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  • Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Al SAS Forum Milan 2019 non è mancato l’approfondimento sull’Intelligenza Artificiale, tema che riguarda anche le assicurazioni. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai.

    Il mondo delle assicurazioni fatto di numeri e di dati ha, per certi versi, molto a che fare con l’Intelligenza Artficiale, grande tema trattato durante il SAS Forum Milan 2019. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai. “Il settore assicurativo è proprio quello dove c’è spazio per introdurre in modo ‘intelligente’ l’Intelligenza Artificiale, per sviluppare le relazioni, il proprio business, per semplificare. E’ necessario sviluppare nuove modalità per mantenere viva quella parte di relazione con il cliente dove è forte la componente umana“.

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    Hai detto che l’Intelligenza Artificiale vi ha aiutato a semplificare i processi, a migliorare la relazione con i clienti. Ma come avete gestito l’implementazione in aziende di questa tecnologia, immaginando che sia stata abbastanza impattante sull’intera organizzazione? E in questa organizzazione, qual è l’apporto umano?

    Hai detto bene, ha avuto un impatto molto forte soprattutto dal punto di vista culturale, perché oggi si parla tanto di Intelligenza Artificiale specie in toni preoccupanti. Ci si chiede spesso che l’AI rimpiazzerà il ruolo dell’uomo con una macchina, non è mai vero dal mio punto di vista. Possono però essere molto utili per migliorare le relazioni. Il mondo delle assicurazioni ha uno schema di interrelazioni abbastanza semplice e standardizzate. Faccio un esempio per ottenere un preventivo servono delle informazioni catalogate, standard, ecco in questo caso l’Intelligenza Artificiale ha un impatto molto forte, basti pensare alle chatbot che, alla fine, pongono al cliente delle domande abbastanza semplici. Quindi l’impiego di Intelligenza Artificiale in questa parte del processo rende sicuramente più agevole e snella la relazione con il cliente.

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    Giacomo Lovati – UnipolSai

    Poi è chiaro, nel caso della gestione di un sinistro tutto diventa un po’ più complesso e niente e nulla potrà sostituire l’empatia e il ruolo di un liquidatore per la capacità di apprendere a fondo la dinamica di un sinistro. E quindi, c’è grande spazio per semplificare alcune fasi del processo, salvo restando il ruolo dell’essere umano laddove serve capire meglio le dinamiche. Paradossalmente, un cliente che non ha mai un sinistro non entra mai in contatto con la sua compagnia assicurativa. Paga tutti gli anni la sua polizza “per l’eventualità di”, ma quando ha il sinistro è lì che si vede totalmente il servizio. Quindi, attraverso l’Intelligenza Artificiale gestiamo le fasi iniziali del processo e l’essere umano entra nel processo quando c’è un problema. Le compagnie assicurative devono spostarsi sempre di più verso il concetto di risolutore di problemi piuttosto che essere individuate come semplici bancomat.

    In questa costruzione di processi con tecnologia AI, qual è il ruolo di SAS Italy?

    Come dicevamo prima, il mondo delle assicurazioni è fatto di numeri, di statistiche: 10 milioni di clienti auto, 16 milioni di clienti nel complesso. La costruzione stessa del prodotto assicurativo si fa con i numeri e la statistica, è ovvio che aziende come SAS Italy, leader mondiale della data analytics possono essere dei partner ideali per lo sviluppo del nostro business. Da qualche anno si parla insistentemente di Big Data, in realtà sono 50 anni che le compagnie assicurative hanno a che fare con i dati, posso dire che proprio gli assicuratori hanno inventato i Big Data 50 anni fa.

    Da qui a 10/15 anni come vedi il mondo delle assicurazioni? Sempre più automatizzato con all’interno una componente “umana”?

    Sicuramente ci sarà più automatizzazione, ci sarà una evoluzione del mondo assicurativo. E, in questo contesto, l’assicurazione legata al mondo dell’auto la farà da padrone, sarà ancora per lungo tempo il business principale delle compagnie. Ma assisteremo ad un cambiamento radicale del concetto di mobilità, pendo a quando adolescente io che possedere un motorino era la cosa più importante. Adesso, ai giovani di oggi, possedere un veicolo interessa veramente poco, perché ci sono altri modelli di mobilità che non passano più dal possesso, ma dall’utilizzo del mezzo stesso. Quindi ci saranno sempre meno macchine da assicurare. L’assicuratore deve pensare a questo.

    Noi come Unipol siamo già entrati nell’ecosistema della mobilità, perché presidiare questo settore significa quindi poterla assicurare, e parliamo quindi del mondo car-sharing, del noleggio a lungo termine, transazioni di autovetture usate, i pagamenti in mobilità. Sono tutti elementi che appartengono al mondo della mobilità su cui stiamo portando i nostri valori di fiducia e affidabilità. Oggi l’assicurazione di evolve, è stato questo il tema al centro della presentazione del nostro piano industriale, “Mission Evolve, ad indicare proprio questo nostro percorso che si sviluppa su tre unti essenziali: mobilità; salute/welfare, ancora poco presidiato; e IoT che comprende anche il tema dell’Intelligenza Artificiale, la domotica. Questo i temi che faranno parte del nostro futuro.

