Autore: Franz Russo

  • Ecco i vincitori dei Macchianera Awards alla Festa della Rete 2016

    Ecco i vincitori dei Macchianera Awards alla Festa della Rete 2016

    La Festa della Rete 2016 ha cambiato location, non più Rimini ma Milano, presso l’Università IULM. Un evento che, giunto all’undicesima edizione, premia chi si è meglio distinto sul web, e non solo, con i Macchianera Awards. Miglior Influencer 2016 è Enrico Mentana, miglior tweeter è Fiorello.

    La Festa della Rete ha compiuto quest’anno 11 anni e, dopo tante edizioni riminesi la manifestazione si è tenuta a Milano, presso la sede dell’Università IULM. Un cambio di location che non ha mutato il cuore della manifestazione che è proprio la premiazione dei Macchianera Awards, ossia i premi a tutti coloro che si sono meglio distinti durante l’anno sul web, e non solo. A consegnare i premi erano Gianluca Neri, la vera anima della Festa della Rete e fondatore dei Macchianera Awards, insieme a Margherita Zanatta.

    festa della rete 2016

    Di seguito la lista di tutti i premiati, ma prima vi segnaliamo il premio come Miglior Influencer ad Enrico Mentana, premiato anche come miglior hashtag con #webeti. E poi come miglior twittatore, si dice infatti tweeter, il premio va a Fiorello e, ancora, vi segnaliamo, come miglior Periscope a Lidia Schillaci che abbiamo intervistato anche qui sul nostro blog, lo scorso anno.

    Peggior Cattivo online: Matteo Salvini

    Miglior Polemica online: Gianni Morandi vs weekend senza supermercati

    Miglior Startup italiana: Oil Project

    Miglior Brand online: Amazon

    Miglior sito di viaggio: AirBnB

    Miglior sito politico d’opinione: Breaking Italy

    Miglior sito LGBT: Bossy

    Miglior sito per genitori e bambini: Pianeta Mamma

    Miglior sito tecnico-divulgativo: Salvatore Aranzulla

    Miglior sito di economia: Goofynomics

    Miglior chef, premio JustEat: Chef Rubio

    Miglior food blogger: Chiara Maci

    Miglior panino InAlpi 2016: Virginia Sementilli

    Miglior sito food: Giallo Zafferano

    Miglior sito Fashion & Beauty: The Blonde Salad

    Miglior sito letterario: Libreriamo

    Miglior sito musicale: Rockol

    Miglior sito televisivo: Davide Maggio

    Miglior sito cinematografico: MyMovies

    Miglior Radio: Radio DeeJay

    Miglior Canale tv: Netflix Italia

    Miglior Trasmissione tv: Crozza nel paese delle meraviglie

    Miglior Battuta: Lercio.it “Lascia il cane in auto. Giovane studente vince Masterchef Cina.”

    Miglior testata giornalistica: Il Fatto Quotidiano

    Miglior sito di satira: Lercio Notizie

    Miglior disegnatore: Zerocalcare

    Miglior testata giornalistica online: Il Post

    Miglior hashtag: #webeti

    Miglior Snapchatter: @tegamini

    Miglior Youtuber: Cliomakeup

    Miglior Influencer: Enrico Mentana

    Miglior pagina Facebook: Commenti Memorabili

    Miglior Radio o podcast online: Scientificast

    Miglior community: Feudalesimo e Libertà

    Miglior tweeter: Fiorello

    Miglior Periscope: Lidia Schillaci

    Miglior web agency: Wearesocial

    Miglior rivelazione: Tess Masazza

  • Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    La seconda, e ultima, parte dell’analisi di Blogmeter su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, evidenzia che il No prevale ancora ma il Sì in queste ultime settimane ha recuperato e ha accorciato le distanze.

    A distanza di quasi un mese dalla prima, Blogmeter rilascia la seconda, e ultima, parte dell’analisi su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale di domenica prossima, 4 dicembre 2016. Avevamo visto nella prima parte che il No era al 63,7% e che il Sì si fermava al 34%, con il 2,4% che dichiarava di astenersi. I dati aggiornati al 1° dicembre, quindi a ieri, ci dicono che il No continua a prevalere, ma il Sì in queste settimana ha recuperato qualcosa, accorciando le distanze. Vediamo insieme i dati in dettaglio.

    referendum costituzionale social media franzrusso it 2016

    Nel periodo che va dal 24 settembre al 1° dicembre, i messaggi raccolti da Blogmeter sul tema referendum sono stati 4 milioni, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. Il mese di novembre, come era chiaro aspettarsi, rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

    Guardando i dati dal punto di vista delle piattaforme più utilizzate per esprimere opinioni e pareri sul referendum, si nota che il 54% dei messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se si guarda, invece, alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram. Blogemeter rileva anche che le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani sono state oltre 1,8 milioni di messaggi.

