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  • Twitter, la sospensione di 70 milioni di account mette a rischio la crescita della base utenti

    Twitter, la sospensione di 70 milioni di account mette a rischio la crescita della base utenti

    Negli ultimi due mesi Twitter ha intensificato la lotta allo spam, abusi e contenuti violenti. In seguito allo scandalo “Russiagate” che investito Facebook, anche Twitter ha subito molte pressioni. Secondo un rapporto del Washington Post, Twitter ha sospeso 70 milioni di account, un’operazione che potrebbe mettere a rischio la crescita della base utenti, vero punto debole della piattaforma di Jack Dorsey.

    Twitter da sempre ha due grandi problemi che sul nostro blog abbiamo sempre cercato di evidenziare. Il primo riguarda quello del contrasto debole allo spam, agli abusi e ai contenuti violenti; il secondo, la crescita ormai piatta ferma da diverso tempo, inchiodata a poco più di 330 milioni (336 milioni per essere più precisi. Lo scandalo “Russiagate”, quello che ha investito Facebook, non ha risparmiato neanche Twitter, subendo a sua volta molte pressioni. Mettendo insieme il tutto, ancora una volta Twitter dimostrava di essere debole da questo punto di vista. Fino a qualche mese fa, quando ha seriamente intensificato la lotta allo spam e ai contenuti violenti, aggiornando termini di utilizzo e policy. Una strategia che ha portato alla progressiva sospensione di decine di migliaia di account al giorno.

    Ma ora, secondo il nuovo report del Washington Post, si scopre che proprio in questi ultimi due mesi Twitter ha sospeso 70 milioni di account, significa più di 1 milione di account al giorno. Si stima che il tasso di sospensione tra maggio e giugno di quest’anno è il doppio di quello di ottobre 2017.

    twitter spam utenti

    Proprio qualche giorno fa Twitter aveva pubblicato un post sul blog ufficiale presentando i numeri derivanti dalle nuove politiche e termini di utilizzo attive sula piattaforma. Con il risultato di aver “identificato 9,9 milioni di account spam e automatizzati a settimana”.

    Questo sforzo ulteriore da parte di Twitter, con un ritmo di sospensione così alto, potrebbe rivelarsi dannoso. Infatti, la conseguenza principale sarebbe quella di mettere davvero a rischio la crescita della base utenti, complicando le cose più di quanto non lo siano già. Concretamente, questo potrebbe portare ad un calo degli utenti per il secondo trimestre di quest’anno, quando tutti attendono invece un minimo segnale di crescita.

    Si tratta quindi di una situazione particolare che Twitter adesso deve cercare di gestire al meglio. Senza dubbio, è lodevole il contrasto allo spam e ai contenuti di odio e abusi, ma si deve tener conto del fatto che ad oggi la piattaforma non avrebbe la forza di crescere, come dimostrato negli ultimi tre anni.

    A questo punto la considerazione da fare sarebbe quella di intensificare il contrasto a situazioni che minano la credibilità della piattaforma, ma, dall’altro lato e contemporaneamente, attivare innovazioni tali da attirare nuovi utenti sulla piattaforma. Sarebbe l’unico modo per limitare i danni.

    Ma questo ormai lo ripetiamo da anni.

  • Twitter: ecco come cambiare la password e usare l’autenticazione a 2 fattori

    Twitter: ecco come cambiare la password e usare l’autenticazione a 2 fattori

    L’incidente interno occorso ieri a Twitter, tra l’altro nella giornata del World Password Day, ha messo in evidenza quanto sia importante la sicurezza dei dati. Non ci sono dettagli su quanto accaduto, ma per sicurezza l’azienda ha consigliato il cambio della password. Allora, ecco come procedere e, soprattutto, come attivare l’autenticazione a 2 fattori.