  • L’Intelligenza Artificiale è necessaria per elaborare i dati, anche nello Sport

    L’Intelligenza Artificiale è necessaria per elaborare i dati, anche nello Sport

    SAS Forum Milan si conferma un appuntamento tra i più interessanti in Italia per quanto riguarda l’Innovazione e la Tecnologia. Il tema di questa edizione era il rapporto tra Uomo e Macchina, un rapporto che sta prendendo diverse forme grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning. Ma alla base di tutto, serve una modellazione matematica come ci dicono Adriano Bacconi e Ottavio Crivaro.

    SAS Forum Milan si conferma un appuntamento tra i più interessanti in Italia per quanto riguarda l’Innovazione e la Tecnologia. Il tema di questa edizione era il rapporto tra Uomo e Macchina, un rapporto che sta prendendo diverse forme grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning. E quello che oggi ci sembra “straordinario”, in realtà non sarà altro che l’”ordinario” in un futuro non proprio lontanissimo. Un futuro davvero vicino e sul palco centrale della sala plenaria del MiCo di Milano lo abbiamo visto scorrere con tante applicazioni concrete. Lo straordinario che alimenta tecnologie ed innovazioni “possibili”.

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    L’intelligenza Artificiale sarà sempre più parte delle nostre vite, ma, come ha giustamente ricordato Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italy, “oggi tutti ne parlano, ma nessuno sa come farla davvero”. E per vedere degli esempi concreti, e di successo, di AI (Artificial Intelligence) bisognava essere infatti al SAS Forum Milan 2018. Un aspetto che ha tenuto a sottolineare Marco Icardi è che, a differenza di quello che si è portati (erroneamente) a credere, l’Intelligenza Artificiale non porterà nuova disoccupazione, ma, anzi, farà emergere nuove competenze che faranno nascere nuove figure professionali. E’ un cambiamento, una trasformazione che porterà nuovi e diversi benefici.

    Sullo sfondo, come ha sottolineato il professor Marco Zorzi dell’Università di Padova, il Machine Learning oggi è più maturo e lo sarà sempre di più. Di conseguenza, non si parla di una sfida tra Uomo e Macchina, ma di Collaborazione, perchè l’Intelligenza Umana sarà sempre necessaria per interpretare i risultati.

    SAS Forum Milan è stata l’occasione per ascoltare in Italia Hannah Fry, matematica inglese famosa per il suo studio sulle relazioni e il dating e anche per la formula matematica che regola le relazioni. La Fry, in sostanza, ci ha dimostrato chiaramente che un modello di Intelligenza Artificiale basato su Machine Learning ha bisogno, alla base, di un modello matematico. Non serve generare solo un algoritmo per rilevare i dati, serve un modello ampio che dia una visione ampia di risultati. Un approccio che la Fry ha dimostrato e raccontato, illuminando la platea del MiCo con oltre 2 mila partecipanti tra manager, esperti e imprenditori.

    E’ stata l’occasione per ascoltare Bibop G. Gresta, chairman di Hyperloop Transportation Technologies, la società che sta lavorando su un sistema di trasporto Hyperloop che si basa su un’idea di Elon Musk (fondatore della Tesla) del 2013. Gresta, in un modo assolutamente coinvolgente, ha spiegato al SAS Forum Milan come oggi i trasporti siano una grande perdita di tempo, non sostenibili dal punto di vista economico e dal punto di vista ambientale. La capsula, quello che è alla base del progetto e che presto diventerà realtà, viaggerà ad oltre 1.200 Km/h (Milano-Roma in mezz’ora!) con massimo 40 passeggeri.

    Ma quello che ci ha incuriosito molto è stato l’intervento di Adriano Bacconi, allenatore ed esperto di match analysis, e Ottavio Crivaro, fondatore di Moxoff, che hanno portato la loro piattaforma che si serve proprio dell’Intelligenza Artificiale per fare in modo che gli allenatori delle squadre di calcio possano ottimizzare le proprie strategie di gioco.

    Adriano Bacconi è stato uno dei primi a portare il concetto della match analysis in Italia, ha cominciato a “dare i numeri” con Massimo Caputi all’epoca di Telemontecarlo (TMC, diventata poi La7), fino ad arrivare alla “Domenica Sportiva” sulla Rai, portando l’analisi delle partire e i dati relativi agli spostamenti dei giocatori a conoscenza del grande pubblico. Tante poi le collaborazioni con i club di serie A e di serie B (l’ultima proprio con il Palermo). Dati che, estrapolati e gestiti in maniera corretta, possono essere fondamentali per migliorare la strategia di gioco.

