Autore: Franz Russo

  • Uber, accolto il rinvio ma potrebbe non bastare per il futuro

    Uber, accolto il rinvio ma potrebbe non bastare per il futuro

    Il Tribunale di Roma accoglie la sospensione dell’ordinanza del 7 aprile scorso con cui richiedeva l’interruzione dei servizi di mobilità Uber a partire dal 17 aprile prossimo. L’app torna ad essere utilizzabile in Italia, ma potrebbe non bastare per il futuro. E’ necessario che il governo adotti misure che permettano a servizi come Uber di operare sul territorio italiano.

    Uber è salva, per il momento. Infatti, per il momento perchè l’accoglimento da parte del Tribunale di Roma della richiesta di sospensione, avanzata dalle associazioni di categoria dei tassisti, potrebbe non bastare per il futuro. Lo scorso 7 aprile il giudice del tribunale di Roma, Alfredo Landi, aveva disposto la chiusura definitiva di Uber Black e di tutti gli altri servizi Uber in Italia accogliendo il ricorso di concorrenza sleale avanzato dalle associazioni dei tassisti in base ad una legge del 1992. L’app avrebbe dovuto cessare la sua attività a partire dal prossimo 17 aprile. Oggi la società di San Francisco annuncia che la loro richiesta di sospensione è stata accolta e che quindi Uber torna ad essere nuovamente utilizzabile nel nostro paese.

    Siamo molto felici di poter comunicare a tutti i driver e agli utenti di Uber in Italia che potranno continuare ad utilizzare l’applicazione fino alla pronuncia del Tribunale sul nostro reclamo”.

    uber black italia

    Per capire di cosa si tratta, occorre specificare che in Italia Uber Black, il servizio principale, cioè quello permette il noleggio tramite l’applicazione di una berlina nera con conducente professionista, rientra nella categoria di NCC, Noleggio Con Conducente. Questo servizio NCC è regolato dalla legge n. 21 del 15 gennaio 1992 “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea“, che impone quindi di ritornare alla propria rimessa e da lì ripartire a ogni nuova chiamata. Questo il punto del contendere. Senza voler far torto a nessuno, ma di fronte ad uno scenario in continua evoluzione, specie dal punto di vista dei servizi, quindi anche dei trasporti, sembra un po’ anacronistico il continuare a regolare servizi impostati proprio sull’evoluzione in chiave digitale, che travolge tutti gli ambiti della nostra società, con un legge di 25 anni fa. Ovvio che tutti devono essere garantiti, senza però escludere nessuno.

    Al momento Uber festeggia, anche se non c’è da star tranquilli, perchè finchè a regolare i servizi è una legge di un quarto di secolo fa, la situazione potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento. Ecco perchè è necessario che il governo ponga subito rimedio regolando la materia il più presto possibile.

    Staremo a vedere l’evoluzione della vicenda.

    Intanto, voi che ne pensate?

  • Il panorama delle startup in Italia, il Sud cresce con la Campania e la Sicilia

    Il panorama delle startup in Italia, il Sud cresce con la Campania e la Sicilia

    E’ stato pubblicato il report sul primo trimestre del 2017, ad opera del Registro delle Imprese, per quel che riguarda le startup innovative nel nostro paese. Dai dati di evince che il Sud cresce, infatti la Campania si piazza dietro la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Lazio e il Veneto. Il 70,3% delle startup fornisce servizi e solo il 13,3% sono a prevalenza femminile.

    Sono dati molto interessanti quelli tracciati da Registro delle Imprese, riguardo all’evoluzione delle startup innovative in Italia nel primo trimestre del 2017. Dati che ci offrono numeri e spunti molto interessanti su un fenomeno che, nonostante una incidenza dello 0,43% su 1,6 milioni di imprese attive in Italia, si può dire in crescita. Le startup innovative, ai sensi del  decreto-legge 179/2012 (lo Startup Act italiano), in Italia complessivamente sono 6.880 con un crescita del 2% rispetto a dicembre 2016, pari a 135 nuove startup.

    Guardando ai settori di riferimento delle startup, più di 7 su 10, il 70,3%, opera nel settore dei servizi, in particolare produzione software e consulenza informatica, 30,29%; attività di “ricerca e sviluppo”, 14,23%; attività dei servizi d’informazione, 8,53%. Il 19,67% opera nei settori dell’industria, su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,65%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,53%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 2,06%. E poi, il 4,22% opera nel commercio.

    startup italia trimestre 2017 franzrusso.it

    Per quanto riguarda la “composizione sociale”, è interessante osservare che  le startup innovative con una prevalenza femminile sono 918, ossia il 13,3% del totale, contro un’incidenza del 16,9% se si considera l’universo delle società di capitali. Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 2.959, ossia il 43% del totale, dato inferiore a quello registrato dal complesso delle società di capitali che è del 49,6%). Sotto questo aspetto c’è quindi molto da lavorare.

    Le startup “under 35” in Italia sono 1.406, cioè il 20,4% del totale, una quota che risulta essere più di tre volte superiore rispetto a quella rilevata tra tutte le società di capitali, che è del 6,4%. Le startup innovative in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale sono 2.454, il 35,7% del totale, contro un’incidenza del 12,6% se si considera la totalità delle società di capitali italiane. Sono poi il 2,7% le startup innovative in Italia con una presenza straniera, cioè 189.

