Tag: startup

  • Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden Roma, dove nasce l’Innovazione

    Talent Garden apre a Roma e non è certo un segreto, ne hanno parlato in tanti perché nella capitale non poteva mancare, era atteso da tempo. Imprenditori e professionisti del digitale hanno finalmente a Roma il loro habitat naturale, un campus dove incontrare altri talenti, un “giardino” dove coltivare le idee e farle maturare. Dove fare innovazione.

    talent garden 3Oltre 1.000 mq, 100 postazioni, 100 eventi all’anno, aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Sono questi i numeri con cui Nicola Mattina ci presenta il nuovo Talent Garden di Roma. L’apertura è prevista per lunedì 14 marzo 2016 ma non abbiamo resistito alla curiosità e siamo andati a visitarlo. Seguiamo Nicola negli ampi spazi, dove fervono gli ultimi preparativi. La cosa che maggiormente colpisce è la luce che riempie gli ambienti, grazie alle grandi finestre e alla complicità di una splendida giornata di sole. La conformazione e l’esposizione dell’edificio della storica sede delle Poste di viale Mazzini, fa sì che l’illuminazione naturale non manchi mai. TAG è al secondo piano, con accesso al civico 9 di via Giuseppe Andreoli.

    Il perché di questa sede? Perché questo Campus apre a Roma grazie alla collaborazione tra Digital Magics e Poste Italiane, nell’ambito della strategia di innovazione e trasformazione di quest’ultima, prevista dal Piano industriale Poste 2020.talent garden 5

    Continuiamo la visita nei grandi spazi dove si stanno allestendo le postazioni di coworking e in cui si affacciano le meeting room e gli uffici privati, in uno dei quali incontriamo i ragazzi della startup Deliveroo già al lavoro. talent garden 1Nicola ci spiega come saranno allestiti tutti gli ambienti, compresa l’area cucina, mentre ci accompagna nella zona riservata agli eventi. Prima di entrare nella sala usciamo nel terrazzo, dove si può passeggiare su un prato verde, su cui a breve saranno sistemati ombrelloni e altri allestimenti per poter godere appieno di questo spazio aperto. Infine entriamo nella grande sala che sarà attrezzata per ospitare gli eventi. È tutto in divenire ma a breve sarà pronto per essere vissuto. Ogni giorno.

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    E a viverlo ogni giorno in prima persona sarà anche Nicola Mattina, a cui abbiamo chiesto di raccontarci il motivo che l’ha spinto ad affrontare questa bella avventura.

    Sono due i motivi per cui ho deciso di co-fondare, con Davide Dattoli ed Emanuele Pepe, Talent Garden Roma e ho accettato di assumere il compito di gestirlo in prima persona.
    Innanzitutto l’innovazione non accade a caso e uno dei modi migliori per favorirla è creare luoghi dove sia naturale l’incontro, il confronto e la contaminazione delle idee. TAG Roma è uno di questi, con i suoi oltre 100 talenti che condivideranno un ambiente stimolante.
    Il secondo motivo è legato alle esperienze fatte negli anni passati: ho diretto un chapter del Founder Institute, ho lavorato con Microsoft e Nokia sul programma di Appcampus, ho partecipato ai programmi di accelerazione di Seedcamp e 500 Startups con la mia startup Stamplay incontrando persone che come me e Giuliano Iacobelli, erano impegnate ad avviare la propria azienda e altre decine di persone che le aiutavano a farlo. Lo scorso anno ho condensato queste esperienze nel programma di un corso universitario che ho tenuto all’Università Roma Tre. Talent Garden Roma è oggi il posto perfetto per condividere queste esperienze con un numero maggiore di persone contribuendo a far fare loro i primi passi da imprenditore»

    talent garden 6E sono già in tanti coloro che tra pochi giorni animeranno la nuova sede di TAG Roma; tra questi, oltre a Deliveroo qui potremo incontrare i team delle startup Scuter, Med in Action e Stamplay. Anche le agenzie H-Art e Healthware International hanno scelto di lavorare in questo Campus.

    talent garden 2Entrare in TAG non è chiudersi in uno spazio limitato ma aprirsi alle opportunità che può offrire una rete di 16 campus sparsi in diverse nazioni, che coinvolge 85000 persone ogni anno. E la sfida di Talent Garden Roma sarà oggi quella di riuscire ad avvicinare il mondo dell’imprenditoria tradizionale a quello dei professionisti del digitale.

