Autore: Franz Russo

  • Da oggi il rifornimento è più facile grazie all’app Eni Station +

    Da oggi il rifornimento è più facile grazie all’app Eni Station +

    Eni Station + è la nuova app per pagare i rifornimenti e accumulare punti tramite smartphone nelle Eni Station abilitate. Non fatevela scappare!

    Da un po’ di anni esistono diverse app che aiutano a trovare facilmente informazioni sui prezzi dei carburanti e anche, attraverso la geolocalizzazione, la stazione di servizio più vicina. Ma quanto sarebbe bello avere, oltre a queste informazioni, anche la possibilità di pagare il carburante con il proprio smartphone? Già, perché se è vero che ormai con il nostro dispositivo possiamo acquistare tutto (o quasi), perché allora non fare rifornimento in maniera più rapida? Ebbene, l’app che vi presentiamo oggi qui sul nostro blog fa proprio questo.

    Si chiama Eni Station + ed è l’app, disponibile per iOS, Android e Windows 10, che permette di pagare i rifornimenti di carburante tramite smartphone nelle Eni Station abilitate, al Più Servito o all’Iperself. Una vera comodità! Ma l’app offre anche altri vantaggi.

    eni station + app You&Eni

    I soci You&Eni avranno a disposizione la propria carta You&Eni in formato digitale sullo smartphone e utilizzando l’app in modalità solo Loyalty, potranno ottenere doppi punti per ogni litro di carburante acquistato al Più Servito, rispetto a quelli cumulabili con carta You&Eni fisica.

    La raccolta punti è valida fino al 31 marzo 2018, e con l’app i punti accumulati potranno essere convertiti in voucher carburante digitali, validi per 24 mesi dal momento dell’emissione, da utilizzare nelle Eni Station abilitate all’uso dell’app in modalità pagamento per rifornimenti senza importo minimo (ad esclusione di GPL e metano).

    E fino al 29 aprile 2018, associando una carta Mastercard , è possibile ricevere in omaggio un voucher carburante da 5 euro, utilizzabile entro il 31/12/2018, su un rifornimento senza importo minimo (ad esclusione di GPL e metano).

    Potete trovare la stazione Eni Station abilitata all’utilizzo dell’app tramite lo station finder. A questo punto non vi resta che scaricare Eni Station + gratuitamente dall’App Store, da Google Play o dallo Store di Microsoft e cominciare ad utilizzarla sul vostro smartphone.

    Troverete tutte le informazioni necessarie sull’app e sul programma You&Eni sul sito enistation.com.

    Da un’app così non si può volere di più.

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  • Sulle Instagram Stories da oggi è possibile condividere le GIF di Giphy

    Sulle Instagram Stories da oggi è possibile condividere le GIF di Giphy

    Con l’ultima versione dell’app Instagram, la 29, arrivano le GIF da condividere anche sulle Instagram Stories, sia per iOS che per Android. La creatività per i contenuti effimeri si arricchisce quindi di nuovi elementi. Inoltre Instagram annuncia che presto sarà possibile caricare nelle Stories immagini e video di qualsiasi dimensione.

    Instagram continua ad arricchire gli elementi creativi per confezionare Instagram Stories sempre più coinvolgenti. E quindi, non potevano mancare di certo le GIF, l’elemento che in effetti mancava. Da oggi, con la versione 29, rilasciata in questi giorni, sulle Instagram Stories sarà possibile aggiungere anche le GIF grazie alla collaborazione con Giphy, il popolare motore di GIF. Era da tempo che se ne parlava, anche dopo una fase di test disponibile per un numero limitato di utenti.

    instagram stories gif

    Per aggiungere una GIF sulla vostra Storia è semplicissimo, una volta aggiunto il vostro contenuto che volete condividere non resterà altro che cliccare sulla voce GIF che trovate negli elementi da aggiungere. Una volta fatto questo, potete aggiungere le GIF che più si adattano al vostro contenuto scegliendole tra quelle presenti o proprio dal motore di Giphy, infatti in alto potete scrivere il contenuto che cercate per poi vederlo sotto forma di GIF. Un po’ quello che succede già su altre piattaforme come Twitter, ad esempio. E come presto succederà anche su WhatsApp. A questo punto non resta che dare sfogo alla vostra creatività e far sembrare le vostre stories molto “inizi anni 2000”, stile MySpace.

    instagram stories gif

    Ma le novità non sono solo queste. Instagram ha anche annunciato che presto sarà possibile condividere, significa che non saremo più costretti a tagliare le immagini nel formato 9:16, il “formato ritratto”.

    instagram stories formato immagini

    Sarà quindi più fluida la condivisione dei contenuti, in quanto non ci si dovrà più scervellare sul formato. La parte restante del formato sarà poi completata dal colore che più corrisponde all’immagine. Un effetto simile a quello che si vede già su Twitter. Il rilascio di questa funzionalità avverrà nelle prossime settimane.

