Autore: Franz Russo

  • Android supera Windows come sistema operativo più usato nel 2017

    Android supera Windows come sistema operativo più usato nel 2017

    Dopo che nel 2016 avevamo assistito al sorpasso, a livello globale, del mobile su desktop per la navigazione in internet (in Italia lo scorso anno), nel 2017, secondo quanto rilevato da StatCounter, Android, il sistema operativo di Google per i dispositivi mobili, ha superato Windows. Un risultato ottenuto grazie alla popolarità di Android in Africa e in Asia, dove è il sistema operativo più usato.

    Chi l’avrebbe mai solo pensato che un giorno Windows, il sistema operativo per personal computer più usato da sempre sarebbe mai stato superato da un sistema operativo per dispositivi mobili. Impensabile solo dieci anni fa, quando Google lanciò la prima versione del suo software nel 2008. Ebbene, quello che era impensabile è successo. StatCounter ha rilevato che negli ultimi 12 mesi, quindi da gennaio a dicembre 2017, Android ha superato Windows come sistema operativo a livello globale: 39,86% per il sistema operativo di Google, 36,2% per il sistema operativo nato nel 1985.

    Un sorpasso che si aggiunge a quello che si registrò nel 2016, quando il Mobile superò il Desktop per la navigazione in internet, a livello globale, sorpasso che avvenne poi nel maggio del 2017 anche nel nostro paese.

    Le statistiche di StatCounter sono elaborate su campioni di oltre 10 miliardi di pagine visitate ogni mese, per oltre 2 milioni di siti web.

    android supera windows 2017 statcounter

    E non è neanche la prima volta che succede, già ad aprile dello scorso anno vi era stato un altro sorpasso, ma durò per poco. Invece stavolta si tratta di un sorpasso netto, trainato per lo più dal grande successo che Android ha ottenuto nei continenti di Africa e Asia. Già, perchè se diamo uno sguardo più specifico, notiamo che Windows resta il più usato in Europa, America, Oceania dove le percentuali evidenziano uno scarto del 10/15% a favore del sistema operativo della casa di Redmond.

    In Afria e in Asia invece Android è quasi vicino e supera il 50%: è al 49,2% in Africa e al 54% in Asia.

    android windows italia 2017 statcounter

    In Italia si verifica la situazione già rilevata in Europa. Windows resta il sistema operativo più usato con 45,7%, Android segue con 26,9%, terzo iOS con 12,9% e poco vicino troviamo Os X con il 12%. E, sempre nel nostro paese, tra i sistemi Windows più usati al primo posto si piazza Windows 10 con 49,6%, seguito da Windows 7 al 35%. Mentre Windows XP resiste ancora con il 3,4% superiore del 2% di Windows 8.

  • Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Spotify è pronta per Wall Street ma Wixen Music la cita per 1,6 miliardi di dollari

    Secondo quanto diffuso da Axios, Spotify è ormai pronta ad entrare a Wall Street e ad avviare la sua IPO nei primi tre mesi del 2018. Una notizia che era nell’aria da tempo, ma che trova conferma ora nella documentazione consegnata alla SEC nei giorni scorsi. Intanto l’azienda di Daniel Ek deve affrontare una citazione per danni da 1,6 miliardi da parte della Wixen Music per violazione di del diritto d’autore.

    Sono almeno quattro anni che si parla di Spotify e del suo ingresso a Wall Street. E negli ultimi anni la IPO era pronta per essere lanciata, ma poi non partiva mai. Ma adesso le cose sembrano aver preso una strada concreta. Infatti, secondo quanto riportato da Axios poco fa, Spotify ha, nei giorni scorsi, consegnato la documentazione necessaria presso la SEC (la Consob italiana) e tali documenti restano ancora segreti. Il sito prova a ipotizzare che la IPO (l’Offerta Iniziale di Acquisto) potrebbe essere avviata entro i primo trimestre del 2018.

