Autore: Franz Russo

  • Tecnologia Solidale 2016, l’innovazione tra obblighi di legge e opportunità

    Tecnologia Solidale 2016, l’innovazione tra obblighi di legge e opportunità

    Il primo dicembre presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio si è svolto il convegno “Tecnologia Solidale 2016”, un evento dedicato a iniziative che fanno uso della tecnologia per migliorare la vita a persone che si trovano in situazioni di difficoltà.

    Si perde facilmente il conto di quanti siano ormai gli eventi che trattano di innovazione mettendo in evidenza l’evoluzione della tecnologia che oggi sempre più fa parte della nostra quotidianità. Stiamo vivendo l’era della trasformazione digitale.

    Il senso di un evento come Tecnologia Solidale 2016 è riassunto perfettamente in una famosa frase di Henry Ford citata da Gianluca Ricci, presidente dell’associazione Cuore Digitale, tra i relatori del convegno: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.”

    Programma evento Tecnologia Solidale 2016Per far sì che ci sia vera innovazione non si può quindi parlare di tecnologia senza considerare cultura digitale e responsabilità sociale.
    Il convegno, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha visto come protagonisti le grandi aziende, le startup e le istituzioni in tre distinti panel a loro dedicati. La formula è sempre la stessa, quella sapientemente ideata dall’on. Antonio Palmieri, deputato dell’Intergruppo Innovazione alla Camera.

    Primo panel “La tecnologia solidale e le iniziative delle grandi aziende” moderato da Antonio Palmieri con:

    Paola Andreozzi, Responsabile Corporate Social Responsability Microsoft Italia

    Laura Bononcini, Relazioni Istituzionali Facebook Italia

    Marcella Logli, Direttore Generale Corporate Shared Value di TIM e Direttore Generale di Fondazione TIM

    Andrea Stazi, Public Policy Manager, Google Italy

    Angelo Failla, Direttore Fondazione IBM Italia

    Nel primo panel, dalle dichiarazioni ma soprattutto dal racconto di iniziative e progetti concreti, è emerso un punto fondamentale: la Responsabilità Sociale di Azienda (CSR – Corporate Social Responsibility,) non è più vissuta come obbligo cui ottemperare ma è diventata parte integrante del business aziendale. Per Angelo Failla di Fondazione IBM la C di CSR oggi va intesa come Citizenship ovvero l’azienda come “Cittadino responsabile”.

    Di seguito una sintesi delle iniziative delle aziende presenti.

    Microsoft Italia

    • Programma Donazioni Software Microsoft. Techsoup Italia è il partner progettuale per dotazione e accreditamento per le realtà non profit, onlus e ONG.
    • growITup per favorire lo scaleup anche di startup in ambito sociale.

    Facebook

    • Safety Check e Community Help per situazioni di pericolo ed emergenza.
    • Pulsante Call to Action “dona” per Onlus. In Italia rimanda al sito dell’organizzazione non profit ma presto, come in USA, si potrà donare direttamente sulla piattaforma social grazie alla recente autorizzazione riconosciuta a Facebook per operare come intermediario nei servizi di pagamento in Unione Europea. È inoltre possibile inserire il pulsante “dona” anche nei post e nei live video.
    • Immagini profilo personalizzate, come ad esempio per la campagna di Action Aid Italia “No alla violenza sulle donne”.
    • Iniziative di formazione per uso piattaforma Facebook per le organizzazioni non profit organizzata con TechSoup Italia e Fondazione Pubblicità Progresso.

    TIM – Fondazione TIM

    • WithYouWedo, la piattaforma di crowdfunding sociale sviluppata da Starteed, startup incubata in TIM #WCap: 70 realtà sociali finanziate e raccolta fondi per le zone terremotate.
    • Progetto “Dislessia 2.0. Soluzione Digitale” realizzato da Fondazione TIM con l’appoggio del MIUR e del Ministero della Salute, in partnership con Istituto Superiore di Sanità, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Associazione Italiana Dislessia.

    Google

    • Google Impact Challenge per supporto a startup a vocazione sociale per lo sviluppo dei loro progetti
    • L’officina dei nuovi lavori, progetto formativo gratuito per le competenze digitali avviato insieme a Fondazione Mondo Digitale
    • Crescere in digitale, percorso formativo on-line gratuito e tirocini presso aziende per ragazzi dai 15 ai 29 anni iscritti a Garanzia Giovani, il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

    IBM – Fondazione IBM

    • MWA (Mobile Wireless Accessibility) team di professionisti che si occupano di accessibilità e fruibilità di tecnologie
    • Programma Impact Grants – servizi di consulenza per aiutare le associazioni non profit a utilizzare in maniera efficace la loro infrastruttura IT
    • People on the Move. Web e mobile App realizzata per Medici Senza Frontiere che permette di acquisire i dati medici dei profughi direttamente sulle rotte di migrazione.

    IBM e Microsoft hanno inoltre testimoniato il loro convinto impegno nelle politiche di genere non solo in azienda ma anche con le attività di promozione delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) con le rispettive iniziative ProgettoNERD? e NuvolaRosa.

    Il secondo panel “Startup e iniziative di tecnologia solidale” moderato da Stefano Epifani, ha visto l’intervento di:

    Daniela Di Gianantonio, Market analist Siteimprove A/S

    Bruno Calchera, Direttore responsabile CSR oggi

    Gianluca Ricci, Presidente di Associazione Cuore Digitale

    Filippo Scorza, Ideatore di Alfred Mobilità 2.0

    Mario Vigentini, ideatore e fondatore di Mario Way

    «Sulla CSR c’è molta comunicazione ma poca cultura» così Bruno Calchera sottolinea quanto sia importante fare “buona comunicazione” sulla Responsabilità Sociale di Impresa, per avvicinare l’opinione pubblica al tema ma anche per stimolare altre aziende ad emulare buone pratiche.

