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  • L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    Con un tweet dall’account ufficiale, Apple ha invitato gli utenti a guardare lo streaming dell’Apple Event del 12 settembre anche su Twitter. Mettendo un like sul tweet, gli utenti riceveranno gli aggiornamenti utili per seguire la diretta che partirà dalle ore 19 italiane.

    Dopo aver esteso la possibilità di poter seguire il live dell’ultimo WWDC anche su browser come Chrome e Firefox, prima era solo limitato a Safari e Edge, Apple permetterà agli utenti di seguire l’Apple Event anche in live streaming su Twitter. E ad annunciarlo è il colosso di Cupertino dal suo account ufficiale. Con il tweet gli utenti sono invitati a mettere un like per poi ricevere tutti gli aggiornamenti per seguire l’atteso evento. Apple usa Twitter solo con la modalità “promoted only”, nel senso che i contenuti condivisi sono in realtà degli annunci pubblicitari. Questo spiega perchè l’account abbia oltre 2 milioni di follower e zero tweet.

    evento apple 12 settembre 2018

    L’annuncio infatti è destinato solo ad utenti che rientrano nel target imposto da Apple. Ma, in ogni caso, si tratta di un evento nell’evento, essendo la prima volta che Apple apre le sue porte addirittura a Twitter per seguire un evento importante come quello di domani 12 settembre 2018.

    E poi, a scanso di equivoci, e per rispondere a tanti stanno sollevando dubbi sulla reale possibilità di seguire l’evento su Twitter, il tweet dice chiaramente “to watch” per vedere l’evento sulla piattaforma da 280 caratteri. Infatti, sarà lì che potrà essere seguito l’evento. Apple non ha fatto alcuna partnership con Twitter per rendere possibile seguire l’evento direttamente sulla piattaforma di Jack Dorsey.

    L’evento inizierà alle ore 10 della California, quando in Italia saranno le ore 19, e potrà essere seguito sul sito Apple Events e anche su Apple Tv.

    Quindi se siete dei veri utenti appassionati dei prodotti Apple e se volete quindi conoscere in tempo reale il nuovo iPhone che sarà presentato domani, insieme ad altri prodotti, non vi resta che mettere like (il cuoricino) sul tweet e ricevere gli aggiornamenti.

  • Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter da oggi dedica un fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​ ​#PrevenzioneSuicidio #GMPS2018​ ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Twitter è sempre al fianco delle associazioni che si attivano per prevenire e per affrontare i grandi problemi che attanagliano le nostre società. E un’occasione come queste è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​  ​#PrevenzioneSuicidio​  ​#GMPS2018​  ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi ogni anno sono circa 800.000, vale a dire una persona ogni 40 secondi. A livello globale, il suicidio è la seconda causa di morte tra le persone in età compresa tra i 15 e i 29 anni.

    twitter giornata prevenzione suicidio

    Prevenire il suicidio rimane una questione estremamente delicata e complessa, ma Twitter ritiene che sia importante che le persone in difficoltà vengano ascoltate e che possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno.
    Le numerose community su Twitter sono una fonte di supporto positivo e possono incoraggiare gli utenti più in difficoltà a non farsi del male e a cercare un sostegno da parte di professionisti.

    Inoltre, le ONG spesso usano Twitter come canale per identificare e raggiungere persone vulnerabili con cui altrimenti non potrebbero avere contatti e per diffondere ulteriormente gli importanti servizi che forniscono.

    emoji gif twitter giornata prevenzione suicidio

    La presenza di queste organizzazioni rappresenta il trend globale con cui i servizi per la salute mentale si stanno sempre più digitalizzando per andare incontro alle esigenze della società e soprattutto per raggiungere il target dei giovani. Le organizzazioni per la salute mentale offrono servizi fondamentali tramite i canali digitali e tramite le più importanti piattaforme social, che hanno visto un incremento nell’utilizzo e che riflettono il modo in cui la società comunica oggi.

