Tag: Mobile

  • Periscope su Android, in Italia ancora nessun boom

    Periscope su Android, in Italia ancora nessun boom

    Periscope ha debuttato su Android ormai quasi due settimane fa e con App Annie abbiamo verificato che l’eventuale boom in realtà non c’è stato. Nei primi giorni l’app di video live streaming, di Twitter, ottiene il suo massimo, ma in quelli successivi comincia la fase calante. Andamento simile un po’ ovunque.

    In realtà ci si aspettava qualcosa di meglio. Se è vero, come è vero, che Android è più diffuso di iOS anche nel nostro paese, e vista l’attesa che si era creata, allora è il caso di dire che ci si aspettava davvero qualcosa in più. A circa due settimane dal debutto, così come abbiamo fatto al debutto su iOS, abbiamo verificato, con App Annie, quale fosse lo stato dell’app di video live streaming in Italia, e non solo.

    Ebbene, nel primo giorno Periscope in Italia, su Android, diventa la quinta app più scaricata nella categoria “Social”, è invece più indietreggiata nelle altre categorie generali. Il debutto su iOS in realtà fece registrare numeri più bassi. Ma nel corso dei giorni Periscope diventa la terza app più scaricata della categoria “Social”, risultato evidente, calando poi dal 4 giugno in poi. A livello di categorie generali, Periscope riscontra un andamento ascendente fino al 3 giugno, quando è la 36° app più scaricata su Android (andamento riscontrato più o meno ovunque), per poi far registrare un andamento discendente da quel giorno i poi, fino ad arrivare alla data di ieri con questi numeri: 6° app più scaricata nella categoria “Social” e 91° in quella generale.

    Periscope-android-italia

    Come già specificato in altre occasioni, stiamo parlando di un’applicazione un po’ particolare, non proprio generalista che si rivolge ad un pubblico particolare, quello più avvezzo alle caratteristiche di “broadcaster”. Ma, anche su Android, vengono fuori i limiti evidenziati già con iOS. Primo tra tutti è la “pesantezza” dell’app: nel caso la si usasse in 3G, perchè non si ha a disposizione una wifi, l’app “consuma molto”. Ma anche dal punto di vista della durata della batteria, con o senza wifi, l’app anche in questo caso “consuma molto”. Due elementi su tutti che di fatto scoraggiano un uso più generale.

    Ma forse questi dati possono essere letti anche in un altro senso e quindi essere visti come dati positivi, in effetti arrivare ad essere la terza app più scaricata non è poi così male. Sicuramente il dato che più di ogni altro va messo in evidenza è che già nel giro di pochi giorni è iniziata la fase calante e non è escluso che questo possa continuare in questo senso anche nei prossimi. Situazione analoga riscontrata anche in altri paesi con, più o meno, la stessa dinamica e le stesse caratteristiche, e situazione già riscontrata su iOS.

    Segno che l’app è e resterà un fenomeno circoscritto, almeno finora. Forse l’estensione dell’aggiornamento, anche su Android, rilasciato in questi giorni per iOS, che vede la traduzione in italiano e anche l’aggiunta della modalità “Esplora il mondo”, può risollevare un po’ le sorti. Ma serve davvero altro.

    Allora, che ne pensate? Siete tra quelli che hanno scaricato l’app su Android e non siete rimasti soddisfatti? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Il negozio è sempre più una vetrina dello shopping online

    Il negozio è sempre più una vetrina dello shopping online

    Una recente ricerca effettuata da PwC in 19 paesi ha rilevato che lo shopping online sta diventando sempre più un fenomeno complementare alle visite dei negozi fisici. Il 75% degli intervistati italiani afferma di cercare i prodotti in negozio per poi acquistarli online. E’ il fenomeno dello showrooming.