    Erano le 22:45 circa, ora italiana, quando comincia a diffondersi la notizia che Twitter aveva registrato un bug il quale avrebbe (forse) potuto rendere pubbliche le password di tutti gli utenti della piattaforma, cioè di 336 milioni di persone (e non 330 milioni come erroneamente diffuso). Una notizia che ha messo in allarme gli utenti, Twitter si è affrettata a pubblicare sul blog ufficiale un resoconto di quanto accaduto, senza offrire dettagli, invitando gli utenti a cambiare la password, per stare più sicuri. Oltre a questo, nel giro di 10-15 minuti, gli utenti hanno cominciato a ricevere la notifica per effettuare subito il cambio password.

    L’incidente era interno, non si conoscono dettagli, ma molti ipotizzano che sia avvenuto in fase di trasloco di una parte dell’infrastruttura della piattaforma. Nei giorni scorsi l’azienda aveva appunto preannunciato il passaggio al cloud di Google per permettere “una migliore gestione dei dati”. Ehm…quella che è mancata per un momento è stata proprio la gestione. Insomma, a pensarci bene, è stato un incidente che poteva capitare, forse poteva essere organizzato e gestito meglio. Tra l’altro ieri, primo giovedì di maggio, era proprio, ironia della sorte, il World Password Day!

    twitter password autenticazione 2 fattori

    Al di là del fatto che molti hanno criticato Twitter per la leggerezza con cui ha gestito le operazioni, ma, soprattutto, al di là del fatto che ufficialmente l’azienda non ha fornito una versione ufficiale di quanto accaduto, resta il fatto che questo incidente ha messo in evidenza quanto sia importante la sicurezza dei dati. Già il fatto stesso che ci sia un avviso a cambiare la password, è un elemento che incute un certo timore. Una sensazione che, siamo certi, molti utenti hanno avvertito.

    Ma, come detto, la password si può cambiare e il consiglio è quello di cambiarla spesso, diciamo dopo ogni tre/quattro mesi. Ma prima di toccare questo argomento, spieghiamo come cambiare la password su Twitter, anche perchè molti utenti ieri non sapevano come procedere. Se qualcuno avesse trovato difficoltà, ecco come procedere.

    Come cambiare la password su Twitter

    Per accedere alla sezione del cambio password, cliccate (o fate tap da mobile), sulla vostra foto profilo, una volta che si apre il menù andate su Impostazioni e privacy. Da qui:

    • da desktop, procedete andando su “Password” e potete quindi cambiarla subito;
    • da mobile, proseguite facendo tap su Account e, da qui, su Password.

    Importante, in entrambi i casi, che vi ricordiate la password attuale, quella impostata fino a quel momento. E fin qui il cambio è facile.

    Una raccomandazione, cercate di scegliere una password che non sia una delle tante che già usate su altre piattaforme, in questo caso sareste a rischio. Una recente ricerca di McAfee ha rilevato che gli utenti hanno in media 23 account online, ma utilizzano solo 13 password uniche per questi account. Il 31% degli utenti intervistati utilizza solo due o tre password per tutti i propri account, in modo da poterle ricordare più facilmente; il 32% degli utenti dimentica una parola chiave una volta alla settimana, mentre il 14% la dimentica più volte alla settimana. E poi, il 16% cerca di indovinarla fino a quando l’account non viene bloccato.

    Ma, per essere ancora più sicuri, su Twitter potete attivare l’autenticazione a 2 fattori, ne avevamo parlato a fine dello scorso anno quando era stata resa disponibile. Come procedere? Sicuramente saprete che per verificare il vostro account, Twitter manda in automatico un codice via SMS, da digitare per confermare la vostra identità.

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    Come attivare l’autenticazione a 2 fattori su Twitter

    Da qualche mese questa operazione è possibile attivarla anche con app di terze parti, come Google Authenticator o Authy. Si tratta di un ulteriore barriera per alzare il livello di sicurezza sulla piattaforma. I codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali. Effettuando, invece, il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende il processo di autenticazione molto più sicuro. Al momento le app di terze parti abilitate sono le già menzionate Google Authenticator e Authy, a cui si aggiungono anche Duo Mobile e 1Password.

