo caso parliamo di privacy. Ma, nonostante tutto, è fatto salvo, e lo deve essere sempre, il principio per cui un utente ha la possibilità di “far conoscere si sè solo ciò che vuole davvero far sapere” e non tutto, la Privacy resta comunque un aspetto che preoccupa e non poco gli utenti di tutto il mondo. Gli utenti, noi tutti, dobbiamo assumere maggiore consapevolezza riguardo alla privacy. Ma il problema esiste nel momento in cui si vuole fruire di quei servizi nati e sviluppatisi grazie alla tecnologia.

    Questa premessa era doverosa perchè lo studio che vogliamo presentarvi oggi tratta anche di questo. E quindi vedremo se e come la Privacy viene vissuta come un problema da risolvere. Lo studio è stato realizzato da Microsoft e si intitola “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives“, una ricerca effettuata in 12 paesi (Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti) presentata a Davos dove da domani, fino al 24 gennaio, si terrà World Economic Forum. Gli utenti intervistati sono 12 mila e tutti utenti internet (intervistati tra il 17 dicembre 2014 e il 1° gennaio 2015). Il sondaggio non è stato effettuato in Italia, ma risulta comunque di estremo interesse.

    La tecnologia per la maggioranza degli utenti intervistati sta rendendo il mondo un posto migliore dove vivere, migliorando notevolmente condizioni e situazioni con cui ci misuriamo tutti i giorni come il lavoro, come fare la spesa e anche come comunicare, aspetto assolutamente rilevante. Ma dalla ricerca emergono delle differenze dal punto di vista dell’atteggiamento tra gli utenti dei paesi sviluppati e gli utenti delle economie emergenti (come si definiscono ora i paesi che prima si definivano in via di sviluppo). In pratica, mentre gli utenti dei paesi delle economie emergenti vivono le novità elogiandone i vantaggi che queste comportano, come l’impatto sociale, l’impatto sull’economia e delle opportunità che nascono da questa, gli utenti dei paesi sviluppati, quindi dove la tecnologia è molto più presente, esprimono invece delle preoccupazioni, specie in fatto di Privacy.

    Tecnologia privacy

    Intanto c’è da evidenziare che:

    – in tutti e 12 paesi gli utenti pensano che la tecnologia ha un impatto positivo nella ricerca di prodotti più accessibili e nella possibilità di poter avviare nuovi business. Inoltre sostengono che benefici si vedono nel maggior utilizzo dei social media e nell’innovazione delle imprese;

    – la maggioranza degli utenti ritiene che le “tecnologie personali” hanno incrementato la loro produttività;

    – rispetto alla scorsa edizione dello studio, molto utenti affermano che la tecnologia ha avuto effetti positivi nei trasporti e anche nell’alfabetizzazione; mentre sono meno gli utenti che dicono che le tecnologie hanno avuto un effetto positivo sui legami sociali, sulle libertà personali e sulla politica, in termini di espressione;

    la preoccupazione per la Privacy ha avuto un balzo significativo. Infatti in 11 paesi su 12 gli utenti hanno affermato che l’effetto della tecnologia sulla privacy è stato negativo. La maggioranza degli utenti sostiene che i livelli di protezione per gli utenti stessi sono insufficienti. Solo in India e in Indonesia gli utenti hanno la consapevolezza delle informazioni raccolte.

    Come abbiamo detto prima, dalla ricerca emergono delle differenza tra paesi sviluppati ed economie emergenti. Infatti il 60% degli utenti dei paesi economie emergenti pensano che le nuove tecnologie hanno avuto un impatto positivo nei loro legami sociali; nei paesi sviluppati la percentuale si ferma al 36%. Il 59% degli utenti dei paesi delle economie emergenti pensa che i servizi di sharing economy, come Uber e Airbnb sono migliori dei servizi tradizionali. Nei paesi sviluppati solo il 33% degli utenti la pensa in questo modo. Il 59% degli utenti dichiara che grazie alla tecnologia hanno interesse a lavorare nel settore delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica. Questa percentuale sale all’85% invece tra gli utenti dei paesi sviluppati. In particolare, il 77% delle donne dei paesi delle economie emergenti dichiara di sentirsi incoraggiate a lavorare proprio in quei settori (in inglese, STEM); tra le donne dei paesi sviluppati questa percentuale scende al 46%.