    E ora veniamo ai dati che riguardano la distribuzione geografica delle startup innovative italiane, uno degli aspetti più interessanti del report, con il Sud del paese che cresce grazie ai dati che fanno registrare, in particolare, la Campania e la Sicilia. La Lombardia si conferma la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative, sono 1.596, pari al 23,2% del totale nazionale. A seguire l’Emilia-Romagna con 764 (11,1%), il Lazio con 655 (9,5%), il Veneto con 600 (8,7%) e la Campania, prima regione del Sud con 471 (6,85%). Poi c’è il Piemonte con 375 startup, il 5,45%, e la Sicilia, che ci conferma la seconda regione del Sud Italia, con 334 startup, il 4,85%. A conferma della crescita del Sud va registrata anche la posizione della Puglia, tra le prime dieci in Italia, con 254 startup, il 3,69%.

    https://www.facebook.com/antonio.prigiobbo/photos/a.1380193708691517.1073741829.1379945398716348/1474555765921977/?type=3&theater

    In coda alla classifica figurano la Basilicata con 47, il Molise con 33 e la Valle d’Aosta con 14 startup innovative.

    La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali è il Trentino-Alto Adige (1,15%). Seguono le Marche con 0,83%, il Friuli Venezia-Giulia con 0,69%, l’Emilia-Romagna con 0,68% e la Valle d’Aosta con 0,66%. Lazio e Campania, nella top-5 per numero assoluto di startup, sono invece in coda a questa classifica (rispettivamente 0,24% e 0,29%).

    Milano è la provincia in cui è insediato il numero più elevato di startup innovative: a fine marzo 2017 tale numero si assesta a 1.104 (16% del totale nazionale). Seguono Roma con 562 (8,2%), Torino con 260 (3, 8%), e Napoli con 230 (3,3%). Tutte le altre province che figurano tra le prime dieci, nell’ordine Bologna, Padova, Trento, Modena, Bari e Firenze, superano abbondantemente le 100 unità. Trento poi figura al primo posto con 155 startup ogni 10 mila società di capitali, in rapporto al numero di società di capitali attive nella provincia; a seguire Trieste con 139, Ascoli Piceno con 120, Ancona con 110, Rimini con 94.

    In termini di occupazione, a fine dicembre 2016 sono 2.669 startup innovative con almeno un dipendente pari al 39,6% del totale, un dato in diminuzione rispetto a quello registrato a fine settembre (42,4%).

    Il report continua poi ad elencare anche dati in termini finanziari e comunque potete consultarlo e scaricarlo da questo link.

    C’è anche da riportare la notizia che il MISE, Ministero per lo Sviluppo Economico, finanzia con 95 milioni di euro il progetto Smart&Start Italia, dedicato proprio alle startup innovative. Le domande vanno presentate sul sito del progetto che trovate a questo link.

    Mentre, apre il 10 maggio 2017 il bando Por Fesr 2014-2020 (asse 3) che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per sostenere le start up innovative dell’Emilia Romagna. Le risorse sono destinate ai progetti delle giovani imprese che operano nei principali settori della regione (agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi) e andranno a finanziare le spese per macchinari, attrezzature, brevetti, consulenze, spese promozionali e di costituzione (quest’ultima solo per la tipologia A). Tutte le altre informazioni le trovate a questo link, emiliaromagnastartup.it.

  • Instragram Stories, 200 milioni di utenti e nuovi strumenti creativi

    Instragram Stories, 200 milioni di utenti e nuovi strumenti creativi

    Instagram Stories, funzionalità lanciata nell’agosto 2016, è oggi usata da 200 milioni di utenti, un risultato sorprendente raggiunto in soli otto mesi. E, nel dare questa notizia, Instagram ha introdotto da oggi nuovi strumenti, come il selfie sticker e i geosticker.

    Si potrebbe dire “missione compiuta”. A distanza di soli otto mesi dal lancio, Instagram Stories conferma di essere molto apprezzato dagli utenti dell’app di photo sharing, di proprietà di Facebook. Evidentemente, come già rilevato anche da noi al momento del lancio nell’agosto del 2016, questa si è rivelata una bella mossa. A confermare questa tendenza sono i nuovi dati che riguardano gli utenti che usano la funzionalità che è praticamente identica a quella che è in uso, dal 2013, su Snapchat. I nuovi dati ci dicono che in otto mesi gli utenti che usano Instagram Stories sono 200 milioni, erano 150 milioni a dicembre 2016. 

    La notizia sul numero effettivo di utenti che utilizza Instagram Stories viene accompagnata dal lancio di nuovi strumenti creativi, proprio per incentivare gli utenti ad usare ancora di più la funzionalità.

    instagram stories selfie sticker gesosticker

    Il primo è il selfie sticker, strumento con cui potete creare degli adesivi con le vostre espressioni che potrete poi appuntare sul altre foto in seguito. Immaginate di raccontare una storia, ecco il vostro selfie sticker potrebbe aiutarvi a mostrare la vostra reazione alla storia stessa. Il modo per effettuare un selfie sticker è molto semplice: nel momento in cui create una storia con il vostro viso, toccate l’immagine è immediatamente sarete in grado di salvare il vostro mini selfie, al quale potrete aggiungere poi diversi stili.

