Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram introduce nuove funzionalità che rendono la piattaforma “più sicura”. Prima di tutto, sarà possibile disattivare i commenti ai post pubblicati sulla piattaforma; entro pochi giorni, si potrà anche esprimere like sul commento. Inoltre gli account privati potranno rimuovere follower indesiderati.

    Instagram va sempre più nella direzione di rendere la piattaforma più sicura ed è questo il motivo per cui vengono introdotte nuove funzionalità che vanno in questa direzione. L’annuncio viene dato da Kevin Systrom, CEO e fondatore di Instagram sul blog ufficiale della piattaforma, presentando altri strumenti di controllo. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme di cosa si tratta.

    instagram commenti mobile

    Nell’intento di offrire maggiori strumenti di controllo e di mettersi a riparo da situazioni non proprio corrette, che spesso sfociano in situazioni ancora più gravi, da oggi sarà possibile disattivare i commenti sui post. Dopo la possibilità di poterli filtrare sulla base di parole chiavi, adesso sarà possibile disattivarli agendo da Impostazioni=>Commenti=>Nascondi commenti non appropriati, e qui è possibile attivare questa funzionalità. Potrete riattivare i commenti anche una volta pubblicato il post.

    instagram commenti

    Altra novità che riguarda i commenti è la possibilità di mettere like sul commento e visualizzare la possibilità di risposta già subito sotto il commento. Una funzionalità che ricorda molto Facebook, ma che offre all’utente una nuova possibilità di interazione. La funzionalità sarà disponibile per tutti entro pochi giorni.

    instagram commenti mobile android

    Altra funzionalità nell’ottica di rendere la piattaforma più sicura è quella di rendere possibile, per gli account privati, di rimuovere follower indesiderati. Una possibilità che consente di rimuovere persone a cui era stata data la possibilità di seguire l’account. E’ sufficiente accedere alla lista dei follower e toccare il menù accanto ad ogni account, in questo modo la persona interessata non sarà comunque informata dell’azione di rimozione.

    Infine, Instagram offre la possibilità di segnalare utenti che hanno bisogno di un supporto particolare perchè in evidente stato di difficoltà. E’ possibile quindi inviare una segnalazione anonima e mettere in contatto l’account con organizzazioni specifiche.

    Allora, che ne pensate di queste novità?

  • La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    I Social Media hanno giocato un ruolo significativo in questa tornata referendaria, al punto che l’esito sul Referendum è stato centrato con un esito molto simile. Abbiamo analizzato la giornata di ieri notando che sommando gli hashtag più seguiti della giornata, si superano i 330 mila risultati. Ma vediamo insieme i dettagli.

    I Social Media per il Referendum Costituzionale hanno giocato un ruolo significativo. In primo luogo, per aver centrato l’esito finale dl voto. Se ricordate, venerdì avevamo pubblicato la seconda parte dell’analisi di Blogmeter che mostrava come il NO sui social media fosse al 60% contro il SI, in recupero nelle ultime settimane, al 40%. E l’esito finale che conosciamo tutti adesso (dati ufficiale del Viminale) è che il NO ha ottenuto il 59,11% e il SI è arrivato al 40,89. In secondo luogo, perchè i social media sono sempre di più visti come strumenti di comunicazione politica e anche di coinvolgimento, si registra, da questo punto di vista, un piccolo passo avanti rispetto agli ultimi anni.

    renzi referendum social media

    Ma quello che vogliamo fare con voi oggi è vedere, grazie alla collaborazione con Talkwalker, come il referendum è stato vissuto sui social media, nella giornata di ieri e nelle prime ore del mattino di oggi 5 dicembre 2016. Abbiamo monitorato gli hashtag che sono risultati essere i più usati della giornata e anche qualche altro hashtag emergente. Ebbene abbiamo preso in considerazione: #referendum, #referendumcostituzionale, #maratonamentana, #renzi, #ciaomatteo, #havintolademocrazia. Sommando i primi 4 i risultati superano i 330 mila risultati, per un totale di 342 mila risultati.

    referendum dati

    Come potete vedere, #maratonamentana con 91.500 è il secondo più seguito, dopo #referendum con 97.600.

    referendum dati socialreferendum dati social media

    Da notare, come spesso accade in questo tipo di analisi, che il 98,9% delle conversazioni si è sviluppato su Twitter. Il momento di picco si è avuto alle 00:30 del 5 dicembre, nel momento in cui il premier Matteo renzi annunciava la sua intenzione di dimettersi oggi dopo il Consiglio dei Ministri, con un totale di 19.327 risultati, così ripartito: #renzi con 7.256, #maratonamentana con 8.277, #referendum con 5.300. Alle 23 secondo momento più alto con #maratonamentana (6.386), #riformacostituzionale (4.791).