  • SeedUp, l’acceleratore di idee lancia il suo contest

    SeedUp, l’acceleratore di idee lancia il suo contest

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    SeedUp è il nuovo acceleratore, presentato ufficialmente a Napoli lo scorso 10 febbraio, nato da un gruppo di giovani imprenditori, professionisti e docenti universitari che hanno deciso di offrire servizi, assistenza e tutoraggio con lo scopo di supportare nuove startup. E lancia il suo contest “Dall’idea all’Impresa” con 30 mila euro in palio.

    Come sapete poniamo grande attenzione al mondo delle nuove imprese e delle startup cercando di raccontarvi quello che accade nel nostro paese da questo punto di vista. E oggi vogliamo parlarvi di SeedUp il nuovo acceleratore nato nel 2015 e presentato ufficialmente a Napoli lo scorso 10 febbraio, che ha preso vita da un gruppo di giovani imprenditori, professionisti e docenti universitari che hanno scelto di collaborare e di investire, anche economicamente, offrendo servizi, assistenza, tutoraggio e mettendo a disposizione una rete di contatti e di competenze sviluppate nel corso delle rispettive esperienze, al fine di supportare la vita delle startup fin dalle loro prime fasi di vita. Una grande opportunità per chi vuole sviluppare la propria idea e realizzarla concretamente.

    “Dall’idea all’impresa” il contest di SeedUp

    E proprio in occasione della presentazione ufficiale è stato lanciato il contest “Dall’idea all’Impresa che premierà, nei prossimi mesi, il miglior progetto imprenditoriale o la miglior startup con 30 mila euro. Anche questa è una grande occasione da cogliere, rivolta a startup italiane costituitesi dopo il 2014, composte anche da team informali anche se vi deve essere l’impegno poi a costituirsi come società. Il contest si rivolge anche a imprese in cui la maggioranza dei soci abbia meno di 35 anni ed una buona conoscenza della lingua inglese.

    E’ un’occasione dunque rivolta ai giovani e a realtà giovani che vogliano realizzare il loro progetto di impresa, mettendosi in gioco e prendendo parte ad un’esperienza certamente formativa.

    I 30 mila euro in palio saranno assegnati alla migliore idea di business, che emergerà dal confronto tra le 10 finaliste al termine della pitch elevator competition, e sarà composto da un mix di versamenti in contanti e servizi effettuato da SeedUp Spa in favore della startup/newco che svilupperà l’idea vincitrice, in cambio di una partecipazione azionaria nella startup/newco stessa. La proporzione precisa tra i versamenti in contanti e l’erogazione dei servizi verrà regolata in base alle esigenze specifiche della startup. Il premio verrà erogato da SeedUp Spa in tranche in base al raggiungimento di obiettivi prestabiliti, sulla base degli accordi che interverranno tra la startup/newco e SeedUp Spa.

    E come partecipare al contest? E’ molto semplice, chiunque abbia un progetto imprenditoriale che ritiene valido e abbia entusiasmo e determinazione, può partecipare compilando entro le ore 24:00 del 31 Marzo 2016 l’apposito modulo di iscrizione direttamente on-line.

    Allora, se avete un’idea e volete davvero realizzare il vostro sogno non dovete fare altro che compilare il form online, metterci tutto il vostro entusiasmo e affidarvi alle mani esperte di SeedUp che saprà guidarvi nel vostro percorso di crescita.

  • È nata l’Associazione Spagnola Fintech e Insurtech a sostegno di startup e imprese

    È nata l’Associazione Spagnola Fintech e Insurtech a sostegno di startup e imprese

    È da poco nata l’Associazione Spagnola Fintech e Insurtech, con il sostegno e la partecipazione di oltre 50 aziende spagnole del settore e la partnership di altre associazioni internazionali come l’Associazione Fintech México.

    Le aziende Fintech e Insurtech sono quelle che, attraverso la tecnologia, portano innovazione digitale nei settori finanziario e assicurativo, innovazione considerata oggi come grande opportunità di trasformazione e sviluppo di questi settori.

    Asociación Española de Fintech e Insurtech y partenrs

    Il prossimo 2 marzo a Madrid, presso la sede dell’Instituto de Estudios Bursátiles (IEB), avrà luogo la presentazione ufficiale dell’Asociación Española de Fintech e Insurtech (AEFI), evento in cui il Consiglio di Amministrazione esporrà gli obiettivi e le principali linee di azione.

    L’Associazione è nata con lo scopo di creare un ambiente favorevole allo sviluppo di start-up e aziende nei settori Fintech e Insurtech in Spagna. Per sostenere la loro crescita e la crescita dell’ecosistema stesso, l’Associazione svolgerà attività di incontro, confronto e collaborazione con i principali organismi e realtà del settore, sia a livello nazionale sia internazionale.

