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  • Dengen Chronicles, Mangatar rilascia la prima beta pubblica

    Dengen Chronicles, Mangatar rilascia la prima beta pubblica

    Dengen Chronicles, il nuovo trading card game creato da Mangatar, inizia ufficialmente la fase di sperimentazione ludica. E’ di oggi infatti la notizia che Mangatar, la giovane startup salernitana tra le più promettenti e attive nel panorama italiano, ha rilasciato la prima beta pubblica del gioco ambientato nel mondo del manga giapponese

    Di Dengen Chronicles vi avevamo già parlato alla fine del 2012, a proposito del finanziamento ricevuto da Digital Investments SCA SICAR con dPixel a fare da advisor. Grazie a quel finanziamento Dengen Chronicles ha avuto una forte accelerazione, fino ad arrivare ad oggi. Dengen Chronicles, ideato e realizzato da Mangatar, la startup salernitana tra le più attive in Italia, è oggi un prodotto maturo che rappresenta al meglio le ambizioni e le capacità del team, già onorato del Premio Nazionale per l’Innovazione 2012. Il nuovo gioco, entrato in beta pubblica, si avvale delle ultime tecnologie web ed è un potente work in progress che garantisce continui rilasci di nuove funzionalità.

    Oggi facciamo level up! Dengen Chronicles è il gioco che avremmo voluto realizzare dal primo momento. Per Mangatar rappresenta non solo un’innovazione tecnologica, con nuove soluzioni tecniche ed un approccio più vicino al mondo mobile, ma un’evoluzione importante del nostro dna da startup. Finalmente ci presentiamo al mercato con un prodotto maturo ed in grado di competere con i principali player internazionali del settore.” dichiara il CEO Andrea Postiglione.

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    Dengen Chronicles ha un legame speciale con Mangatar Saga, che in un anno di attività ha raccolto quasi sessantamila utenti e ha permesso di raccogliere un numero notevole di feedback. Il costante dialogo con i giocatori è stato prezioso e determinante per la realizzazione del nuovo gioco, che è stato ideato con il duplice fine di soddisfare gli utenti di Mangatar Saga e di conquistarne nuovi.

    Niccolò Sanarico, associato di dPixel, esprime la sua soddisfazione in merito:

    In questi sei mesi, il team ha lavorato intensamente per realizzare la propria visione. Siamo molto orgogliosi di quello che Dengen Chronicles sta diventando – un social card game davvero completo per tutti gli amanti dei manga.”

    La completezza di Dengen Chronicles risiede nella sua specifica complessità, che colloca il gioco in una posizione originale rispetto ai competitor. Le dinamiche dei Trading Card Game si uniscono a quelle dei Role Playing Game creando interessanti peculiarità:

    • Personalizzazione. Il deck dei giocatori non viene scelto casualmente dal sistema, ma ogni singola carta può essere personalizzata nel dettaglio. Attraverso la personalizzazione i guerrieri migliorano le proprie abilità ed evolvono.
    • Strategia. A differenza dei Trading Card Game puri, Dengen Chronicles contiene una parte di strategia molto importante, tipica dei Role Playing Game. Una serie di funzionalità gestionali e strategiche sono state implementate in modo tale da rendere l’esperienza di gioco più coinvolgente e duratura.
    • Scontro. Il team di Mangatar ha ideato una modalità di scontro altamente innovativa che prevede la rappresentazione dei combattimenti sotto forma di un fumetto manga e l’archiviazione di tutti gli eventi all’interno di un albo personalizzato in una sorta di cronologia fumettistica .
    • Socialità. Altra dinamica rilevante che si inscrive nella complessità del gioco è quella social. In una prossima release verranno introdotte le “coven” e alcune modalità di scontro di gruppo che è raro vedere nei giochi di carte.

    “Con questo gioco vogliamo accontentare tanto i più fedeli utenti di Mangatar, che ritroveranno il look and feel che hanno amato nel nostro primo titolo, tanto i gamers più appassionati che scopriranno un card game non convenzionale, che riunisce elementi di strategia tipici degli RPG, possibilità di personalizzazione illimitate, senza dimenticare la dimensione social. Il tutto immerso in un contesto manga in grado di trasformare l’esperienza di gioco in un vero e proprio fumetto.” conferma Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar.

    Fabio Lalli, CEO di IQUII e advisor di Mangatar, attesta:

    Ho conosciuto i ragazzi di Mangatar tre anni fa durante un aperitivo di networking nel quale mi illustrarono il loro progetto. Quello che mi colpì di loro fu la determinazione, la preparazione del team ed il loro affiatamento. E’ difficile trovare dei progetti in cui il team sia così forte e strutturato e penso che questa sia la loro vera forza. Il progetto ha delle potenzialità enormi e si va ad inserire in un segmento di mercato in forte crescita e con un alto potenziale di business.”

    Vi invitiamo quindi a provare il gioco, ricordandovi che è gratuito e che va bene per piattaforma PC/Mac, è un browser game.

  • TechCrunch Italy 2013, aperte le selezioni per la Startup Competition

    TechCrunch Italy 2013, aperte le selezioni per la Startup Competition

    Sono ufficialmente aperte da oggi le selezioni per la Startup Competition in vista del TechCrunch Italy 2013 che si terrà a Roma il prossimo 26 e 27 settembre 2013 al Maxxi. Saranno 8 le startup ammesse al pitch finale e al vincitore andrà un premio di 50,000 € offerto da Populis, organizzatrice dell’evento insieme a TechCrunch

    Aprono il 27 giugno le selezioni per la Startup Competition di TechCrunch Italy, una sfida a colpi di pitch, con un premio complessivo del valore di 50.000€ offerti da Populis, che vedrà alternarsi le 8 startup selezionate di fronte all’advisory board di TechCrunch. Una giuria composta da venture capitalist, innovatori ed esperti sarà chiamata infatti a decretare il vincitore della 2° edizione del più grande evento italiano dedicato al digitale e alle startup, co-organizzato da Populis e TechCrunch, che si terrà a Roma il 26 e 27 settembre al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

    A partire da oggi,  giovedì 27 giugno, e fino a mercoledì 17 luglio sarà possibile inviare una presentazione del proprio progetto (non più di 15 slide) a startups@techcrunch-italy.com. Al fine di gestire al meglio l’alto numero di candidature, verrà data priorità ai progetti che saranno accompagnati da una demo video, di durata non superiore ai 2’ (non obbligatoria, ma fortemente consigliata). Le candidature pervenute oltre il 17 luglio non verranno prese in considerazione.