    Andando quindi più a fondo dei pareri, l’analisi ci mostra che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. Quindi il No perde il 3,7% e il Sì guadagna il 6%.

    referendum social media 2016 blogmeter hashtag

    I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”. I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

    Grande successo, come modalità di contenuti condivisi, hanno riscosso i video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici, in particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni). Su YouTube invece hanno riscosso successo i video non ufficiali, quelli più ironici, come “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. Da segnalare anche “Referendum 2016 Hai notato che…” dei Daniele Doesn’t Matter con oltre 150.000 visualizzazioni.

    Questi i dati dell’analisi sul referendum e social media. E voi che ne pensate?

  • Gooligan, la campagna malware che ha violato oltre 1 milione di account

    Gooligan, la campagna malware che ha violato oltre 1 milione di account

    Si chiama Gooligan la nuova campagna malware scoperta dalla società Check Point, specializzata in cyber security, che ha violato fino ad ora oltre 1 milione di account Google. Questa nuova ondata di malware prende di mira i dispositivi Android con l’obiettivo di scaricare un software dal quale poi scaricare applicazioni malevoli.

    Già il nome rende bene l’idea di cosa si tratta e, ovviamente, non prelude a nulla di buono. Gooligan è una vera e propria campagna malware, realizzata da un gruppo di hacker, che ha colpito oltre 1 milione di account Google, ma i numeri sono destinati a salire perchè il ritmo degli account violati cresce di 13 mila dispositivi al giorno. Si tratta del più grave episodio di violazione che abbia mai colpito Google che, come fa sapere l’azienda, sta lavorando a stretto contatto con Check Point, l’azienda specializzata in cyber security che ha scoperto Googligan.

    gooligan android malware franzrusso it 2016

    Attraverso Gooligan vengono prelevati i token degli utenti, ossia i codici che stanno ad indicare l’identità elettronica degli utenti, utile per poi accedere ai dati di Gmail, Google Photos, Google Docs, Google Play, Google Drive e G Suite. Obiettivo è quello di prendere il controllo totale del dispositivo per poi introiti con l’installazione illecita di app da Google Play, facendole pagare ovviamente alla vittima. Secondo i dati che fornisce Check Poin, Gooligan ogni giorno installa almeno 30.000 app sui dispositivi che colpisce, ovvero più di 2 milioni di app dall’inizio della campagna. Un dato che preoccupa è che centinaia di milioni di account sono legati ad email aziendali, questo potrebbe a sua volta contribuire alla diffusione di Gooligan con conseguenze ancora peggiori.

    gooligan works check point android

    gooligan places check point-android

    E quali sono i dispositivi Android a rischio? Check Poin fa sapere che Gooligan colpisce le versioni di Android come Jelly Bean, KitKat e Lollipop, ossia circa il 74% dei dispositivi Android in uso attualmente.

    Il team dei ricercatori di Check Point ha scoperto la prima volta Gooligan nel 2015, la scorsa estate è poi riemerso sotto sotto una nuova forma e da quel momento ha infettato, come dicevamo prima, almeno 13.000 dispositivi al giorno. Il 57% di questi dispositivi è localizzato in Asia, mentre il 9% circa è in Europa; il 19% in America (Nord e Sud) e il 15% in Africa.

    Nel caso il vostro dispositivo fosse infettato da Gooligan, la soluzione sarebbe quella di formattare il dispositivo e installare un sistema operativo pulito.

    Questa la lisa delle app violate che ha fornito Check Point, prendetene nota:

    • Perfect Cleaner
    • Demo
    • WiFi Enhancer
    • Snake
    • gla.pev.zvh
    • Html5 Games
    • Demm
    • memory booster
    • แข่งรถสุดโหด
    • StopWatch
    • Clear
    • ballSmove_004
    • Flashlight Free
    • memory booste
    • Touch Beauty
    • Demoad
    • Small Blue Point
    • Battery Monitor
    • 清理大师
    • UC Mini
    • Shadow Crush
    • Sex Photo
    • 小白点
    • tub.ajy.ics
    • Hip Good
    • Memory Booster
    • phone booster
    • SettingService
    • Wifi Master
    • Fruit Slots
    • System Booster
    • Dircet Browser
    • FUNNY DROPS
    • Puzzle Bubble-Pet Paradise
    • GPS
    • Light Browser
    • Clean Master
    • YouTube Downloader
    • KXService
    • Best Wallpapers
    • Smart Touch
    • Light Advanced
    • SmartFolder
    • youtubeplayer
    • Beautiful Alarm
    • PronClub
    • Detecting instrument
    • Calculator
    • GPS Speed
    • Fast Cleaner
    • Blue Point
    • CakeSweety
    • Pedometer
    • Compass Lite
    • Fingerprint unlock
    • PornClub
    • com.browser.provider
    • Assistive Touch
    • Sex Cademy
    • OneKeyLock
    • Wifi Speed Pro
    • Minibooster
    • com.so.itouch
    • com.fabullacop.loudcallernameringtone
    • Kiss Browser
    • Weather
    • Chrono Marker
    • Slots Mania
    • Multifunction Flashlight
    • So Hot
    • Google
    • HotH5Games
    • Swamm Browser
    • Billiards
    • TcashDemo
    • Sexy hot wallpaper
    • Wifi Accelerate
    • Simple Calculator
    • Daily Racing
    • Talking Tom 3
    • com.example.ddeo
    • Test
    • Hot Photo
    • QPlay
    • Virtual
    • Music Cloud

