Autore: Franz Russo

  • Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sula piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, ossia una serie di tweet legati tra loro per esprimere un pensiero o un concetto più ampio. Ma era davvero necessario?

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sulla piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, come vengono definiti, dei tweet che legati tra loro offrono un ulteriore spazio per esprimere un concetto o un pensiero più ampio. In pratica, in basso a destra dove compare il cerchio che conta lo spazio dei caratteri, da oggi viene aggiunti il simbolo “+” ad indicare che è possibile legare altri tweet tra loro per poi pubblicarli sotto forma di discussione. Una volta pubblicato il thread viene visualizzato in maniera singola, nel senso che i tweet vengono visti sulla timeline come se fosse pubblicati separatamente, ma per essere visualizzati completamente si deve cliccare su “Mostra questa discussione” e viene visualizzato tutto il “filo” della discussione.

    twitter discussione thread

    Non che prima non fosse possibile condividere dei tweet storm, solo che l’operazione era lunga e laboriosa. Ora invece è tutto molto più semplice. Esistono anche app di terze parti che già rendevano possibile questa modalità.

    Qui in basso un esempio:

    Twitter aggiunge quindi ulteriore spazio per conversare, quasi che davvero il problema della poca crescita della base utenti fosse il limite dei 140 caratteri, quello che era davvero il carattere distintivo della piattaforma. Una scelta che è stata molto criticata (qui potete leggere i pareri di alcuni esperti che abbiamo interpellato). E a quanto pare la scelta ha avuto un effetto positivo incrementando il coinvolgimento degli utenti, come ha spiegato in questo post DataMediaHub. Ma forse non si potrà dire di questa nuova modalità. La maggior parte degli utenti che usavano poco Twitter per via dei 140 caratteri stanno trovano adeguato adesso lo spazio a 280 caratteri. Scrivere un thread fatto da 10 tweet da 280 caratteri significa scrivere un post da 2.800 caratteri. Difficile che qualcuno su Twitter lo legga. Non è quindi una modalità per tutti, avrà quindi un utilizzo di nicchia che, forse, non avrà affetti sul coinvolgimento pari a quello ottenuto con i 280 caratteri.

    Ma allora a che serve? Serve a Twitter per offrire nuove modalità, per evitare che gli utenti possano servirsi di app di terze parti e rendere quindi il tutto nativo sulla piattaforma. Ma questa non è vera innovazione. Non è quell’innovazione che tutti attendono per fare in modo che Twitter possa guardare al 2018 con un certo ottimismo.

    Serve introdurre il tasto “modifica tweet” per rendere la piattaforma più moderna e competitiva. Ma non solo. E’ necessario studiare lo spazio Esplora in maniera da rendere le notizie del momento più coinvolgenti e ampie, siamo ancora in attesa di vedere i “Momenti” in questa sezione. Serve agganciare un sistema di advertising che renda la piattaforma più competitiva, quello attuale non è più adatto ai 280 caratteri. Serve una maggiore attenzione sulla sicurezza, gli sforzi delle ultime settimane stanno dando qualche frutto, ma ancora non basta.

    Insomma, di cose da fare per rendere davvero la piattaforma più attraente ce ne sono, ma ancora Twitter sta lì a introdurre feature ininfluenti. Vedrete che anche nel 2018 il tema “acquisizione” tornerà di moda, e chissà che non si realizzi del tutto.

    La modalità dovrebbe essere attiva da subito, o entro pochi giorni, da mobile, iOS e Android, e anche da twitter.com.

  • Google: ecco 3 nuove app sperimentali sulla Mobile Photography, per Android e iOS

    Google: ecco 3 nuove app sperimentali sulla Mobile Photography, per Android e iOS

    Google sperimenta sulla Mobile Photography e presenta 3 app sperimentali per migliorarle con i feedback degli utenti. Le app si chiamano Storyboard, Selfissimo e Scrubbies e si focalizzano sul riconoscimento degli oggetti, sulla segmentazione delle persone, su algoritmi di stilizzazione e migliori tecnologie per codificare e decodificare le immagini.

