In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo
Molti lo usano e lo conoscono da tempo, ma per tanti altri questa potrebbe essere l’occasione per conoscerlo. Spotify consente di ascoltare musica in streaming da qualsiasi dispositivo desktop e mobile e ora sbarca anche nel nostro paese
Sicuramente tanti di voi lo usano già e ne hanno apprezzato le potenzialità, ma adesso tanti altri potranno farlo. Spotify, servizio che consente di ascoltare musica in streaming da pc, smartphone, tablet, insomma da qualsiasi dispositivo, arriva anche in Italia e questo consentirà a tanti di avvicinarsi a questo strumento pensato per gli amanti della musica che vogliono a vere sempre e ovunque la propria playlist.
A fare da eco al lancio italiano contribuirà l’inizio del Festival di Sanremo che proprio stasera parte con la prima serata, occasione per dare il lancio ufficiale. Le canzoni che gli artisti presenteranno sul palco del Teatro Ariston saranno infatti disponibili in streaming su Spotify presumibilmente entro le 48 ore dopo l’esibizione. Quindi un’occasione per scaricare al app e cominciare a provarla, vedrete che non ve ne pentirete.
Spotify nasce in Svezia nel 2008 e rapidamente è diventato un fenomeno nel Nord Europa. Ad oggi conta 20 milioni di utenti attivi, di cui 5 milioni abbonati in 17 paesi. Al momento si ha la possibilità di scegliere tra ben 20 milioni di brani.
Ecco le formule previste, una free e due a pagamento:
Spotify Free – accesso gratuti e immediato a milioni di brani musicali, con la presenza di annunci pubblicitari.
Spotify Unlimited – si può ascoltare la musica che si preferisce dal proprio computer senza limiti e senza pubblicità, al costo di 4,99 euro al mese.
Spotify Premium – accesso senza limiti, su tutti i dispositivi al costo di 9,99 euro al mese.
Di recente Spotify è stato reso disponibile tra le app di Windows 8 con un periodo di trial di 30 giorni. C’è da dire che la stessa piattaforma di Microsoft comprende già Xbox Music che funziona praticamente allo stesso modo di Spotify.
A guidare la sede italiana col compito di diffondere Spotify sul territorio italiano come Country Manager è stata chiamata Veronica Diquattro, 30 anni, bolognese, con un passato in Google dove ha lavorato nella sede di Dublino ricoprendo diversi ruoli prima di contribuire al lancio del mercato Android e di Google Play in Italia. Laureata in Economia all’Università di Bologna e con un master conseguito presso l’Università Bocconi, Veronica Diquattro ha iniziato la sua carriera come marketing manager nel settore alberghiero in Perù.
E’ sicuramente la notizia dell’anno, appena iniziato tra l’altro. Da poco si è saputo attraverso l’agenzia Ansa delle dimissioni del Papa, Benedetto XVI, a partire dal prossimo 28 febbraio. E subito gli utenti su twitter si sono scatenati. In pochissimo tempo si è raggiunto un picco di oltre 45 mila tweets con l’hashtag #Papa e #Pope
Proprio nel momento in cui vi scriviamo la notizia sta cominciando a diffondersi sempre di più con risonanza globale visto il personaggio. Da poco si è saputo che Papa Benedetto XVI si dimetterà il prossimo 28 Febbraio. Una decisione che colto tutti di sorpresa, infatti non c’erano stata avvisaglie di nessun tipo che facessero presagire a un epilogo del genere.
Vista la portata e l’importanza della notizia abbiamo deciso di verificare come i social media, in special modo Twitter, stanno reagendo alla notizia. Già nei primissimi minuti dopo l’annuncio fatto dall’agenzia Ansa, su twitter si sono cominciati a registrare centinaia di tweets che rilanciavano le pochissime notizie che filtravano dai quotidiani online come repubblica.it, uno dei primi a dare la notizia. C’era ancora molta cautela, ma col passare dei minuti, la notizia ha trovato sempre più conferma. E su Twitter si è scatenato un vero putiferio di tweets.
