Tag: Videoconferenza

  • Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Microsoft ha deciso che chiuderà Skype il 5 maggio 2025 per puntare tutto su Teams. Ecco le motivazioni, l’impatto sugli utenti e le alternative come Zoom e Google Meet, e non solo.

    Era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale: Microsoft ha annunciato la chiusura definitiva di Skype, prevista per il 5 maggio 2025.

    Dopo oltre vent’anni di servizio, il celebre software di messaggistica e videochiamate che ha rivoluzionato la comunicazione digitale andrà in pensione.

    La decisione segna la fine di un’era e, al contempo, rafforza la strategia di Microsoft nel puntare tutto su Teams, la piattaforma pensata per la collaborazione e la comunicazione, che diventerà l’unico riferimento per utenti privati e aziende.

    Perché Microsoft ha deciso di chiudere Skype

    Skype, lanciato nel 2003 da Niklas Zennström e Janus Friis, ha rivoluzionato la comunicazione digitale con la sua tecnologia peer-to-peer, consentendo chiamate vocali gratuite o a basso costo su Internet.

    Skype primo logo del 2003
    Skype primo logo del 2003

    Microsoft ha poi acquisito la piattaforma nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari, quando era il punto di riferimento assoluto per le chiamate VoIP. Ma, con il passare degli anni, la concorrenza si è fatta sempre più agguerrita.

    Soprattutto dopo il COVID-19, con gli utenti che cercavano strumenti più moderni per il lavoro da remoto e l’interazione sociale.

    E quindi, servizi come Zoom, Google Meet e WhatsApp hanno progressivamente eroso la sua quota di mercato. A questo si è aggiunto Microsoft Teams, riducendo ulteriormente il peso di Skype.

    La scelta di Microsoft di chiudere Skype nasce quindi dalla volontà di concentrare gli sforzi su Teams, semplificando l’offerta e garantendo una maggiore continuità nello sviluppo di nuove funzionalità.

    Secondo Jeff Teper, presidente della divisione Collaborative Apps and Platforms di Microsoft, “Skype ha svolto un ruolo fondamentale nell’innovazione delle comunicazioni digitali, ma ora è tempo di guardare avanti e unificare l’esperienza utente su un’unica piattaforma più moderna“.

    Negli ultimi anni, Skype ha registrato un drastico calo di utenti: dai circa 300 milioni di utenti attivi al mese nel 2016 ai soli 36 milioni nel 2023.

    Teams, invece, ha registrato una crescita esponenziale, diventando la soluzione di riferimento per aziende e utenti consumer. A questo punto, per Microsoft non aveva più senso mantenere due strumenti simili, ma con un divario netto in termini di utilizzo e investimenti.

    Cosa succederà agli utenti Skype?

    Per chi ancora utilizza Skype, Microsoft ha previsto un periodo di transizione fino a maggio 2025. Gli utenti potranno trasferire contatti, cronologia chat e crediti direttamente su Teams, utilizzando le stesse credenziali. Inoltre, fino alla chiusura definitiva, Skype e Teams continueranno a essere interoperabili, permettendo agli utenti di comunicare tra loro indipendentemente dalla piattaforma scelta.

    Chi non desidera passare a Teams potrà invece scaricare ed esportare la propria cronologia delle chat prima della chiusura. Per quanto riguarda gli abbonamenti a Skype e il credito telefonico, Microsoft garantirà il trasferimento su Teams, in modo da non penalizzare gli utenti che ancora utilizzano il servizio per chiamate internazionali.

    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams
    Addio Skype, Microsoft ha deciso di puntare su Teams

    Quali le alternative a Skype

    La chiusura di Skype spinge gli utenti a valutare alternative per le chiamate e i meeting online. Oltre a Microsoft Teams, che sarà il principale erede di Skype, esistono diverse piattaforme valide:

    • Zoom: Negli ultimi anni si è imposto come lo strumento di riferimento per videoconferenze e meeting professionali. Offre una versione gratuita con chiamate fino a 40 minuti e piani a pagamento per esigenze aziendali più avanzate.
    • Google Meet: Integrato con Google Workspace, è una soluzione solida per meeting online, con una versione gratuita che permette videochiamate fino a 60 minuti.
    • WhatsApp e Telegram: Per chi cerca un’alternativa più informale e immediata, entrambe le piattaforme offrono chiamate e videochiamate di gruppo.
    • Discord: Nato per la community gaming, ma oggi usato anche per team di lavoro, permette chat vocali e videochiamate gratuite senza limiti di tempo.

    Ma vediamo un dettaglio qui in basso:

    Piattaforma Caratteristiche principali Pro Contro Limiti della versione gratuita
    Zoom Videoconferenze, breakout rooms Video di alta qualità, meeting di grandi dimensioni Limite di 40 minuti per la versione gratuita, necessario abbonamento per più tempo Fino a 100 partecipanti, 40 minuti
    WhatsApp Messaggi, chiamate vocali/video Gratuito, ampiamente utilizzato, crittografia end-to-end Meno adatto per videochiamate di grandi gruppi, focus sui dispositivi mobili Nessun limite significativo per le chiamate
    Google Meet Videoconferenze, integrazione con Google Integrato con Google Calendar, facile da usare Limite di 60 minuti per la versione gratuita, richiede account Google Fino a 100 partecipanti, 60 minuti
    Discord Voce/testo per comunità, server Gratuito, comunicazione di gruppo illimitata Focus sul gaming, potrebbe non essere adatto per uso generico Nessun limite significativo
    Slack Collaborazione in team, canali, integrazioni Orientato al business, funzioni robuste La versione gratuita ha limiti nella cronologia dei messaggi, necessaria sottoscrizione per l’accesso completo Cronologia messaggi limitata, abbonamento per accedere a più contenuti
    FaceTime Videochiamate per utenti Apple Perfettamente integrato nei dispositivi Apple, alta qualità Disponibile solo nell’ecosistema Apple, non multipiattaforma Gratuito, senza limiti, ma solo per dispositivi Apple