  • L’Intelligenza Artificiale entro pochi anni produrrà aumento dei ricavi e dell’occupazione

    L’Intelligenza Artificiale entro pochi anni produrrà aumento dei ricavi e dell’occupazione

    Secondo una ricerca di Accenture, presentata a Davos in occasione del World Economic Forum 2018, l’Intelligenza Artificiale apporterà benefici tangibili entro pochi anni. La ricerca evidenzia infatti che un utilizzo di questa disciplina potrà far crescere i ricavi delle aziende del 38% e far crescere l’occupazione del 10%. Per l’economia mondiale globale, ciò si tradurrebbe in una crescita dei profitti pari a 4.800 miliardi di dollari.

    L’Intelligenza Artificiale è uno dei pilastri su cui si basa il processo di Industria 4.0, o smart factory, di cui spesso si parla ma senza avere dei riscontri concreti in termini benefici. Ecco che a chiarire le idee può essere utile la ricerca di Accenture, presentata a Davos in occasione del World Economic Forum 2018, Accenture Strategy “Reworking the Revolution: Are you ready to compete as intelligent technology meets human ingenuity to create the future workforce?, che fa luce proprio sui benefici concreti che l’impiego di questa disciplina può avere nel giro di pochi anni.

    La ricerca stima che i ricavi delle imprese potrebbero crescere del 38% entro il 2020, a patto che investano sull’Intelligenza Artificiale e su un’efficace cooperazione uomo-macchina almeno quanto le aziende leader di mercato. A queste condizioni, anche il livello di occupazione potrebbe beneficiare di un aumento del 10%. Per l’economia mondiale globale, ciò si tradurrebbe in una crescita dei profitti pari a 4,8 trilioni di dollari. Per fare un esempio, in un’azienda S&P 500, ciò equivale a 7,5 miliardi di dollari di ricavi e a un aumento di profittabilità pari a 880 milioni di dollari.

    intelligenza artificiale @franzrusso.it 2018

    Tenuto conto che sia il management delle aziende interpellate che i loro collaboratori ritengono che l’Intelligenza Artificiale avrà sempre più un ruolo centrale nel loro business, la ricerca rileva che il 72% dei 1.200 top manager intervistati crede che la tecnologia intelligente sarà strategica per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato. Secondo il 61% dei manager, nei prossimi tre anni, crescerà il numero delle figure professionali che utilizzeranno quotidianamente l’Intelligenza Artificiale. Al tempo stesso il 69% dei 14.000 lavoratori intervistati è consapevole dell’importanza di sviluppare competenze che permettano di lavorare con le macchine intelligenti.

    intelligenza artificiale ricerca accenture

    Ma, nonostante che il 54% dei dirigenti aziendali consideri la collaborazione uomo-macchina cruciale per il business, la ricerca evidenzia che solo il 3% ha previsto un aumento significativo degli investimenti nella riqualificazione dei propri collaboratori entro i prossimi tre anni. Significa che si investe ancora pochissimo, serve incrementare gli investimenti per cogliere le opportunità che la ricerca evidenzia. Infatti, il 63% dei dirigenti ritiene che la propria azienda potrebbe creare nuovi posti di lavoro grazie alle nuove tecnologie e il 62% dei lavoratori si aspetta un impatto positivo dell’Intelligenza Artificiale sul proprio lavoro.

    “Per riuscire a crescere nell’era dell’IA, le aziende devono investire di più in formazione, al fine di preparare i dipendenti a un nuovo modo di lavorare in cooperazione con le macchine”, ha dichiarato Marco Morchio, ‎Accenture Strategy Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia. “Quella che noi definiamo Applied Intelligence – cioè la capacità di integrare rapidamente tecnologia intelligente e ingegno umano in tutte le funzioni aziendali –  sarà sempre più un elemento imprescindibile per il successo e la crescita delle imprese”.