    Di showrooming avevamo già parlato un paio di anni fa in relazione ad un’altra ricerca, di ePRICE, che arrivava ad affermare che allora il 44% degli utenti usava il proprio dispositivo mobile per valutare il prezzo del prodotto visto in negozio. Un fenomeno che in questi anni è continuato a crescere. E la conferma ce la dà questa recente ricerca ad opera i PwC “Total Retail 2015” che ha intervistato 19 mila consumatori di 19 Paesi, tra cui oltre mille italiani. La conferma è che il 75% degli intervistati italiani afferma di fare “showrooming”, e quindi cerca i prodotti in negozio e li acquista online. E la metà degli intervistati usa proprio lo smartphone per questa attività, strumento, per le sue caratteristiche, assolutamente adeguato per questo genere di attività. Possiamo dire certamente che ormai lo shopping online sta diventando sempre più complementare al fenomeno di acquisto tradizionale. Fino a quando poi non ci sarà il sorpasso definitivo.

    shopping online franzrusso.it

    Gli italiani intervistati ritengono comunque il negozio ancora centrale nel processo di acquisto. Il 38% di essi si reca nei negozi ogni settimana, la percentuale a livello globale è del 36%, di poco inferiore. Mentre invece il 25% preferisce effettuare acquisti online dal proprio pc; il 13% effettua acquisti dal proprio tablet e il 12% effettua acquisti dal proprio smartphone. Quindi se sommiamo gli ultimi tre dati viene fuori che il 50% degli intervistati acquista attraverso lo shopping online.

    Gli intervistati che dicono di preferire la visita direttamente in negozio lo fanno per un senso pratico. Infatti, il 65% degli intervistati italiani (il 60% a livello globale) li preferisce per la possibilità di poter provare e toccare il prodotto; il 52% degli italiani (53% a livello globale) li preferisce per via del senso di immediatezza nel processo di acquisto; il 33% (stessa percentuale a livello globale) dice poi di preferire il negozio per via della sicurezza che da al momento dell’acquisto, nel senso che riesce a soddisfare la propria esigenza in modo certo.

    Gli italiani che preferiscono fare shopping online lo fanno per via di prezzi più bassi e migliori offerte (67% Italia; 56% a livello globale); per la libertà di fare acquisti online 24 ore su 24 (47% Italia, 46% a livello globale).

    Oltre allo showrooming, la ricerca mette in evidenza anche un altro fenomeno che è quello del “reverse showrooming“, ossia la ricerca incrociata tra online e offline, che finisce per coinvolgere il 70% degli intervistati.

    I dispositivi mobili in questo momento giocano un ruolo cruciale, soprattutto nella fase di pre-acquisto. Il 50% dei consumatori italiani usa lo smartphone per effettuare comparazioni di prezzi.

    Un concetto espresso anche da Philip Kotler che la recente PKMF 2015, a Milano lo scorso 15 maggio, ha espresso proprio questo concetto, e cioè che i negozi sono sempre più delle vetrine e che il processo di acquisto di realizza sempre più online.

    https://twitter.com/Cemattio/status/599150410520252417

    (Grazie a Cecilia Mattioli per il tweet!)

    Ma la ricerca evidenzia anche un altro dato che ci caratterizza e che ci distingue e livello globale. E cioè che gli italiani sono quelli che affermano di avere più influenza dai social media sul processo di acquisto, lo afferma il 63% degli intervistati: per il 19% dei consumatori le interazioni sui social media hanno portato a comprare di più in molti casi, mentre per il 43 in alcuni casi.

    Allora che ne pensate di questi dati? Siete anche voi tra quelli che praticano showrooming? Raccontateci la vostra esperienza.

  • E finalmente Periscope arriva anche su Android

    E finalmente Periscope arriva anche su Android

    A due mesi dal lancio, Periscope oggi approda anche su Android. L’app per il live streaming che tanto sta facendo discutere è disponibile per dispositivi con almeno la versione del sistema operativo Kit Kat (Android 4.4). Per il resto l’app ha le stesse caratteristiche di quella vista su iOS. E da oggi vedremo se l’app si diffonderà di più.

    Era attesa ormai dal primo giorno della sua comparsa, ossia dal 26 marzo scorso, e oggi finalmente, per la felicità di tutti gli androidiani, Periscope è disponibile anche per Android. L’app è disponibile in Google Play e per essere scaricata è necessario che abbiate un sistema operativo almeno nella versione Kit Kat (Android 4.4), altrimenti non potrete usarla.

