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  • Twitter/X cambia ancora, via i titoli dalle anteprime con link

    Twitter/X cambia ancora, via i titoli dalle anteprime con link

    Musk procede nella sua opera di smantellamento di Twitter che oggi si chiama X. Adesso vuole eliminare i titoli dalle anteprime dei contenuti con link, sperando che i giornalisti arrivino a pubblicare articoli direttamente sulla piattaforma. Gli stessi giornalisti che critica ogni giorno.

    Musk continua la sua opera di smantellamento di Twitter, che oggi si chiama X. E dopo una settimana in cui si è parlato di rimuovere la funzionalità del blocco, che potrà essere sostituita da una sorta di silenziamento potenziato, il vero cruccio di Musk è il mondo del giornalismo.

    Qualche giorno fa ha fatto molto discutere il ritardo di 5 secondi imposto (a questo punto) all’apertura del link da notizie condivise sulla piattaforma da testate poco simpatiche al capo della Tesla. Un ritardo che ha riguardato testate giornalistiche criticate da Musk proprio su Twitter/X. Tra tutte il New York Times. E ha fatto discutere anche la temporanea scomparsa dei link, e delle immagini, da contenuti condivisi tra il 2011 e il 2014. Tutto risolto poi come un bug che aveva generato la temporanea cancellazione.

    E poi, tra le testate criticate, nelle ultime ore Elon Musk ha aggiunto anche Mashable, rea di essere critica verso la gestione odierna della piattaforma, generando critiche da parte dei suoi utenti più vicini che hanno preso di mira Mashable e facendo anche altri nomi.

    twitter x elimina titoli anteprima franzrusso.it

    Il vero cruccio di Musk è proprio il giornalismo che ha sempre visto Twitter come piattaforma ideale per condividere notizie e informazioni, sfruttando le caratteristiche della dinamicità e del tempo reale. Caratteristiche che, a seguito delle continue modifiche che Musk sta apportando, sono sempre più messe a serio rischio.

    L’ultima, in ordine di tempo, è quella di eliminare i titoli dalle anteprime dei contenuti condivisi con link. Sapete che condividendo un articolo da un sito di informazioni o da un blog la piattaforma genera, automaticamente, una card (una scheda riassuntiva), dove si vede il link del sito, il titolo e la descrizione.

    Ora Musk vuole eliminare il titolo e incorporare il link nell’immagine, in modo da lasciare spazio all’utente per inserire contenuto al tweet, nel momento della condivisione. L’utente, o comunque il giornalista stesso, dovrà scrivere necessariamente qualcosa per rendere il tweet interessante. Ed è anche questo un passaggio che rischia di cambiare notevolmente l’esperienza.

    twitter x senza titoli esempio

    Il problema è che così facendo, eliminando il titolo, ossia la prima parte che si vede all’interno del contenuto condiviso, si rende più difficile per l’utente l’intenzione di cliccare per leggere l’articolo. Link che si trova incorporato nell’immagine.

    Chiaro, l’immagine che si vede resta comunque cliccabile, ma resta molto meno probabile che l’utente vada a cliccare.

    L’idea di Musk, e lo sta raccontando ormai da giorni, è quella di portare i giornalisti, i blogger, a condividere i propri articoli direttamente sulla piattaforma. Riportando sempre il tema alla possibilità di poter guadagnare.

    Musk si riferisce sempre alla condivisione dei guadagni dell’advertising con gli utenti. Al momento il sistema prevede che si inizia a guadagnare partendo da 5 milioni di visualizzazioni realizzate nell’arco di 90 giorni. Un parametro che diventa molto complicato, non impossibile certo, da realizzare il lingua italiana, dove non è ancora disponibile (per completezza di informazione è disponibile solo negli Usa).

    Nonostante tutto questo, e nonostante la grande propaganda generata sui pagamenti dagli utenti a lui vicino, Musk non ha realizzato nulla per incentivare gli utenti a creare direttamente contenuti sulla piattaforma.

    In primo luogo, Musk omette di dire che la possibilità di generare contenuti più lunghi al momento è limitata solo agli utenti abbonati a Twitter Blue, oggi X Premium e sull’incentivare i giornalisti a creare articoli direttamente su Twitter/X non è prevista alcuna renumerazione.

    E poi, dopo aver sistematicamente criticato i giornalisti e le testate stesse, come spera Musk di vedere giornalisti intenzionati a scrivere direttamente sulla sua piattaforma? Impostando incentivi economici? E siamo sicuri che questi stessi giornalisti criticati da Musk sarebbero disposti ad accettare?