    Ad assistere l’azienda di Daniel Ek ci sarebbero Morgan Stanley, Goldman Sachs e Allen & Co. Intanto si profila una iscrizione alla IPO in maniera “non convenzionale” e questo, secondo Axios, potrebbe creare un precedente nel mondo in cui le aziende potranno entrare a Wall Street nel prossimo futuro. Questa modalità infatti, definita “iscrizione diretta”, non prevede il classico road show, anche se la tempistica non dovrebbe cambiare. Non ci sono comunque conferme ufficiali da parte di Spotify, anche se la notizia ormai sta facendo il giro del mondo.

    spotify IPO wixen music

    Ma oggi Spotify è stata al centro dell’attenzione per un altro motivo. E’ notizia di oggi infatti che la Wixen Music, azienda fondata nel 1978 che gestisce i diritti di artisti del calibro di Neil Young, Tom Petty, Beach Boys, Missy Elliott, Doors e Janis Joplin, ha citato l’azienda della musica in streaming per aver usato migliaia di brani senza averne i diritti di riproduzione e senza pagare quanto dovuto. Secondo quanto si legge nei documenti depositati venerdì scorso presso un tribunale della California, Spotify avrebbe messo a disposizione dei suoi utenti (oltre 50 milioni gli abbonati al servizio) canzoni senza invece averne il diritto di farlo. Si parla di brani come “Light My Fire” dei Doors o “Free Fallin’” di Tom Petty, per citarne solo un paio. Il danno richiesto dalla Wixen Music è di 1,6 miliardi di dollari. Ma questa non è la sola citazione di Spotify.

    L’azienda svedese nel mese di maggio dello scorso anno si è accordata per un pagamento da 43 milioni di dollari volto a evitare una class action capitanata dagli autori David Lowery e Melissa Ferrick. A luglio, invece, sempre per via dei diritti sono arrivate le cause di due editori musicali di Nashville, Rob Gaudino e Bluewater Music.

  • Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Se il 2017 verrà ricordato come l’anno delle fake news sui social media, il 2018 potrebbe essere ricordato come l’anno della lotta ai contenuti d’odio. Nei giorni scorsi una indagine di ProPublica ha rivelato che Facebook non modera allo stesso modo i i post contenenti parole di odio e violenza. Da Menlo Park arriva l’ammissione dell’errore e la promessa di risolvere tutto aumentando il numero dei revisori fino a 20 mila.

    Se il 2017 è stato l’anno delle fake news, è molto probabile che il 2018 potrebbe essere l’anno della lotta ai contenuti di odio. E ancora una volta protagonisti sono Facebook e tutti i social media, nessuno escluso. Proprio qualche giorno fa Twitter annunciava di cominciare ad applicare le regole delle nuove policy proprio in relazione ai contenuti d’odio che vengono condivisi sulla piattaforma. Un fenomeno che non ha certamente risparmiato Facebook, anzi. La società di Zuckerberg dovrà affrontare questo problema, proprio nel 2018, almeno con la stessa determinazione con cui ha affrontato il fenomeno delle notizie false.

    Qualche giorno fa, a proposito di Facebook, ProPublica ha pubblicato un’indagine in cui veniva rivelato il modo non certamente omogeneo con cui Facebook, e i suoi revisori, gestiscono le segnalazioni di contenuti che violano le regole della piattaforma. Gli errori commessi da queste persone, che Facebook ha assunto con il compito di gestire il fenomeno, sono gravi al punto da mantenere online contenuti palesemente d’odio e da censurare, invece, contenuti che con l’odio o la violenza hanno poco a che fare. Questa ricerca in effetti spiega un po’ cosa sia realmente accaduto in tanti episodi che hanno coinvolto utenti italiani.

    facebook social media contenuti odio

    L’indagine ha preso in esame 900 post e ha messo in evidenza come Facebook mantenesse online 49 contenuti palesemente segnalati come offensivi. Facebook ha quindi ammesso gli errori dei suoi revisori su 22 contenuti, difendendo il suo responso su altri 19 post. Ecco, questo è una situazione che Facebook deve assolutamente, e in tempi rapidi, risolvere proprio per non arrecare un danno a sè stessa. Un danno irreparabile che vanificherebbe il tentativo di “avvicinare il mondo”.