    Attivare l’autenticazione a 2 fattori è semplice. Prima di tutto dovete accedere alle “Impostazioni e privacy” per poi accedere a “Account“, quindi “Metodi di verifica“. Noterete che adesso vi trovate selezionate la modalità SMS e in basso trovate “App per la sicurezza”. Potete modificare la modalità SMS, quindi anche disattivarla. Cliccando su “Riverifica” (da desktop, spuntando da mobile) nella sezione “App per la sicurezza”. Vi comparirà quindi un codice QR code da scansionare con l’app che avete scelto per gestire l’account. Una volta fatta la scansione, l’app vi rilascia il codice da inserire, da quel momento gestirete la sicurezza del vostro account attraverso un’app. Come vedete è molto semplice.

    Allora, avete cambiato la password? Avete attivato l’autenticazione a 2 fattori?

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    [L’immagine è realizzata da @franzrusso, si prega la citazione dell’autore nelle condivisioni; nel caso in cui i legittimi proprietari dei marchi la ritenessero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Anche Twitter aggiorna le regole della Privacy per uniformarsi alla GDPR

    Anche Twitter aggiorna le regole della Privacy per uniformarsi alla GDPR

    Anche Twitter, come tutti i colossi tech, si uniforma al nuovo regolamento europeo sulla privacy, GDPR, aggiornando i propri termini di servizio e l’Informativa sulla Privacy. Obiettivo è quello di rendere più semplice e chiara la gestione delle informazioni personali.

    Anche Twitter si prepara per uniformarsi alla GDPR e, in vista dell’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla Privacy per visto per il 25 maggio, la società guidata da Jack Dorsey aggiorna i Termini di Servizio e l’Informativa sulla Privacy. Obiettivo è quello di rendere più semplice e chiara la gestione delle informazioni personali, mettendo in evidenza le informazioni che Twitter condivide.

    Tutti gli utenti che oggi effettueranno l’accesso sulla piattaforma vedranno comparire una finestra con scritto “Aggiornamenti importanti” annunciando la modifica dei termini e della privacy.

    twitter privacy gdpr

    In un post sul blog di Twitter, Damien Kieran, Data Protection Officer di Twitter, spiega che da questo mese verranno introdotte nuove modalità per permettere agli utenti una migliore gestione dei propri dati personali. La nuova versione dell’Informativa sulla Privacy è anche scaricabile in pdf, trovate il bottone in alto a destra.

    L’aggiornamento rende possibile all’utente la presa di coscienza di quali siano le informazioni che Twitter gestisce e, soprattutto, decidere se renderle ancora disponibili o meno. Il 25 maggio gli utenti residenti in Europa vedranno una richiesta a prendere visione delle informazioni riguardanti l’aggiornamento, invitando tutti gli utenti a prenderne visione, e un grafico che spiegherà come vengono trattati i dati degli utenti. Da quel momento darà possibile visualizzare le informazioni e, se si vuole, modificarle.

    aggiornamento gdpr twitter privacy

    Twitter si uniforma dunque alla nuova GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679, che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio e ha come obiettivo quello di dare ai cittadini europei un maggiore controllo sui propri dai in possesso delle aziende che li gestiscono. Negli ultimi giorni si è generata, come al solito, un po’ di confusione sull’entrata in vigore delle nuove norme annunciando una proroga in Italia di qualche mese. Ebbene, non ci sarà nessuna proroga per il fatto che questa, dopo essere stata adottata nel 2016, e dopo un periodo di transizione di due anni, non prevede alcuna forma di legislazione applicativa da parte degli stati membri. Per le aziende che non si uniformeranno alle nuove regole, le mule sono molto salate. Si può arrivare a 10 milioni di euro, o fino al 2% del volume d’affari globale, per i casi previsti dall’articolo 83, paragrafo 4, o fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del volume d’affari nei casi previsti dai Paragrafi 5 e 6.