    Il dato di fondo che rimane è che Elon Musk sta continuamente smantellando la piattaforma, la sta modificando a tal punto da cambiare profondamente l’esperienza per gli utenti. E questo rischia di essere un grande problema, che al momento lui finge di non considerare, che potrebbe mettere a repentaglio tutte queste sue iniziative.

    E poi, qualche giorno fa, lo ha ricordato lui stesso che la sua piattaforma potrebbe anche fallire, anche se ha aggiunto che farà di tutto per evitarlo. Intanto, continuando di questo passo non sta certo aiutando la piattaforma a restare a galla, ma la sta affossando ogni giorno di più.

  • Meta pronta a lanciare la versione web di Threads

    Meta pronta a lanciare la versione web di Threads

    Meta è pronta a lanciare la versione web di Threads. L’app di testo, presentata come la vera alternativa a Twitter/X, dopo la partenza a razzo, viene usata sempre di meno dagli utenti. E resta ancora non disponibile nella UE.

    Meta ha annunciato il lancio della versione web/desktop di Threads, l’applicazione di testo di Menlo Park, già all’inizio di questa settimana, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Si tratta di una delle novità più significative tra le funzionalità richieste dagli utenti di Threads che ormai da settimane chiedono l’implementazione di nuove funzionalità. L’app, lanciata agli inizi dello scorso mese di lugli, è stata inizialmente ben accolta anche se, col passare delle settimane, il suo utilizzo è diminuito progressivamente.

    Sebbene fosse possibile visualizzare i post specifici dei thread sul web, l’accesso era limitato, poiché l’app era principalmente concepita per i dispositivi mobili.

    Adam Mosseri, il capo di Instagram, ha annunciato che una versione web di Threads è in fase di test interni e sarà presto disponibile al pubblico. Anche se la data di lancio definitiva potrebbe subire delle variazioni, sembra probabile che l’annuncio ufficiale avverrà entro l’inizio della settimana.

    Mosseri ha chiarito che la versione attuale della versione web potrebbe presentare alcune imperfezioni, ma l’azienda sta lavorando per renderla completamente funzionale prima del rilascio ufficiale.

    threads versione web franzrusso.it

    Evidentemente, questa mossa è un tentativo da parte di Meta di rilanciare Threads e di provare ancora ad imporsi come vera alternativa a Twitter/X.

    Ricorderete tutti che quando è stata lanciata, Threads è diventata l’app più veloce a raggiungere i 100 milioni di download, raggiungendo questo traguardo in soli cinque giorni. Ma, nonostante la partenza a razzo, il suo utilizzo è diminuito rapidamente, soprattutto a causa delle notevoli carenze di alcune funzionalità, tra cui l’assenza di una versione web completa.

    Meta, di recente, ha cercato di migliorare l’app introducendo alcune nuove funzionalità, tra cui la possibilità di impostare le notifiche per i post degli account e la visualizzazione dei post in un feed cronologico. Sono state aggiunte etichette per i media controllati dallo stato in risposta a segnalazioni di episodi di propaganda.

    Eppure, nonostante tutti questi sforzi, l’utilizzo di Threads è diminuito drasticamente, con un calo dell’85% rispetto al mese successivo al suo lancio. Da un picco di quasi 50 milioni di utenti attivi giornalieri in tutto il mondo, il numero è sceso a meno di 10 milioni.

    In confronto, X Corp., precedentemente conosciuta come Twitter, conta circa 363,7 milioni di utenti attivi mensili. Twitter/X ha riportato 238 milioni di utenti attivi giornalieri nel luglio 2022.

    L’introduzione di una versione web di Threads potrebbe essere fondamentale per Meta per aumentare la popolarità dell’app anche su Internet, contribuendo così a contrastare la concorrenza con Twitter/X.

    Oltre alla versione web, il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha annunciato che l’azienda sta pianificando di migliorare la funzione di ricerca nell’app Threads nelle prossime settimane. Attualmente, gli utenti possono cercare profili utente ma non possono effettuare ricerche di post utilizzando parole chiave. Uno sforzo che mira a potenziare ulteriormente l’app e a soddisfare le esigenze degli utenti.