    Saranno ammesse alla Startup Competition solo le startup fondate da non più di 24 mesi, che non abbiano già ricevuto investimenti superiori ai 2 milioni di Euro; tra queste, verrà assegnata una corsia preferenziale a quelle che verranno presentate per la 1a volta al mercato e alla stampa in occasione di TechCrunch Italy. Verranno ammessi anche pitch su nuovi prodotti lanciati da aziende già esistenti, mentre non saranno presi in considerazione lanci di nuove funzionalità su progetti già conosciuti.

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    Sarà possibile partecipare alla Startup Competition solo se regolarmente iscritti all’evento, come partecipanti o espositori inseriti nella Startup Alley (Info e costi).

    Il 23 agosto, al termine delle selezioni, verranno annunciate le 8 startup chiamate ad esporre a turno il proprio progetto, il 26 e 27 settembre, durante un pitch di non più di 3-5 minuti a testa, di fronte ad un selezionatissimo advisory board composto da:

    • Paolo Barberis (Fondatore di Dada e Nana Bianca)
    • Roberto Bonanzinga (Balderton)
    • Fausto Boni (360 Capital)
    • Mike Butcher (TechCrunch)
    • Max Ciociola (MusixMatch)
    • Luca De Biase (Nòva 24 – Agenzia Digitale)
    • Mauro del Rio (Buongiorno!)
    • Riccardo Donadon (H Farm)
    • Lorenzo Franchini (Italian Angels For Growth)
    • Massimiliano Magrini (Union Ventures)
    • Marco Marinucci (Mind The Bridge)
    • Salvo Mizzi (Working Capital)
    • Mauro Pretolani (TLCom)
    • Massimo Sideri (Corriere della Sera)

    Il premio finale, offerto da Populis, consisterà in un fondo di 10.000€ e un pacchetto di visibilità di 40.000€ sulle media properties del Gruppo, fondato da Luca Ascani e Salvatore Esposito, che comprende alcuni tra i siti di news online più visitati in Italia, Germania e Brasile (Blogo, Excite Europe, Blog.de, Cidade Internet, Populis – ex-mokono, etc.).

    Il ritorno in Italia di uno dei più autorevoli eventi nell’ecosistema internazionale delle startup, prevede un palinsesto grandioso: una due giorni di startup showcase, incontri, pitch, keynote e conferenze con alcune tra le voci più influenti al mondo nell’universo dell’innovazione digitale. Renaud Visage, co-founder di Eventbrite, Damien Patton, founder di Banjo, John Underkoffler, founder di Oblong e ideatore dell’interfaccia del film Minority Report, Amelia Showalter, former Director of Digital Analytics per la campagna di rielezione del Presidente Obama, Michael Widenius, Co Founder e autore principale di MySql, e molti altri si incontreranno a Roma per parlare di (RE) Design e conoscere il meglio dell’innovazione italiana.

    I biglietti, validi per entrambe le giornate, sono limitati e disponibili su Eventbrite a 399€ fino ad esaurimento; il costo del biglietto intero in late booking sarà di 499€.

    Uno degli aspetti più rilevanti al momento del lancio di una startup è la capacità di imporre la propria voce, portando il proprio progetto al centro delle conversazioni online per conquistare l’interesse degli utenti e degli investitori. Ecco perché, per l’edizione di quest’anno, abbiamo deciso di affiancare ad un premio in denaro un massiccio piano di visibilità media sulle properties del Gruppo Populis, che conta oltre 50 mln di visitatori in Italia e all’estero. A questo si aggiunga l’enorme risonanza che offrirà il livestreaming su TechCrunch e la successiva coverage riservata al vincitore: mai come oggi per una startup è importante adottare un approccio internazionale fin dal giorno 0 per emergere in uno scenario sempre più affollato e tra i nostri obiettivi c’è proprio quello di trasmettere questo tipo di visione” , ha commentato Luca Ascani, co-founder di Populis e co-organiser dell’evento.

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    TechCrunch Italy nasce dalla collaborazione tra Populis – una delle media technology company a maggiore crescita in Europa (Source: #1 Deloitte Fast 50 Ireland, #7 Deloitte Fast500 EMEA, GP Bullhound Media Momentum 2011), editore di Blogo.it (3° polo d’informazione online in Italia), fondata da due partner italiani, Luca Ascani e Salvatore Esposito, e leader europeo nella produzione di contenuti verticali – e TechCrunch la “Bibbia” dell’informazione tecnologica online a livello mondiale, forte di una redazione di esperti attenti a scovare nuove start up, recensire i progetti web più innovativi e annunciare in tempo reale tutte le breaking news sul mondo della tecnologia.

  • Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Cresce il Cloud in Italia, nuova leva per il Cambiamento

    Il Cloud in Italia cresce più dell’ICT. E’ questo in sintesi quanto viene rilevato dalla nuova ricerca presentata ieri al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!”. Il mercato vale 493 mln €, in crescita dell’11% rispetto al 2012. Nelle PMI la spesa ICT cresce solo nel 16% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 40% dei casi. Il 70% delle imprese di grandi dimensioni si affida al Cloud in modo pervasivo ed evoluto

    Il mercato del Cloud in Italia è in crescita più dell’ICT e ce lo conferma la ricerca  dell‘Osservatorio Cloud & ICT as a Service, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, presentata ieri a Milan,o presso il Campus Bovisa, al convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!“.

    Il Cloud Computing rappresenta un modello che offre l’opportunità di recuperare produttività e creare le condizioni per lo sviluppo e l’innovazione, permettendo al tempo stesso di ridurre di costi, razionalizzare le infrastrutture e migliorare i tempi di risposta” – afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service – soprattutto l’ecosistema delle PMI e delle startup potrebbe trarne benefici enormi, ma il nostro Paese è oggi ancora un follower nell’adozione del cloud, con tassi di crescita assestati sull’11%, ma ben lontani da quelli delle economie più evolute e ancor di più dai Paesi emergenti, dove si registrano dinamiche di crescita fino a tre volte più rapide di noi.”