    Google vuole sperimentare nuove tecnologie sulla Mobile Photography e per questo lancia tre nuove applicazioni per migliorarle con i feedback degli utenti. Il progetto si chiama “Appsperiments” e prevede il lancio di 3 applicazioni: Storyboard, Selfissimo (sì, avete letto bene!) e Scrubbies. Le app si focalizzano sul riconoscimento degli oggetti, sulla segmentazione delle persone, su algoritmi di stilizzazione e migliori tecnologie per codificare e decodificare le immagini. Sono quindi app che si preparano all’ondata di telefoni con fotocamere più intelligenti, sul mercato ne sono già presenti modelli molto interessanti, tra cui proprio il Google Pixel 2.

    La prima si chiama Storyboard, disponibile solo per Android, che da ai propri video un layout da vignetta. Per ottenerlo basta girare un video e caricarlo sull’app. I fotogrammi vengono selezionati automaticamente e viene poi applicato uno dei dei stili disponibili.

    storyboard google app

    La seconda si chiama Selfissimo!, disponibile per iOS e Android, e si comporta come se fosse un fotografo automatico, scattando foto in bianco e nero (ci vorrebbe anche un effetto a colori per la verità). E’ sufficiente avviare l’app e da quel momento comincerà a scattare fino a quando non si resterà fermi. Una volta che si tocca di nuovo lo schermo l’app si ferma e sarà possibile rivedere le immagini, rimuovere quelle che piacciono di meno oppure salvare tutti gli scatti.

    selfissimo google

    La terza si chiama Scrubbies, disponibile solo per iOS, e permette di gestire la direzione e la velocità del video. Serve quindi a catturare alcuni momento dei video. Basta girare un video per poi mixarlo come un Dj. Lo scrabbing con un dito riproduce il video, lo scrubbing con due dita cattura il momento in modo da poterlo salvare e condividere.

    scrubbies google

    Google invita quindi, non solo a scaricare le app, ma a usare e lasciare i propri feedback per poter sviluppare gli “appsperiments” e migliorare le tecnologie. Insomma gli appsperiments non finiranno certo qui.

  • Gli italiani nel 2017 navigano sempre più da mobile e per la maggior parte da app

    Gli italiani nel 2017 navigano sempre più da mobile e per la maggior parte da app

    Gli italiani confermano di navigare sempre più da mobile che da desktop e il recente “Global Mobile Report” di comScore lo conferma. 6 minuti su 10 sono trascorsi online da dispositivi mobili e il 26% della popolazione online italiana naviga esclusivamente da smartphone o da tablet. Tra le app social, Facebook si conferma la più usata, seguita da Instagram.

    Gli italiani da sempre hanno una forte preferenza per il mobile, una passione che, almeno dal 2011, è cresciuta nel tempo. E questa passione si manifesta, per lo più, per quanto riguarda la navigazione su internet. Qualche mese fa vi avevamo riportato che nel mese di marzo di quest’anno in Italia la navigazione da mobile aveva, per la prima volta, superato quella da desktop. Un fatto eccezionale, in linea con quanto accaduto in altri paesi, che si spiegava proprio in questa grande passione che gli italiani hanno verso i dispositivi mobili.

    Negli anni vi abbiamo raccontato, qui sul nostro blog, come questa passione si sia sviluppata, concentrandosi proprio sulla navigazione online, rilevando anche che gli italiani usano davvero poche app sul proprio dispositivo.

    italiani mobile 2017

    Ebbene, alla luce di quanto detto, il recente “Global Mobile Report” di comScore (indagine effettuata in 14 paesi del mondo) conferma che gli italiani navigano online sempre più da mobile e questi sono i dati più aggiornati.

