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  • Social Media nel 2022, ecco uno sguardo globale

    Social Media nel 2022, ecco uno sguardo globale

    Puntuale come sempre, in questo periodo, viene pubblicato uno dei report più attesi sui Social Media, il Digital 2022 Global Overview Report. Dai dati emerge che i Social Media crescono del 10%.

    Dopo aver visto la mappa che ci aiuterà, in questo 2022, ad orientarci all’interno del grande mondo dei social media, è il momento di dare uno sguardo globale grazie ai dati dell’ormai celebre Digital 2022 Global Overview Report, edizione gennaio 2022.

    Il rapporto, come ormai abbiamo imparato in questi anni, è ricco di informazioni e, come sempre, noi ci concentreremo proprio sui Social Media che, in questo ultimo anno, crescono, rispetto al numeri di utenti attivi, di ben il 10,1%.

    Partiamo quindi con il nostro racconto che, come sempre, inizia con il riportare i dati internet in generale, per poi avvicinarci ai dati sull’uso dei social media, numeri di utenti, piattaforme e casi che caratterizzeranno questo 2022.

    E quindi, partiamo col dire che oggi, nel mondo le persone connesse a Internet sono quasi 5 miliardi (4,95 miliardi) su una popolazione complessiva che ormai è arrivata a toccare gli 8 miliardi. E, rispetto all’ultimo anno, si riscontra una crescita del 4%. Per la verità, un dato che equivale ad un terzo, in termini percentuali, a quello registrato tra il 2015 e il 2016 con il 12,5%.

    Social Media nel 2022, uno sguardo globale

    Rispetto a questo dato, c’è da considerare il dato del 37% di persone che ancora oggi non riesce a connettersi a Internet nel mondo.

    Social Media 2022, crescono a due cifre

    Solo i Social Media crescono a due cifre, con +10,1% e 424 milioni nuovi utenti nel mondo (58,4% rispetto al totale della popolazione mondiale connessa a Internet) e +77 milioni nell’ultimo trimestre. Dato percentuale inferiore comunque a quello registrato un anno prima, quando era 13,2%, o inferiore a quello tra 2012 e 2013 con +16%.

    Restando sui dati che riguardano i social media, il numero di piattaforme, in media, usate per utente è 7,5.

    Il tempo trascorso sui social media, in media al giorno per utente, è di 2 ore e 27 minuti, in rialzo dell’1,4% rispetto ad un anno prima. Niente di paragonabile al dato relativo al 2016, quando si registrò +15,3%. Le quasi due ore e mezza giornaliera significano il 35,2% del tempo trascorso connessi a Internet, quindi oltre un terzo sul totale.

    Social Media 2022, tempo trascorso

    Restando sul tempo trascorso, il report ci offre la possibilità di vedere anche dove gli utenti trascorrono più tempo. E al primo posto troviamo YouTube con 23,7 ore al mese per utente; segue poi Facebook con 19,6 ore al mese, lo stesso tempo registrato su TikTok; WhatsApp con 18,6 ore al mese. Su Twitter 5,1 ore al mese.

    Per quanto riguarda TikTok, vero fenomeno del 2021, anno in cui ha superato 1 miliardo di utenti, il paese dove si registrato il numero di ore trascorse per mese è Uk, con 27,3 ore; a seguire la Russia con 26,3 ore; e Usa con 25,6 ore.

    Abbiamo visto prima il numero di 7,5 piattaforme usate dagli utenti ogni mese.

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Social Media 2022, le piattaforme preferite dagli utenti

    Vediamo quindi adesso quali sono, effettivamente le piattaforme preferite dagli utenti, a livello globale, dove nelle prime tre posizione troviamo 3 delle 4 app della famiglia Meta. Messenger è infatti più distaccata:

    1. WhatsApp – 15,7%
    2. Instagram – 14,8%
    3. Facebook – 14,5%
    4. Wechat – 11,4%
    5. Douyin – 5,1%
    6. TikTok – 4,3%
    7. Twitter – 3,3%

    Social Media 2022, piattaforme preferite

    Social Media 2022, le piattaforme più usate

    E queste invece le piattaforme social media più usate, sempre a livello globale, dove ritroviamo quelle che appartengono ai famosi tre blocchi, e cioè: Meta, Tencent e Alphabet.

