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  • Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Intelligenza Artificiale e Assicurazioni, fondamentale per semplificare

    Al SAS Forum Milan 2019 non è mancato l’approfondimento sull’Intelligenza Artificiale, tema che riguarda anche le assicurazioni. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai.

    Il mondo delle assicurazioni fatto di numeri e di dati ha, per certi versi, molto a che fare con l’Intelligenza Artficiale, grande tema trattato durante il SAS Forum Milan 2019. Ne abbiamo parlato con Giacomo Lovati, Direttore Insurance & Telematics Services – UnipolSai. “Il settore assicurativo è proprio quello dove c’è spazio per introdurre in modo ‘intelligente’ l’Intelligenza Artificiale, per sviluppare le relazioni, il proprio business, per semplificare. E’ necessario sviluppare nuove modalità per mantenere viva quella parte di relazione con il cliente dove è forte la componente umana“.

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    Hai detto che l’Intelligenza Artificiale vi ha aiutato a semplificare i processi, a migliorare la relazione con i clienti. Ma come avete gestito l’implementazione in aziende di questa tecnologia, immaginando che sia stata abbastanza impattante sull’intera organizzazione? E in questa organizzazione, qual è l’apporto umano?

    Hai detto bene, ha avuto un impatto molto forte soprattutto dal punto di vista culturale, perché oggi si parla tanto di Intelligenza Artificiale specie in toni preoccupanti. Ci si chiede spesso che l’AI rimpiazzerà il ruolo dell’uomo con una macchina, non è mai vero dal mio punto di vista. Possono però essere molto utili per migliorare le relazioni. Il mondo delle assicurazioni ha uno schema di interrelazioni abbastanza semplice e standardizzate. Faccio un esempio per ottenere un preventivo servono delle informazioni catalogate, standard, ecco in questo caso l’Intelligenza Artificiale ha un impatto molto forte, basti pensare alle chatbot che, alla fine, pongono al cliente delle domande abbastanza semplici. Quindi l’impiego di Intelligenza Artificiale in questa parte del processo rende sicuramente più agevole e snella la relazione con il cliente.

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    Giacomo Lovati – UnipolSai

    Poi è chiaro, nel caso della gestione di un sinistro tutto diventa un po’ più complesso e niente e nulla potrà sostituire l’empatia e il ruolo di un liquidatore per la capacità di apprendere a fondo la dinamica di un sinistro. E quindi, c’è grande spazio per semplificare alcune fasi del processo, salvo restando il ruolo dell’essere umano laddove serve capire meglio le dinamiche. Paradossalmente, un cliente che non ha mai un sinistro non entra mai in contatto con la sua compagnia assicurativa. Paga tutti gli anni la sua polizza “per l’eventualità di”, ma quando ha il sinistro è lì che si vede totalmente il servizio. Quindi, attraverso l’Intelligenza Artificiale gestiamo le fasi iniziali del processo e l’essere umano entra nel processo quando c’è un problema. Le compagnie assicurative devono spostarsi sempre di più verso il concetto di risolutore di problemi piuttosto che essere individuate come semplici bancomat.

    In questa costruzione di processi con tecnologia AI, qual è il ruolo di SAS Italy?

    Come dicevamo prima, il mondo delle assicurazioni è fatto di numeri, di statistiche: 10 milioni di clienti auto, 16 milioni di clienti nel complesso. La costruzione stessa del prodotto assicurativo si fa con i numeri e la statistica, è ovvio che aziende come SAS Italy, leader mondiale della data analytics possono essere dei partner ideali per lo sviluppo del nostro business. Da qualche anno si parla insistentemente di Big Data, in realtà sono 50 anni che le compagnie assicurative hanno a che fare con i dati, posso dire che proprio gli assicuratori hanno inventato i Big Data 50 anni fa.

    Da qui a 10/15 anni come vedi il mondo delle assicurazioni? Sempre più automatizzato con all’interno una componente “umana”?

    Sicuramente ci sarà più automatizzazione, ci sarà una evoluzione del mondo assicurativo. E, in questo contesto, l’assicurazione legata al mondo dell’auto la farà da padrone, sarà ancora per lungo tempo il business principale delle compagnie. Ma assisteremo ad un cambiamento radicale del concetto di mobilità, pendo a quando adolescente io che possedere un motorino era la cosa più importante. Adesso, ai giovani di oggi, possedere un veicolo interessa veramente poco, perché ci sono altri modelli di mobilità che non passano più dal possesso, ma dall’utilizzo del mezzo stesso. Quindi ci saranno sempre meno macchine da assicurare. L’assicuratore deve pensare a questo.