Non possiamo ancora definire il numero preciso complessivo, ma possiamo illustrarvi che alle 12 il picco è stato di 15,710 tweets. Un dato certamente in aumento, però ci dà la dimensione delle reazioni che avvengono adesso su Twitter:
Mentre questo è il grafico di qualche minuto dopo, 21,823 tweets:
Questo il grafico delle 12:50 con 31,091 tweets
Ultima rilevazione delle 13 con 47,508 tweets:
[Update]
Il picco alle ore 12 è di 40,656 tweets
[Update #2]
Il picco di tweets delle ore 13 è di 47,592 per un totale fino a questo momento di 98,514
[Update #3]
Alle 14 il picco è in calo rispetto ai precedenti, infatti i tweets sono stati 32,981, per un totale complessivo di 128,001 e 3,005 users.
[Update #4]
Alle 16 picco ancora in calo con 18,968 tweets. Complessivamente nella giornata si sono registrati 171,493 tweets da 127,904 utenti come potete vedere nell’ultimo screenshot in basso.
Per quanto riguarda i tweets con maggiori condivisioni, si aggiungono BBC Sporf @BBCSporf) con 4,472 RTs e 587 favorites, Death Star PR (@DeathStarPr) con 1,438 RTs e 315 preferiti, il canale CNN in spagnolo (@CNNEE) con 1,229 RTs e 37 favorites:
BREAKING: Live pictures from The Vatican, as Peter Odemwingie turns up for a medical ahead of his new role as #Pope. twitter.com/BBCSporf/statu…
Il tweet che finora hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni è quello de La Repubblica, (@repubblicait), alle 11:53, che ha al momento 226 RTs e 14 preferiti:
++Vaticano: il #Papa lascia il pontificato dal 28 febbraio++ repubblica.it
Tra i link più inseriti nei vari tweets oltre a quello del sito corriere.it vi è quello di ABC.es.
Questa è la mappa da dove provengono i tweets con l’hashtag #Papa, oltre il 60% dei quali proviene dal nostro paese. Il 17% dagli Usa, 8% dalla Spagna. Ma da notare che al momento la mappa è molto estesa.
Dal punto di vista demografico, a twittare con l’hashtag #papa sono per il 56% uomini e per il 44% donne
Queste invece sono le keywords più presenti nei vari tweets, dove spiccano appunto quelle relative alle dimissioni.
Noterete certamente le due parole “scritto” e 2010″ che fanno riferimento al tweet di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, dove scrive appunto che Benedetto XVI aveva già scritto della possibilità che un Papa avrebbe potuto dimettersi:
Il #papa lo aveva scritto nel suo libro nel 2010: un Papa si può anche dimettere se non riesce a portare avanti il suo incarico
La motivazione che da Benedetto XVI nel suo annuncio oggi, in latino durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, è proprio quella di “sentire il peso dell’incarico”. Evidentemente l’età e forse anche le condizioni di salute hanno sicuramente contribuito a prendere questa scelta.
In tempo reale anche Wikipedia si è subito aggiornato, mentre il sito dell’ANSA è stato letteralmente preso d’assalto tanto sa risultare non raggiungibile per alcuni minuti.
E’ ancora una volta Servizio Pubblico il programma più seguito dalla Social TV nella settimana che va dal 1 al 7 Febbraio 2013 vincendo tutte le classifiche secondo i dati AudiSocial Tv® di Reputation Manager. Al secondo posto MasterChef Italia
“Servizio Pubblico” questa settimana continua a mantenere il primato di partecipazione degli utenti su Facebook e riconquista anche il primo posto su Twitter come hashtag più twittato, secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.
“Servizio Pubblico” riconquista la classifica di Twitter registrando il 19% dei tweet sul totale dei programmi monitorati, seguito al secondo posto dai compagni di rete “Piazza Pulita” con il 15% dei tweet e “Otto e Mezzo” che registra il 10% dei tweet. Masterchef Italia (Sky) che era primo la settimana scorsa, scende al quarto posto con il 9% dei tweet.