    1. Facebook
    2. YouTube
    3. WhatsApp
    4. Instagram
    5. Wechat
    6. TikTok
    7. Messenger

    Social Media 2022, piattaforme più usate

    Social Media 2022 e il lavoro

    Un aspetto molto interessante che coglie il rapporto è quello che riguarda i Social Media come strumento di lavoro. Dai dati emerge che 1 utente su 4 usa i social media per il proprio lavoro. Una cifra che tende ad essere più alta nei paesi con economie in via di sviluppo.

    Infatti, in Kenya il 41,5% degli utenti sostiene di usare i social media come strumenti per la propria attività; seguono poi le Filippine e Sud Africa, dove si nota che più di un terzo degli utenti usano i social media per lavoro (36,7% e 36,3%). La media a livello globale degli utenti che usano le piattaforme e le app social media per il lavoro è del 22,9%.

    Per fare esempi di paesi molto sviluppati, possiamo citare gli Usa 14,8%, Uk 13,3%, Francia 10,9%.

    In Italia la percentuale rilevata è molto bassa, si attesta infatti al 9,8%, quindi meno del dieci percento degli utenti italiani tra i 16 e i 64 anni. Un dato che, forse, sorprenderà tutti coloro che stanno leggendo in questo momento.

    Peggio fa anche la Germania con l’8,9%.

    Ecco, queste le nostre considerazioni sul report tra i più attesi dell’anno che invitiamo a consultare a questo indirizzo.

  • Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    In un interessante report TOK.tv e Talkwalker hanno analizzato le performance sui social media delle 20 squadre di Calcio più blasonate al mondo. Da qui la classifica delle 10 migliori squadre che si distinguono su Facebook, Twitter e Instagram.

    Calcio e Social Media sono da sempre un binomio vincente, specie in questo momento in cui la maggior parte dei campionati sono in pausa estiva con le squadre che stanno allestendo i loro team. Basta solo “affacciarsi” su Twitter per capire come sta andando il calcio mercato e scoprire gli ultimi colpi da parte delle grandi squadre. Si sa, il Calcio proprio su Twitter è uno degli argomenti più seguiti, tantissimi sono gli appassionati e tifosi che vogliono restare aggiornati seguendo le loro squadre del cuore anche sui Social Media. E se un paio di anni fa circa TOK.tv cominciava a delineare il modo in cui le squadre di calcio usavano proprio questi potenti strumenti di comunicazione, oggi abbiamo l’opportunità di vedere come questo utilizzo è evoluto proprio grazie al report tra TOK.tv e Talkwalker. Un interessante report che ha analizzato le performance delle 20 squadre più blasonate per arrivare a stilare la classifica delle 10 migliori squadre sui Social Media. Di seguito vedremo insieme i dati più rilevanti del report, ma l’invito è quello di scaricarlo e consultarlo per intero. Lo trovate a questo link.

    Nel report vengono riportati numeri, tanti numeri, ma soprattutto si cerca di approfondire per spiegare numeri incredibili, come quelli del Real Madrid che ha superato 106 milioni di interazioni in soli tre mesi. Tra i dati raccolti ci sono anche gli hashtag più usati su Twitter e poi come i brand riescono ad entrare in contatto con i Millennials, la fascia di età più corposa tra coloro che sono abituati a seguire le vicende delle squadre del cuore direttamente dal loro smartphone.

    calcio social media talkwalker tok.tv

    Cominciamo col dire che è proprio il Real Madrid uno dei club più seguiti sui Social Media, specialmente su Twitter dove ha un seguito di oltre 24,5 milioni di follower, con una crescita dell’11,5% nel secondo trimestre del 2017. C’è da notare, da questo punto di vista, che il tasso di crescita tra l’ultimo trimestre del 2016 e il secondo del 2017 lo fa registrare la Juventus con 21,1%, seguita dal Manchester United con il 20%. E in fatto di coinvolgimento, l’engagement, il Real Madrid si dimostra ancora leader con 8,72 milioni di persone coinvolte su una reach di 36,05 miliardi. Dopo il club spagnolo, molto coinvolgente risulta il Manchester United con 7,56 milioni di persone coinvolte su una reach di 26,6 miliardi. La Juventus è la prima squadra italiana con 2,7 milioni di persone coinvolte su una reach di 19,7 miliardi.