    Addio Skype, la fine di un’era

    Skype ha segnato un’epoca, permettendo a milioni di persone di effettuare chiamate via internet e rendendo possibili connessioni come mai prima.

    È evidente che la sua chiusura rappresenta la fine di un’era.

    Ma per Microsoft rappresenta una nuova fase e punta tutto su Teams per offrire un’esperienza più moderna e integrata.

    Chi ha usato Skype fin dagli albori (chi scrive è tra questi) non può che provare un po’ di nostalgia. Ma la tecnologia va avanti, e con essa le piattaforme che meglio rispondono alle esigenze di oggi.

    La chiusura di Skype è solo un nuovo capitolo nella lunga storia dell’evoluzione della comunicazione digitale.


     

  • L’efficacia del webinar in un mondo affollato di videoconferenze

    L’efficacia del webinar in un mondo affollato di videoconferenze

    Il contesto in cui stiamo lavorando, a seguito delle restrizioni imposte ai nostri stili di vita, è affollato di video-eventi. Un webinar però ha spesso altre finalità rispetto a un semplice meeting online; il format del webinar diventa fondamentale per distinguersi e per il raggiungimento degli obiettivi dell’evento.

    Mentre scriviamo, la videoconferenza conosce la stessa popolarità che ha caratterizzato WhatsApp qualche anno fa. C’è la riunione di redazione, il meeting tra colleghi, ma c’è anche la video colazione di gruppo o il video aperitivo.
    Tutte attività che possono sovrapporsi e confondere le idee di chi organizza e di chi dovrebbe partecipare a un webinar.

    Il primo elemento caratterizzante di un webinar, fondamentale per il suo successo, è il format.

    Il format può essere di molti tipi differenti e influenzare profondamente la riuscita del webinar. Lead generation, selling webinar, post vendita, formazione, coaching, mentoring, project work, sono tutti format di webinar differenti, strettamente correlati all’obiettivo che si vuole raggiungere, proprio come in un evento in presenza.

    Format webinar per aula estesa

    Il boom della didattica online sta creando una varietà di soluzioni per praticarla, ma pochi possono essere efficaci e performanti come un webinar strutturato con un format per l’apprendimento online.

    Il format deve infatti permettere di replicare in modo fedele quanto avverrebbe in una classe dal vivo. È necessario quindi che il software preveda funzionalità specifiche per la formazione che consentano di replicare telematicamente gli elementi di un corso di formazione in aula, ovvero che permettano di:

    • somministrare questionari multipli in diretta con accesso immediato ai risultati per un commento live da parte del docente;
    • essere integrato a una piattaforma e-learning in modo che i dati di risposta ai questionari si vadano a integrare nel percorso formativo insieme a quelli dei Learning object asincroni;
    • tracciare ogni genere di informazione, compreso il tempo netto di partecipazione, ovvero non da quando un utente si connette, ma da quando il docente avvia la lezione: ciò è possibile grazie al pulsante “inizia lezione”, che permette, come detto sopra, di tracciare la presenza netta al webinar, senza calcolare i tempi di attesa per l’inizio della lezione riportandoli, in seguito, nella piattaforma e-learning;
    • registrare la diretta, scegliendo il formato e cancellando quelle parti che non sono utili a una visione on-demand (chat/lista partecipanti/lista dei file/ etc.);
    • personalizzare il layout a seconda dei momenti della lezione live (presentazione, interazione, test, etc.);
    • condividere e visualizzare ogni genere di documento formativo;
    • consentire sempre una comunicazione diretta col docente tramite la funzione alzata di mano e permettere all’utente di mostrare “sono d’accordo” / “non sono d’accordo” che simula il sì con la testa che un docente osserva durante la sua lezione residenziale.

    Ecco come fare un webinar grazie alla personalizzazione del format

    Format webinar per marketing e vendite

    Si tratta, in questo caso, di favorire la conoscenza e l’apprezzamento verso un prodotto o servizio. Un possibile format potrebbe essere quello di mostrare il prodotto, dividendolo in funzionalità o caratteristiche, magari mostrando in diretta video ad impatto o condivisone del desktop, e poi lasciare la possibilità di esprimere un parere tramite sondaggio/chat/like al termine di ogni spiegazione. Per poi, alla fine del webinar, tramite il tracciamento delle interazioni dei partecipanti, raccogliere più feedback possibili tramite tutte le funzionalità interattive presenti.