    Altro strumento aggiunto oggi per Instagram Stories è il geosticker che si arricchiscono di quattro nuove città, dopo Jakarta e New York: Chicago, Londra, Madrid e Tokyo. Gli sticker si possono fissare in qualsiasi punto e sono stati creati proprio dagli utenti Instagram. Altre novità sono il collegamento rapido agli adesivi preferiti e un timer che indica quanto manca all’inizio della registrazione.

    Insomma, Instagram Stories continua a crescere e ora è più grande di Spachat che di utenti ne ha 160 milioni.

    Gli aggiornamenti riguardano la versione 10.16 e sono disponibili per iOS e Android.

    E voi che ne pensate?

  • “La Psicologia di Internet”, come i Social Network cambiano la nostra Personalità

    “La Psicologia di Internet”, come i Social Network cambiano la nostra Personalità

    La seconda edizione del libro “La Psicologia di Internet” di Patricia Wallace indaga e spiega come la Tecnologia Digitale e le interazioni sui Social Network e sul Web abbiano trasformato il nostro modo modo di comunicare, rendendolo sostanzialmente più aggressivo a causa della mancanza di un contatto diretto.

    È di recentissima pubblicazione in Italia la seconda edizione dell’opera “La Psicologia di Internet” di Patricia Wallace, edita originariamente dalla Cambridge University Press e subito tradotta in più di otto lingue.
    In questo libro, aggiornato agli ultimi e repentini cambiamenti della Rete, l’autrice si interroga e spiega come e perché la Tecnologia Digitale si rifletta sulla Personalità Umana e la cambi.

    Da una serie di approfondite ricerche presso la Graduate School del Maryland University College – dove la Wallace insegna Psicologia delle Relazioni e dell’Apprendimento – nasce, infatti, un profilo preciso della nostra Personalità sui Social Network e sul Web.

    psicologia internet social media

    In questo ritratto, il dato che principalmente emerge è la caratteristica del Narcisismo.
    Ne abbiamo già approfonditamente parlato https://www.franzrusso.it/insideweb/narcisismo-web-demonizziamo/ , e gli studi della Wallance riportano a galla quanto i Social Network possano facilmente trasformarsi in veri e propri palcoscenici in cui i feedback positivi servono ad arricchire e, più esattamente, a sostenere e rinforzare il livello di Autostima personale.

    E’ inevitabile cadere nella tentazione di voler piacere, arrivando perfino a sfalsare il vero carattere e i sentimenti genuini.
    La Comunicazione in Rete arriva a far credere che i mille “amici” siano costantemente in attesa dei nostri monologhi, tradendo così la reale natura del Web, che è quella di creare confronto e formazione in un dialogo creativo e innovativo.

    La mancanza di questo dialogo a viso aperto nasconde indubbiamente altri pericoli: quello della Solitudine, della Depressione e della Dipendenza da Internet, patologia ormai entrata anche nell’ultima edizione del Manuale Psicodiagnostico d’uso corrente – https://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/come-perche-dipendenza-internet/ -.
    Pericoli gravi che non solo possono colpire i soggetti più deboli e gli adolescenti, come afferma la maggior parte degli studi, ma ogni individuo a qualunque età.

    psicologia internet wallace

    Le nuove Tecnologie Digitali consentono, indubbiamente, nuove e facilitanti forme di intrattenimento e di lavoro, potendo interagire sui Social Network e sul Web quando si vuole, utilizzando la Rete in qualsiasi momento: sono nate professioni ritagliate sui bisogni umani, con un risparmio enorme di energie, di costi e di tempi.
    Eppure, il poter essere sempre connessi – ancora di più con l’avvento e il dilagare dei dispositivi mobile – può facilmente comportare la perdita di attenzione, la perdita di sensibilità e di percezione.

    Si è presenti, ma non lo si è.

    Si impara a sostituire le emozioni con faccine che nascondono spesso i reali sentimenti, troppo impegnativi e delicati da esprimere veramente.
    In una corsa contro il tempo e nel desiderio di esserci sempre e ovunque, si dimentica che le relazioni umane e la comunicazione stessa hanno bisogno di tempo per esprimersi veramente, per non perdere umanità.

    “Abbiamo avuto migliaia di anni di evoluzione per prendere confidenza con le interazioni umane in contesti faccia a faccia, ma appena due decenni per il mondo online diffuso su larga scala, che ora è il luogo dove si svolge l’interazione umana” scrive Patricia Wallace, andando così alla radice del problema.

    Indubbiamente Internet è un motore senza precedenti di innovazione, connessione e sviluppo umano: i vantaggi che ne derivano sono oggi visibile a tutti, nonché disponibili nella vita quotidiana per fare shopping risparmiando, per informarsi e formarsi, per mantenere i contatti con parenti e amici.

    Tuttavia, continua l’autrice, “il contatto faccia a faccia, ma c’è anche la distanza fisica, l’incertezza sul pubblico che ci vede e ci ascolta, la percezione dell’anonimato, la mancanza di un feedback immediato e gli strumenti di comunicazione che usiamo si basano principalmente su testo e immagini.”