    Su 10 minuti di navigazione online, 6 vengono effettuati da dispositivi mobili (62%) un dato che si può dire essere simile a quello degli Usa (65%) e Regno Unito (61%). In Indonesia si arriva al 90% e in India all’86%, in Messico al 75%. Ma, forse, il dato più rilevante, quello che fissa un dato importante è che il 26% della popolazione internet italiana naviga esclusivamente da dispositivi mobili, smartphone o tablet. Stiamo parlando di oltre un quarto della popolazione online in Italia, vale a dire quasi 10 milioni di persone. Dato che assume una rilevanza ulteriore se lo confrontiamo a quello di paesi come la Germania (4%), Regno Unito (8%) Stati Uniti (12%). In India poi si arriva al 70%, per il fatto che lì non esiste una banda larga ed è il motivo per cui Facebook ha scelto proprio il paese asiatico per sperimentare e realizzare il programma internet.org per portare internet attraverso strumenti alternatici come mongolfiere o droni.

    italiani mobile 2017 minuti navigazione

    italiani mobile 2017 dispositivi mobili

    Interessante notare anche i minuti di navigazione medi per utente. I paesi sud americani si rivelano essere tra i primi al mondo da questo punto di vista: Argentina (5,6 minuti); Brasile (4,5 minuti). In Italia invece ci si ferma a 2,85 minuti, poco sopra ai 2,84 dell’India.

    Come già sottolineato in una precedente occasione, anche questo rapporto evidenzia che il traffico internet effettuato da dispositivi mobili in Italia è per l’87% realizzato dall’utilizzo di applicazioni mobili. Quindi la gran parte del navigazione avviene da app. Ma il dato ancora più sorprendente è che in realtà le app che gli italiani utilizzano sono poche: solo 11 app riescono a raggiungere una audience più consistente.

    Va detto anche che gli italiani ormai effettuano operazione di banking più da mobile che da desktop e che il tempo trascorso per la navigazione tra la categoria retail è ormai il 52%.

    Ma a guidare la classifica delle app social più utilizzate in Italia troviamo, come sempre, Facebook al 42%. Tra le più usate troviamo anche Instagram, che si ferma sotto il 20%. Non sono indicati altri dati, ma questo è sufficiente per dire che gli Italiani navigano più da mobile e lo fanno, nella maggior parte dei casi da app come Facebook, e tutto torna. Il binomio Facebook e Instagram, con proporzioni simili a quelle italiane si manifesta un po’ ovunque a livello globale, tranne in Indonesia dove l’app social più utilizzata è Instagram al 45%. Da notare che in Malesia, dopo Facebook, la più usata è WeChat e che in Francia è Snapchat. In Canada si registra invece l’utilizzo di Facebook più alto al 79%.

    italiani mobile 2017 facebook instagram

    Allora, questi i dati più interessanti del rapporto di comScore che ci conferma, ancora una volta, che il nostro paese comincia ad essere davvero a trazione mobile per quanto riguarda la navigazione in internet. E si registra un utilizzo più alto di paesi europei e degli Stai Uniti. E’ un dato che per certi versi riflette una situazione della banda larga del nostro paese non ottimale.

    E voi che ne pensate?

  • Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle di Google oggi è per Grazia Deledda, prima donna italiana a vincere il Premio Nobel

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda, la prima donna italiana a ricevere un premio Nobel, per la letteratura. L’omaggio di oggi è in occasione proprio di quella data, avvenuta il 10 dicembre del 1926.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google non è, come quasi sempre si è trattato in queste occasioni, per ricordare la nascita di un personaggio che ha segnato la storia globale o di un paese in particolare. No, questa volta Google vuole evidenziare il personaggio per il suo grande valore culturale e lanciare un messaggio preciso, in un particolare momento.

    grazia deledda premio nobel doodle google

    Google dedica il doodle oggi alla indimenticabile scrittrice Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) per celebrare la data del 10 dicembre del 1926, quando la scrittrice sarda vince il Premio Nobel. Era la prima volta che una donna italiana vincesse un premio così ambito ed era la quarta donna a vincere nella storia del premio, iniziata nel 1901. La motivazione del premio recitava: “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”.

    grazia deledda
    Grazia Deledda

    Grazia Deledda nacque nel 1871 a Nuoro, in Sardegna. La sua famiglia e il suo ambiente furono determinanti nel dare forma al suo futuro di scrittrice. Suo padre era un uomo socievole con molti amici nelle città circostanti, spesso la base di ispirazione per molti dei personaggi dei suoi romanzi. La sua Sardegna è stata spesso per Grazia Deledda fonte d’ispirazione. Il suo lavoro, che spesso toccava temi come la tentazione (Le tentazioni. Novella sarda, in “Nuova Antologia”, 1898; Milano, Cogliati, 1899) e il peccato, fu anche criticato tra i conterranei tradizionalisti ma gli ostacoli non hanno tuttavia influenzato la scrittrice. Nel 1900 si trasferisce a Roma e nella capitale fiorì la grande stagione letteraria: da Elias Portolu del 1903 a Canne al vento del 1913( da cui venne tratto il film di Mario Landi nel 1958) e La madre del 1920, dalle novelle al teatro.