“Come mostra la classifica degli hashtag più utilizzati su Twitter– commenta Andrea Barchiesi Ceo di Reputation Manager/Audisocial Tv – ”questa settimana gli utenti hanno premiato l’informazione e l’approfondimento politico proposto da La7, che con Servizio Pubblico, Piazza Pulita e Otto e Mezzo ai primi tre posti ha totalizzato complessivamente il 43% dello share su Twitter”
Su Facebook, “Servizio Pubblico” è al primo posto nella classifica Active Fancon 4.536 fan attivi che hanno prodotto 9.665 post e commentisulla fan page ufficiale del programma, seguito da “Masterchef Italia“ con 2.403 fan attivi e 9.665 post e commenti. Ballarò (Rai 3) si piazza al terzo posto con 2.434 fan attivi e 4.211 commenti, guadagnando una posizione rispetto alla settimana scorsa.
Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla Fan Page, è per la prima volta il programma di Santoro a dominare, anche se di misura: “Servzio Pubblico” con 18.565 like sorpassa “Uomini e Donne” (Canale 5) che scende dopo settimane al secondo posto con 18.387 like e “La prova del cuoco” (Rai 1) in terza posizione con 14.651 like.
Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, Uomini e Donne mantiene il primato di programma più attivo questa settimana con 109 post della redazione, seguito da Agorà (116) stabile al secondo posto e da Servizio Pubblico al terzo (69).
Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (4.216), condivisioni (875) e commenti (848) è lo scambio sugli studenti fuori sede tra Lara Comi del Pdl e Nichi Vendola di Sel ospiti di Santoro ieri sera:
“Lara Comi, PdL: “Ma perché i pugliesi vengono a studiare in Lombardia e non restano invece in Puglia?” Nichi Vendola SeL: “Perché i pugliesi non sono dei leghisti…amano viaggiare!”
In basso vi mostriamo il tweet che è stato lanciato dall’account del governatore della Puglia che ha collezionato 395 condivisioni, 285 RTs e 110 favourites.
“I pugliesi studiano e lavorano in tutta Italia perché non sono leghisti. Amano viaggiare.” (Nichi a #serviziopubblico)
Fare previsioni in un settore come questo non è sempre facile, anzi è facile sbagliare. Ma nel settore mobile, quindi tablet e dispositivi mobili, è opportuno cominciare a ragionare nell’ottica dell’Ottimizzazione, visto la loro rapida diffusione. Ecco alcuni consigli che si devono assolutamente seguire
Nel nostro lavoro è normale fare previsioni. Tuttavia, a volte capita che ci si sbagli. Se ripensiamo ad alcune delle previsioni degli ultimi 150 anni, ci rendiamo conto di quanto fossero imbarazzanti: nel 1948, Thomas John Watson, CEO e Chairman di IBM, affermava: “Penso che sul mercato mondiale ci sia posto forse per 5 computer”. Circa 20 anni dopo, nel 1966, i futurologi del Time Magazine dichiaravano che lo shopping da remoto sarebbe stato un “… flop – perché alle donne piace uscire di casa, toccare le cose con mano, cambiare idea”. Lo scorso anno, il Global Head of Marketing di Dell insinuava che l’iPad sarebbe stato un fallimento. Nei titoli, i media hanno poi riportato così le sue parole: “Manager di Dell dichiara che l’iPad sarà un flop”. L’ottimizzazione dei siti non è poi così diversa: si tratta sempre di fare previsioni. Possiamo dire di averne fatta qualcuna di veramente terribile; proprio per questo motivo facciamo i test.
Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla sempre maggiore popolarità di tablet e smartphone e anche qui c’è molto da imparare. Quindi, anziché fare previsioni, analizzerò alcune delle questioni più pressanti sull’ottimizzazione di tablet e mobile e darò qualche consiglio, basandomi sui miei 5 anni di esperienza nel settore.