    Ciò che manca nella Comunicazione Digitale è la Comunicazione Non Verbale, l’unica capace di non mentire mai e di dare quei feedback immediati necessari per aprirsi ad un confronto spontaneo.

    Nella Comunicazione Non Verbale arriva prima l’espressione del volto, lo sguardo nel contatto visivo,  il movimento degli muscoli corporei, un sorriso o un irrigidimento della postura, un gesto con le mani.
    La Comunicazione Non Verbale consente questo confronto, rassicurante e istantaneo, ma sfugge al nostro controllo.

    Quel controllo che la Comunicazione Digitale permette, invece, sempre, affinché testi e immagini possano riscontrare il maggior successo immediato.

    La Comunicazione Umana ha mille sfumature, permette allusioni senza offendere, permette di aprire parentesi e toni diversi nel discorso senza che il nostro interlocutore ne perda il filo.

    Ogni parola in differenti contesti può avere mille significati.
    La ricchezza del nostro Linguaggio Corporeo non ha fine.

    Gli studi della Wallace rilevano quanto l’assenza di contatto nella Comunicazione Digitale porti a rendere l’atteggiamento aggressivo fortemente dominante.

    Il bisogno umano di essere immediatamente compresi e di poter controllare le reazioni altrui, nel contesto di una comunicazione in cui manca il contatto diretto, fa alzare i toni.
    L’ironia diventa sarcasmo e il sarcasmo diventa cinismo.

    Proprio là dove basterebbe uno sguardo, un cenno del capo, una qualsiasi forma di risposta Non Verbale per far tornare l’equilibrio originario delle relazioni e interazioni umane.

    Scrive la Wallace: “è più difficile esprimersi in maniera sottile, quindi le comunicazioni appaiono più brusche e aggressive.”

    Il perché accada questo risiede proprio nella mancanza del Contatto Non Verbale, inevitabile nella Comunicazione Digitale.
    Comunicando in Rete e sui Social Network, si dimenticano i toni, le pause, gli sguardi, la vicinanza fisica, e questo porta direttamente ad un comportamento prevaricante.
    Come a dire che se non si sa come si verrà giudicati, e si teme il giudizio, è meglio aggredire per primi.

  • Facebook Messenger cresce ancora e raggiunge 1,2 miliardi di utenti

    Facebook Messenger cresce ancora e raggiunge 1,2 miliardi di utenti

    E’ di poco fa l’annuncio da parte di David Marcus, responsabile di Facebook Messenger, che l’app di messaggistica di Facebook ha superato il miliardo di utenti, raggiungendo 1,2 miliardi di utenti globali. Un annuncio che arriva dopo diverse nuove funzionalità introdotte in queste ultime settimane, come ad esempio le Stories.

    Facebook Messenger continua a crescere e dopo aver raggiunto, nell’agosto del 2016, il traguardo del miliardo di utenti la notizia è che l’app raggiunge un nuovo traguardo. Infatti gli utenti globali attivi al mese oggi sono 1,2 miliardi. Ad annunciarlo in un post su Facebook, ma anche su Twitter, è David Marcus, responsabile di Facebook Messenger. Un annuncio che arriva dopo una serie di funzionalità introdotte nelle ultime settimane.

    facebook messenger 1.2 miliardi utenti

    Ultima, in ordine di tempo, è la possibilità di effettuare pagamenti di gruppo, per ora solo negli Usa, che permette di effettuare piccole transazioni di denaro. L’utilizzo che se ne ipotizza è quello in cui si devono raccogliere soldi per una cena tra amici oppure per raccogliere soldi per fare il regalo di compleanno ad un amico.

    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10158682182955195&set=a.10150310032495195.569659.800665194&type=3&theater

    Altra recente novità è Live Location, ossia la possibilità di condividere la propria posizione per massimo 1 ora. La posizione può essere condivisa con un amico o un gruppo di amici, per la durata massima di 60 minuti. Si tratta di una funzionalità opzionale, sarete sempre voi a decidere cosa fare.

    Ma, forse, la novità che ha fatto sicuramente più discutere è stata Messenger Day, ossia le Stories su Messenger. Una funzionalità che dopo Instagram, WhatsApp e l’app mobile di Facebook, Menlo Park ha deciso di estendere anche all’app di messaggistica istantanea. E poi, definirla “solo” un’app di messaggistica è anche riduttivo. Come detto già altre volte, Facebook ha voluto da subito distinguere l’utilizzo che se ne può fare delle due app di messaggistica di casa. WhatsApp ricopre il ruolo della vera applicazioni con cui condividere messaggi, mentre Messenger diventa sempre più un’applicazione di utilità, viste le crescenti funzionalità introdotte in questa ottica.

    Ed è forse questo un elemento che contribuisce alla crescita di Messenger, ad un ritmo di 25 milioni di utenti al mese.

     

  • Facebook, ecco le regole da seguire contro le notizie false

    Facebook, ecco le regole da seguire contro le notizie false

    Facebook ha annunciato che da domani in 14 paesi, Italia compresa, verrà lanciato un nuovo strumento che aiuterà gli utenti ad individuare meglio le notizie false. In alto nel news feed comparirà una etichetta, “Suggerimenti contro le notizie false”, che porta a conoscere le regole per individuare meglio le fake news.