    Dall’analisi emerge una portata molto alta pari a 518 miliardi di impressions, degli hashtag presi in totale, la #maratonamentana è quello che risulta essere anche il più coinvolgente.

    referendum dati social media coinvolgimento reach

    Se guardiamo poi ai dispositivi usati per seguire queste conversazioni, allora notiamo che il 68,7% sono state seguite da mobile, i più usati Android (35,2%) e iOS (27,5%+5,9 ipad).

    referendum dati social media mobile

    Il 60% di coloro che hanno seguito e discusso sui social media la notte del referendum sono stati uomini, il 40% donne. C’è da segnalare che la situazione si ribalta per #renzi con 66,7% donne e 33,3% uomini.

    Vediamo quali sono stati gli infuencer, ossia gli account che si sono distinti per capacità di coinvolgimento attorno ai temi monitorati. Questi che vedete in basso sono quelli in generale, con la pagina Facebook de il Messaggero che figura come la più coinvolgente:

    referendum dati social influencer generale

    Questi invece gli influencer su Twitter dove, lo ricordiamo, si sono registrate la maggior parte delle conversazioni:

    referendum dati social influencer twitter

    Questi invece tutti, in maniera sintetica, i temi che sono emersi dal monitoraggio delle conversazioni:

    referendum temi cloud

    E ora vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi dagli utenti e partiamo da Facebook:

    E questi invece i contenuti più condivisi su Twitter, dove ovviamente non è mancata l’ironia sui temi:

    https://twitter.com/V_of_Europe/status/805557914144505856

    https://twitter.com/marionecomix/status/805545563907354625

    Questi invece alcuni tra i più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BNnG92sg3gh/

    https://www.instagram.com/p/BNnU3Z6AKLl/

    https://www.instagram.com/p/BNncJVlg5LL/

    Ecco, questa era la nostra analisi, consapevoli che si tratta di un quadro generale, utile per farsi un’idea su quello che è avvenuto sui social media nelle ultime ore.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco i vincitori dei Macchianera Awards alla Festa della Rete 2016

    Ecco i vincitori dei Macchianera Awards alla Festa della Rete 2016

    La Festa della Rete 2016 ha cambiato location, non più Rimini ma Milano, presso l’Università IULM. Un evento che, giunto all’undicesima edizione, premia chi si è meglio distinto sul web, e non solo, con i Macchianera Awards. Miglior Influencer 2016 è Enrico Mentana, miglior tweeter è Fiorello.

    La Festa della Rete ha compiuto quest’anno 11 anni e, dopo tante edizioni riminesi la manifestazione si è tenuta a Milano, presso la sede dell’Università IULM. Un cambio di location che non ha mutato il cuore della manifestazione che è proprio la premiazione dei Macchianera Awards, ossia i premi a tutti coloro che si sono meglio distinti durante l’anno sul web, e non solo. A consegnare i premi erano Gianluca Neri, la vera anima della Festa della Rete e fondatore dei Macchianera Awards, insieme a Margherita Zanatta.

    festa della rete 2016

    Di seguito la lista di tutti i premiati, ma prima vi segnaliamo il premio come Miglior Influencer ad Enrico Mentana, premiato anche come miglior hashtag con #webeti. E poi come miglior twittatore, si dice infatti tweeter, il premio va a Fiorello e, ancora, vi segnaliamo, come miglior Periscope a Lidia Schillaci che abbiamo intervistato anche qui sul nostro blog, lo scorso anno.