Perchè dovremmo preoccuparci di ottimizzare mobile e tablet?
La ragione più ovvia risiede nel fatto che, su questi dispositivi, cercare, comprare, registrarsi, è un’esperienza diversa, che si riflette su comportamenti differenti. Di norma, si parla di comportamento del visitatore A differente dal comportamento del visitatore B. Oggi, dovremmo invece pensare a un visitatore A che si comporta diversamente quando visita lo stesso sito da diversi dispositivi.
Poi c’è il multi-channel: clienti diversi che accedono ai vostri contenuti da canali diversi. Qualunque sia l’obiettivo del vostro sito, non potete più permettervi di tralasciare canali come il mobile o tablet; qualcuno potrebbe voler cercare i vostri prodotti in questo momento sul suo smartphone e continuare con un acquisto dallo stesso dispositivo o dal sito web tradizionale.
Tenete sempre presente che i vostri competitor si stanno già attrezzando o lo faranno presto.
E’ proprio questo il momento?
Chiunque dovrebbe pensare all’ottimizzazione, ma se sia questo o meno il momento di iniziare a ottimizzare è qualcosa da valutare con molta attenzione. Avete traffico su mobile e tablet? Qual è il potenziale di fatturato? Se siete un retailer, considerate che potreste avere meno traffico su tablet che su mobile. Tuttavia, essendo la capacità di spesa dei possessori di tablet più alta, le opportunità con i tablet potrebbero essere maggiori.
Ed ecco i miei consigli:
1. Sistemate e testate ciò che non funziona
Oggi, sono molte le organizzazioni che devono sistemare ciò che non funziona nella user experience su tablet e mobile. Probabilmente non l’avete ancora fatto perché questa attività si trova in fondo alla vostra lista delle priorità e perché il sito web principale ha sempre la precedenza. Benché ciò sia perfettamente comprensibile, alcuni di questi problemi potrebbero allontanare i vostri visitatori e dirottarli sul sito di un vostro competitor, che offre un’esperienza mobile migliore della vostra. In pratica, avete appena perso un lead e un po’ di fatturato.
Prendete quindi in considerazione di sistemare ciò che non va e di testarlo. Potrebbe esserci qualcosa di importante da sapere sulla usability che potrebbe essere velocemente applicato anche ad altre pagine.
Recentemente, abbiamo creato una homepage mobile-friendly per uno dei nostri clienti. Il risultato è stato sorprendente: +60% nel search e un significativo aumento dell’esposizione dei prodotti. Con questo progetto, è possibile risolvere una serie di problemi che oggi affliggono l’esperienza dell’utente mobile, come ad esempio, la “fat finger syndrome” dei Simpson, la frequenza di typo dovuta a caratteri troppo piccoli e link troppo vicini l’uno all’altro.
C’è poi la questione della semplicità di accesso: offrite video o foto in flash ai visitatori da tablet e mobile? E’ fondamentale sistemare questo aspetto se volete ottenere traffico da iPhone e iPad.
Evitate assolutamente di fare ciò che ha fatto un brand del lusso che, proprio perché di lusso, registra un notevole traffico da iPad. L’errore è stato di escludere completamente quei visitatori che utilizzano dispositivi non abilitati alla tecnologia flash. Sarebbe invece stato così semplice utilizzare una soluzione di ottimizzazione per sostituire l’orrendo schermo nero qui sotto con un’immagine e un messaggio più accettabili.
Con lo store Converse non è andata molto meglio:
Ciò non significa che non dovete utilizzare i video. Anzi. L’87% dei possessori di iPad in UK guarda YouTube (Online Publishers Association); i video sono in grado di potenziare il vostro brand, catturare l’attenzione degli utenti e attrarre nuovi clienti.
2. Siate creativi
E’ l’era di tablet e smartphone, un terreno ancora in gran parte inesplorato. Siate creativi, innovativi, fate ciò che volete.