     

  • Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    A distanza di due mesi dal rilascio per tutti gli utenti (limitato solo al desktop), Twitter Momenti comincia ad essere disponibile, per tutti, anche da mobile. La modalità di narrazione attraverso i tweet, riferiti ad un evento o ad una notizia, potranno essere gestiti anche dai dispositivi mobili, sia iOS che Android.

    Dopo aver rilasciato Twitter Momenti, esattamente due mesi fa, per tutti anche se solo limitatamente al desktop, Twitter comincia, da oggi a rilasciare la modalità di narrazione per tweet anche per i dispositivi mobili, sia iOS che Android. Un passaggio obbligato per Twitter, anche per cercare di rilanciare una modalità, molto attesa, ma che non ha riscontrato il successo che si sperava. E una delle motivazioni era proprio quella che questa modalità, che permette di raccontare un evento o una storia attraverso la raccolta di tweet, non fosse ancora disponibile per i dispositivi mobili. Questa è una modalità che avrebbe dovuto permettere a Twitter di inserirsi nel settore di “raccontare una storia” attraverso contenuti multipli, quindi collezionare veri e propri momenti, un po’ come quello che si vede su Snapchat o su Instagram Stories. Ma, a differenza dei due esempi appena citati, a quanto pare la modalità non è stata molto apprezzata.

    twitter momenti mobile

    Eppure Twitter avrebbe dovuto puntare molto su rilascio della modalità per i dispositivi mobili, non fosse altro per il fatto che l’82% degli utenti di Twitter accede sulla piattaforma proprio da mobile e che il 90% delle visualizzazioni di contenuti video avviene proprio sui dispositivi mobili. Quindi, perchè aspettare così tanto tempo? Una risposta la si può avere anche guardando il modo in cui è stata gestita questa modalità, che avrebbe potuto davvero rilanciare la piattaforma a 140 caratteri, tra lo abbiamo sostenuto diverse volte qui sul nostro blog. Inizialmente la gestione dei contenuti avveniva attraverso una redazione; solo dopo oltre un anno si è deciso di renderla accessibile a tutti gli utenti, in modo da farli diventare narratori di storie in prima persona. A pensarci prima, sarebbe stato molto meglio.

    https://twitter.com/twitter/status/803995039663726592

    Come creare Twitter Momenti da mobile

    Ad ogni modo, creare Twitter Momenti anche da mobile non è così diverso dalla modalità che abbiamo conosciuto per desktop. Dalla vostra timeline, sul vostro dispositivo iOS o Android, una volta individuato il tweet che vi sembra adatto per la vostra storia, non dovete fare altro che fare tap sulla freccia che trovate in alto al tweet sulla destra. Una volta fatto questo potete o creare un nuovo momento oppure aggiungere il tweet ad un momento già esistente. Ripetete questa operazione fino a quando non avrete collezionato i tweet che vi permetteranno rdi raccontare al meglio la storia. Dopo di che, ottimizzate il vostro momento, scegliendo anche una copertina di riferimento.

    Bene, questa è la modalità che permette di creare Twitter Momenti anche da Mobile, senza dover aspettare di raggiungere un pc per poterlo fare, un grande passo in avanti. Ma ora è necessario che Twitter spinga davvero molto su questa modalità, se vuole davvero affiancarsi a Snapchat, che con le Stories raccoglie 50 milioni di utenti al giorno su questa modalità, oppure Instagram che di utenti, attorno alle Instagram Stories ne raccoglie 100 milioni al giorno. Un’operazione non facile, certo, ma per Twitter è giunto il momento (guarda caso!) di spingere sull’acceleratore, in attesa che un buon management prenda le redini della società per traghettarla in acque migliori.

    [l’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso dovesse risultare inadeguata per i legittimi proprietari dei loghi, verrà rimossa immediatamente. Tutti coloro che volessero condividerla, sono pregati di citare l’autore]

  • Facebook accentratore di esperienze: ecco gli Instant Games su Messenger

    Facebook accentratore di esperienze: ecco gli Instant Games su Messenger

    Facebook è un ecosistema ed è sempre di più un accentratore si esperienze. Dalle utilità allo svago, Messenger sta diventando il luogo dove gli utenti possono trovare svariate opzioni. E da oggi sono disponibili anche gli Instant Games: 17 giochi disponibili in 30 paesi.