    Peggior Cattivo online: Matteo Salvini

    Miglior Polemica online: Gianni Morandi vs weekend senza supermercati

    Miglior Startup italiana: Oil Project

    Miglior Brand online: Amazon

    Miglior sito di viaggio: AirBnB

    Miglior sito politico d’opinione: Breaking Italy

    Miglior sito LGBT: Bossy

    Miglior sito per genitori e bambini: Pianeta Mamma

    Miglior sito tecnico-divulgativo: Salvatore Aranzulla

    Miglior sito di economia: Goofynomics

    Miglior chef, premio JustEat: Chef Rubio

    Miglior food blogger: Chiara Maci

    Miglior panino InAlpi 2016: Virginia Sementilli

    Miglior sito food: Giallo Zafferano

    Miglior sito Fashion & Beauty: The Blonde Salad

    Miglior sito letterario: Libreriamo

    Miglior sito musicale: Rockol

    Miglior sito televisivo: Davide Maggio

    Miglior sito cinematografico: MyMovies

    Miglior Radio: Radio DeeJay

    Miglior Canale tv: Netflix Italia

    Miglior Trasmissione tv: Crozza nel paese delle meraviglie

    Miglior Battuta: Lercio.it “Lascia il cane in auto. Giovane studente vince Masterchef Cina.”

    Miglior testata giornalistica: Il Fatto Quotidiano

    Miglior sito di satira: Lercio Notizie

    Miglior disegnatore: Zerocalcare

    Miglior testata giornalistica online: Il Post

    Miglior hashtag: #webeti

    Miglior Snapchatter: @tegamini

    Miglior Youtuber: Cliomakeup

    Miglior Influencer: Enrico Mentana

    Miglior pagina Facebook: Commenti Memorabili

    Miglior Radio o podcast online: Scientificast

    Miglior community: Feudalesimo e Libertà

    Miglior tweeter: Fiorello

    Miglior Periscope: Lidia Schillaci

    Miglior web agency: Wearesocial

    Miglior rivelazione: Tess Masazza

  • Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    La seconda, e ultima, parte dell’analisi di Blogmeter su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, evidenzia che il No prevale ancora ma il Sì in queste ultime settimane ha recuperato e ha accorciato le distanze.

    A distanza di quasi un mese dalla prima, Blogmeter rilascia la seconda, e ultima, parte dell’analisi su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale di domenica prossima, 4 dicembre 2016. Avevamo visto nella prima parte che il No era al 63,7% e che il Sì si fermava al 34%, con il 2,4% che dichiarava di astenersi. I dati aggiornati al 1° dicembre, quindi a ieri, ci dicono che il No continua a prevalere, ma il Sì in queste settimana ha recuperato qualcosa, accorciando le distanze. Vediamo insieme i dati in dettaglio.

    referendum costituzionale social media franzrusso it 2016

    Nel periodo che va dal 24 settembre al 1° dicembre, i messaggi raccolti da Blogmeter sul tema referendum sono stati 4 milioni, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. Il mese di novembre, come era chiaro aspettarsi, rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

    Guardando i dati dal punto di vista delle piattaforme più utilizzate per esprimere opinioni e pareri sul referendum, si nota che il 54% dei messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se si guarda, invece, alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram. Blogemeter rileva anche che le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani sono state oltre 1,8 milioni di messaggi.

    Andando quindi più a fondo dei pareri, l’analisi ci mostra che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. Quindi il No perde il 3,7% e il Sì guadagna il 6%.

    referendum social media 2016 blogmeter hashtag

    I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”. I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

    Grande successo, come modalità di contenuti condivisi, hanno riscosso i video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici, in particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni). Su YouTube invece hanno riscosso successo i video non ufficiali, quelli più ironici, come “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. Da segnalare anche “Referendum 2016 Hai notato che…” dei Daniele Doesn’t Matter con oltre 150.000 visualizzazioni.

    Questi i dati dell’analisi sul referendum e social media. E voi che ne pensate?

  • Gooligan, la campagna malware che ha violato oltre 1 milione di account

    Gooligan, la campagna malware che ha violato oltre 1 milione di account

    Si chiama Gooligan la nuova campagna malware scoperta dalla società Check Point, specializzata in cyber security, che ha violato fino ad ora oltre 1 milione di account Google. Questa nuova ondata di malware prende di mira i dispositivi Android con l’obiettivo di scaricare un software dal quale poi scaricare applicazioni malevoli.