    Vale la pena ricordare che, come tutti già sanno, Threads non è disponibile all’interno della UE. Un dato questo rilevante anche in termini numeri, ma che è reso necessario dal fatto che l’app non è ancora in grado di soddisfare i requisiti delle norme UE in fatto di privacy.

    In queste settimane Meta, così come altre società proprietarie di piattaforme social media e servizi digitali, è sottoposta ad una ulteriore prova di conformità al Digital Services Act. La data del 25 agosto si avvicina e a quella data le società devono adempiere agli obblighi richiesti, pena una severa mula che potrebbe arrivare anche al 10% del fatturato realizzato a livello globale.

    Ma su questo torneremo più avanti.

  • Ecco come funziona il nuovo algoritmo di Twitter/X

    Ecco come funziona il nuovo algoritmo di Twitter/X

    Il nuovo algoritmo di Twitter/X cambia radicalmente la piattaforma. Innesca nuove strategie per la visibilità, affidando un ruolo più evidente alle risposte, generando un nuovo impatto sui contenuti. Ecco come funziona.

    Sin dall’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk nell’ottobre del 2022, ho sempre ritenuto che il destino della piattaforma fosse strettamente legato al destino stesso di Musk. Ed è proprio così che le cose si sono sviluppate.

    L’obiettivo del capo di Tesla era chiaro fin dall’inizio: trasformare Twitter in un ricordo del passato. Cancellando ogni traccia di ciò che era prima per fare spazio alla sua creazione, “X”. Una piattaforma che, prima o poi, potrebbe evolversi in una sorta di WeChat.

    E, in tutta sincerità, nessuna di queste mosse ha sorpreso.

    Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, c’è un aspetto che ha radicalmente riscritto le regole del gioco. E dimostra inequivocabilmente che ciò che oggi continuiamo a chiamare “Twitter” non è più tale. È qualcosa di completamente differente.

    Il nuovo algoritmo di X

    Questo drastico cambiamento è divenuto visibile soltanto attraverso una rielaborazione dell’algoritmo. Solo immergendosi nella comprensione del nuovo algoritmo di “raccomandazione”, è possibile cogliere ciò che è effettivamente mutato. E ciò che invece è rimasto invariato di Twitter.

    twitter X algoritmo franzrusso.it

    Di fronte a questo cambiamento, una cosa va affermata senza alcun indugio: di Twitter resta ben poco, o quasi nulla. Pur mantenendo il suo nome in alcune pagine, il funzionamento della piattaforma è stato completamente rivoluzionato.

    Questa metamorfosi è stata chiaramente percepita anche dagli utenti stessi.  I quali hanno visto progressivamente svanire tutto ciò che aveva caratterizzato l’esperienza precedente.
    Per cercare di spiegare il nuovo algoritmo, mi sono impegnato nell’analizzarlo. Benché non sia un esperto, un nerd per intenderci, ho cercato di focalizzare gli aspetti che sono rilevanti per gli utenti. Al fine di spiegare perché adesso la sezione “Per te” mostra contenuti e utenti diversi rispetto a prima.

    L’algoritmo di Twitter/X, noto come “raccomandazione”, opera ora in maniera completamente diversa per mettere in evidenza i contenuti.

    L’algoritmo di X, alcuni suggerimenti

    Basandomi su quanto ho potuto comprendere del suo funzionamento, desidero condividere alcuni suggerimenti chiave:

    • È preferibile condividere tweet senza includere link esterni, poiché la piattaforma tende a favorire contenuti “interni”;
    Le risposte ai tweet hanno un peso considerevole, equivalente a 27 tweet, rendendole particolarmente influenti;
    I reply dell’autore a una risposta in un tweet hanno un valore ancor più elevato. Pari addirittura a 75 tweet.

    Fatte queste premesse in merito al nuovo algoritmo, è consigliabile optare per tweet che stimolino conversazioni attive. E rispondere prontamente nelle prime ore dalla pubblicazione. Inoltre, privilegiare tweet contenenti immagini o video senza link esterni, che possono invece penalizzare la visibilità.

    Algoritmo di X e nuove strategie

    Una strategia alternativa all’inclusione di link nei contenuti potrebbe essere adottare l’approccio di qualche tempo fa su Instagram, suggerendo “Link in bio”. Anche se è tutta da valutare. Questa visione può offrire un’idea del funzionamento attuale dell’algoritmo di Twitter/X.

    Con riferimento al nuovo algoritmo di raccomandazione di Twitter/X, il quale determina quali contenuti catturano l’interesse degli utenti, è opportuno, prima di esplorare ulteriori aspetti, fare un breve riassunto.

