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Il Pensatore di Auguste Rodin nel doodle di Google

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Doodle artistico quello di oggi sulla homepage di Google, infatti quello di oggi è dedicato allo scultore e pittore francese, Auguste Rodin. E una delle sue opere più celebri si ritrova proprio al centro dello stesso doodle, Il Pensatore

Come di consueto Google ci propone un personaggio da ricordare seguendo una logica assolutamente al di fuori di ciò che può considerarsi normale o regolare. Spesso si ricordano personaggi od eventi per i cinquant’anni, per il centenario, ma con i doodle di Google sappiamo bene che questa regola non esiste. E si conferma con il doodle di oggi, artistico, infatti è dedicato allo scultore e pittore francese Auguste Rodin per ricordare i 172 anni dalla nascita.

Auguste_RodinAuguste Rodin, come quasi tutti gli artisti, vede riconosciuto il proprio genio artistico al di fuori di quelli che al suo tempo erano i templi della formazione artistica. Infatti venne all’esame di ammissione all’École des Beaux­Arts, lavorò come decoratore. Venne poi rifiutato al Salon, l’esposizione periodica che si teneva presso il celebre museo Louvre di Parigi, decise quindi di venire in Italia dove studiò un altro grande scultore come Michelangelo Buonarroti. Dopo l’esperienza italiana, si ripropose al Salon ed espose Nel 1878 espose L’età del bronzo, un nudo virile modellato secondo criteri talmente innovativi da attirarsi l’accusa di essere stato derivato da un calco dal vero.

Fu poi con il Giovanni Battista, realizzato con la medesima tecnica, ma in scala maggiore del vero, che Rodin s’impose presso il pubblico francese con il suo stile straordinariamente realistico e il suo amore per la resa del movimento. Nel 1880 gli venne commissionata la porta bronzea per il nuovo Musée des Arts Décoratifs; Rodin scelse un soggetto dantesco (da cui il nome di Porta dell’inferno) e lavorò fino alla morte nel tentativo, mai condotto a termine, di realizzare una grande allegoria dell’amore e della dannazione attraverso la rappresentazione del nudo: un romantico e caotico insieme di figure, memori de Il Giudizio Universale di Michelangelo, delle illustrazioni per la Divina Commedia di G. Doré e dell’arte di W. Blake.

Le 200 e più figure disegnate per questa porta sono alla base di gran parte delle più famose sculture di Rodin e tra queste figura Il pensatore (1880, Parigi, Museé Rodin) che oggi Google omaggia con il doodle, I borghesi di Calais (1884­88, Parigi, Mus. Rodin) e Il bacio (1888, Londra, Tate Gall.; altra versione al Mus. Rodin), una delle sue sculture più famose e che contribuì a confermare la sua fama di sculture erotico.

Alcune delle sculture e parte della vastissima produzione grafica è oggi custodita nella casa parigina dell’artista in rue de Varenne, donata alla Francia nel 1916 e trasformata in Museo Rodin.

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