    Justin Osofsky, VP di Facebook, è intervenuto sui risultati dell’indagine di ProPublica e ha dichiarato che quanto emerso non rispecchia l’obiettivo di Facebook, quello di connettere e avvinare il mondo per l’appunto. Quella che farà Facebook è, ha dichiarato Osofsky, “raddoppiare il numero dei revisori” portandolo fino a 20 mila persone entro il 2018, ricordando che i quasi 8 mila revisori oggi cancellano dalla piattaforma circa 60 milla contenuti al giorno. E Facebook, ma non solo, deve correre presto ai ripari perchè in Germania entra in vigore la legge che prevede multe fino a 50 milioni di dollari per i siti che non rimuoveranno i contenuti che incitano all’odio entro 24 ore.

    Questo è un fenomeno che oggi non riguarda solo gli oltre 2 miliardi di utenti di Facebook, riguarda anche Twitter che, come ricordato, deve necessariamente contrastare questo problema perchè è uno di quelli che ostacola la sua crescita.

    Ma, volendo fare una considerazione finale, è davvero strano come il fenomeno dei social media si sia evoluto negli ultimi 7 anni. E indichiamo proprio la data del 2011 non a caso. Quell’anno fu caratterizzato dal grande fenomeno della “Primavera Araba” che diede la possibilità a milioni di cittadini, soprattutto del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, di avere una speranza facendo conoscere al mondo quello che accadeva all’interno delle proprie città. Ricordiamo che proprio Twitter fu lo strumento più usato.

    Ma oggi, a sette anni di distanza, i Social Media rischiano di non svolgere più un ruolo così fondamentale proprio per via di fenomeni che, specie in questi ultimi due anni, hanno attanagliato le piattaforme come le fake news e i contenuti d’odio. I Social Media, paradossalmente (in relazione alla Primavera Araba) rischiano di diventare megafono di notizie false, alimentando i contenuti di odio e offuscando del tutto l’esigenza di migliaia di utenti di poterli usare per far valere le proprie ragioni, per raccontare la loro verità, quella oggettiva e non quella falsata.

    Una riflessione quasi amara, specie se vediamo il fenomeno in relazione agli odierni fatti che riguardano l’Iran. Sin da subito le autorità hanno limitato l’uso dei social media, prendendo di mira in particolare Telegram.

    Per recuperare il proprio ruolo autentico i social media devono regolare la meglio questi fenomeni fino ad eliminarli. Non sarà facile e il 2018 ci saprà dire se questa lotta potrà essere vinta una volta per tutte.

  • L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    I Social Media sono stati molto utilizzati in queste feste, per commentare eventi (come sempre) ma anche per salutare il 2017 e dare il benvenuto al 2018. In questa analisi vi mostriamo come gli utenti italiani hanno celebrato la vigilia e il capodanno su Twitter e sugli altri Social Media, attraverso gli hashtag che hanno caratterizzato le due giornate.

    Il periodo delle Feste è molto condiviso sui Social Media, non solo per gli auguri, ma proprio per celebrare eventi a tema, di cronaca, di sport, di spettacolo. Sono stati anche molto usati per scambiarsi gli auguri, ovviamente. Quello che vogliamo mostrarvi oggi, con questa analisi realizzata in collaborazione con Talkwalker, è come gli utenti italiani hanno salutato il 2017 e dato il benvenuto al 2018 su Twitter (molto usati in queste giornate) e sugli altri Social Media, Instagram su tutti.