    Come abbiamo già scritto in altre occasioni, oggi Facebook non è più “solo” un social network, è un ecosistema, una piattaforma che offre diverse modalità di condivisione e interazione. Ed è sempre di più un accentratore di esperienze, ossia un luogo dove l’utente può vivere svariate possibilità di coinvolgimento. La piattaforma, all’interno di questo ecosistema, che più si presta a questo tipo di visione è proprio Messenger, l’app di chat che offre svariate possibilità, come quella di monitorare il biglietto e il proprio volo con KLM, la prenotazione di un auto Uber, la possibilità di trasferire denaro e oggi anche la possibilità di svagarsi mentre si chatta. Infatti, altra novità per oltre 1 miliardo di utenti che usano la piattaforma è quella di avere a disposizione gli Instant Games, 17 titoli da oggi disponibili in 30 paesi.

    instant games facebook messenger

    Non è la prima volta che su Messenger apre al mondo dei games, il primo gioco lanciato, nel marzo di quest’anno, è stato quello del Basket, giocato oltre 1,2 miliardi di volte; poi è stata la volta del Calcio, a luglio sempre di quest’anno, giocato 250 milioni di volte fino ad oggi. E adesso arrivato ben 17 giochi in html5 come Pac-Man, Arkanoid, Space Invaders e altri.

    I giochi si caricano in maniera veloce, anche se la risoluzione grafica non altissima, l’obiettivo è infatti quello di un intrattenimento veloce, tra una chat e un’altra. Si possono anche fare delle competizioni con gli amici.

    Instant Games sono disponibili su iOS più recenti e su dispositivi Android.

    Anche stavolta Facebook piazza un bel colpo, mettendo insieme il fatto che i games sono uno dei passatempi più apprezzati dagli utenti online e il fatto che Messenger sia una delle app più utilizzate. Tutto questo genera coinvolgimento e amplifica l’esperienza degli utenti all’interno dell’app.

    Messenger sta quindi somigliando sempre di più ad applicazioni come Line o WeChat, solo che adesso a rincorrere non è più Messenger, ma sono le altre.

  • Il Doodle di Google è per Louisa May Alcott, autrice di Piccole Donne

    Il Doodle di Google è per Louisa May Alcott, autrice di Piccole Donne

    Il doodle che vediamo oggi sulla home di Google è dedicato ai 184 anni dalla nascita della scrittrice americana, Louisa May Alcott, nota al grande pubblico per essere stata l’autrice di “Piccole Donne”.

    Il doodle che troviamo oggi sulla home di Google farà certamente fare un bel salto indietro a tanti. Il doodle è infatti dedicato alla scrittrice americana Louisa May Alcott, nota al grande pubblico per essere l’autrice di un grande romando di successo come “Piccole Donne“. E il doodle, realizzato Sophie Diao, ritrae Beth, Jo, Amy e Meg, le sorelle March, sullo sfondo si vede Laurie, l’amico di Jo, loro vicino di casa. Le vicende della famiglia March erano legate alle vicende della famiglia della Alcott e il personaggio “Jo” si basava proprio sull’autrice, con la differenza che Jo, dopo una forte diffidenza iniziale verso il matrimonio, alla fine si sposa, mentre Louisa May Alcott non si sposò mai.

    google doodle piccole donne

    Louisa May Alcott nacque a Germantown, in Pennsylvania (oggi fa parte di Philadelphia), il 29 novembre del 1832 ed era la seconda di quattro sorelle. Sin da giovanissima aveva cercato di coltivare la sua passione per la scrittura, ma date le condizioni di vita non facili per la sua famiglia a quell’epoca, dovette rimandare questo suo impegno e darsi da fare in mille lavoretti per aiutare la sua famiglia. Durante la Guerra Civile americana lavorò come infermiera volontaria al fronte, un momento in cui la Alcott scrisse molte lettere raccolte poi in “Hospital Sketches”, del 1863.

    piccole donne 1868

    E fu nel 1868 l’anno in cui arrivò il grande successo per Louisa May Alcott, quando pubblicò il romanzo “Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy“, pubblicato in due volumi (il secondo venne pubblicato nel 1869). Romanzo che venne poi unificato in un unico volume nel 1880, appunto “Piccole Donne”. In Italia le prime traduzioni risalgono al 1908 e il romanzo comparve con due titoli “Piccole donne” e “Piccole donne crescono”.

    Ma Louisa May Alcott aveva anche una grande passione per un altro genere letterario, quello per il thriller e le gothic novel. Spesso usava scrivere racconti di questi generi con lo pseudonimo di A.M. Barnard.

  • David Shing: “questa è l’Era dell’Internet delle Emozioni”

    David Shing: “questa è l’Era dell’Internet delle Emozioni”

    L’evento annuale di SAS si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non sono i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche all’innovazione e al digitale. Uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing che ha portato il suo modo di vedere e raccontare i temi che viviamo, caratterizzati dall’Internet delle Emozioni.