    Ma anche voi siete del parere che la tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere e le nostre società? E siete anche voi preoccupati per ciò che riguarda la privacy?

  • #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    #GasparriFuoriDaTwitter, la protesta corre su Twitter

    Il senatore Maurizio Gasparri, non nuovo a questo genere di gaffe, ha di nuovo scatenato un mare di proteste su Twitter. In un tweet sulle due ragazze salvate in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha riportato una notizia falsa senza neanche verificarne la veridicità. L’hashtag #GasparriFuoriDaTwitter ha generato finora 17.400 conversazioni

    Il senatore Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato della Repubblica, torna a far parlare di se su Twitter, infatti non è nuovo a generare polemiche (ricorderete la polemica recente con Fedez). Il senatore non utilizza lo strumento per conversare e confrontarsi con il pubblico e i suoi elettori, no, lo usa, nella maggior parte dei casi, per generare polemiche. E stavolta è andato ben oltre la polemica. Il un tweet sulle due ragazze appena salvate da una lunga prigionia in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, Gasparri riporta quanto segue:

    Notizia quella riportata dal senatore assolutamente infondata ed è lo stesso Gasparri poi ad affermarlo, intervistato da La Repubblica quando afferma:

    È una notizia che ho trovato su un sito (Piovegovernoladro). Mi sono limitato a chiedere se fosse vera.”

    Ora, se avesse provato davvero a chiedere avrebbe dovuto scrivere ben altro tweet, invece di scrivere e riportare una notizia senza che lui stesso avesse provato a verificare se fosse vera. Per far comprendere meglio la questione allo stesso Gasparri, il buon Alessandro Gilioli ci prova con questo post “Gasparri va a trans? E poi fa il moralista!”. E per meglio comprendere da dove sia spuntata la notizia, è bene leggere anche questo articolo. Il perchè Gasparri abbia scritto una falsità resta un mistero, certo è che è ben nota la sua posizione circa la liberazione delle due ragazze in relazione ad un ipotetico riscatto pagato ai loro sequestratori, si parla di 12 milioni di dollari (e non di euro), anche se anche in relazione a questa notizia non ci sono conferme, ma solo smentite.

    Ovviamente su Twitter si scatena la bagarre e in poco tempo nasce un hashtag #GasparriFuoriDaTwitter che in poche ore balza in primo tra i trending topic, superando anche gli hashtag delle partite di calcio. Allora ci siamo incuriositi e abbiamo provato a tracciarlo, incuriositi anche dal tweet di Stefano Epifani:

    E allora ecco i dati su #GasparriFuoriDaTwitter. Da specificare che ne sono nati altri sullo stesso tono, nelle stesse ore, ma questo è quello che ha raccolto più conversazioni, analizzati con Talkwalker, strumento che usiamo di solito per questo tipo di analisi.

    L’hashtag, sviluppatosi già nella notte di sabato 17 gennaio, ha finora generato 17.400 conversazioni (un numero che aumenterà sicuramente), di cui il 99,4% su Twitter (99,9% provenienti dall’Italia). Il picco lo si è avuto alle 14 di domenica 18 con 1.208 tweet.

    #gasparrifuoridatwitter tweet

    La reach totale, quindi la somma di tutte quelle registrate fino a questo momento, è di 318,7 milioni.

    #gasparrifuoridatwitter reach

    [divider]

    #UPDATE 1 – 19/01/2015

    Le conversazioni, come previsto, sono aumentate nel corse delle ore, arrivando ad essere ora 18.500 (i tweet sono 18.400).

    #gasparrifuoridatwitter tweet 19012015

    Il picco delle conversazioni lo si è avuto ieri, domenica 18 gennaio, alle 23 con 1.353 conversazioni.