    Twitter ha uno ​strumento specifico per segnalare ​le persone che minacciano di suicidarsi o di farsi del male e un team specializzato che si occupa di analizzare le segnalazioni. Una volta ricevuta una segnalazione del genere, Twitter contatta l’utente segnalato e gli/le indica che c’è qualcuno che ha segnalato che potrebbero essere a rischio. Successivamente Twitter fornirà all’utente segnalato le risorse online e offline disponibili e lo incoraggerà a cercare aiuto.

    Inoltre, Twitter darà le informazioni relative all’​Help Centre sia alle persone che potrebbero pensare o al suicidio o a farsi del male, sia alle persone che si preoccupano per un altro utente di Twitter.
    Twitter ritiene che le partnership e le iniziative in questo ambito diano un importante contributo agli sforzi in corso per affrontare una tematica così seria e delicata.

  • Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Da oggi un ristretto numero di utenti ha la possibilità di usare una nuova versione desktop di Twitter. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Come la modalità notturna, i segnalibri e anche la modalità risparmio dati.

    Dopo aver testato funzionalità per lo sviluppo della piattaforma, soprattutto in chiave mobile, da oggi Twitter ha lanciato una nuova versione per il web e desktop della piattaforma, in modalità test visibile e utilizzabile solo per un ristretto numero di utenti. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida della piattaforma che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Da quello che si vede, si tratta di una versione che davvero rivoluziona l’uso di Twitter da desktop, avendo, già dal punto di vista grafico, molte similitudini con la versione mobile.

    Trattandosi quindi di una versione che cerca di rendere l’esperienza dell’utente desktop più vicina a quella mobile, Twitter ha quindi incorporato in questa versione tre funzionalità principali, per adesso, trattandosi di un test.

    nuova versione desktop twitter profilo

    Per prima cosa, siamo di fronte ad una versione che sposta tutto sulla destra mettendo la timeline, dove scorrono i tweet condivisi sulla sinistra. Sulla destra troviamo quindi il riquadro con i suggerimenti di chi seguire e, più in basso, le tendenze in tempo reale. Cambia anche la pagina profilo. La struttura è la stessa della home, solo che viene rivoluzionata l’immagine header, diventa quindi molto più piccola, e lo spazio a destra dell’immagine di copertina viene occupato dalle immagini condivise, quelle che prima di trovavano un po’ più in basso a sinistra.

    Guardiamo adesso le funzionalità introdotte.

    twitter nuova versione desktop segnalibri

    La prima è la possibilità di poter utilizzare la funzionalità dei segnalibri. Lanciata alla fine di febbraio di quest’anno per l’app mobile, è stata una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti. La possibilità di poter salvare i tweet anche nella versione desktop è sicuramente una grande idea. Siamo sicuri che sarà molto apprezzata da tutti, una volta che Twitter rilascerà questa modalità per tutti gli utenti.

    nuova versione twitter modalità notturna

    Altra funzionalità che ha riscosso un buon successo da mobile è la modalità notturna, lanciata a luglio del 2016 per Android. La modalità è attivabile dal menù principale, solo che a differenza della versione mobile, individuabile dalla luna in basso a sinistra, da desktop è attivabile spostando verso destra la leva della voce, appunto, Modalità notturna.

    Terza funzionalità che viene introdotta in questa versione PWA è quella del Risparmio dati, attivabile sempre spostando la leva verso destra. Una volta attivata, Twitter impedisce la visualizzazione in automatico di immagini e video, rilasciando il contenuto nella modalità che vedete nell’immagine che abbiamo ricavato.

    nuova versione desktop twitter nuovo tweet

    Ma non è tutto perchè cambia anche relativa alla composizione del tweet, adesso è uno spazio più aperto perdendo quella caratteristica di “scatola chiusa” che avevamo sempre visto finora. Cambia anche la modalità i incorporare i tweet, adesso è possibile modificare il colore del link e dello sfondo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1037742693575733248

    Twitter non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale riguardo a questo test, tranne il tweet che vedete qui sopra, e non ha neanche specificato chi e quanti sono gli utenti che ad oggi possono usare la nuova versione, avendo sempre la possibilità di poter tornare a quella precedente.