    Secondo l’analisi, le aziende più all’avanguardia stanno facendo leva sulla collaborazione uomo-macchina non solo per incrementare l’efficienza, ma anche per abilitare nuove customer experience. Ad esempio, nel caso di un’azienda che vende abbigliamento online, l’Intelligenza Artificiale potrebbe migliorare la conoscenza dei clienti, abilitando l’offerta di servizi esclusivi più allineati alle loro esigenze. Un brand di scarpe sportive, a sua volta, potrebbe accrescere la capacità di operare nei mercati locali, integrando le abilità dei professionisti – sarti e ingegneri –  con l’intelligenza robotica.

    L’incontro tra creatività umana e tecnologie intelligenti sta trasformando radicalmente l’attuale scenario competitivo, aprendo opportunità di crescita prima impensabili. D’altra parte, il rischio di rimanere indietro è concreto e occorre che le aziende si adeguino al più presto promuovendo una riqualificazione della forza lavoro allineata ai nuovi trend del mercato,” ha affermato Raffaella Temporiti, HR Director, Accenture Italia Europa Centrale e Grecia. “L’approccio positivo dei lavoratori verso l’utilizzo dell’IA può senz’altro favorire l’introduzione delle nuove tecnologie in azienda, supportando i manager nella trasformazione dell’ambiente di lavoro e del business.”

     

     

     

    Accenture, infine, ha individuato delle linee guida per accompagnare l’evoluzione della nuova forza lavoro nell’era dell’IA:

    • Ripensare il lavoro partendo dai lavoratori. Secondo Accenture è necessario partire dai compiti, anziché dai ruoli, e assegnare i task di volta in volta a macchine e persone, bilanciando la necessità di automatizzare il lavoro con quella di valorizzare le capacità delle persone. Quasi la metà dei dirigenti d’azienda (46%) crede che sia obsoleto pensare in termini di mansioni prestabilite per ciascuna professionalità e il 29% dichiara di aver già ampiamente ridisegnato i ruoli in un’ottica di maggior flessibilità.
    • Incanalare il potenziale della forza lavoro verso aree che possono creare maggior valore. Occorre andare oltre il solo concetto di efficienza dei processi per formare la forza lavoro all’abilitazione di nuove customer experience. La crescita avviene solo reinvestendo i risparmi ottenuti grazie all’automazione nell’evoluzione della forza lavoro. Inoltre, un approccio di leadership dinamico, agile e creativo permetterà di cogliere le opportunità di questa trasformazione a più lungo termine.
    • Accelerare la riqualificazione. Punto di partenza di questo processo è la valutazione del livello di competenza delle persone e della loro disponibilità a imparare a lavorare utilizzando l’intelligenza artificiale. Le piattaforme digitali consentono di personalizzare i programmi di formazione sulle singole persone, favorendo l’adozione di nuove competenze. Accenture ha sviluppato un modello di riqualificazione della forza lavoro basato su una graduale evoluzione degli skill e sull’utilizzo di metodi innovativi di e-learning, in grado di massimizzare l’efficacia degli investimenti in formazione e accelerare i ritorni.

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    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni]

  • Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Snapchat, nella speranza di innescare una nuova crescita (di cui avrebbe grande bisogno), renderà possibile la condivisione delle Snapchat Stories al di fuori dell’app. Infatti, Snap comunica che, con il rilascio della nuova app, sarà possibile condividere le Stories su Facebook e su Twitter, sia da iOS che da Android.

    Le recenti performance di Snap, la società che gestisce Snapchat, hanno fatto temere il peggio per l’azienda di Evan Spiegel, disposta a tentare qualsiasi cosa pur di far crescere nuovamente l’app e di conseguenza l’azienda. E forse la mossa che servirebbe in questo momento potrebbe essere questa appena annunciata. Infatti, Snap annuncia che con il rilascio della nuova app Snapchat, completamente ridisegnata, sarà possibile condividere le Snapchat Stories anche al di fuori dell’app.

    Gli utenti, pochi (Canada e Australia) per il momento in vista di un rilascio globale, avranno quindi la possibilità di portare le loro Stories anche su Facebook e su Twitter, e sarà possibile sia da iOS che da Android. Sarà quindi come condividere un link da web oppure un tweet. Un’azione che, si spera, dovrebbe contribuire a fa ricrescere l’app.

    snapchat stories facebook twitter

    Al momento è quindi una feature per pochi, ma potrebbe dare nuova linfa ad un app che vede, comunque, ancora 178 milioni di utenti attivi che si scambiano 3,5 miliardi di scatti al giorno.