  • Su Twitter i due terzi dei link sono condivisi da bot

    Su Twitter i due terzi dei link sono condivisi da bot

    Un recente studio di Pew Research ha evidenziato che su Twitter i bot sono molto più attivi degli account umani a condividere link. Dalla ricerca, effettuata nell’estate del 2017, emerge che il 66% dei tweet contenenti link viene condiviso da account automatizzati.

    In effetti non è un segreto che su Twitter i bot siano particolarmente attivi, è cosa abbastanza risaputa. Ma l’aspetto interessante dello studio di Pew Research, realizzato nell’estate del 2017, è che il 66% dei tweet contenenti link viene condiviso da account automatizzati. Quindi 2 tweet su 3. Attenzione, per non entrare in confusione, è molto facile infatti, non si parla di tutti i tweet condivisi, ma solo quelli contenenti link. E’ molto semplice infatti generalizzare e dire che “i due terzi de tweet sono condivisi da bot”, ma non è così come vedremo subito insieme.

    La ricerca ha esaminato 1,2 milioni di tweet con collegamenti URL per determinare in che percentuale avvenisse la condivisione dai bot su Twitter. Utilizzando Botometer e un programma per seguire ogni link condiviso fino alla sua destinazione, la ricerca ha poi isolato 2.315 siti tra quelli più condivisi. Da qui Pew Research è arrivata a queste conclusioni.

    twitter link bot getty images

    Come detto già in apertura del post, il 66% dei dei tweet con link vengono condivisi da bot e si parla di diverse tipologie di contenuti come contenuti per adulti, sport, contenuti commerciali e anche tweet che reindirizzano su twitter.com. Si può affermare quindi che gli account automatizzati sono più prolifici degli account umani nella condivisione di link.

    Di quel 66% di link condivisi da bot ci sono anche contenuti relativi a news ed eventi. Comunque in percentuale inferiore a quanto riscontrato per contenuti per adulti (90%), sport (76%) e prodotti commerciali (73%). Ma in misura superiore, invece, a quella dei siti che si occupano di celebrità (62%), organizzazioni o gruppi (53%) o collegamenti interni a Twitter.com (50%). Rimanendo sulle notizie e eventi attuali, quelli che hanno ottenuto una percentuale più bassa, del 57%, sono link a contenuti politici.

    Altro elemento che emerge dalla ricerca è che 9 link su 10 (89%), pubblicati da bot e non da umani, riportano a siti di aggregazione di notizie. Si tratta di quei siti che spesso riportano una schermata o un’immagine di una notizia ripresa da un altro sito con una descrizione ripresa dalla notizia originale.

    twitter link bot

    Ma veniamo all’elemento emerso dalla ricerca che, forse, risulta essere il più interessante. E cioè che un piccolo numero di bot molto attivi sono responsabili di una grande quota di link che riportano ad importanti siti di news e informazione. In pratica, 500 account bot più attivi erano responsabili del 22% dei collegamenti twittati a siti di informazione e attualità durante il periodo di ricerca. Dal confronto emerge poi che 500 account umani più attivi sono stati responsabili di solo il 6% dei link che riportano verso questi siti.

    Tanto per essere chiari, la ricerca non vuole mettere in evidenza che questo sia il male, anzi. Lo studio di Pew Research evidenzia che questi sono i bot buoni che non fanno altro che, in maniera automatizzata, aggornare gli utenti. La ricerca poi ne segnala qualche esempio positivo come quello di Netflix (@netflix_bot), della CNN (@attention_cnn), del Metropolitan Museum (@MuseumBot).

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    E’ quindi uno studio che si concentra sul mezzo, con interessanti indicazioni certo. Il problema è che certi bot rischiano poi di spingere il pubblico verso certe direzioni. Magari la prossima volta lo studio potrà mostrarci come gli account umani condividono i contenuti politici. I russi si sono serviti molto dei bot per esercitare la loro influenza, e non solo i russi. Lo scorso novembre Marc Owen Jones, professore dell’Istituto di studi Arabi e Islamici della Exeter University (UK), ha documentato come un’inondazione di account Twitter simili a bot abbia finito per amplificare un tweet del presidente Donald Trump a sostegno della leadership dell’Arabia Saudita.