    Tra i temi più discussi in questo periodo, nei primi sei mesi del 2017, troviamo due hashtag classici delle rivali spagnole – #HalaMadrid e #ForçaBarça – tra i più usati, mentre per Juve trionfa #ItsTime rispetto al tradizionale #finoallafine. Interessante anche il peso di #MUFC: Il Manchester United, infatti, pur non vincendo la Premier League, mantiene salda la sua posizione in termini di top engaging team della lega inglese.

    Questo il tweet più condiviso nei primi sei mesi dell’anno ed è, ovviamente il tweet che celebra la dodicesima Champions League vinta dal Real Madrid lo scorso 3 giugno a Cardif:

    Su Facebook, dalle 40 statistiche contenute nel report, vediamo che le prime 4 fan page al mondo sono quella di Cristiano Ronaldo, Real Madrid CF, Shakira (che è sposata con Piquè del Barcelloba) e FC Barcelona. Su questa piattaforma le dinamiche sono molto diverse da quelle di Twitter ad esempio. Sulla piattaforma di Zuckerberg gli utenti cercano più informazioni e sono più interessati a quello che i calciatori fanno fuori dal campo. Non è un caso, come avrete già notato, che la pagina di Cristiano Ronaldo sia più seguita della pagina del suo club di appartenenza. Ma anche su Facebook il Real Madrid si conferma il numero 1. Il club dei “merengues” è quello che cresce di più negli ultimi 6 mesi per numero di fans (+11,4%) superando il Barcellona, e si conferma primo club anche per quanto riguarda il coinvolgimento.

    Lione Messi e Cristiano Ronaldo sono, indiscutibilmente, le vere star sui social media, i più citati in assoluto. E, come visto prima su Twitter, anche su Facebook il post sulla finale di Champions League vinta a Cardiff lo scorso 3 giugno è quello più condiviso, con oltre 1,4 milioni di like.

    https://www.facebook.com/RealMadrid/photos/a.74265819952.19583.19034719952/10151287434429953/?type=3&theater

    Su Instagram la ricerca ha evidenziato caratteristiche interessanti, già note ma comunque importanti rilevarle anche in un contesto come questo. E cioè che, nonostante  la frequenza di pubblicazione di contenuti sia minore rispetto a Facebook e a Twitter, il livello di engagement ottenuto invece è molto più alto. Questo lo si spiega per il fatto che non c’è nulla di più “emozionante di uno scatto ben studiato che immortala i campioni della propria squadra nei momenti più importanti della stagione”. In termini di crescita di nuovi followers in questi primi sei mesi del 2017 il Real Madrid è quello che cresce di più (+18,9%), anche se è il Barcellona il club più seguito. I blaugrana sono anche i più bravi in termini di coinvolgimento (252,22 milioni) e reach (16,17 miliardi).

    Insomma, i due club spagnoli sono quelli che meglio di altri altri riescono ad usare questi strumenti, riuscendo a sviluppare un grande livello di coinvolgimento da un grande seguito. Cosa che, invece, non è riuscita al Paris SG, ad esempio, un esempio di come grande seguito non sia sinonimo, come spesso si tende a pensare, di coinvolgimento. Per quello ci vuole una strategia, un livello di cura adeguato, altrimenti i risultati non arriveranno mai.