    Il tema delle fake news continua ad interessare Facebook, pesantemente coinvolto dal fenomeno, come abbiamo visto, nelle scorse settimane, e mesi, soprattutto in relazione all’elezione di Donal Trump a 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Il tema ha anche interessato molto la giornata al Festival del Giornalismo, in corso a Perugia, dove Aine Kerr, manager global journalism partnerships di Facebook ha affermato, in sostanza, che Facebook non vuole dare spazio alle notizie false perchè “questo va contro il nostro spirito”, ci vogliono nuovi strumenti per contrastare il fenomeno. Ed ecco il nuovo strumento che viene annunciato da Menlo Park e che sarà disponibile da domani in 14 paesi, Italia compresa.

    In cima al news feed noteremo una etichetta “Suggerimenti contro le notizie false“, e quando ci si cliccherà sopra, si accederà a più informazioni e risorse, all’interno del Centro Assistenza Facebook, dove sono presenti consigli, e le regole su come individuare meglio notizie false. Badate che Facebook ci tiene a parlare di “false news” e non di “fake news”, come siamo soliti denominare il fenomeno.

    suggerimenti notizie false facebook

    Tra le regole che Facebook indica, troveremo anche l’avvertimento a prestare attenzione ai titoli delle notizie che vedremo all’interno del news feed, “siate scettici” è l’invito che il social network estende agli utenti. Altra regola è quella di prestare molta attenzione all’URL, un indirizzo fasullo può essere una chiara indicazione di notizia falsa. “Indagate sulla fonte“, altra regola che spesso viene disattesa. Quando si legge una notizia, solo apparentemente vera, bisognerebbe invece andare a verificare se quella notizia è stata citata da una fonte certa, affidabile, e cercare di tracciarne il percorso sul web.

    Fare attenzione alla formattazione insolita, questa è una regola preziosa, spesso è proprio la formattazione della notizia, che rimanda ad un format che noi associamo a qualcosa di affidabile (perchè già visto e consultato in passato), a trarci poi in inganno. Verificate, questa in effetti rimanda alla verifica delle fonti, se la notizia risulta poco ripresa da altri, segnale che forse non è così attendibile.

    Adam Mosseri, responsabile News Feed di Facebook, afferma che:

    Ci siamo concentrati su tre aree chiave: l’interruzione delle possibilità di guadagno, perché gran parte delle notizie false derivano dalla volontà di trarne profitto; sulla costruzione di nuovi prodotti per frenare la diffusione di notizie false e migliorare la diversità di informazione; e aiutare le persone a prendere decisioni più informate quando si trovano davanti a delle notizie false”.

    Il News Feed è il luogo per una comunicazione autentica – continua Mosseri -. Rafforzare l’alfabetizzazione mediatica è una priorità globale, e noi dobbiamo fare la nostra parte per aiutare le persone a capire come prendere decisioni e su quali fonti poter fare affidamento. Le notizie false sono contrarie alla nostra missione di connettere le persone attraverso storie significative. Continueremo a lavorare su questo progetto e siamo consapevoli di avere molto altro lavoro da fare”.

    Uno degli aspetti più rilevanti è quello relativo all’interruzione delle possibilità di guadagno. La “fabbrica delle notizie false” è pensata proprio per questo e il fatto che questa potesse guadagnare anche grazie a Faebook ha fatto indignare molto gli utenti di Facebook.

    Molte delle regole indicate da Facebook sono in realtà la base che dovrebbe proteggerci da questo genere di fenomeno. Ma è opportuno ribadirle, visti i recenti disastri da questo punto di vista. Regole che speriamo diventino davvero un sano scudo verso le notizie false.

    E voi che ne pensate?

     

  • Le Storie #AFiancodelCoraggio vincono anche sui Social Media

    Le Storie #AFiancodelCoraggio vincono anche sui Social Media

    #AFiancodelCoraggio è il progetto letterario di Roche con l’obiettivo di promuovere cambiamento culturale nell’approccio ai tumori femminili. Un tema non facile da affrontare, ma su Twitter l’hashtag è stato molto discusso, condiviso, segno che con la giusta attenzione questi temi possono sostenuti con la partecipazione di tutti.

    #AFiancodelCoraggio è il progetto letterario di Roche con l’obiettivo di promuovere cambiamento culturale nell’approccio ai tumori femminili. Ieri sera, 4 aprile 2017, si è tenuta a Roma la premiazione della storia più coinvolgente, scelta tra i 3 finalisti, presenti sul palco, selezionati tra 37 storie, “37 racconti per 37 uomini che hanno combattuto al fianco delle proprie donne“, come ha sottolineato Gianni Letta, presidente della giuria. Ha vinto Fabio, nel suo racconto aveva definito il tumore “come una partita di tennis”, aggiungendo poi, riferendosi alla compagna, “lei ha vinto perchè ha le palle”. A sostenere le storie vi erano tre attori: Sabrina Impacciatore, Richy Tognazzi e Alessandro Preziosi.