    Dalla nostra analisi, abbiamo selezionato quegli hashtag organici, quelli nati spontaneamente dalle conversazioni e non legate in maniera evidente ad eventi in corso o sponsorizzati. Abbiamo quini deciso di seguire alcuni hashtag come #BuonAnno, #Buon2018, #BuonAnno2018, #31dicembre e #1gennaio. A questi abbiamo aggiunto anche un nostro piccolo contributo, nato nella mattina del 31 dicembre, su Twitter, e arrivato ad essere condiviso anche nella giornata di Capodanno. Si tratta di #2017in3parole che ha totalizzato ben 13.464 tweet.

    social media italia fine 2017 capodanno 2017

    Intanto vediamo che il totale di questi hashtag ci dà, considerando tutte le piattaforme, il totale di 137.800 contenuti condivisi, 64.700 gli autori unici, con queste ripartizioni:

    • #BuonAnno – 53.608 contenuti condivisi, 38,8%
    • #Buon2018 – 28.229 contenuti condivisi, 20,5%
    • #31dicembre – 20.742 contenuti condivisi, 15,1%
    • #2017in3parole – 13.481 contenuti condivisi, 9,8%
    • #1gennaio – 13.049 contenuti condivisi, 9,5%
    • #BuonAnno2018 – 8.695 contenuti condivisi, 6,3%

    fine 2017 capodanno 2018 social media

    Una massa di contenuti che ha totalizzato 1,6 miliardi di impression e il coinvolgimento netto di 1,6 milioni di utenti italiani.

    Questa la mappa che indica l’intensità delle condivisioni lungo lo stivale, e non solo.

    mappa social-media fine 2017 capodanno 2018 italia

    Alle conversazioni totali sui social media hanno preso parte attiva, come autori unici, 64.700 utenti, e 1,6 milioni di utenti sono stati coinvolti. Il 50,6% erano donne e il 49,4% erano uomini, una quasi parità. Da notare come, da punto di vista dell’età, il blocco di utenti più attivo avesse tra i 25-34 anni e 18-24 anni.

    genere totale fine 2017 capodanno 2018 social media

    Come detto in un tweet, gli uomini, nel descrivere il proprio 2017, erano quelli più positivi e speranzosi delle donne:

    Questi gli argomenti più condivisi, 186.600 in totale. Come vedete spiccano gli hashtag più utilizzati, ma vogliamo sottolinearvi anche le emoji più usate, ossia: la trombetta con 9.800 contenuti; la bottiglia con 7 mila contenuti e i bicchieri per il brindisi con 6.300 contenuti.

    temi totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Vediamo adesso gli influencer totali che si sono contraddistinti per la loro capacità di coinvolgimento. Notate come quelli totali provengano tutti, nei primi 10 che vi mostriamo, da Instagram, usato per il 16,6% dei casi (percentuale molto alta). Prima fra tutti Monica Bellucci.

    influencer totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Questi invece gli influencer su Twitter, il canale più usato per condividere in questa occasione con il 79,5% dei casi. E Radio 105 è primo.

    influencer totali twitter fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    E ora vediamo una panoramica dei contenuti più condivisi. Come detto, Monica Bellucci è stata l’influncer più coinvolgente sul totale e suo è stato il contenuto più condiviso:

    https://www.instagram.com/p/BdZ13Gjj8qc/

    https://www.instagram.com/p/BdYkLDLHZny/

    Su Twitter, invece, i contenuti più condivisi sono stati questi:

    Ecco, questo era il nostro racconto su quello che è successo sui social media a cavallo tra il 2017 e il 2018. E cogliamo l’occasione per augurarvi un grande anno, per noi sarà speciale visto che InTime compie dieci anni!

  • WhatsApp, dal 31 dicembre addio a Blackberry e Windows Phone 8

    WhatsApp, dal 31 dicembre addio a Blackberry e Windows Phone 8

    A distanza di un anno, quando WhatsApp annunciò che l’app avrebbe cessato di funzionare su alcuni sistemi operativi Blackberry e Nokia, la società di proprietà di Facebook chiude il cerchio, facendo sapere che dal prossimo 31 dicembre 2017 l’app non sarà più funzionante su Blackberry e Windows Phone 8.