    Questo è un breve resoconto di questo interessante report che vi invitiamo a scaricare e a consultare, questo il link, all’interno troverete ancora altri dati molto interessanti, utili a capire come i club di calcio usano i Social Media. E, ovviamente, fateci sapere cosa ne pensate.

    infografica calcio social media talkwalker tok.tv franzrusso.it 2017

     

  • Il caso Moncler a Report e l’effetto sui Social Media

    Il caso Moncler a Report e l’effetto sui Social Media

    La puntata di ieri di Report ha sollevato un vero e proprio vespaio di polemiche prendendo di mira questa volta Moncler, il brand italiano famoso nel mondo per la produzione di piumini d’oca di lusso. La vicenda ha avuto un effetto immediato sui social media e anche in borsa. Abbiamo voluto verificare l’effetto proprio sui social media con qualche dato

    Ancora una volta una puntata di Report riesce a sollevare un vespaio di polemiche roventi con un effetto immediato su due fronti. La puntata di ieri dal titolo emblematico “Siamo tutti oche” con cui la trasmissione della Gabanelli ha preso di mira Moncler, il brand italiano noto nel mondo per la produzione di piumini d’oca di lusso, indagando e scoprendo il modo in cui l’azienda si approvvigiona delle piume. In sostanza, l’azienda delocalizzerebbe la produzione usando piume di qualità non eccellente. L’aspetto che più ha colpito coloro che hanno seguito la trasmissione è che l’estrazione delle piume avviene quando l’animale è vivo. Per non parlare poi del costo che avrebbe un piumino prodotto per Moncler, ben al di sotto del prezzo abituale.

    Su questo vi invito a leggere il bel resoconto che fa Riccardo Esposito sul tema e le considerazioni di Rudy Bandiera che evidenzia qualche ombra nella stessa indagine di Report. La vicenda ha di certo prodotto due effetti immediati o quasi. Il primo, evidente e per certi versi inevitabile, l’effetto sui Social Media, immediato, con una presa d’assalto dei canali sui cui il brand Moncler è presente, specie la fanpage su Facebook. Già poco prima della mezzanotte sulla bacheca della fanpage di Moncler fioccavano commenti da parte degli utenti, come potete vedere nello screenshot rilevato 10 minuti prima della mezzanotte

    Moncler-FB

    e il tutto è continuato nella giornata di oggi. L’hashtag #Moncler è stabile tra le prime posizioni in trending topics su Twitter. Altro effetto è stato il calo in borsa del titolo “MONC” perdendo il 4,9%. Un effetto che molti non credevano essere possibile, per il fatto che spesso questo tipo di notizie non influiscono particolarmente sull’azienda e sul suo business. E invece in quest caso accade il contrario. Stamattina sulla homepage del sito ufficiale si vedeva questa scritta

    report_moncler

     

    un modo inusuale di rispondere ad una polemica così forte. E invece oggi pomeriggio, forse perchè si è realizzato il tonfo in borsa, Moncler dirama un comunicato ufficiale nel quale mette in chiaro la sua posizione dando “mandato ai propri legali di tutelarsi in tutte le sedi opportune“. La vicenda a quanto pare continuerà ancora per molto. Ma fino al comunicato l’azienda ha dato dimostrazione di chiusura al confronto, mentre invece sarebbe stato meglio agire subito, con una comunicazione che quanto meno contenesse un minimo di spiegazione. Ora, può darsi che Report non sia il solo responsabile del tonfo (pare ci sia alla base anche un outlook negativo sul titolo) ma di certo ha avuto un peso, questo è sicuro.

    Ora fatta questa doverosa premessa, abbiamo voluto indagare, come spesso facciamo in questi casi, sul reale impatto della vicenda sui social media, Twitter in particolare. E con l’aiuto prezioso di Talkwalker abbiamo seguito l’hashtag #Moncler estrapolando un po’ di risultati interessanti. Certo, l’analisi può essere riduttiva, ma quanto meno ci offre uno spaccato misurabile di tutta questa vicenda che, ricordiamolo, non nasce direttamente sui social media (come il caso Barilla ad esempio) ma che sui social media si sviluppa per gran parte sotto forma di proteste da parte degli utenti e dei clienti stessi di Moncler.