    Grazia Deledda muore nel 1936 per un tumore al seno di cui soffriva da tempo e le sue spoglie sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene di Nuoro.

  • Instagram sperimenta Direct come nuova app di messaggistica per immagini

    Instagram sperimenta Direct come nuova app di messaggistica per immagini

    Instagram sta avviando una serie di test su Direct con l’intento di trasformare la funzionalità di messaggi in una vera e propria app di messaggistica istantanea per immagini. La fase di test riguarda di versi paesi, tra cui l’Italia, e l’idea nasce dal fatto che ad oggi Direct viene usata da 375 milioni di giovanissimi.

    Molti di voi ricorderanno quando Instagram lanciò Direct, un servizio di messaging interno all’app con cui inviare messaggi allegando immagini e video. Era il 2013, Facebook non aveva ancora acquisito WhatsApp e nessuno ancora parlava di app di istant messaging “stand-alone”. Messenger, l’app di messaggistica interna a Facebook, lo sarebbe diventata più avanti, nel 2014. Negli anni Instagram è cresciuta molto, cerchiamo di raccontare spesso qui sul blog le vicende e le novità che la riguardano, al punto che adesso anche Direct sarebbe pronta a fare il passo da funzionalità interna ad app di messaggistica stand-alone. E la cosa è già in uno stato avanzato.

    Al momento su tratta solo di una fase di test avviata in alcuni paesi, e sono: Cile, Israele, Italia, Portogallo, Turchia e Uruguay ma, ovviamente, è previsto un lancio globale anche se non si conoscono, ad oggi, ulteriori dettagli.

    instagram direct new app messaggistica
    Immagine via The Verge

    In pratica, si tratta di qualcosa di già visto, in parte. Così come fece Facebook tre anni fa per Messenger, Direct punta a diventare l’app di messaggistica di Instagram. Una volta scaricata l’app, tutti i messaggi verranno gestiti dall’app e, contemporaneamente, di disattiverà la funzionalità dei messaggi all’interno di Instagram.

    Ma perchè Instagram dovrebbe dotarsi di un’app di messaggistica “stand-alone”? La motivazione sta nel fatto che, nel tempo, Direct ha raggiunto un discreto numero di utenti che abitualmente utilizzano l’app. Sono infatti 375 milioni gli utenti, specie giovanissimi, che utilizzano Direct. Instagram a questo punto vuole giocare la carta delle “conversazioni” per provare a creare un nuovo filone di business. Niente di più e niente di meno, rispetto alla strategia che Facebook ha utilizzato per Messenger.

    Instagram ha quindi raggiunto un livello tale di maturità da cominciare a diversificare e questo è stato possibile grazie alle Stories. Il successo di Instagram Stories ha senza dubbio trainato Instagram verso un livello di crescita specie in quella fascia di utenti più giovani (e non solo) e ora ci si può permettere questo nuovo passo.

    La sfida che ha di fronte Instagram ora è enorme, sarà difficile ripetere il successo di Messenger divenuta oggi non solo un’app di instant messaging ma è anche un’app di utilities. Basti pensare ai vari servizi di prenotazione, di customer care, di trasferimento di denaro, giochi. Insomma è un’app che ha diversificato il suo ruolo. Instagram potrebbe puntare allo stesso obiettivo.

    Le conversazioni saranno un volano per far crescere ancora l’app e per alimentare nuove Stories, con evidenti risvolti di business.

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  • Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google di oggi è per i 50 anni della programmazione per bambini

    Il doodle di Google è, per la prima volta, dedicato ai 50 anni della programmazione per bambini. Il linguaggio di programmazione quindi viene introdotto prima che i computer si diffondessero e il primo linguaggio si chiamava “Logo”, venne lanciato da Seymour Papert e dai ricercatori del MIT di Boston.