    Le iniziative di tecnologia solidale sono molte e nascono dal basso, da realtà in cui è un bisogno, un’esigenza reale e urgente a ispirare e guidare l’ideazione di soluzioni tecnologiche. Per questo è importante il confronto costante e diretto tra chi ha competenze nello sviluppo di tali soluzioni e coloro i quali vivono situazioni di difficoltà.

    Da questa consapevolezza è nato ad esempio Premio Cuore Digitale, iniziativa dell’Associazione Cuore Digitale che, come racconta Gianluca Ricci, per la seconda edizione ha organizzato un hackathon inclusivo dedicato alle disabilità visive, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Roma. L’Associazione nasce infatti con lo scopo di promuovere l’incontro tra persone con disabilità, startup e grandi aziende.
    Anche l’esperienza di Filippo Scorza, che ha ideato Alfred mobilità 2.0, la stampella smart dotata di sensori, grazie al confronto con persone malate di sclerosi multipla, conferma quanto questa sia la strada giusta per fare tecnologia solidale.
    Nel panel anche Mario Vigentini della startup MarioWay, prima Benefit Corporation (Bcorp) al mondo nel suo settore, esempio di come il beneficio per la società possa essere oggi lo scopo principale di business. La tecnologia oggi può fare della solidarietà un business positivo, è l’“Economia della solidarietà”.

    Insomma, l’impegno concreto di aziende e startup è rassicurante ma come se la cava la Pubblica Amministrazione? Con Daniela Di Gianantoni vediamo la situazione in merito all’accessibilità di siti web e risorse on-line: decisamente deludente. Su 40 siti web PA analizzati da SiteImprove nessuno risulta totalmente accessibile, solo parzialmente i siti web di due Regioni e di un Comune. Non va molto meglio l’accessibilità di documenti PDF.

    In Italia 1 cittadino su 5 ha qualche forma di disabilità e la non accessibilità ostacola la fruizione di informazioni e servizi. L’accesso alle informazioni è un diritto sancito dall’art.3 della costituzione e un dovere per la PA dettato dalla Legge Stanca (L.4/2004) di cui l’on. Antonio Palmieri è stato uno dei promotori.

    E si arriva così al terzo panel “Il punto di Vista delle Istituzioni” moderato da Carlo Mochi Sismondi con la partecipazione di:

    Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice

    Rosamaria Barrese, Agenzia per l’Italia Digitale

    Roberto Scano, Presidente della Commissione e-accessibility Uninfo

    Mario Staderini, Direttore Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

    Tecnologia Solidale 2016 - terzo panel

    Le normative, le riforme ci sono, ma una legge di per sé non è il cambiamento, ne è di certo fattore abilitante.
    La legge Stanca sull’accessibilità è del 2004 ma, come rilevato da SiteImprove, nulla da allora è cambiato.

    «In Italia siamo bravi a normare ma è inutile normare quando il mercato lo ha già fatto», Roberto Scano ricorda che esistono già standard internazionali a cui i produttori si attengono. Un sito web se fatto bene, seguendo gli standard internazionali, è fatto per tutti, non serve “renderlo accessibile” ma purtroppo mancano le competenze.
    La PA oggi non deve preoccuparsi di rendere accessibile solo il sito web ma tutti i servizi digitali rivolti al cittadino, a qualsiasi cittadino; un servizio accessibile sarà utile sia a chi ha problemi di mobilità sia a chi è in continuo movimento.

    Il cambiamento va accompagnato con una formazione costante che non dia solo strumenti ma che generi cultura digitale sia dentro la PA sia tra i cittadini. Le norme senza una cultura adeguata portano alla burocratizzazione del processo digitale rendendolo, paradossalmente, analogico, facendolo così percepire ai dipendenti pubblici come un raddoppiamento del lavoro già svolto e rendendolo di fatto inutile.

    Un grande e attento percorso di formazione nella PA è svolto dall’AgID, come spiega Rosamaria Barrese, un impegno importante che però meriterebbe di avere più risorse a disposizione.

    Per ciò che riguarda i cittadini, Mario Staderini illustra i provvedimenti di AgCOM a favore delle persone disabili, provvedimenti che devono essere sempre al passo con i servizi digitali e le soluzioni tecnologiche del mercato. Ricorda però quanto sia essenziale avere un ruolo proattivo nell’alfabetizzazione digitale.

    La digitalizzazione dei servizi è un cambiamento positivo ma potrebbe escludere quella parte di cittadini che non sa come utilizzarli. «Noi non dobbiamo e non vogliamo escludere nessuno», così Flavia Marzano ci parla dei due P.Ro.F., i Punti Roma Facile, attivati a Roma e ora in fase di sperimentazione. I P.Ro.F. sono degli spazi in cui i cittadini possono trovare dei “facilitatori digitali” che li aiutino, gratuitamente, a navigare in rete e ad accedere ai principali servizi on-line.

    In sostanza le parole chiave per un cambiamento che possa essere positivo, concreto e inclusivo sono: formazione, cultura e competenze.

    «Trovata la legge… non trovato l’inganno, ma tutti al lavoro!» Antonio Palmieri, con la schiettezza che lo contraddistingue, conclude così la quinta edizione di Tecnologia Solidale.

    Appuntamento al prossimo anno, tra impegni concreti e speranze per un futuro… accessibile.

    Per chi lo desidera è possibile rivedere la registrazione dell’intero evento.

  • Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Instagram piace molto agli 11 milioni di italiani che usano la piattaforma. E vediamo come è stato il 2016 sulla piattaforma per gli italiani con account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi.

    Instagram è una delle piattaforme che piace molto agli italiani che sono, come ci ricordava qualche settimana fa Vincenzo Cosenza con la sua attenta analisi, 11 milioni, più degli utenti italiani che frequentano Twitter, che sono 8 milioni circa. L’applicazione che permette la condivisione di immagini, quindi non è un’applicazione con cui si fa fotografia (quella è un’altra cosa!), comincia ad essere tra le più usate dagli italiani, diventando adesso la quinta più usata dagli italiani, dopo Facebook, WhatsApp, Facebook Messenger, Google+, e quindi Instagram.

    E allora, con i dati diffusi da Facebook, vediamo come è stato questo 2016, che ormai volge al termine, conoscendo gli account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi su Instagram.

    colosseo instagram

    Account italiani più seguiti su Instagram nel 2016

    Tra gli account più seguiti, ovviamente, c’è Chiara Ferragni che vanta ben 7,3 milioni di followers, e guadagna nel 2016 oltre 2,5 milioni di nuovi utenti. Subito dopo troviamo Gianluca Vacchi con 6,6 milioni di followers, che guadagna negli ultimi 12 mesi oltre 5,8 milioni di nuovi followers, é l’account che nel 2016 ne guadagna di più. Poi troviamo Mariano Di Vaio con 5,1 milioni di followers che guadagna nel 2016 oltre 1,2 milioni di followers. Andando avanti troviamo Belen Rodriguez, che guadagna, nell’anno che sta per terminare, oltre 1,8 milioni di followers; poi Mario Balotelli con 4,6 milioni di followers e guadagna nell’anno 1,6 milioni di followers; Valentino Rossi con 3,6 milioni di followers.

    Avrete certamente notato che i primi sono tutte figure legano al mondo del fashion e dello sport, l’unico che spezza questo andamento è Papa Francesco che ha aperto il suo account proprio quest’anno, con 3,4 milioni di utenti.

    • Chiara Ferragni – @chiaraferragni (7.3 M)
    • Gianluca Vacchi – @gianlucavacchi (6.6M)
    • Marano di Maio – @marianodivaio (5.1M)
    • Belen Rodriguez – @belenrodriguezreal (4.8M)
    • Mario Balotelli – @mb459 (4.6 M)
    • Valentino Rossi – @valeyellow46 (3.6M)
    • Papa Francesco – @franciscus (3.4M)
    • Fedez – @fedez (2.7M)
    • El Sharaawy – @stewel92 (2.7M)
    • Alessia Marcuzzi – @alessiamarcuzzi (2.6M)

    I luoghi italiani più condivisi su Instagram nel 2016

    Tra i luoghi più condivisi al primo posto troviamo il Colosseo, seguito dalla Fontana di Trevi; al terzo posto c’è il Duomo di Milano e poi Piazza San Marco a Venezia. In quinta posizione troviamo l’Arena di Verona, il Duomo di Firenze in sesta posizione, in settima la Torre di Pisa; il Ponte Vecchio di Firenze in ottava posizione, lo Stadio San Siro di Milano in nona posizione e chiude la top ten la Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Di seguito la classifica completa:

    1. Colosseo – Roma
    2. Fontana Di Trevi – Roma
    3. Duomo – Milano
    4. Piazza San Marco – Venezia
    5. Arena di Verona
    6. Piazza Del Duomo – Firenze
    7. Torre di Pisa
    8. Ponte Vecchio -Firenze
    9. Stadio San Siro – Milano
    10. Galleria Vittorio Emanuele – Milano
    11. Piazza Navona – Roma
    12. Bologna Centro
    13. Gardaland
    14. Pantheon – Roma
    15. Piazzale Michelangelo – Firenze
    16. Jesolo Beach
    17. Piazza del Popolo – Roma
    18. Fondazione Prada – Milano
    19. Mondello
    20. Castel Sant’Angelo – Roma

    L’hashtag più utilizzato in Italia è #Love e il Cuore è l’emoji più usata, seguita dalla faccia con gli occhi a cuore e dalla faccina che ride fino alle lacrime.

    E come è stato il vostro anno su Intagram? Raccontatecelo tra i commenti.

  • Year in Review 2016, i temi e i Live Video dell’anno su Facebook in Italia

    Year in Review 2016, i temi e i Live Video dell’anno su Facebook in Italia

    Come ogni anno Facebook traccia Year in Review, passando in rassegna tutti gli argomenti più discussi sul social network durante l’anno. Europei, Olimpiadi e Terremoto sono i temi più discussi negli ultimi dodici mesi in Italia. Il Live Video più visto in Italia è quello di Rieti Life su Amatrice, nelle prime ore dopo la terribile scossa del 24 agosto, con quasi 4 milioni di visualizzazioni.

    Facebook è un luogo dove si condivide e si discute molto e per questo che Year in Review è una bella occasione per avere un quadro su tutti quelli che sono stati i temi più discussi negli ultimi 12 mesi. E dopo tutto quello che è successo in questo 2016, non poteva certo mancare il Terremoto che ha colpito il Centro Italia, il 24 agosto e il 26 ottobre, con la scossa più forte registrata negli ultimi 36 anni. Va detto che nei primi due posti troviamo due eventi sportivi che hanno molto appassionato gli italiani, e sono gli Europei di Calcio e le Olimpiadi di Rio 2016. Da notare, la quarta posizione (terzo a livello globale) di Pokémon Go, il fenomeno di realtà aumentata che ha appassionato milioni di utenti durante l’estate.