    L’hashtag ha raccolto (fino a questo momento) 12.200 risultati così distribuiti: 11.485 tweet (94,4%); 586 contenuti su Instagram (4,8%); 44 notizie (0,4%) ; 21 risultati su flickr (0.2%); 20 risultati su Facebook (0.2%) ; 14 post su Blog (0,1%).

    moncler time

    UPDATE 04/11

    Un aggiornamento sul totale dei risultati rilevati da domenica 2  novembre ad oggi. Ieri ne avevamo rilevati 12.200, oggi (in questo momento) sono 22.200 con questa distribuzione:

    Twitter: 20.874

    Instagram: 1.074

    Notizie: 74

    Facebook: 56

    Flickr: 55

    Blog: 42

    moncler timeline 0411

    Come potete vedere il fenomeno ha avuto due picchi: il primo ieri alle 22 con 1.268 risultati, il secondo oggi alle 14 con 1.413 risultati.

    Diamo adesso un’occhiata alla performance dell’hashtag #Moncler. Come dicevano prima, il buzz che si è scatenato è misurabile in 14.700 risultati, coinvolgendo 12.200 utenti, il punto più alto si è toccato stamattina alle 8

    moncler buzz

    La Reach è di 124,1 milioni, quindi molto alta. è bene su questo punto, spesso molto discusso, fare una precisazione. Il dato non è altro che la somma delle reach raggiunte dalla chiave di ricerca, quello più alto in questo caso è alle 22 e alle 23 di ieri con una reach di, entrambi, 14,3 milioni; altro segmenti alto lo si è avuto oggi alle 12 con 14,28 milioni e poi alle 17 con 11,8 milioni. La somma di tutti i segmenti raccolti nelle ultime ore, praticamente dall’inizio della trasmissione fino a questo momento

    moncler reach

    UPDATE 04/11

    Aumenta di conseguenza anche la Reach che oggi è di 210,8 milioni con un nuovo picco ottenuto oggi alle ore 12 di 20,2 milioni

    moncler reach 0411

    Ora guardiamo gli influencer secondo l’hashtag #moncler, ossia gli account che meglio hanno saputo attrarre l’attenzione degli utenti raccontando cosa stava, e cosa sta ancora, succedendo. In basso una classifica totale (con tutte le fonti di contenuto) stilata per Reach:

    moncler influencer totali

    Questa invece una classifica per engagement

    moncler influencer engagement

    Questa individua i Blog per engagement

    moncler influencer blog engagement

    Infine, questa individua gli account Twitter più coinvolgenti

    moncler influencer twitter engagement

    Questo è poi il sentiment generato dalla vicenda:

    moncler sentiment

    Il 59% è neutro, il 25,8% negativo e il 15,4% positivo. Ci si aspettava forse un dato negativo più pesante.

    Questo un po’ tutto il racconto dei risultati che siamo riusciti ad estrapolare. E’ una vicenda che farà ancora discutere e questi stessi risultati potrebbero subire qualche variazione anche se il picco delle conversazioni è tutto contenuto in questa breve analisi.

    Adesso, come sempre, attendiamo le vostre opinioni a riguardo e raccontateci anche cosa ne pensate della reazione di Moncler.

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  • Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Chi compra moda online è un consumatore evoluto [Infografica]

    Sono donne, giovani, in quattro casi su dieci provengono dal Sud o dalle Isole. Ecco gli utenti che comprano di più e più spesso: in diversi casi acquistano in un anno più di 20 prodotti all’anno e negli ultimi tre mesi. Si aggiornano sui social network e amano condividere i propri look. Sono i risultati dell’ultimo approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 realizzato da ContactLab

    Se è vero che non vi sono grandi differenze di genere tra chi in Italia fa acquisti online, è vero anche che lo shopping ‘modaiolo’ è ancora una pratica ad appannaggio femminile: tra gli acquirenti online di abbigliamento e calzature che hanno comprato più di sei prodotti nell’ultimo anno sette su dieci sono donne. Ma dove abitano e quanti anni hanno questi fashion addicted digitali? Due su cinque vivono al Sud e nelle Isole e più della metà ha meno di 35 anni.

    Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dalla ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download gratuito su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento inedito a cura di ContactLab, estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e condotto sull’analisi dei comportamenti dei rispondenti che hanno acquistato online nell’ultimo anno almeno un prodotto di abbigliamento e calzature.

    E-commerce-e-moda-ContactLab

    Tra gli acquirenti del settore fashion si distinguono soprattutto coloro che in un anno acquistano online più di sei prodotti di questa categoria, arrivando in molti casi a superare i 20: è con loro che ContactLab traccia il profilo tipo dei ‘fashion addicted digitali’.