    Noi come Unipol siamo già entrati nell’ecosistema della mobilità, perché presidiare questo settore significa quindi poterla assicurare, e parliamo quindi del mondo car-sharing, del noleggio a lungo termine, transazioni di autovetture usate, i pagamenti in mobilità. Sono tutti elementi che appartengono al mondo della mobilità su cui stiamo portando i nostri valori di fiducia e affidabilità. Oggi l’assicurazione di evolve, è stato questo il tema al centro della presentazione del nostro piano industriale, “Mission Evolve, ad indicare proprio questo nostro percorso che si sviluppa su tre unti essenziali: mobilità; salute/welfare, ancora poco presidiato; e IoT che comprende anche il tema dell’Intelligenza Artificiale, la domotica. Questo i temi che faranno parte del nostro futuro.

  • Gli Osservatori aziendali strumenti di storytelling, l’esempio del Gruppo Unipol

    Gli Osservatori aziendali strumenti di storytelling, l’esempio del Gruppo Unipol

    All’International Journalism Festival 2019 di Perugia, il Gruppo Unipol ha presentato i dati di un’interessante ricerca sul ruolo degli Osservatori aziendali come strumenti di ricerca e di business, ma anche con strumenti di narrazione. Un esempio di come l’azienda oggi si racconta.

    Gli Osservatori aziendali possono essere considerati strumenti di narrazione rivolta ai consumatori di un’azienda e a tutti coloro che sono interessati ad un dato ambito? La risposta è certamente sì, proprio perchè le aziende oggi, nell’era del digitale e dei social media, si stanno trasformando anche in media: il dato aziendale diventa esso stesso parte di una narrazione orientata ai clienti, ai consumatori, ai partner. Un esempio è proprio quello portato avanti dal Gruppo Unipol che, in occasione dell’International Journalism Festival 2019 di Perugia, ha presentato una corposa ricerca sugli Osservatori che mostra quanto questi possano trasformarsi in strumenti attraverso i quali “raccontarsi”, fare quindi storytelling, fare una narrazione che si presenta sotto diverse forme ma che trova come comune denominatore il digitale.

    All’incontro, dal titolo “Gli Osservatori sono strategici per lo storytelling dell’azienda?”, che si è tenuto presso l’Hotel Brufani, hanno preso parte Fernando Vacarini, Responsabile Media Relations di Gruppo Unipol e Direttore Responsabile di Changes, Liliana Cavatorta, Responsabile Osservatorio Reputational & Emerging Risk di Gruppo Unipol, Fiammetta Fabris, Amministratore Delegato di UniSalute e Marco Lanzoni, Responsabile Mercato Finance di SCS Consulting e la moderazione di Giampaolo Colletti, Responsabile Comunicazione Digitale di Sanofi Italia e contributor per Il Sole24Ore, StartupItalia!, Millionaire e per la free press Metro.

    immagine osservatori unipol franzrusso.it

    L’incontro è stato un’occasione per presentare i risultati di una interessante ricerca, condotta dal Gruppo Unipol con SCS Consulting, sulle aziende italiane attualmente attive nella produzione di Osservatori dedicati all’approfondimento di tematiche di natura socio-economica e sulla loro diffusione. L’analisi ha riguardato 80 aziende italiane attraverso le fonti pubbliche (web), con particolare riferimento al periodo 2016-2019 ed un focus sugli Osservatori continuativi, escludendo dunque le iniziative una-tantum.

    Dalla ricerca emerge che sono 15 le imprese ad adottare oggi questo strumento di comunicazione, con 33 report prodotti nel periodo in esame di cui l’84% sono continuativi ed il 16% sono saltuari. Le tematiche trattate sono prevalentemente riconducibili al business in cui opera l’impresa (82%), mentre nel 9% dei casi riflettono su tematiche legate alla responsabilità sociale d’impresa e nel restante 9% di tematiche sociali. L’indagine evidenzia come gli Osservatori aziendali si stiano trasformando, sempre di più, in veri protagonisti dello storytelling aziendale, sebbene siano tendenzialmente percepiti con una portata ancora limitata.

    Interessante notare che le aziende diffondono i dati e le ricerche degli Osservatori per la gran parte attraverso articoli, newsletter. Ma assume una certa rilevanza il sito dedicato (73%) e i social media (67%).