    Analytics, l’evento annuale di SAS, si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non solo i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche per conoscere tutto ciò che ruota attorno ai grandi temi del Digitale e dell’Innovazione. Nell’ultima edizione che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation“, uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing, Digital Prophet di AOL, grande divulgatore e interprete del processo digitale che stiamo vivendo.

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it

    Shing infatti non è mai scontato, è sempre originale. Il suo è un approccio visionario: sul palco del Marriott Park Hotel di Roma, con il suo abito che sembra uscito da un quadro di Pollock, spiega e conduce ad un ritmo sostenuto i presenti verso un percorso e una visione del tutto nuova.

    Inizia dicendo che la parola più usata oggi è “Disruption”, talmente usata che spesso neanche chi la pronuncia ne conosce il vero significato.

    Oggi tanti si dicono “disruptive”, ma cosa si intende per davvero?

    Shing cerca di spiegare cosa sta ad indicare questa parola, e lo fa dimostrandolo. Alla base di tutto, esiste un concetto che deve essere chiaro a tutti, ossia che nessuno può ignorare il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo, un processo veloce che non può essere mancato.

    Shing dimostra questo concetto attraverso esempi di realtà virtuale, di Internet delle Cose, di Internet del Tutto che diventa poi Internet delle Emozioni. Oggi “tutto è smart and beautiful“, dice Shing. A partire dal ciuccio intelligente, dal traduttore che si mette direttamente nelle orecchie, alla t-shirt collegata al giocatore di rugby, alcuni degli esempi che Shing ha citato nella sua presentazione. Sono tutti esempi di dispositivi che danno vita a Dati e che quindi necessitano di un’attività di analisi.

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it 2

    Interessante il concetto che sta dietro all’Internet of Everything (Internet di tutte le Cose) dove la E diventa “Emotions”: oggi i dispositivi a nostra disposizione, produttori di dati, sono infatti strumenti attraverso i quali raccontare delle storie. Alla nostra domanda, durante l’incontro con blogger e giornalisti, su come le aziende possono affrontare questa nuova sfida, ci ha risposto, in sintesi, così:

    Le aziende oggi devono essere pronte anche a correre dei rischi all’interno del loro processo classico di produzione dei contenuti.  – ci dice Shing – Devono comprendere che oggi il contenuto è creato dalle persone. Le aziende oggi si devono concentrare a creare Emozioni offrendo spunti da suoni, vista e movimento. Gli utenti diventano in questo modo parte attiva del processo e non più semplici utilizzatori del prodotto e del brand. Il brand deve diventare un’esperienza e gli utenti devono essere coinvolti attivamente.”

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it 2

    Stanno cambiando, sostiene Shing, i tempi: oggi il contenuto non è più circoscritto come un tempo, può arrivare da qualsiasi parte e i marketers devono farsi trovare pronti. Il contenuto, spiega ancora Shing, “oggi deve essere Rilevante, è l’unico modo per farsi notare“. E in tutto questo gioca un ruolo fondamentale il mobile, con le connessioni che in pochi anni sono cresciute del 149%. Shing introduce un nuovo concetto del contenuto, creato dalle persone (quindi da noi) che diventa una nuova forma di intrattenimento. E’ un contenuto quindi che può essere creato da chiunque e in qualsiasi momento, grazie proprio ai dispositivi mobili.

    Viviamo quindi in un’era in cui i dati sono e saranno gli elementi che aiuteranno le aziende ad assumere decisioni sempre più legate al contesto, al punto da generare analisi predittive.

    Il concetto finale a cui arriva David Shing è che oggi l’Innovazione non sta cambiando nulla, ma sta invece creando. Serve quindi una nuova visione a questo processo. Serve cominciare ad entrare nell’ottica che stiamo vivendo un’era che sta rivoluzionando la nostra vita. E quando ri rivoluziona vuol dire che si sta introducendo qualcosa di nuovo, qualcosa che non c’era prima. Questo è il senso del messaggio di Shing, smettiamola di approcciare alle innovazioni del nostro tempo con l’ottica del cambiamento, quindi di modificare. Dobbiamo invece pensare a creare cose nuove.

  • AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    AnalyticsX, la Digital Transformation passa dall’analisi dei dati

    L’evento annuale di SAS che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi ha messo in evidenza come ci stiamo sempre più avvicinando, e relazionando, sul tema degli analytics in ottica di esperienza. Il tema dell’evento targato 2016 era appunto “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation”, l’attività di analytics è quella che abilita il processo di trasformazione, si parla di digital transformation, delle aziende oggi, un processo non più rinviabile.