    Insomma, che i bot siano particolarmente attivi su Twitter non è una novità, già lo scorso anno uno studio della University of Southern California aveva specificato che il 15% degli account sul totale fossero dei bot, ossia circa 48 milioni.

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  • Italiani e Social Media, 1 utente su 3 non distingue la pubblicità dai contenuti

    Italiani e Social Media, 1 utente su 3 non distingue la pubblicità dai contenuti

    Blogmeter ha realizzato l’edizione 2018 dell’interessante ricerca, “Italiani e Social Media”, uno spaccato su come gli italiani si relazionano con i Social Media. La ricerca individua due categorie social: quella “di cittadinanza”, dominata da Facebook, e quella “funzionale”, dove figurano Trip Advisor e Messenger. Inoltre, 1 utente su 3 non distingue la pubblicità dai contenuti.

    Blogmeter ha presentato l’edizione 2018 della ricerca annuale “Italiani e Social Media“, uno spaccato attraverso il quale conoscere e comprendere come gli italiani si relazionano con i Social Media. La ricerca è stata realizzata attraverso interviste a 1.500 utenti, tra i 15 e i 64 anni, iscritti ad almeno un canale social.

    La ricerca individua due categorie di social: quelli di cittadinanza e quelli funzionali. I social di cittadinanza sono quelli che gli italiani usano più spesso, sono quelli che contribuiscono a definire le nostre identità di relazione. Questa categoria è dominata da Facebook, indicato dall’84% del campione intervistato come il social più usato. A seguire, YouTube (58%) e Instagram, quest’ultimo cresce in un anno del 6%, passando dal 40 al 46%. Restando sempre nella categoria “social di cittadinanza”, WhatsApp continua a giocare un ruolo importante e passa dal 91% al 94% di utilizzo quotidiano: per gli utenti questo è un considerato un social (nel senso di relazione) e non un semplice servizio di messaggistica.

    L’altra categoria social individuata dalla ricerca è quella “funzionale”, in questa categoria vengono considerati tutti quei social che riescono a soddisfare un bisogno specifico e del momento, come può essere la ricerca di un ristorante o di un hotel. Ed infatti, qui scopriamo che i principali sono Trip Advisor e Facebook Messenger, i quali crescono entrambi del 4%, rispetto al dato registrato lo scorso anno.

    social media social cittadinanza funzionali

    Notate come per Twitter la percentuale di chi lo usa “più volte al giorno” e di chi lo usa “ogni tanto” è quasi identica: 28% e 27% (lo scorso anno era 26% e 31%, c’è un piccolo miglioramento). Una simile proporzione la si riscontra anche per quanto riguarda Pinterest (lo scorso anno 15% e 17%). E per LinkedIn è praticamente identica: 23% (anche se lo scorso anno era 20% e 25%) tra gli lo usa ogni giorno e chi lo usa ogni tanto. Google Plus viene usato come Trip Advisor, la percentuale di chi lo usa ogni tanto (38%) e più alta di quelli che lo usano ogni giorno (23%), e anche questa è una notizia.

    I motivi per cui gli Italiani usano i Social Media

    Dalla ricerca emerge una polarizzazione: il 42% degli intervistati dichiara di limitarsi a leggere contenuti altrui, il 13% afferma di scrivere prevalentemente propri post, senza particolare attenzione a quelli degli altri. Il restante 45% legge, scrive o commenta. Facebook si conferma il social preferito per una pluralità di scopi. Tra le novità spicca la preminenza per leggere e condividere recensioni, che lo vede preferito anche a Trip Advisor. Instagram è il social di riferimento per seguire le celebrity (in crescita rispetto al 2017); YouTube e Pinterest invece sono utilizzati per trovare stimoli e idee. Crescono le menzioni di Facebook Messenger (+7%) come canale per comunicare con le aziende.