    Potrebbe essere questa la risposta di Snap ai propri investitori, preoccupati delle recenti performance negative dell’azienda a Wall Street.

    In ogni caso, è la prima volta che un contenuto esce fuori dall’app per vivere le sue 24 ore di durata (che restano) sul web e sui social media. In particolare su Facebook che ha preso in prestito molte delle funzionalità di Snap, a partire proprio dalle Stories.

    Vedremo, nel giro di qualche mese se questa mossa otterrà i frutti sperati.

  • Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione e ha quasi 118 milioni di utenti

    Netflix chiude il quarto trimestre del 2017 con numeri che hanno superato le attese. Nell’ultimo trimestre dello scorso il numero degli abbonati è cresciuto di 8,3 milioni, 2 milioni dei quali sono negli Usa e 6,3 milioni a livello internazionale. I ricavi sono stati 3,3 miliardi di dollari. L’azienda, fondata e guidata da Reed Hastings, supera i 100 miliardi di valore di capitalizzazione in borsa. In totale, gli utenti ad oggi sono 117,6 milioni.

    Neflix continua a crescere, questo emerge dai dati diffusi relativi al quarto trimestre del 2017, il Q4 2017. Dati e numeri che, quindi, superano le attese degli analisti che avevano previsto numeri più bassi. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, Netflix realizza ricavi per 3,3 miliardi di dollari con gli utili più che raddoppiati a 185 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo del 2016 (quando erano 67 milioni di dollari). C’è da dire che i ricavi globali risentono, ovviamente, dell’aumento dei prezzi del servizio di streaming video, infatti sono cresciuti del 35%. Si tratta del trimestre più positivo della storia di Netflix.

    A questi dati si aggiungono anche i 39 milioni di dollari di aggravio per i contenuti che Netflix non ha mandato in onda volutamente. Da quello che si sa, anche se Netflix non offre dettagli da questo punto di vista, in quella cifra c’è anche il costo di House of Cards, dopo il caso che ha travolto Kevin Spacey.

    Netflix

    I dati fiscali dl Q4 2017 fanno sì che in borsa Netflix supera il valore di capitalizzazione di 100 miliardi di dollari, le azioni ieri hanno avuto un balzo del 9% e +53% relativo a tutto il 2017.

    Ma veniamo forse al dato che più interessa ed è quello degli abbonati. Nell’ultimo trimestre del 2017 Netflix vede crescere il numero degli abbonati di 8,3 milioni. Di questi, 2 milioni sono gli abbonati degli Usa e 6,3 sono gli abbonati a livello internazionale. Gli abbonati complessivi sono quindi 117,6 milioni. In Italia, secondo gli ultimi dati che erano stati rilasciati da EY, gli abbonati sono circa 800 mila, in un settore che vede ben 19 milioni di italiani che guardano video online, soprattutto da YouTube, e 4 milioni di italiani che guardano online film e serie tv a pagamento. Tra l’altro, Netflix, come abbiamo visto di recente con i dati di App Annie, è l’app su cui gli italiani trascorrono più tempo dal proprio dispositivo mobile.

    Netflix si dice anche molto felice dei risultati ottenuti grazie anche ai contenuti, originali, che hanno permesso questi risultati. Non dimentichiamo i grandi successi ottenuti, proprio nell’ultimo trimestre del 2017 dalla seconda stagione di The Crown (in arrivo entro dicembre 2018 la terza stagione) e da Stranger Things, per non dimenticare anche Mindhunter di David Fincher. Ma il contenuto che più di ogni altro ha ottenuto il più alto successo di pubblico è stato Bright, il film con protagonista Will Smith, definito dai critici un “dud”, bidone, senza mezzi termini, ma che ha attirato ben 11 milioni di utenti americani nei primi tre giorni dalla sua uscita, avvenuta lo scorso 22 dicembre.

    Per il primo trimestre di quest’anno Netflix prevede altri 6,3 milioni di nuovi utenti.

  • Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

    Facebook ha annunciato oggi l’apertura di 3 centri di formazione in Europa entro il 2018 e uno di essi è previsto anche in Italia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, entro i prossimi due anni. Gli altri due centri saranno aperti in Spagna e in Polonia.