    A questo scopo saranno creati dei gruppi verticali che avranno come coordinatori specializzati i rappresentanti delle società aderenti all’Associazione. Nell’ambito Fintech e Insurtech sono infatti diverse le attività specifiche degli associati, tra le quali:

    • Brokeraggio (Social Trading, Micro-trading)
    • Risparmio/Consulenza (Wealth Management, Algorithmic Trading, depositi)
    • Prestito e credito (Minicredito, Crowdfunding, Marketplace prestiti, prestiti p2p, factoring, debiti, confirming, credit scoring)
    • Crowd Equity (progetti di crowdfunding, marketplace)
    • Immobiliare (Crowdfunding Immobiliare, Property Crowdfunding)
    • Gestione finanziaria personale
    • Pagamenti (Piattaforme di pagamento, commercio elettronico, pagamenti periodici, carte di credito)
    • Valute (conversioni di valuta, trasferimenti internazionali)
    • Blockchain/Bitcoin (Infrastruttura, Bitcoin, Digital Assets)
    • Distribuzione di prodotti finanziari (Banks 2.0, comparatori)
    • Servizi Contabilità (Software di contabilità, fatture, gestione finanziaria)
    • Struttura finanziaria (Bank API, User Data, Technology)
    • Insurtech (p2p Insurance, comparatori)

    Uno dei principi di questa Associazione è la massima apertura alla collaborazione. Per le aziende spagnole che vorranno aderire è a disposizione, sul sito istituzionale, un modulo di registrazione on-line .

    Oltre alla partecipazione di molte società che rappresentano la grande maggioranza del settore, al sostegno di Foro Fintech, Spain Fintech Hub e dei partner accademici Instituto de Estudios Bursátiles e Spain Financial Center, l’associazione sta stringendo alcune partnership a livello internazionale come quelle già formalizzate con l’Associazione Fintech México e con l’acceleratore Block Chain Space.

  • A Milano torna il workshop Lean Startup Machine

    A Milano torna il workshop Lean Startup Machine

    I primi tre giorni di aprile si svolgerà a Milano il workshop Lean Startup Machine, presso la sede di StartMiUp. Tre giorni per mettere alla prova le proprie idee, le proprie competenze e il proprio carattere in un contesto stimolante.

    Idea geniale non è sinonimo di successo. Qualsiasi idea, anche se unica, originale, innovativa, non garantisce di per sé la conquista del mercato. Nella creazione di un’impresa, soprattutto nella fase iniziale, si commettono diversi errori ma è nella capacità di trasformare questi errori in opportunità che si nasconde la via per il successo.

    Fear is the enemy of innovation. Fallire può avere molti significati, molte interpretazioni. Nella metodologia LEAN il fallimento non decreta la fine di un’iniziativa imprenditoriale ma una tappa essenziale di un percorso di perfezionamento dell’idea originaria, che ne accelera lo sviluppo aumentando in modo concreto le probabilità di successo.

    Fail Fast, Succeed faster è il claim di LEAN, ed è ciò che ha imparato Trevor Owens nella sua personale esperienza imprenditoriale di founder di una startup che sembrava fallimentare. Dopo aver appreso che esistono modi piu’ intelligenti ed efficaci di costruire un’impresa Owens decide di trasferire ad altri aspiranti imprenditori le conoscenze acquisite sul campo; è così che nasce Lean Startup Machine Workshop.

    Ma cos’è?
    È una vera e propria maratona, tre giorni intensi in cui si susseguono attività formative, brainstorming, testing e mentoring.

    Venerdì 1 aprile si inizierà con i pitch delle idee al temine dei quali si formeranno i team. Ciascun team lavorerà sull’idea assegnata sviluppando, in modo indipendente, il proprio esercizio problema – ipotesi, soluzione – ipotesi, con l’obiettivo di creare la propria impresa o il proprio prodotto in sole 36 ore. Ai partecipanti non mancherà il prezioso supporto di mentor competenti.

    Questo il programma.

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    Dopo i tre intensi giorni non sarà l’idea migliore a vincere ma sarà premiato il team che avrà saputo applicare al meglio la metodologia LEAN.

    Se siete disposti a mettere in gioco voi stessi e la vostra idea, il modo migliore per farlo è partecipare a Lean Startup Machine Workshop di Milano.