    Da oggi i potenziali broadcaster con Android potranno dare sfogo all’attesa e soprattutto alla loro fantasia per dare vita a live streaming in tempo reale direttamente dal proprio smartphone. L’applicazione conserva tutte le caratteristiche che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere dalla versione iOS. E quindi è possibile attivare broadcast pubblici o privati (riservati a utenti specifici), abilitare la possibilità di commentare solo a chi si segue e interagire con un utente che sta facendo un live streaming chattando e inviando gli ormai famosi “cuoricini”.

    periscope-android

    A queste si aggiungono alcune caratteristiche esclusive per Android, come:

    • il design dell’applicazione è “Material-inspired”, uno stile familiare e moderno al quale gli utenti Android sono abituati;
    • gli utenti Android hanno un maggiore controllo sulle notifiche push di Periscope, come ad esempio le “First Time Broadcast notifications” (quando un utente che già si segue su Twitter trasmette su Periscope per la prima volta) e le “Share notifications” (quando qualcuno che si segue su Periscope condivide il live streaming di qualcun altro);
    • Periscope per Android offre anche la “Resume notification” che permette all’utente di tornare a seguire un live streaming che ha dovuto interrompere (per esempio a causa di una telefonata o di un messaggio);
    • i replay vengono salvati senza richiedere al broadcaster di fare upload del file. Questo permette di risparmiare sia tempo sia traffico dati.

    Dal blog ufficiale di Periscope si informa di nuovi aggiornamenti che presto saranno rilasciati per Android nelle prossime settimane.

    Intanto quello che ci interessa davvero sapere è se il rilascio per Android potrà aiutare Periscope dal punto di vista di una maggiore diffusione. Nelle scorse settimane ci eravamo concentrati proprio su questo punto notando un calo di interesse a livello globale, quindi non solo circoscritto al nostro paese.

    La situazione di Periscope ad oggi in Italia è questa (con l’aiuto di App Annie):

    periscope-aprile-maggio-italia

    In posizione 18 nella categoria Social Networking e in posizione 159 nella classifica generale.

    Questa invece la situazione negli Usa:

    Periscope--aprile-maggio-Usa

    In posizione 24 nella categoria Social Networking e in posizione 194 nella categoria generale.

    A questo punto non ci resta che attendere qualche giorno per verificare l’impatto del rilascio per Android di oggi, cosa che vi documenteremo certamente e seguiteci.

    Allora, siete contenti voi androidiani di questo rilascio?

  • Ecco la nuova offerta 3 per i titolari di carta PAYBACK

    Ecco la nuova offerta 3 per i titolari di carta PAYBACK

    3 in partnership con PAYBACK, il programma multi-partner che permette di accumulare punti da usare poi come sconti, consente ai titolari di carta, fino al 30 giugno, di scegliere ALL-IN 300 PAYBACK e avere 300 minuti di chiamata, 300 sms e 2 GB di traffico internet, per sempre, a 5€ al mese.

    3 in partnership con PAYBACK riserva una offerta davvero speciale per tutti i possessori della carta. PAYBACK è il nuovo programma multi-partner che permette di raccogliere punti grazie ai partner che partecipano al programma. I punti raccolti dai titolari possono essere poi trasformati in sconti presso i negozi oppure per richiedere dei premi a catalogo.

    L’offerta che 3 mette a disposizione dei titolari di carta PAYBACK e disponibile fino al 30 giugno. In pratica passando al nuovo operatore potrete scegliere la ricaricabile ALL-IN 300 PAYBACK e con 5 euro al mese (invece di 10 euro) avrete, per sempre:

    • 300 minuti di chiamate (75 minuti a settimana);
    • 300 SMS (75 SMS a settimana);
    • 2 GB di traffico internet (500 MB a settimana).