    Per la prima volta Google dedica un doodle all’introduzione della programmazione per i bambini, avvenuta 50 anni fa, ben prima della grande diffusione dei computer. Il doodle, realizzato in collaborazione con il team Google Blockly e i ricercatori del MIT Scratch, è interattivo e si vede questo flurry, ghiotto di carote, che richiama “Coding for Carrots”. Il tutto viene sviluppato richiamando Scratch, uno dei linguaggi di programmazione più diffusi rivolto ai bambini, con l’obiettivo di aiutare il “peloso”, attraverso 6 livelli, a prendere quante più carote possibili.

    Oggi si parla molto di introdurre il coding per i bambini, eppure questi linguaggi hanno ben 50 anni, come ci ricorda questo doodle. Nonostante sia trascorso mezzo secolo, non tutti hanno avuto la possibilità di poter apprendere questi linguaggi, oggi fondamentali. E invece, molto spesso, sono stati relegati al momento “amatoriale” e autodidatta. Eppure, negli anni ’60, Seymour Papert e i ricercatori del MIT di Boston lanciavano “Logo” uno dei primi linguaggi rivolti ai bambini.

    Speriamo che questo doodle, in occasione della settimana della Computer Science Education Week aiuti ancora di più alla diffusione di questi linguaggi per i più piccoli.

  • People Are Media, viaggio nella consapevolezza digitale nell’era dei selfie

    People Are Media, viaggio nella consapevolezza digitale nell’era dei selfie

    È uscito da poco nelle librerie “People are Media – Il business digitale nell’era dei selfie”, libro scritto da Aldo Agostinelli e Silvio Meazza con la prefazione di Marco Montemagno. È un libro che ci porta a riflettere su quanto il digitale sia oggi sempre più parte delle nostre vite e di quanto sia cambiato il modo di comunicare. Un viaggio di consapevolezza tra social media, IoT, E-commerce, Big Data, Blockchain, tecnologie che servono per migliorarci.

    Di libri sul digitale ne esistono a centinaia ormai, ed era inevitabile che fosse così. Spesso però si rischia di cadere nel ripetere alcuni concetti senza mai guardarli nel loro insieme, per comprendere meglio la realtà che stiamo vivendo. Il digitale è ormai entrato a far parte della nostra vita, al punto che oggi suona un po’ stonata perché il confine tra online e offline si è via via sempre più ristretto da diventare, in poco tempo, una cosa sola.

    Dei libri che sono usciti in questo periodo, oggi vogliamo segnalarvi “People Are Media – Il business digitale nell’era dei selfie” (edito da Mondadori, 19,90 €), da poco nelle librerie e scritto da Aldo Agostinelli, uomo di esperienza del marketing digitale in molte aziende italiane e internazionali, vicepresidente di IAB Italia, e da Silvio Meazza, esperto di comunicazione, fondatore di M&C SAATCHI Milano, il quale ci offre quella visione di insieme che mancava. È proprio quella panoramica, come sottolineato anche da Marco Montemagno nella sua prefazione al testo, che ci permette di prendere coscienza di quanto l’innovazione tecnologica sia andata ad un ritmo talmente veloce, quasi da non ricordarci più come vivevamo prima di questa rivoluzione. Perché di rivoluzione si tratta, sotto ogni punto di vista.

    È  una rivoluzione che tocca oggi i cittadini, sono 39 milioni gli italiani che navigano online oggi, e un numero sempre crescente lo fa da dispositivi mobile. Il libro parte proprio dallo smartphone vero strumento tecnologico che è ormai diventato il prolungamento della nostra esistenza, il gadget che ha dato il via al fenomeno dei selfie grazie proprio alla “fotocamera reverse”. Un fenomeno che, tra milioni di facce, ha contribuito a prendere coscienza di sé e del proprio aspetto.

    people are media

    Da qui inizia un percorso narrato, senza inutili tecnicismi, in un linguaggio accessibile a tutti, con continui riferimenti alla vita prima del digitale, passando dal ruolo che oggi ha assunto il cittadino, un ruolo sempre più attivo, alle aziende che oggi devono abbandonare la vecchia filosofia del “comprare uno spazio” creando luoghi di incontro e confronto, adoperandosi dello storytelling. Il viaggio continua su come è cambiato oggi il modo di fare acquisti: adesso basta un click per portare l’utente a vivere una esperienza di acquisto nuova, non solo legata all’esigenza dell’acquisto.