    Per farlo basta iscriversi sul sito www.leanstartupmachine.com/cities/milan#MilanGoesLean

  • #SEweek16 Gli eventi italiani della Startup Europe Week 2016

    #SEweek16 Gli eventi italiani della Startup Europe Week 2016

    Una settimana, più di 40 paesi, oltre 200 città. È la Startup Europe Week, un’iniziativa di Startup Europe e del Comitato Europeo delle Regioni per promuovere l’imprenditorialità, che si terrà in tutta Europa dal 1 al 5 febbraio 2016.

    Siamo abituati ad eventi per startup che seguono format propri della Silicon Valley ma l’Europa ha una cultura, una storia e politiche economiche diverse e richiede quindi un diverso approccio nella promozione dell’imprenditorialità. La diversità delle Regioni Europee è una ricchezza che i promotori della Startup Europe Week vogliono valorizzare, nella convinzione che un ecosistema europeo possa maturare grazie al consolidamento degli ecosistemi locali.

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    Il duplice obiettivo dell’iniziativa è quello di portare a conoscenza i potenziali imprenditori di tutte le attività, gli strumenti e i finanziamenti a disposizione della creazione d’impresa, sia a livello locale sia comunitario; al tempo stesso, grazie agli oltre 200 eventi organizzati nelle varie regioni, si potrà avere un quadro più dettagliato e realistico delle opportunità e degli strumenti che i vari territori d’Europa possono offrire.

    Tantissimi gli eventi in tutta Italia. Sono in programma iniziative in quasi tutte le regioni italiane, in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Basilicata e Calabria. In alcune regioni ci saranno eventi in più giorni della settimana come nel Lazio, dove l’evento di lancio si terrà lunedì a Roma presso la sede di Lazio Innova, per proseguire nei giorni successivi con eventi nelle altre province della regione. In Sardegna l’evento di apertura si terrà mercoledì a Cagliari presso l’Open Campus di Tiscali per poi proseguire sia nel capoluogo che a Nuoro e Assemini. Campania, Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna sono le altre regioni con eventi in più giorni della settimana.

    Per individuare l’evento più vicino a voi potete utilizzare questa mappa interattiva o consultare il sito ufficiale dell’iniziativa Startup Europe Week.

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    Per seguire gli eventi sui social, l’hashtag da utilizzare è #SEweek16 mentre l’account ufficiale dell’iniziativa su Twitter è @StartupEuW

  • Quando la cordialità è un extra

    Quando la cordialità è un extra

    Una riflessione di come alle volte la tecnologia, con le sue novità che facilitano la vita di tutti noi, spesso non cura aspetti essenziali in un servizio, come appunto è la Cordialità. Ecco un’esperienza che forse tanti di voi hanno già vissuto.

    Roma.

    Gennaio.

    Molto freddo.

    Pochi temerari per il centro chiusi nei cappotti e nelle sciarpe. Col freddo si diventa più solitari, per proteggersi certamente, ma anche per un istinto di sopravvivenza, una naturale protezione volta ad evitare le folate di vento gelido ed improvviso che quando arrivano tolgono il sorriso, dando in cambio soltanto brividi. A passeggio c’ero anch’io tra monumenti, strade e piazze, già viste mille volte in 15 anni di vita romana, ma che ogni volta nel rivederle sembrano nuove e straordinarie. Sciarpa, guanti, cappello, cappotto e cellulare. Mi muovo a più non posso in questa città bella da mozzare il fiato.

    cordialità-riflessione

    “#Roma croce e delizia resta un incanto” è il messaggio inserito in alcuni tweet che ho mandato a mo’ di cartoline per raccontare il conflitto che si vive tra disservizi, sfacciataggine e magnifiche bellezze.

    Nel mio peregrinare, non potendo contare sui servizi pubblici, disastrosi sia per l’inefficienza che per l’approccio ai malcapitati clienti, ho optato per servizi alternativi: car sharing come Car2Go ed Enjoy, taxi 3570 e in ultimo ho provato per la prima volta il servizio Uber.

    Una giornata da turista tra servizi di trasporto pubblico ed alternativi che è stata per me come una scintilla.

    Questa Città Eterna riesce sempre ad essere d’ispirazione.

    E così a fine vacanza, sul sedile posteriore dell’auto che mi accompagnava a Termini pensavo:

    La gentilezza, la buona educazione ed insieme la cordialità e le buone maniere sono diventate un dispendioso servizio extra? Non è facile incontrarle. Sono un optional aggiuntivo? Un over budget? Uno stesso servizio viene espletato con gentilezza o freddezza a seconda del potere economico del cliente?