    In quinta posizione ci sono le Elezioni Presidenziali Usa (l’argomento più discusso a livello globale), in sesta posizione ci sono le Elezioni Amministrative che si sono tenute nel giugno scorso, molto seguite anche per via del fatto che erano coinvolte molte grandi città italiane come Roma, Milano, Torino e Napoli. Noterete anche voi che dai temi più discussi manca il referendum costituzionale, che si è tenuto lo scorso 4 dicembre e che ha portato alle dimissioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Eppure, come abbiamo sottolineato nel nostro racconto sui social media della notte del referendum, i social media avevano previsto che sarebbe andata così, risultato numerico compreso, e Facebook era risultato il luogo più coinvolgente.

    facebook year in review 2016 italia franzrusso it

    I temi più discussi in Italia su Facebook nel 2016

    1. Europei
    2. Olimpiadi
    3. Terremoto in centro Italia
    4. Pokemon Go
    5. Elezioni americane
    6. Elezioni Amministrative
    7. San Valentino
    8. David Bowie
    9. Morte di Bud Spencer
    10. Brexit

    Year in Review 2016 ci offre anche un quadro su quelli che sono stai i Live Video più visti in Italia durante questo ultimo anno. E anche in questa classifica il Terremoto è l’argomento più visto, infatti il video con più visualizzazioni è quello di Rieti Life che riprende Amatrice nelle prime ore dopo la scossa del 24 agosto, con 3,9 milioni di visualizzazioni. In seconda posizione troviamo un altro video di Rieti Life, questa volta sugli scavi di Amatrice con 3,7 milioni di visualizzazioni. In terza posizione il video di Virgina Raggi, sindaco di Roma, che mostra il suo ingresso in Campidoglio, con 3,1 milioni di visualizzazioni.

    I Live Video più visti in Italia nel 2016

    1. RietiLife, Amatrice dopo il terremoto
    2. RietiLife, Scavi ad Amatrice
    3. Virginia Raggi in Campidoglio
    4. Padre Pio Tv, Chiesa di San Pio
    5. Juventus, L’arrivo di Gonzalo Higuain alla Juve

    Il video che ha collezionato più visualizzazioni a livello globale è quello di Candace Payne con la maschera di Chewbacca, comprata per sè stessa e non per suo figlio, con 164 milioni di visualizzazioni. Video esilarante.

    [l’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, chiunque volesse utilizzarla è pregato di citare l’autore; nel caso i legittimi proprietari ritenessero l’immagine inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • WhatsApp: ecco i dispositivi su cui dal 2017 smetterà di funzionare

    WhatsApp: ecco i dispositivi su cui dal 2017 smetterà di funzionare

    WhatsApp all’inizio di quest’anno aveva fatto sapere che entro fine anno l’app non sarebbe stata più utilizzabile su alcuni dispositivi. Ora, visto che la fine del 2016 si avvicina, la notizia è che per i sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, l’app potrà essere utilizzata fino al 30 giugno 2017.

    Come ormai sappiamo bene, WhatsApp è una delle applicazioni mobili più utilizzate, è quella che, come ci ha ricordato di recente anche il Censis, gli italiani amano, e usano, di più (nel 2016 è usato dal 61,3% degli italiani, l’89,4% dei giovani). A inizio di quest’anno, WhatsApp aveva fatto sapere che entro la fine del 2016 alcuni dispositivi, con sistemi operativi mobili ormai obsoleti, non avrebbero più supportato l’app, rendendola quindi inutilizzabile per quegli utenti che ancora possiedono dispositivi un po’ datati. Ebbene, qualche giorno fa WhatsApp ha rilasciato un aggiornamento sulla notizia, e cioè che per i sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, l’app potrà essere utilizzata fino al 30 giugno 2017.

    whatsapp blackberry dispositivi 2017

    Quindi, dalla lista dei dispositivi iniziali che avrebbero visto cessare l’utilizzo di WhatsApp, restano:

    • Android 2.1 e Android 2.2
    • Windows Phone 7
    • iPhone 3GS/iOS 6

    Quindi se avete dispositivi che usano questi sistemi operativi, sappiate che non potrete più utilizzare WhatsApp dal 1° gennaio 2017. Tutti gli altri, come abbiamo visto, potranno continuare per altri 6 mesi, Blackberry e Nokia.

    WhatsApp aveva motivato questa scelta dovuta ad una visione strategica e di come il mercato degli smartphone sta evolvendo, con dispositivi sempre all’avanguardia:

    Nel guardare avanti verso i nostri prossimi sette anni, vogliamo concentrare i nostri sforzi sulle piattaforme mobili che la stragrande maggioranza delle persone usa.”

    “Anche se questi dispositivi fanno parte della nostra storia, non offrono più quelle funzionalità di cui abbiamo bisogno per continuare a tenere attiva l’app, viste le sue caratteristiche“, ha dichiarato nei giorni scorsi un portavoce dell’azienda, oggi di prorietà di Facebook.

    Ricordiamo che ad oggi WhatsApp è disponibile in 187 paesi, in 109 di essi è l’app più usata, e ha oltre 1 miliardo di utenti attivi al mese.

  • Lo spot di Natale di Baci Perugina, canta Laura Pausini

    Lo spot di Natale di Baci Perugina, canta Laura Pausini

    Baci Perugina non vuole mancare l’appuntamento con il Natale e lancia il nuovo spot realizzato da Armando Testa celebrando le Emozioni della festa più attesa dell’anno. La canzone “Let it Snow! Let it Snow! Let it Snow!” è cantata da Laura Pausini e la regia dello spot è del regista premio Oscar, Gabriele Salvatores.