    [divider]

    I tweet dunque sono stai tanti e diamo quindi un’occhiata agli utenti che sono stati in grado di essere più coinvolgenti:

    #gasparrifuoridatwitter influencer twitter

    Questo è il sentiment, come vedete, la somma tra neutro è negativo è ampiamente la maggioranza:

    #gasparrifuoridatwitter sentiment

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi dagli utenti:

    https://twitter.com/ArsenaleKappa/status/556798396141686784

    https://twitter.com/FranAltomare/status/556737395769753601

    Ecco, questo il nostro piccolo resoconto su una vicenda che farà ancora discutere. Allora, cosa ne pensate? Raccontatecelo tra i commenti.

     

     

  • Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    Le app di messaggistica sono più coinvolgenti dei social network

    giovani-messaggistica-istantanea

    Un recente studio condotto da Frank N. Magid Associates per conto di Kik Interactive, azienda canadese proprietaria dell’app Kik, ha rivelato che per i giovani americani le app di messaggistica istantanea sono più coinvolgenti dei social network. I giovani trascorrono più tempo su Kik, Snapchat, e Facebook Messenger che su Facebook, Instagram e Twitter.

    Proprio qualche giorno fa riportavamo i dati di una interessante ricerca di Pew Research che rilevava come, negli Usa, Facebook fosse più coinvolgente, nonostante abbia quasi raggiunto la saturazione della sua base utenti, di altri social network come Twitter, ad esempio. La stessa ricerca metteva in evidenza come Facebook abbia perso appeal tra i giovani, mentre invece sono le categorie più mature che lo apprezzano sempre di più. Bene, fatta questa premessa, doverosa, oggi vogliamo presentarvi i dati di un’altra ricerca, condotta sempre negli Usa, condotta da Frank N. Magid Associates (ricorderete quando lo scorso anno abbiamo riportato l’interessante ricerca che ci rivelava quale fosse il profilo degli utenti Twitter) per conto di Kik Interactive, l’azienda canadese che è proprietaria dell’app Kik, app molto diffusa e usata negli Usa, appunto.

    La ricerca, condotta su un campione di 1.000 utenti americani di età compresa tra i 14 e i 25 anni, volendo sintetizzare, dimostra quanto detto prima, ossia che i giovani frequentano sempre meno social network come Facebook, e che in effetti questi giovani sono più coinvolti dalle applicazioni di messaggistica istantanea. Si conferma quindi l’ascesa di questo tipo di applicazioni, sempre più engaging, e viene fuori anche che gli utenti cominciano ad interagire con le marche anche attraverso queste applicazioni.

    indagine-messaggistica-istantanea

    Mediamente la ricerca rileva che il tempo trascorso usando queste applicazioni è di mezz’ora. Come vedete dal grafico in altro Kik risulta essere la più coinvolgente con 35 minuti di media di utilizzo, per sessione; dietro troviamo Facebook Messenger con 27 minuti di media e poi Snapchat con 21 minuti. Come potete vedere, sempre ne grafico, di fianco, ci sono i dati relativi invece ai social network con Facebook che mediamente per 37 minuti, Instagram 27 minuti (come Facebook Messenger) e poi Twitter con 25 minuti. Dati, dunque, che ci confermano il calo di appeal di Facebook tra i più giovani.

    La ricerca rileva anche che Kik risulta essere più coinvolgente nelle fasce di età tra i 14 e i 20 anni, mentre Facebook risulta un po’ più engaging nella fascia di età 21-25 anni.

    La popolarità di Facebook è dunque in calo tra i giovani tra i 14 e i 17 anni. E gli utenti spiegano che il perchè negli ultimi 12 mesi lo hanno usato sempre di meno:

    • il 76% “perchè è diventato per me sempre meno importante”;
    • il 65% “mi sono stancato di usarlo”;
    • il 47% “i miei amici lo usano sempre meno“.

    Da questa ricerca potrebbe venir fuori un suggerimento per i brand e cioè che se vogliono entrare in contatto con un pubblico più giovane, quindi più vicino a quello che fanno e a quello a cui mirano, allora è il caso di cominciare ad usare anche queste applicazioni.

