Categoria: Events & Web Marketing

In questa categoria si trovano articoli su eventi e campagne di comunicazione, web, tecnologia, social media marketing, advertising, news

  • Influencer Marketing, il viaggio come leva per creare coinvolgimento

    Influencer Marketing, il viaggio come leva per creare coinvolgimento

    Il viaggio è sempre un’occasione per creare coinvolgimento e lo è ancora di più se associato a strategie di Influencer Marketing. I dati di Buzzoole ci mostrano chiaramente come il Travel sia una leva attraverso la quale le aziende possono costruire coinvolgimento sui loro prodotti e servizi.

    Il Travel è sicuramente uno dei tanti settori che caratterizzano il mondo dell’Influencer Marketing, a fianco del food e del fashion. E sicuramente stiamo parlando di una tipologia che, a differenza delle altre, più verticali, si mostra invece più trasversale, più flessibile per la generazione di contenuti in grado di coinvolgere più utenti. I dati di Buzzoole, azienda leader nell’Influencer Marketing che tutti abbiamo imparato a conoscere, ci confermano proprio questo dato. Le aziende cominciano a guardare anche al viaggio come momento per creare coinvolgimento sui propri prodotti e servizi.

    instagram travel viaggio influencer marketing

    I dati dell’Osservatorio interno sull’Influencer Marketing dell’azienda napoletana, in seno ai “Buzzoole Rankings“, la nuova rubrica per scoprire gli influencer per settore, ci mostrano come, analizzando profili Instagram con più di 100 mila followers (Stars) e profili con meno di 100 mila followers (Rising Stars), il risultato sia proprio questo.

    L’analisi ha preso in esame la capacità di coinvolgimento dei profili per ogni post, quindi la somma dei like e dei commenti per contenuto, e anche quella dei nuovi followers acquisiti nel corso del mese di settembre 2018, un dato interessante, quest’ultimo, per comprendere la crescita del profilo in relazione alla tipologia di contenuto condivisa.

    Top buzzoole stars instagram travel

    Ebbene, la classifica Stars, quella dei profili con oltre 100 mila followers, Dorian Pellumbi (dorpell), in prima posizione con quasi 10.000 interazioni per post e quasi 2 mila followers in più in un mese. A seguire c’è Federica Di Nardo, unica donna in classifica che con il suo profilo variopinto è riuscita a generare quasi 8.000 interazioni per post (+2.500 followers in un mese). In terza posizione Alessandro Marras, sicuramente uno dei pionieri del travel blogging e attivo con il suo canale youtube “I viaggi di Ale” dal 2011 (270 followers in più). Subito dietro, rispettivamente quarto e quinto, Gianluca Bruno (+5.100 nuovi followers, il dato più alto registrato) e Gianluca Fazio (thererumnatura).

    Top buzzoole rising stars instagram travel

    Per quanto riguarda la classifica dei Rising Stars, al primo posto, a sopresa, troviamo i Miljian (likemiljian), una una famiglia che ha deciso di mollare tutto e partire alla volta di un viaggio senza fine. Lui è l’occhio dietro la macchina fotografica, lei la penna che racconta tutte le avventure, con loro due piccoli esploratori che in tenera età possono già dire di aver fatto il giro intorno al mondo. Ogni loro post colleziona oltre 6.500 interazioni (+5.500 nuovi followers in un mese), mentre poco più indietro c’è Simone Mondino, paesaggista e amante della natura che si trova in seconda posizione con un engagement per post pari a circa 5.000 (+2.500 nuovi followers in un  mese). Chiudono la classifica Andrea Caprini (andrycurious), Davide Oricchio e Gabriele Colzi che con i loro feed fanno registrare circa 4.500 interazioni a testa e, rispettivamente, 630 nuovi followers e 2.100 nuovi followers in un mese.

    Da questa analisi emerge che, nonostante i numeri non siano alti quanto quelli registrati nel mondo fashion, i Rising Stars sono in grado di essere di grande aiuto per i brand. Nel senso che, come dimostrano questi numeri, i viaggiatori “emergenti”, in termini di coinvolgimento, riescono ad essere anche più competitivi degli account più affermati. Si manifesta così uno dei trend tanto dichiarati ad inizio di quest’anno, e cioè che sono proprio gli account con un seguito più piccolo ma con grande capacità di engagement ad emergere e a risultare più interessanti per le aziende, ossia grandi brand tech, enti del turismo, catene di alberghi e compagnie aeree.

    E voi che ne pensate?

    [La foto di copertina è di Jordan Siemens, Getty Images]

  • B2B Digital Day 2018: no, il B2B non è morto!

    B2B Digital Day 2018: no, il B2B non è morto!

    B2B Digital Day, evento unico in Italia dedicato al mondo B2B, ha decretato una volta per tutte che questo segmento non è morto, anzi. Ha grandi margini di crescita. Seguendo la ricetta di Giorgio Soffiato e le dritte di Gianluca Diegoli, e tutti gli altri casi concreti mostrati durante la giornata, il B2B vivrà una seconda giovinezza.

    Se pensavate che il B2B fosse morto, allora ricredetevi e il B2B Digital Day ne é la chiara e limpida dimostrazione. Una giornata organizzata magistralmente da Marketing Arena con interventi molto interessanti e casi concreti. Appare chiaro che il B2B é vivo e “lotta insieme a noi”, tanto per stare nel tema delle citazioni. Deve forse lottare un po’ di più, questo è vero. Ma la risposta é chiara: il B2B é vivo. I margini di crescita sono tanti e tali da non lasciare dubbi. E, per iniziare dalla fine, come si è detto al termine della giornata, adesso è il momento di lavorare. Gli spunti e le idee ci sono, adesso è il momento di metterle in pratica.