    Già il nome rende bene l’idea di cosa si tratta e, ovviamente, non prelude a nulla di buono. Gooligan è una vera e propria campagna malware, realizzata da un gruppo di hacker, che ha colpito oltre 1 milione di account Google, ma i numeri sono destinati a salire perchè il ritmo degli account violati cresce di 13 mila dispositivi al giorno. Si tratta del più grave episodio di violazione che abbia mai colpito Google che, come fa sapere l’azienda, sta lavorando a stretto contatto con Check Point, l’azienda specializzata in cyber security che ha scoperto Googligan.

    gooligan android malware franzrusso it 2016

    Attraverso Gooligan vengono prelevati i token degli utenti, ossia i codici che stanno ad indicare l’identità elettronica degli utenti, utile per poi accedere ai dati di Gmail, Google Photos, Google Docs, Google Play, Google Drive e G Suite. Obiettivo è quello di prendere il controllo totale del dispositivo per poi introiti con l’installazione illecita di app da Google Play, facendole pagare ovviamente alla vittima. Secondo i dati che fornisce Check Poin, Gooligan ogni giorno installa almeno 30.000 app sui dispositivi che colpisce, ovvero più di 2 milioni di app dall’inizio della campagna. Un dato che preoccupa è che centinaia di milioni di account sono legati ad email aziendali, questo potrebbe a sua volta contribuire alla diffusione di Gooligan con conseguenze ancora peggiori.

    gooligan works check point android

    gooligan places check point-android

    E quali sono i dispositivi Android a rischio? Check Poin fa sapere che Gooligan colpisce le versioni di Android come Jelly Bean, KitKat e Lollipop, ossia circa il 74% dei dispositivi Android in uso attualmente.

    Il team dei ricercatori di Check Point ha scoperto la prima volta Gooligan nel 2015, la scorsa estate è poi riemerso sotto sotto una nuova forma e da quel momento ha infettato, come dicevamo prima, almeno 13.000 dispositivi al giorno. Il 57% di questi dispositivi è localizzato in Asia, mentre il 9% circa è in Europa; il 19% in America (Nord e Sud) e il 15% in Africa.

    Nel caso il vostro dispositivo fosse infettato da Gooligan, la soluzione sarebbe quella di formattare il dispositivo e installare un sistema operativo pulito.

    Questa la lisa delle app violate che ha fornito Check Point, prendetene nota:

    • Perfect Cleaner
    • Demo
    • WiFi Enhancer
    • Snake
    • gla.pev.zvh
    • Html5 Games
    • Demm
    • memory booster
    • แข่งรถสุดโหด
    • StopWatch
    • Clear
    • ballSmove_004
    • Flashlight Free
    • memory booste
    • Touch Beauty
    • Demoad
    • Small Blue Point
    • Battery Monitor
    • 清理大师
    • UC Mini
    • Shadow Crush
    • Sex Photo
    • 小白点
    • tub.ajy.ics
    • Hip Good
    • Memory Booster
    • phone booster
    • SettingService
    • Wifi Master
    • Fruit Slots
    • System Booster
    • Dircet Browser
    • FUNNY DROPS
    • Puzzle Bubble-Pet Paradise
    • GPS
    • Light Browser
    • Clean Master
    • YouTube Downloader
    • KXService
    • Best Wallpapers
    • Smart Touch
    • Light Advanced
    • SmartFolder
    • youtubeplayer
    • Beautiful Alarm
    • PronClub
    • Detecting instrument
    • Calculator
    • GPS Speed
    • Fast Cleaner
    • Blue Point
    • CakeSweety
    • Pedometer
    • Compass Lite
    • Fingerprint unlock
    • PornClub
    • com.browser.provider
    • Assistive Touch
    • Sex Cademy
    • OneKeyLock
    • Wifi Speed Pro
    • Minibooster
    • com.so.itouch
    • com.fabullacop.loudcallernameringtone
    • Kiss Browser
    • Weather
    • Chrono Marker
    • Slots Mania
    • Multifunction Flashlight
    • So Hot
    • Google
    • HotH5Games
    • Swamm Browser
    • Billiards
    • TcashDemo
    • Sexy hot wallpaper
    • Wifi Accelerate
    • Simple Calculator
    • Daily Racing
    • Talking Tom 3
    • com.example.ddeo
    • Test
    • Hot Photo
    • QPlay
    • Virtual
    • Music Cloud

     

  • Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    A distanza di due mesi dal rilascio per tutti gli utenti (limitato solo al desktop), Twitter Momenti comincia ad essere disponibile, per tutti, anche da mobile. La modalità di narrazione attraverso i tweet, riferiti ad un evento o ad una notizia, potranno essere gestiti anche dai dispositivi mobili, sia iOS che Android.