    A questo proposito è interessante notare che il:

    • 90% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver interagito con un brand sui social media o su un’app di messaggistica;
    • le tre principali attività tra utenti e brand sono “following/liking un brand” (60%), “guardare un video del brand” (56%), “leggere un post del brand” (56%);
    • il 19% degli utenti ha chattato direttamente con un brand e da questo punto di vista Kik è risultata più coinvolgente (26%) di Snapchat (21%);

    Gli utenti più ricettivi sono quelli di età compresa tra i 21-25 anni ritenendo le app come fonte importante per tenersi aggiornati sui brand (57%) e anche per poter interagire direttamente col brand piuttosto che limitarsi ad un semplice follo o like (45%).

    Allora, che ne pensate di questa ricerca e di questi dati?

  • I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

    I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

    brand-dicembre-2014

    Ecco la nuova indagine, l’ultima relativa allo scorso anno, a cura di Blogmeter che ci mostra quelli che sono stati i migliori brand nel mese di Dicembre 2014, su Facebook e su Twitter. Su Facebook, la fanpage di Enpa è la più coinvolgente; su Twitter, il calcio coinvolge di più con Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Ottima performance di Farmacia Serra

    Questa che vi presentiamo oggi è l’ultima rilevazione del 2014 su quali sono stati i migliori brand, su Facebook e su Twitter, a cura di Blogmeter, nel mese di dicembre 2014. E i dati rilevati sono un po’ diversi dagli altri, infatti questo è il periodo natalizio e si nota come il Calcio su Facebook sia meno presente del solito. Anche se lo stesso non ha conosciuto sosta su Twitter dove proprio i brand legati a questo sport sono risultati ancora una volta i più coinvolgenti. Da evidenziare la performance su Facebook, tra i media, di Radio Maria, una conferma tra l’altro rispetto al mese precedente. E sempre su Facebook va sottolineata l’attenzione per i brand legati ai temi dell’ambiente e della protezione degli animali. Invece su Twitter vogliamo segnalarvi Farmacia Serra che si impone al quinto posto nella categoria “response time” insieme ai grandi brand. Un gran lavoro quello di Edoardo Schenardi e del suo team.

    Ma passiamo a vedere più i dettaglio i risultati della ricerca che per ciò che riguarda Facebook viene fuori da una rilevazione che ha coinvolto 3 mila fanpage, mentre per ciò che riguarda Twitter i dati risultano da un’analisi su oltre 2.300 profili.

    Su Facebook

    La pagina in assoluto più coinvolgente del periodo è quella dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) con quasi 2 milioni di interazioni nel periodo di riferimento, a seguire troviamo altre organizzazioni non profit di settore come la Lega Nazionale per la difesa del cane, Secondazampa e WWF Italia. Unica eccezione è rappresentata dalla seconda posizione ottenuta da Paesi On Line, che ha ben sfruttato il periodo delle vacanze natalizie, offrendo informazioni a quanti hanno approfittato delle vacanze per regalarsi un viaggio. Da segnalare tra le prime dieci posizioni anche la pagina Ufficiale della Polizia di Stato che attraverso l’Agente Lisa offre informazioni e suggerimenti per la sicurezza, racconta dell’azione che quotidianamente viene svolta dal Corpo, oltre a rendere conto di iniziative ed eventi (come è avvenuto nel caso delle attività legate alla presentazione del calendario 2015).

    Per quanto riguarda i media Radio Maria si conferma, come già accennato nel mese di novembre, la più attiva. Molto coinvolgenti anche altre pagine di area cattolica come Avvenire e Famiglia cristiana, anch’esse nelle prime dieci posizioni. Sempre nella “top ten” della classifica troviamo brand conosciuti come Fanpage.it, ScuolazooCaffeina e Libero, unica pagina di quotidiano presente tra le prime dieci insieme a Avvenire.