    In un contesto di trasformazione digitale, come quella che stiamo vivendo, il B2B é quello che fatica di più, senza stare ad elencare le motivazioni chiare ai più, ma una su tutte è certamente legata alla lentezza con cui le aziende di questo segmento di stanno trasformando.

    Oggi il B2B deve fare marketing in un modo del tutto nuovo, deve offrire una esperienza nuova, facile, immediata, questa è davvero la sfida.

    E come farlo? Puntando sul Valore, seguendo quella che é la ricetta di Giorgio Soffiato, colui che ha ideato questo evento unico nel suo genere in Italia. E cioè, fare meglio, sicuramente, tesi quanto mai anche in questo contesto, ma adottando un processo nuovo che si basi: sulla percezione del proprio mercato; sulla relazione con la clientela; sulla definizione e  l’implementazione di proposte di Valore.

    Se c’è una “lista della spesa” allora, per seguire queste indicazioni, eccola:

    • Valore
    • Audience
    • Journey
    • Platform
    • Digital Marketing
    • Analytics

    E’ un processo da seguire passo passo che porta, alla fine, al dato, quell’elemento oggi prezioso che serve ad estrarre informazioni che prima non era possibile avere. Ecco il grande vantaggio.

    Il B2B deve sicuramente guardare al B2C, prendendone le caratteristiche tipiche, anche lo storytelling come ci ha ricordato nel suo intervento Gianluca Diegoli (qui l’intervista), devono raccontarsi perchè di storie da raccontare ce ne sono. E raccontate nella maniera corretta possono creare coinvolgimento.

    Ma Diegoli ha anche sottolineato che le aziende B2B devono essere tornare brand, devono rendersi riconoscibili: Back To Brand = B2B. Devono tornare a rendersi riconoscibili attraverso una roadmap che parte dal packaging, passa dal rafforzamento della personalità e dai valori condivisi, fino ad arrivare a stabile chiaramente un proprio status.

    In tema di casi concreti, come non citare Moleskine, grande esempio di come il B2B riesce anche a trasmettere emozioni, e loro ci riescono alla grande. Moleskine, come sapete, riproduce quel modello di taccuino usato già da Oscar Wilde, Vincent van Gogh, Pablo Picasso, Ernest Hemingway e Henri Matisse. Anche se il vero modello Moleskine è quello che usava lo scrittore Bruce Chatwin. Oggi l’azienda riesce a trasmettere emozioni realizzando taccuini personalizzati per Nespresso, Huawei e Starbucks, per citarne solo alcuni.

    Importantissimo anche il concetto espresso da Michela Guerra, Regional Head Digital Marketing, Content & Communication di SAS Italy, che ci ha ricordato che oggi il marketing è “fluido e concreto allo stesso tempo”, fatto di lavoro in team e dalle competenze delle persone. “É un marketing in continua evoluzione e bisogna essere bravi ad intercettare il cambiamento”

    É stata una intensa giornata con interventi concreti e molto interessanti. Ma non posso chiudere non citando il buon Mauro Berruto, ex ct della nazionale volley (che molti di voi ricorderanno) oggi ct della nazionale di tiro con l’arco, che ha illuminato tutti con il suo grande intervento partendo da quella che è passata alla storia come la più breve poesia mai scritta in inglese: “Me, we“. Autore Muhammad Alí, si il più grande pugile di tutti i tempi si dilettava con le poesie. Ebbene, “Me, We” é la stessa frase di “We, Me”, se provate a capovolgerla otterrete proprio questo risultato.

  • B2B Digital Day 2018, intervista a Gianluca Diegoli: ‘il B2B ha molto da imparare dal B2C’

    B2B Digital Day 2018, intervista a Gianluca Diegoli: ‘il B2B ha molto da imparare dal B2C’

    Mancano ormai pochi giorni al B2B Digital Day, l’unico evento in Italia interamente dedicato al marketing B2B ai tempi del digitale, che si terrà al Milano il prossimo 10 ottobre. Il tema di quest’anno è “Il B2B è morto? Riflettiamoci!” e su questo abbiamo intervistato uno degli speaker della giornata, Gianluca Diegoli: “il B2B ha molto da imparare dal B2C”.

    Mancano davvero pochi giorni al B2B Digital Day 2018, l’unico evento in Italia interamente dedicato al marketing B2B ai tempi del digitale, che si terrà al Milano il prossimo 10 ottobre. Il tema di questa edizione, che è anche una provocazione, è “Il B2B è morto? Riflettiamoci!“, un tema molto interessante che punta ad affinare e migliorare strategie per un settore che vuole migliorare il modo di fare marketing nell’era del digitale. E per comprendere meglio il tema, abbiamo intervistato uno degli speaker della giornata, tra i più attesi: Gianluca Diegoli.

    B2B Digital Day 2018 Gianluca Diegoli

    Ma il B2B è davvero morto?

    Nessuna azienda acquista, sono sempre persone che lo fanno. Ma la morte per assorbimento nel “human to human” o “business to people” è quanto meno frutto di una generalizzazione suggestiva ma errata. Le aziende b2b devono imparare tanto dal b2c, in cui il marketing è stato “messo alla prova” molto più pesantemente e precocemente dalla trasformazione digitale, ma non copiare. Le differenze sono talmente tante, non ultimo il fattore decisivo del rischio percepito, che fanno pensare a due modelli di marketing ancora profondamente differenti, da ibridare ma non da confondere.

    Quali sono, secondo te, i canali e gli strumenti digitali su cui il B2B deve puntare?