    Da quello che possiamo vedere, si tratta di una versione che ci piace molto, è rivoluzionaria più dal punto di vista della grafica, molto mobile. Apprezzabile il fatto che ci sia una certa corrispondenza, in termini di funzionalità, tra la versione desktop e quella mobile. Non ci è piaciuta, almeno per quello che possiamo vedere oggi, la pagina profilo. Il fatto che no ci sia l’immagine header in alto più grande, rende il tutto più impersonale.

    Gli utenti che sono in grado di visualizzare e usare questa modalità sono invitati a fornire a Twitter feedback in modo da migliorare ancora la versione. E’ quindi probabile che la versione che vi abbiamo descritto può subire qualche cambiamento.

  • Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter in questi giorni mostra di essere intenzionato a migliorare la piattaforma, per renderla più “colloquiale”. Alcuni blog americani hanno riportato un tweet condiviso da Sara Haider, product manager di Twitter, in cui mostrava l’indicatore di stato e le risposte ad un tweet in stile Facebook. E il modifica tweet che fine ha fatto?

    Twitter è sempre più alla ricerca di funzionalità e modalità che possano rendere la piattaforma sempre più interessante e coinvolgente. Se qualche giorno fa vi davamo notizia di un breve test effettuato sulla funzionalità di suggerire chi non seguire, ecco che nuove funzionalità vengono testate dai manager di Twitter chiedendo un feedback agli utenti.

    La notizia, riportata da diversi blog e siti americani, è che Sara Haider, product manager di Twitter, ha condiviso un tweet in cui mostra due funzionalità che hanno l’obiettivo di rendere Twitter più “conversational”, conversazionale, nel senso di rendere la piattaforma più colloquiale o discorsivo. Dovrebbe essere quindi un modo per coinvolgere gli utenti sulla piattaforma con modalità che spingono alla conversazione.

    twitter conversazionale indicatore stato commenti(Clicca per ingrandire)

    Nel tweet della Haider si vedono due finzionalità:

    • l’indicatore di stato, che indica la presenza dell’utente in tempo reale, indicata dal pallino verde in basso a destra della foto profilo. Identica a quella che si vede su Facebook
    • sempre in stile Facebook, l’altra funzionalità è quella di far vedere le risposte ad un tweet in modalità “diretta”, sequenziale insomma.

    L’indicatore di stato potrebbe essere una buona idea per spingere gli utenti ad entrare in contatto, sarebbe una buona soluzione. Molti utenti hanno criticato questa funzione, nel senso di non voler rendere pubblico quando sono online, ma dalle risposte della Haider sembra che questa possa essere gestita direttamente dagli utenti. Insomma, non sarebbe male come idea.

    E sembra una buona idea, anzi una ottima idea, la modalità di rendere le risposte in stile Facebook, cioè in linea con il tweet, in modo tale da seguire la conversazione con un certo ordine. A differenza di quanto succede oggi, in modo non tropo chiaro che spinge spesso gli utenti in confusione, nonostante: “no, non stavo rispondendo a te, ma all’altro”.

    Anche Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha ripreso il tweet della Haider per stimolare ancora di più gli utenti nella conversazione e a fornire feedback.

    Anche se non sono mancati gli utenti che gli ricordano il #modificatweet. Sono passati ormai due anni da quando lo stesso Dorsey disse che era una funzionalità da prendere in considerazione. E sono passati ormai quattro anni da quando lanciammo questa idea proprio qui dal nostro blog! E’ molto probabile che le due funzionalità che abbiamo appena descritto siano implementate a breve, anche se non ci sono conferme. Mentre per il modifica tweet bisognerà aspettare ancora, a quanto pare.

    Immaginate se implementassero tutte e tre le funzioni, Twitter sarebbe più interessante. Non trovate?