    Dopo aver rilasciato Twitter Momenti, esattamente due mesi fa, per tutti anche se solo limitatamente al desktop, Twitter comincia, da oggi a rilasciare la modalità di narrazione per tweet anche per i dispositivi mobili, sia iOS che Android. Un passaggio obbligato per Twitter, anche per cercare di rilanciare una modalità, molto attesa, ma che non ha riscontrato il successo che si sperava. E una delle motivazioni era proprio quella che questa modalità, che permette di raccontare un evento o una storia attraverso la raccolta di tweet, non fosse ancora disponibile per i dispositivi mobili. Questa è una modalità che avrebbe dovuto permettere a Twitter di inserirsi nel settore di “raccontare una storia” attraverso contenuti multipli, quindi collezionare veri e propri momenti, un po’ come quello che si vede su Snapchat o su Instagram Stories. Ma, a differenza dei due esempi appena citati, a quanto pare la modalità non è stata molto apprezzata.

    twitter momenti mobile

    Eppure Twitter avrebbe dovuto puntare molto su rilascio della modalità per i dispositivi mobili, non fosse altro per il fatto che l’82% degli utenti di Twitter accede sulla piattaforma proprio da mobile e che il 90% delle visualizzazioni di contenuti video avviene proprio sui dispositivi mobili. Quindi, perchè aspettare così tanto tempo? Una risposta la si può avere anche guardando il modo in cui è stata gestita questa modalità, che avrebbe potuto davvero rilanciare la piattaforma a 140 caratteri, tra lo abbiamo sostenuto diverse volte qui sul nostro blog. Inizialmente la gestione dei contenuti avveniva attraverso una redazione; solo dopo oltre un anno si è deciso di renderla accessibile a tutti gli utenti, in modo da farli diventare narratori di storie in prima persona. A pensarci prima, sarebbe stato molto meglio.

    https://twitter.com/twitter/status/803995039663726592

    Come creare Twitter Momenti da mobile

    Ad ogni modo, creare Twitter Momenti anche da mobile non è così diverso dalla modalità che abbiamo conosciuto per desktop. Dalla vostra timeline, sul vostro dispositivo iOS o Android, una volta individuato il tweet che vi sembra adatto per la vostra storia, non dovete fare altro che fare tap sulla freccia che trovate in alto al tweet sulla destra. Una volta fatto questo potete o creare un nuovo momento oppure aggiungere il tweet ad un momento già esistente. Ripetete questa operazione fino a quando non avrete collezionato i tweet che vi permetteranno rdi raccontare al meglio la storia. Dopo di che, ottimizzate il vostro momento, scegliendo anche una copertina di riferimento.

    Bene, questa è la modalità che permette di creare Twitter Momenti anche da Mobile, senza dover aspettare di raggiungere un pc per poterlo fare, un grande passo in avanti. Ma ora è necessario che Twitter spinga davvero molto su questa modalità, se vuole davvero affiancarsi a Snapchat, che con le Stories raccoglie 50 milioni di utenti al giorno su questa modalità, oppure Instagram che di utenti, attorno alle Instagram Stories ne raccoglie 100 milioni al giorno. Un’operazione non facile, certo, ma per Twitter è giunto il momento (guarda caso!) di spingere sull’acceleratore, in attesa che un buon management prenda le redini della società per traghettarla in acque migliori.

    [l’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso dovesse risultare inadeguata per i legittimi proprietari dei loghi, verrà rimossa immediatamente. Tutti coloro che volessero condividerla, sono pregati di citare l’autore]

  • Facebook accentratore di esperienze: ecco gli Instant Games su Messenger

    Facebook accentratore di esperienze: ecco gli Instant Games su Messenger

    Facebook è un ecosistema ed è sempre di più un accentratore si esperienze. Dalle utilità allo svago, Messenger sta diventando il luogo dove gli utenti possono trovare svariate opzioni. E da oggi sono disponibili anche gli Instant Games: 17 giochi disponibili in 30 paesi.

    Come abbiamo già scritto in altre occasioni, oggi Facebook non è più “solo” un social network, è un ecosistema, una piattaforma che offre diverse modalità di condivisione e interazione. Ed è sempre di più un accentratore di esperienze, ossia un luogo dove l’utente può vivere svariate possibilità di coinvolgimento. La piattaforma, all’interno di questo ecosistema, che più si presta a questo tipo di visione è proprio Messenger, l’app di chat che offre svariate possibilità, come quella di monitorare il biglietto e il proprio volo con KLM, la prenotazione di un auto Uber, la possibilità di trasferire denaro e oggi anche la possibilità di svagarsi mentre si chatta. Infatti, altra novità per oltre 1 miliardo di utenti che usano la piattaforma è quella di avere a disposizione gli Instant Games, 17 titoli da oggi disponibili in 30 paesi.

    instant games facebook messenger

    Non è la prima volta che su Messenger apre al mondo dei games, il primo gioco lanciato, nel marzo di quest’anno, è stato quello del Basket, giocato oltre 1,2 miliardi di volte; poi è stata la volta del Calcio, a luglio sempre di quest’anno, giocato 250 milioni di volte fino ad oggi. E adesso arrivato ben 17 giochi in html5 come Pac-Man, Arkanoid, Space Invaders e altri.