    Non credo ci siano canali e strumenti validi per ogni settore e ogni azienda. Il ragionamento deve partire dalla ricerca di quali sono i momenti di contatto raggiungibili con il miglior costo/beneficio, e quali sono i trigger peculiari che agganciano l’utente e lo tengono attaccato al nostro brand. A proposito di brand, il b2b deve trovare il modo di rendere il prodotto brand-led, cioè guidato da un feeling unitario che va dalla progettazione al post vendita. Non si tratta di tool digitali migliori di altri, ma di usare il digitale per collegare tutti i punti di contatto.

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    Richiedi il tuo invito!

    B2B Digital Day invito
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    Una recente ricerca di Clutch ha rilevato che ancora oggi sono fondamentali, per i contenuti B2B, la SEO, i Social Media e i Blog. tu che ne pensi?

    Non è, a mio avviso, la scelta degli strumenti a essere fondamentali, ma l’analisi dei gap che ci sono ancora nel flusso di acquisto di molti prodotti e servizi b2b. Poca informazione disponibile, spesso fruibile in modo difficoltoso, poco contenuto di valore inserito nei famigerati siti vetrina, poca personalizzazione dei touchpoint dentro e fuori dal sito e dal digitale, una resistente centricità di prodotto anziché verso le necessità del cliente. È chiaro che in un quadro del genere è più che probabile che contenitori come blog, strumenti rapidi e immediati, anche su domande “di coda lunga”, per il cliente come la SEO, e attivatori di domanda latente sui bisogni del target come i social media, abbiano anche in futuro un ruolo decisivo.

    Quali sono i trends futuri che interesseranno il B2B nel prossimo futuro?

    Sicuramente la consumerizzazione dei customer journey di molti prodotti b2b che il consumatore aziendale vuole acquistare rapidamente, comodamente e ovviamente economicamente. Credo inoltre che la multimedialità diventerà molto più diffusa: sia in fase di aggancio sui bisogni, sia in fase informativa, sia in fase post-vendita. Il mobile tende a entrare pesantemente nelle opportunità di prevendita, grazie anche a realtà aumentata, app “monofunzione” industriali. E poi c’è tutto il discorso di nuovi business model abilitati da prodotti connessi, che possono essere venduti (anzi, usati) in pay per use.

    Richiedete subito l’invito per partecipare a B2B Digital Day 2018. #B2BDigitalDay è poi l’hashtag ufficiale per prendere parte alle conversazioni sui social media, da seguire.

    InTime Blog è partner media dell’evento e saremo lì il prossimo 10 ottobre per raccontarvi l’evento live e per approfondire i temi della giornata con alcuni speaker dell’evento.

     

  • Torna il B2B Digital Day, ma il B2B è davvero morto?

    Torna il B2B Digital Day, ma il B2B è davvero morto?

    Dopo il grande successo della scorsa edizione, torna il B2B Digital Day e quest’anno il tema, anche provocazione, è “Il B2B è morto? Riflettiamoci!”. L’evento si terrà mercoledì 10 ottobre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, a partire dalle 9,30. Tra gli speaker, oltre a Giorgio Soffiato, che abbiamo intervistato, ci saranno anche Gianluca Diegoli e Chiara Davanzo.

    Ma il B2B è davvero morto? Parte da questa provocazione la nuova edizione del B2B Digital Day, davvero l’unico evento in Italia interamente dedicato al marketing B2B ai tempi del digitale. L’evento L’evento si terrà mercoledì 10 ottobre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, a partire dalle 9,30, ed è organizzato da Marketing Arena, agenzia di marketing già premiata da Deloitte, fondata da Giorgio Soffiato.

    La domanda di partenza sarà, quindi, il punto di partenza per l’analisi e lo studio di nuove dinamiche e sviluppi del mondo B2B, per scoprire come i cambiamenti tecnologici hanno impattato nelle strategie e nei framework di lavoro. L’evento sarà diviso in due parti, un primo momento dedicato all’analisi di casi di studio ad opera di manager di grandi brand e PMI, ed una seconda parte in cui saranno esplosi concetti e pratiche di marketing, dal content alle campagne su motori di ricerca e social media.

    b2b digital day 10 ottobre 2018

    Ad aprire la giornata sarà proprio Giorgio Soffiato e dopo seguiranno gli interventi di tanti esperti che si preannunciano molto interessanti. E quindi ci saranno:

    • Gianluca Diegoli, Professore IULM
    • Stefano Luperto, Head of Marketing di Bluenergy
    • Chiara Davanzo, Brand Manager, Brand & Digital Engagement di Arper e Preriit Souda, Data Science Director, PSA consultants Ltd che presenteranno in esclusiva un progetto di ricerca sviluppato in ottica internazionale
    • Francesco Lepre, Managing Director EMEA di Moleskine
    • Riccardo Zanardelli, Digital Business Development Manager di Beretta
    • Alessandro Facco, Head of Performance di Marketing Arena

    Seguirà una tavola rotonda, moderata da Veronica Civiero di Lancôme, che vedrà protagonisti Michela Guerra per SAS Italy, Andrea Mariella per Punto Ciemme, Raffaele Zingone per BANCA IFIS e Gabriele Maramieri per Quintegia in un confronto sul rapporto tra PMI e digitale, dinamiche di filiera e di B2B.

    La conclusione dell’evento è invece affidata a Mauro Berruto, Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Olimpiche di Tiro con l’Arco, che racconterà come motivazione e lavoro di squadra siano fondamentali anche in un contesto B2B, composto e mosso da persone.

    B2B Digital Day 2018 invito

    Per tutti coloro che volessero ottenere un invito per partecipare alla giornata, il link è questo, il consiglio è quello di affrettarvi.

    E per questa occasione, abbiamo intervistato Giorgio Soffiato che ci ha presentato meglio l’edizione 2018 di B2B Digital Day.

    Come nasce B2B Digital Day?