    payback

    Per aderire a questa offerta è molto semplice. Basta rivolgersi ad un negozio 3 Store, mostrare la vostra carta PAYBACK e attivare l’offerta ALL-IN 300 PAYBACK. In caso di richiesta di portabilità sulla nuova SIM attivata con ALL-IN 300 PAYBACK, il numero di telefono non deve essere stato 3 nei 60 giorni precedenti alla portabilità verso 3. Poi è necessario abbinare il numero della vostra carta PAYBACK al vostro numero 3 entro 15 giorni dall’attivazione della SIM 3. Se non si effettua questa operazione allora il rischio è quello di perdere il vantaggio della tariffa speciale e pagherete 10 € al mese invece di 5 €. Per effettuare l’abbinamento vi consigliamo di dare un’occhiata a questa pagina. Il numero 3 deve essere abbinato ad una carta PAYBACK utilizzata almeno una volta o registrata entro il giorno dell’acquisto della SIM 3.

    Una volta effettuato l’abbinamento, sulla vostra carta PAYBACK saranno automaticamente accreditati 2 punti ogni euro speso per ogni ricarica telefonica che effettuerete. E’ possibile abbinare fino a 5 utenze telefoniche 3 alla stessa carta PAYBACK: potrete così avere più opportunità per accumulare punti con 3.

    Buzzoole

  • La Mobile Economy in Italia vale 25,7 miliardi di euro

    La Mobile Economy in Italia vale 25,7 miliardi di euro

    L’Osservatorio Mobile Economy del Politecnico di Milano rileva che in Italia la Mobile Economy vale 25,7 miliardi di euro, in crescita del 16%. A fare da traino è il Mobile Commerce. Inoltre, entro la fine dell’anno si prevedono 40 milioni di smartphone e 10 milioni di tablet.

    La fotografia che scatta l’indagine a cura dell’Osservatorio Mobile Economy del Politecnico di Milano ci illustra l’Italia sempre più orientata verso il Mobile, in forte crescita. Una crescita che ha fatto emergere un ecosistema, “Mobile Economy“, di servizi rivolti alle aziende e agli utenti che oggi vale 25,7 miliardi di euro.

    E tutto questo è possibile, e diventa realtà, in un paese in cui entro la fine di quest’anno gli smartphone saranno 40 milioni e i tablet saranno 10 milioni, a conferma che il nostro paese continua ad apprezzare particolarmente i dispositivi mobili. Recentemente ne abbiamo avuto una nuova conferma rispetto alle attività che gli italiani fanno da mobile, dedicando più di 13 ore al mese ai social network proprio dai loro dispositivi mobili. Ogni giorno 18 milioni di italiani navigano internet da mobile, sono invece 13 milioni coloro che lo fanno da pc.

    L’analisi dell’Osservatorio Mobile Economy del PoliMi ci dà quindi la dimensione reale, nel nostro paese, di quale sia la forza economica della Mobile Economy che vale quasi l’1,65% del PIL italiano. In uno scenario economico ancora negativo (anche se da più parti cominciano ad intravedersi segnali positivi), la Mobile Economy è quell’insieme di attività che genera valori economici in positivo e genera anche posti di lavoro.

    Conseguenze di questo andamento sono il calo del 16% dei servizi tradizionali erogati dalle telco, mentre invece aumenta la spesa dei consumatori verso la connettività da Mobile: +14%.

    E ancora, un quinto del mercato è costituito dalla vendita di dispositivi mobili, smartphone e tablet, che cresce però “solo” del 3% per il fatto che si è registrato un calo delle vendite di tablet.

    Come dicevamo in apertura, il vero traino della Mobile Economy è il Mobile Commerce, tutte le attività di vendita di beni e servizi da dispositivi mobili, che nel nostro paese fa registrare una forte crescita: +55%. Il Mobile Commerce arriva a pesare il 10% dei consumi della Mobile Economy e il 18% del totale ecommerce italiano. L’acquisto di contenuti Mobile, come giochi, video, news, musica, si avvicina ormai al miliardo alla cifra di 1 miliardo di euro facendo registrare una crescita del 18%. Gli acquisti dagli app store pesano per il 40% di questo segmento.