    Potrebbe essere proprio questa la fotografia appena descritta. Il Cloud cresce, ma meno rispetto agli altri paesi europei, quindi ci sono ancora margini, nonostante i buoni risultati. Ma vediamo meglio gli esiti della ricerca.

    Crescita del mercato Cloud in Italia

    La Ricerca ha analizzato anzitutto l’evoluzione del budget ICT e di quello legato al Cloud, sia nella componente Private che in quella Public, su un campione rappresentativo di 201 Grandi Organizzazioni (con più di 250 addetti) e di 507 PMI, registrando una maggiore crescita del budget Cloud rispetto a quello dedicato all’ICT nel suo complesso che diversamente subisce una contrazione.

    Con riferimento al campione delle grandi imprese osservando la dinamica del budget, la spesa ICT cresce, infatti, solo nel 13% dei casi, mentre quella Cloud cresce nel 54% dei casi per il Public Cloud, nel 50% per il Private. E il trend si ripete anche nelle PMI: mentre la spesa ICT cresce nel 16% dei casi, quella Cloud cresce nel 40% delle PMI.

    Grazie a questo trend, il mercato Cloud inItalia, nel 2013, ha raggiunto un valore 493 milioni di euro e registra una crescita dell’11% rispetto al 2012.

    La spesa delle grandi imprese copre il 95% del totale e registra un tasso di crescita analogo, mentre nelle PMI la dinamica è più positiva: è stata, infatti, rilevata una crescita del 16%; tuttavia, in valore assoluto l’investimento rimane marginale: rappresenta meno del 5% della spesa Cloud complessiva, pari a 21 milioni di euro.

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    Come dicevamo prima, la crescita del Cloud in Italia resta comunque nettamente inferiore alle aspettative di analisti ed esperti: la dimensione complessiva del Cloud in Italia è tuttora marginale, rappresentando appena il 3% del mercato totale. Il confronto con i Paesi esteri vede crescere il divario di digitalizzazione, anche se non mancano i segnali di un cambiamento in atto attraverso percorsi evolutivi possibili.

    Il Cloud nel mondo e la sua diffusione nel nostro Paese

    La crescita del Public Cloud in Italia è decisamente più bassa rispetto a quella delle altre economie: circa l’8% in meno dei mercati dei Paesi più evoluti, rispetto ai quali le aziende italiane stanno accrescendo il gap di digitalizzazione invece che colmarlo. L’Italia è fanalino di coda con la sola Spagna che sembra fare leggermente peggio.

    A rendere più impietoso il posizionamento è il confronto con le economie emergenti. Non sono solo le ben note India, Cina, Russia e Brasile a crescere di più, ma anche Indonesia, Argentina,Turchia e Messico mostrano tassi di sviluppo nella spesa Cloud dell’ordine del 25-30%, percentuale tripla rispetto a quella italiana.

    Diffusione del Cloud in Italia

    Nelle grandi imprese, alcuni segnali rivelano un interesse sempre maggiore per le tecnologie Cloud e, al tempo stesso, una crescita di consapevolezza nella loro adozione e l’abbandono dell’effetto moda. Le iniziative censite dimostrano un livello di customizzazione crescente, con un’attenzione maggiore ai processi caratteristici del proprio business e una crescente pianificazione dell’utilizzo del Cloud: il 32% degli intervistati dichiara, infatti, l’esistenza di un piano pluriennale (+11% sul 2012).

    Ci sono quindi ancora ampi margini di crescita per il Cloud: nelle grandi imprese, i servizi di Public Cloud più diffusi presentano tassi di adozione del 15%.

    Tra i servizi più diffusi e in crescita troviamo a supporto della mobilità la posta elettronica, i sistemi di UC&Ce le soluzioni di Enterprise file sharing, per l’information management i sistemi di office automation, per la relazione con i clienti il CRM e alcuni ambiti infrastrutturali, quali capacità di storage e computazionale.

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    Un tasso di adozione simile viene riscontrato anche tra i servizi di Public Cloud maggiormente diffusi nelle PMI: le soluzioni di storage (15%), il ricorso a macchine virtuali (12%) e i sistemi di posta e collaboration (11%).

    Le grandi imprese che adottano soluzioni Cloud lo fanno per innovare (27%) e per migliorare e supportare servizi e processi (56%) mentre solo in un numero marginale di iniziative il Cloud nasce da un’esigenza di rinnovo delle infrastrutture obsolete (17%).

    Allo stesso modo, nelle PMI, tra le motivazioni principali appare l’aumento dell’efficacia e l’attivazione di nuovi processi grazie al Cloud (38%) e la maggiore produttività connessa alla collaboration e alla possibilità di avere informazioni disponibili e semplici a cui accedere (37%), oltre all’efficientamento della spesa IT (per il 68% del campione) e alla sua variabilizzazione (21%).

    L’evoluzione dell’ecosistema del Cloud e il ruolo delle Startup

    Nell’ambito della ricerca realizzata in collaborazione con l’Osservatorio sulle Startup digitali e Polihub sono state raccolte informazioni su 248 iniziative che operano nel mercato del Cloud & ICT as a Service che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali negli ultimi due anni a livello internazionale.

    In Italia risulta che 20 aziende, pari al 16% delle startup analizzate, operi in ambito Cloud e abbia ottenuto finanziamenti a partire da 30.000 euro da parte di Venture Capital, Business Angel, Family Office, Incubatori e Investment Company negli ultimi due anni.

    Un treno ormai perso? Non necessariamente! I tempi di adozione del Cloud sono sufficientemente veloci e i costi accessibili, tanto da consentire ancora anche alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni italiane di partire – conclude Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service. Il Cloud dunque non è più una moda né un “treno” perso. Oggi però si richiede la volontà e la disponibilità al cambiamento e la capacità di realizzare un piano che traguardi una propria via alla trasformazione, un proprio Cloud Journey: un cambiamento (ancora) possibile.”