    Ad esempio, grazie al tracciamento dei gusti e delle preferenze su una singola caratteristica o funzionalità del prodotto / servizio proposto durante il webinar, è possibile suddividere anche il pubblico per webinar successivi e per eventuali vendite “one to one”.
    Naturalmente perché ciò avvenga è fondamentale che il software webinar permetta di tracciare ogni genere di comportamento degli utenti in diretta e quindi, attraverso l’analisi dei dati, capire i gusti e le preferenze del pubblico su un prodotto o su una sua caratteristica e funzionalità.

    Sarà poi possibile, in base all’analisi dei feedback ricevuti, suddividere il pubblico in base alle preferenze, magari anche per un webinar successivo con argomenti più in target.
    Un webinar con tale format può essere di grande aiuto non solo per incentivare le vendite in maniera generica ma anche per raggiungere obiettivi di:

    • co-creazione del prodotto tramite feedback ricevuti (concetto forte e importante per ogni tipo di contesto);
    • vendita on-line tramite collegamento one to one.

    Nel primo caso, ho avuto dal pubblico suggerimenti importanti per customizzare il prodotto in base a scelte del target; nel secondo caso ho avuto dati per identificare utenti prossimi all’acquisto e realizzare con loro una trattativa diretta.

    Il webinar per temi compliance e sulla formazione accreditata.
    Anche qui ci troviamo in un contesto in cui il format diventa caratterizzante e può influire decisivamente sui risultati finali.

    Si tratta di un settore in grande espansione e in cui la soluzione webinar più efficace può fare la differenza.

    In questo caso il format potrebbe prevedere un test in entrata somministrato in diretta, alternare momenti di lezione a questionari multipli tracciati a cui l’utente può rispondere in un tempo limitato, lasciando attiva la chat, le domande al relatore, i like e ogni altra forma di interazione presente, per poi concludere il webinar con un questionario di uscita e il rilascio dell’attestato.

    Si pensi, ad esempio, a quanto possa essere comodo per chi organizza un corso accreditato, che l’utente trovi automaticamente in piattaforma l’attestato, scaricabile solo al raggiungimento di determinati risultati nei questionari sottoposti agli utenti in diretta, oppure solo se ha seguito la lezione per una percentuale di tempo, decisa preventivamente, che rappresenta il tempo utile per superare il corso.

    Il supporto di esperti per organizzare i tuoi webinar.
    Come si vede dagli esempi precedenti le variabili possono essere tante e può essere complicato considerarle tutte. Per questo Teleskill ha creato un software webinar proprietario, potente e versatile, facilmente personalizzabile, ma anche un team di consulenti, il reparto Training Angel, che possano affiancare il cliente prima, durante e dopo l’evento.

    Si tratta di un aiuto che investe la strategia dell’evento, i contenuti, la formazione del relatore, la produzione multimediale di contenuti ad hoc, l’organizzazione e la realizzazione dell’evento (incluso il servizio di Conference Manager) e poi le attività di follow up e report per webinar futuri o altre necessità. Il supporto dei consulenti Teleskill ha due finalità precise: la prima è la perfetta riuscita dell’evento, ma più a monte c’è il desiderio di permettere al cliente di sviluppare il suo business, senza doversi preoccupare di aspetti strategici, organizzativi, tecnici e di dettaglio dell’erogazione del webinar.

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • Videoconferenza, Google Meet per tutti e cresce di 3 milioni di utenti al giorno

    Videoconferenza, Google Meet per tutti e cresce di 3 milioni di utenti al giorno

    Google annuncia che Google Meet, il servizio di videoconferenza che prima si chiamava Hangouts, diventa disponibile per tutti e non solo per chi usa il pacchetto G Suite. Inoltre, Meet sta crescendo al ritmo di 3 milioni di utenti al giorno.

    È un momento in cui, a causa della pandemia da Covid-19, tutti hanno riscoperto i servizi di videoconferenza. E se da una parte, in questo momento Zoom è risultato avere più successo di altri, raggiungendo in pochissimo tempo 300 milioni di utenti, e se dall’altra Facebook ha deciso di cavalcare l’onda lanciando le Messenger Room, in mezzo Google non è stata certo a guardare, stavolta. Già, perché il colosso di Mountain View stavolta ha messo in campo tutto il suo vero valore e ha dimostrato a tutti di avere a disposizione i mezzi per poter supportare chiunque ne avesse bisogno per lavorare o studiare da casa.

    Lo strumento che in quest giorni ha riscontrato, e sta ancora riscontrando, un grande successo è Google Meet, che di fatto, con una operazione di renaming, ha preso il posto di Google Hangouts. Soprattutto perché questo strumento è parte di Google Suite, un insieme di strumenti lavoro e di studio che in tanti stanno usando in questi giorni. Basti pensare a Google Suite For Education, la suite di strumenti pensati per la scuola che comprende anche Classroom, la più usata dalle scuole fino ad oggi, anche in Italia, e Google Meet, per fare le video lezioni.

    google meet videoconferenze

    Un successo per Google Meet che si traduce in ben 3 milioni di utenti al giorno dall’inizio di questo mese, per un totale di 100 milioni di utenti al giorno.

    Utenti che potrebbero crescere ancora in conseguenza dell’annuncio fatto oggi, anche in occasione della pubblicazione della trimestrale. E cioè che Google Meet sarà disponibile per chiunque, e non solo per coloro che hanno un account Google.