    E quindi, dopo aver compreso che viviamo in un’era in cui siamo sommersi da dati di ogni tipo, e le aziende non sono da meno, è arrivato il momento di concentrarsi sulla fase di elaborazione e analisi degli stessi dati, servono quindi strumenti in grado di rendere più facili queste operazioni, perché da questa fase passa il vero processo di trasformazione. Attraverso gli analytics è possibile sapere cosa conserva quel dato, è possibile dare un’interpretazione completa e fare tutte le associazioni del caso. Di conseguenza, una volta che si è riusciti a estrapolare tutte queste informazioni, si può arrivare ad estrarre il vero valore che contengono i dati, e il valore permette alle aziende di abilitare un processo decisionale più preciso e mirato. I dati, attraverso gli analytics, sono fonte di informazioni tali da guidare le aziende nell’assumere decisioni in maniera più veloce e precisa. Siamo di fronte ad un momento che tutte le aziende hanno sempre atteso, un momento che oggi è finalmente alla portata di tutti.

    analytics experience 2016 roma digital transformation

    Ma cosa serve per avviare un processo di analisi dei dati, quindi analytics? Dall’evento di Roma, #AnalyticsX, è emerso che oggi è necessario avviare un processo che faccia riferimento ad una piattaforma, un sistema che gestisca al meglio il processo di Digital Transformation. I dati, come ci ha dichiarato Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS, “da soli restano solo un potenziale non sfruttato, ecco che l’analisi dei dati può contribuire al raggiungimento di obiettivi di business e, elemento non secondario, aiutare le organizzazioni ad estrapolare Valore, elemento che prima non era possibile avere“. Randy Guard quindi specifica meglio il significato del dotarsi di una piattaforma oggi che sia basata su qualsiasi tipo di infrastruttura, quindi sul Cloud; che sia un luogo unico dal quale gestire tutti i processi; che sia aperta a tutti i reparti dell’azienda, ma aperta anche nel senso di “senza limiti“, quindi estensibile per ogni esigenza; che sia potente, quindi una piattaforma innovativa, veloce. Tutte queste caratteristiche sono già presenti in Viya, la piattaforma di SAS.

    randy guard sas rome 2016 analytics experience digital transformation
    Randy Guard, Executive Vice President e CMO di SAS

    Sta cambiando quindi l’approccio all’analytics e per questo servono piattaforme che diamo la possibilità alle organizzazioni di estrarre il Valore aggiunto che deriva dall’analisi, un valore che oggi va condiviso. Anche perché, come ci ha tenuto a sottolineare Randy Guard nel nostro incontro, “è il Valore che rappresenta l’elemento chiave che oggi hanno a disposizione le aziende per abilitare la digital transformation“.

    L’innovazione oggi passa per gli analytics, un’azienda che oggi investe nell’analisi dei dati vuol dire che sta proiettando la propria organizzazione verso un processo verso il digitale in maniera incisiva. Dall’analisi dati oggi, come abbiamo appena visto, deriva il vero Valore dei dati stessi, che altrimenti resterebbero solo elementi inespressi.

    E’ importante quindi un nuovo approccio, un nuovo modo di intendere l’analisi dei dati perché, come ha detto Fritz Lehman, Executive Vice President e CCO di SAS, “gli analytics risolvono i problemi dei clienti“.

  • Le Aspettative: quando la psicologia può aiutare davvero il lavoro digitale

    Le Aspettative: quando la psicologia può aiutare davvero il lavoro digitale

    E’ sicuramente difficile definire il concetto di Aspettativa, eppure si tratta di una componente chiave nel successo del nostro lavoro, soprattutto nell’Era Digitale e nella Comunicazione sul Web, dove viene a mancare il concreto contatto umano e si rischia facilmente di perdere anche il contatto con le proprie potenzialità.

    E’ vastissimo il numero dei settori in cui il termine Aspettativa viene usato, e – soprattutto – con definizioni differenti.
    Su Wikipedia la Sociologia parla di “una previsione ragionevolmente realistica dell’individuo circa la condotta degli altri membri della società”.
    Eppure basta solo fare capolino nella Psicologia Umana per rendersi conto che quella previsione è tutto fuorché ragionevolmente realistica.
    Qui si è di fronte ad un’Attesa, che è molto più vicina al mondo dei Desideri e delle consce o inconsce Ambizioni.
    Sane, sanissime ambizioni, così come sanissimi sono i desideri.
    Quello che vorremmo che si sia, quello che speriamo si avveri.
    A differenza del desideri l’Aspettativa, tuttavia, non sta “ferma”.
    Non attende che la realtà possa cambiare, anche solo di un pochino, senza muoversi.
    Senza darsi da fare. Solo sperando.
    L’Aspettativa contiene tutto il bagaglio di esperienze, di vissuti emotivi personali pregressi e – proprio per questo – ha un obiettivo che si prefigge di realizzare.
    E questa spinta alla realizzazione è fortissima, tanto quanto l’Aspettativa è un fattore determinante nel modo di comportarci e di stare con gli altri.
    Di comunicare, di lavorare, di aggregarsi, di isolarsi, di crescere.
    Muoversi, finché non riesce in qualche modo ad esprimersi come vogliamo veramente.
    Come siamo noi veramente.