  • Twitter vorrebbe suggerire anche chi non seguire. Ma è solo un test

    Twitter vorrebbe suggerire anche chi non seguire. Ma è solo un test

    Twitter ha effettuato un test per pochi giorni, e su pochi account, che propone una lista di account da non seguire più. Suona quasi un contro senso, visto che Twitter ha sempre invitato a seguire nuovi utenti per scoprire cosa succede nel mondo. Il testo di questa nuova funzione sarebbe “non è necessario seguire tutti per sapere cosa sta succedendo”. Per ora è solo un test, che Twitter ha confermato, e non si conoscono altri sviluppi.

    Twitter ha tanti problemi, lo sappiamo e ne scriviamo spesso qui sul nostro blog. Una delle caratteristiche più identificative della piattaforma è sempre stata quella che compare sulla destra Chi seguire, con suggerimenti degli account da seguire in base a quelli che sono i nostri interessi in termini di conversazioni, almeno così dovrebbe essere. Ma ora Twitter è alla ricerca di modalità che possano accrescere il livello di engagement degli utenti anche suggerendo chi NON seguire.

    twitter non seguire unfollow

    Negli ultimi giorni Twitter ha effettuato un test per pochi giorni, infatti, e su pochi account, facendo comparire una lista di utenti da non seguire. La funzione si presenta con “Controlla cosa succede qui” e poi un testo in cui si legge anche “non è necessario seguire tutti per sapere cosa sta succedendo“.

    Lo si vede bene nel tweet di Matt Navarra:

    E anche bel tweet di Tim Fernholz di Quartz:

    In un comunicato Twitter scrive:

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]”Sappiamo che la gente vuole la timeline di Twitter rilevante. Un modo per farlo è non seguire più quelle persone con cui non ci si relaziona regolarmente. Abbiamo effettuato un test molto limitato per selezionare quelle persone con sui non c’è coinvolgimento per verificare se volessero non seguirle più“.[/box]

    L’intento di Twitter, quindi, non sarebbe quello “esprimere un giudizio sulle persone”, quanto aiutare le persone ad avere una timeline fatta di account con cui esistono già relazioni, cessando di seguire quegli account che non sono più interessanti e con i quali non c’è un livello alto di interazione e coinvolgimento.

    Twitter non ha rivelato i risultati di questo test, ora non più attivo, e non ha neanche fornito ulteriori informazioni su un eventuale lancio della funzionalità a livello globale.

    Se così fosse davvero, suggerire chi non seguire potrebbe essere un aiuto per tutti quegli utenti che vorrebbero entrare più in confidenza con Twitter, perchè lo trovano complicato da usare, di non facile comprensione. Una lista di persone da non seguire potrebbe aiutare a mantenere un line più omogenea rispetto ai contenuti da seguire e da far emergere meglio. Sarebbe anche un grosso aiuto a rendere più “pulite” le liste che ormai si allungano a dismisura facendo, spesso, perdere il senso della lista stessa.

    Ma c’è un però, non da poco, sottolineato soprattutto dai media e dai blog americani, visto il clima elettorale che si respira per le prossime elezioni di medio termine di novembre. E anche alla luce delle recenti, forti, critiche e accuse lanciate dal presidente Donald Trump, da sempre grande utilizzatore ed estimatore della piattaforma, che ha accusato Twitter di shadow banning e anche di mettere in evidenza contenuti non veritieri ai danni dei conservatori. Immaginate cosa succederebbe se tra gli account da non seguire comparissero anche account di politici conservatori.

    Twitter è anche stata minacciata, sempre da Donald Trump, insieme a Google e a Facebook, di trovarsi su “un terreno pericolante, meglio stare attenti“. Un avvertimento che non è piaciuto e che suona come una vera minaccia di pessime regole per controllarle meglio. Speriamo che questo non accada ed è forse anche uno dei motivi per cui Twitter attenda un po’ prima di lanciare a livello globale un nuova funzionalità che suggerisce chi non seguire più.

    E vi che ne pensate? Potrebbe rivelarsi utile per Twitter una funzionalità del genere?