    A cominciare da maggio, chiunque possieda un indirizzo e-mail può iscriversi a Meet e utilizzare molte delle funzionalità che sono già a usate dai nostri clienti G Suite – scuole, istituzioni, organizzazioni e business –, come per esempio la pianificazione delle riunioni e la condivisione dello schermo, i sottotitoli in tempo reale (in inglese) e la scelta del layout che più si adatta alle proprie necessità, inclusa la visualizzazione a griglia espansa“. È quello che si legge sul blog ufficiale di Google Italia.

    L’estensione del servizio avverrà in modo graduale a partire da prossimi giorni ad un numero di persone sempre maggiore. Google tiene a precisare che la modalità adottata per fare videoconferenze su Meet sarà assolutamente sicura. E queste sono le misure che verranno adottate:

    • Ci sarà la possibilità di ammettere o negare l’accesso a una riunione e disattivare o rimuovere i partecipanti se necessario.
    • Non è permesso ad utenti anonimi (cioè che non abbiano un account Google) di partecipare alle riunioni create dagli account dei singoli utenti.
    • I codici per partecipare alle riunioni sono complessi di default e quindi resilienti a qualsiasi tentativo di accesso forzato.
    • Le riunioni video su Meet vengono crittografate in tempo reale e tutte le registrazioni archiviate su Google Drive restano criptate.
    • Non si richiede plugin per installare Meet sul web. Funziona interamente su Chrome e altri browser.
    • Per i dispositivi mobili l’app Google Meet è disponibile sull’App Store di Apple e sul Play Store di Google.
    • Gli utenti Meet possono registrare il proprio account all’interno del Programma di Protezione Avanzata di Google.
    • I dati degli utenti su Meet non vengono usati per scopi pubblicitari e Google non vende dati degli utenti a terze parti.

    Da oggi, chi dispone di un account Google (mail@gmail.com) può già usare Google Meet da meet.google.com. Per chi invece ne fosse sprovvisto, è possibile creare, gratis e in modo veloce, un account Google usando la propria mail personale. Le riunioni possono avere una durata massima di 60 minuti, ma Google fa sapere che questo limite viene sospeso fino al prossimo 30 settembre 2020.

    Insomma, Google vuole giocare un ruolo primario in questo mercato che si è riaperto in maniera dirompente in queste ultime settimane, non certo stare a guardare.

  • Coronavirus e Videoconferenze, in Italia spopola Houseparty

    Coronavirus e Videoconferenze, in Italia spopola Houseparty

    La pandemia da Coronavirus sta cambiando il modo di lavorare e non solo quello. La modalità smart working si è resa necessaria e quindi è aumentato l’uso di app di videoconferenze, anche per l’uso privato. App Annie ha rilevato che in Italia i download di Houseparty sono cresciuti di 423 volte.

    Con la pandemia da Coronavirus inevitabilmente è cambiato il modo di lavorare e non solo. Sono cambiate le modalità di contatto tra amici, parenti e colleghi di lavoro. Non avendo più la possibilità di vedersi di persona, causa lockdown che continuerà ancora per altre settimane, gli italiani hanno riscoperto il valore delle videoconferenze. Una modalità questa molto usata dal punto di vista del business, specie quando c’erano sono riunioni da fare e qualcuno, non potendo essere fisicamente sul posto, si collegava con una app, web o mobile.

    Ma, di quest tempi, l‘uso della videoconferenza si è diffuso anche per le semplici chiamate tra amici e parenti. Basti pensare al fenomeno degli aperitivi e delle cene in video, specie nelle prime settimane del lockdown, un po’ per stemperare la tensione. Oggi, forse, a distanza di diverse settimane, si fanno un po’ meno.

    coronavirus videoconferenze app franzrusso.it 2020

    L’utilizzo è stato massiccio al punto che in tanti hanno cominciato a chiedersi se la rete fosse abbastanza forte da reggere questa flusso enorme di videochiamate e videoconferenze, praticamente ininterrotto e a tutte le ore. E adesso, con i dati pubblicati ieri da App Annie, società di analisi di dati web e mobile, possiamo avere un’idea di quali app sono state più scaricate.

    Prima di passare a vedere qualche dato riferto al nostro paese, è bene ricordare che App Anni ha rilevato che nella settimana 15-21 marzo 2020 sono stati ben più 62 milioni i download di app di videoconferenze, il 45% in più rispetto alla settimana precedente. E si arriva al 90% in più rispetto alla media settimanale dei download del 2019. Un numero decisamente enorme.

    Coronavirus, in Italia aumenta l’uso dei social media del 30 percento

    Ora, buona parte de numeri che abbiamo visto sopra dipendono dalla crescita esponenziale dei download di alcune app in particolare, quelle che abbiamo visto usare in questi giorni per videoconferenze, videochiamate e webinar, e cioè: Zoom, Google Meet e Teams di Microsoft.