  • 4W MarketPlace, Daniele Costenaro nuovo Head of Automated Trading

    4W MarketPlace, Daniele Costenaro nuovo Head of Automated Trading

    Daniele Costenaro è il nuovo Head of Automated Trading di 4w MarketPlace, l’advertising network premium che opera nel mercato della pubblicità online a performance su internet con i principali editori italiani e agenzie media

    Daniele Costenaro, 36 anni, lavora da 10 anni nel mondo dei media e dell’advertising digitale. Nel 2006 entra in DMC, centrale media del Gruppo Fullsix, dopo due anni entra in RCS MediaGroup ricoprendo il ruolo di Acquisition Manager per campagne advertising sui principali canali digitali del gruppo editoriale. Dal 2009 al 2012 lavora per la sede italiana di TradeDoubler, leader nell’online affiliate marketing, prima come Account Director e poi come Head of Client Services, gestendo diversi progetti fra cui: Direct Line, Groupon, Expedia, Findomestic.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/06/Daniele-Costenaro_Head-of-Automated-Trading-di-4w-MarketPlace.jpg” easing=”easeInOutElastic”]Daniele Costenaro, Head of Automated Trading di 4w MarketPlace[/overlayer]

    Dopo una breve parentesi in Xaxis, società di audience buying di GroupM, a giugno 2013 diventa Head of Automated Trading di 4w MarketPlace. In questo nuovo ruolo Costenaro si occuperà dello sviluppo del business Real Time Bidding (RTB) e Programmatic Buying. Costenaro avrà inoltre la responsabilità di coordinare, come Supervisor, le attività della sede di 4w MarketPlace a Fisciano (SA).

    Daniele è la persona giusta per sviluppare l’offerta RTB in modo sinergico al resto dei prodotti di 4w MarketPlace, offrendo servizi sempre più competitivi e all’avanguardia grazie alle tecnologie sofisticate e alle competenze del nostro team”, ha dichiarato Gabriele Ronchini, Fondatore e CEO di 4w MarketPlace

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    4w MarketPlace, è una startup dell’incubatore Digital Magics con sede a Fisciano (SA) e a Milano. Dal 2009 grazie all’accordo in esclusiva con il Premium Publisher Network, Consorzio fondato dal Gruppo Editoriale L’Espresso e da RCS MediaGroup – a cui hanno aderito RAI, La Stampa, ANSA, Gruppo Finelco, Class Editori e le principali testate locali – 4w MarketPlace si è affermata come advertising network italiano per la gestione degli spazi contextual delle maggiori testate online degli editori italiani premium. Da settembre 2011 4w MarketPlace è il primo e unico network italiano ad aver ricevuto da Facebook la certificazione come advertising provider, che abilita 4w MarketPlace alla vendita di pubblicità all’interno del social network. Nell’ottobre 2011 4w MarketPlace entra anche nel mercato mobile, aggregando inventory di applicazioni e di Msite. Nell’ottobre 2012 ottiene un finanziamento di 2,5 milioni di euro da Principia SGR per potenziare lo sviluppo tecnologico. Sono tre gli adnetwork proprietari della società: 4w Net, che offre agli investitori pubblicitari un accesso privilegiato ad audience altamente qualificate e agli editori la massimizzazione dei ricavi dai propri siti internet; 4w Mobile, pensata appositamente per la comunicazione su smartphone, integra la pubblicità contestuale e visual con i vantaggi della geolocalizzazione, e 4w Social, che gestisce l’advertising sui siti e le app integrati a Facebook.

  • Sono 300 mila gli aspiranti imprenditori in Italia

    In quanti si lancerebbero in un’impresa imprenditoriale? Secondo un’indagine promossa da Italia Startup, in collaborazione con Human Highway, sono 300 mila gli italiani pronti a mettersi in gioco con una propria idea come imprenditori. Il 13,7% aprirebbe un’attività nel settore servizi web, app e software, mentre il 21,9% preferisce la ristorazione e l’11% il settore manifatturiero.

    La crisi del lavoro, la necessità di reinventarsi e il fermento che si sta registrando nel mondo delle startup stanno generando un potenziale latente di imprenditoria che ancora non riesce a svilupparsi.

    E le sue dimensioni sono notevoli: sono 300.000 gli italiani che non solo intendono creare una propria impresa o supportarne una, ma che hanno già un progetto in mente in un settore definito” afferma Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup.“Il 21,9% intende avviare la propria attività nel settore ristorazione, mentre le tecnologie digitali catturano l’interesse del 13,7% degli intervistati: in particolare il 7,4% intende investire in servizi web come e-commerce, comunicazione digitale e piattaforme di co-working, mentre il 6,3% punta alla progettazione software e allo sviluppo di app: è un segno evidente delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali nella creazione di opportunità lavorative”.

    Questi sono i dati che emergono dalla prima ricerca condotta da Italia Startup, l’Associazione no profit che rappresenta l’ecosistema delle startup italiane, in collaborazione con Human Highway. 

    Per individuare gli aspiranti imprenditori nel Belpaese, Italia Startup ha chiesto a un campione di 947 persone, rappresentativo della popolazione italiana, come intenderebbero investire un’inaspettata eredità di 200.000€ da un fantomatico zio d’America. Le tre risposte che hanno ottenuto più consensi sono figlie della crisi economica:

    • il 30,9% desidera avere la certezza della casa comprandone una;
    • il 23,2% intende pagare i debiti oppure il mutuo, mentre
    • il 20,9% sceglie la temporanea fuga di un viaggio o di una vacanza da sogno.

    Ma al quarto posto, con

    • il 18,8%, degli intervistati si posizionano coloro che desiderano supportare un’iniziativa imprenditoriale: il 16,5% degli intervistati vorrebbero utilizzare i soldi per un proprio progetto imprenditoriale, mentre il 2,3% li impiegherebbe in un’impresa di amici e conoscenti.

    All’interno di questo 18,8%, però, il 32,4% sarebbe disposto a investire meno della metà o una parte limitata dei 200.000€, mentre il 67,6% è disposto a rischiare una parte consistente del patrimonio: sono quei 3,5 milioni di italiani (12,2% degli intervistati) che rivelano una maggiore propensione all’imprenditorialità.

    Italia-startup---sondaggio

    Per verificare la maturità di questa propensione, l’indagine ha poi analizzato la presenza di un’idea imprenditoriale negli intervistati e solo il 40,9% ha rivelato di avere un progetto abbastanza preciso (30,2%), ben definito (9,2%) o già avviato (1,5%).
    Infine come ulteriore controprova dell’aspirazione all’imprenditorialità,  è stata riscontrata la propensione a investire il proprio finanziamento in un settore specifico. L’82,6% ha rivelato di avere già identificato il settore: corrisponde all’1,1% degli intervistati, pari a circa 300.000 italiani.