    Oggi non serve più caricare gli allenatori e i loro collaboratori di dati e numeri che in realtà dicono poco, serve invece elaborare una strategia di analisi in modo da ottenere informazioni più specifiche da quei numeri. Quello che interessa oggi all’allenatore non è solo in numero dei passaggi fatti, dei cross, dei tiri in porta, ma del perchè in quel momento il giocatore non ha passato la palla in una direzione specifica, del perchè non ha compiuto quell’azione che avrebbe aiutato di più la squadra. Ecco, è questo l’elemento nuovo che cerchiamo di trasmettere agli allenatori e ce ne sono tanti, soprattutto, i nuovi, quelli emergenti che hanno se non altro una mentalità più aperta, riescono a cogliere il senso di una strategia di elaborazione come questa. Parlo di allenatori giovani, come De Zerbi tanto per fare un nome, che hanno capito che l’ammasso dei dati come si faceva 20 anni fa, oggi non serve più. Hanno una mentalità analitica, forse non hanno gli strumenti, hanno la curiosità, l’apertura mentale“.

    Esiste poi un problema decisionale, come sottolinea Ottavio Crivaro, “perchè poi tutta la metodologia e le decisioni vengono prese dall’allenatore, in Premier League invece c’è una organizzazione delle società diversa, con persone che si occupano della match analysis. E’ un approccio culturale diverso. Provate a pensare alla pallavolo, sport fatto di dati, le grandi squadre non sanno dove risiedono i propri dati ad esempio”.

    C’è da dire” – afferma Bacconi – “che oggi anche in Italia i grandi club stanno cominciando a lavorare con un’impostazione diversa, pensiamo alla Juventus ma anche all’Inter. Ma poi tutto parte dagli allenatori. Di nuovo, De Zerbi, come anche Nicola, pur con idee di gioco differenti, hanno compreso le opportunità di questo sistema che gli permette di codificare certi comportamento dei propri giocatori e di impostare una certa strategia. Perchè poi quello che interessa, come dicevamo prima, è perchè il giocatore non ha passato in quel momento, oppure se un giocatore perde la palla perchè gli altri non la recuperano. In questo modo ogni allenatore crea il suo modello, ci mette la sua filosofia di gioco“.

    L’aspetto più interessante è proprio l’elaborazione della piattaforma che si muove, appunto su un principio diverso. “Bisogna andare oltre la misura del dato” – sottolinea Crivaro – “si deve passare ad una logica di estrapolare, da una enorme mole di dati, delle risposte. Esiste, come già detto, un approccio culturale che deve fare la differenza. E’ fondamentale comunque focalizzarsi sul fatto che oggi si parla di Intelligenza Artificiale, ma parliamo di integrazione tra una modellazione matematica e algoritmi di Machine Learning. Non è un sofismo, ma è un aspetto fondamentale. Non ci si può più basare solo sui dati, gli algoritmi di Machine Learnig servono a tirar fuori informazioni dati e simulazioni. Il modello matematico ti aiuta a rappresentare quello che sarebbe stato l’atteggiamento del giocatore. Per arrivare a fare queste elaborazione ci vorrebbero tantissimi dati, al punto che non ce la si potrebbe fare, ecco che l’integrazione di un modello matematico insieme agli algoritmi di Machine Learning ti aiutano a fare questo. E’ quello che in sostanza ha dimostrato Hannah Fry nel suo intervento“.

    Ecco, questo un esempio eccellente di cosa significa oggi collaborazione tra Uomo e Macchina, collaborazione che, come dimostrato, non può prescindere oggi da una modellazione matematica.

  • SAS Forum Milan, in scena l’evoluzione del business tra Uomo e Macchina

    SAS Forum Milan, in scena l’evoluzione del business tra Uomo e Macchina

    La tredicesima edizione del SAS Forum Milan, che si terrà il prossimo 15 maggio 2018, si focalizzerà sullo “straordinario rapporto” tra uomo e macchina e sull’inarrestabile percorso dell’uomo verso nuove e continue evoluzioni data driven. Saranno presenti oltre 2 mila partecipanti che toccheranno con mano soluzioni Analytics Economy, Artificial Intelligence, Machine Learning, Customer Intelligence e IoT.

    SAS Forum Milan 2018 è ormai uno degli eventi più attesi nel panorama dell’innovazione in Italia, un evento che è rivolto al mondo del business ma anche al mondo due privati, per la sua capacità di raccontare le tendenze in atto attraverso esempi pratici e concreti. Martedì 15 maggio 2018 più di 2000 partecipanti, tra esperti, manager e imprenditori, si confronteranno su come integrare la forza del pensiero umano ai sistemi intelligenti e creare una performance sempre più collaborativa e orientata all’innovazione. Temi principali di questa edizione saranno Analytics Economy, Artificial Intelligence, Machine Learning, Customer Intelligence e IoT. Tematiche al centro di una straordinaria evoluzione che sta cambiando la nostra vita sia in ambito business sia nel privato.

    Il concetto di straordinario oggi ci accompagna quotidianamente in un diverso modo di guardare la realtà e, soprattutto, di poter pensare il futuro. Un futuro dove la tecnologia riduce sempre di più il tempo in cui la ‘visione’ diventa realtà, in cui l‘immaginazione si fa esperienza. Inspire The Extraordinary, tema principale di SAS Forum Milan 2018, diventa quindi l’approccio con cui dobbiamo guardare al domani.

    sas forum milan 2018

    Nella sessione plenaria verrà raccontata la straordinaria relazione ed empowerment possibile tra uomo e macchina. Grazie a ospiti, thought leader e speaker internazionali i partecipanti saranno accompagnati in un percorso progressivo, dal pensiero alla realizzazione, passando attraverso gli step necessari di qualunque innovazione: pensiero, visione e azione.