    1 utente su 3 non distingue la pubblicità dai contenuti

    La pubblicità su Facebook e Instagram è considerata dagli utenti italiani utile come fonte di stimoli rispettivamente per il 26% e il 33% degli intervistati. Però dalla ricerca emerge un dato che diventa automaticamente il più rilevante. Ed è il fatto che su questi canali molti utenti tendono a non distinguere la pubblicità dai contenuti, un dato che vale per 1 utente su 3. Su questo bisognerebbe aprire una profonda riflessione per quanto riguarda la capacità degli utenti nel prestare attenzione a quello che leggono e per quanto riguarda i creatori di contenuti.

    social media pubblicità

     

    Notate le risposte: “non ci faccio caso” (Facebook 33%, Instagram 34%), mentre la pubblicità veicola “suggerimenti utili” (Instagram 33%, Facebook 26%).

    Mentre invece viene considerata in modo più critico la pubblicità su YouTube, ritenuta fastidiosa dal 75% degli intervistati.

    Nel 2018 l’e-commerce si conferma fortemente correlato all’uso dei social: chi acquista frequentemente online è tra i più frequenti utilizzatori dei social network. Rispetto all’anno scorso cresce la quota di chi dichiara di acquistare cosmetici e prodotti per la persona (+6%), prodotti per animali domestici (+4%), pasti a domicilio (+3%) e articoli per bambini (+3%). Il 50% degli intervistati ritiene che incrementerà i propri acquisti online nell’anno a venire.

    La ricerca si sofferma anche su quelle che sono le icone social e, da questo punto di vista, gli intervistati indicano tra le personalità che seguono di più, e cioè: Chiara Ferragni e Clio Zammatteo; la terza personalità influencer per citazioni è anche quest’anno Gianni Morandi.

    I nativi digitali, la Generazione Z dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, confermano i dati della ricerca: il 95% degli intervistati utilizza WhatsApp tutti i giorni e il 75% usa anche con Instagram. Per il 37% dei giovanissimi la pubblicità su social media, quali Facebook e Instagram, risulta utile e il 5% ha ammesso di aver acquistato prodotti perché visti sui profili social di una social icon. Questa categoria di utenti preferisce comunicare con le aziende utilizzando servizi di messaggistica istantanea, in misura decisamente maggiore rispetto ad altre fasce d’età. Un dato che conferma il fatto che per questa generazione la dimensione digitale è una e non ce ne sono altre, come viene ritenuto invece dalla altre generazioni.

  • Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Entrano in vigore le nuove regole su Twitter: si rischia la sospensione per Spam

    Da oggi entrano in vigore le nuove regole su Twitter e quindi bisognerà prestare molta attenzione su alcuni aspetti. In particolare, bisognerà fare molta attenzione a non pubblicare più contenuti duplicati, menzioni, risposte “su un unico account” oppure creare account duplicati o molto simili. E’ forte il rischio di sospensione per Spam.

    E’ bene che tutti coloro che operano su Twitter, in particolar modo blogger, social media manager, influencer e altri si segnino la data del 23 marzo, perchè da oggi su Twitter le regole cambiano drasticamente. Come sappiamo bene, uno dei grandi vantaggi di Twitter è quello di poter veicolare i propri contenuti in momenti diversi, un modo per agganciare un pubblico sempre più esteso che possa essere interessato a ciò che condividiamo. Un lavoro che farlo manualmente è davvero faticoso. Allora, nella gran parte dei casi, di passa all’operazione di “scheduling“, quindi di programmazione della pubblicazione dei contenuti, facendoci aiutare da app che rendono il tutto molto più semplice.