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    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni; se i proprietari dei loghi la ritenessero inopportuna sarà modificata o eliminata all’occorrenza]

  • Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Il 23 agosto è l’Hashtag Day, il cancelletto, che è ormai il vero segno distintivo di Twitter, fece proprio la sua comparsa in questa giornata del 2007, 11 anni fa. E’ la modalità che più di ogni altra permette di personalizzare l’uso dei 280 caratteri. Ogni giorno se ne condividono ben 125 milioni.

    Fateci caso, quando pensate a Twitter immediatamente lo associate ad un cancelletto, all’hashtag. E questo vale di più oggi, 23 agosto, giorno in cui si celebra il compleanno dell’hashtag che fece la comparsa in questa giornata, nel 2007, 11 anni fa. Ecco perchè oggi si festeggi su Twitter #HashtagDay. Nel corso degli anni il cancelletto ha assunto sempre più importanza sulla piattaforma di Jack Dorsey e compagni, al punto da diventarne l’elemento davvero distintivo della piattaforma, non più a 140 caratteri. L’hashtag, tra l’altro è l’elemento che più di ogni altro permette di personalizzare l’uso della piattaforma che nel frattempo è cresciuta fino a 280 caratteri.

    L’hashtag è anche diventato sinonimo di informazione, di notizie. Quando uno vuole sapere cos’è successo nel mondo, aprendo Twitter, la prima cosa che si fa è dare un occhio alla colonna di sinistra, quella dei trending topics, dove vengono elencati tutti gli argomenti più discussi sulla piattaforma.

    hashtag day 2018

    Sapete chi introdusse l’hashtag nel 2007 (lo avevamo raccontato anche lo scorso anno in occasione del decimo compleanno)? Fu Chris Messina, quando nel suo tweet scrisse #barcamp

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E223115412&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.franzrusso.it%2Fcondividere-comunicare%2Ftwitter-deve-molto-al-cancelletto-hashtag-compie-10-anni%2F

    Nate Ritter, imprenditore del settore IT, fu poi il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Tanto per essere chiari, e per rispondere ancora una volta a chi dice che l’hashtag “non lo ha inventato Twitter”, in effetti il cancelletto fece la sua prima comparsa verso la metà degli anni ’90 in poi e veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    Ma quali sono gli hashtag più usati in Italia nell’ultimo anno? Eccoli:

    • #m5s
    • #roma
    • #pd
    • #salvini
    • #italia
    • #renzi
    • #gfvip
    • #dimaio
    • #nominoermalmeta
    • #napoli

    Notate come la politica, nell’anno delle elezioni politiche sia molto presente in questa classifica con cinque hashtag. E non poteva mancare il GF Vip. Notate anche come, tra quelli più usati nell’anno, non ci sia il calcio, proprio nell’anno in cui, per la prima volta nella sua storia, la nazionale di calcio non si è qualificata per i mondiali di Russia 2018.

    E allora, buon hashtag a tutti!

  • Twitter: la nuova politica delle API riduce o elimina intere app di terze parti

    Twitter: la nuova politica delle API riduce o elimina intere app di terze parti

    Twitter rilascia da oggi una nuova gestione delle API sempre più restrittive per avere un maggiore controllo della piattaforma centrale. Di conseguenza, si registra una riduzione delle funzionalità delle app di terze parti, come Tweetbot (per iOS) o, addirittura, una completa eliminazione di centinaia di applicazioni.

    Entrano in vigore oggi le nuove API di Twitter, anche se non ci sono ancora chiare indicazioni specifiche. Quello che si sta registrando in queste ore è che una diretta conseguenza di questa nuova politica è quella di limitare sensibilmente alcune app di terze parti, come Tweetbot (iOS) di cui si parla molto, se non quella di eliminare del tutto alcune applicazioni, avendo di fatto azzerato le funzionalità fino ad oggi permesse.