    Alla fine dello scorso anno WhatsApp fece sapere che l’app avrebbe cessato di funzionare su alcuni sistemi operativi come Blackberry e Nokia, facendo restare attivi i Blackberry 10 e i Windows Phone 8. Ebbene, dal prossimo 31 dicembre 2017 tocca proprio a questi ultimi due sistemi operativi per chiudere il cerchio e per dire addio, completamente a Blackberry e Windows Phone.

    whatsapp blackberry windows phone 2017

    WhatsApp su questi ultimi sistemi operativi continuerà a funzionare ma dal nuovo anno non si potranno più creare nuovi account o verificare quelli esistenti. E, avverte la società oggi di proprietà di Facebook, alcune opzioni potrebbero improvvisamente smettere di funzionare.

    Cosa fare a questo punto? Ovviamente questa operazione spingerà gli utenti a spostarsi verso nuovi sistemi operativi e le alternative non sono molte. Se si vuole continuare ad usare un Blackberry allora è il caso di dotarsi di un dispositivo con sistema operativo Android, e ce ne sono diversi; ad un dispositivo Android come ce ne sono tanti sul mercato con sistema operativo dal 4.0 in su; ad un iPhone con sistema operativo 7 o superiore; oppure, se proprio non si può fare a meno di Windows Phone, l’importante che abbia un sistema operativo superiore a 8, ma ricordatevi che poi il Windows Phone è diventato Windows 10 Mobile ed è praticamente morto. Quindi, questa è l’occasione di passare ad Android o ad iPhone.

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  • Su Instagram arrivano i post consigliati, per iOS e Android

    Su Instagram arrivano i post consigliati, per iOS e Android

    Instagram sta rilasciando in questi giorni una nuova funzionalità, per iOS e Android. Si tratta dei post suggeriti che verranno visualizzati sul proprio feed. Saranno 3 o 5 contenuti che verranno selezionati anche da utenti che non seguiamo. Una modalità che non si può disattivare, ma solo sospendere temporaneamente.

    Secondo quanto riportato da TechCrunch, ma anticipato qualche giorno fa da The Verge quando rilevò la fase di test, Instagram sta per rilasciare una nuova funzionalità per tutti, disponibile per iOS e Android. Si tratta dei post consigliati (o se volete, raccomandati, suggeriti), vedremo quale sarà poi la traduzione finale. Fatto sta che si tratta di una funzione molto interessante che comparirà sul feed degli utenti. Come certamente sapete, al momento la possibilità di poter visualizzare contenuti consigliati, che quindi piacciono alle persone che seguite, è possibile dalla sezione Esplora, quella dove è possibile effettuare le ricerche. Questa invece ci permetterà di visualizzare contenuti anche di utenti che non seguiamo necessariamente, ma che rientrano nella nostra rete di contatti “allargata”.

    Instagram ha confermato la funzionalità già una decina di giorni fa, quando era ancora in fase di test e disponibile solo per un ristretto gruppo di utenti, presentandola come un nuovo modo per “collegare gli utenti a contenuti interessanti“. La conferma arriva anche dalla pagina di assistenza che Instagram ha aggiornato proprio sui contenuti “raccomandati” per gli utenti. La cosa che balza agli occhi è che si tratta di una funzionalità non disattivabile, infatti è possibili solo sospendere per un certo periodo di tempo. Come potete vedere dalla pagina guida su Instagram. E comunque è possibile nascondere il contenuto specifico semplicemente facendo tap sui tre pallini in alto a destra e selezionare “nascondi”.

    instagram post consigliati raccomandati correlati

    I contenuti suggeriti appariranno quindi sul feed degli utenti, saranno 3 o 5 contenuti che verranno selezionati in base a ciò che piace alla nostra rete di contatti, quindi anche contenuti di utenti che non seguiamo necessariamente. Certamente si tratta di una delle modifiche del feed più importanti da quando si è passati alla visualizzazione algoritmica da quella cronologica. Per non dimenticare anche l’inserimento degli annunci pubblicitari.