    Questa è un’operazione che adottano in tanti, blogger e social media manager in primis. In alcuni casi, per rendere il messaggio più condiviso possibile, si passati ad utilizzare lo stesso contenuto, o comunque molto simile, utilizzando uno o più account. Quindi lo stesso contenuto che veniva condiviso da account diversi, in orari e giorni diversi. Utilizzando proprio le app di gestione e programmazione dei contenuti.

    twitter nuove regole account spam

    Bene, fatta questa premessa, doverosa, da oggi tutto questo su Twitter non sarà più possibile, il rischio è la sospensione dell’account per Spam. La regola adesso parla chiaro, infatti nella sezione dedicata proprio allo Spam c’è un punto molto chiaro, questo:

    Ecco alcuni fattori che prendiamo in considerazione per determinare se il comportamento attuato è considerato spam: (…)

    – pubblichi risposte, menzioni o contenuti duplicati (o molto simili) su più account o più aggiornamenti duplicati su un unico account oppure crei account duplicati o molto simili;

    Sembra molto chiaro, se prima Twitter chiudeva un occhio quando si condividevano contenuti anche duplicati sullo stesso account o da account duplicati, da oggi non sarà più possibile. Il rischio di vedersi sospeso l’account per Spam è molto alto. Tra l’altro, qualche giorno fa, il 10 marzo, Twitter ha sospeso per questo motivo decine e decine di account, anche in Italia, anche fino a 48 ore. Badate che stiamo parlando di account che non sono soliti condividere spam, tutt’altro. Il fatto era che l’algoritmo, aggiornato alle nuove regole, “leggeva” e interpretava quel modo di condividere come Spam e, quindi, procedeva alla sospensione.

    Vi è poi un altro punto critico da tenere in considerazione, questo:

    pubblichi più aggiornamenti su un argomento popolare o di tendenza con l’intenzione di sovvertire o manipolare l’argomento per dirottare il traffico o l’attenzione verso account, iniziative, prodotti o servizi non correlati;

    E non manca anche una regole più ferrea per quelli che sono soliti seguire o smettere di seguire account in maniera quasi maniacale, spesso appoggiandosi ad app di terze parti:

    hai seguito e/o smesso di seguire un gran numero di account in un breve lasso di tempo, in particolare avvalendoti di mezzi automatizzati (following o abbandono di follower aggressivo);

    E sono proprio le app di terze parti che in questi giorni stanno allertando gli utenti visto l’importante aggiornamento che da oggi entra in vigore. Parliamo di app come Crowdfire App e simili, come Hooutsuite ad esempio, TweetDeck (l’app di Twitter), ma ci sono anche app che permettono di condividere tweet programmati dal proprio blog (su WordPress) che invitano a fare attenzione, aggiornando l’app alle nuove regole di Twitter.

    Allora, ricapitolando, da oggi, in seguito alle nuove regole di Twitter, non è più consentito pubblicare contenuti identici o sostanzialmente simili su più account. Di conseguenza, tutti i tutti per la gestione dei contenuti non permettono più agli utenti di inviare lo stesso messaggio da più account Twitter.

    Il consiglio, se avete programmato dei contenuti per i prossimi giorni, è quello di cancellare tutti i contenuti identici e tutti i contenuti duplicati da condividere da più account. Fatelo per non rischiare di sospendere l’account Twitter vostro o quello dell’azienda che state seguendo.

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    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare la fonte; qualora i leggimi proprietari dei loghi la reputassero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei segnalibri, un modo semplice e veloce per per salvare i tweet per rivederli e condividerli in seguito. E’ anche un modo per interagire con il contenuto, senza cliccare il cuoricino e fare retweet. Inoltre, i contenuti salvati saranno a conoscenza solo dell’utente. La funzionalità è attiva sull’app per Android e iOS, e anche sul sito mobile di Twitter e su Twitter Lite.

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei Segnalibri, una funzionalità interessante che permetterà agli utenti di salvare tweet per poi rivederli e condividerli con calma in seguito. Capita spesso, infatti, di imbattersi in tweet interessanti ma di non aver tempo per poterli consultare con calma, ecco Segnalibri di Twitter servirà proprio a questo. L’aggiornamento migliorerà anche la condivisione dei contenuti. Con la nuova icona “Condividi” su ogni tweet, si potrà aggiungere un tweet ai preferiti, condividerlo tramite Direct Message o su altre piattaforme al di fuori di Twitter in diversi modi. Raggruppando tutte le opzioni di condivisione in un unico posto, sarà ancora più semplice salvare e condividere, in modo privato o pubblico, i tweet più facilmente e in qualsiasi momento, subito o successivamente.