    aspettative

    “Dentro” all’Aspettativa c’è tutto l’impegno che si è messo in passato e che si mette nel presente perché la freccia che scocchiamo raggiunga l’obiettivo.
    O gli obiettivi: perché sono tanti, tutti quelli immaginabili per realizzare le Persone che siamo.
    E noi cambiamo, cresciamo, lavoriamo, ci spostiamo su progetti differenti con ambizioni differenti.
    Le Aspettative ci seguono, sono fluide.
    Sono il nostro motore, la spinta quotidiana ad agire, perché il nostro impegno si traduca in risultati concreti.

    Facciamo, però, insieme un passo indietro.
    Se le Aspettative – com’è il più frequente dei nostri timori – sono troppo alte, abbiamo ormai capito bene che tutto si incepperebbe.
    Cadrebbe tutto.
    Risultati pratici, soluzioni concrete, progetti presenti e futuri, ambizioni, desideri, sogni.
    Autostima.
    La nostra Autostima dipende fortemente dal livello delle Aspettative che ci poniamo nel lavoro e nella vita, come già ho scritto su InSideWeb.
    Essere capaci di modulare l’altezza delle Aspettative è la carta vincente.
    Continuare a credere in se stessi è la condizione fondamentale per dare anche al lavoro maggior impegno e forza.
    Perché lo sforzo sia indirizzato davvero verso l’obiettivo giusto e lo si possa raggiungere.
    Soprattutto oggi, nell’Era Digitale, dove guardarsi negli occhi, stringersi la mano ed avere – grazie a questo – la conferma di una sana collaborazione, di un concorde obiettivo semplicemente non c’è.

    E va benissimo che non ci sia: la Comunicazione Non Verbale non esiste sul Web ed è inutile pensare di sostituirla con altro.
    E’ altro che va cambiato, oggi. Esattamente quel concetto: l’Aspettativa.
    Perché si possa imparare a modellarla, plasmarla, adattarla.
    Perché rimanga fluida.
    Sta a noi strutturarla e imparare a conoscerla fino a capire che è una potenza amica, non più estranea.
    Non più là in alto come una previsione possibile.
    L’Aspettativa diventa un’alleata, anzi, la più forte delle alleate possibili perché è una spinta che nasce da dentro di noi.
    Dai nostri desideri più reconditi e dall’unica necessità che l’essere umano ha veramente per potersi considerare felice: Autorealizzarsi.

    E allora ecco che le barriere crollano, ecco che tutto appare più semplice.
    E, se non semplice, almeno fattibile, attuabile, possibile.
    Abbiamo schierato dalla nostra parte i desideri, li abbiamo resi strumenti potenti, capaci di raggiungere qualsiasi meta sia il nostro obiettivo.
    Parliamo di Comunicazione sui Social Network?
    Non sentiremo più alcuna necessità di dimostrare qualcosa a qualcuno.
    Saremo semplicemente noi stessi, le Persone che siamo.
    E per questo susciteremo perfino sentimenti reali, concreti, come fossimo tutti lì a guardarci negli occhi.
    Piaceremo o non piaceremo, ma l’insieme delle nostre Comunicazioni andrà a costruire quel Personal Branding che più genuino è, più conquista.

    Parliamo di Marketing e di Strategie di Vendita sul Web?
    E’ a tutti sempre più chiaro che il Mercato deve rimettere al centro le Persone, farle conversare, farle confrontare, parlare con loro.
    Le aziende vincenti hanno iniziato a farlo.
    Mantenendo aperti i Canali Social per una Customer Experience efficace e concreta.
    Iniziando ad accogliere sempre di più concetti di base come l’Empatia, il Dialogo, le Emozioni che arrivano fino allo Stupore, perfino al Gioco.
    Perché far divertire il Cliente, che ormai è la Persona che dobbiamo conquistare, è una strategia efficacissima per coinvolgerlo al massimo. E noi cerchiamo e vogliamo prima di tutto il suo coinvolgimento, la sua attenzione.
    Arrivare a toccare le corde delle sue Aspettative.
    E’ allora che sceglierà noi, rispetto a tutti gli altri mille competitor, anche solo per questo.

    Non c’è bisogno di molto altro, se l’Aspettativa è un’immagine che si crea dentro di sé, è l’insieme dei desideri e delle ambizioni, perfino dei tratti caratteriali, della forza o fragilità della propria Autostima, ed è un’attesa che si può imparare ad utilizzare come arma vincente grazie a tutta l’energia psichica che ha.
    Sì, certo. Le Conoscenze.
    Quelle che si studiano o si imparano sul campo, strada facendo, cadendo e rialzandosi.
    Quelle Competenze che non tutti hanno, perché ognuno studia e lavora in ambiti diversi.
    Competenze e conoscenze essenziali sì, ma che rischiano di rimanere sterili, non condurre a nessuna meta.
    Al raggiungimento di niente, se non sono guidate e allenate dall’Intelligenza Emotiva, che ancora una volta – come sempre – realizza l’unica vera differenza.
    Passare dalla teoria alla pratica, applicare Conoscenze e Competenze al mondo umano, che cerca sì il successo dei risultati finali, ma non potrà mai ottenerlo senza Dare Parte di Sé.