    In pratica, restando quindi in casa Facebook, con questa nuova funzionalità vedremo contenuti che piacciono alla nostra rete di utenti, per certi versi è qualcosa di simile al “Feed Esplora” proprio di Facebook.

    Altro aspetto interessante è che questa funzionalità non dovrebbe spostare il nostro interesse verso i contenuti consigliati da Instagram, infatti i post consigliati dovrebbe apparire solo dopo aver visto tutti i post sul proprio feed.

    Sarà interessante osservare come verrà accolta questa funzione, visto che già da alcuni feedback è risultata irritante.

    Appena sarà disponibile anche per voi, veniteci a raccontare cosa ne pensate.

  • Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    In una intervista alla BBC, la prima dopo aver lasciato la Casa Bianca, Barack Obama fa un richiamo ad uso più responsabile dei social media, per evitare che le informazioni frastagliate e false possano rafforzare le divisioni dell’opinione pubblica. Non lo menziona mai, ma è chiaro il riferimento a Donald Trump.

    Se leggiamo bene le parole di Obama non suonano così stonate. Soprattutto perchè dette dal primo “social media president”, il primo presidente degli Stati Uniti d’America che nel 2008 seppe sfruttare al media Facebook e Twitter con una strategia che ha fatto storia. E nella campagna successiva, quella che lo portò a vincere la presidenza per il secondo mandato, implementò anche Instagram. Mai nessun presidente al mondo era riuscito a fare quanto fece Obama nel 2008.

    Ma oggi è lo stesso Obama a richiamare su un uso dei social media più responsabile e attento, da non lasciare nelle mani di chi vuole soltanto diffondere informazioni e notizie che hanno altri scopi.

    Obama social media intervista bbc
    Obama e il principe Harry – via Getty Images

    In un’intervista alla BBC, intervistato dal principe Harry per l’occasione nel programma “Today’s Program” (registrata a settembre), la prima intervista dell’ex presidente da quando ha lasciato la Casa Bianca, Obama ha voluto mettere in guardia sull’uso “irresponsabile dei social media” che non fa altro che rafforzare le convinzioni distorte degli utenti, contribuendo a dividere l’opinione pubblica, e non ad unirla. Obama nell’intervista non lo menziona mai, ma è evidente il riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a sua volta molto attivo su Twitter, che ha visto la sua elezione come conseguenza di un rafforzato fenomeno di fake news, notizie false. Un fenomeno, come abbiamo visto in queste ultime settimane, che rientra in quello che ormai è conosciuto come Russia Gate, dove la Russia viene vista come responsabile della diffusione di notizie false, sfruttando in particolar modo i social media, per portare all’elezione di Trump.

    Il concetto che esprime Obama è che prima vi erano i notiziari che davano più o meno un’informazione omogenea, oggi, invece, i social media vengono utilizzati per diffondere notizie diverse, frastagliate che hanno come scopo quello di confondere e dividere l’opinione pubblica. Nell’intervista Obama spiega che “uno dei pericoli di Internet è che le persone possono avere realtà completamente diverse. Essi possono essere coinvolti in informazioni che rafforzano le loro attuali distorsioni”. Obama aggiunge che la molteplicità di voci non deve contribuire a frastagliare le informazioni, non deve “balcanizzare” la società, ma invece contribuire a condurre verso un terreno comune“. Da ricordare quando fatto da Facebook in questi ultimi mesi in materia di fake news.

    Obama ha anche fatto riferimento all’importanza dei social media per rafforzare i rapporti diretti con le persone, usarli come strumenti per dare vita a incontri personali, perchè è solo in questo modo che si comprende la complessità delle persone e della società, andando ben oltre quell’essenza di semplificazione che i social media spesso emanano.