    Tuttavia, agli Osservatori aziendali, sottolinea ancora l’analisi, viene riconosciuta una correlazione positiva tra impegno comunicativo delle aziende che li adottano e livello di fiducia espresso dall’opinione pubblica, nonostante siano ancora poche le realtà che adottano con successo questa pratica.

    Interessanti alcuni concetti espressi da Vacarini, il quale ha posto l’accento sul fatto che le aziende sono delle “media company per raccontare in maniera diretta la propria storia al pubblico. La scelta del Gruppo Unipol è frutto della mediazione tra strumenti di comunicazione tradizionale e innovativi, partendo dalla solida base degli Osservatori aziendali“.

    Altrettanto interessanti gli spunti dati da Liliana Cavatorta, Head of Reputational & Emerging Risk Observatory at Gruppo Unipol, che ha sottolineato come l’Osservatorio sia “una visione verso il futuro attraverso una mappa di interconnessioni“. La Cavatorta ha poi illustrato come “7 dei 14 macro trend nel radar del Gruppo hanno natura sociale e il ‘fattore umano’ in comune. L’obiettivo è contribuire a dare forma a un futuro che ponga al centro le persone“. Importante poi l’intervento di Fiammetta Fabris, CEO di UniSalute che ha ricordato come “l’osservatorio nato nel 2011 ci permette di fare informazione della salute in maniera scientifica e corretta” e ha posto l’accento sulla corretta informazione sull’alimentazione rivolta ai bambini, ricordando che “3 bambini su 10 in Italia hanno problemi di obesità, è necessaria una corretta informazione“.

    Ecco, questo del Gruppo Unipol rappresenta un grande esempio, che ci piaceva raccontarvi, di come le aziende possono sfruttare gli Osservatori per fare “narrazione” partendo ricerche e tematiche specifiche che possono restituire quella forma di contenuto che poi si tramuta in Relazione, concetto che ci sta molto a cuore.

    Questo il link dal quale scaricare la ricerca completa sugli Osservatori.

    Qui invece il video dell’evento, per ci se lo fosse perso:

    [In collaborazione con Gruppo Unipol]

    [L’immagine di copertina è di proprietà di @franzrusso; i loghi utilizzati appartengono ai legittimi proprietari; qualora i titolari dei loghi ritenessero l’immagine inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • La sfida delle aziende passa dall’Innovazione Sostenibile

    La sfida delle aziende passa dall’Innovazione Sostenibile

    Le aziende per essere competitive devono investire in Innovazione e Ricerca sostenibile, è questa la grande sfida che si pone di fronte ad esse. E Unipol è, in Italia, una di quelle aziende che prima di altre ha cominciato a farlo, per creare valore condiviso.

    Le aziende oggi devono investire in Innovazione e Ricerca sostenibile per essere competitive e per essere più credibili. I modelli che vedevano al centro lo sviluppo economico senza curarsi dell’aspetto sociale, ambientale è un modello che non funziona più. Oggi serve costruire modelli aziendali che rispettino valori sociali, economici e ambientali, che siano capaci di costruire una maggiore consapevolezza, condivisa.

    Unipol, azienda bolognese con oltre mezzo secolo di storia, è una delle aziende italiane che sta investendo in questa direzione, creando non solo consapevolezza, ma un vero valore condiviso. Il faro da seguire per raggiungere un livello di sviluppo economico efficace è l’”Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile” istituita dalle Nazioni Unite nel 2015. Obiettivo è quello di raggiungere, entro il 2030, un modello di sviluppo sostenibile che soddisfi i 17 obiettivi, quelli che sei definiscono SDGs (Sustainable Development Goals).

    L’azienda bolognese ha presentato il bilancio di sostenibilità 2017 all’interno del Festival dello Sviluppo Sostenibile, manifestazione che si è sviluppata con tanti appuntamenti in tutta Italia organizzata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). All’interno della meravigliosa cornice del Museo della Musica della città felsinea, il 29 maggio Unipol ha presentato il suo Bilancio Integrato 2017 in seno all’evento “Prospettive. Investire nel futuro per una crescita sostenibile”.

    innovazione sostenibile

    L’incontro è stata l’occasione per un confronto che istituzioni, rappresentati dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini; con pensatori come Jay Mitra, con le imprese.

    Il concetto che ha tenuto sottolineare Marisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità del Gruppo Unipol, è quello che di fronte all’esigenza di innovare aziende, modelli, bisogna aver chiaro di non creare altri bisogni indotti, ma è necessario soddisfare i bisogni reali.