    Tra gli speaker, Hannah Fry, matematica inglese famosa per il suo studio sulle relazioni e il dating; Bibop G. Gresta, chairman di Hyperloop Transportation Technologies, la società che sta lavorando su un sistema di trasporto Hyperloop che si basa su un’idea di Elon Musk (fondatore della Tesla) del 2013; Adriano Bacconi, noto al mondo del calcio per le sue analisi delle partite basate sui dati; Ottavio Crivaro, Fondatore e Amministratore di Moxoff; Enzo Grossi, Consulente scientifico di Bracco Imaging e direttore scientifico presso l’istituto Villa Santa Maria; Stefano Mainetti, CEO Incubatore d’Impresa POLIHUB; Simone Puksic, Presidente Insiel e Assinter Italia; Marco Zorzi, presso il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova. E poi ancora Emanuela Sferco, Regional Marketing Director SAS, e Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italy.

    speaker sas forum milan 2018

    Nel pomeriggio i partecipanti potranno assistere alle numerose sessioni parallele di SAS Forum Milan, quest’anno ancora più ricche, che affronteranno i temi più caldi del momento: dall’Advanced Analytics alla Customer Experience, dall’Artificial Intelligence al GDPR. Tutte le sessioni di SAS Forum Milan 2018 hanno un comune denominatore: il dato e la sua analisi che restituiscono in ogni ambito risultati e azioni spesso nascoste. Nel pomeriggio quindi si vedrà come è possibile ascoltare, comunicare, comprendere e gestire un business, una relazione, un servizio partendo dai dati.

    Un’area Demo permetterà agli ospiti di toccare con mano le ultime tecnologie, come SAS Viya, SAS Platform, e confrontarsi con gli esperti sui topic più attuali nel mondo degli Advanced Analytics.

    SAS Forum Milan 2018 vuol dire anche attenzione ai giovani e al loro futuro, con diversi momenti dedicati a studenti universitari e delle superiori, come il Forma Mentis InnovACTION Award 2018, dove 30 studenti selezionati avranno l’opportunità di presentare i propri progetti innovativi legati al design, alla meccanica, all’elettronica, all’agraria, al data management e al marketing. A grande richiesta torna il Job Speed Dating per mettere in contatto i professionisti di domani con le imprese.

    Trovate tutte le informazioni per iscriversi le trovate sul sito ufficiale dell’evento e non dimenticate di seguire l’hashtag #SASForumMilan sui social per restare aggiornati. Sul sito dell’evento sarà possibile anche seguire in streaming il momento della plenaria.

  • Ecco chi è Michela Guerra di SAS Italy, tra le donne più influenti nel Digitale in Italia

    Ecco chi è Michela Guerra di SAS Italy, tra le donne più influenti nel Digitale in Italia

    L’ultima indagine di Digitalic sulle 15 donne italiane che si sono meglio distinte nel digitale in Italia, nel 2017, ha avuto meritatamente grande attenzione. E, con questa intervista, oggi vogliamo farvi conoscere Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, che ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro di squadra “senza il quale non si va da nessuna parte”.

    Una grande caratteristica della ricerca di Digitalic sulle 15 donne che meglio si distinguono nel digitale in Italia, è quella di individuare donne che di solito lavorano “dietro le quinte”, sono quelle figure che davvero fanno un gran lavoro ed è difficile emergere ed essere riconosciute come “influenti”. Il merito di Digitalic è quindi quello di proporci ogni anno donne che fanno tanto e che, meritatamente, vengono riconosciute e prese ad esempio.

    Noi oggi abbiamo la possibilità di conoscerne meglio una di queste 15 donne influenti nel digitale in Italia nel 2017. Si tratta di Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, una donna che ha il grande merito di essere riuscita a comunicare, sfruttando soprattutto i Social Media, temi non facili come i Big Data, l’Internet delle Cose, gli Analytics ed è riuscita a farli arrivare ad un pubblico più vasto. Il suo nome è collegato al SAS Forum, uno degli eventi più importanti nel mondo della tecnologia e del digitale in Italia. Ma Michela ha fatto e continua a fare tanto per riuscire a comunicare temi solitamente appartenenti al B2B sul web e sui Social Media. “E’ stata davvero una sorpresa inaspettata, non ne sapevo niente. Una cosa incredibile, molto bella”, le sue prima parole che ci ha detto.

    Allora scopriamo quale sia il segreto di Michela Guerra e di come sia riuscita ad arrivare a questo risultato.

    Michela Guerra donne influenti digitale 2017

    Intanto Michela complimenti per questo grande traguardo. E quindi cominciamo a conoscere davvero chi è Michela Guerra.