    Sulle note swing di un “Let it Snow! Let it Snow! Let it Snow!” reinterpretato dalla voce di Laura Pausini, e tratto dal suo ultimo album “Laura Xmas” da poco uscito in tutto il mondo su etichetta Atlantic-Warner Music e già ai primi posti delle classifiche internazionali, Baci Perugina festeggia il Natale all’insegna dei gesti d’affetto che regalano emozioni positive e gioiose. Il manifesto dello spirito natalizio di Baci è lo spot diretto dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores e realizzato dall’agenzia Armando Testa, in onda già dal 4 dicembre.

    La narrazione, #regalaunemozione, prende il via dagli occhi di una bimba che guarda fuori dalla finestra, di colpo illuminati dal grande Albero di Baci Perugina giù in cortile. In pochi secondi c’è tutta la meraviglia che solo i più piccoli sanno trasmettere e che diventa contagiosa nell’atto di donare un gesto d’affetto alle persone care. Non a caso Baci Perugina sceglie la famiglia come emblema dell’amore a Natale guidato dalla gioia e dalla grinta della voce di Laura Pausini.

    La bimba è anche la dolce e fantasiosa protagonista dello spot radio. La piccola si rivolge con tenerezza a un amico speciale, un pupazzo di neve che a causa delle mani ghiacciate non può scrivere la letterina a Babbo Natale e chiede per lui dei Baci Perugina.

    I Baci Perugina da sempre rappresentano un gesto d’affetto per comunicare emozioni positive come: “Ama”, “Sorridi”, “Divertiti”, “Sogna”, “Festeggia”, “Desidera”, sono infatti le parole impresse su ogni confezione dei mitici cioccolatini; sono l’augurio sincero che ognuno vorrebbe ricevere e regalare durante le feste natalizie alle persone care.

  • Era Digitale e Bisogni: ecco quali sono sulla Rete e sui Social Media

    Era Digitale e Bisogni: ecco quali sono sulla Rete e sui Social Media

    “Quali sono i vostri Bisogni più grandi?”. La domanda è stata posta sui Social Media e in tanti hanno risposto. Ecco quale risulta la fotografia della Società attuale, che lavora e vive in una realtà prettamente virtuale e prova in sé mancanze psicologicamente umane. E’ un divario possibile da colmare, mentre la Realtà Aumentata prende piede sempre di più?

    C’è una parola difficile da definire, anche in psicologia, che tuttavia è parte integrante della nostra sopravvivenza.
    La ripetiamo senza accorgercene mille volte al giorno, a voce alta o dentro di noi. Il Bisogno.
    Una mancanza? Ecco forse questo è il sinonimo più adatto.

    Innanzitutto, è necessario distinguere bene il Bisogno dal Desiderio.
    Con il Bisogno esprimiamo l’assenza di qualcosa che reputiamo o sentiamo – testa e cuore – sia indispensabile per noi. Per la nostra salute psicofisica e per la nostra vita stessa.
    Nasce interiormente e ha necessità di un’urgente soddisfazione.
    La psicoanalisi l’ha teorizzato – da Freud ai post freudiani fino a Lacan – come un’esigenza innata, dal carattere istintivo e primitivo.
    E’ un Bisogno tutto ciò che è indotto da uno stato di tensione interna che cerca e trova appagamento grazie ad azioni specifiche.
    Il Desiderio – concetto ben più evoluto – ne consegue.
    Si desidera la soddisfazione precedentemente provata di un Bisogno.
    In altre parole, dopo aver vissuto l’appagamento di quell’impulso innato che è il Bisogno, ecco che nasce il Desiderio di rivivere e replicare quello stato di benessere.

    social media bisogni

    Un’altra necessaria distinzione da fare è quella tra Bisogno e Motivazione.
    Ne abbiamo già parlato qui, nella descrizione della Piramide dei Bisogni, che è strettamente correlata – secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow – alla Teoria delle Motivazioni.
    Dalla fisiologia pura alla trascendenza e autorealizzazione, l’uomo è spinto da esigenze innate – quindi Bisogni – che motivano le sue azioni e reazioni.

    Al di là delle teorizzazioni, tuttavia, c’è una domanda da porsi oggi.
    Oggi che i contatti sono reali e virtuali al tempo stesso, perché quando trascorri tanto tempo a dialogare e confrontarti sui Social Network con alcune persone non puoi dire più di non conoscerle.
    Ne senti quasi la voce – di tutte quelle persone -, ne individui piuttosto bene il carattere, fai scelte di simpatia e affinità, sai più o meno cosa aspettarti dalle loro opinioni, riconosci il loro stile di comunicazione.
    Poi, certo, il rapporto umano lo vivi con tutta sincerità fuori dal digitale: guardandoti negli occhi, abbracciandoti, discutendo apertamente o prendendo sotto braccio l’”amico” che hai iniziato a conoscere sul Web.
    Eppure, le relazioni virtuali oggi sono fondamentali e vere.
    E possono diventare anche molto profonde.
    Condizionano senza dubbio la nostra vita e, a volte, sono meno fragili dei rapporti nati e cresciuti solo nella realtà concreta.
    Nel pieno dell’Era Digitale, sarebbe nascondere la testa sotto la sabbia pensare che i nostri contatti online non influenzino le opinioni, determinino i nuovi interessi e addirittura indirizzino le scelte della nostra vita.
    E così, in una Società destinata sempre più a comunicare ed evolvere tra video, immagini, informazioni in tempo reale, confidenze che attirano proprio perché spariscono in fretta, la vera domanda da porsi è “ma di cosa abbiamo veramente Bisogno?”.