    Per quanto riguarda la crescita per numero di fan, Expo 2015 Milano si conferma anche in questo mese, così come era stato anche a nonvembre 2014. Mentre le prime dieci posizioni vedono una discreta varietà di settori: e-commerce (Amazon,Ticketone), automotive (Nuova Classe A e Smart), food, che non poteva mancare nel mese dedicato al Natale (Giovanni Rana, Le ricette di casa mia di Galbani), ed infine i tipici settori a cui si attinge per le idee regalo: telefonia (Samsung Mobile Italia) e make up (Pupa).

    Guardando ai media, Fanpage.it è la pagina che cresce di più nel mese di dicembre, seguita da ScuolazooIl cucchiaio d’argento conferma il trend positivo; da segnalare l’ingresso in top ten della pagine di una radio, R101.

    Per quello che riguarda il tempo di risposta il brand più veloce è ancora una volta PosteMobile, con soli 4 minuti, in media, per rispondere alle segnalazioni. Sempre Poste, questa volta con la pagina di Poste Italiane, si aggiudica anche la quarta posizione della classifica. Tempi di risposta decisamente superiori per i media, la palma del più “veloce” (172 minuti) spetta alla pay tv Infinitytv, seguito da Panini Comics, un’eccezione considerato che le restanti posizioni sono interamente ad appannaggio di altri canali Tv.

    facebook-brand-dicembre-2014-infografica

    Su Twitter

    Come detto prima, a differenza di Facebook su Twitter i brand più coinvolgenti continuano ad essere quelli legati al mondo del calcio e infatti troviamo in questo mese i brand come Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Da segnalare la seconda posizione occupata dal profilo di Teamworld.

    Per quanto riguarda i media, X Factor, mantiene la sua prima posizione, sfruttando l’attesa e la curiosità per le fasi finali della gara, che si sono svolte proprio nella prima metà del mese di dicembre.

    Per ciò che riguarda la crescita dei profili su Twitter, la Juventus risulta più accattivante di Expo 2015 Milano, che subisce una piccola flessione anche per il coinvolgimento, passando dalla quarta alla quinta posizione. Al terzo posto troviamo il profilo della Onp GreenCross che si occupa di ambiente e sostenibilità; al decimo posto troviamo il profilo della iniziativa #Vediamopositivo di Generali assicurazioni.

    Tra i media continuano a crescere i  programmi TV: Le Iene si conferma al primo posto come pure Sky TG24 (terzo); Sky piazza anche un altro sui canale tra i primi dieci grazie alla crescita del profilo di Skysport (quinto). Così come visto su Facebook, anche su Twitter tra le prime dieci posizioni troviamo il profilo di una radio che in questo caso è RadioDeejay in sesta posizione.

    Nel mese di dicembre 2014 su Twitter il più veloce a rispondere alle segnalazioni degli utenti è infoatac con solo 6 minuti di attesa tra segnalazione e risposta dal profilo. Da segnalare, come ricordavamo prima in apertura, oltre ai big delle telco (Wind al secondo posto) o dei trasporti (FS, Le Frecce), in quinta posizione troviamo il profilo di Farmacia Serra di Genova che evidenzia il grand lavoro fatto in questi anni.

    Tra i media su Twitter le posizioni si dividono equamente tra case editrici (Minimum Fax ed Einaudi) e canali tv (Mtv Italia e Sky), ma con tempi di attesa decisamente superiori.

    twitter-brand-dicembre-2014-infografica

  • TIM, gli acquisti di app si fanno anche con il credito telefonico

    TIM, gli acquisti di app si fanno anche con il credito telefonico

    tim-acquisti-app

    Telecom Italia in partnership con Microsoft lancia l’operator billing su Windos Phone Store e su Google Play. In questo modo gli utenti TIM potranno acquistare app, come WhatsApp, e giochi utilizzando anche il proprio credito telefonico

    Fare acquisti dal proprio dispositivo mobile è ormai un’attività abbastanza diffusa nel nostro paese, notoriamente uno dei paesi europei con la più alta penetrazione Mobile. Quindi basta avere una carta di credito (o paypal) associata a proprio account per poter acquistare da un mobile marketplace i giochi e le app che più piacciono. Ma esiste anche un’alternativa e cioè l’operator billing, ossia la possibilità di poter utilizzare i credito telefonico della propria sim prepagata per fare acquisti. Una bella comodità, specie se si tratta di piccoli acquisti come appunto possono essere le app e i giochi.