    Twitter aveva annunciato nei mesi scorsi che questa stretta sarebbe dovuta avvenire in aprile, ma, dopo la protesta di alcune società che gestiscono le app di terze parti, prima tra tutte Tapbots che gestisce TweetBot, molto amata e usata dagli utenti del sistema operativo mobile di Apple, la società di Jack Dorsey ha rimandano l’entrata in vigore ad oggi, 16 agosto 2018.

    twitter api tweetbot

    Come dicevamo, la conseguenza è quella di limitare, in maniera sensibile, le funzionalità di alcune app. TweetBot, ad esempio, che dice addio lo streaming tramite Wi-Fi, al tab delle attività, alle notifiche in push per menzioni, like e RTs. Insomma, con questo aggiornamento delle API, TweetBot subisce un ridimensionamento non da poco che scontenterà di molto gli utenti. Addio anche all’app Apple Watch. Con la disattivazione dello streaming la timeline si aggiornerà ogni due/tre minuti, così come saranno ritardate le notifiche push. Un danno enorme per tutti quegli utenti dell’app abituati a ricevere informazioni in tempo reale.

    Altre app interessate da questo aggiornamento, in senso restrittivo sono Twitterific, Tweetings e Talon. Ma tante altre stanno informando in queste ore i propri utenti dell’impossibilità di procedere alla pubblicazione di tweet programmati o semplicemente di seguire le proprie aree di interesse. Stiamo parlando di centinaia, se non migliaia, di app che sono vittima di una politica, a nostro avviso, troppo restrittiva.

    Twitter agisce con questa modalità per difendere la privacy degli utenti e per proteggere l’app dalle fake news. Il problema è che questa nuova gestione delle API finisce, per davvero, per erodere in maniera significativa l’esperienza d’uso degli utenti in relazione alla piattaforma. Se il risultato è questo, e da quello che si sa è proprio questo, allora Twitter ha ben più seri problemi di cui occuparsi. Se no altro, non è questo il modo di operare se non offri ai tuoi utenti qualcosa di alternativo, tale da non alterare l’esperienza d’uso dell’app.

    E siccome Twitter al momento non ha soluzioni alternative, non ha, da quello che sembra, nuove soluzioni innovative in serbo, resta l’amaro in bocca agli utenti. Il rischio è che si allontanino, un rischio che Twitter non può certo permettersi.

    Del resto non è la prima volta che Twitter agisce così. Vi ricordate quando nel 2012 disattivò gli aggiornamenti automatici da LinkedIn proprio in seguito ad un aggiornamento delle API?

    Segnalateci, se vi va, se avete notizia di altre applicazioni che sono prese di mira da questa nuova politica delle API di Twitter.

  • Jack Dorsey pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news

    Jack Dorsey pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news

    Il caso Alex Jones, noto complottista e fondatore di InfoWars al centro del Russiagate, di recente ha sollevato molte polemiche sui social media. Sospeso da Facebook, Spotify (ha cancellato tutti i suoi podcast) e da YouTube, l’account di Jones è stato sospeso anche da Twitter per una settimana. E intanto Jack Dorsey si dice pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news.

    Twitter ha resistito fino all’ultimo e poi, finalmente, ha ceduto. L’account di Alex Jones, noto complottista e fondatore di InfoWars al centro del Russiagate, è stato sospeso per una settimana, dopo che in un video si rivolgeva a Trump per fare qualcosa riguardo alla libertà di parola su Internet. Twitter ha ritenuto che questa fosse una violazione delle regole di utilizzo della piattaforma e ha proceduto con la sospensione. Non potrà più twittare o fare retweet, ma potrà comunque navigare la piattaforma.