    Abbiamo avuto modo di sentire storie di uomini che sono state a fianco delle proprie donne e con coraggio hanno affrontato la loro sfida più grande. 37 storie emozionanti, toccanti, fatte anche di sorrisi.

    #afiancodelcoraggio

    #afiancodelcoraggio premiazione

    Ebbene, insieme ad alcuni colleghi, abbiamo raccolto la sfida, ossia quella di provare a far emergere questo premio, fissandoci l’obiettivo di portare, nella serata della premiazione, l’hashtag #afiancodelcoraggio, più in alto possibile nei trending topics su Twitter. Volevamo che il tema fosse più visibile possibile, al fine di coinvolgere quanti più utenti possibili, sapendo bene che si trattasse, anche nel nostro piccolo, di una sfida. Ma bella. Allora insieme a Silvio De Rossi, Raffaele Romeo Arena, Luca Talotta, Riccardo Mantica, Claudio Gagliardini, Andrea Carini, Cristiano Carriero e Giacomo Lucarini (tutti uomini) abbiamo raccontato la serata su Twitter, sapendo bene anche per noi era storie che in qualche modo ci coinvolgevano.

    E con grande orgoglio e soddisfazione quello che era in nostro obiettivo lo abbiamo, non solo raggiunto, e questo grazie ai tanti utenti che ci hanno seguito con interesse e passione.

    L’hashtag ha ottenuto 995 tweet da 227 utenti unici. La reach è stata di 19,2 milioni di utenti, con un coinvolgimento netto di 2.100 utenti.

    risultati #afiancodelcoraggio

    Tra i temi toccati durante la diretta su Twitter sono emersi “uomini”, “donne”, “amore”, “coraggio”, “malattia”, temi che descrivono il tono delle conversazioni.

    Nella nostra analisi siamo in grado anche di dire che il 52% degli utenti che partecipavano alle conversazioni su Twitter erano proprio donne, è questo per noi è un altro motivo di grande soddisfazione perchè era quello che volevamo ottenere; il 48% erano uomini.

    genere #afiancodelcoraggio

    E questi invece sono gli utenti che sono stati in grado di coinvolgere di più durante la diretta della serata:

    influencer #afiancodelcoraggio

    Insomma, è stata per noi una bellissima esperienza, toccante e coinvolgente. Siamo stati orgogliosi si aver potuto dare il nostro contributo. E siamo anche felici di constatare che, davvero, il web, la rete, i social media, non sono luoghi così brutti come spesso si tende ad evidenziare. Sono anche luoghi dove poter parlare di temi così sensibili, e la risposta si è fatta sentire.

  • Nissan Leaf, il nuovo modo di concepire la mobilità anche per il sociale

    Nissan Leaf, il nuovo modo di concepire la mobilità anche per il sociale

    Quando la tecnologia e l’innovazione possono essere di aiuto anche per il sociale. E’ il caso di Nissan che dopo aver portato, per la prima volta al mondo, una vettura elettrica di massa all’interno dell’aeroporto di Fiumicino, consegna una Nissan LEAF 100% elettrica alla Onlus Banco Farmaceutico.

    Nissan è leader mondiale della mobilità a zero emissioni e, dopo aver portato, per la prima volta al mondo, una vettura elettrica di massa all’interno dell’aeroporto di Fiumicino, consegna una LEAF 100% elettrica alla Onlus Banco Farmaceutico. La consegna avviene a margine dell’iniziativa che ha visto una vettura elettrica di massa all’interno del principale aeroporto italiano, in totale assenza di emissioni acustiche ed atmosferiche, collegando il Terminal 1 tra le uscite di imbarco B e C. E’ davvero il caso di dire che questo è un esempio di tecnologia al servizio del sociale.

    Nei 121 giorni di attivazione, Nissan ha messo a disposizione di tutti i passeggeri in transito presso lo scalo di Fiumicino un tappeto cinetico che trasforma il movimento in energia ad ogni passaggio sulla propria superficie. Con oltre 311.000 passi percorsi i viaggiatori hanno offerto un contributo sociale ed ecologico trasformando l’energia prodotta in chilometri a zero emissioni utili a consegnare una LEAF in comodato gratuito per 6 mesi al Banco Farmaceutico ONLUS.

    Nissan Leaf elettrica sociale fiumicino

    Un modo questo per rendere meno onerosa e rispettosa dell’ambiente la quotidiana distribuzione dei medicinali che la Fondazione raccoglie per consegnare agli enti caritativi. L’iniziativa non solo rafforza la capacità di intervento per donare farmaci ai più bisognosi, ma rappresenta un esempio concreto di educazione al corretto utilizzo delle risorse a disposizione della ONLUS. Banco Farmaceutico da tempo ha sposato la cultura del non spreco traducendola, in particolare, nel progetto Recupero Farmaci Validi, inaugurato a Roma e attualmente presente in 9 Città italiane.

    Con questa consegna, Nissan mette in luce la propria tecnologia a zero emissioni e l’esperienza di guida unica che i veicoli elettrici possono fornire sia in termini di silenziosità che di accessi alle aree ristrette al traffico, offrendo prestazioni del tutto equivalenti a quelle delle auto tradizionali. Oltre al tappeto cinetico, il tragitto all’interno del Terminal 1 è stato interamente personalizzato con innovative installazioni dedicate alla sostenibilità, tra le quali una grande affissione da 200 mq, un maxi Ledwall da 28 mq e 26 schermi a rotazione simultanea che mostrano valori e benefici della mobilità elettrica.