    La Parmigiani parla anche dei 12 rischi emergenti, quelli che stanno affacciandosi sempre di più in seguito ai cambiamenti climatici recenti. Anche questa è una sfida che si supera, ha tenuto a precisare la Parmigiani, solo attraverso un processo di innovazione che sia collaborativo, che coinvolga tutti gli attori chiamati a prendere decisioni. Innovare e Collaborazione sono parole chiavi che appartengono ormai al DNA di Unipol.

    E c’era molta attesa per la lectio di Jay Mitra su “Innovare per i nuovi bisogni”. Mitra è “Professor of Business Enterprise and Innovation” presso l’Università di Essex (Regno Unito) e ha esordito con “Make Innovation great again”, chiaro riferimento allo slogan di Donald Trump. Il pensiero di Mitra gira intorno al fatto che, in un contesto sociale in continuo cambiamento, il valore umano assume un significato sempre più importante: La società in cui viviamo oggi, ha continuato Jay Mitra nel suo intervento, è sempre più connessa attraverso miliardi di dispositivi. Ecco, da qui l’importanza dei Big Data, dei dati che condividiamo perchè “anche noi ne siamo proprietari”. Il pensiero di Mitra è che l’Innovazione ha un forte impatto sulla società e sul welfare, è da qui che passa a crescita di una società. Il nostro paese, da questo punto di vista, ha ancora molto da fare, come ci ha mostrato proprio il professor Mitra.

    Ma se oggi Innovazione significa collaborazione, molto importante è risultato il messaggio di Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol, che ha voluto porre l’accendo sulla condivisione e sulla sensibilizzazione dei valori dello sviluppo sostenibile con chi in azienda ricopre ruoli manageriali, come i CEO. Un aspetto importante questo perchè solo dalla condivisione dei valori, a tutti i livelli, si possono raggiungere risultati.

    Unipol si conferma quindi azienda italiana che fa dello sviluppo sostenibile un vero e proprio valore condiviso, aperto a tutti.

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  • Ecco Changes, il magazine di Unipol che affronta i temi del futuro

    Ecco Changes, il magazine di Unipol che affronta i temi del futuro

    Dopo poco più di un anno dal lancio del magazine digitale, Unipol lancia anche la versione cartacea di Changes, il magazine del gruppo assicurativo che vuole raccontare i temi legati al cambiamento della nostra società, cercando di interpretare il futuro, restando vicini al nostro presente. Changes diventa quindi ancora di più un punto di riferimento, il perno centrale su cui progettare il futuro. La versione cartacea avrà due numeri l’anno e ospiterà al suo interno i pareri, racconti e opinioni di personalità che vivono e raccontano le trasformazioni del nostro tempo.

    Changes è stato presentato di recente a Milano e per l’occasione il tema principale è stato quello dei cambiamenti climatici, il tema che caratterizza il primo numero del magazine. E’ stata un’occasione per comprendere che il cambiamento del clima ha notevoli conseguenze sul nostro stile di vita, sulla nostra economia, sulla nostra società e sul pianeta in generale.

    Interessante la visione di Unipol da questo punto di vista, ben delineata a descritta da Marisa Parmigiani responsabile sostenibilità del gruppo: “Il cambiamento climatico, è un elemento sempre più centrale dal punto di vista assicurativo, rappresenta un vero e proprio pivot per il futuro economico e sociale, per questo come assicurazione ci occupiamo della resilienza al cambiamento climatico che, proprio come l’investimento assicurativo, è un costo atteso non una spesa certa“. Le aziende devono cominciare a prendere coscienza dei cambiamenti climatici e spesso non sono attrezzate per questo, devono essere preparate a gestire le catastrofi ambientali come eventi climatici “e questo è possibile solo se si valutano e conoscono i rischi e ci si prepara a gestirli”, afferma Marisa Parmigiani.

    La Parmigiani pone l’accento sui rischi, evidenziando come rischi idrogeologici e sismici siano estesi a tutto il territorio nazionale. Una proposta per tenere sotto controllo i rischi e mantenere un continuo monitoraggio sarebbe una partnership tra pubblico e privato, in cui il ruolo di supervisione e controllo sarebbe gestito proprio dalle assicurazioni.