    Sono utenti la cui frequenza di acquisto è significativamente più alta rispetto a quella del totale degli utenti Internet italiani intervistati nell’indagine: uno su tre, infatti, ha acquistato online negli ultimi tre mesi più di 5 volte, mentre la metà degli utenti internet nel complesso dichiara di non avere acquistato online più di una volta nello stesso periodo di tempo.  Insomma, chi acquista dai siti e-commerce dedicati alla moda, acquista di più e più spesso.

    “Poter osservare così da vicino un determinato target di utenti, in questo caso gli acquirenti online di abbigliamento e calzature, permette alle aziende del settore di comprendere meglio le abitudini e i comportamenti dei propri utenti – dichiara Emanuela Del Forno, marketing manager di ContactLab. I dettagli della fotografia scattata offrono infatti spunti utili per elaborare strategie di comunicazione e vendita in linea con le aspettative e le esigenze della propria customer base. Questa tipologia di approfondimenti fa parte di un sistema di servizi a valore aggiunto che ContactLab grazie alle sue competenze specifiche mette a disposizione di aziende e brand che vogliono approfondire il proprio mercato di riferimento”

    Il ‘profilo tipo’ del fashion addicted digitale

    L’acquirente fashion più assiduo ha un’età piuttosto giovane – concentrata tra i 25 e i 44 anni, è donna in sette casi su dieci e nel 42% dei casi risiede al Sud o nelle Isole. Questo è molto interessante poiché dimostra come – almeno in questo comparto merceologico – l’acquisto online è una pratica consolidata in queste regioni, contrariamente al ‘ritardo digitale’ che spesso viene imputato a questi territori.

    Prendendo in considerazione la frequenza di acquisto, vi è un numero decisamente alto di ‘fashion addicted digitali’82% contro il 68% del totale degli acquirenti online monitorati dall’ECBR12- che hanno effettuato almeno un acquisto online negli ultimi tre mesi indipendentemente dalla categoria merceologica. Parliamo quindi di utenti che hanno un’alta frequenza di spesa e che, come per l’intero universo degli acquirenti online, comprano in rete già da anni usando l’e-commerce come una modalità di acquisto alla pari con i canali tradizionali.

    Sono high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€. Il dato acquisisce ancor più valore se consideriamo che il 27% di questi fashion addicted digitali ha meno di 25 anni e che nel tracciare il loro profilo la loro età non supera – in nove casi su dieci- i 44 anni. Un dato tanto caratterizzante quanto lo è la loro spesa media annua online, che si aggira sugli 850€, prevedibilmente più alta rispetto a quella dell’utente Internet Italiano (circa 650€).

    Inoltre questi acquirenti sono utenti internet più evoluti, come dimostra l’uso più consistente che fanno dei dispositivi mobili: due su cinque infatti si informano o acquistano da mobile, contro una media di tre utenti su dieci a livello nazionale. Un altro fattore degno di nota è l’utilizzo più massiccio che questi utenti fanno dei metacomparatori.

    Un target mattiniero, che fa acquisti responsabili

    In generale gli high spender del fashion, così come tutti gli altri utenti Internet italiani che hanno effettuato acquisti online, in un caso su due non hanno preferenze sull’orario di acquisto. Se però consideriamo solo gli utenti che esprimono una preferenza netta, invece di dichiarare di acquistare online indifferentemente nel corso della giornata, li scopriamo mattinieri: uno su quattro solitamente acquista prodotti di moda mentre fa colazione, mentre si reca in ufficio o comunque prima della pausa pranzo.

    Molto importante come sempre risulta essere la disponibilità del metodo di pagamento preferito sul sito prescelto per l’acquisto: per quasi nove acquirenti fashion su dieci incide sulla decisione di acquistare online.

    Tra questi utenti vi è inoltre una propensione maggiore al pagamento tramite PayPal – oltre alle carte di credito prepagate, ormai uno dei mezzi preferiti da buona parte di tutti gli acquirenti online – il che evidenzia non solo l’esigenza di un metodo più comodo interamente online, ma anche una maggiore attenzione alla privacy e alla garanzia nell’acquisto.