    Sono una donna di Marketing Communication, mi sono laureata in “Marketing Communication e Relazioni Pubbliche“, ho fatto dei Master. La mia anima personale e professionale è questa, amo comunicare, l’ho sempre fatto dietro le quinte, perchè così che sinceramente mi piace farlo. E ho avuto diverse esperienze nel mio percorso professionale, partito dalle agenzie, e questa, chiunque faccia il mio mestiere, sa che è una scuola importante, una scuola che mi ha visto fare cose inenarrabili durante tutto il periodo dell’Università, perchè lavoravo e studiavo, ed stato bellissimo in un periodo bellissimo in un momento in cui Milano era densissima dal punto di vista della comunicazione. Grande lavoro quindi in agenzia soprattutto nel settore del design con clienti legati al Salone del Mobile di Milano, un periodo bellissimo in cui effettivamente mi sono molto divertita. Dopo di che ho fatto un’esperienza anche nel pubblico, durante la quale ho avuto l’opportunità di seguire una startup, Sportello Stage, insieme ad un gruppo di giovani per portare in Italia la cultura dello stage che all’epoca ancora non c’era.

    A quel punto sentito proprio la necessità di vivere una realtà aziendale, volevo vivere una esperienza con una multinazionale ed è iniziata la mia storia con SAS che non è più terminata. Ti devo dire che oggi molti mi chiedono come faccia a stare lì da tanto tempo. Una domanda appropriata perchè questo è un settore molto dinamico ed è facile cambiare spesso. Io qui in SAS mi sento come nella “Leggenda del pianista sull’Oceano“, mi sento in un certo senso così, a parte che amo profondamente SAS e chi fa questo mestiere deve amare quello che comunica, altrimenti è difficile andare avanti. E’ un’azienda talmente veloce, dove tutti i trend tecnologici passano da qui, qui si fanno analytics che riguarda tutto il mondo dei Big Data, dell’Internet delle Cose, dell’Intelligenza Artificiale, tutti temi che oggi sono dei veri e propri trend. Questo per me è un luogo privilegiato, da questo punto di vista.

    E la cosa che cerco di spiegare ai miei amici che mi chiedono come mai io sia ancora lì, è che nel corso di questi anni non ho mai fatto la stessa cosa, e non ho mai avuto per lo stesso anno lo stesso team. E il team per me è di fondamentale importanza, oggi ho una squadra davvero eccezionale che va dal contenuto, alla comunicazione esterna, al digitale, al digital marketing, al social engagement veramente straordinario. Anche perchè, ed è un concetto in cui credo molto, da sola non fai niente. E a proposito di team, parlando del SAS Forum, evento importante per SAS Italy, quello è un esempio importante di sforzo collettivo, di lavoro in team, di contaminazione, di competenze. Lì c’è tutto il marketing che fa uno straordinario lavoro, di grande valore. Mi sento davvero privilegiata di far parte della famiglia SAS e di lavorare con persone che hanno una competenza pazzesca.

    Per tornare alla “Leggenda del pianista sull’Oceano“, non ho mai sentito l’esigenza di cambiare perchè mi è passato sotto gli occhi tutto il mondo, e continua a passarmi, sotto tutti i punti di vista: dalle persone che incontro, alle competenze e anche alla mia crescita professionale. Sto ancora imparando tante cose qui, perchè andarmene quando imparo.

    Michela, come si riesce a comunicare sui Social Media un’azienda come SAS, quali sono i tuoi segreti e quali sono state le tue intuizioni? Hai mai pensato di muoverti con una strategia?

    Si l’ho pensata una strategia e con il mio team la stiamo portando avanti. E qui torno con un altro mio aneddoto. Quando si è trattato di entrare ne mondo del lavoro, molti miei amici sono entrati in aziende con un brand molto forte, soprattutto in aziende appartenenti al mondo del B2C (Business to Customer). E io tutte le volte che mi trovavo con loro o con i miei familiari, ogni volta che mi chiedevano “e tu cosa fai?” rispondendo loro che lavoravo in SAS, mi dicevano “ma SAS chi? la compagnia aerea?”. Avevo il grande privilegio di lavorare all’interno di una grande azienda come è SAS, ma avevo anche la frustrazione, chiamiamola pure così, di non vedere riconosciuto tutto il lavoro che facevamo, non solo rispetto al grande pubblico, ma anche all’interno del mondo B2B (Business 2 Business), perchè comunque fare analytics dieci anni fa non era come farlo oggi. Se di intuizione di può parlare, era quello di rendere SAS, all’interno dei mercati di riferimento, in questo caso l’Italia, un brand più accessibile, più semplice, puntando tutto sul contenuto in modo da renderlo più comprensibile a tutti dandogli un grande valore. Devi sapere che all’interno di SAS esistono delle persone con una competenza scientifica-tecnologica davvero eccezionale, e quindi lo sforzo che facciamo col mio team è quello di tradurre quello che loro realizzano in un linguaggio molto semplice. Un po’ quello che fa chiunque faccia questo mestiere del resto, e noi lo facciamo tutti i giorni. Non è un’operazione facile, per la verità, il rischio, in un settore come il nostro, quello IT, è di rendere molto semplice il contenuto, se non addirittura banalizzarlo.

    E come si fa a non banalizzarlo? Come si fa a rendere un brand come SAS riconoscibile a tutti?