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    La cordialità ha un prezzo quindi? La cordialità ha un valore e questo è certo, ma è peculiarità solo di un extra service?  E’ un optional aggiuntivo che fa salire il prezzo? Essere educati con le persone vale danaro?

    -Ho passato una bellissima vacanza- pensavo sul treno tornando a nord mentre nello stesso momento avevo in testa, chiara e forte, un’idea che mi dicevo da realizzare: una piattaforma digitale, un grande punto di incontro tra servizi e clienti. Trasporti, ma anche insegnamento, baby/dog/house sitter, idraulici e artigiani: pittori, fabbri, falegnami, autisti, colf… Tutti su una piattaforma dove  professionisti e artigiani vengono riuniti. Una App “#RiparApp” -così sognavo ridendo di chiamarla- per Android e IOS dove sono tutti rintracciabili e rappresentati da un profilo contenente i feedback dei clienti già serviti in passato che ne definiscono così affidabilità e cordialità. Una meravigliosa idea mi dicevo.

    Sul treno appena iniziato il viaggio di ritorno da Roma avevo da parte una bellissima idea.

    Il viaggio proseguiva gradevole e ad alta velocità come previsto, mentre sul cellulare con la stessa alta velocità, click dopo click, si sgretolava la mia bella idea come invece non era previsto.

    Pochi Km più in là avrei avuto la conferma della forza della mia “#RiparApp” che… esisteva già.

    Sul web mi sono imbattuto in un intervista di Massimo Gaggi rilasciata nel novembre 2015 da un certo Marco Zappacosta, figlio d’arte, 30 anni, espatriato con la famiglia dall’Italia a San Francisco. In questa intervista il giovane e talentuoso Marco racconta dell’App Thumbtack che ha inventato 3 anni fa.

    Sul treno di ritorno da quella gita Romana mi era venuta in testa un idea che a San Francisco vale oggi più di un milione di dollari!

    “Che faccio?” mi son detto “Adesso cosa faccio? Prendo il telefono e chiamo! Chi? Devo pur chiamare qualcuno! Chi chiamo..? Ma che ne so… chiamo San Francisco!”

    AG: “Hello San Francisco, it’s me
    SF: “You who?”
    AG: “I’m Andrea.”
    SF: “Ok Andrea, San Francisco here.”
    AG: “Well…listen… I have an idea. Do you know that “good attitude” and “cordiality” will be one of the most important reason to bring people choosing for a service company or for a specific handyman?”
    SF: ”No, we don’t know but we like your point.”
    AG: ” Good… I can explain it.”
    SF: “OK, come here.”
    AG: “Yes I come,”

    Il treno ad alta velocità intanto era arrivato alla stazione Reggio Emilia AV.

    Con la cordialità e gentilezza che mi si confà ho chiuso la telefonata con San Francisco e sono sceso.

    Arrivederci Roma.

    San Francisco arrivo….

  • Digital Magics, l’incubatore di startup apre la sua sede a Palermo

    Digital Magics, l’incubatore di startup apre la sua sede a Palermo

    Digital Magics, l’incubatore di startup ha da ieri aperto ufficialmente a Palermo la sua prima sede in Sicilia. L’occasione è stata anche quella di far conoscere lo stato delle startup nella regione. Con 84 startup innovative è Catania la provincia leader nella regione davanti a Palermo (71), Messina (33) e Agrigento (18). In coda sono Enna e Ragusa rispettivamente con 3 e 2 startup attive.

    Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (DM),  mette a segno un altro tassello importante per quanto riguarda le startup in Italia e da ieri ha aperto ufficialmente, in collaborazione con la società partner Factory Accademia, Digital Magics Palermo, la sua prima sede in Sicilia.

    digital magics startup palermo

    La nuova sede Digital Magics di Palermo è un open space di 500 metri quadri aperto tutto il giorno (dalle 8.00 alle 21.00) dotato di 12 box separati, scrivanie e sale riunioni e un’area relax. Il Giornale di Sicilia ha creduto fin dall’inizio nel progetto con Factory Accademia diventando partner di Digital Magics sul territorio e mettendo a disposizione gli spazi.

    digital magics palermo

    Uno spazio di co-working in partnership con Talent Garden, il più grande network europeo di co-working focalizzato sul settore digitale (partecipato al 30% da Digital Magics), con cui è stato sottoscritto un accordo strategico. Un punto di aggregazione fisico per gli imprenditori digitali e i creativi, collegato in tempo reale con gli altri 13 TAG italiani (3 a Milano, Roma, Bergamo, Brescia, Cosenza, Padova, Genova, Pisa, Pordenone, Sarzana, Torino) e quelli di Barcellona, Tirana e Kaunas (Lituania).