    E’ una domanda che io stessa ho voluto porre, seriamente, a tutte le mie amicizie di Facebook.
    Di cosa hai veramente Bisogno?
    E le risposte sono state tantissime, tutte molto serie, tutte desiderose di un riscontro.
    Ho ringraziato tutti e quando non ho capito le risposte ho chiesto spiegazioni più approfondite, proprio perché volevo destare quell’umanità che è ormai parte integrante dei Social Network e della Rete.
    La Rete – come ama dire David Shing, Digital Prophet di AOL – promette contatti, nasce per dare vita al maggior numero possibile di contatti.
    Eppure sta a noi non svilirli, elevarli a relazioni vere e proprie tramite una conversazione effettiva, un “dare qualcosa di sé” che non sia semplicemente autoreferenzialità.
    E il primo Bisogno espresso è esattamente tutt’altro che autoreferente.
    Con una stragrande maggioranza, la prima risposta è stata l’Amore.
    Amore da dare, certezza di averlo, paura di non perderlo mai.
    E – ancora – Amore per sé, necessità di essere rassicurati, di avere un rifugio sicuro che ci ospiti, che sicuramente è lì per noi ogni volta che ne abbiamo necessità.
    Amore come felicità da regalare.
    Perfino Bisogno di capire perché l’Amore si perde.
    Dove va a finire, quale colpa – se esiste una colpa – abbiamo se non abbiamo Amore.
    Un “dato” – e non vorrei certo chiamarlo così – che fa meditare.
    Nell’Era dell’Iperconnessione manca l’Amore? Sicuramente un’affermazione azzardata, ma che fa riflettere molto.

    Il terzo Bisogno espresso – proprio contando le risposte – è quello della Serenità.
    Serenità da vivere da soli e da condividere con chi si ama.
    Serenità come assenza di paura o, molto più semplicemente, come senso di pace interiore.
    Come silenzio. Come tranquillità e riposo.
    E non stupisce questo Bisogno, in un’epoca dove tutto si muove talmente rapidamente da non permettere in teoria di fare pause.
    Il sovraccarico di informazioni non rispetta certo i tempi umani. Non aspetta nessuno.
    E’ nostra precisa responsabilità quella di trovare un Equilibrio – ecco un altro Bisogno frequentissimamente espresso – tra quello che vorremmo fare nel lavoro e nella vita piuttosto che quello che umanamente siamo.
    La maggior parte del popolo della Rete – dal mio minuscolo sondaggio – ama il suo lavoro.
    Eppure ha Bisogno di sentirsi stabile tra esigenze professionali e personali, e il più delle volte questa Stabilità non c’è.

    Colpa di un lavoro autonomo che non garantisce Stabilità economica e psicologica?
    Io ho trovato un’altra chiave di lettura, e torno indietro al secondo Bisogno espresso – sempre basandomi sulle risposte alla mia domanda-.
    La Fiducia. La verità. Il pensare di potersi fidare anche se si mollano le cime della vela.
    Anche se si interrompe il controllo su tutto.
    C’è una grandissima umana necessità: quella di vivere e confrontarsi in un mondo vero.
    Che non significa “non-virtuale”, ma autentico, genuino, affidabile, degno della nostra fiducia.
    Solo allora si può abbandonare il controllo e non avere, per forza, bisogno di trovare quell’equilibrio tra reale e virtuale che ancora ci inganna.
    Che ancora ci fa temere di non essere amati.

    E’ solo dopo questi Bisogni che si arriva a rispondere: la Salute.
    Che il nostro fisico sia in forze o meno risulta meno importante del Bisogno di Verità nelle relazioni e del bisogno di Essere Amati per quello che siamo.
    E, subito dopo la Salute, il Tempo.
    Qui ho voluto specificare: è maggiore l’esigenza del Tempo per Noi Stessi. Il tempo per gli altri viene in secondo luogo.
    Ancora una volta, è la richiesta di un mondo meno veloce o che cambi meno frequentemente.
    Un mondo in cui non ci dobbiamo sempre considerare attivi e presenti, sempre disponibili, come se “a dire di No” perdessimo l’occasione della nostra vita.
    Il Tempo per gli altri è fondamentalmente solo quello da dedicare alla Famiglia, il cui Bisogno – e mi stupisce – non primeggia.
    E’ una piccola fotografia della Società attuale, che vive sul digitale ma ancora sente, almeno interiormente, un divario profondo tra reale e virtuale.

    Libertà, Progetti, continuare ad avere buone idee, rimanere creativi, restare un punto di riferimento per gli altri e poter Sognare sono gli ultimi Bisogni espressi.
    E a questo punto sono io che pongo una domanda a voi. A voi che avete dato una risposta sul mio profilo Facebook.

    La tecnologia è già pronta alla Realtà Aumentata. Noi, secondo voi, umanamente lo siamo?

    [l’immagine di copertina è di Dan Sipple – Getty Images]

  • Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram introduce nuove funzionalità che rendono la piattaforma “più sicura”. Prima di tutto, sarà possibile disattivare i commenti ai post pubblicati sulla piattaforma; entro pochi giorni, si potrà anche esprimere like sul commento. Inoltre gli account privati potranno rimuovere follower indesiderati.