    Facebook punta sull’Europa e lancia un progetto di formazione che prevede la creazione di 3 centri di formazione, “community skills hubs”, di cui uno è previsto anche in Italia. Gli altri due centri sorgeranno in Spagna e in Polonia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, per arricchire le loro competenze digitali e per offrire strumenti di sicurezza online. I 3 centri saranno gestiti in collaborazione con le organizzazioni locali e si ispireranno al “Facebook’s Digitales Lernzentrum” di Berlin, inaugurato lo scorso anno in collaborazione con la “ReDI School of Digital Integration”.

    Nei prossimi due anni Facebook sarà partner di Freeformers per offrire formazione a 300 mila persone in tutta in Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia, Italia e Spagna, per 75 mila di queste la formazione sarà online mentre per i restanti si programmerà un percorso di formazione su misura per ognuno. Il programma prevede anche lo sviluppo di percorsi di formazione personale per 100 mila PMI entro il 2020 e una percorso di formazione online per altre 250 mila imprese.

    facebook centri formazione europa italia

    Facebook prevede anche percorso formativo per 15 mila donne, per incoraggiare progetti imprenditoriali, in Francia, sulla scia dei progetti analoghi avviati in Regno Unito e in Italia; il progetto si espanderà poi in Irlanda, Spagna e Svezia entro la fine di quest’anno.

    Il progetto di investimento in Europa non finisce qui. Infatti Facebook, sempre oggi, ha annunciato un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia. Il team di ingegneri sarà raddoppiato, passando da 30 a 60.

    “Vogliamo assolutamente far sapere che stiamo investendo a livello locale, stiamo investendo in tecnologia e stiamo investendo sulle persone“, ha dichiarato Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook a Bruxelles, dove oggi sono state annunciate le iniziative per l’Europa.

    Facebook fa sapere che dal 2011 ha investito 1 miliardo di dollari per sostenere per piccole e medie imprese in tutto il mondo. Con il programma “Boost your business” sono state formate centinaia di migliaia di imprese in tutto il mondo e oltre 1 milione di imprese hanno utilizzato l’hub gratuito, Blueprint. Inoltre, ad oggi, sono [highlight color=”yellow”]70 milioni le aziende che hanno una pagina Facebook[/highlight].

    Il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Queste sono le iniziative che ha presentato Facebook oggi per l’Europa, un vasto e lodevole progetto che permetterà di attirare l’attenzione delle istituzioni europee, piuttosto impegnate ad indagare su violazione della privacy, sui contenuti di odio e sulle situazioni fiscali del colosso di Menlo Park.

  • Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Google dedica il doodle a Sergei Eisenstein, il regista de ‘La Corazzata Potemkin’

    Il doodle che vediamo oggi su Google è dedicato a Sergei Eisenstein, regista russo, famoso per i suoi lavori sul montaggio, ma forse è ancora più conosciuto per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin”.

    Il doodle che vediamo su Google oggi è dedicato a Sergei Eisenstein, oggi avrebbe compiuto 120 anni. Il regista russo, oltre che essere stato sceneggiatore, scrittore, produttore cinematografico, è famoso per i suoi studi innovativi sul montaggio, sperimentò, infatti, nuove modalità di produzione del senso, tale pratica poteva essere utilizzata efficacemente per manipolare le emozioni e le convinzioni ideologiche degli spettatori. Nei suoi film è molto visibile la sua tecnica di montare una sequenza veloce per superare il tempo o suggerire nuovi accostamenti tematici. Quello che ha fatto Eisenstein nei suoi film è di aver arrestato le immagini in sequenza con una precisione altissima, rivoluzionaria per quei tempi.

    Sergei Eisenstein nacque a Riga (oggi capitale della Lettonia) il 22 gennaio del 1898, nel nostro paese è più celebre per essere stato il regista de “La corazzata Potëmkin” (1925) capolavoro all’avanguardia per quei tempi. Molti di voi ricorderanno la famosa scena in cui Fantozzi (Paolo Villaggio) emette un grido liberatorio con “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Tra l’altro lo stesso Villaggio raccontò di quante volte aveva visto il film da ragazzo: “La scena della Corazzata Potëmkin era liberatoria per gli intellettuali che la subivano da 40 anni: una vendetta. Solo chi aveva provato quelle costrizioni poteva saperlo e si sganasciava dalle risate…“, aveva spiegato qualche anno fa.