    È ormai chiaro che l’algoritmo:

    Non predilige contenuti contenenti link esterni;
    • Considera maggiormente testi corredati da immagini e, ancor più, da video;
    • Valorizza le risposte ai post.

    Se un utente ha precedentemente interagito con i tuoi tweet attraverso RT, like o risposte, è probabile che l’algoritmo spinga in maniera significativa i tuoi contenuti.

    Una strategia per aumentare la visibilità potrebbe essere la diversificazione dei temi trattati. Tuttavia, tale approccio potrebbe compromettere la specificità dei contenuti.

    Contrariamente alla prassi precedente, rimanere fedeli a un tema specifico potrebbe comunque indurre l’algoritmo a promuovere i tuoi contenuti tra coloro che interagiscono maggiormente, all’interno di una specifica nicchia.

    In un tweet precedente sulla stessa tematica, all’interno della discussione generata (rintracciabile nel mio profilo tra gli highlights), avevo accennato all’importanza che l’algoritmo attribuisce alla reputazione. Ciò implica che l’algoritmo valuti i contenuti anche in base alle reazioni che suscitano.

    Qualora i contenuti vengano frequentemente segnalati o le conversazioni degenerino in controversie da te generate, l’algoritmo potrebbe penalizzarli. Tutto ciò supponendo che sia effettivamente così…

    Altri elementi da considerare

    Altri elementi che emergono dall’algoritmo di Twitter/X riguardano anche il rapporto follower-following. Se seguite più persone di quante vi seguono, allora l’algoritmo tenderà a limitare la visibilità dei contenuti. Viceversa, se il numero di follower è più alto, con un rapporto tra i due valori molto alto, questo sarà valutato in modo molto positivo all’algoritmo.

    E poi, fatte salve queste considerazioni, sembra che l’algoritmo, stiamo parlando sempre della sezione “Per te”, abbia esteso la visibilità di un contenuto, ritenuto valido dal sistema, in quanto soddisfa i requisiti richiesti, dalle 24 alle 48 ore. Un dato assolutamente nuovo per una piattaforma, come era Twitter, che poggiava tutto sul tempo reale.

    Se così dovesse confermarsi – e così sembra essere per davvero – la modalità del tempo reale verrebbe dunque penalizzata a vantaggio di una modalità (anche questa) che porta la piattaforma a essere più simile alle altre. Ad una in particolare: TikTok. Infatti, buona parte degli elementi della piattaforma di Musk riprendono quelli dell’app cinese.

    Algoritmo di X e gli hashtag

    Un’altra caratteristica storica di Twitter che sta progressivamente perdendo importanza è rappresentata dagli “hashtag”. Questi simboli hanno scritto pagine importanti nella storia della piattaforma, ma ora stanno gradualmente scemando nell’attenzione del nuovo algoritmo di raccomandazione. La regola sembra essere quella di utilizzarne al massimo uno. Ciò che è certo è che le parole introdotte dall’hashtag hanno ora meno rilevanza.

    E poi, giungiamo all’ultimo tassello del puzzle: la piattaforma restringe la visibilità di tutti i contenuti che contengono il nome della nuova app di Meta. Questo divieto è palese e inequivocabile. Oltre a penalizzare i link diretti alla piattaforma, l’app di Musk si adopera per cancellare e non far apparire il suo nome neppure nelle ricerche interne.

    E per restare sulla cronaca, come ha scoperto di recente il Washington Post, di recente la piattaforma di Musk ha aggiunto 5 secondi di ritardo all’apertura di link che dirottassero gli utenti verso siti e piattaforma social media a lui antipatiche.

    Certo, pochi secondi se si prendono in assoluto, ma possiamo garantire che si tratta di un tempo necessario a disincentivare la visita al sito. Questo crea un calo significativo nel traffico verso il sito/piattaforma e un conseguente calo in pubblicità.

    Questo atteggiamento riporta i social media indietro di quasi vent’anni, a quando pratiche simili erano adottate più o meno universalmente.

    Per concludere, con la speranza di aver contribuito a comprendere in maniera più approfondita il funzionamento del nuovo algoritmo di Twitter/X, è innegabile constatare che l’opera di smantellamento di ciò che esisteva in precedenza è stata compiuta in tutta la sua interezza. Il nuovo volto di Twitter è qui, e le regole del gioco sono cambiate radicalmente.