    Ci si riesce con la co-creazione, nel senso di mettere insieme le competenze del mio team, quindi comunicazione, social digital, insieme all’intuizione, a contenuti fortissimi, alla ricerca e sviluppo che vengono fatti all’interno di SAS. E’ stato questo il segreto, rendere davvero comprensibile quello che facciamo pur avendo la consapevolezza di parlare all’interno di un mondo che è quello del B2B.

    Un esempio in questo senso può essere il nostro recente evento, lo scorso 27 giugno (Data Driven Customer Journey) dove abbiamo chiesto a Riccardo Scandellari di venire a moderare. Avrei potuto scegliere un moderatore più blasonato, proprio tra i moderatori che esistono sulla piazza, ma abbiamo scelto Scandellari (Skande per tutti eh!) e non è stato facile far passare il suo nome come moderatore di quel tipo di evento, proprio perchè non è un moderatore “classico”, è un grande comunicatore sui social media e sul web. La sfida, che mi sento assolutamente di aver vinto, è stata quella di aver scelto di aprire un evento che poteva restare circoscritto e di aver scardinato un muro che ci ha aperto ad una quantità enorme di persone attraverso i Social Media. La domanda provocatoria che ti faccio allora è: è stato il miglior moderatore del mondo Skande? La risposta che ci possiamo dare tutti è certamente no. Ma grazie a Skande e grazie alla sua enorme capacità comunicativa siamo riusciti ad arrivare ad un numero enorme di persone. Siamo ancora lontani dall’essere riusciti a fare quello che ci prefiggiamo, cioè rendere i nostri contenuti accessibili a tutti con un grande valore, ma l’esempio che ti ho fatto è per noi di grande soddisfazione. Oggi non mi sento più dire di SAS “la compagnia aerea”, come accadeva dieci anni fa, ma mi sento dire “SAS Software?”. E questo per me è una grandissima soddisfazione. E un altro tassello in questa direzione sarà il mio intervento al prossimo “Mashable Social Media Day” dove appunto parlerò del modello di comunicazione B2B che abbiamo adottato in SAS. Anche questa è una grande soddisfazione perchè andiamo ad arricchire una letteratura B2B ancora molto esigua.

    In tutto questo, quanto ti ha aiutato il SAS Forum, che è poi l’evento tra i più importanti oggi in Italia in fatto di innovazione e tecnologia?

    Si è vero Franz, il SAS Forum è la leva che ci ha aiutato di più e qui non mi prendo assolutamente merito perchè, come ti dicevo prima, il lavoro che viene fatto su questo nostro grande evento è un eccezionale lavoro di team che coinvolge tutta SAS Italy e la mente che sta alla base di tutto è il nostro direttore marketing che è Emanuela Sferco. Il lavoro che faccio col mio team è “l’ultimo miglio”. SAS Forum è un grande evento con personalità che vengono a parlare di innovazioni, di tecnologie e di esperienze eccezionali, con imprenditori, manager che portano le loro storie e di come usano il software SAS all’interno delle loro organizzazioni. L’anima di questo evento è Emanuela Sferco. La fortuna che ho col mio team è quella di poter comunicare un evento di questa portata, di aver un contenuto di tale valore che siamo riusciti a veicolare coinvolgendo i blogger, un lavoro eccezionale di team e mi sento anche di ringraziare i colleghi di Marketing Arena, senza i quali non saremmo arrivati dove siamo arrivati. In un evento come questo mi sento di fare passare il grande lavoro di team che viene portato avanti, l’unione di tantissime competenze che arricchisce questo evento e che crea contenuto di valore da comunicare, facendo interessare tante persone.

    Ma allora Michela, qual è il tuo segreto? Come si fa ad emergere in Italia, nel 2017, tra le donne più influenti nel digitale?

    Guarda, come prima cosa ti rispondo le Relazioni, questo per me è un elemento fondamentale. Essere stata inserita in questa lista, e mi onora tantissimo, mi conferma che questo è una strada importante. Ma il lavoro fatto in questi anni sugli eventi, di comunicare con tante persone tutti i giorni, ecco che in tutto questo le Relazioni hanno portato il mio lavoro da “dietro le quinte” ad essere un lavoro di primo piano. Questo è quello che mi sento di dire. Un cambio di paradigma importante, grazie soprattutto ai social media. Nel senso che, senza comunicarlo ufficialmente, il lavoro fatto in questi anni insieme al mio team, è emerso. E’ questa la cosa straordinaria, senza che ci fosse un disegno per farla emergere. Questo è quello che ha colpito di più ne momento in cui il mio nome è comparso in quella lista. Ho poi la fortuna di lavorare in un’azienda molto aperta, la fortuna di avere un capo come Emanuela Sferco, dove l’attenzione alla persona, alla visibilità non è un problema.

    Prima mi chiedevi dell’Italia. Ecco, non credo che tutte le aziende italiane siano pronte ad un cambiamento di paradigma di questo tipo. Come sai, in un paese come il nostro le donne sono viste sempre a lavorare dietro le quinte, ma l’Italia non è pronta a questo cambiamento guardando anche al numero esiguo di donne manager. La mia fortuna è proprio quella di lavorare per SAS dove metà del management è al femminile. Ecco sarebbe bello che Digitalic potesse organizzare un momento di confronto proprio su questi temi.