    Sempre in tema di rispetto per l’ambiente, l’aeroporto di Fiumicino, grazie all’adozione di politiche all’avanguardia che vanno dalla raccolta differenziata dei rifiuti, al risparmio dell’acqua e alla produzione di energia, detiene un primato green tra gli aeroporti europei. Un dato per tutti: il consumo di elettricità per passeggero, che è sceso dai 5,57 del 2004 ai 3,76 kWh del 2015. Basti pensare che la media dei consumi per passeggero nei principali aeroporti europei (Amsterdam, Parigi Charles De Gaulle, Parigi Orly, Copenaghen, Francoforte, Londra Heathrow, Monaco, Malpensa, Zurigo) è di circa 5 kWh.

    Nissan Leaf elettrica sociale fiumicino banco farmaceutico

    Nissan è oggi leader di mercato nella mobilità del trasporto elettrico, fornendo tecnologie d’avanguardia sia per il settore privato che per il pubblico e le imprese, e continuando al contempo ad investire in ricerca e sviluppo in questo settore, per affrontare le sfide future.

    Inoltre, Nissan è profondamente impegnata nell’ampliare e promuovere la mobilità elettrica. Le iniziative adottate in tal senso riguardano la produzione di batterie agli ioni di litio riciclabili e riutilizzabili, l’implementazione di infrastrutture di ricarica e di dispositivi di ricarica rapida fissa e mobile per gli EV, ma anche sistemi di alimentazione bidirezionali tra il veicolo e la casa come il “LEAF to Home”, o anche sistemi di integrazione tra i veicoli e le reti di distribuzione energetica denominati “Vehicle to Grid”, in grado di evolvere il concetto di veicolo da mezzo di trasporto a vettore di energia.

    Buzzoole

  • Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Al SAS Forum Milan 2017 la Digital Transformation è possibile

    Il SAS Forum Milan, l’appuntamento annuale di SAS giunto alla dodicesima edizione, è un punto di riferimento per comprendere come la tecnologia sta evolvendo. Il prossimo 11 aprile a Milano esperti internazionali, manager e imprenditori si confronteranno sui temi più innovativi in ambito advanced analytics, digital transformation e artificial intelligence.

    Il SAS Forum Milan, giunto alla dodicesima edizione, è ormai un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. E’ un appuntamento dove manager, studenti possono conoscere novità che riguardano i propri ambiti di competenza e approfondirli. L’11 aprile 2017 a Milano  ospiti, esperti internazionali e keynote speaker si confronteranno sul futuro degli analytics, sulle nuove frontiere dell’Internet of Things e sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

    sas forum milan 2017

    Industria 4.0, IoT, intelligenza artificiale, Digital Transformation sono fattori che cambiano enormemente il modo di fare impresa. Non si tratta di semplice digitalizzazione dei processi e di implementazione di nuove tecnologie, si tratta di un cambiamento radicale, che rivede anche il modo di pensare. Una trasformazione inevitabile che riguarda tutte le aziende in ogni settore. Digitalizzare i processi significa ridefinire l’esperienza dei clienti e creare nuovi modelli di business, significa anche essere più pronti al cambiamento e veloci nel prendere decisioni. Alla base di questa trasformazione ci sono i dati e la loro analisi.

    Oggi la sfida è farsi trovare pronti e prevedere possibili scenari futuri. Sapere e poter reagire velocemente sarà fondamentale per ogni impresa. L’analisi dei dati rappresenta un’importante chiave di lettura della realtà e del mercato di oggi e di domani” – afferma Marco Icardi, AD di SAS Italy e SAS Regional Vice President  – “SAS Forum Milan è dedicato a coloro che credono nell’innovazione come motore per la competitività. Contenuti di valore, demo session e best practice internazionali accompagneranno i partecipanti verso il cambiamento e verso una rivisitazione dei processi in ottica data driven”.

    Grazie al contributo di esperti, clienti, partner e Università, verranno esplorate tutte le potenzialità e gli strumenti degli analytics, in molteplici aree applicative. Dalla digitalizzazione dei processi a una customer experience sempre più personalizzata, dalla gestione del dato come elemento di differenziazione alla sua regolamentazione, dall’adeguamento alle normative in ambito rischio alla gestione delle frodi, dall’Internet of Things all’Analytics of Things.

    Un’attenzione particolare nell’edizione 2017 sarà data ai giovani. Studenti universitari, neo laureati e studenti degli istituti superiori potranno raccogliere le testimonianze dirette dei protagonisti aziendali e accademici e assistere a sessioni specifiche dedicate alle professioni emergenti e alle digital skill nell’industria 4.0.