    Da notare l’effetto che ha l’Internet of Things (IoT) all’interno della Mobile Economy. L’analisi rileva che gli investimenti legati all’IoT valgono oltre un quinto degli investimenti complessivi della Mobile Economy e crescono del 28%. I principali ambiti di sviluppo riguardano il mondo dell’auto, “smart car”, e quello domestico, “smart home” e “smart buildings”. Ricordiamo che in Italia l’IoT vale 1,55 miliardi di euro e che da oggi sono 8 milioni gli oggetti connessi.

    E crescono del 24% gli investimenti per lo sviluppo di App e soluzioni Mobile a supporto sia dei processi interni all’azienda, sia della relazione con il cliente finale. Una componente che pesa il 14% sul totale degli investimenti. Anche la spesa in Comunicazione e Marketing Mobile fa un balzo in avanti, cresce infatti del 41% e conquista l’8% del mercato grazie ad un incremento significativo degli investimenti pubblicitari su smartphone e tablet, che arrivano a valere poco meno del 20% degli investimenti in Internet Advertising.

  • Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    Facebook Messenger, le video chiamate disponibili anche in Italia

    A distanza di quasi tre settimane dal lancio, da oggi le video chiamate da Facebook Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. La funzionalità è disponibile sia per iOS che per Android e per attivarla è sufficiente scaricare l’ultima versione dell’applicazione.

    Alla fine di aprile Facebook rilasciò le video chiamate su Messenger, l’applicazione di messaging che ormai vive di vita propria e che conta già più di 600 milioni di utenti a livello globale. Il rilascio era disponibile solo in 18 paesi e cioè: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay.

    Ma da oggi le video chiamate su Messenger sono disponibili anche nel nostro paese. Facebook non ha rilasciato per ora notizie ufficiali su quali siano gli altri paesi in cui sarà possibile effettuare video chiamate direttamente dall’app, ma per usarla è sufficiente aggiornare l’applicazione, per iOS e per Android, all’ultima versione disponibile.

    Una volta aggiornata, e dopo aver scelto l’utente che volete video chiamare, noterete che in alto a destra comparirà l’icona del video. Se cliccate l’icona (notate che sia di colore azzurro, cioè che l’utente sia online) a quel punto parte la video chiamata, di qualità ottima.

    Questa è la schermata della video chiamata da Android:

    facebook-messenger-video-chiamate

     

    Una funzionalità che sicuramente farà crescere l’utilizzo dell’applicazione e a quanto si è visto immediatamente dopo il rilascio di qualche settimana fa, gli utenti hanno apprezzato e molto. Nei primi due giorni le video chiamate sono state più di 1 milione.

    E quindi, dopo il rilascio delle chiamate, con questa nuova funzionalità Facebook Messenger diventa ancora più completa da questo punto di vista, anche per il fatto che le video chiamate possono essere effettuate sia in wifi che in 3G/4G.

    A questo punto le due app di Facebook, Messenger e WhatsApp, si avviano ad essere sempre più complete in grado di fornire un ventaglio di strumenti e funzionalità sempre più completi, andando oltre quello che è il legame tra utenti che si costruisce sulla piattaforma Facebook. Ma soprattutto, come già detto in altre occasioni, questo tipo di funzionalità, tanto le chiamate così come le video chiamate, deve portare le telco a riflettere sulle evoluzioni di questi tempi.

    E voi che ne pensate? Usate già le chiamate da Messenger e pensate di usare anche le video chiamate? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

  • Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    Periscope in calo anche in Italia, ecco qualche dato

    A proposito di Periscope in Italia oggi si è riaccesa l’attenzione verso l’app di video live streaming di Twitter che fa registrare un calo negli Usa uscendo fuori dalla classifica delle 100 app più scaricate. Nel nostro paese si registra in effetti un calo: si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate ed è 11° nella categoria Social Networking, secondo i dati di App Annie.