    Ebbene, da oggi anche Telecom Italia rende possibile questa opportunità per i clienti TIM, grazie alla partnership nata con Microsoft gli utenti TIM potranno accedere al Windows Phone Store e acquistare con il proprio credito le app che più interessano, come ad esempio WhatsApp. E questa stessa possibilità è estesa anche per Google Play, il marketplace di Android.

    Per poter fruire di questa possibilità basterà possedere uno smartphone con sistema operativo Windows Phone 7 o 8 versione aggiornata all’ultima disponibile, avere un account Microsoft e poi nel momento dell’acquisto scegliere l’opzione “Credito TIM”. E’ utile sapere anche che il costo del contenuto che si vuole acquistare non deve avere un costo superiore di 12,5 € + IVA. Comunque, per quanto riguarda il Windows Phone Store trovate tutte le informazioni su questa pagina.

    Anche nel caso possediate un dispositivo Android, dovrete essere registrati al market con un account Google, quando acquistate per la prima volta, scegliere come opzione di pagamento la “fatturazione TIM”. Nel caso abbiate già scelto in precedenza un altro metodo di pagamento, si può selezionare comunque il credito telefonico dal menù “Opzioni di pagamento” dello store. Anche in questo caso il costo del contenuto non deve essere superiore a 12,5 € + IVA. Tutte le informazioni relative a Google Play le trovate su questa pagina.

  • Google Translate, ecco la traduzione simultanea con Word Lens

    Google Translate, ecco la traduzione simultanea con Word Lens

    google-translate-word-lens

    Google Translate sta per trasformare il nostro dispositivo mobile in un traduttore simultaneo grazie a Word Lens. Il nuovo aggiornamento consente di acquisire anche l’immagine di un testo in maniera simultanea dalla fotocamera senza fare click. L’aggiornamento sarà disponibile nei prossimi giorni per Android e iOS.

    Forse questo nuovo aggiornamento di Google Translate (utilizzato da mezzo miliardo di persone, per un totale di oltre 1 miliardo di testi tradotti al giorno) potrà davvero essere di aiuto quando ci si trova in viaggio in un paese di cui non si conosce bene la lingua (a quanti sarà capitato!), per evitare di tirar fuori traduzioni spesso fuorvianti per l’esigenza del momento. Ebbene, il nuovo aggiornamento dell’app di Google Translate trasformerà il nostro smartphone in un vero traduttore simultaneo. E tutto questo sarà possibile grazie a Word Lens, l’applicazione che il colosso di Mountain View ha acquisito nel maggio del 2014, applicazione che appunto permette la traduzione simultanea di testi direttamente dalla propria fotocamera. Il nuovo aggiornamento quindi è basato su questa tecnologia capace di tradurre tesi da immagini anche senza fare click sulla propria fotocamera.

    Quindi se vi trovate in un posto di cui non conoscete la lingua locale, una volta scaricata l’app non vi resterà altro che prendere il vostro smartphone, inquadrare un cartello stradale, un’insegna, un cartello e l’app in poco tempo, vicino al tempo reale, vi rilascia la traduzione. E voi ne sarete molto contenti. Per chi non avesse mai usato Word Lens l’impatto sarà quasi “magico”.

    La traduzione è disponibile in 36 lingue e la funzione di traduzione istantanea è attualmente disponibile da e verso l’inglese associato alle lingue più diffuse (francese, tedesco, italiano, portoghese, russo, spagnolo). E presto il servizio sarà disponibile per altre lingue.

    Il secondo aspetto interessante di questo nuovo aggiornamento è che con Google Translate sarà possibile tenere una conversazione con un interlocutore straniero semplicemente toccando il microfono sull’applicazione. Da quel momento l’app si trasforma in un traduttore vocale, riconoscendo immediatamente la lingua di partenza. E una volta riconosciute le due lingue non sarà più necessario riattivare il microfono.