    I giochi si caricano in maniera veloce, anche se la risoluzione grafica non altissima, l’obiettivo è infatti quello di un intrattenimento veloce, tra una chat e un’altra. Si possono anche fare delle competizioni con gli amici.

    Instant Games sono disponibili su iOS più recenti e su dispositivi Android.

    Anche stavolta Facebook piazza un bel colpo, mettendo insieme il fatto che i games sono uno dei passatempi più apprezzati dagli utenti online e il fatto che Messenger sia una delle app più utilizzate. Tutto questo genera coinvolgimento e amplifica l’esperienza degli utenti all’interno dell’app.

    Messenger sta quindi somigliando sempre di più ad applicazioni come Line o WeChat, solo che adesso a rincorrere non è più Messenger, ma sono le altre.

  • David Shing: “questa è l’Era dell’Internet delle Emozioni”

    David Shing: “questa è l’Era dell’Internet delle Emozioni”

    L’evento annuale di SAS si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non sono i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche all’innovazione e al digitale. Uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing che ha portato il suo modo di vedere e raccontare i temi che viviamo, caratterizzati dall’Internet delle Emozioni.

    Analytics, l’evento annuale di SAS, si conferma uno degli eventi più interessanti per approfondire non solo i temi legati ai dati e agli analytics, ma anche per conoscere tutto ciò che ruota attorno ai grandi temi del Digitale e dell’Innovazione. Nell’ultima edizione che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, “Analytics Experience – The analytics culture driving transformation“, uno degli ospiti più interessanti è stato certamente David Shing, Digital Prophet di AOL, grande divulgatore e interprete del processo digitale che stiamo vivendo.

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it

    Shing infatti non è mai scontato, è sempre originale. Il suo è un approccio visionario: sul palco del Marriott Park Hotel di Roma, con il suo abito che sembra uscito da un quadro di Pollock, spiega e conduce ad un ritmo sostenuto i presenti verso un percorso e una visione del tutto nuova.

    Inizia dicendo che la parola più usata oggi è “Disruption”, talmente usata che spesso neanche chi la pronuncia ne conosce il vero significato.

    Oggi tanti si dicono “disruptive”, ma cosa si intende per davvero?

    Shing cerca di spiegare cosa sta ad indicare questa parola, e lo fa dimostrandolo. Alla base di tutto, esiste un concetto che deve essere chiaro a tutti, ossia che nessuno può ignorare il processo di digitalizzazione che stiamo vivendo, un processo veloce che non può essere mancato.

    Shing dimostra questo concetto attraverso esempi di realtà virtuale, di Internet delle Cose, di Internet del Tutto che diventa poi Internet delle Emozioni. Oggi “tutto è smart and beautiful“, dice Shing. A partire dal ciuccio intelligente, dal traduttore che si mette direttamente nelle orecchie, alla t-shirt collegata al giocatore di rugby, alcuni degli esempi che Shing ha citato nella sua presentazione. Sono tutti esempi di dispositivi che danno vita a Dati e che quindi necessitano di un’attività di analisi.

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it 2

    Interessante il concetto che sta dietro all’Internet of Everything (Internet di tutte le Cose) dove la E diventa “Emotions”: oggi i dispositivi a nostra disposizione, produttori di dati, sono infatti strumenti attraverso i quali raccontare delle storie. Alla nostra domanda, durante l’incontro con blogger e giornalisti, su come le aziende possono affrontare questa nuova sfida, ci ha risposto, in sintesi, così:

    Le aziende oggi devono essere pronte anche a correre dei rischi all’interno del loro processo classico di produzione dei contenuti.  – ci dice Shing – Devono comprendere che oggi il contenuto è creato dalle persone. Le aziende oggi si devono concentrare a creare Emozioni offrendo spunti da suoni, vista e movimento. Gli utenti diventano in questo modo parte attiva del processo e non più semplici utilizzatori del prodotto e del brand. Il brand deve diventare un’esperienza e gli utenti devono essere coinvolti attivamente.”