    Twitter, e specialmente Jack Dorsey, CEO e fondatore della società, nei giorni scorsi è stata molto criticata per non aver fatto prima questa sospensione, ma lo stesso Dorsey, intervenuto più volte sull’argomento, aveva sostenuto che non ci fossero gli estremi per farlo, in quanto, fino ad allora, Jones non aveva violato le regole di utilizzo. Ma ora le cose sono cambiate.

    jack dorsey twitter alex jones fake news

     

     

     

     

     

    La vicenda Alex Jones per Twitter potrebbe avere un significato ulteriore, potrebbe addirittura segnare un passaggio nuovo per la piattaforma e a sostenerlo è proprio Dorsey. In un’intervista al Washington Post, Dorsey ha annunciato che è pronto a rivedere i punti salienti di Twitter per impedire la diffusione di contenuti che incitano all’odio, che incitano alle molestie e che diffondono fake news, notizie false. Allo studio ci sarebbero funzionalità che avrebbero lo scopo di promuovere punti di vista alternativi sulla timeline di Twitter, in modo tale da affrontare la disinformazione e ridurre echo chambers, ossia quella situazione in cui le informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla ripetizione all’interno di un sistema definito. In questa circostanza, le fonti non vengono mai messe in discussione.

    Inoltre, Dorsey si dice pronto ad etichettare i bot, gli account automatici che a volte sembrano utenti umani, e a ridisegnare quelli che sono, ad oggi, gli elementi chiave della piattaforma, tra cui il pulsante “Mi piace” e il modo in cui Twitter visualizza i follower degli utenti. “La cosa più importante che possiamo fare è considerare gli stimoli che stiamo incorporando nel nostro prodotto”, ha detto Dorsey al Washington Post, “perché esprimono un punto di vista su ciò che vogliamo che le persone facciano – e non credo che siano i più corretti”.

    L’apertura di Dorsey in questo senso dimostra quanto sia centrale oggi l’accuratezza delle informazioni condivise sulla piattaforma. Molti malintenzionati hanno sfruttato negli ultimi tempi le caratteristiche di Twitter per veicolare fake news, sfruttando a loro volta account con un gran seguito in modo da rendere virali le bufale, rendendo il processo difficilmente controllabile.

    alex jones twitter fake news
    Alex Jones

    Va detto che Twitter, da questo punto di vista, si è mossa molto, basti fare solo riferimento alle recenti sospensioni di account bloccati al ritmo di 1 milione di account al giorno. Abbiamo raccontato sul nostro blog anche quali siano state le conseguenze di questa operazione. Ma Twitter ha anche modificato le regole di utilizzo prendendo di mira proprio i contenuti, e gli account, che incitano all’odio, alla violenza e che diffondono notizie false. Forse più di altri. Ma un problema ancora esiste, un problema che, come detto già altre volte, è una delle motivazione che frena la crescita della piattaforma.

    Un altro elemento, come ha raccontato Dorsey al WP, sarebbe quello di contestualizzare i tweet. Se un account twitta un’affermazione piuttosto forte, che può sembrare una informazione falsa, la piattaforma contestualizza il contenuto “circondandolo” di altri contenuti relativi, in modo che l’utente abbia ben chiaro se si tratta di una bufala o meno. Un po’ quello che mira a fare Facebook con gli articoli correlati.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi.

  • World Emoji Day, ecco le emoji più condivise in Italia su Twitter nel 2018

    World Emoji Day, ecco le emoji più condivise in Italia su Twitter nel 2018

    Le emoji, simboli grafici nati verso la fine degli anni ’90, sono oggi diffusissime sui social media. Solo su Twitter ogni giorno ne vengono condivise 250 milioni. In occasione del World Emoji Day, vediamo allora quelle speciali, quelle più condivise in Italia nel 2018 e anche quelle più usate durante gli ultimi Mondiali di Calcio di Russia 2018.

    Le emoji sono diventate ormai parte integrante del contenuto condiviso sui social media, non sostituendolo ma integrandolo. E’ forse questo il grande successo di questi simboli grafici nati in Giappone verso la fine degli anni ’90 e ormai utilizzati da chiunque sui social media, nessuno escluso. Solo su Twitter ne vengono condivise 250 milioni ogni giorno, vale a dire qualche decina di migliaia ogni anno.