    Si parla molto di Periscope che negli Usa farebbe registrare un calo di attenzione uscendo dalle prime 100 app più scaricate nell’App Store di Apple ed è comunque tra le 25 app più scaricate nella sezione Social Networking. Su questa notizia in Italia oggi si è molto discusso per la verità, molti hanno solo riportato la notizia senza però verificare l’effettiva situazione. Eppure ci siamo occupati tra i primi nel monitoraggio della situazione di Periscope soprattutto per ciò che riguarda il nostro paese, indicando anche il tool con cui verifichiamo i dati relativi alla diffusione dell’applicazione. In una prima fase abbiamo utilizzato Distimo e App Annie e come forse qualcuno di voi saprà Distimo si è fusa in App Annie proprio in questi giorni ed è di fatto il solo strumento, ad oggi, in grado di dare qualche dato concreto in merito. Tra l’altro lo hanno usato come primobolan fonte anche siti e blog come TechCrunch, Mashable, TNW, The Verge, insomma tutti i blog specializzati che danno questo tipo di informazioni con la solita autorevolezza che li contraddistingue.

    periscope-logo

    In seguito alla notizia molti hanno riportato dell’effettivo calo di Periscope anche in Italia ma senza verificarlo in realtà, cioè senza andare a vedere come stanno le cose usando lo strumento adeguato. Allora ci permettiamo di offrirvi una visione più reale usando, appunto, il prezioso tool di App Annie che ci dice che, alla data di ieri 11 maggio, Periscope in Italia si piazza in posizione 128 tra le app più scaricate in generale, e in 11° posizione tra le app più scaricate della categoria “Social Networking” del market che fa riferimento a iOS. Ad aprile era la quarta app più scaricata, il miglior risultato dal 26 marzo, ossia dal debutto.

    periscope-italia-maggio-2015

    Questa invece la situazione negli Usa: in posizione 161 nella classifica delle app in generale e in posizione 22 tra le app più scaricate della categoria “Social Networking”.

    periscope-usa-maggio-2015

    Situazione molto simile la troviamo in Spagna (qui il calo è un poì più accentuato rispetto agli altri paesi europei), in Francia e in Germania. Resta forte in Arabia Saudita (3° app più scaricata nella categoria “Social Networking”, 10° in generale), in Qatar.

    Intanto Periscope continua ad aggiornare l’applicazione, con il nuovo aggiornamento dell’app (ancora solo disponibile per iOS) è possibile registrarsi senza usare le credenziali di Twitter, anche se poi Twitter raccomanda di tenere collegati i due account per poter raggiungere un pubblico più ampio nell’utilizzo dell’app.

    Da tenere in forte considerazione il fatto che a breve verrà rilasciata la versione per Android, anzi è probabile che di fronte a questi dati il rilascio possa essere anticipato. Ed è plausibile che da quel momento in poi si possano vedere delle conseguenze dirette, in positivo, in relazione ad un maggiore utilizzo dell’applicazione. Vedremo.

    Certo, altro aspetto poco considerato, era tutto sommato fisiologico osservare un calo dell’utilizzo. Stiamo parlando di un’applicazione che non si rivolge ad un uso tadalafil generico di massa, ma si rivolge ad utenti definiti ormai “broadcaster”, cioè persone che hanno già una vocazione al video e al live streaming. Resta quindi un’applicazione interessante che certamente ha ancora alcuni aspetti da migliorare, ma è ancora presto prevedere un fallimento come si vuol far credere. Attendiamo il rilascio per Android e poi vedremo di fare un altro controllo.

    E voi che ne pensate di Periscope, la state usando?

  • Gli italiani navigano da Mobile e si dedicano ai social network

    Gli italiani navigano da Mobile e si dedicano ai social network

    Audiweb rende noti i dati della Total Digital Audience relativa a Marzo 2015. Dato generale è che sono 28,5 milioni gli italiani che navigano internet ogni mese. Ogni giorno sono 17,4 milioni gli italiani che navigano il web da mobile, mentre sono 12,5 milioni quelli che navigano da pc. Ai social network dedicano più di 13 ore al mese.

    Come di consueto, Audiweb rende noti i dati relativi alla Total Digital Audience del mese di marzo 2015. Sono dati comunque significativi perchè ci danno delle indicazioni importanti sul modo in cui gli italiani si relazionano con la rete e soprattutto offre interessanti indicazioni sui tempi e sui dispositivi utilizzati per navigare in internet. Inutile dire che si consolida sempre di più una grossa fetta di italiani che naviga internet dai dispositivi mobili, a testimonianza del fatto che il Mobile piace agli italiani essendo tra i maggiori possessori di dispositivi mobili in Europa.