    Stiamo vivendo un’era di cambiamento epocale, in cui la convergenza tra fisico e digitale è ormai compiuta. Generiamo quotidianamente un patrimonio informativo d’inestimabile valore che ora, opportunamente gestito, permetterà di avvicinare l’uomo alla comprensione totale del mondo” – afferma Emanuela Sferco, SAS Regional Marketing Director di SAS – “Oggi gli analytics guidano ogni cosa e occorrono nuovi strumenti per padroneggiare, tradurre e trasformare i dati con modalità innovative che liberino nuove forme di valore”.

    SAS Forum Milan è un appuntamento annuale di rilevanza internazionale rivolto ad aziende private ed enti pubblici, partner e mondo accademico. Riunisce ogni anno una community in continua espansione di manager e professionisti di tutti i settori di mercato, favorendo innovazione, crescita manageriale e attività di networking. Un luogo dove esperti, manager e imprenditori presentano il loro approccio vincente, le sfide da affrontare e le strade da intraprendere tra cultura analitica e innovazione tecnologica.

    Per registrarsi visitate il sito di SAS Forum Milan e, per essere sempre aggiornati, seguite l’hahstag ufficiale #SASForumMilan su Twitter. La sessione plenaria di SAS Forum Milan sarà visibile anche in streaming.

  • L’iPad compie 7 anni ed è ancora molto usato per il business

    L’iPad compie 7 anni ed è ancora molto usato per il business

    Era il 3 aprile del 2010 l’iPad, il dispositivo della Apple di Steve Jobs, entrò in commercio aprendo di fatto il mercato dei tablet. Un mercato che, dopo una crescita costante, sta cominciando a conoscere una fase calante. Anche se nel mondo business continua ad essere molto usato.

    Compie 7 anni l’iPad, il dispositivo presentato per la prima volta al mondo da Steve Jobs allo Yerba Buena Center for the Arts Theater di San Francisco il 27 gennaio del 2010. La data di oggi è importante perchè è proprio il 3 aprile del 2010 che l’iPad entra in commercio, aprendo di fatto il mercato dei tablet. Nel corso di questi sette anni l’iPad ha cambiato dimensioni, caratteristiche, funzionalità, e ne sono state vendute fino ad oggi 350 milioni di unità. In pratica l’iPad resta ancora leader incontrastato in un mercato che ormai da un paio d’anni sta conoscendo una fase in flessione. Infatti, dopo la fase crescente dei primi anni, il tablet ha cominciato ad essere meno apprezzato. Il dispositivo che avrebbe dovuto sostituire il pc, per la sua versatilità e facilità d’uso, in effetti ha poi perso la sua missione, soprattutto dal lato consumer.

    ipad 2010 steve jobs

    Le dimensioni ed il peso nettamente inferiori lo hanno reso in effetti più pratico, maneggevole e trasportabile rispetto ai tradizionali personal computer, e ne hanno decretato il successo. I tablet di tutte le marche hanno registrato un volume crescente di vendite, in primis l’iPad, tra i modelli più venduti al mondo, fino ad arrivare, oggi, alla crisi del settimo anno, con una forte contrazione delle vendite.

    Infatti, l’iPad ha sempre più successo nel mondo business, secondo quanto riportato dal New York Times, secondo il quale nell’ultimo trimestre del 2016 le vendite aziendali di Apple sono aumentate del 40%, contro una crescita globale del 28%. Buona parte del fatturato è da attribuire agli iPad, soprattutto nella versione Pro, anche alla luce dei nuovi programmi pensati proprio per il mondo dell’imprenditoria. Questo consente di utilizzare anche software più complessi, gestendo le attività del proprio business ovunque ci si trovi, senza avere bisogno di piani di appoggio o prese elettriche, accelerando e facilitando tutto il lavoro.

    Secondo il report del New York Times, nell’ultimo anno circa il 50% degli iPad acquistati sono stati acquistati da aziende, un dato riscontrato anche dal portale Regali.it verificando che ad oggi gli accessori più venduti sono prodotti che rendono più facile l’utilizzo del tablet in qualsiasi situazione.

    primo ipad

    Nella sua prima versione l’iPad aveva uno schermo da 9,7 pollici con risoluzione di 1024×768 pixel. Solo nel primo giorno ne furono vendute 300 mila unità, mentre il primo milione di vendite negli Usa fu raggiunto in 4 settimane. In Italia l’iPad esordì il 28 maggio del 2010 e alla fine di  quel’anno le vendite sfiorarono i 15 milioni di pezzi.

    Una versione ridotta dell’iPad, il Mini con schermo da 7,9 pollici, è entrata in commercio nel 2012, mentre nel 2013 il tablet si è fatto più leggero e sottile prendendo il nome di Air. Il cambiamento più importante è però arrivato nel 2015 con l’introduzione dell’iPad Pro, con schermo da 12,9 pollici, dotato di “matita 2”, tastiera staccabile e davvero alternativo al computer portatile. Nel 2016 Apple ne ha lanciato una versione più piccola, da 9,7 pollici.

    Il modello più recente, nei negozi in questi giorni, riprende il vecchio nome iPad, con display Retina da 9,7 pollici, pesa meno di 500 grammi e promette una giornata intera di autonomia. E costa anche meno del predecessore.

    Come già detto, il mercato globale dei tablet continua a contrarsi: secondo l’istituto Idc, nel 2016 il mercato è calato del 15,6%, con 174,8 milioni di dispositivi commercializzati.