    Gli aggiornamenti saranno disponibili nei prossimi giorni per Android e per iOS.

  • StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

    StickyADS.tv e Videology insieme per video programmatic di qualità

    videology

    Nasce oggi una nuova partnership che offrirà agli utenti Videology accesso a una inventory di video premium su più di 55 marketplace disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher

    Videology, tra le piattaforme di video advertising leader di mercato, ha annunciato oggi la nascita di una nuova partnership con StickyADS.tv, principale piattaforma Supply-Side (SSP) di video programmatic a livello mondiale. L’accordo consentirà ai clienti demand-side di Videology, alcuni tra i più importanti advertiser e agenzie in Europa, di accedere alla piattaforma di StickyADS.tv per l’acquisto di inventory video di elevata qualità. Questa nuova collaborazione offrirà agli utenti della tecnologia Videology l’accesso a una inventory di video premium su oltre 55 Private Market Place disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, consentendo loro di acquistare un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher.

    La flessibilità della piattaforma di StickyADS.tv consente un’integrazione fluida tra server con una inventory premium ed esclusiva, e includerà inoltre integrazione completa dei Deal ID, permettendo a Videology di targetizzare con precisione ogni mercato, audience o contesto a seconda delle esigenze pubblicitarie del cliente.

    Advertiser e agenzie ora più che mai cercano dai principali publisher, comprese le emittenti televisive, una inventory esclusiva, di elevata qualità e sicura per il brand”, spiega Anne de Kerckhove, Managing Director EMEA di Videology. “Il numero di publisher e di Private Market Place premium disponibili sulla piattaforma di StickyADS.tv è davvero importante, e questo consente ai nostri partner demand-side di accedere alla migliore inventory in Europa per offrire ai propri clienti campagne in stile televisivo su tutti i device”.

    Siamo lieti di questo accordo che abbiamo ufficializzato con Videology”, commenta Hervé Brunet, CEO e co-fondatore di StickyADS.tv’s. “Collaboriamo ormai da oltre due anni, e questa partnership ci consentirà di estendere le sinergie tra le due aziende a tutta l’Europa”.

    La partnership è ulteriormente rafforzata dai valori chiave di business che le due aziende condividono. Entrambe sono infatti impegnate nel trattare in forma programmatic un inventario video sicuro per i brand, offrendo agli advertiser contenuti di massima visibilità e impatto. Nel maggio dello scorso anno, Videology ha ricevuto la certificazione del Media Rating Council (MRC) per la misurazione di video impression visualizzabili. Inoltre StickyADS.tv e Videology promuovono trasparenza e controllo e sono attivamente impegnate nella lotta alle frodi pubblicitarie.

  • Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

    Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

    facebook-social-media

    Pew Research – Internet Project ha rilasciato il “Social Media Update 2014”, una corposa ricerca condotta negli Usa dalla quale si rileva che Facebook cresce sempre più a rilento, ma gli utenti sono sempre più coinvolti, “engaged”. Più della metà degli americano usa due o più social network. Crolla il coinvolgimento su Twitter: -10%.

    Qualche giorno fa avevamo pubblicato dei dati con infografica per fare il punto sui Social Media e per meglio comprendere quali fossero i trends da seguire in questo 2015 appena iniziato. In quei dati Facebook veniva comunque indicato come il social network numero 1, con i suoi 1,35 miliardi di utenti attivi. Un numero mai raggiunto prima. E veniamo quindi a questa nuova ricerca di Per Research – Internet Project, “Social Media Update 2014“, che ci illustra un po’ più nel dettaglio come i social media sono stato vissuti durante l’anno appena trascorso, fornendo importanti spunti per il 2015. Anche se la ricerca è rivolta solo agli Usa, i risultati sono allo stesso modo importanti per comprendere meglio l’evoluzione dei Social Media.

    La ricerca è stata condotta nel mese di settembre 2014 sulla base di oltre 2 mila interviste telefoniche.