    Opinioni molto condivisibili quella di Obama, sia per quel riguarda il richiamo, rivolto soprattutto ai politici, ad un utilizzo dei social media più responsabile, sia per quel che riguarda l’uso dei social media come strumenti per amplificare le relazioni (quello che sosteniamo da sempre) al fine di portare ad un contatto diretto, il vero motivo per cui usare questi strumenti.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter si sta sforzando di rendere la piattaforma un luogo sempre più sicuro. Per questo motivo, ha reso possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti, andando quindi oltre il servizio legato all’SMS che ora può essere disattivato.

    Twitter sta cercando di rendere la piattaforma a 280 caratteri (ah quanto era bello scrivere a “140 caratteri”, ma è un’altra storia) un luogo sempre più sicuro. Una strategia condivisibile proprio perchè la sicurezza è uno dei principali problemi riscontrati dagli utenti, allontanandoli sempre di più. Ebbene, da oggi è possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti. Che significa questo?

    Nel momento in cui fate login, inserendo il vostro user (o email) e la vostra password, notate che dopo qualche secondo ricevete un SMS in cui è scritto il codice che dovete digitare per accedere al vostro account. Ora, questa operazione è possibile farla anche con app di terze parti come, ad esempio Google Authenticator o Authy.

    twitter autenticazione 2 fattori app terze parti

    Se vi state chiedendo il perchè Twitter permetta questa operazione, allora la risposta è molto semplice. Come detto, Twitter vuole alzare il livello di sicurezza sulla piattaforma. i codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali.

    Facendo in vece il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende quindi il processo di autenticazione molto più sicuro. Al momento le app di terze parti abilitate sono le già menzionate Google Authenticator e Authy, a cui si aggiungono anche Duo Mobile e 1Password.

    twitter autenticazione 2 fattori app terze parti twitter autenticazione 2 fattori app terze parti

    Come fare per abilitare le app di terze pari per il processo di autenticazione a 2 fattori su Twitter

    Abilitare le app di terze parti per il processo di autenticazione di terze parti è molto semplice. Prima di tutto dovete accedere alle “Impostazioni e privacy” per poi accedere a “Account“, quindi “Metodi di verifica“. Noterete che adesso vi trovate selezionate la modalità SMS e in basso trovate “App per la sicurezza”. Potete modificare la modalità SMS, quindi anche disattivarla. Cliccando su “Riverifica” (da desktop, spuntando da mobile) nella sezione “App per la sicurezza”. Vi comparirà quindi un codice QR code da scansionare con l’app che avete scelto per gestire l’account. Una volta fatta la scansione, l’app vi rilascia il codice da inserire, da quel momento gestirete la sicurezza del vostro account attraverso un’app.

    A questo link trovate le informazioni da Twitter.

    Un processo semplice ma sicuro, e ricordate che resta sempre attivo la modalità si inserire il vostro numero di telefono per il recupero dei dati.

    Allora, provate e fateci sapere come è andata.

  • Facebook punta sugli articoli correlati per contrastare le fake news

    Facebook punta sugli articoli correlati per contrastare le fake news

    Facebook ha annunciato un cambio di strategia per contrastare le fake news. Dopo averla lanciata ad agosto scorso negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania, da Menlo Park hanno deciso di puntare sulla modalità articoli correlati per contrastare le notizie false. La bandierina rossa produceva il risultato opposto, mentre creare un contesto attorno alla notizia sembra dimostrarsi il modo più efficace per gli utenti.

    Il 2017 verrà ricordato certamente per il fenomeno delle fake news, esploso sulla piattaforma in seguito all’elezione di Donald Trump come 45° presidente degli Stati Uniti. Un fenomeno, e un problema, che ha coinvolto soprattutto (ma non solo per la verità) la piattaforma di Mark Zuckerberg che in questi ultimi 12 mesi si è data molto da fare per riuscire a trovare una modalità che potesse essere efficace per contrastare le fake news.