Tutti sappiamo che le call to action dovrebbero essere ben visibili e semplici da cliccare, a prescindere dal dispositivo. In uno schermo piccolo, la call to action è la cosa più importante e deve risaltare. Anche senza rinunciare completamente ad alcune delle best practice per i pulsanti standard, c’è molto spazio per la creatività.
Perché, ad esempio, non inserire un pulsante ‘go to next step’ a scorrimento sulla pagina del carrello? Provate. Rendete l’esperienza più adatta a uno schermo touch.
Considerate anche l’impatto della TV: oltre il 50% di utilizzo dei tablet avviene davanti alla TV [econsultancy.com/uk/blog/9728-tablets-the-opportunity-for-marketers] Considerate attentamente le vostre campagne, tenendo presente gli utenti di tablet; potreste riuscire a raggiungerli proprio attraverso la TV.
3. Il form
Siamo onesti: smartphone e tablet non sono proprio lo strumento ideale per il data entry. I tasti sono sempre troppo piccoli o troppo vicini e spostarsi tra i campi è spesso un incubo. Accertatevi che i pulsanti ‘opzione’ funzionino bene, altrimenti sostituiteli con menù a tendina, più semplici da usare. Riducete la parte di inserimento dati, eliminando tutti i campi non obbligatori: un form troppo lungo su dispositivi mobili ha più probabilità di essere abbandonato. Se il vostro obiettivo è ricevere ordini o generare lead significativi, pensare all’ottimizzazione dei form nei dispositivi mobili potrebbe essere la scelta giusta.
4. Dare giusta rilevanza alle cose
Contenuti ed elementi che dovrebbero essere evidenti sui dispositivi mobili, molto spesso non lo sono. Mettendo bene in evidenza i vostri termini e condizioni di vendita, potreste portar via un cliente a un vostro competitor proprio davanti al suo store. E’ dimostrato che il 70% delle persone utilizza il cellulare mentre si trova in un negozio [googlemobileads.blogspot.co.uk/2011/04/smartphone-user-study-shows-mobile.html]. Prendete il caso di una donna che sta cercando capi d’abbigliamento da un vostro competitor: potrebbe decidere di confrontare i prezzi con quelli di qualcun altro e raggiungere lo stesso prodotto sul vostro sito. Il vostro prezzo è migliore, ma la donna non riesce a trovare le informazioni sui costi di spedizione. Pertanto, abbandona il sito e addio cliente. Dare all’utente le informazioni di cui ha bisogno è fondamentale.
Tirando le somme
Tablet e mobile sono diventati critici per ogni tipo di business. Il testing è il modo migliore per sapere cosa funziona per i vostri utenti di dispositivi mobili e tablet e, al contempo, per ridurre i rischi per il vostro business. E se non bastasse, grazie al testing avrete la possibilità di essere in prima linea nel capire come si comportano i visitatori su questi dispositivi, man mano che la potenza della tecnologia mobile crescerà.
Fotolia presenta Soongyu Gwon, secondo artista digitale della TEN Collection Season 2. La sua opera in formato PSD sarà disponibile gratuitamente per 24 ore, venerdì 8 febbraio dalle ore 10 AM sul sito www.tenbyfotolia.com
Secondo appuntamento con la TEN Collection Seasen 2 di Fotolia che rinnova l’esperienza fatta lo scorso anno con un casting stellare formato da 10 dei migliori artisti digitali al mondo. Dopo l’argentino Gustavo Brigante è il momento dell’artista coreano Soongyu Gwon, con un’opera scaricabile gratuitamente per 24 ore in formato PSD, venerdì 8 febbraio dalle ore 10AM solo sul sito www.tenbyfotolia.com.
Un lavoro personale con influenze asiatiche
Da sempre appassionato di arte e design, Soongyu Gwon lavora come direttore creativo per lo studio di design D.FY situato a Seul (Corea del Sud) e si definisce un « digital image maker ».