    B2B Digital Day nasce da un’idea di circa due anni fa, nasce come un momento di acculturamento necessario per le aziende sui temi del digitale. Si potrebbe dire che le aziende B2B sono le nuove PMI, vuol dire che le piccole e medie imprese molto spesso hanno delle dinamiche proprie, come il B2B e almeno noi a Marketing Arena per il posizionamento e visione che ci diamo abbiamo capito che queste dinamiche non possono essere sempre soddisfatte da noi.

    Abbiamo invece capito che incrociando una matrice tra grandi imprese e PMI e mercato B2C e B2B noi eravamo molto più bravi ad operare su questo cluster di mercato che quello del B2C. Abbiamo quindi provato, invece di essere attivi rispetto ai clienti che ci chiamano, di essere proattivi, quindi cercare di andare a prendere questo mercato.

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    B2B Digital Day 2018, intervista a Gianluca Diegoli: ‘il B2B ha molto da imparare dal B2C’

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    Come si fa a prendere questo mercato? Non aveva senso per noi andare a lavorare sul “mare magnum” di eventi del digitale come potrebbe ad esempio essere lo IAB Forum, che rispettiamo, che ci piace un sacco e dove andiamo a imparare, però non c’era un evento per noi di riferimento e abbiamo deciso di crearlo. Abbiamo deciso di creare un evento gratuito e su invito perchè comunque tutte le aziende che vogliono essere acculturate è giusto che lo siano, però siccome abbiamo sempre posti limitati e lo facciamo a Milano e, lo dico senza problemi, per un tema di posizionamento del nostro business, non abbiamo tanti posti,  cerchiamo purtroppo di lasciar fuori agenzie e comunque i professional perchè l’obiettivo del B2B Day è quello di acculturare le aziende. Un domani, nessuno esclude un’accademia anche per i professionals.

    Quali sono, secondo te, le leve su cui deve puntare il B2B per sfruttare al meglio il Digitale?

    Mi aggancio a questa domanda con il payoff e il claim di quest’anno che è “il B2B è morto? Molti ci dicono che non ha senso parlare di B2B perché siamo in un contento B2P (Business to Person), siamo in un contesto Human to Human, secondo noi non è vero. Secondo noi Business to Person è una “conditio sine qua non” per lavorare, ma il B2B vive delle dinamiche assolutamente particolari che sono riassumibili in:

    • un nuovo patto necessario tra marketing e sales, quindi il fatto che chi fa marketing, quindi genera lead e chi fa vendita deve in qualche modo divenire una realtà quasi unica attorno al mondo della customer experience e questa è una tipicità del B2B
    • le dinamiche di lead generation, che sono dinamiche di lead generation, campagna advertising Facebook, social media e siti web e lead management, quindi CRM, che sono molto diverse dalle dinamiche B2C perchè nel B2B non è detto non si veda un e- commerce però sicuramente molto spesso si parla di generazione di lead su cui poi una forza commerciale va a lavorare.
    • content marketing che molto spesso è un tema di content, narrativo e di supporto alla lead generation e non è un tema di per forza di entertainment. Noi giochiamo sempre su questa crasi che si chiama edutainment (la fusione tra education e entertainment) sicuramente è l’educazione la leva da cui stare attenti.

    Uno dei temi che toccheremo è quello dell’imbuto/funnel. Ci sono oggi due dicotomie, cosa pure curiosa, tra chi, il funnel marketers, che dice che il funnel è assolutamente vivo e vegeto, qualcun altro che dice che il funnel non esiste, sta andando in questa direzione anche hub spot con i suoi ultimi convegni, ma così come quando parla di costumer journey McKinesy e quant’altro. Probabilmente la verità sta nel mezzo però sicuramente uno dei temi che toccheremo è come gestire il processo di creazione di lead e sviluppo in un qualche modo di una macchina da lead, anche se è tutt’altro che banale. Quindi differenze nel content, differenze nella gestione del marketing e nuovo patto con i sales necessario. Questi sono i temi che toccheremo di più.

    Lo faremo con una platea, ma anche un palco di relatori da un lato divertente perchè toccheremo anche i temi della motivazione con ospiti che vanno oltre le edizione del B2B precedente, ma anche con un’apertura importante di aziende di alto livello che verranno a raccontare le dinamiche che le caratterizzano.

    Quindi la giornata è importante, è pure gratuita e credo che sarà un momento di importante qualità.

    Per noi la conferma di dove vogliamo andare, quella che è la vision e la mission di un gruppo di lavoro come Marketing Arena che oggi prende a bordo una trentina di persone con un’idea comune. 

    A questo punto non resta che richiedere subito l’invito per partecipare a B2B Digital Day 2018. #B2BDigitalDay è poi l’hashtag ufficiale per prendere parte alle conversazioni sui social media, da seguire.

    InTime Blog è partner media dell’evento e saremo lì il prossimo 10 ottobre per raccontarvi l’evento live e per approfondire i temi della giornata con alcuni speaker dell’evento.

  • Surf The Market, ecco la prima webapp al mondo di marketing scientifico

    Surf The Market, ecco la prima webapp al mondo di marketing scientifico

    Obiettivo di tanti è quello di trasformare i dati in conoscenza. Per certi versi è già possibile, ma se per questo processo usassimo il marketing scientifico? Dallo studio di Francesco Sordi nasce Surf The Market, la prima webapp di marketing scientifico che permette di raccogliere i dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti.