    Instagram va sempre più nella direzione di rendere la piattaforma più sicura ed è questo il motivo per cui vengono introdotte nuove funzionalità che vanno in questa direzione. L’annuncio viene dato da Kevin Systrom, CEO e fondatore di Instagram sul blog ufficiale della piattaforma, presentando altri strumenti di controllo. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme di cosa si tratta.

    instagram commenti mobile

    Nell’intento di offrire maggiori strumenti di controllo e di mettersi a riparo da situazioni non proprio corrette, che spesso sfociano in situazioni ancora più gravi, da oggi sarà possibile disattivare i commenti sui post. Dopo la possibilità di poterli filtrare sulla base di parole chiavi, adesso sarà possibile disattivarli agendo da Impostazioni=>Commenti=>Nascondi commenti non appropriati, e qui è possibile attivare questa funzionalità. Potrete riattivare i commenti anche una volta pubblicato il post.

    instagram commenti

    Altra novità che riguarda i commenti è la possibilità di mettere like sul commento e visualizzare la possibilità di risposta già subito sotto il commento. Una funzionalità che ricorda molto Facebook, ma che offre all’utente una nuova possibilità di interazione. La funzionalità sarà disponibile per tutti entro pochi giorni.

    instagram commenti mobile android

    Altra funzionalità nell’ottica di rendere la piattaforma più sicura è quella di rendere possibile, per gli account privati, di rimuovere follower indesiderati. Una possibilità che consente di rimuovere persone a cui era stata data la possibilità di seguire l’account. E’ sufficiente accedere alla lista dei follower e toccare il menù accanto ad ogni account, in questo modo la persona interessata non sarà comunque informata dell’azione di rimozione.

    Infine, Instagram offre la possibilità di segnalare utenti che hanno bisogno di un supporto particolare perchè in evidente stato di difficoltà. E’ possibile quindi inviare una segnalazione anonima e mettere in contatto l’account con organizzazioni specifiche.

    Allora, che ne pensate di queste novità?

  • Il doodle di Google è per i 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce

    Il doodle di Google è per i 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce. Era infatti il 7 dicembre del 1676 quando Ole Roemer, astronomo danese, effettuò la prima misura quantitativa della velocità della luce.

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 340 anni dalla scoperta della Velocità della Luce. Sebbene fosse stato Galileo Galilei il primo scienziato a sospettare che la luce non si propagasse istantaneamente e a cercare di misurarne la velocità, il primo che effettuò la prima misura quantitativa della velocità della luce fu l’astronomo danese Ole Roemer, il 7 dicembre del 1676.

    google doodle velocità della luce

    Il metodo che aveva osservato Galileo Galilei era quello stabilire l’ora e, di conseguenza, la longitudine, basandosi sui tempi delle eclissi delle lune di Giove, un metodo che non fu approfondito adeguatamente e che venne poi rigettato da Filippo III Re di Spagna che aveva offerto un premio per la determinazione della longitudine di una nave in mare aperto.

    Nel 1672 Roemer si recò a Parigi osservando i satelliti di Giove come assistente di Cassini. Unendo le proprie osservazioni, si accorse che i tempi tra le eclissi (in particolare di Io) diventavano più brevi quando la Terra si avvicinava a Giove e più lunghi quando la Terra si allontanava. Roemer stimò che il tempo impiegato dalla luce per percorrere il diametro dell’orbita terrestre, una distanza di due unità astronomiche, fosse di circa 22 minuti. Questo si rivelò essere di più del valore accettato ai giorni nostri, che è di circa 16 minuti e 40 secondi. Il valore che ottenne fu di 210.800.000 m/s, dovuto alla scarsa precisione con cui aveva misurato il tempo necessario alla luce per percorrere il diametro dell’orbita terrestre.

    Solo più avanti, seguendo anche gli studi di James Bradley, l‘astronomo Delambre calcolò che il tempo impiegato dalla luce per viaggiare dal Sole alla Terra fosse di 8 minuti e 12 secondi. A seconda del valore assunto per l’unità astronomica, questo porta a calcolare la velocità della luce a poco meno di 300.000 km/s.

    A Roemer sono stati dedicati un asteroide, 2897 Ole Romer, e un cratere sula Luna di 39 chilometri di diametro.

  • La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    Un nuovo e interessante report dell’agenzia Zenith Optimedia evidenzia come la pubblicità sui social media supererà quella sui giornali, entro i prossimi 4 anni. La previsione è che entro il 2019 i due valori saranno molto simili, ma dal 2020 avverrà il sorpasso. Questo dovuto al crescere del fenomeno Mobile. Crescita a due cifre per pubblicità sui Video online.

    La raccolta pubblicitaria sui Social Media è un fenomeno in crescita, questo lo si sa. I Social Media sono ormai strumenti di comunicazione e condivisione molto frequentati, basti pensare al bacino di Facebook che si avvicina a grandi passi verso i 2 miliardi di utenti. Di conseguenza le aziende dimostrano, sempre più, intenzione di investire in advertising su queste piattaforme, con budget sempre crescenti. Un fenomeno che disegna uno scenario opposto per quanto riguarda i giornali e la carta stampata in generale, dove la raccolta pubblicitaria è in continuo calo. Direte voi, cose che già sono note ai più, vero. Ma oggi torniamo sul tema perchè un interessante (come sempre del resto) report dell’agenzia Zenith Optimedia prevede che presto la pubblicità sui Social Media, in termini di valore, sarà quasi uguale a quella raccolta sui giornali, e che presto ci sarà il sorpasso.

    social media mobile pubblicita advertising franzrusso it 2016

    Volendo entrare nel dettaglio, entro il 2019 la pubblicità sui Social Media toccherà il valore di 50,2 miliardi di dollari, mentre quella sui giornali sarà di 50,7 miliardi, solo mezzo miliardi di differenza. Di fronte a questi numeri, con il fenomeno crescente dell’advertising sui Social Media e con il conseguenza calo dell’advertising sui giornali, il sorpasso, secondo Zenith Optimedia, avverrà dal 2020. Un fenomeno che per i Social Media trova il suo traino sul Mobile. Ma l’agenzia prevede anche una grande crescita per l’advertising su Video online.