    Se volessimo provare a forzare i dati della ricerca e dare una estrema sintesi, allora potremmo dire che Facebook cresce sempre più a rilento, dato abbastanza noto tra l’altro, ma gli utenti sono sempre più “engaged”, coinvolti. A differenza degli altri social network che dimostrano di avere ancora margini di crescita. Dati che in realtà non sorprendono del tutto, anche perchè da tempo sosteniamo, sulla base di dati, che Facebook è ormai saturo, ha raggiunto (o quasi) il livello massimo per ciò che riguarda la base utenti. E questo dato lo si evince in particolar modo proprio nei paesi occidentali, sviluppati. Infatti Facebook può contare ancora spazi di crescita nei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ma ci sono anche Indonesia, Messico e anche altri. quindi è in quei paesi che Facebook può ancora provare a veder crescere la sua base utenti, negli Usa (come dimostra la ricerca che stiamo conoscendo insieme) e in Europa la crescita è ormai giunta al suo livello massimo.

    Discorso diverso per ciò che riguarda gli altri social network. Infatti la ricerca rileva che gli americani usano ormai due o più social network, permettendo di fatto agli altri canali di crescere. Ed è così quasi per tutti, cioè Twitter, Pinterest, LinkedIn e Instagram.

    Tornando a Facebook, il social network di Zuckerberg ha perso appeal tra i più giovani, mentre aumentano gli utenti più maturi. Per la prima volta infatti il 56% degli utenti ha un’età superiore ai 65 anni. Il 71% degli utenti internet Usa ha un account su Facebook e il 70% di essi lo usa, e interagisce con esso, ogni giorno. Questo è il dato più interessante, nel 2013 era il 63%, ecco l’aumento di coinvolgimento degli utenti. Il 45% degli utenti dichiara un livello di interazione e di coinvolgimento più volte al giorno. Comunque per il 79% degli utenti americani Facebook è il solo social network.

    facebook_social-media_01

    Ma la ricerca evidenzia anche che gli utenti americano usano due o più social network, infatti lo fa 52% di essi, erano il 42% un anno fa. E tutti fanno registrare il segno positivo alla voce “base utenti”. Ad esempio, Instagram è ormai il più popolare tra i giovani utenti e in un anno è cresciuto del 9% (passa dal 17% al 26%). Circa la metà degli utenti internet americani, di età compresa tra i 18-29 anni usa Instagram e il 49% di essi, quindi la metà, lo usa tutti i giorni. Cresce anche LinkedIn, oggi lo usa il 28% degli utenti, un anno fa erano il 22%, molto popolare tra gli utenti di età compresa tra i 30 e i 64 anni.

    Fa registrare il segno positivo anche Twitter: +5%. Passa in un anno dal 18% al 23%. La fascia di età in cui è molto popolare è quella compresa tra i 18 e i 29 anni (37%). Bene anche quella compresa tra i 30 e i 49 anni (25%). Ma il vero problema, quello che più volte abbiamo evidenziato, e che anche la ricerca rileva, è proprio il coinvolgimento. In un anno questo dato cala del 10%. Infatti erano il 46% gli utenti che lo scorso anno sostenevano di usarlo e di interagire con esso almeno una volta al giorno, sono invece nel 2014 solo il 36%. Di fronte a questi dati, un portavoce di Twitter li ha definiti “ridicoli e sbagliati”, sostenendo che invece a loro risulta un dato del 48%. Insomma, il problema esiste ed è ormai inutile negarlo, questa è la verità.

    Cresce anche Pinterest, in un anno passa dal 21% al 28% e le donne continuano a preferirlo (42% contro il 13% degli uomini). Ed è l’unico social network preferito, più o meno, da tutte le fasce di età: 18-29 anni (34%), 30-49 anni (28%), 50-64 anni (27%), oltre 65 anni (17%).

    Questo un po’ il resoconto della ricerca che potete consultare per intero sul sito Pew Research – Social Media Update 2014.

    Allora, che ne pensate?

    [divider]