    Individuare una precisa funzione del Marketing non è semplice, ma, senza andare troppo lontano, una di queste è quella di elaborare strategie commerciali che possano offrire all’azienda la possibilità di incrementare le vendite e di poter entrare più “in sintonia” con la propria clientela. Queste operazioni poi producono molti dati, ossia il vero valore che più di tutti oggi serve alle aziende, per migliorare le prestazioni commerciali, per migliorare i propri prodotti, per conoscere meglio i propri clienti. Ora, sappiamo bene l’importanza che abbia oggi trasformare i dati in conoscenza, fare in modo che da questi dati si possa trarre tutta un serie di informazioni essenziali per le aziende. Ed è per questo che oggi, in anteprima assoluta qui sul nostro blog, vogliamo parlarvi di Surf The Market, la prima webapp di marketing scientifico che permette di raccogliere i dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti.

    surf the market webapp

    Cos’è il Marketing Scientifico

    Prima di scoprire meglio l’applicazione, facciamo un passo indietro definendo, brevemente cos’è il Marketing Scientifico. Molti di voi sono a conoscenza del fatto che ad oggi vengono riconosciuti tre tipi di Marketing: Marketing Analitico, Marketing Strategico e Marketing Operativo. Nel corso degli ultimi anni si sta facendo sempre più strada anche il Marketing Scientifico, ossia l’applicazione del metodo scientifico al Marketing.

    Questa disciplina nasce nel 2000 all’MIT di Boston, da due luminari della materia quali Kevin Clancy e Peter Krieg. La loro idea fu quella di cercare di unire due mondi sino ad allora distanti: il marketing e l’approccio scientifico. Nascono così teorie e modelli per giungere a scelte precise attraverso la raccolta e l’analisi incrociata di diversi dati. Ora quei principi sono stati tradotti in algoritmi, sulla base dei quali lavora Surf the Market.

    Cos’è e come nasce Surf The Market

    Francesco Sordi, imprenditore, docente, uno dei primi a credere nel Marketing Scientifico in Italia, ama raccontare l’approccio scientifico al marketing attraverso la metafora del surfer. Egli si muove su una superficie liscia e bagnata a cavallo di una forza impetuosa quanto imprevedibile come l’onda del mare. Lo fa attraverso il sistema propriocettivo, costituito dai neuropercettori che inviano migliaia di segnali al cervello, che li elabora in tempo reale per restituire ad ogni parte del corpo le indicazioni per muoversi e mantenere l’intero sistema in perfetto equilibrio, per governare l’onda e non subirla.

    Allo stesso modo, nella similitudine, il marketer deve raccogliere dati, trasformarli in strategia per operare in modo tempestivo piccole e costanti azioni al fine di agire nel mercato in modo profittevole.

    Come funziona Surf The Market

    La webapp permette di raccogliere dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti. Gli algoritmi traducono in tempo reale tutti i dati in un cruscotto decisionale che rivela elementi quali:

    • Il fattore su cui basare il proprio posizionamento di brand o di prodotto
    • I bisogni da far emergere nei clienti per aumentare il mercato potenziale
    • I fattori sui quali migliorare la propria offerta
    • I segmenti di target più interessanti e profittevoli
    • Le migliori strategie per i diversi target obiettivo
    • I concorrenti più agguerriti e pericolosi
    • Nuove opportunità di business in ottica di startup.

    Surf the Market si presenta ai potenziali utenti secondo un modello Freemium: troviamo infatti una versione Free che permette di scoprire quasi in ottica di gamification la logica di base della webapp, una versione Trial della durata di 20 giorni per scoprire tutte le funzionalità e tre diversi livelli Premium in base alle esigenze di utilizzo.

    Alla domanda: “In sintesi, quale ritieni essere l’elemento di maggior valore di Surf the Market?” Francesco Sordi ha risposto:

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Fino a ieri un’azienda o un’agenzia che avesse voluto fare un’analisi strategica secondo i principi del marketing scientifico, avrebbe dovuto:

    1. studiare il marketing scientifico
    2. raccogliere i dati in modo corretto
    3. saper intrecciare ed elaborare i dati
    4. saper estrapolare dai dati indicazioni strategiche chiare.

    Con Surf the Market 3 punti su 4 spariscono. Rimane la raccolta dei dati, che è inoltre guidata dagli step sequenziali proposti. Quindi, in estrema sintesi direi: puoi fare un lavoro migliore in modo estremamente più veloce e puntuale di prima.[/box]

    A questo punto, non ci resta che invitarvi a visitare il sito di Surf The Market do ve potete da subito trovare tutte le informazioni e avere la possibilità anche di cominciare ad utilizzare l’app in versione free. Inoltre potete entrare in contatto con Francesco Sordi su Facebook, Twitter e LinkedIn.

  • L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    Con un tweet dall’account ufficiale, Apple ha invitato gli utenti a guardare lo streaming dell’Apple Event del 12 settembre anche su Twitter. Mettendo un like sul tweet, gli utenti riceveranno gli aggiornamenti utili per seguire la diretta che partirà dalle ore 19 italiane.

    Dopo aver esteso la possibilità di poter seguire il live dell’ultimo WWDC anche su browser come Chrome e Firefox, prima era solo limitato a Safari e Edge, Apple permetterà agli utenti di seguire l’Apple Event anche in live streaming su Twitter. E ad annunciarlo è il colosso di Cupertino dal suo account ufficiale. Con il tweet gli utenti sono invitati a mettere un like per poi ricevere tutti gli aggiornamenti per seguire l’atteso evento. Apple usa Twitter solo con la modalità “promoted only”, nel senso che i contenuti condivisi sono in realtà degli annunci pubblicitari. Questo spiega perchè l’account abbia oltre 2 milioni di follower e zero tweet.

    evento apple 12 settembre 2018

    L’annuncio infatti è destinato solo ad utenti che rientrano nel target imposto da Apple. Ma, in ogni caso, si tratta di un evento nell’evento, essendo la prima volta che Apple apre le sue porte addirittura a Twitter per seguire un evento importante come quello di domani 12 settembre 2018.