    Il principale modello di riferimento per il 31% di questi aspiranti imprenditori è il self-made-man all’italiana (da Ferrari a Briatore, da Berlusconi a Delvecchio), che attrae preferenze soprattutto nel Nord Italia (55%) e tra coloro che investono nel settore commerciale (27%).

    Per il 29% il modello è invece costituito dalle grandi famiglie imprenditoriali italiane (Agnelli, Barilla, Ferrero) che raccolgono preferenze soprattutto al Sud e nelle Isole e tra coloro più propensi a investire nella ristorazione (21,3%) o nel turismo (21,4%).

    Un giovane imprenditore su quattro è attratto invece dall’imprenditore dell’informatica e della new economy: tra i nomi più citati ci sono ovviamente Bill Gates, Steve Jobs o Mark Zuckerberg. Il 70,9% di questi aspiranti imprenditori sono uomini e il 49,4% ha un’età  tra i 24 e i 35 anni, risiedono in gran parte nel Nord (52,6%) e se avessero a disposizione 200mila euro li investirebbero nel 29% dei casi nel settore dei Software/Servizi Web (tre volte il dato complessivo).

    Infine il 18% ammira i manager-imprenditori alla Marchionne o De Benedetti. Sono in genere aspiranti imprenditori tra i 35 e i 44 anni (33,7%) che intendono puntare ai settori Manifatturiero (34,1%) o Commerciale (29%).

    Italia-startup-sondaggio---300-mila-aspiranti-imprenditori

    Non è un caso che proprio l’ipotesi di ricevere una donazione di 200.000€ abbia scatenato il desiderio imprenditoriale degli italiani: tra i principali inibitori della libera iniziativa c’è proprio la scarsità di risorse finanziarie per dare corpo al proprio progetto. Per 8 aspiranti imprenditori su 10 questo è il principale ostacolo. Al secondo posto tra i fattori inibitori, nettamente distaccato dal primo, si classifica la difficile congiuntura economica, che blocca il 20,6% degli intervistati. Il mancato reperimento di amici o colleghi disposti a rischiare nel progetto ferma invece l’11,1% degli aspiranti imprenditori.
    È interessante notare come tra coloro che mostrano propensione all’imprenditorialità ma non intendono rischiare la maggior parte dei 200.000, è meno diffusa la percezione della mancanza di soldi, che si attesta al 67,2% e trova più spazio la sfiducia generata dalla difficile congiuntura economica (30,4%).

    Sembra un paradosso, ma la crisi genera una delle risorse più importanti per l’economia italiana: il desiderio di imprenditorialità, di esprimere i propri talenti per creare nuove opportunità lavorative” ha commentato Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup. “Solo per 2 aspiranti imprenditori su 10 il momento economico sfavorevole è un limite; per la maggior parte di loro, basterebbe trovare un adeguato finanziamento per creare una nuova realtà produttiva. Questa indagine diventa dunque un forte richiamo per le aziende consolidate, i settori maturi, soprattutto del Made in Italy, a investire nelle startup: è invito a contaminarsi con i nuovi modelli di business offerti dalle tecnologie digitali, un vero e proprio asset competitivo per il nostro Paese, capace di attrarre l’iniziativa imprenditoriale dei più giovani”.

  • TechCrunch Italy 2013 da MySql a Obama 2012. Ecco i protagonisti

    TechCrunch Italy 2013 da MySql a Obama 2012. Ecco i protagonisti

    TechCrunch Italy edizione 2013, il più grande evento italiano dedicato al digitale e alle startup, co-organizzato da Populis e TechCrunch, sta via via prendendo forma. Nuovi protagonisti sono attesi a Roma il 26 e 27 settembre 2013 come Amelia Showalter, Director of Digital Analytics per la campagna di rielezione del Presidente Obama, e Michael Widenius, Co Founder e autore principale di MySql

    TechCrunch Italy, il più grande evento italiano dedicato al digitale e alle startup, co-organizzato da Populis e TechCrunch, accoglierà anche quest’anno voci eccezionali da ogni parte del mondo che stanno scrivendo la storia dell’innovazione a 360°: da Amelia Showalter, che è stata Director of Digital Analytics per la campagna di rielezione del Presidente Obama, a Michael Widenius, Co Founder e autore principale di MySql, vengono oggi resi noti i nomi di alcuni tra i  top speaker che parteciperanno all’incontro di settembre.

    Sul palco si alterneranno i creatori di nuove tecnologie e prodotti appena annunciati in anteprima al mercato o non ancora in produzione, come Jeff Hagins, founder di SmartThings, un inedito sistema di controllo remoto e Phil Bosua, Founder di LIFX, la reinterpretazione della classica lampadina; protagonisti di storie di successo nate e cresciute grazie al web, come Vito Lomele, Founder di JobRapido, o Martin Varsavsky, Founder del Global WiFi Network FON, e ancora voci da aziende che hanno vissuto l’evoluzione innescata da internet nel mondo della comunicazione, come Andreas Weile, President di Bild e Giorgio Brenna, Chairman e CEO Italy di Leo Burnett.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/TechCrunch-Italy-2013-RE-Design.jpg”]TechCrunch Italy 2013[/overlayer]

    Una lista di nomi incredibili, consultabile anche su http://www.techcrunch-italy.com/speaker/, a cui si aggiungeranno nuovi protagonisti nelle prossime settimane, per discutere insieme di (RE) Design, il tema che guiderà l’edizione di quest’anno: dalla migrazione di internet dalla dimensione “fissa” su PC al suo utilizzo in mobilità, che ha invaso ogni aspetto della nostra vita, per arrivare ad indagare le influenze esercitate sul concetto di Made in Italy e sulle sue manifestazioni, come l’automotive, la moda o il turismo.

    Gli ultimi nomi confermati si aggiungono a quelli, già rivelati, di Renaud Visage, co-founder di Eventbrite, una della principali piattaforme di online ticketing al mondo, Damien Patton, founder di Banjo, mobile app geolocalizzata, nuovo fenomeno tra i social media e John Underkoffler, founder di Oblong e ideatore dell’interfaccia del film Minority Report, uno degli scienziati e innovatori più illuminati degli ultimi 20 anni.