    L’occasione dell’apertura del nuovo spazio innovativo in Sicilia è stata anche quella di far conoscere lo stato delle startup nella regione. E sono 246 le startup siciliane iscritte al registro nazionale, il 4,8% del totale nazionale. Con 84 startup innovative (34% del totale regionale) Catania è la provincia leader nella regione e precede Palermo che ne ha 71 (29%). Più distanziate le provincia di Messina con 33 startup (13%) e Agrigento con 18 (7%) mentre sono poco più di una decina quelle presenti a Caltanissetta e Trapani (12 ciascuno, 5%), e Siracusa (11 – 4%). In coda alla graduatoria sono Enna e Ragusa dove sono attive rispettivamente 3 (1%) e 2 (0,8%) startup. Si tratta prevalentemente di società a responsabilità limitata (srl) e poche società cooperative.

    A Catania e Palermo, dove si concentrano più della metà delle startup siciliane, le aziende innovative si occupano soprattutto di produzione di software e consulenza informatica: se nel palermitano e nel siracusano rappresentano il 30%, nel catanese arrivano al 47%. Sono tante anche a Messina (30,8% del totale) e Siracusa (33,3%). In provincia di Palermo (17,2%) ci sono in percentuale più startup nel settore della ricerca scientifica e sviluppo che a Catania (14,1%). Fra le startup anche diversi studi di architettura e ingegneria, collaudi e analisi tecniche. Ad Agrigento sono quasi un quarto del totale (21,4%), a Palermo il 7,8%.

    La capitalizzazione media delle startup siciliane, secondo i dati di Digital Magics, è di 10 mila euro.  Se a Palermo sono il 76% del totale (54 su 71) a Catania arrivano al 77% (65). Anche a Messina pesano per oltre i due terzi (76% e 25) così come ad Agrigento (78%) e Caltanissetta (83%). Si scende sotto questa soglia solo a Trapani (67%) e Siracusa (72%). Nel catanese solo il 14% (12) delle imprese innovative ha un capitale sociale fino a 50 mila euro mentre sfiorano il 5% (4) quelle con capitale da 50 a 250 mila euro. Sono meno le startup palermitane con capitale da 10 a 50 mila Euro (quasi il 10% del totale), ma sono di più (8%) quelle da 50 a 250 mila euro. L’unica startup siciliana che supera i 5 milioni di euro di capitale sociale è nel ragusano e opera nel comparto energetico.

    In Sicilia la prima startup viene fondata nel 2009, ma il vero boom di iscrizioni nel Registro delle Imprese Innovative si è registrato nel 2014 (84 iscrizioni in Sicilia) con Palermo (33) davanti a Catania (25). Nel 2015 il trend è rallentato stavolta con una maggiore natalità di imprese innovative nel catanese (23) rispetto al capoluogo (19).  L’analisi di Digital Magics sul versante economico-finanziario ha evidenziato come grazie al fondo di garanza per le startup del Ministero dello Sviluppo Economico, fino all’agosto dello scorso anno, sono arrivati in Sicilia quasi 6,5 milioni di euro mentre nel 2014 su 297 operazioni di venture capital appena 5 hanno riguardato l’isola contro i 13 della Campania.
    digital magics startup italia palermo

    Come potete vedere dalla tabella in alto, le regioni con la più alta densità di startup in Italia sono la Lombardia (21,9%), Emilia Romagna (11,2%) e Lazio (9,7%). La Sicilia ha una densità di startup del 4,8%, mentre la Campania è la prima regione del sud da questo punto di vista con una densità di startup del 6%.

  • Startup, tutti i numeri sugli investimenti in Italia nel 2015

    Dopo la panoramica mondiale sulle startup del precedente articolo, vediamo  qual è la situazione italiana degli investimenti, grazie ai numeri diffusi da StartupItalia! e FinSMEs.

    Come di consueto dicembre è il mese di resoconti e considerazioni su quanto è accaduto nell’anno che si sta per concludere. I numeri sono sempre protagonisti e ci offrono una panoramica precisa, anche se in parte suscettibile di interpretazioni diverse.

    Nel precedente articolo ho parlato dell’infografica realizzata da Coupofy, che offre un’idea d’insieme dell’ecosistema startup mondiale; al termine vi invitavo però ad approfondire i dati sulle startup italiane da fonti nazionali ufficiali per avere una visione più precisa e aggiornata sul loro numero. Per una valutazione e un confronto sul tema degli investimenti in Italia invece, oggi ci vengono in aiuto i dati diffusi da StartupItalia! e FinSMEs.
    E qui, come era ovvio aspettarsi, le proporzioni ci danno contezza della consistenza dell’ecosistema startup nazionale.