    E poi, a scanso di equivoci, e per rispondere a tanti stanno sollevando dubbi sulla reale possibilità di seguire l’evento su Twitter, il tweet dice chiaramente “to watch” per vedere l’evento sulla piattaforma da 280 caratteri. Infatti, sarà lì che potrà essere seguito l’evento. Apple non ha fatto alcuna partnership con Twitter per rendere possibile seguire l’evento direttamente sulla piattaforma di Jack Dorsey.

    L’evento inizierà alle ore 10 della California, quando in Italia saranno le ore 19, e potrà essere seguito sul sito Apple Events e anche su Apple Tv.

    Quindi se siete dei veri utenti appassionati dei prodotti Apple e se volete quindi conoscere in tempo reale il nuovo iPhone che sarà presentato domani, insieme ad altri prodotti, non vi resta che mettere like (il cuoricino) sul tweet e ricevere gli aggiornamenti.

  • Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter da oggi dedica un fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​ ​#PrevenzioneSuicidio #GMPS2018​ ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Twitter è sempre al fianco delle associazioni che si attivano per prevenire e per affrontare i grandi problemi che attanagliano le nostre società. E un’occasione come queste è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​  ​#PrevenzioneSuicidio​  ​#GMPS2018​  ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi ogni anno sono circa 800.000, vale a dire una persona ogni 40 secondi. A livello globale, il suicidio è la seconda causa di morte tra le persone in età compresa tra i 15 e i 29 anni.

    twitter giornata prevenzione suicidio

    Prevenire il suicidio rimane una questione estremamente delicata e complessa, ma Twitter ritiene che sia importante che le persone in difficoltà vengano ascoltate e che possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno.
    Le numerose community su Twitter sono una fonte di supporto positivo e possono incoraggiare gli utenti più in difficoltà a non farsi del male e a cercare un sostegno da parte di professionisti.

    Inoltre, le ONG spesso usano Twitter come canale per identificare e raggiungere persone vulnerabili con cui altrimenti non potrebbero avere contatti e per diffondere ulteriormente gli importanti servizi che forniscono.

    emoji gif twitter giornata prevenzione suicidio

    La presenza di queste organizzazioni rappresenta il trend globale con cui i servizi per la salute mentale si stanno sempre più digitalizzando per andare incontro alle esigenze della società e soprattutto per raggiungere il target dei giovani. Le organizzazioni per la salute mentale offrono servizi fondamentali tramite i canali digitali e tramite le più importanti piattaforme social, che hanno visto un incremento nell’utilizzo e che riflettono il modo in cui la società comunica oggi.

    Twitter ha uno ​strumento specifico per segnalare ​le persone che minacciano di suicidarsi o di farsi del male e un team specializzato che si occupa di analizzare le segnalazioni. Una volta ricevuta una segnalazione del genere, Twitter contatta l’utente segnalato e gli/le indica che c’è qualcuno che ha segnalato che potrebbero essere a rischio. Successivamente Twitter fornirà all’utente segnalato le risorse online e offline disponibili e lo incoraggerà a cercare aiuto.

    Inoltre, Twitter darà le informazioni relative all’​Help Centre sia alle persone che potrebbero pensare o al suicidio o a farsi del male, sia alle persone che si preoccupano per un altro utente di Twitter.
    Twitter ritiene che le partnership e le iniziative in questo ambito diano un importante contributo agli sforzi in corso per affrontare una tematica così seria e delicata.

  • The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    Di sicuro sarà ricordato come il matrimonio social dell’anno, nonostante tutto, ma resta il fatto che “The Ferragnez” è stato un evento che ha coinvolto più di 9 milioni di utenti sui social media. In collaborazione con Talkwalker abbiamo rilevato quelli che sono i numeri dell’evento: 336 mila contenuti condivisi e quello più condiviso non poteva essere che di Chiara Ferragni.

    E’ stato l’evento di cui più si è discusso negli ultimi giorni, un evento che sui social media è stato più volte ricordato come matrimonio dell’anno. Senza esagerazione è così, The Ferragnez è stato un evento che ha coinvolto, in maniera diretta, oltre 9 milioni di utenti, quindi, è a pieno titolo uno degli eventi più seguiti dell’anno sui social media. Questo va detto qualsiasi siano le opinioni a riguardo, in maniera del tutto oggettiva. Per questo motivo, insieme a Talkwalker, nostro partner di social analytics ormai da anni, abbiamo voluto indagare meglio. Dalla nostra indagine ne viene fuori che si tratta di numeri elevati, considerando i tre giorni dell’evento matrimonio. Si è discusso molto in questi giorni dell’evento dal punto di vista della comunicazione, del marketing, delle sponsorizzazioni (opportune o meno) che evidentemente ci sono state. Questo nostro contributo, meramente analitico, vuole fornire qualche elemento in più a queste discussioni, vuole aggiungere quel qualcosa in più, senza pretesa ovviamente, che permette di fare un’analisi più accurata di tutto quello che è stato l’evento The Ferragnez.

    the ferragnez chiara ferragni fedez social media

    A questo proposito, vogliamo segnalare due contributi che possono aiutare a fare questa analisi. Il primo è il post di Insopportabile che nel suo blog fa un’analisi dal punto di vista della comunicazione, mettendo in chiaro come questo evento dimostri che “unica differenza è che l’esclusiva la gestiscono loro, i diritti li gestiscono loro, i contratti e gli introiti li gestiscono loro. Un modello di business applicato da manuale”. Il secondo contributo che vogliamo segnalarvi è la riflessione che fa Luca La Mesa mettendo in relazione l’elevata audience delle stories di Fedez, oltre 3 milioni vi visualizzazioni, rispetto a quelli che sono i dati Auditel dei principali canali televisivi. Un raffronto interessante che abbiamo ripreso nella nostra analisi, mostrandovi un ulteriore esempio che può aiutare nella riflessione di La Mesa.