    E per voi? Quanto è importante l’Aspettativa nel vostro lavoro sul Web e sui Social Network?

  • Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Ecco che Snapchat compare nuovamente come ispiratore della nuova funzionalità introdotta da Instagram. Da oggi, infatti, sono disponibili, sulla piattaforma di condivisione di immagini, anche i live e le immagini o video da condividere via Direct che si cancellano una volta visti. Ancora una volta Instagram punta a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani.

    Dopo le Stories (che oggi utilizzano più di 100 milioni di persone al giorno), la modalità di condivisione introdotta lo scorso agosto, Instagram punta a introdurre di nuovo funzionalità che hanno fatto il successo di Snapchat. Infatti le nuove funzionalità introdotte oggi non si possono definire certo originali, sono, appunto, due funzionalità che hanno caratterizzato l’app che riscontra un grande successo soprattutto tra i più giovani. Quindi, Instagram, così come accaduto con l’introduzione delle Stories, prova di nuovo a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani. E’ noto che il 90% degli utenti Instagram ha meno di 35 anni, così come è altrettanto noto che il 60% degli utenti Snapchat ha meno di 25 anni, la fascia più rappresentata è quella 18-24 anni. Bene, da questi piccoli dettagli si comprende come Instagram tenda sempre di più ad abbracciare i più giovani, avvicinandoli con funzionalità che già hanno apprezzato altrove. E quali sono queste novità introdotte da Instagram?

    Buona parte di voi ne saranno già a conoscenza, ma scopriamole insieme.

    instagram live video immagini usa getta

    Live Video su Instagram, come attivarli (e disattivarli)

    Allora, la prima grande novità, attesa da qualche settimana per la verità, è la possibilità di poter fare dei Live Video anche su Instagram. Quindi Instagram, dopo Periscope, dopo i Live Video di Facebook, entra a pieno titolo nelle piattaforme di live broadcasting. Fare un Live Video su Instagram è semplice, è sufficiente, non appena sarà disponibile anche in Italia (questione di settimane?) premere il tasto “Live” anziché scattare una foto. Da quel momento il tempo della diretta sarà per massimo 60 minuti e, dopo aver premuto il tasto “stop”, tutto scomparirà. Il video del live non sarà più visibile. Un po’ quello che succedeva fino a poco tempo fa su Periscope, la piattaforma di live broadcasting di Twitter. Ora anche su Periscope è possibile salvare le dirette per un tempo limitato sul proprio profilo, è quindi immaginabile che nel giro di qualche mese lo sarà anche per Instagram. Come sapete i Live Video, su facebook, restano visibili anche dopo aver terminato la diretta.

    Nel momento in cui un utente che seguite sta facendo un Live Video, riceverete una notifica. Nel caso in cui non siete interessati a ricevere notifiche di questo tipo, la potete disattivare da: cliccate sulla vostra immagine profilo=>Impostazioni=>Notifiche push=>Video in diretta e cliccate su “No”.

    Su Snapchat non sono possibili i Live (chissà ancora per quando) ma i video scompaiono proprio come accadrà alle dirette su Instagram, non sembra essere un caso.

    instagram live video immagini usa getta direct

    Immagini e video usa e getta su Instagram via Direct

    Altra novità, sempre in stile Snapchat, che Instagram ha introdotto oggi, è quella che riguarda la possibilità di condividere immagini o video, dalle Stories, in modalità privata via Direct, la chat interna di Instagram. I video e le immagini condivise con questa modalità scompariranno non appena il ricevente le visualizzerà. Come usare questa nuova funzionalità? Anche questa è molto semplice. Utilizzando le Stories, nell’intendo di creare una nuova storia, invece di inviare le foto o il video con questa modalità, usate per condividere il tasto che presenta la freccia rivolta verso destra che compare in basso; subito dopo scegliete l’utente, o il gruppo di utenti, a cui volete inviare il contenuto, e il gioco è fatto.

    Instagram dunque continua ad arricchire la sua piattaforma, la novità forse più interessante è quella che riguarda i Live Video, una modalità che piace molto agli utenti e che aggancia l’interesse dei più giovani: il 30% di essi ama vedere video live di amici e parenti. Inoltre, Instagram, così come Facebook, inizia a mettere in pratica la previsione di Cisco, secondo la quale entro il 2020 l’80% del contenuto sarà video.

    Allora, voi che ne pensate?