    Compro, mi vesto, condivido

    Infine questa parte di acquirenti forti ama condividere sui social network la propria esperienza d’acquisto: in un caso su tre scrivono recensioni e commenti sui social network, ma soprattutto amano diventare follower del brand raccontando le proprie esperienze e, nel caso dell’abbigliamento, condividendo talvolta anche i propri look.

    “Un dato molto importante per le aziende del comparto – conclude Del Forno –che possono trovare nel canale social una strada privilegiata per ottenere la fiducia dei propri consumatori e promuoverli ad ambasciatori del brand. In particolare, una strategia integrata che sfrutti le potenzialità dei diversi canali per fidelizzare e valorizzare il rapporto coi propri utenti è infatti la direzione che le aziende del settore devono seguire se vogliono fare la differenza”

    E-commerce-e-moda-ContactLab-Infografica

  • E Pinterest diventa la quarta fonte di traffico del Web

    E Pinterest diventa la quarta fonte di traffico del Web

    Dopo aver visto che nel mese di Giugno Pinterest ha superato Twitter per quanto riguarda il traffico referral, sempre da Shareaholic un nuovo rapporto illustra che Pinterest nel mese di agosto batte anche Yahoo! per quanto riguarda il traffico organico. In poche parole, diventa la quarta fonte di traffico

    Crescita-pinterestCome ben sapete l’argomento Pinterest ci interessa molto e colgo l’occasione per ringraziare gli amici di Pinterestitaly per la bella intervista pubblicata ieri proprio su questo argomento. Pinterest continua la sua crescita e forse il fenomeno sarà ancora più evidente dopo avere reso libere le iscrizioni, senza più inviti, e dopo avere rilasciato la tanto desiderata app anche per Android. Avevamo visto che Shareaholic attraverso un suo report segnalava che Pinterest superava anche Twitter per quanto riguarda il traffico referral e qualche giorno fa, sempre da Shareaholic, con un nuovo report, apprendiamo che Pinterest diventa la quarta fonte di traffico del web. Un dato non da poco visto che supera addirittura Yahoo!. (altro…)

  • Pinterest batte Twitter anche a Giugno 2012

    Pinterest batte Twitter anche a Giugno 2012

    Secondo quanto diffuso ieri da Shareaholic, Pinterest nel mese di giugno batte ancora Twitter per il traffico referral, aumentando la percentuale di traffico fino al 1,19% contro lo 0,92% di Twitter. Google è leader indiscusso con il 46,8%, mentre Facebook arriva al 5,65%. Il fenomeno Pinterest è tutt’altro che superato

    Traffic-sources-report-1.12-6.12-ShareaholicPiù volte ci siamo occupati del fenomeno Pinterest e continueremo a farlo, in quanto crediamo che ci sia ancora tanto da scoprire. Ormai conosciamo bene come funziona, ma quello che risulta davvero interessante è anche i numeri che riesce a macinare. Già a gennaio, periodo in cui si è fatto conoscere veramente al grande pubblico della rete, Italia compresa, Pinterest si scopre un fenomeno già in forte ascesa capace di portare traffico anche più di Google Plus, ma anche di LinkedIn e di Youtube. A Febbraio succede che riesce a portare traffico anche più di Twitter ed è in quel momento che Pinterest conosce il massimo della sua ascesa, e sempre nello stesso periodo si scopre che gli utenti trascorrevano sul sito già la bella media a visita di 89 minuti, erano appena tre minuti per Google Plus. Ma ieri Shareaholic ha diffuso dei dati interessanti che confermano ancora una volta la forza di Pinterest. Sulla base di un traffico generato da 200 mila pubblishers che raggiunge 270 milioni di persone ogni mese, Pinterest genera un traffico referral pari al 1,19% e Twitter allo 0,92%. (altro…)

  • Gli Italiani e l’e-commerce [Infografica]

    Gli Italiani e l’e-commerce [Infografica]