    ZOOM

    Partendo da Zoom, app esplosa proprio giorni, con annesse polemiche per la condivisione dei dati con Facebook (poi smentite, ma comunque sono stati ravvisati problemi di sicurezza), in Italia ha fatto registrare un tasso d download pari a 55 volte in più rispetto alla media dell’ultimo trimestre del 2019, il dato più alto di quello registrato altrove. Infatti, in Spagna 27 volte di più, in Uk 20 volte di più, in Francia 22 volte di più, in Germania 17 volte di più. Relativamente a Zoom, Sensor Tower fa sapere che i dati possono essere anche più alti perché molti hanno ricevuto inviti a partecipare a videoconferenze/webinar via email, dato che poi non viene tracciato.

    coronavirus videoconferenze app annie italia

    Google Meet

    Dati molto alti anche per Meet di Google, molto usato in questi giorni per videoconferenze, videochiamate e webinar, senza dimenticare che questa modalità rientra anche nei tools dii Google Classroom molto scaricato e usato in questi giorni nelle scuole italiane di ogni grado. In Italia l’app di Google è stata scaricata 140 volte di più, anche in questo caso il dato del nostro paese è il più alto. Infatti, in Un è di 24 volte di più, negli Usa 30 volte e in Spagna 34 volte

    Microsoft Teams

    E poi numeri anche per Teams. In Italia l’app di Microsoft è stata scaricata 30 volte di più, il doppio di quanto registrato da App Annie in Francia e in Spagna, con 15 volte di più.

    Houseparty, l’app di videoconferenze che piace ai giovani

    Ma la vera sorpresa è il dato riferito a Houseparty, forse non nota a tutti, ma molto diffusa tra gli utenti della “generazione Z“, che ha fatto registrare numeri altissimi, specialmente nel nostro paese. Ebbene in Italia questa app ha fatto registrare un tasso di download di 423 volte. L’app è molto usata da più giovani per “incontrarsi” e perché permette proprio gli incontri di gruppo, fino a 8 persone per “stanza”, ma è possible partecipare a più incontri in contemporanea. L’elemento che forse attrae di più i giovani è proprio il fatto di avere l’idea di partecipare ad una festa tra amici, di ritrovarsi a chiacchierare del più e del meno proprio in un momento, come quello del lockdown, in cui non è permesso.

    houseparty app

    Houseparty è stata lanciata ufficialmente nel 2017 da Life On Air Inc. In pratica si tratta dell’evoluzione di Meerkat, app video che forse qualcuno di voi ricorderà, nata nel 2015 è possiamo dire che ha un po’ dato il via ad app come Periscope o Facebook Live. Successivamente, l’app nata dall’intuizione di Ben Rubin e Sima Sistani, Houseparty è stata poi acquisita, nel giugno dello scorso anno, dalla Epic Games, la casa produttrice di giochi come Fortnite.

    A seguito di questi risultati, è spuntata fuori la notizia, diffusa da molti quotidiani inglesi, che l’app sarebbe stata hackerata. Houseparty, che nel frattempo ha smentito qualsiasi violazione, in risposta a queste notizie, ha deciso di offrire 1 milione di dollari a chi sia in grado di dimostrare l’effettiva violazione. Insomma, sembrano essere abbastanza sicuri di quanto affermano.

  • Videoconferenza, ecco alcune regole di base

    Videoconferenza, ecco alcune regole di base

    La Videoconferenza nell’era del digitale, a differenza di quello che si pensa, ha assunto un valore sempre più importante. La tecnologia in questo contesto ha fatto passi da gigante e in poco tempo è possibile fare una videoconferenza con persone collegate da ogni parte del mondo. Ma ci sono alcune regole di base da seguire, inclusa quella, fondamentale, di dotarsi della tecnologia giusta.

    La Videoconferenza nell’era del digitale è sempre più importante, al di là di quello che a volte si pensa. Oggi le grandi aziende, come le piccole, i team di lavoro, le agenzie, i professionisti, fanno un uso continuo di videoconferenze per il fatto che è più semplice, e in poco tempo, entrare in contatto con persone collegate da più parti del mondo per focalizzarsi su un tema specifico. Dopo aver visto, un po’ di tempo fa, quali sono i 5 software migliori per la videoconferenza, oggi vediamo quali sono alcune regole di base da osservare, tenendo ben presente che una di esse è quella di dotarsi della migliore tecnologia, e più avanti vedremo quale. Prima di procedere tocca fare una precisazione, rispetto all’articolo sui software migliori per la videoconferenza. In quella occasione avevamo citato Google Hangouts, ebbene il software verrà chiuso per l’uso generalista, mentre resterà ancora attivo per l’uso orientato al business. Una precisazione che vi dovevamo.

    Partendo dalle regole di base per una videoconferenza ottimale, non si può non ricordare di fare una:

    Videoconferenza sì, ma breve

    La spiegazione più semplice è solitamente quella corretta” diceva il filosofo Guglielmo di Ockham nel sedicesimo secolo, una regola che vale ancora oggi. Sappiamo bene quanto le nostre giornate siano piuttosto frenetiche con agende zeppe di cose da fare. Allora, visto che la videoconferenza rientra tra gli impegni della giornata, conviene andare dritti al punto, senza perdersi in inutili conversazioni che non portano a nulla.

    Videoconferenza sì, ma prepariamoci

    Capita spesso che si arrivi al momento della videoconferenza e, perchè presi da mille impegni e da mille cose da fare, non si è preparati abbastanza, e questo capita per tanti motivi. Allora, per evitare lungaggini, è meglio preparare un ordine del giorno da inviare ai partecipanti per tempo, in modo da arrivare all’appuntamento più preparati sull’argomento da trattare.

    videoconferenza logitech rally regole base

    Videoconferenza e le immagini

    Tra i materiali da usare per mantenere alta l’attenzione, è meglio usare delle immagini, un ottimo modo per mantenere l’attenzione dei partecipanti.