    Inizialmente si era partiti con il contrassegnare le notizie false con bandierine rosse o badge che avevano il compito di segnalare all’utente che quella che stava visualizzando era una notizia falsa. Una modalità, come ha ammesso proprio Facebook, ha finito per produrre l’effetto contrario, gli utenti infatti cliccavano comunque sulla notizia segnalata come falsa. “La ricerca accademica sulla correzione della disinformazione ha dimostrato che mettere un’immagine forte accanto a un articolo, come una bandiera rossa, può radicare credenze profondamente consolidate: l’effetto opposto a quello che intendevamo”, ha scritto Tessa Lyons, Product Manager di Facebook, nel presentare la nuova modalità.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10156900476581729/

    Come ricorderete, nell’agosto scorso Facebook aveva lanciato negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania la modalità articoli correlati, il cui scopo è quello di mostrare agli utenti più articoli sullo stesso argomento, in modo tale da avere la possibilità di confrontarli e comprendere se ci si trova davanti ad una fake news. E a quanto pare, Facebook adesso si è resa conto, dai dati rilevati, che questa modalità risulta più efficace, anche perchè questa stessa modalità è più veloce di quella della bandierina rossa nell’offrire un contesto di notizie che possano dare modo all’utente di rendersi conto che ci si trova davanti, o meno, a una notizia falsa. “Gli articoli correlati, al contrario,” – scrive ancora Tessa Lyons – “sono progettati per dare più contesto, il che è un modo più efficace per aiutare le persone ad arrivare ai fatti”.

    facebook articoli correlati fake news
    Immagine via TechCrunch

    La notizia verrà visualizzata come è mostrato nell’immagine, la notizia viene visualizzata con degli articoli correlati “verificati”. Nel momento in cui si vuole condividere la notizia, Facebook invita comunque a leggere gli articoli correlati per verificare meglio la veridicità della notizia.

    La modalità articoli correlati perchè il mostrare più articoli contestuali induce l’utente a condividere meno notizie false.

    Articoli correlai è una modalità che Facebook ha lanciato nel 2013 e sono link di notizie che compaiono dopo la lettura di un articolo.

    Al momento Facebook non si sbilancia su come, e quando questa modalità verrà propagata a livello globale.

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  • Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno 2017

    Il doodle di Google per il solstizio d’Inverno arriva puntuale anche quest’anno, preciso alle 17:28 del 21 dicembre, all’ora in cui nell’emisfero boreale ha avuto inizio la stagione più fredda dell’anno. Ovviamente, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, inizia oggi il solstizio d’estate.

    Si dice che il 21 dicembre sia il giorno in cui inizia l’inverno, la stagione più fredda dell’anno. Questo è certamente vero, ma, come sappiamo, non avviene mai nello stesso giorno o nella stessa ora. Infatti lo scorso anno era sì il 21 dicembre ma alle 10:44 del mattino; nel 2015 fu invece il 22 dicembre. Ma, come ci ricorda il doodle di Google per il solstizio d’inverno 2017, quest’anno è capitato il 21 dicembre alle 17:28. Google ha quindi messo online quello che negli anni abbiamo imparato a chiamare “instant-doodle“, un doodle celebrativo che va online nel momento in cui avviene l’evento.

    google doodle solstizio 2017

    E quindi oggi ci troviamo in Inverno, nella giornata più breve dell’anno per il fatto che, oggi alle 17:28, il Sole si è trovato direttamente sopra il Tropico del Capricorno. E’ il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole, in relazione al suo asse, ecco perchè si dice che sia il giorno più breve dell’anno. Da domani, quindi, le giornate cominceranno ad allungarsi.

    Di conseguenza, dall’altra parte del mondo, nell’emisfero australe, quello a sud, oggi inizia l’estate.

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