    Restano pochi giorni per assicurarsi un biglietto in tariffa Early Bird in vendita su Eventbritegli ingressi saranno venduti fino al 31 maggio al prezzo speciale di 299€, mentre gli stand della Startup Alley Exhibitor saranno disponibili a 799€. Dal 1° giugno verranno poi aperte le vendite per 500 pass per entrambe le giornate a 399€, mentre il costo di un stand sarà di 999€; il costo del biglietto intero in late booking sarà infine di 499€.

  • SingRing, su Alitalia adesso si vola in musica

    SingRing, su Alitalia adesso si vola in musica

    Su Alitalia, e per la prima volta accade su una compagnia aerea, da giugno sarà possibile volare a suon di musica con i videoclip ufficiali di SingRing, la start-up che fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa

    Oggi parliamo di musica e start-up e lo facciamo segnalandovi questa nuova start-up di Digital Magics: SingRing. SingRing fornisce contenuti musicali digitali in maniera legale e innovativa, e oggi annuncia una partnership con Alitalia – Compagnia Aerea Italiana: da giugno, per la prima volta, i videoclip ufficiali più visti e cliccati sul web, degli artisti italiani e stranieri, saranno trasmessi sugli schermi dell’intera flotta Alitalia.

    Su tutti i voli Alitalia – italiani, internazionali e intercontinentali – i video musicali dei cantanti più amati, come Vasco Rossi, Justin Timberlake, Emma, One Direction, Marco Mengoni e tanti altri accompagneranno i viaggiatori lungo le varie tratte. SingRing realizzerà per Alitalia tante playlist personalizzate delle ultime hit, grazie agli accordi stipulati con le principali case discografiche e con le indipendenti.

    SingRing-Alitalia

    Siamo molto orgogliosi di questa partnership con il principale vettore italiano”, ha dichiarato Luca Messaggi, CEO di SingRing, “SingRing amplia sempre più il proprio network musicale con Alitalia, dopo importanti Gruppi industriali come Gruppo Editoriale L’Espresso, Leonardo (Gruppo Triboo) e Gruppo Finelco. Offriremo un servizio innovativo ai passeggeri della compagnia di bandiera per migliorarne l’esperienza di viaggio, sempre nel pieno rispetto del diritto d’autore”.

    SingRing ha sviluppato una piattaforma tecnologica aperta, unica in Europa, basata su un ampio database, sempre aggiornato, di lyrics, videoclip, tracce vocali e basi strumentali sincronizzate all cleared. Tutti i contenuti infatti (oltre un milione di testi e più di quarantamila video musicali), grazie agli accordi raggiunti con editori musicali e case discografiche, possono essere pubblicati e distribuiti da qualsiasi editore lo richieda, nel pieno rispetto del diritto d’autore, su: web, mobile e Smart TV.

  • A #Lilliput gli Imprenditori Digitali che accendono l’Italia

    A #Lilliput gli Imprenditori Digitali che accendono l’Italia

    Lilliput, il nuovo progetto digitale firmato Tiscali e Altratv.tv, racconta l’innovazione “made in Italy” assieme agli imprenditori e alle antenne del territorio. Numeri, scenari, commenti, testimonianze da ogni angolo della Penisola, in live streaming domani dalle ore 10 anche qui sul nostro blog. Per interagire in diretta su Twitter l’hashtag è #Lilliput

    La definizione di a agorà digitale aperta alle testimonianze in rete è certamente la definizione che rende meglio il senso di “Lilliput: la riscossa dei piccoli che fanno grande l’Italia”, il nuovo spazio online quotidiano inserito nell’area Social News di Tiscali che propone un approfondimento settimanale in live streaming il venerdì dalle ore 10 alle ore 11.

    Nella seconda puntata che andrà in onda domani dalle ore 10 “a rete unificata” e che potrete seguire anche qui sul nostro blog, verrà dato spazio all’innovazione “made in Italy” con “Gli imprenditori digitali che accendono la rete e risvegliano l’Italia”. Ma chi sono i nuovi imprenditori della rete? Quanto è necessario oggi mutare e abbracciare le nuove tecnologie per rimanere competitivi? Come cambiano i metodi di lavoro e quali sono le tutele per il settore?

    lilliput-live

    Lilliput, la nuova morning news targata Tiscali e Altratv.tv, farà conoscere l’Italia degli imprenditori digitali collegandosi con ospiti, imprenditori e con le antenne del territorio per raccontare l’Italia in presa diretta insieme ai cittadini e alla società civile.

    Dagli studi Altratv.tv di Bologna, con Giampaolo Colletti, ospite Claudia Miglia e l’esperienza di 100 donne imprenditrici che, dopo il duro terremoto in Emilia, si sono riunite dando vita al network Emiliamo. In collegamento, tra gli altri, gli imprenditori Filippo Berto (Berto Salotti), Cecilia Felici (Personal Planner) e le antenne del territorio: da Roma Labor tv, da Varese Varesenews.it, da Modena Fuori tv e da Benevento Ntr24.tv. Da Tiscali Social News i contributi di Weberry e Corriere delle Comunicazioni. A tracciare lo scenario in cui si muovono oggi gli imprenditori digitali: Cristiano Radaelli (Confindustria Digitale), Gianluca Diegoli (autore di “Vendere online” – Gruppo24Ore), Giulio Xhaet (autore di “Le nuove professioni del web” – Hoepli) e Elisa Muratori (CNA Emilia Romagna).

    Lilliput sarà trasmessa in diretta su Tiscali.it, su Altratv.tv e sulle web tv, blog, videoblog e media locali digitali del network. #Lilliput l’hashtag per twittare in diretta.

    Martedì 28 maggio, invece, non perdete l’appuntamento con una puntata speciale di Lilliput: in diretta dal Radio TV Forum di Roma con “Innovare l’informazione: le nuove piattaforme distributive”.

  • Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

    Fare business con le start-up, ecco alcuni esempi

    Saranno pure considerate il fenomeno del momento, addirittura una moda, ma fare una startup è certamente associata all’idea di fare business. Ma spesso succede che alcune di esse siano prive di un modello chiaro e specifico, rischiando di non riuscire nell’intento. Allora oggi vi proponiamo alcuni esempi di start-up con un chiaro modello di business sostenibile. Vediamo quali sono

    E’ vero che ultimamente si parla molto di start-up, alcuni le hanno definite, erroneamente, un fenomeno di “moda”, altri ancora il “fenomeno del momento”, ma è bene chiarire che le start-up non si fanno per gioco, anzi sono forse la strada più sicura su cui investire maggiormente per superare questa lunga crisi che ci attanaglia. Quando si parla di sviluppo, di innovazione, di ricerca, bene si sta parlando di start-up. Al momento il nostro paese ha bisogno di idee, di innovazione, di gente che prova a mettere in pratica dei progetti da realizzare. E in Italia in fatto di invettiva, di idee non siamo secondi a nessuno. Delle start-up, del loro valore, se ne era occupato il precedente governo Monti, nella figura dell’ex-Ministro per lo Sviluppo Corrado Passera aprendo per la prima volta a questa strada, come forma appunto di sviluppo e crescita del nostro paese.

    L’attenzione si è tramutata nel Decreto Sviluppo contenente una serie di misure ad-hoc per le start-up. Misure che adesso con il nuovo governo devono essere portate avanti e per questo qualche giorno fa vi riportavamo l’appello che Italia Startup, l’associazione che raggruppa sia startup ma anche investitori, rivolto al Governo Letta a considerare nuovamente e a non dimenticarsi delle start-up nelle misure che dovranno essere attuate nei primi 100 giorni di governo. Staremo a vedere.

    Intanto, abbiamo voluto provare a raccogliere informazioni su start-up che sono riuscite a realizzare un modello di business che sia sostenibile, ossia che sia in grado di cominciare a realizzare dei guadagni concreti e delle possibilità di sviluppo. Insomma, che consenta a “far girare la macchina”. In questa ottica, vi presentiamo questa start-up e sono restOpolis, MoneyFarm, BuzzMyVideos e AppsBuilder:

    restOpolis

    restOpolis è un servizio online per la prenotazione di ristoranti, totalmente gratuito per gli utenti. Tramite il sito www.restopolis.com, gli utenti registrati accedono a informazioni e curiosità su oltre 600 ristoranti in Italia e possono prenotare un tavolo direttamente dalla piattaforma o con l’app geolocalizzata per iPhone e Android, conoscendo in tempo reale la disponibilità dei posti senza necessità di ulteriore conferma da parte del ristorante. La piattaforma è anche uno strumento di promozione per i ristoratori per ampliare il numero dei potenziali clienti. Tra gennaio e maggio 2013 il servizio è gradualmente cresciuto in termini di numero utenti iscritti (da 4000 a 12.000), ristoranti (da 500 a 600…numero in crescita perché ora stanno puntando nuove città sul territorio), numero città coperte dal servizio (da 3 – Milano, Roma e Torino – siamo passati a 13, le vedete sul sito).

    Il Modello di business si basa su un principio semplice e lineare (che sta parecchio funzionando in USA con il servizio d’oltreoceano OpenTable) ovvero il guadagno per restOpolis viene da una commissione riconosciuta dal ristorante su ogni coperto prenotato ed effettivamente consumato.

    Perché un ristorante dovrebbe affiliarsi a restOpolis? restOpolis è una piattaforma che avvicina il mondo della ristorazione alle dinamiche del web 2.0. restOpolis sfrutta infatti le potenzialità del “passaparola digitale” e le tecniche dei social network per ampliare i clienti potenziali raggiunti dal ristorante. La portata della comunicazione per i ristoratori viene poi ulteriormente accresciuta grazie alle partnership che restOpolis ha siglato con realtà quali TIM Social, Vivimilano.it, DoveViaggi.it, Viaggi24 (Il Sole 24 Ore), Secretary.it e Italiaatavola.net.

    Sito: www.restopolis.com

    Facebook: www.facebook.com/RestOpolisIta

    Twitter: @restopolis_com

    MoneyFarm

    Nata da un’intuizione semplice quanto rivoluzionaria, almeno in Italia, offre un servizio di consulenza finanziaria su Internet, proponendo portafogli ETF. Come il web ha consentito a milioni di italiani di pianificare viaggi, effettuare acquisti e negli ultimi anni anche gestire le relazioni sociali, così MoneyFarm ha un obiettivo che può sembrare ambizioso: rivoluzionare il mondo del risparmio. Lo scopo dichiarato di Moneyfarm è infatti quello di proporre all’investitore (anche piccolo – medio) i prodotti migliori (senza conflitti d’interesse) a fronte di un costo fisso minimo di 14,99 euro al mese. I fondatori di MoneyFarm – Paolo Galvani (CEO), Giovanni Daprà e Andrea Scarso – sono fra gli esponenti emergenti del Fin Tech in Italia. L’azionariato si divide fra il Management (30%) e il restante 70% diviso tra i fondi United Ventures di Massimiliano Magrini e Principia SGR di Andrea Di Camillo. Nata con un investimento iniziale di 750,000€, lo scorso novembre MoneyFarm è stata finanziata con un aumento di capitale di 2,65€ milioni. Tecnicamente Moneyfarm è una Sim iscritta all’albo Consob e al Fondo nazionale di garanzia. Di fatto, si traduce in un sito molto intuitivo – www.moneyfarm.com – che permette delle simulazioni sui piani di investimento a seconda del profilo e degli obiettivi dei risparmiatori. L’ultima innovazione di MoneyFarm è OneClick Advice, il primo servizio che unisce in un click i consigli d’investimento all’acquisto titoli. Rispetto alla sola consulenza, la novità di OneClick Advice è proprio questa: le operazioni di compravendita, sono eseguite direttamente sulla piattaforma, usando un deposito titoli aperto in uno degli istituti partner (Banca Ifigest). E’ facile come fare shopping online. Basta inserire gli ordini nel Carrello e, da qui in poi, tramite una semplice autenticazione via SMS, l’utente può confermare e visualizzare in tempo reale l’acquisto e la vendita dei titoli.