    sergei eisenstein google doodle

    Il film, della durata di circa un’ora con un montaggio di immagini molto intenso, racconta il massacro dei membri dell’equipaggio della nave da battaglia russa, ammutinatisi prima della Rivoluzione del 1905. Sergei Eisenstein ha ricostruito, in una location diversa dalla realtà, il massacro di Odessa (che nel film avviene sulla scalinata) da parte dei cosacchi dello Zar. La pellicola negli anni Settanta veniva considerata, a sinistra, prova di maturità per testare il livello di coinvolgimento ideologico dei compagni. Si tratta, infatti, di una delle più note e influenti opere della storia del cinema, e, per i suoi valori tecnici ed estetici, è generalmente ritenuto fra i migliori “film di propaganda”.

    Tante sono le citazioni del film in altrettante pellicole. Sicuramente ricorderete “Gli Intoccabili” Brian De Palma, “Partner” di Bernardo Bertolucci e in “Brazil” di Terry Gilliam. La discesa dei soldati dalla scalinata è stata ripresa anche in “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith” da George Lucas; alcune sequenze del film sono state oggetto di parodia da parte di Woody Allen in ben due film: “Amore e guerra” del 1975 e “Il dittatore dello stato libero di Bananas” del 1971. Altra versione parodistica è presente in “Una pallottola spuntata 33⅓ – L’insulto finale” di Peter Segal con Leslie Nielsen. Scala e carrozzina sono presenti anche in “Good Bye, Lenin!” di Wolfgang Becker (2003). Anche Spielberg omaggia il capolavoro in “Hook – Capitan Uncino” del 1992.

  • Skygofree, il malware che scatta foto e legge i messaggi da WhatsApp

    Skygofree, il malware che scatta foto e legge i messaggi da WhatsApp

    Si chiama Skygofree ed è un malware scoperto dai ricercatori di Kaspersky Lab che colpisce i dispositivi Android dal 2014. Questo è un trojan in grado di rintracciare la posizione del dispositivo e attivare la registrazione audio. Non solo, questo virus è in grado di controllare Facebook Messenger, Skype, Viber e Whatsapp, di quest’ultima legge anche i messaggi.

    Ad aprile dello scorso anno avevamo pubblicato una ricerca secondo la quale il 92% degli italiani non crede di poter diventare vittima dei cyber criminali e il 46% non ci pensa neanche ad installare soluzioni di sicurezza sui propri dispositivi. Bene, dopo aver letto dell’ultimo virus (nel senso temporale del termine) forse qualcuno di loro cambierà opinione.

    Negli ultimi giorni i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto un nuovo malware, Skygofree, che, per ora, ha agito e colpito solo in Italia. Si tratta di un trojan diverso da quelli di cui si è parlato fino ad oggi, per il fatto che mostra pericolosità fino ad oggi mai viste prima su virus del genere.

    Come si rischia di essere colpiti da Skygofree

    Il malware si diffonde mediante siti falsi di compagnie telefoniche per dispositivi mobili: Skygofree si spaccia per un aggiornamento in grado di aumentare la velocità di Internet sul telefono. Se l’utente abbocca e scarica il trojan, appare una notifica in cui si avvisa che la configurazione delle impostazioni è in corso, nel frattempo il trojan si nasconde agli occhi dell’utente e richiede ulteriori istruzioni al command server.

    skygofree malware android

    Quali sono le funzioni che attiva Skygofree

    Il trojan si chiama Skygofree (il nome è dato da uno dei domini a cui è collegato) ed è attivo da 2014, questo rende l’idea della pericolosità di questo virus e di quanto ormai siano sempre più sofisticati. Attraverso Skygofree i cyber criminali sono in grado di rintracciare l’ubicazione di un dispositivo su cui è installato e attivare la registrazione audio quando il proprietario del dispositivo si trova in un determinato luogo. I ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto anche che Skygofree riesce ad attivare la connessione attraverso la wi-fi, senza che l’utente se ne accorga, in questo modo i cyber criminali possono raccogliere tutti i dati di traffico dell’utente, dagli ultimi siti visitati fino ad accedere alle credenziali di accesso, password e numeri di carte di credito. Sembra tanto uno scenario da Black Mirror, ma questo è ancora niente.