    Poco più di un mese fa durante il    fu presentata la terza edizione dell’E-commerce  Report, nato dalla collaborazione tra  e Netcomm. Oggi, attraverso un’infografica, ContactLab propone contenuti inediti del rapporto che sottolineano la crescente tendenza degli italiani a fare acquisti online

    tablet--ecommerceDella terza edizione dell’E-commerce Consumer Behaviour, realizzato in collaborazione tra ContactLab e Netcomm, ne avevamo già parlato in occasione della presentazione al Netcomm E-commerce Forum del mese scorso. Lo studio evidenziava la tendenza degli italiani di fare acquisti online come ormai consolidata. Un utente su quattro, tra chi dichiara di avere acquistato online negli ultimi tre mesi, lo ha fatto più di cinque volte. Oggi vi parliamo di questa nuova infografica che ContactLab ha predisposto con contenuti inediti dello stesso rapporto che ha visto la partecipazione di 25 mila utenti come rappresentanti dell’intera popolazione Internet in Italia, il 25% dei quali ha un’età compresa tra i 15-24 anni. (altro…)

  • Non Profit Report 2012, la gente si informa ed effettua donazioni anche online [Infografica]

    Non Profit Report 2012, la gente si informa ed effettua donazioni anche online [Infografica]

    La seconda edizione del Non Profit Report, realizzato da ContactLab in collaborazione con VITA Consulting, indaga anche quest’anno le abitudini degli utenti internet fedeli al terzo settore: più di 32.000 le risposte inviate che fotografano una situazione in grande movimento

    non profit report 2012Un interesse radicato nel non profit che dura da oltre 20 anni, a conferma che la fascia della popolazione più sensibile al sociale è ancora quella più matura, sopra i 45 anni; una propensione soprattutto femminile al dono, dagli SMS al 5 x mille alle donazioni regolari; un lieve calo dei donatori abituali che, seppur controbilanciato dall’aumento di quelli occasionali, apre una riflessione sulle strategie di fidelizzazione delle organizzazioni non profit. E poi ancora: il volontariato al primo posto tra i più giovani, che preferiscono donare il proprio tempo alle ONP anziché del denaro, e la continua richiesta di trasparenza sui progetti e sulla tracciabilità del dono. Sono i dati più significativi che quest’anno emergono dalla seconda edizione del Non Profit Report, l’indagine online realizzata da ContactLab, azienda specializzata in soluzioni e consulenza di digital direct marketing, in collaborazione con VITA Consulting su oltre 32.000 utenti internet fedeli al non profit. (altro…)

  • Tutti i numeri del Meeting Punto IT

    Tutti i numeri del Meeting Punto IT

    Le “Italie” digitali hanno fatto il punto: 700 accreditati e 74 relatori hanno partecipato a 38 incontri tra plenarie, laboratori, proiezioni.Durante la tre-giorni il lancio della campagna video online per il 5 per mille a favore di Emergency firmata da Altratv.tv. Il contest “Tv fai-da-web” sulle migliori web-series realizzate o da produrre ha visto trionfare la modenese Fuori TV e la milanese MacchéTV

    Meeting Punto IT - Web Tv Bologna700 partecipanti accreditati, 74 relatori a confronto con videomaker e editori digitali in 38 incontri differenti: questi i numeri registrati da Punto IT: le Italie digitali fanno il punto, il meeting nazionale delle web tv e dei media digitali locali promosso dall’osservatorio e network delle web tv italiane Altratv.tv con il sostegno di Google, Eutelsat, Telecom Italia e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Università di Bologna e Comune di Bologna. Il meeting è stato realizzato in media-partnership con Rai5, Nòva24-Sole24Ore e Unitag/l’Unità e ha visto l’humanitarian partnership di Emergency e la food-partnership di Alce Nero-MieliziaLa tre-giorni ha riunito, da mercoledì 18 a venerdì 20 aprile a Bologna dalle ore 9 alle 24, centinaia di editori digitali e videomaker che hanno riflettuto sulla TV del futuro, rappresentata oggi anche da web tv, videoblog e portali di informazione locale che informano, denunciano ciò che non va, creano un filo diretto tra cittadini e amministrazioni dialogando con la propria community. (altro…)