    the ferragnez social media totale

    Detto questo, vediamo rapidamente i dati della nostra analisi. Nel nostro computo abbiamo considerato l’hashtag ufficiale #TheFerragnez insieme a quello che è stato poi a lungo in trending topic su Twitter, cioè #ferragnez. A questi, abbiamo poi aggiunto “Chiara Ferragni” e “Fedez“. Abbiamo quindi deciso di analizzare in maniera semplice quelli che sono stati i temi più condivisi. Da questa analisi è venuto fuori che i contenuti condiviso sono stati 336 mila, dove #TheFerragnez raccoglie il 33,4% delle condivisioni totali. Tra i due coniugi, Fedez è stato il più citato con il 27,9% rispetto al 15,2% di Chiara Ferragni. Notate, dalla grafica in alto come l’hashtag #ferragnez sia stato il più usato nella giornata di sabato 1° settembre. Gli utenti unici sono stati 69.600.

    the ferragnez social media tipi media

    Come vedete dal grafico qui sopra, Twitter è stato il canale social più utilizzato con il 92,1% dei contenuti condivisi. Instagram ha totalizzato il 4,4% dei contenuti condivisi, circa 11 mila, ma va detto, come vedremo più avanti, che la maggior parte dei contenuti più condivisi, e l’influencer in assoluto, provengano proprio da Instagram.

    The Ferragnez, il sentiment

    Il sentiment dell’evento è positivo, l’unico momento rosso rilevato dall’analisi riguarda le discussioni nate sulle sponsorizzazioni, in particolar modo su Alitalia.

    the ferragnez social media sentiment

    the ferragnez social media sentiment

    Come potete notare, in ogni caso, il 77,8% degli utenti ha espresso un sentimen prevalente sulla “gioia”.

    The Ferragnez, engagement e utenti

    Proseguendo con la nostra analisi, arriviamo forse al dato più importante, dopo quello del totale delle conversazioni. La nostra analisi ha rilevato un numero enorme di impressions, quindi il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione, che è in questo caso di 302,7 miliardi. Ma il numero davvero interessante, come diciamo sempre, è quello relativo all’engagement effettivo, al coinvolgimento netto, ossia al numero di persone che hanno espresso un’azione concreta. In questo caso gli utenti effettivamente coinvolti sono 9,3 milioni.

    the ferragnez social media engagement

    Nel solo giorno del matrimonio l’engagement è stato di 3,8 milioni.

    E questo invece è il dato riguardo a scoprire chi sono stati gli utenti che hanno seguito l’evento sui social media. Il 69,3% erano donne, mentre il 31,7% uomini. Notare come il grosso dell’audience avesse un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; la fascia di età 18-24 anni è quella poi più presente.

    the ferragnez social media utenti

    Questi i temi più condivisi durante la tre giorni di evento:

    the ferragnez social media temi

    E questa è la “mappa di calore” delle condivisioni a livello globale, l’Europa ha partecipato molto attivamente. Ma non sono mancate condivisioni dagli Usa e dal Sud America.

    the ferragnez social media mappa di calore

    The Ferragnez, influencer e contenuti più condivisi

    Ora passiamo al tema contenuti più condivisi e infuencer dell’evento. Come già anticipato, l’influencer in assoluto è stata proprio Chiara Ferragni con il post del secondo abito del matrimonio pubblicato su Instagram domenica 2 settembre:

    https://www.instagram.com/p/BnO4Q6XHbYY/

    Oltre 1,2 milioni di like e questa è la virality map del post

    the ferragnez social media contenuto mappa viralità

    Questi poi gli altri influencer dell’evento, sempre da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BnMQ3SvlOQq/

    https://www.instagram.com/p/BnJCZCqBS3D/

    https://www.instagram.com/p/BnMWTrnAjVb/

    https://www.instagram.com/p/BnPXIDjDf7e/

    Questi invece sono gli influencer su Twitter con @supermodeldaily accoun più coinvolgente, seguito da @trash_italiano; terzo @Fedez:

    the ferragnez social media influencer twitter

    L’evento è stato molto seguito anche dai media, questa è la classifica di quelli più influenti dove si vede Vanity Fair come il più coinvolgente:

    the ferragnez influencer social media news

    The ferragnez, i tweet più condivisi

    E ora passiamo a vedere la solita nostra carrellata dei tweet più coinvolgenti relativi all’evento The Ferragnez. Quello più condiviso è proprio di @Fedez:

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1036003794356789249

    https://twitter.com/Valenteena_/status/1035513776878116865

    https://twitter.com/ElenaMTRP/status/1035442253626568705

    https://twitter.com/imdesperate91/status/1035474281516490752

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1035943850219659265

    https://twitter.com/jbowerslaugh/status/1035938438644740096

    https://twitter.com/__CrazyWoRlD__/status/1035478341392973826

    https://twitter.com/laspassosa/status/1035554119283613696

     

    Ecco, questo è il nostro resoconto dell’evento The Ferragnez, grazie al nostro partner Talkwalker. Sperando che questo possa contribuire ad arricchire le analisi che riguarderanno questo evento.

    E voi che ne pensate?

  • Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Hashtag Day, quando per sapere cosa succede nel mondo basta un cancelletto

    Il 23 agosto è l’Hashtag Day, il cancelletto, che è ormai il vero segno distintivo di Twitter, fece proprio la sua comparsa in questa giornata del 2007, 11 anni fa. E’ la modalità che più di ogni altra permette di personalizzare l’uso dei 280 caratteri. Ogni giorno se ne condividono ben 125 milioni.