    Abbiamo visto infatti quali sono i cosiddetti “unicorni”, ovvero startup la cui valutazione supera il miliardo di dollari; abbiamo visto acquisizioni per cifre da capogiro (come i 19 miliardi di dollari per Whatsapp). In Italia si parla di 1 miliardo di euro di investimenti e finanziamenti da destinare alle startup di casa nostra, come obiettivo complessivo da raggiungere entro il 2018.

    Ma veniamo ai dati che sono stati raccolti da StartupItalia! e FinSMEs direttamente dalle notizie comunicate da startup e investitori durante questo ultimo anno. Nel 2015 in Italia sono stati raggiunti 97,977 milioni di euro in 74 operazioni di investimento.

    InfograficaInvestimenti_startupitalia

    (Clicca sull’immagine per visualizzarla in modalità estesa)

    Un numero preciso ma che, per la natura della raccolta dei dati, come dichiarato da Startup Italia, non può tenere conto della totalità dei finanziamenti; alle operazioni di investimento inferiori ai 300.000 euro infatti viene data raramente evidenza e comunicazione dagli stessi investitori o dalle startup che li ricevono.

    Ad ogni modo si rimane verosimilmente entro la soglia dei 100 milioni, ben al di sotto dell’obiettivo di 1 miliardo da raggiungere in meno di 3 anni. Ce la faremo?

    Opinioni a parte, un dato su tutti sembra pesare sulla risposta a questa e ad altre domande sull’”ecosistema italico”, ed è la distribuzione dei fondi raccolti: dei quasi 98 milioni di investimento totale, 63,5 sono stati raccolti da due sole società. Startup italiane… in parte. Si chiamano Gelesis (che ha raccolto 31,5 milioni) e M.Gemi (che ha ricevuto quest’anno 32 milioni), società che hanno i loro centri di ricerca e sviluppo rispettivamente in Salento e a Firenze ma entrambe la sede legale a Boston.
    Il finanziamento più alto ricevuto da una startup italiana è quindi quello di MoneyFarm con 16 milioni di euro.

    Sono dati che fanno riflettere. Qual è la vostra opinione?

  • Startup, tra angeli e unicorni ma con i piedi per terra

    Angeli e unicorni. No, non sono favole, parliamo di startup, in qualche caso di startup “da favola”, gli unicorni per l’appunto, ma pur sempre di imprese. Imprese innovative che a volte riescono a conquistare il mercato con una velocità che va oltre ogni ragionevole previsione. A volte.

    C’è chi parla di “bolla”, chi di innovazione “disruptive”, certo è che alcune di queste imprese sono riuscite a conquistare un pubblico vastissimo, generando profitti attraverso l’ideazione e lo sviluppo di soluzioni a problemi diffusi e, non di rado, inducendo nuovi bisogni, creando nuovi consumatori. Un sogno partito dalla Silicon Valley dove, nel secolo scorso, le visioni di pochi sono diventate realtà, quelle realtà che oggi trainano il mercato del web e della tecnologia e fanno ormai parte della nostra quotidianità.

    Startup. Una realtà ma anche una suggestione che alimenta ogni giorno sogni e polemiche che possono trovare conferme o smentite solo nei numeri.
    Ed è proprio dalla ricerca di questi numeri che nasce l’infografica realizzata da Coupofy.com. L’analisi è stata condotta consultando 38 fonti (per chi volesse approfondire sono indicate in fondo all’infografica stessa) e ha portato alla luce dei fatti interessanti.
    Qual è il paese più imprenditoriale al mondo? L’Uganda, con il 28,1% di popolazione adulta impegnata in attività imprenditoriali.
    In Nigeria ci sono tante startup quante in Germania.
    L’India, per numero di startup, sembra essere seconda solo agli Stati Uniti.
    In Cile le startup possono richiedere $40.000,00 di finanziamento pubblico a fondo perduto.

    Se da un lato alcuni di questi dati sorprendono, ce ne sono altri che confermano tendenze ormai note a chi si interessa di questo settore, come ad esempio il costante e risoluto impegno di Israele nello sviluppo di un ecosistema capace di attirare startup da paesi stranieri, con uno stanziamento di ben $450.000.000,00.