    twitter segnalibri

    Come salvare un tweet con i Segnalibri

    Per aggiungere un Tweet ai Segnalibri, basterà cliccare sull’icona di condivisione sotto il tweet e selezionare “Aggiungi Tweet ai Segnalibri”. Lo si ritroverà, in qualsiasi momento, selezionando “Segnalibri” dal menu dell’icona del profilo. Si potranno rimuovere i Tweet dai Segnalibri in qualsiasi momento, e solo l’utente potrà visualizzare ciò che ha salvato nei Segnalibri. Per ulteriori informazioni su come aggiungere un Segnalibro, è comunque possibile consultare il centro assistenza.

    twitter segnalibri

    I segnalibri aiuteranno gli utenti a non perdersi i tweet più interessanti. Sarà possibile salvare tweet con un video live per poterli guardare successivamente, o salvare un thread da leggere meglio in un secondo momento, o ancora salvare tweet contenenti link ad articoli interessanti per leggerli o condividerli più tardi.

    Nel lanciare la funzionalità Twitter ha twittato gli aggiornamenti in modo da poter incorporare gli input degli utenti. In questo modo si è notato che alle persone piace salvare le risposte per rispondere più tardi, così come condividere un tweet ore o giorni dopo averlo aggiunto ai Segnalibri. Si è trattato di un modo per valorizzare i feedback degli utenti che sono sempre preziosi, e così dovrebbe essere sempre. Coinvolgere la community e renderla partecipe.

    I Segnalibri sono disponibili su Twitter per iOS e Android, Twitter Lite e mobile.twitter.com.

    Funzionalità interessante e fateci sapere cosa ne pensate.

     

     

  • Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Twitter dedica alle Elezioni Politiche italiane una emoji. Utilizzando infatti #Elezioni, #Elezioni 2018 e  #ItalyElection2018 comparirà di fianco una emoji speciale, rappresentata da un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana.

    Le Elezioni Politiche 2018 sono sempre più vicine, mancano ormai meno di due settimane al 4 marzo, giorno in cui più di 51 milioni di elettori italiani (è il numero più alto mai visto da circa 30 anni a questa parte) saranno chiamati a rinnovare i due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Si tratta di un evento molto atteso, anche a livello internazionale per le ripercussioni che l’esito può avere a livello europeo.

    elezioni politiche 2018

    Per celebrare questa occasione, Twitter introduce da oggi una emoji speciale che raffigura un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana e che apparirà utilizzando gli hashtag #Elezioni, #Elezioni2018 e #ItalyElection2018.

    elezioni politiche 2018

    Utilizzando gli hashtag, quindi, sarà più semplice seguire e prendere alle conversazioni sulle elezioni su Twitter: le persone potranno trovare i Tweet ancora più velocemente, e sarà più facile per tutti rispondere ai commenti e partecipare alla discussione.

    [box type=”shadow” align=”alignleft” class=”” width=””]Sinéad McSweeney elezioni 2018 italiaTwitter è il posto ideale per seguire la politica, perché consente a cittadini e politici di condividere le proprie opinioni e interagire tra loro. Con questa Emoji, vogliamo aiutare le persone ad esprimere il proprio punto di vista sulle elezioni e dare così un contributo importante e positivo ai cittadini in questo momento così importante per l’Italia. Stiamo già notando come gli italiani utilizzino sempre di più Twitter per esprimere le proprie opinioni e condividere i propri interessi: questa Emoji renderà le conversazioni ancora più vivaci” ha dichiarato Sinéad McSweeney, Vice President for Public Policy and Communications.[/box]

    Nei giorni scorsi, in collaborazione con Talkwalker, abbiamo pubblicato i risultati della nostra anali, mostrando i temi su cui maggiormente si concentrano i commenti degli utenti sui cari canali social media dei partiti e dei personaggi politici.

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