    Videoconferenza, registriamola

    Capita spesso che all’ultimo momento qualcuno non possa più prendere parte alla videoconferenza per degli impegni sopraggiunti. Ebbene, regola d’oro, in questo caso, è quella di registrarla proprio per coloro che non hanno avuto la possibilità di prendervi parte. Un modo per trasmettere le informazioni per intero, dando loro la possibilità di poterla visualizzare in un secondo momento.

    Videoconferenza, ottimizziamo la sala

    Una delle regole d’oro è quella di ottimizzare la sala per l’appuntamento. Sembra una banalità, ma spesso questa regola la si dà per scontata e in videoconferenza puntualmente capita che qualcosa non va. Sarebbe meglio controllare che tutto sia a posto qualche minuto prima, dalla luce della sala, dai colori, ricordandosi che non vi siano bagliori che possano disturbare il video. Controllare che la tecnologia video sia funzionante, che tutto sia collegato correttamente.

    Videoconferenza, niente distrazioni

    Sebbene tutti siano sempre molto impegnati, è buona regola che durante la videoconferenza non vi siano distrazioni, quindi spegnere i telefoni aiuta a mantenere alta la concentrazione.

    Videoconferenza, dotarsi della migliore tecnologia

    Questa è la regola d’oro per eccellenza, senza la quale non si avrebbe la possibilità di effettuare una videoconferenza efficiente. Nel considerare questa regola di fondamentale importanza, siamo sicuri che tanti apprezzeranno Logitech Rally, la soluzione ideale che offre oggi Logitech, leader mondiale del settore, che ha messo a punto una soluzione dinamica e moderna che può fare davvero a caso nostro.

    Diciamo subito che Logitech Rally offre video di alta qualità, voci nitide e l’automazione RightSense™ per meeting ottimali con le applicazioni per videoconferenza che supportano i dispositivi USB, tra cui Google Hangouts Meet, Microsoft Skype®for Business, Microsoft Teams e Zoom. Con audio modulare, gestione cavi ottimale e finiture di qualità la soluzione, Rally si integra perfettamente in sale riunioni di medie e grandi dimensioni. Grazie al sistema di imaging Ultra HD, Rally offre video incredibilmente nitidi, colori straordinari e un’eccezionale precisione ottica con risoluzioni fino a 4K. La tecnologia Logitech RightLight™ ottimizza il bilanciamento della luce per enfatizzare i volti e conferire un aspetto naturale alle tonalità della pelle, anche in condizioni di scarsa illuminazione o controluce.

    Sappiamo bene quanto sia importante l’audio in una videoconferenza, ebbene Logitech Rally offre un suono naturale, nitido e altamente intelligibile. Logitech RightSound™ rende più chiara la voce isolando i rumori di fondo, livellando automaticamente le voci e incentrandosi sugli altoparlanti attivi.

    logitech rallyLogitech Rally offre poi un design moderno e di qualità che si presta a qualsiasi ambiente.

    Su sito di sergentelorusso.it trovate un interessante articolo su “Videoconferenza, cos’è e come si fa” e altre informazioni su Logitech Rally .

    Insomma, queste sono le regole che secondo noi dovrebbero essere sempre seguite se si vuole fare una videoconferenza come si deve, inclusa quella di dotarsi di una tecnologia moderna, avanzata, in grado di soddisfare tutte le esigenze come riesce a fare Logitech Rally.

    Per maggior informazioni vi invitiamo a consultare il sito dedicato a Logitech Rally.

    [In collaborazione con Logitech Italia e sergentelorusso.it]

  • LMS e videoconferenza. Ecco quali software scegliere e perché

    LMS e videoconferenza. Ecco quali software scegliere e perché

    L’esigenza di una formazione continua per i professionisti e il boom dei Master hanno spinto la diffusione delle piattaforme online per i corsi; le tecnologie mobili e virtuali oggi permettono a chiunque di apprendere ovunque e in qualsiasi momento. Per queste ragioni i software LMS subiscono costanti evoluzioni in fatto di semplicità di utilizzo e multifunzionalità e le possibilità di scelta diventano molteplici. La videoconferenza inoltre è sempre più spesso integrata in queste piattaforme al fine di migliorare l’apprendimento dei discenti.

    Tra le diverse piattaforme disponibili oggi, vi proponiamo 4 piattaforme proprietarie.

    DOCEBO

    Docebo è tra le soluzioni più complete per l’e-learning, una piattaforma nata per la progettazione di corsi formali e percorsi di docenza più informale. Ai corsi online “classici”, infatti, Docebo affianca una suite di servizi che vanno dalla possibilità di comunicare direttamente con il coach aziendale, alla condivisione in community online di risultati e aggiornamenti, in un contesto di formazione continua a 360° che ubbidisce al motto “Learn, Coach & Share”.
    La semplicità è uno dei punti forti di questo LMS, dimostrata dai molti strumenti a disposizione per assistere sia chi eroga o progetta sia l’utente a cui viene somministrato il corso: Docebo mette a disposizione guide, whitepaper e business case, organizza periodici webinar per spiegare come usare la piattaforma e per dare consigli su quali caratteristiche deve avere il corso, offre canali di helpdesk tecnico e formativo di primo livello.
    La doppia natura dei corsi online “didattici” e business è invece garantita dalla scalabilità, che permette di adattare corsi a classi di ogni dimensione. A questo proposito va aggiunto che Docebo non dimentica il singolo, il quale deve poter accedere al corso (o modificarlo) in qualsiasi luogo e momento: la piattaforma è, infatti, configurata per le tecnologie mobili Android e Apple; un cloud dedicato assicura il corretto funzionamento dell’aspetto “mobile” della piattaforma, oltre ad accelerare le pratiche di installazione.
    Integra i principali software di videoconferenza, come ad esempio Adobe Connect, BigBluButton, Webex, Skymeeting e Teleskill Live. L’integrazione consiste nella creazione della sala di videoconferenza e nell’iscrizione degli utenti già iscritti alla piattaforma LMS.