    people are media desk

    Come ben sappiamo, il digitale, il web, sono tracciabili, tutto è conservato e tutto può essere ricostruito. È vera l’affermazione che oggi la vita di una persona è racchiusa in un browser, tutto avviene lì: i contatti, gli amici, lo svago, il lavoro, i viaggi. Tutto è racchiuso all’interno dei dati e siccome i dati aumentano esponenzialmente si parla di Big Data, preziosi per comprendere come ci muoviamo, cosa facciamo, cosa acquistiamo, cosa ci piace mangiare, e così via. Tutte le nostre informazioni sono lì. E ovviamente non può mancare l’aspetto della privacy, sempre più rilevante, un concetto che cambia all’interno di un mondo che va a gran velocità verso l’innovazione.

    People Are Media ci permette di riflettere sul fatto che noi stessi oggi siamo dei media, perché tutti abbiamo la possibilità di comunicare, con chiunque, soddisfacendo come mai prima l’esigenza primaria dell’uomo.

    Un ulteriore motivo per consigliare e acquistare People Are Media è che i proventi derivanti dalle vendite del libro saranno interamente devoluti in beneficenza a “Libera Associazione, nomi e numeri contro le mafie“.

  • Land for Dreamers 2017, dove i sogni dei giovani possono realizzarsi

    Land for Dreamers 2017, dove i sogni dei giovani possono realizzarsi

    Land For Dreamers è la prima edizione del premio dedicato ai giovani under 30 visionari che vuole sostenere i loro sogni e provare a farli diventare la realtà. I tre progetti premiati sono un market place per valorizzare il “made in Italy”, un progetto per la raccolta fondi rivolta alle onlus e un sistema per agricoltura sostenibile attraverso l’acquaponica.

    “Credo che solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!”. La frase dello scrittore Paulo Coelho esprime chiaramente cosa rende difficoltoso la realizzazione del proprio sogno, il fallimento. Ma a guardare bene i progetti premiati alla prima edizione del Land For Dreamers possiamo dire che questa paura era del tutto assente.

    Land for Dreamers è il premio lanciato la scorsa estate, promosso da Land Rover, in collaborazione con la rivista Arbiter, che aveva l’obiettivo di premiare le idee di giovani meritevoli in grado di immaginare un nuovo orizzonte professionale. Non era richiesto un settore specifico, quello che era importante era avere un’idea, che riguardasse un progetto imprenditoriale, artistico o no profit, da poter realizzare. I progetti che hanno aderito sono stati tanti, da quelli poi ne sono stati selezionati 15 dai quali una giuria composta da personalità di spicco del mondo dell’imprenditoria, dell’arte, del design, della cultura e del mondo accademico ha poi decretato i tre premi vincitori di 5 mila euro per ciascun progetto. Una iniezione di fiducia per cominciare davvero a realizzare il proprio sogno.

    I progetti che potranno cominciare a realizzarsi, e che si sono aggiudicati il premio Land for Dreamers, sono:

    APPENNINE – Imprenditoria

    Un marketplace dedicato alla compravendita di prodotti italiani senza vincoli di settore. Obiettivo del progetto è di offrire un servizio capace di connettere le piccole e medie imprese italiane con il resto del mondo, promuovendo la commercializzazione delle molte tipicità “Made in Italy” non solo nel territorio nazionale ma anche oltre i nostri confini. Il team composto da Mattia Airoldi, Francesco Orlando Bancalari, Matteo Orioli, Roberto Claudio Pirola, Nathan Vené ha detto che questi primi 5 mila euro saranno utili a poter lanciare il progetto entro la fine del 2018.

    OXYGEN – No profit

    Progetto ideato da Chiara Gallana (cantante e già in finale a X Factor 2013) prevede la realizzazione di una piattaforma digitale di mediazione rivolta, in primis, ad associazioni in cerca di fondi e ad aziende in modo che possano utilizzare i contatti e gli eventi delle associazioni come forma di promozione. Una volta avviata, la piattaforma prevede di rivolgersi anche ai privati cittadini che vogliano dedicare il loro tempo alle associazioni che necessitano di volontari.