    Lasciami dire che sono davvero onorata di essere stata inserita in quella lista con donne che davvero stanno facendo innovazione e davvero stanno cambiando il nostro modo di vivere. E questa lista è anche un bellissimo messaggio per i giovani.

    Ma Michela, qual è la prima cosa che hai fatto quando hai letto l’articolo di Digitalic?

    La prima cosa che ho fatto è stata di condividere questa soddisfazione con la mia famiglia, con mia figlia Lea di otto anni. E le ho spiegato tutto anche perchè mi faceva tante domande. La seconda è stata quella di correre da Valeria, la mia collaboratrice e chiederle cosa fosse successo (ride).

    Di recente si parla molto del fatto che le donne non sono incluse tra le eccellenze italiane. Se tu dovessi dare un consiglio per riuscire ad emergere come hai fatto tu, cosa le diresti?

    Ecco questa è una domanda bellissima, su cui mi interrogo tutti i giorni. Avere una figlia di otto anni oggi, oltre ad essere una grande gioia, è anche una preoccupazione, per il periodo storico che stiamo vivendo. Evidentemente c’è un retaggio culturale sulle donne in Italia, nonostante i grandi passi avanti fatti in questi anni, da punto di vista sociale e lavorativo. Ci tengo a dire però che sotto questo aspetto sono molto ottimista, mi basta guardare indietro di qualche anno per esserlo. A mia figlia direi di tenere alcune caratteristiche, che sono proprio femminili, come l’umiltà, che è diversa da quell’umiltà che ci veniva insegnata dagli anni ’70, nel senso di “non disturbare”. Direi a mia figlia di mantenere l’umiltà del cuore e che da sola non si va da nessuna parte, scrollandosi di dosso quel “non disturbare” e di vivere la sua vita, conoscendo il mondo.

  • SAS Forum Milan 2017, la digital transformation è ora

    SAS Forum Milan 2017, la digital transformation è ora

    La dodicesima edizione del SAS Forum Milan è stata all’insegna del futuro che ha come tema un fenomeno principale, la Digital Transformation. Un fenomeno, meglio, una rivoluzione non più rinviabile. All’evento era presente anche Neil Harbisson, l’uomo dotato di una Cyborg Antenna con cui riesce a “sentire” i colori.

    Il SAS Forum Milan si conferma uno degli eventi dedicati all’innovazione e alla tecnologia tra i più interessanti in Italia, e la dodicesima edizione ne è stata una nuova conferma. Più di 2.000 manager, imprenditori, esperti di settore si sono dati appuntamento per discutere, confrontarsi e apprendere i nuovi trend su quelli che sono i fenomeni che stanno alla base della rivoluzione digitale in atto. E quindi Internet delle Cose, Intelligenza Artificiale, Machine Learning, tutti fenomeni legati da un comune denominatore, ossia la conoscenza del dato e la sua analisi.

    sas forum milan italy marco icardi franzrusso.it 2017

    Marco Icardi, Regional VP e CEO di SAS Italy, ha tenuto a rimarcare il concetto che “oggi la digital transformation non è più una scelta opzionabile” ma è una necessità per le aziende che vogliono guardare al futuro ed essere competitive. Viviamo in un’era in cui la connettività tra le persone è ormai un dato di fatto, ma lo stesso sta avvenendo per quel che riguarda le cose: da qui il fenomeno dell’IoT, Internet Of Things. Un fenomeno che sta coinvolgendo ormai anche le aziende che sempre di più introducono “oggetti connessi” all’interno dei proprio processi produttivi, per raggiungere una maggiore efficienza produttiva, per una migliore manutenzione delle macchine, ma anche per migliorare i servizi. “Dove ci sono dati lì ci sono analytics, proprio perchè ogni ogni cosa è collegata“, Icardi tiene a sottolineare il fatto che oggi gli oggetti connessi sono elementi migliorativi proprio perchè producono dati che devono necessariamente essere analizzati per comprendere meglio i processi, altrimenti resterebbero solo dati “freddi” che si sommerebbero ad altri, senza alcuna informazione qualitativa.

    sas forum milan italy marco icardi franzrusso.it 2017

    Siamo di fronte ad un cambiamento epocale e l’Intelligenza Artificiale è la nuova frontiera” ha detto Icardi dal palco del SAS Forum Milan. Un’affermazione che trova conferma in una previsione di mercato che rileva che dal 2020 il 100% IoT sarà basato proprio sull’Intelligenza Artificiale. Un richiamo a questo lo ha fatto anche, lungo tutto il suo intervento, Oliver Schabenberger, EVP e CTO di SAS, che, arrivato sul palo sul suo segway, ha detto che “il Machine Learning sarà sempre di più una parte importante dell’Intelligenza Artificiale”.

    Il palco del SAS Forum Milan si è anche trasformato in una pedana da scherma con l’esibizione della campionessa Margherita Granbassi con una nuova promessa del fioretto italiano, Carlotta Ferrari di soli 13 anni. E di sicuro, visto il suo talento, ne sentiremo parlare in futuro.