    TALENT LMS

    Proprio il biglietto da visita di Talent, la sua homepage, sembra indicare l’utenza specifica a cui è indirizzato, vale a dire le aziende: si parla, infatti, di un LMS cloud per “dipendenti, partner e clienti”.
    Il messaggio della professionalità dei corsi è veicolato da Talent con gli strumenti dell’empatia. Da una parte si parla di grafica friendly dei corsi, di “mal di testa” destinati a sparire, di customizzazione quasi totale e di un utilizzo mobile pronto nell’immediato, mentre dall’altra si leggono di importanti case che hanno utilizzato o utilizzano Talent per la formazione interna, i tipi di servizio sono suddivisi in base al prezzo (c’è una versione “Start” gratuita) e le soluzioni sono presentate in base alla tipologia merceologica dell’azienda.
    Velocità e semplicità, dunque, ma l’aspetto peculiare di Talent sembra l’attenzione per il corso nel suo complesso. Talent menziona, infatti, volentieri i propri “percorsi” di apprendimento, superando la metafora della lezione frontale, mette a disposizione strumenti per la valutazione in itinere dell’allievo e soprattutto tool per costruire survey, dati fondamentali per le aziende.
    Integra solamente due software di videoconferenza, ovvero GotoMeeting e BigBluButton. Anche in questo caso l’integrazione consiste nella creazione della sala di videoconferenza e nell’iscrizione degli utenti già iscritti alla piattaforma LMS.
    Pur con modi giocosi e amichevoli Talent è una piattaforma che fa della formazione interna aziendale il suo core business.

    LMS videoconferenza

    BLACKBOARD

    Una lavagna, questa è la metafora che sta dietro al LMS Blackboard, un concetto che riassume semplicità ed essenzialità ma anche austerità. A differenza della giocosità e immediatezza di Talent, infatti, il sito che ci presenta Blackboard è molto freddo il che potrebbe costituire un ostacolo nella scelta: se è vero che trasmette autorevolezza, è altresì dimostrabile che in ambito web la poca empatia non paga e che il design di presentazione di Blackboard tende a nascondere le call to action e i download link.
    È proprio sugli aspetti più “ufficiali” che Blackboard punta maggiormente. L’obiettivo è quello di fornire una formazione di livello superiore e una parte consistente dei programmi ha come campo di applicazione il governo. Approfondendo, nella sezione Government si trovano tutti i casi in cui Blackboard è stato efficacemente scelto in contesti politici e militari (soprattutto USA), il che suggerirebbe un’attenzione particolare alla sicurezza dei dati in rete e una predisposizione del software a procedure formative organizzate e collaudate.
    Tuttavia Blackboard dispone anche di un set di applicativi per la parte Business suddivisi in Association, Small Business e Corporate dove è possibile usufruire del servizio di Web conferencing, anche Mobile.
    Non si parla di webinar e questo è un limite, seppur dichiarato: Blackboard è il software pensato per erogare lezioni frontali, arricchite di tutte le possibilità dell’online. Integra il proprio sistema Blackboard Collaborate, sistema per fare webconference e riunioni telematiche.

    TELESKILL LMS – Web Academy

    La piattaforma Teleskill Web Academy, rappresenta una vera e propria Accademia di formazione, totalmente in Cloud. Al suo interno offre differenti Plug-in, come ad esempio le comunità di apprendimento virtuali integrate, che consentono l’apprendimento collaborativo ad aree verticali di utenti (classi, brand o BU aziendali), Webroom, Wiki Experience, Gamification, Gare per acquisizione badge, motore di ricerca documentale, che consente di ricercare parole o combinazioni di parole all’interno di un documento, dashboard delle attività che consente all’utente di avere un comodo pannello di controllo e altri. Integra il proprio software proprietario di videoconferenza Teleskill live, che permette, oltre alla creazione della stanza di videoconferenza e all’iscrizione degli utenti già iscritti alla piattaforma LMS, anche il tracciamento della presenza in videoconferenza (aula virtuale) e il tracciamento delle risposte ai questionari sottoposti in diretta, calcolando già le percentuali di risposte che consentono di superare l’obiettivo della propedeuticità in un determinato percorso formativo predisposto in piattaforma. Un’integrazione pensata per gestire un percorso formativo e-learning di tipo sia asincrono che sincrono. Previsto un canale dedicato di assistenza per ogni Cliente di assistenza e di consulenza continuativa e dedicata, anche di primo livello, attivabile in ogni momento e con tempi di risposta rapidi, sia per la piattaforma sia per videoconferenza. È possibile prevedere una personalizzazione funzionale della piattaforma in base alle reali esigenze espresse in fase di start-up progettuale.