    LET’S SHARING AQUAPONIC SYSTEM – Imprenditoria

    Obiettivo del progetto è condividere e divulgare il sistema dell’acquaponica riqualificando spazi urbani dismessi. L’acquaponica è un sistema di coltivazione innovativo che permette di allevare pesci e coltivare piante fuori suolo con un consumo minimo di acqua e una maggiore produttività dei vegetali ad un basso impatto ambientale. Il team è composto da Alessandro Biagetti, Marco Falasca, Volodymir Iavarone Astakhov, Marta Speziale.

    Sono tutti progetti che dimostrano quanto sia importante per i giovani realizzare idee concrete, utili e che riflettono il tempo che stiamo vivendo. Quindi grande attenzione a fare business in modo diverso, attenzione alle problematiche ambientali e sociali. A vedere queste idee, pronte a realizzarsi, il futuro sarà migliore.

     

     

  • Teamleader Startup Program, il programma gratuito per gestire al meglio la startup

    Teamleader Startup Program, il programma gratuito per gestire al meglio la startup

    Gestire una startup non è facile, gestire le attività che comporta può portare a perdere la bussola del business da attuare. Teamleader Startup Program è un programma di dedicato alle startup che permette l’utilizzo gratuito per 6 mesi dei servizi per gestire fatturazione, clienti, preventivi, progetti. Ecco come richiederlo.

    Sul nostro blog raccontiamo spesso di startup, soprattutto quelle innovative e tecnologiche, e sappiamo bene quali siano le difficoltà e soprattutto le sfide che queste nuove aziende hanno di fronte. Portare avanti una startup non è semplice e spesso il rischio è quello di perdere il filo delle attività d fare perchè sono tante e ne risulta difficile la gestione. Questo succede per tanti motivi, cresce il business legato all’idea di fondo e, contemporaneamente, aumentano le difficoltà nello gestire clienti, fatture, documentazioni varie, gestione dei preventivi, assistenza, gestione di software. Tanti fattori che possono rendere difficile il lavoro e, addirittura, far perdere la bussola del proprio business.

    Se davvero la regola di oggi è quella di semplificare, ossia rendere tutto più semplice senza farsi sopraffare dalle difficoltà sopra elencate, allora è forse il caso di suggerire qualche idea a tutte quelle startup che, forse, un po’ di riconoscono in quelle situazioni.

    teamleader startup program

    Se si vuole semplificare tutto al meglio, il nostro suggerimento è allora quello di provare il “Teamleader Startup Program“, un programma che Teamleader, esperienza di startup a sua volta e che quindi comprende bene tutte le situazioni di “difficoltà legate alla gestione”, ha messo a punto per venire incontro alle startup. Teamleader nasce in Belgio 5 anni fa come startup innovativa e oggi conta oltre 150 dipendenti ed è presente anche in Italia da qualche mese con grande successo (da poco settimane è stata aperta anche una sede in Francia). L’azienda ha creato una piattaforma SaaS (software as a service), che si chiama proprio Teamleader, che di fatto permette la digitalizzazione di tutti quei processi che sono alla base della gestione di un’azienda. All’interno del software si trova un modulo per gestire il CRM, con lo steso software è possibile gestire l’intero ciclo di vendita, gestire i preventivi, la fatturazione, i progetti. E’ quindi un cruscotto di servizi che posso davvero aiutare le aziende a digitalizzarsi.

    Cosa offre il Teamleader Startup Program?