    A proposito di Video, la stessa Zenith Optimedia qualche mese fa aveva previsto che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    In sostanza, l’incremento annuo previsto per l’advertising sui Video online sarà del 18% annuo, mentre quello sui Social Media sarà del 20% annuo. Nel dettaglio la spesa prevista per i Video online sarà di 35,4 miliardi di dollari entro il 2019, comunque pari a un quinto (18%) della spesa prevista per la TV.

    I Social Media sono ormai, per molti utenti, un luogo su cui informarsi, leggere notizie, oltre che condividere contenuti con i propri contatti. Sono quindi luoghi che acquisiscono un ruolo sempre più importante nella vista di ciascuno di noi. La crescente qualità dei dispositivi mobili, registrata negli ultimi anni, ha fatto si che le aziende potessero essere incentivate ad investire su queste piattaforme. Gli annunci pubblicitari sui Social Media si integrano meglio sul news feed, risultando più appetibili dei tradizionali banner ai quali eravamo abituati.

    Uno scenario che ci aspettavamo. E voi che ne pensate?

  • La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    I Social Media hanno giocato un ruolo significativo in questa tornata referendaria, al punto che l’esito sul Referendum è stato centrato con un esito molto simile. Abbiamo analizzato la giornata di ieri notando che sommando gli hashtag più seguiti della giornata, si superano i 330 mila risultati. Ma vediamo insieme i dettagli.

    I Social Media per il Referendum Costituzionale hanno giocato un ruolo significativo. In primo luogo, per aver centrato l’esito finale dl voto. Se ricordate, venerdì avevamo pubblicato la seconda parte dell’analisi di Blogmeter che mostrava come il NO sui social media fosse al 60% contro il SI, in recupero nelle ultime settimane, al 40%. E l’esito finale che conosciamo tutti adesso (dati ufficiale del Viminale) è che il NO ha ottenuto il 59,11% e il SI è arrivato al 40,89. In secondo luogo, perchè i social media sono sempre di più visti come strumenti di comunicazione politica e anche di coinvolgimento, si registra, da questo punto di vista, un piccolo passo avanti rispetto agli ultimi anni.

    renzi referendum social media

    Ma quello che vogliamo fare con voi oggi è vedere, grazie alla collaborazione con Talkwalker, come il referendum è stato vissuto sui social media, nella giornata di ieri e nelle prime ore del mattino di oggi 5 dicembre 2016. Abbiamo monitorato gli hashtag che sono risultati essere i più usati della giornata e anche qualche altro hashtag emergente. Ebbene abbiamo preso in considerazione: #referendum, #referendumcostituzionale, #maratonamentana, #renzi, #ciaomatteo, #havintolademocrazia. Sommando i primi 4 i risultati superano i 330 mila risultati, per un totale di 342 mila risultati.

    referendum dati

    Come potete vedere, #maratonamentana con 91.500 è il secondo più seguito, dopo #referendum con 97.600.

    referendum dati socialreferendum dati social media

    Da notare, come spesso accade in questo tipo di analisi, che il 98,9% delle conversazioni si è sviluppato su Twitter. Il momento di picco si è avuto alle 00:30 del 5 dicembre, nel momento in cui il premier Matteo renzi annunciava la sua intenzione di dimettersi oggi dopo il Consiglio dei Ministri, con un totale di 19.327 risultati, così ripartito: #renzi con 7.256, #maratonamentana con 8.277, #referendum con 5.300. Alle 23 secondo momento più alto con #maratonamentana (6.386), #riformacostituzionale (4.791).

    Dall’analisi emerge una portata molto alta pari a 518 miliardi di impressions, degli hashtag presi in totale, la #maratonamentana è quello che risulta essere anche il più coinvolgente.

    referendum dati social media coinvolgimento reach

    Se guardiamo poi ai dispositivi usati per seguire queste conversazioni, allora notiamo che il 68,7% sono state seguite da mobile, i più usati Android (35,2%) e iOS (27,5%+5,9 ipad).

    referendum dati social media mobile

    Il 60% di coloro che hanno seguito e discusso sui social media la notte del referendum sono stati uomini, il 40% donne. C’è da segnalare che la situazione si ribalta per #renzi con 66,7% donne e 33,3% uomini.

    Vediamo quali sono stati gli infuencer, ossia gli account che si sono distinti per capacità di coinvolgimento attorno ai temi monitorati. Questi che vedete in basso sono quelli in generale, con la pagina Facebook de il Messaggero che figura come la più coinvolgente:

    referendum dati social influencer generale

    Questi invece gli influencer su Twitter dove, lo ricordiamo, si sono registrate la maggior parte delle conversazioni:

    referendum dati social influencer twitter

    Questi invece tutti, in maniera sintetica, i temi che sono emersi dal monitoraggio delle conversazioni:

    referendum temi cloud

    E ora vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi dagli utenti e partiamo da Facebook:

    E questi invece i contenuti più condivisi su Twitter, dove ovviamente non è mancata l’ironia sui temi:

    https://twitter.com/V_of_Europe/status/805557914144505856

    https://twitter.com/marionecomix/status/805545563907354625

    Questi invece alcuni tra i più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BNnG92sg3gh/

    https://www.instagram.com/p/BNnU3Z6AKLl/

    https://www.instagram.com/p/BNncJVlg5LL/

    Ecco, questa era la nostra analisi, consapevoli che si tratta di un quadro generale, utile per farsi un’idea su quello che è avvenuto sui social media nelle ultime ore.

    E voi che ne pensate?