    Skygofree è in grado di monitorare app come Facebook Messenger, Skype, Viber e Whatsapp. E a proposito di quest’ultima, il trojan è in grado di leggere anche i messaggi Whatsapp mediante i servizi di accessibilità. Come sapete, l’suo di servizi di accessibilità richiedono l’autorizzazione dell’utente, ebbene Skygofree nasconde questa autorizzazione. Il malware possiede anche funzionalità classiche, come intercettare chiamate, SMS, annotazioni sul calendario e altri dati dell’utente.

    Ecco, come se tutto questo fosse già abbastanza, in realtà non è proprio tutto. Skygofree può attivare segretamente la fotocamera frontale e scattare una foto dell’utente quando sblocca il dispositivo, immagini che i cybercriminali possono utilizzare nei modi più svariati.

    Come difendersi da Skygofree

    Al momento, come rilevato dai ricercatori di Kaspersky Lab, Skygofree ha già colpito e infettato diversi dispositivi tutti nel nostro paese, e non è escluso che possa colpire ancora altrove. Per difendersi da eventuali contagi da Skygofree le regole da seguire sono molto semplici, ma serve prima di tutto una forte dose di buon senso.

    Prima di tutto, il consiglio è sempre quello di scaricare applicazioni ufficiali, dal vostro dispositivo è sempre meglio disattivare la funzionalità che permette il download di app da qualsiasi fonte, anche quelle non ufficiali. Nel dubbio, sempre per il buon senso di prima, meglio non scaricare nulla e comunque è sempre meglio controllare eventuali errori di ortografia, un po’ come succede per le mail di phishing che riceviamo nelle nostre caselle. A questo punto, installate un software antivirus sul vostro dispositivo, ce ne sono di validissimi. Se fino a qualche anno fa sembrava impossibile, adesso è necessario.

  • Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Con l’ultimo aggiornamento, Instagram ha aggiunto una nuova funzionalità che permette di vedere l’ultima attività fatta sull’app, come già succede su WhatsApp e Messenger. Se ne parla molto e per evitare di mostrare e quindi vedere l’ultima attività, basta disattivare la funzionalità. Ma se si usa l’app “Direct from Instagram” non sarà possibile vedere lo stato degli altri pur mantenendo visibile il proprio.

    Si sta parlando molto dell’ultimo aggiornamento di Instagram, quello che ha introdotto una nuova funzionalità: “Mostra lo stato di attività“. Niente di più se non qualcosa di già visto, lo stesso accade già su WhatsApp (la spunta blu) e su Messenger. Ma tanto è bastato per fare notizia, giustamente. Solo che spesso ci dimentichiamo che Instagram è di Facebook, è quindi normale che alcune funzionalità vengano mutuate da altre.

    In pratica, dal vostro account, cliccando su “Impostazioni > Opzioni” trovate una nuova dicitura “Mostra lo stato di attività“, notate che potete facilmente disattivarlo. Questa funzionalità serve a vedere l’ultima attività che gli utenti che seguite hanno fatto, ma, badate, non vedete quello che fanno tutti gli utenti. Infatti, e su questo inizialmente c’è stata un po’ di confusione, vedrete solo l’ultima attività fatta dall’utente con cui di recente siete entrati in contatto via Direct, la sezione dei messaggi istantanei. In questa sezione vengono anche convogliati i messaggi che ci si scambia dalle Instagram Stories.

    direct from instagram app mostra stato attività

    Quindi, se attivate la funzione e vi spostate sulla sezione Direct vedrete gli account con cui ultimamente avete interagito con dei messaggi e, poco sotto, compare lo stato di attività.

    Come detto, disattivare la funzionalità è semplice, sempre da Impostazioni, spostate il bottone verso sinistra e, in questo modo, non solo non vedrete più lo stato di attività dei vostri amici, ma non renderete più pubblico il vostro stato di attività, gli altri non vi vedranno più attivi.