    L’utilizzo delle emoji su Twitter corrisponde ancora all’idea di base dell’inventore Shigetaka Kurita che sviluppò le prime 176 emoji nel 1998 per esprimere sentimenti ed emozioni in un carattere, risparmiando così spazio negli SMS (che avevano un limite simile a quello iniziale di Twitter). Ad oggi, le emoji sono 2.800.

    La popolarità delle emoji è esplosa nel 2015, quando l’Oxford Dictionaries incoronò “emoji” come parola dell’anno e fu sempre nel 2015 che emoji divenne prima nei trending topics su Twitter, ecco perchè si festeggia il 17 luglio la giornata mondiale degli Emoji, World Emoji Day.

    world emoji day 2018 giornata mondiale

    Negli ultimi tempi ha preso piede anche il trend di legare una emoji ad un hashtag speciale, di esempi ne abbiamo visti tantissimi sulla piattaforma a 280 caratteri (una volta si diceva a 140 caratteri). E tra queste ce ne sono alcune uniche che non si conoscono in molti paesi, ma che sono ancora disponibili. Ecco quelle delle speciali emoji tra le più divertenti e uniche:

    emoji day speciali

    E restando sul tema delle emoji speciali, basta dare un’occhiata a quanto visto nell’ultimo anno con emoji che hanno caratterizzato storie ed eventi particolari in qualsiasi ambito. Basti pensare all’hashtag #MeToo, usato dagli utenti di tutto il mondo per discutere e portare all’attenzione di tutti gli episodi di violenza sessuale con il simbolo delle mani alzate e unite. Questa campagna ha avuto una diffusione incredibile su Twitter che ha creato questa emoji speciale per rendere la discussione ancora più visibile e per incoraggiare gli utenti a prendere parte e discuterne. A #MarchForOurLives, persone raffigurate vicine che affrontano insieme una minaccia. Quello che era cominciato con una dimostrazione, enfatizzato dal discorso carico di emozione di Emma Gonzalez è cresciuto rapidamente in un movimento di dimensioni impressionanti. Migliaia di persone hanno portato avanti una campagna nelle strade per opporsi alla minaccia delle armi e in particolare alla lobby delle armi. In modo simbolico Twitter ha aggiunto il potere delle masse all’hashtag.

    E ancora #Pride con il simbolo dell’arcobaleno, a testimoniare il fatto che Twitter è un luogo d’inclusione,  dando la possibilità a voci diverse e a comunità in tutto il mondo di esprimersi e entrare in contatto. Ma ce ne sono state tantissime altre, tutte caratterizzate dal grande valore della discussione e del confronto a 280 caratteri.

    E in occasione di questa giornata, vediamo quali sono le prime 10 emoji più usate in Italia nel 2018:

    Emoji Italia Top 10 2018

    • la faccina che ride, l’emoji più usata al mondo, “Face with Tears of Joy”, è stata usata in questi primi sei mesi dell’anno, fino ad oggi, 592.184;
    • il cuore è stato usato dagli utenti italiani su Twitter 384.459
    • la faccina con gli occhi a cuore è stata usata 253.192

    Questi invece, allacciandoci agli ultimi Mondiali di Calcio di Russia 2018, molto seguiti su Twitter, le emoji più usate sempre dagli utenti italiani:

    Emoji Mondiali Top10 Italia

    • il pallone è stato usato 8.465 volte
    • le mani che applaudono 7.444
    • la bandiera della Croazia 7.408
    • la bandiera della Francia 4.360

    Di recente il consorzio Unicode, preposto all’approvazione, ne ha riconosciute 157 nuove che a valanga stanno per arrivare su chat e tastiere degli smartphone. Fanno il loro ingresso le emoji con le persone ricciolute, maschere da supereroi, l’aragosta, la zanzara e persino il microbo. In cucina le new entry sono il mango, la foglia d’insalata, bagel e cupcake. Non mancano la cassetta del pronto soccorso e anche la carta igienica.

    Insomma, le emoji le useremo sempre di più. E voi quale usate di più?

     

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