    Fateci caso, quando pensate a Twitter immediatamente lo associate ad un cancelletto, all’hashtag. E questo vale di più oggi, 23 agosto, giorno in cui si celebra il compleanno dell’hashtag che fece la comparsa in questa giornata, nel 2007, 11 anni fa. Ecco perchè oggi si festeggi su Twitter #HashtagDay. Nel corso degli anni il cancelletto ha assunto sempre più importanza sulla piattaforma di Jack Dorsey e compagni, al punto da diventarne l’elemento davvero distintivo della piattaforma, non più a 140 caratteri. L’hashtag, tra l’altro è l’elemento che più di ogni altro permette di personalizzare l’uso della piattaforma che nel frattempo è cresciuta fino a 280 caratteri.

    L’hashtag è anche diventato sinonimo di informazione, di notizie. Quando uno vuole sapere cos’è successo nel mondo, aprendo Twitter, la prima cosa che si fa è dare un occhio alla colonna di sinistra, quella dei trending topics, dove vengono elencati tutti gli argomenti più discussi sulla piattaforma.

    hashtag day 2018

    Sapete chi introdusse l’hashtag nel 2007 (lo avevamo raccontato anche lo scorso anno in occasione del decimo compleanno)? Fu Chris Messina, quando nel suo tweet scrisse #barcamp

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E223115412&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.franzrusso.it%2Fcondividere-comunicare%2Ftwitter-deve-molto-al-cancelletto-hashtag-compie-10-anni%2F

    Nate Ritter, imprenditore del settore IT, fu poi il primo utente ad usarlo. E lo fece il 23 ottobre del 2007raccontando, in quello che può essere definito il primo vero live tweeting della storia, di uno spaventoso incendio a San Diego, in California utilizzando #sandiegofire. Questo in basso è il primo tweet di una lunga serie:

    Tanto per essere chiari, e per rispondere ancora una volta a chi dice che l’hashtag “non lo ha inventato Twitter”, in effetti il cancelletto fece la sua prima comparsa verso la metà degli anni ’90 in poi e veniva usato sulle prima chat proprio per creare delle “camere di conversazione” tra gli utenti.

    Ma quali sono gli hashtag più usati in Italia nell’ultimo anno? Eccoli:

    • #m5s
    • #roma
    • #pd
    • #salvini
    • #italia
    • #renzi
    • #gfvip
    • #dimaio
    • #nominoermalmeta
    • #napoli

    Notate come la politica, nell’anno delle elezioni politiche sia molto presente in questa classifica con cinque hashtag. E non poteva mancare il GF Vip. Notate anche come, tra quelli più usati nell’anno, non ci sia il calcio, proprio nell’anno in cui, per la prima volta nella sua storia, la nazionale di calcio non si è qualificata per i mondiali di Russia 2018.

    E allora, buon hashtag a tutti!

  • Ecco #5azioni, la prima social academy sulla salute. Segui la diretta

    Ecco #5azioni, la prima social academy sulla salute. Segui la diretta

    #5azioni, la prima Social Academy sul diabete e sulla salute sviluppata su Facebook e su Twitter con il supporto di esperti del settore. Segui la diretta con noi dalla Comunità di San Patrignano (Rimini). Parteciperanno, tra gli altri, anche Paolo Iabichino e Barbara Sgarzi.

    Ci sono eroi che ogni giorno combattono la propria battaglia. E lo fanno con coraggio, con determinazione, perseveranza. Come Claudio Pelizzeni che nel 2014, a 33 anni, ha lasciato il lavoro in banca per seguire il suo sogno: riuscire a fare il giro del mondo senza prendere neanche un aereo. Con un compagno di viaggio: il diabete.
    Claudio ha deciso di documentare ogni giorno la sua esperienza online attraverso il video blog Trip Therapy. Perché condividere, fare rete grazie al digitale, può aiutare tutti quegli eroi che combattono la propria battaglia quotidiana, qualunque essa sia.

    Secondo il Diabetes Web Report 2017, il diabete è ai primi posti tra i temi di salute più cliccati sul web in Italia. Il 51% delle menzioni proviene da risorse web, mentre il 49% dai social media. La ricerca rivela un interesse maggiore per i contenuti pubblicati da altre persone con diabete piuttosto che dai siti “più tradizionali”. E ciò che è più rilevante notare è che le persone navigano su internet e utilizzano i social network per trovare informazioni che avvalorano le loro convinzioni.

    #5azioni social academy salute

    #5azioni, la prima social academy sulla salute

    Per consigliare come condividere esperienze e informazioni utilizzando al meglio la rete e i social media, Sanofi ha deciso di creare #5azioni, la prima Social Academy sul diabete e sulla salute sviluppata su Facebook e su Twitter con il supporto di esperti del settore.
    Il progetto sarà presentato oggi, martedì 15 maggio alle ore 19 in diretta web dalla Comunità di San Patrignano (Rimini) sulla fanpage Sanofi Italia e sulla fanpage #5azioni durante l’incontro #MeetSanofi “Gli eroi del quotidiano”. Potete seguire la diretta qui sul nostro blog.
    Interverranno: Piero Prenna e Laura Rossi (Comunità di San Patrignano), Paolo Iabichino (Ogilvy, autore di “Scripta volant” per Codice Edizioni), Barbara Sgarzi (Sissa, autrice di “Social media journalism” per Apogeo), Enzo Bonora (Diabetologia Università di Verona), Paolo Di Bartolo (Rete Clinica Diabetologica AUSL Romagna), Daniela D’Onofrio (Portale Diabete) e Rita Lidia Stara (Federazione Diabete Emilia Romagna). Modererà Giampaolo Colletti. ​