    BuzzMyVideos

    BuzzMyVideos è un incubatore e un acceleratore di talenti del video online e, allo stesso tempo, una realtà di consulenza per le aziende che vogliono sfruttare questo veicolo promozionale super targettizabile. Operando in stretta collaborazione con YouTube, BuzzMyVideos offre servizi specifici ai creatori di contenuto e alle aziende. In pratica, scovano i creatori di video e i vlogger con un alto potenziale di successo e offrono loro una partnership che include consulenza e servizi per aiutarli a emergere, nonchè per monetizzare la loro creatività. BuzzMyVideos opera poi come tramite tra le aziende che desiderano investire in pubblicità mirata o promuovere iniziative e prodotti su YouTube e i canali dei creatori di contenuti. BuzzMyVideos supporta inoltre le aziende che vogliano creare format video adatti al canale YouTube. Dopo nemmeno un anno dall’avvio delle operazioni, la società è già in piena crescita e sta assumendo.

    Il modello di business di BuzzMyVideos è semplice: si basa sulla condivisione delle entrate con i creator. Questi guadagni derivano dalla vendita di spazi pubblicitari sui canali e sui video dei partner, che vengono diversificati a seconda del contenuto e dell’azienda che vuole investire. In questo modo per entrambi, sia per l’azienda sia per i creator, c’è un incentivo a crescere in termini qualititativi e quantitativi.

    AppsBuilder

    Partita ufficialmente ad aprile 2011, Apps-Builder.com è una start up internet italiana, prima ad aver intuito le potenzialità sul mercato digitale dello sviluppo di applicazioni native «Do it yourself» per dispositivi mobile multi-piattaforma – il tutto in soli 10 minuti. In pratica, AppsBuilder è una piattaforma online, che consente a chiunque, con pochi click guidati, di creare self service la propria app e di pubblicarla sui vari marketplace (AppStore, Google Play, BlackBerry World e Windows Store) o di generare istantaneamente una versione mobile di qualsiasi sito web.

    A idearla nel 2010 sono stati i due giovani co-fondatori, Daniele Pelleri e Luigi Giglio, esponenti di una generazione emergente di giovani startupper. Dall’idea originale, passando per l’incubazione al Politecnico di Torino, è nato il progetto imprenditoriale AppsBuilder, grazie al sostegno iniziale di manager di lunga esperienza come Massimiliano Magrini (Annapurna Ventures), lead investor dell’operazione, e Mario Mariani (The Net Value). I due Business Angel del Web hanno poi convinto i gestori dei fondi Vertis Ventures e Zernike Meta Ventures, a finanziare la Startup con un’iniezione di capitale di €1,5 milioni, per accelerarne la crescita all’estero e lo sviluppo tecnologico.

    Il businness model si basa sulla proposta di tre diversi pacchetti con abbonamento mensile – Basic, Advanced e Business – a partire da 19 euro al mese. Per sottoscrizioni con pagamento annuale anticipato è previsto uno sconto del 20%. A differenza dei piani Basic e Advanced (che prevedono la creazione di una sola app), quello Business include un pacchetto per la creazione di 6 applicazioni.

    Ecco queste sono quelle che secondo noi rappresentano esempi di start-up da tenere come modello e che presentano un modello di business, come avete letto, tale da permettere che l’idea sia da subito funzionale e capace di generare guadagni. Ovviamente queste non sono le uniche e, se volete segnalateci pure altri esempi di start-up con business model vincente.

  • Mind the Bridge e dPixel insieme su Barcamper

    Mind the Bridge e dPixel insieme su Barcamper

    Mind The Bridge e dPixel insieme su Barcamper per reclutare startup da accelerare a San Francisco. La fondazione californiana raggiunge il programma di accelerazione per startup lanciato da dPixel per scovare i progetti più adatti a uno sviluppo in Silicon Valley. Potete iscrivervi, presentare il vostro slot, ed ecco tutte le tappe

    Continuano le attività di scouting di Mind the Bridge e si ampliano le partnership. L’acceleratore californiano che promuove l’ecosistema imprenditoriale italiano sostenibile attraverso programmi di supporto alla crescita di startup innovative raggiunge infatti Barcamper, il programma di accelerazione per startup lanciato dalla società di venture capital tecnologico dPixel.

    Marco Marinucci, direttore esecutivo di Mind the Bridge e managing partner di MTS Fund, fondo di seed per startup, commenta così:

    Barcamper si inserisce in una serie di attività congiunte che le due organizzazioni stanno sviluppando e che potrebbe includere co-investimenti in startup con sviluppo in Italia ma testa e mercato in USA

    E Gianluca Dettori, fondatore di dPixel, dichiara:

    In dPixel siamo interessati a conoscere sul Barcamper ed effettuare investimenti e coinvestimenti su startup italiane concretamente interessate a scalare i mercati globali. L’alleanza con Mind The Bridge consentirà a questi imprenditori di avere un supporto concreto per accelerare l’ingresso su questo mercato molto competitivo”

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    Dopo Roma e Cagliari, Mind the Bridge sarà quindi a fianco di Barcamper per tutte le prossime tappe del tour. Obiettivo l’individuazione di progetti e startup ad alto contenuto di innovazione da coinvolgere nelle attività promosse al di là dell’oceano: dalla startup school, programma di formazione di tre settimane ospitata all’interno dell’incubatore GYM a San Francisco, al Summer Batch, il programma di accelerazione che prevede  investimenti fino a 65mila dollari da parte del fondo Mind the Seed e tre mesi di incubazione in Silicon Valley.

    Puoi incontrare il team di Mind The Bridge insieme a quello di dPixel su Barcamper. Guarda quando il tour passerà nella tua regione e prenota il tuo slot http://barcamper.it/tours/ per iscriverti alla tappa in corso.

    Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi a  information@mindthebridge.org.

    Ecco le prossime Tappe:

    Startup Revolutionary Road Tour 2013

    20-21 Maggio Napoli
    22-24 Maggio Bari
    27 Maggio Ancona

    Maker Tour – Call fors Startup Maker

    27 Maggio Napoli;
    29 Maggio Bari;
    30 Maggio Pisa;
    31 Maggio Firenze;
    4 Giugno Modena;
    10 Giugno Trento;
    12 Giugno Novara;
    13 Giugno Ivrea;
    14 Giugno Torino

    #WCAP BARCAMPER TOUR

    23 Maggio Bari

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