Lo stile e il lavoro di questo artista alla costante ricerca del vero significato delle cose, si manifesta nei suoi lavori dal forte impatto visivo e perfettamente costruiti.
Ispirate da 5000 anni di storia e cultura tradizionale coreana e da un grande amore per la natura, le sue opere inoltre mostrano influenze dell’arte contemporanea: fumetti, film fantasy e horror sono i genere preferiti di Soongyu Gwon, da quando vide ai tempi del liceo il film “Dead Alive” di Peter Jackson.
“La TEN Collection Season 2 mi ha dato l’opportunità di creare un lavoro senza compromessi o costrizioni, e di dare libero sfogo alla mia immaginazione”.
L’opera di Soongyu Gwon intitolata « Il centauro », è l’unione della mitologia greca con il fantasy, esplosiva e sorprendente. Secondo Soongyu Gwon:
“La creatività non è inventare qualcosa che non esiste, ma è cercare di vedere le cose in un modo che nessuno ha mai visto prima”.
L’artista non ha esitato a rappresentare il centauro, famoso per la sua mascolinità, come una ragazza pallida e fragile.
“Ho trovato l’immagine perfetta della ragazza su Fotolia. Al posto delle sue gambe ho messo le zampe di un puledro e le ho preferite a quelle di un cavallo per enfatizzare la fragilità della ragazza. La presenza dei corvi alimenta la tensione e genera panico. L’albero morto crea una protezione intorno al centauro. Le tre lune nel cielo donano al tutto un’atmosfera fantasy. Ho rifinito il lavoro aggiustando i toni dei colori, aggiungendo del blu per enfatizzare la sensazione di freddo.”
Valorizzazione di ogni particolare
La fotografia perSoongyu è la materia prima:
“Passo molto tempo nello scegliere un’immagine, dalla quale poi parto per enfatizzare l’atmosfera e la specificità, per non perdere la caratteristica originale e senza usare effetti particolari.”
Nei prossimi mesi, vuole imparare a lavorare in 3D:
“Vorrei migliorare le mie abilità nell’esprimere le idee attraverso questo potente strumento.”
Prendendo parte al progetto TEN Collection, Soongyu Gwon ha aperto una finestra sul suo mondo:
“Ammetto di aver esitato prima di accettare di partecipare, non ero sicuro di riuscire a conciliare la TEN con i progetti per i miei clienti. Alla fine mi sono organizzato perché mi entusiasmava l’idea di mostrare il mio lavoro oltre i confini del mio paese.”
Nel mondo di Soongyu Gwon
Due video ripresi in Corea, paese di origine dell’artista, entrambi sottotitolati in 12 lingue. Il primo presenta il suo universo quotidiano ed è disponibile dal 6 febbraio sulla pagina Facebook TEN.
Il video che vedete in alto svela le sue tecniche artistiche ed è disponibile da oggi sul canale Youtube TEN Collection e sul sito web dedicato.
Allora, appassionati grafici e non solo, correte a scaricare il PSD, ne vale davvero la pena!
The Document Foundation ha rilasciato oggi la nuova release di LibreOffice, arrivato alla versione 4.0, suite open source per ufficio. Tante le novità apportate, ma soprattutto va evidenziato il lavoro svolto dai tanti sviluppatori volontari, una vera e propria comunità
E’ stata presentata oggi da The Document Foundation la nuova versione della suite per ufficio open source LibreOffice, giunta alla versione 4.0. Molteplici le innovazioni apportate e annunciate dalla comunità già a settembre 2010: un codice sorgente più pulito, migliore interoperabilità e possibilità di integrazione con altri applicativi. Le nuove funzionalità (elencate nel dettaglio alla pagina www.libreoffice.org/download/4-0-new-features-and-fixes) riguardano prioritariamente l’integrazione con sistemi di content e document management (come Alfresco, IBM FileNet P8, Microsoft Sharepoint 2010, Nuxeo, OpenText, SAP NetWeaver Cloud Service e altri), l’interoperabilità con i documenti DOCX e RTF, la possibilità di importare i documenti creati con Microsoft Publisher e l’introduzione dei widget nelle finestre di dialogo. Non mancano miglioramenti all’interfaccia utente, alle prestazioni di Calc soprattutto nella manipolazione di fogli elettronici di grandi dimensioni e nei file .rtf oltre che alla gestione dei contributi degli sviluppatori, grazie ad un sistema di revisione web based (Gerrit) che semplifica il lavoro dei progetti che usano Git.