  • Videoconferenza: ecco i 5 migliori software sul mercato

    Videoconferenza: ecco i 5 migliori software sul mercato

    La videoconferenza è utilizzata per attività formative o aziendali. Le offerte sul mercato sono molte e si caratterizzano per finalità di utilizzo. Ecco i 5 migliori software sul mercato.

    La videoconferenza, o teleconferenza come può anche essere chiamata, è un tipo di attività che permette riunioni tra più partecipanti “a distanza” e quindi con la praticità di evitare spostamenti e costi legati a viaggi e trasferte. In un’epoca di digitalizzazione crescente anche la videoconferenza si va sempre di più diffondendo tra Enti, Università, aziende che la utilizzano con fini diversi. Il mercato offre un’ampia scelta, ma i dispositivi, le app, i sistemi operativi subiscono modifiche e aggiornamenti quasi quotidiani e trovare la soluzione software per videoconferenze che faccia al nandrolone decanoate nostro caso, in questo contesto, è sempre più difficile: alle esigenze di facilità di installazione e d’uso, costi contenuti, integrabilità, oggi si richiedono anche quelle di sapersi adattare velocemente ai differenti contesti operativi.
    Sempre di più, infine, si richiede una unica soluzione in grado di supportare conferenze a distanza, webinar o classi virtuali. In questo scenario, al fine di orientare meglio le proprie scelte, può essere utile una rapida guida ai 5 software più popolari in ambito di videoconferenza.

    5 principali servizi di videoconferenza

    Skype di Microsoft

    In ambito business Skype, che era già molto noto tra gli utenti privati, si è rafforzato grazie alla sua partnership con Microsoft, trovandosi preinstallato su tutti i dispositivi, anche mobili, dell’azienda. Da semplice applicativo per videochiamate ora Skype (ex Microsoft Lync) ha allargato le sue mansioni alle conferenze virtuali con molti partecipanti, confermandosi scelta di default in molte aziende. Si registrano a tutt’oggi un paio di mancanze: l’integrazione con Linux e, per la versione con kamagra online massimo 25 partecipanti, l’applicazione della lavagna virtuale, che lo esclude dai contesti didattici.

    Google Hangouts

    Google Hangouts nasce come chat uno a uno ed eredita molte delle novità introdotte in Google Plus. Nel tempo ha abbandonato le sue prerogative ludiche e “social” diventando un’opzione per video conference in ambito business: anzi, secondo alcuni è l’applicazione migliore per qualità audio e video. Si entra nell’universo Google il che è sicuramente un vantaggio per l’integrazione dei software (plugin su Chrome, contatto diretto con la casella di posta Gmail…) ma fa storcere il naso a chi si preoccupa di dove finiscono i dati in rete. La versione gratuita ha un tetto massimo di 10 partecipanti a videochat e anche questo è uno dei limiti caratteristici di Google.

    Citrix GotoMeeting

    Marchio noto nell’ambiente degli applicativi business, Citrix è “sbarcata” nel mercato delle videoconferenze con GotoMeeting. Conosciuta soprattutto per i sistemi di virtualizzazione, Citrix integra i programmi e le piattaforme che mette in commercio con VPN di sua proprietà. Un ecosistema software che garantisce sulle performance e la sicurezza di GotoMeeting. Dal lato usabilità, però, GotoMeeting denota una grossa falla: manca un sistema per l’upload di file .ppt, .doc/.docx e .pdf. In pratica i formati più utilizzati in ambito office.

    Adobe Connect

    Adobe è un altro grande nome tra i produttori di software – qui siamo in ambito grafico – che ha provato a immettere nel mercato una propria soluzione per le videoconferenze. Adobe Connect è la soluzione per webinar e conferenze fino a 80 mila utenti (in modalità webcast) che, dal punto di vista software, si dimostra molto solida e di alta qualità. È molto usato in ambito accademico. Come spesso accade per le grandi aziende, però, Adobe si trova in una posizione di rivalità con Microsoft e questo ha una conseguenza negativa visibile su Connect: non si possono caricare file con estensione .doc/.docx e non è integrato con i Windows Phone.

    Teleskill Videoconferenza Live

    Teleskill Videoconferenza Live è una soluzione di videoconferenza tra le più versatili del settore ed è infatti usata in tutti gli ambiti: accademico, aziendale e per le recenti modalità lavorative di smart working. È il software ideale per realizzare classi virtuali, webinar e live meeting oltre che videoconferenze professionali e può collegare centiniaia di partecipanti tramite pc, tablet o smartphone. Si integra con le piattaforme e-learning più diffuse come Moodle o Docebo e con i Content Management System più utilizzati come WordPress e Joomla; questa particolarità allarga l’utenza base anche a professionisti singoli o piccole realtà aziendali e lo rende adatto per i corsi online. Uno dei vantaggi che Teleskill offre agli utenti è la possibilità di salvare lezioni o conferenze, fruibili così in un momento successivo. Un altro punto di forza di questo programma è la sua obiettiva leggerezza: nessun software da installare, nessun requisito fisico o hardware richiesto, compatibilità totale. Teleskill Videoconferenza Live è un software brevettato con le caratteristiche utili a erogare formazione accreditata e supporta un software di riconoscimento biometrico e di firma digitali, caratteristiche utili a garantire l’univocità della persona presente in videoconferenza.