    Ma abbiamo notato una particolarità, non da poco per la verità, usando l’app “Direct from Instagram”, l’app che Instagram ha lanciato da poco in fase di test con l’intendo di farla diventare una vera e propria app di messaggistica istantanea. Infatti, come mostra lo screenshot, se usate l’app stand-alone per i messaggi, pur mostrando lo stato di attività, non si riesce a vedere lo stato di attività degli altri.

    direct instagram mostra stato attività

    Questo che vedete in basso è lo screenshot senza l’app Direct fron Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività senza l’app Direct from Instagram

    Mentre, invece, questo in basso, è lo screenshot utilizzando l’app Direct from Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività con l’app Direct from Instagram

    Ora, l’app Direct from Instagram è in fase sperimentale nel nostro paese, e anche Cile, Israele, Portogallo, Turchia e Uruguay, e non è detto che tutti gli utenti di Instagram la stiano usando. Ma al momento sembra un piccolo bug che permette agli altri di vedere il nostro stato di attività (sempre che sia attivo) non riuscendo a vedere quello degli altri. In pratica gli utenti con cui abbiamo interagito via Direct hanno informazioni sul nostro stato di attività, ma, usando Direct from Instagram, non si riesce a visualizzare lo stato di attività degli utenti con cui abbiamo interagito di recente.

    Ci è sembrato utile segnalare questa particolarità utilizzando l’app Direct, piuttosto che utilizzare la sezione interna Direct. Se davvero, come si dice, l’app dovrà sostituire la sezione Direct e diventare, come dicevamo prima, una vera e propria app di messaggistica, questo piccolo bug è necessario che venga risolto, altrimenti chi usa l’app mostrerà sempre il suo stato di attività (se attivo) ma non vedrà mai lo stato di attività degli altri. Ci è sembrato un controsenso. O no?

  • WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    Era stata annunciata a settembre dello scorso anno e ora WhatsApp Business, l’app pensata per le piccole imprese, è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android. Il lancio avviene anche in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L’app, disponibile gratuitamente, prevede delle novità, scopriamole insieme.

    Era settembre dello scorso anno quando scrivevamo qui sul nostro blog che WhatsApp stava lavorando su un’app stand-alone pensata esclusivamente per le imprese, ossia per piccole aziende e le piccole attività. L’app è disponibile gratuitamente da oggi in Italia e in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, per il momento solo per Android e si chiama WhatsApp Business. WhatsApp fa sapere che l’app, nei prossimi mesi, sarà disponibile anche per iOS e sarà lanciata anche in altri paesi.

    Già oggi esistono piccole attività, in Italia, che utilizzano WhatsApp come strumento per il customer care, viene utilizzata infatti per offrire ai propri clienti uno strumento di comunicazione diretto per informare su disponibilità di prodotti e fare assistenza. Piccoli negozi di abbigliamento, pasticcerie, officine per riparazioni auto, le tipologie di attività che possono sfruttare WhatsApp Business sono davvero infinite, tra l’altro il nostro è un paese che pullula di piccole attività e piccole imprese che oggi possono sfruttare anche l’app di messaggistica istantanea per il loro lavoro. Dall’altro lato sarà più facile per gli utenti comunicare direttamente con le aziende di interesse.

    whatsapp business italia android

    WhatsApp Business prevede poi alcune novità con strumenti molto interessanti, come:

    • Profilo dell’attività: sarà possibile permettere ai propri clienti di trovare facilmente informazioni utili quali descrizione dell’attività, indirizzo fisico, email, e sito web;
    • Strumenti di messaggistica: sarà possibile lavorare in modo più efficiente usando le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d’assenza per far loro sapere quando non si è disponibili;
    • Statistiche sui messaggi: sarà possibile controllare semplici dati statistici, come il numero di messaggi letti, per individuare le strategie che funzionano meglio;
    • WhatsApp Web: si potranno inviare e ricevere messaggi usando WhatsApp Business dal tuo computer (come succede oggi per l’app utenti;
    • Tipo di account: quando le persone scrivono ad una attività, sapranno che quella è un’azienda perché l’account verrà identificato come un account business. Infatti, con il tempo, le attività per le quali è stato confermato che il numero di telefono del loro account business corrisponde effettivamente al numero dell’attività, avranno un account confermato. Un badge di verifica come succede già con le pagine su Facebook.

    Quindi da oggi le piccole aziende ed attività potranno scaricare l’app e quindi usarla esclusivamente per il loro lavoro, mentre gli utenti non avranno questa necessità, continuando ad usare l’app di WhatsApp normalmente.

    Secondo dei dati che fornisce WhatsApp, riferendosi allo studio di Morning Consult, ad oggi più dell’80% delle piccole attività, in India e Brasile, già riconosce quanto WhatsApp come strumento utile per comunicare con i propri clienti e per fare più business. Non si conosce il dato italiano, ma dovrebbe essere comunque significativo.