    Scorrendo l’infografica ci si imbatte nel capitolo “unicorni”. Già, gli unicorni esistono ma, come tali, sono la minima parte della scuderia mondiale delle startup. Anche se per essere considerate “unicorni” queste imprese devono superare il miliardo di dollari di valutazione da parte delle società di venture capital, nella top ten illustrata da Coupofy.com, al decimo posto troviamo Dropbox, con una valutazione di ben 10 miliardi di dollari, “solo” un miliardo in meno di Pinterest. Risalendo la classifica troviamo nomi come Snapchat e Airbnb, rispettivamente al quinto e terzo posto con valutazioni di 16 e 25,5 miliardi, per raggiungere l’Olimpo con i 51 miliardi di dollari di Uber. Se la top ten è quasi a totale appannaggio degli Stati Uniti, anche se non si possono non notare i dati di Cina e India, tra i nuovi unicorni troviamo l’europea BlaBlaCar, con una valutazione di 1,6 miliardi di dollari.

    (Cliccando sull’immagine si può consultare l’infografica sul sito Coupofy.com)

    startup unicorni

    Fiumi di dollari anche per le acquisizioni. Nella top ten in questo caso troviamo Facebook sia al decimo sia al primo posto, rispettivamente per l’acquisizione di Instagram per un miliardo di dollari a quella di WhatsApp per 19 miliardi!

    Tra le startup più influenti sul web troviamo invece Prezi al decimo posto, Hootsuite al sesto e sul podio Mailchimp, Behance ed Eventbrite rispettivamente al primo, secondo e terzo posto.

    Vi invito a scorre questa interessante infografica per scoprire tutti i dati della ricerca condotta da Coupofy.com.
    Dopo la consultazione dei dati riferiti all’Italia, indicati nell’infografica, vi consiglio un confronto e un approfondimento dei dati pubblicati dalle fonti ufficiali nazionali, come ad esempio il Report delle startup innovative del Registro Imprese [qui il Report in PDF].

    Dati curiosi e interessanti e cifre da capogiro. Voi cosa ne pensate?

  • Addio a Enrico Gasperini, fondatore di Digital Magics

    Addio a Enrico Gasperini, fondatore di Digital Magics

    Triste notizia per quel che riguarda il digitale in Italia, è venuto a mancare Enrico Gasperini, fondatore di Digital Magics, uno dei più attivi incubatori di startup, e presidente di Audiweb.

    Triste notizia quella di oggi, nella notte tra il 5 e 6 novembre è venuto a mancare Enrico Gasperini, 53 anni originario di Cesena, imprenditore del digitale, tra i pionieri nella costruzione e diffusione della cultura digitale e di Internet in Italia.

    Enrico Gasperini è stato anche fondatore di Digital Magics, uno degli incubatori di startup tra i più attivi in Italia. Fondata ne 2004, insieme a Alberto Fioravanti, Gabriele Ronchini e Gabriele Gresta, Digital Magics dal 2008 comincia ad operare come incubatore aziendale di startup innovative digitali. A maggio del 2013 quotazione all’AIM, Mercato Alternativo del Capitale di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. E a fine luglio dello stesso anno, la società entra in Borsa.

    Enrico-Gasperini-Digital-Magics

    Tra le startup che sono incubate da Digital Magics ricordiamo Buzzoole, Intertwine, Plannify, Cambio Merci, Tripitaly, Prestiamoci, Almadom.us e Profumeria Web.

    All’Internet Festival di Pisa dello scorso ottobre Gasperini aveva presentato un white paper” per le startup, un documento con cui si rivolgeva al governo indicando gli 8 punti necessari per lo sviluppo dell’ecosistema legato all’Innovazione nel nostro paese. Tra i punti c’è anche la richiesta della crescita al 30% delle detrazioni per chi investe nei giovani e in startup.

    Digital Magics ha emesso stamane un breve comunicato con cui ricorda il proprio presidente:

    È mancato questa notte a tutti noi, amici e collaboratori, Enrico Gasperini, uno dei più grandi innovatori che il nostro Paese potesse vantare nell’ambito dell’imprenditoria digitale, ma soprattutto uomo di grandissima umanità e generosità.

    Con infinito dispiacere e immenso dolore comunichiamo che i funerali di Enrico saranno domani Sabato 7 novembre alle 15 presso la Chiesa di Santa Barbara in Piazza Santa Barbara a San Donato Milanese (fermata M3 S. Donato).

    Dal 2007 Enrico Gasperini era anche presidente di Audiweb, l’ente italiano che rileva i dati di audience di internet in Italia, offrendo al mercato dati sulla fruizione del mezzo sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

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