    Partiamo dalla considerazione generale che in Italia, nel mese di marzo, sono stati 28,5 milioni gli italiani che si sono collegati almeno una volta alla rete che tradotto in percentuale fa il 52,8% della popolazione italiana dai 2 anni in su. E’ interessante notare che nel giorno medio la TDA è di 21,5 milioni con un tempo di connessione di 2 ore. Restando in ambito di navigazione giornaliera, dai dati della TDA notiamo che ancora una volta gli italiani che si connettono alla rete da Mobile sono maggiori di quelli che lo fanno da pc, 17,4 milioni contro 12,5 milioni. I tempi di connessione da Mobile sono di 1 ora e 40 minuti, mentre da pc sono di 1 ora e 12 minuti. Altro dato da segnalare, sempre in relazione al fatto che il Mobile piace molto agli italiani, se guardiamo i dati relativi al tempo di connessione nel mese per persona notiamo che da dispositivi mobili è di 44 minuti e 22 secondi, mentre da pc è di 17 minuti e 40 secondi, molto meno della metà.

    La TDA del mese di marzo di offre anche qualche dato demografico e si nota che nel mese la fascia di età che più si è connessa alla rete è quella compresa tra i 18 e i 24 anni (67%), segue staccata di pochissimo quella 25-34 anni (66%), poi 35-44 anni (56%), poi 55-74 (22%). I giovanissimi segnano percentuali tra il 4 e il 12%.

    La fascia di età più presente, 18-24 anni, è quindi quella che resta connessa per più tempo con una media superiore alle 2 ore e mezza; i 25-24 anni restano connessi in media per 2 e 21 minuti.

    E cosa fanno e cosa cercano in rete gli italiani? Ecco che la TDA ci da delle indicazioni anche da questo punto di vista e scopriamo che l’attività di Search (92,2%) è quella più presente alla quale dedichiamo 1 ora e 53 minuti ogni mese; segue “portali generalisti” (90,6%) con un tempo di 1 ora e mezza.

    Ai “social network” (87,6%) dedichiamo la bellezza di 13 ore e 35 minuti, il dato più alto di quelli rappresentati (quasi un terzo del tempo complessivo) e se proviamo a dividerlo per 30 giorni viene fuori un dato di circa 45 minuti al giorno. Stiamo parlando ovviamente di media.

    Allora questo è un po’ il resoconto di questi dati TDA. Che ne pensate? Ci sono dati che vi sorprendono e perchè?

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    (cover image: @ ra2 studio #82253984 via Fotolia)

  • Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook introduce le video chiamate su Messenger

    Facebook ha da ieri abilitato le video chiamate su Messenger, per iOS e Android, ma solo in alcuni paesi come Uk, Canada, Belgio, Polonia e altri. In Italia, e nei restanti paesi, la funzionalità verrà resa disponibile nei prossimi mesi.

    Con un annuncio ufficiale a firma di Stan Chudnovsky, Head of Product for Messenger e di Param Reddy, Engineering Manager, ha dato notizia del rilascio delle video chiamate su Messenger. Era proprio la funzionalità che mancava per rendere Facebook Messenger sempre più completo. Da oggi quindi gli oltre 600 milioni di utenti che usano l’app ogni mese potranno dunque effettuare chiamate video.

    Ad oggi la funzionalità è disponibile per un numero ristretto di paesi. E sono: Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Laos, Lituania, Messico, Nigeria, Norvegia, Oman, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay. In Italia, e negli altri restanti paesi, la funzionalità verrà attivata nei prossimi mesi.