    david shing analyticsx sas 2016 franzrusso it 2

    Stanno cambiando, sostiene Shing, i tempi: oggi il contenuto non è più circoscritto come un tempo, può arrivare da qualsiasi parte e i marketers devono farsi trovare pronti. Il contenuto, spiega ancora Shing, “oggi deve essere Rilevante, è l’unico modo per farsi notare“. E in tutto questo gioca un ruolo fondamentale il mobile, con le connessioni che in pochi anni sono cresciute del 149%. Shing introduce un nuovo concetto del contenuto, creato dalle persone (quindi da noi) che diventa una nuova forma di intrattenimento. E’ un contenuto quindi che può essere creato da chiunque e in qualsiasi momento, grazie proprio ai dispositivi mobili.

    Viviamo quindi in un’era in cui i dati sono e saranno gli elementi che aiuteranno le aziende ad assumere decisioni sempre più legate al contesto, al punto da generare analisi predittive.

    Il concetto finale a cui arriva David Shing è che oggi l’Innovazione non sta cambiando nulla, ma sta invece creando. Serve quindi una nuova visione a questo processo. Serve cominciare ad entrare nell’ottica che stiamo vivendo un’era che sta rivoluzionando la nostra vita. E quando ri rivoluziona vuol dire che si sta introducendo qualcosa di nuovo, qualcosa che non c’era prima. Questo è il senso del messaggio di Shing, smettiamola di approcciare alle innovazioni del nostro tempo con l’ottica del cambiamento, quindi di modificare. Dobbiamo invece pensare a creare cose nuove.

  • Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Ecco che Snapchat compare nuovamente come ispiratore della nuova funzionalità introdotta da Instagram. Da oggi, infatti, sono disponibili, sulla piattaforma di condivisione di immagini, anche i live e le immagini o video da condividere via Direct che si cancellano una volta visti. Ancora una volta Instagram punta a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani.

    Dopo le Stories (che oggi utilizzano più di 100 milioni di persone al giorno), la modalità di condivisione introdotta lo scorso agosto, Instagram punta a introdurre di nuovo funzionalità che hanno fatto il successo di Snapchat. Infatti le nuove funzionalità introdotte oggi non si possono definire certo originali, sono, appunto, due funzionalità che hanno caratterizzato l’app che riscontra un grande successo soprattutto tra i più giovani. Quindi, Instagram, così come accaduto con l’introduzione delle Stories, prova di nuovo a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani. E’ noto che il 90% degli utenti Instagram ha meno di 35 anni, così come è altrettanto noto che il 60% degli utenti Snapchat ha meno di 25 anni, la fascia più rappresentata è quella 18-24 anni. Bene, da questi piccoli dettagli si comprende come Instagram tenda sempre di più ad abbracciare i più giovani, avvicinandoli con funzionalità che già hanno apprezzato altrove. E quali sono queste novità introdotte da Instagram?

    Buona parte di voi ne saranno già a conoscenza, ma scopriamole insieme.

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    Live Video su Instagram, come attivarli (e disattivarli)

    Allora, la prima grande novità, attesa da qualche settimana per la verità, è la possibilità di poter fare dei Live Video anche su Instagram. Quindi Instagram, dopo Periscope, dopo i Live Video di Facebook, entra a pieno titolo nelle piattaforme di live broadcasting. Fare un Live Video su Instagram è semplice, è sufficiente, non appena sarà disponibile anche in Italia (questione di settimane?) premere il tasto “Live” anziché scattare una foto. Da quel momento il tempo della diretta sarà per massimo 60 minuti e, dopo aver premuto il tasto “stop”, tutto scomparirà. Il video del live non sarà più visibile. Un po’ quello che succedeva fino a poco tempo fa su Periscope, la piattaforma di live broadcasting di Twitter. Ora anche su Periscope è possibile salvare le dirette per un tempo limitato sul proprio profilo, è quindi immaginabile che nel giro di qualche mese lo sarà anche per Instagram. Come sapete i Live Video, su facebook, restano visibili anche dopo aver terminato la diretta.

    Nel momento in cui un utente che seguite sta facendo un Live Video, riceverete una notifica. Nel caso in cui non siete interessati a ricevere notifiche di questo tipo, la potete disattivare da: cliccate sulla vostra immagine profilo=>Impostazioni=>Notifiche push=>Video in diretta e cliccate su “No”.