    All’interno di questo programma Teamleader mette a disposizione delle startup:

    • CRM per gestire i clienti, tenere traccia delle comunicazioni e trovare tutte le informazioni che servono in un attimo in modo intuitivo;
    • gestione delle fatture, per evitare pagamenti in ritardo delle fatture, un modulo completamente integrato con il monitoraggio in tempo reale;
    • project planning, per seguire il progetto in tutte le sue fasi, mantenere clienti informati, gestire il team, gestire le scadenze e mantenere sotto controllo il budget;
    • preventivi, per personalizzare i preventivi e lasciar fare i conti a Teamleader. Con questo modulo è possibile creare preventivi digitalmente in modo che i clienti possano visualizzare, stampare, commentare o firmare online. Quindi risparmiare tempo;
    • tickets, con questo modulo sarà possibile gestire l’assistenza dei clienti riuscendo ad offrire il reale supporto di cui hanno bisogno;
    • tracciamento del tempo, come si sa il tempo vola e con questo modulo è possibile ottenere una facile panoramica delle ore lavorate su un progetto, così da fatturarle correttamente e ricevere notifiche automatiche.

    teamleader startup program software

    Come vedete, all’interno di questo programma ci sono tutti i moduli che possono essere di aiuto per le startup. Il programma prevede la possibilità di potervi aderire e utilizzare i moduli gratuitamente per 6 mesi con un accesso fino a 10 utenti. Richiederlo è molto semplice, è sufficiente infatti farne richiesta da questa pagina e una volta ricevuta la mail con le 5 domande sul profilo aziendale, se ritenuti idonei, riceverete l’accesso al Teamleader Startup Program per 6 mesi.

    Dato non irrilevante è che Teamleader si integra benissimo anche in presenza di altri software come Google, Dropobox, iCloud, Mailchimp, Campaign Monitor, Office 365.

    Insomma, il consiglio che possiamo darvi è quello di provare questo programma perchè davvero potrebbe risolvere tanti problemi. E poi, se vi va, raccontateci qual è stata la vostra esperienza.

  • Facebook copia (ancora) da Snapchat la funzione Streak e avvia i test su Messenger

    Facebook copia (ancora) da Snapchat la funzione Streak e avvia i test su Messenger

    Facebook continua a copiare funzionalità da Snapchat. Dopo aver preso di mira le Stories, e portandole su Instagram, WhatsApp, Messenger, e i filtri, adesso è la volta di Streak, la funzionalità che mostra quanti giorni consecutivi si chatta con un amico. Alcuni utenti hanno segnalato la funzionalità su Messenger e Facebook ha confermato i test.

    Facebook continua a guardare a Snapchat, rubando (è il caso di dire) quelle funzioni che hanno caratterizzato e fatto conoscere l’app di Evan Spiegel al grande pubblico di giovani. Dopo aver preso di mira le Stories ed averle portate, con grande successo, prima su Instgram e poi su WhatsApp e su Messenger, adesso nel mirino dell’azienda di Menlo Park vi è la funzionalità che mostra quanti giorni consecutivi si chatta con un amico proprio su Messenger. Alcuni utenti nei giorni scorsi hanno segnalato la funzionalità attiva su Messenger, l’app di messaggistica di Facebook che conta più di 1,3 miliardi di utenti ormai.

    Questa funzionalità, che quindi ha come obiettivo quello di spingere l’utente a chattare di più, su Snapchat va sotto il nome di streak (striscia) e appare con l’emoji del fuoco. Si legge sul servizio di supporto di Snapchat: “Se tu e un tuo amico siete Infuocati, significa che vi siete scambiati Snap (non messaggi in Chat) nell’arco di 24 ore per più di tre giorni consecutivi“. A fianco di questa emoji può apparire anche un numero che sta ad indicare i giorni in cui si è rimasti “infuocati.

    facebook messenger streak snapchat

    Bene, su Messenger, come appunto segnalato da alcuni utenti, apparirebbe l’emoji del tuono ad indicare quanti giorni consecutivi si è chattato con un amico. E anche in questo caso, di fianco all’iconcina apparirebbe un numero, ad indicare proprio i giorni consecutivi di conversazione sull’app.

    Facebook ha confermato questi test a Mashable, un portavoce ha dichiarato che questa funzionalità darà un colpo d’occhio sui “fatti divertenti sulle persone con cui si chatta”.

    Al momento non è chiaro quando questa funzionalità sarà attiva per tutti gli altri utenti, certo è che Facebook no perde il vizio, anzi. Ed è molto probabile che questa funzione sarà poi attiva su Instagram e WhatsApp, con l’obiettivo di incrementare il coinvolgimento su tutte le app dell’ecosistema Facebook.