    Ad affascinare il pubblico in sala è stato certamente Neil Harbisson, il primo uomo al mondo con una Cyborg Antenna che gli permette di “sentire i colori”. Harbisson, inglese naturalizzato spagnolo, dall’età di 21 anni è affetto da acromatopsia, malattia che gli impedisce di riconoscere i colori. Da quel momento la sua vita è cambiata, nel 2010 ha fondato la Cyborg Foundation per “aiutare gli umani a diventare cyborg”. L’eyeborg che gli è stato impiantato gli permette quindi di ascoltare i colori, infatti il dispositivo traduce i colori in suoni.

    sas forum milan italy neil harbisson franzrusso.it 2017

    Nel 2014 Harbisson ha tenuto un concerto a Barcellona tutto basato sul modo in cui lui riconosce i colori, insegnando ai coristi e ai musicisti il modo in cui lui ascolta i colori. Harbisson ha dimostrato come oggi la tecnologia abbia sempre più bisogno dell’uomo per essere sempre più efficiente. Ma questo è un tema che merita di essere approfondito.

  • Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Il SAS Forum Milan, l’appuntamento annuale di SAS giunto alla dodicesima edizione, è un punto di riferimento per comprendere come la tecnologia sta evolvendo. Il prossimo 11 aprile a Milano esperti internazionali, manager e imprenditori si confronteranno sui temi più innovativi in ambito advanced analytics, digital transformation e artificial intelligence.

    Il SAS Forum Milan, giunto alla dodicesima edizione, è ormai un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. E’ un appuntamento dove manager, studenti possono conoscere novità che riguardano i propri ambiti di competenza e approfondirli. L’11 aprile 2017 a Milano  ospiti, esperti internazionali e keynote speaker si confronteranno sul futuro degli analytics, sulle nuove frontiere dell’Internet of Things e sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

    sas forum milan 2017

    Industria 4.0, IoT, intelligenza artificiale, Digital Transformation sono fattori che cambiano enormemente il modo di fare impresa. Non si tratta di semplice digitalizzazione dei processi e di implementazione di nuove tecnologie, si tratta di un cambiamento radicale, che rivede anche il modo di pensare. Una trasformazione inevitabile che riguarda tutte le aziende in ogni settore. Digitalizzare i processi significa ridefinire l’esperienza dei clienti e creare nuovi modelli di business, significa anche essere più pronti al cambiamento e veloci nel prendere decisioni. Alla base di questa trasformazione ci sono i dati e la loro analisi.

    Oggi la sfida è farsi trovare pronti e prevedere possibili scenari futuri. Sapere e poter reagire velocemente sarà fondamentale per ogni impresa. L’analisi dei dati rappresenta un’importante chiave di lettura della realtà e del mercato di oggi e di domani” – afferma Marco Icardi, AD di SAS Italy e SAS Regional Vice President  – “SAS Forum Milan è dedicato a coloro che credono nell’innovazione come motore per la competitività. Contenuti di valore, demo session e best practice internazionali accompagneranno i partecipanti verso il cambiamento e verso una rivisitazione dei processi in ottica data driven”.

    Grazie al contributo di esperti, clienti, partner e Università, verranno esplorate tutte le potenzialità e gli strumenti degli analytics, in molteplici aree applicative. Dalla digitalizzazione dei processi a una customer experience sempre più personalizzata, dalla gestione del dato come elemento di differenziazione alla sua regolamentazione, dall’adeguamento alle normative in ambito rischio alla gestione delle frodi, dall’Internet of Things all’Analytics of Things.

    Un’attenzione particolare nell’edizione 2017 sarà data ai giovani. Studenti universitari, neo laureati e studenti degli istituti superiori potranno raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti aziendali e accademici e assistere a sessioni specifiche dedicate alle professioni emergenti e alle digital skill nell’industria 4.0.

    Stiamo vivendo un’era di cambiamento epocale, in cui la convergenza tra fisico e digitale è ormai compiuta. Generiamo quotidianamente un patrimonio informativo d’inestimabile valore che ora, opportunamente gestito, permetterà di avvicinare l’uomo alla comprensione totale del mondo” – afferma Emanuela Sferco, SAS Regional Marketing Director di SAS – “Oggi gli analytics guidano ogni cosa e occorrono nuovi strumenti per padroneggiare, tradurre e trasformare i dati con modalità innovative che liberino nuove forme di valore”.

    SAS Forum Milan è un appuntamento annuale di rilevanza internazionale rivolto ad aziende private ed enti pubblici, partner e mondo accademico. Riunisce ogni anno una community in continua espansione di manager e professionisti di tutti i settori di mercato, favorendo innovazione, crescita manageriale e attività di networking. Un luogo dove esperti, manager e imprenditori presentano il loro approccio vincente, le sfide da affrontare e le strade da intraprendere tra cultura analitica e innovazione tecnologica.

    Per registrarsi visitate il sito di SAS Forum Milan e, per essere sempre aggiornati, seguite l’hahstag ufficiale #SASForumMilan su Twitter. La sessione plenaria di SAS Forum Milan sarà visibile anche in streaming.