    Alla presentazione, moderata da Luca Tremolada, erano presenti anche Alberto Federici, Direttore Corporate Communication e Media Relations del Gruppo Unipol, Fernando Vacarini, Direttore di Changes e anche Grammenos Mastrojeni, diplomatico e tra i più importanti divulgatori sui temi legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici. E il suo pensiero è molto chiaro, se non cominciamo a proteggere sul serio il nostro clima, allora avremo solo conflitti. Quello che in realtà sta già succedendo. Il diplomatico ha dimostrato come “l’equilibrio climatico non ha confini geografici, é globale. Gli effetti di accadimenti climatici hanno poi effetti che riguardano tutti noi“. Per Mastrojeni “ogni effetto ha una causa“, citando l’effetto della farfalla: “quell’effetto per cui per cui se manca equilibrio nel sistema c’è un disagio ambientale, socio economico, climatico e sociale. E’ l’equilibrio climatico ciò che manca davvero e che causa squilibri su clima e umani”.

    Ma non solo, Mastrojeni ha sottolineato anche come la piramide alimentare proposta da Fondazione Barilla metta in cima cibi di cui ci dovremmo nutrire meno, ossia quelli che in grande quantità inquinano di più. I cambiamenti climatici hanno effetti evidenti, ma il messaggio che viene da Changes è che prima li riconosciamo meglio è per tutti noi.

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  • L’Uomo d’Acciaio ti porta in volo a New York

    L’Uomo d’Acciaio ti porta in volo a New York

    Vi segnaliamo oggi un concorso che siamo sicuri interesserà molti di voi. Intanto riguarda uno dei film più apprezzati del momento sia da grandi, sia dai piccini. Si tratta de “L’Uomo d’Acciaio”, la storia di uno dei supereroi più famosi, ossia Superman. E in occasione dell’arrivo della pellicola in Italia Unipol lancia un concorso che vi porta a New York!

    Stavolta vogliamo parlarvi di uno dei film del momento, “L’Uomo d’Acciaio“, e lo facciamo anche grazie ad un bel concorso che siamo sicuri interesserà molti di voi. Ma siamo comunque felici di poter parlare di questa pellicola, in quanto il lancio nel nostro paese è stato davvero in grande stile. Un ruolo particolarmente rilevante nell’attività promozionale lo ha avuto il web e quindi i social media, per restare negli argomenti che siamo soliti trattare. Il lancio di un film ad oggi non può prescindere dall’essere presente anche su Facebook o su Twitter, specie quando il film è un colossal come quello di cui stiamo parlando. E proprio in relazione alla campagna sui social media vi vogliamo fornire dei dati interessanti.

    Su Facebook, per il lancio, è stata creata una fanpage che in poco tempo ha superato 1 milione di fans e ad oggi ne conta 1 milione e 670 mila. Sulla pagina si registra un buona attività di coinvolgimento e i fan partecipano volentieri. Insomma, la pagina funziona. Su Twitter, invece, l’account ufficiale, @luomodacciaio, non ha ottenuto lo stesso successo di Facebook. Infatti conta solo 541 followers e nonostante l’incessante attività, non ha riscosso l’interesse che ci sarebbe aspettato. Evidentemente, il pubblico che ha seguito il film usa di solito Facebook e quindi ha avuto modo di condividere le sue impressioni sulla piattaforma più consona alle sue abitudini.

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    Il Film

    L’Uomo d’Acciao, Man of Steel il titolo originale, campione d’incassi in Italia (nel primo weekend di programmazione ha incassato 1,8 milioni di euro!) è basato come dicevamo all’inizio sul personaggio di Superman dei fumetti e porta la firma di Zack Snyder, quello di Watchmen e 300, per intenderci. Cast d’eccezione con Henry Cavill nei panni di Superman e poi premi Oscar come Kevin Costner e Russel Crowe.

    Il film è un reboot della prima serie cinematografica dedicata al supereroe: Clark incarna la ‘speranza’ di un domani migliore per il pianeta che lo ha cresciuto e che adesso vuole servire facendo il bene. Infilata la tuta rosso-blu di Superman, Clark dovrà vedersela con un fantasma del passato che torna a chiedere il conto. A questo punto se non lo avete ancora visto, vi consigliamo di andare a vederlo.

     Il Concorso

    In concomitanza con l’uscita e la programmazione nelle sale, Unipol Assicurazioni ha lanciato un’iniziativa per gli appassionati del famoso personaggio, ma anche di cinema, e “web addicted”: un concorso a premi esclusivamente on line per vincere una delle 1.000 iconiche t-shirt “L’uomo d’acciaio” e un viaggio a New York per 2 persone.

    Come partecipare? È semplicissimo, basta cliccare su questa pagina e lasciare i propri dati. Sarà possibile sapere subito se avrete vinto la t-shirt e partecipare all’estrazione di una settimana a New York City.

    Allora, cosa aspettate a volare a New York con L’Uomo d’Acciao? Partecipate al concorso!