    Su Snapchat non sono possibili i Live (chissà ancora per quando) ma i video scompaiono proprio come accadrà alle dirette su Instagram, non sembra essere un caso.

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    Immagini e video usa e getta su Instagram via Direct

    Altra novità, sempre in stile Snapchat, che Instagram ha introdotto oggi, è quella che riguarda la possibilità di condividere immagini o video, dalle Stories, in modalità privata via Direct, la chat interna di Instagram. I video e le immagini condivise con questa modalità scompariranno non appena il ricevente le visualizzerà. Come usare questa nuova funzionalità? Anche questa è molto semplice. Utilizzando le Stories, nell’intendo di creare una nuova storia, invece di inviare le foto o il video con questa modalità, usate per condividere il tasto che presenta la freccia rivolta verso destra che compare in basso; subito dopo scegliete l’utente, o il gruppo di utenti, a cui volete inviare il contenuto, e il gioco è fatto.

    Instagram dunque continua ad arricchire la sua piattaforma, la novità forse più interessante è quella che riguarda i Live Video, una modalità che piace molto agli utenti e che aggancia l’interesse dei più giovani: il 30% di essi ama vedere video live di amici e parenti. Inoltre, Instagram, così come Facebook, inizia a mettere in pratica la previsione di Cisco, secondo la quale entro il 2020 l’80% del contenuto sarà video.

    Allora, voi che ne pensate?

  • Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Snapchat sta diventando per gli altri social network una vera fonte di ispirazione. Quindi dopo Facebook e Instagram, adesso è la volta (ancora) di Twitter a rilevare una funzionalità già in uso sull’app del momento. Su Twitter sono in arrivo i QR Code per i profili, già visti anche su Facebook Messenger.

    Il mondo dei social network e delle app è in continuo fermento in termini di funzionalità da attivare, per rendere l’esperienza degli utenti sempre più coinvolgente. Ma capita, spesso,che alcune piattaforme riprendano (in alcuni casi, copiano) funzionalità viste da altre parti. Un fenomeno che non può essere biasimato più di tanto, capita perchè stiamo parlando di fenomeni (i social network) che prima non esistevano, è quindi facile che ci sia questa continua fase di ripresa di ciò che funziona meglio da altre parti. E questo stesso fenomeno andrà avanti fino a quando non si raggiungerà una certa stabilità, ancora lontana dall’essere prevista.

    twitter qr code

    Quindi, fatta questa premessa, in tema di “questa funzionalità l’ho già vista da qualche altra parte“, Twitter (di nuovo) trova ispirazione guardando a Snapchat. Dopo Facebook e Instagram (stiamo parlando della stessa casa) anche la piattaforma a 140 caratteri, in un momento particolare della sua vita, introduce i QR Code sui profili. Al momento si tratta di una funzionalità non ancora attiva per tutti, ma lo sarà presto, per iOS e Android.

    Come attivare il QR Code sul profilo Twitter per Android e iOS

    In pratica, attivare il QR Code su Twitter (Android) è molto semplice, da mobile è sufficiente cliccare sul vostro profilo fino ad arrivare a cliccare su “Codice QR”. Immediatamente vi appare il lettore QR dalla vostra camera e quindi andrete a leggere la vostra foto profilo. Automaticamente il sistema vi tirerà fuori un’immagine come questa che vedete in basso.

    twitter franzrusso qr code

    Ogni qual volta poi richiamate l’immagine dal vostro account (cliccando i tre pallini verticali in alto a destra) lo sfondo del vostro profilo in QR Code cambierà colore. Operazione simile anche per iOS, da click su ingranaggio si apre il menù fino a visualizzare “Code QR”, per poi proseguire con l’operazione appena descritta.

    Bene, visto come attivare il QR Code su Twitter, la domanda sorge spontanea: ma a che serve?

    In effetti non è ben chiaro il perchè si sia resa necessaria l’introduzione del QR Code sui profili. Questa è una funzionalità che ha lo scopo di metter in relazione account nel momento in cui questa operazione non sia possibile sulla piattaforma. Vedi Snapchat infatti, dove il QR Code serve proprio a questo. Ma su Twitter invece è possibile entrare in relazione con altri utenti in tanti modi. Allora che risposta si può dare? Semplice, Twitter ha introdotto una funzionalità che può piacere anche ai più giovani, proprio perchè è già in uso su piattaforme come Snapchat.

    E voi che ne pensate?

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