    Fare una video chiamata con Messenger è davvero semplice. Una volta avviata una conversazione con una persona, per passare alla video chiamata è sufficiente cliccare, in alto a destra, l’icona video. In quel momento si avviata la chiamata video con una qualità davvero sorprendente. Trovandomi in Canada in questi giorni ho potuto constatare direttamente la funzionalità attraverso alcuni colleghi canadesi che stanno seguendo, come me, il Cisco Partners Summit 2015 qui a Montréal, #CiscoPS15.

    facebook-video-chiamate

    Le telefonate possono essere fatte anche tra sistemi operativi differenti, quindi tra una persona che usa iOS e un’altra che utilizza Android.

    Quindi, dopo aver rilasciato la funzionalità che permette di inviare e ricevere denaro, dopo aver rilasciato una versione standalone di Messenger per utilizzare l’app su desktop, ecco un’altra grande mossa di Facebook che avrà certamente delle conseguenze molto positive per gli utenti.

    Il punto è che Facebook sta di fatto mettendo in difficoltà le compagnie telefoniche, e questo è abbastanza evidente. Se è vero che per fare una video chiamata è sufficiente una connessione base fino ad arrivare a LTE, allora la situazione per le compagnie telefoniche si complica non poco. Senza dimenticare che WhatsApp, altra app di Facebook, avendo esteso la possibilità nei giorni scorsi anche per iOS, permette di fare le telefonate in audio. E vi assicuro che in questi giorni qui a Montrèal non sono poche le persone (incluso il sottoscritto) che usano l’app per telefonare, avendo anche la disponibilità di una wifi in tanti punti della città.

    La riflessione a questo punto nasce, e si svilupperà, proprio intorno a questi temi, se e come le compagnie telefoniche saranno in grado di tenere il passo.

    E voi che ne pensate?

  • WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp, gli utenti attivi sono 800 milioni

    WhatsApp raggiunge il nuovo traguardo degli 800 milioni di utenti attivi. Solo all’inizio di quest’anno erano 700 milioni, significa che con questo ritmo di crescita gli utenti potrebbero arrivare ad essere, entro la fine dell’anno, più di 1 miliardo.

    Nuovo record di utenti per WhatsApp che nel primo trimestre di quest’anno ottiene 100 milioni di utenti in più rispetto ai 700 milioni di utenti attivi dello scorso mese di gennaio e arriva a toccare gli 800 milioni di utenti attivi. L’annuncio è stato dato, anche stavolta, dal CEO e founder Jan Koum su Facebook. Si parla di un ritmo di crescita notevole che arriva a superare i 300 mila utenti per mese, ossia più di 1 milione di utenti al giorno (qualcosa come 1,1 milioni al giorno).

    whatsapp mobile

    Come molti di voi ricorderanno, la startup che ha dato vita al servizio di messaggistica istantanea più usata del momento, è stata acquisita nel febbraio dello scorso anno da Facebook per una cifra di 16 miliardi di dollari (più 4 miliardi di dollari pagati in cash) e allora aveva 600 milioni di utenti attivi. a questo punto, con i ritmi di crescita di cui parlavamo prima, è più che lecito pensare che l’applicazione farà registrate il traguardo di 1 miliardo di utenti entro (se non prima) la fine dell’anno.

    WhatsApp - now serving 800,000,000 monthly active users. Reminder for the press out there: active and registered users are not the same thing :)

    Posted by Jan Koum on Venerdì 17 aprile 2015

    Pensate che ad agosto 2013 contava 300 milioni di utenti attivi e a dicembre dello stesso anno erano 400 milioni di utenti. Tutto sommato i livelli di crescita sembrano essersi stabilizzati nei 100 milioni di utenti a trimestre, ma ci sono alcuni elementi che potrebbero indurre ad una crescita ulteriore.

    Uno dei tanti motivi è che adesso anche su WhatsApp è possibile fare telefonate (per ora solo su Android) e non è certo una funzionalità di poco conto, anzi. Questa funzionalità, una volta resa disponibile anche per iOS, potrebbero spingere nuovi utenti ad utilizzarla.

    Facebook ha impiegato 8 anni per raggiungere il traguardo di 1 miliardo, mentre WhatsApp, se i dati restano quelli che stiamo vedendo insieme, impiegherebbe ben 2 anni in meno (è stata infatti fondata nel 2009).

    Allora che ne pensate?