Una delle cose migliori di questa nuova release è la forza della comunità che vanta oltre 500 sviluppatori, i tre quarti dei quali volontari indipendenti, che hanno contribuito con oltre 50mila commit. In meno di 30 mesi, infatti, notevoli sono stati i passi avanti fatti su LibreOffice, diventato ormai il più grande tra i progetti di software libero indipendenti focalizzati sul desktop e la produttività. La reingegnerizzazione del codice sorgente è indubbiamente uno dei traguardi raggiunti di maggiore importanza ed ha comportato l’aggiunta e la rimozione di diversi milioni di righe di codice con il fine ultimo di più accessibile da parte di tutti i membri della comunità.
Importanti e numerose sono anche le esperienze italiane di adozione di LibreOffice anche nelle PA (una fra tutte la recente adozione da parte degli Enti umbri di LibreOffice tramite il progetto LibreUmbria. E anche per questa ragione è nata di recente LibreItalia, la comunità italiana di LibreOffice, che diventerà presto un’associazione di volontariato senza fini di lucro, con uno statuto che riflette quello di The Document Foundation e un consiglio che rappresenta la comunità degli utenti italiani di LibreOffice.
Nuova occasione di confronto tra la politica e i lavoratori della rete coi gli hangouts pre-elettorali organizzati da Wwworkers, la community dei lavoratori del web. Ospiti di oggi, dalle ore 17, Giovanni Favia, Marco Simoni, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Luca Tremolada e i wwworkers provenienti da ogni angolo d’Italia. #wwworkers per dibattere via twitter
Wwworkers.it, la community che aggrega migliaia di lavoratori italiani della rete, ospita il secondo Hangout pre-elettorale “a rete unificata”. Oggi, giovedì 7 febbraio, dalle ore 17:00, a confronto wwworkers, influencer e politici. Al centro i temi del lavoro e delle nuove tecnologie.
Sono migliaia gli imprenditori e i professionisti che operano con le nuove tecnologie e gli artigiani e commercianti che approdano online per vendere anche all’estero e internazionalizzare l’impresa. Essere wwworkers non vuol dire necessariamente adottare un uso avanzato della rete. Spesso si tratta di artigiani o persone che svolgono attività tradizionali e che, grazie alla rete, ampliano occasioni di business e incrementano il posizionamento e la visibilità.
Wwworkers.it raccoglie e propone ogni giorno le loro storie di successo, mappa le nuove professioni, ospita un forum di confronto, aggiorna la fotografia e i trend legati alle economie della rete. La piattaforma raccoglie anche le 10 azioni richieste dai wwworkers alla futura classe politica per promuovere il lavoro di coloro che operano in contesti digitali. A questo link il video di lancio dell’iniziativa.
Oggi, a partire dalle 17,00, i wwworkers si confronteranno direttamente con la politicanel secondoappuntamento pre-elettorale ospitato dal servizio “Hangout in diretta”, il videoritrovo di Google+. Parteciperanno Giovanni Favia (Rivoluzione Civile), Marco Simoni (Scelta Civica con Monti per l’Italia). Interverranno Carlo Alberto Carnevale Maffè (Università Bocconi), Luca Tremolada (Nòva24-Sole24Ore) e quattro wwworkers provenienti da ogni angolo d’Italia.
La diretta sarà trasmessa“a rete unificata” su Wwworkers.it, su Altratv.tv, qui sul nostro sito e sulle web tv e i media digitali mappati dal network. #wwworkers l’hashtag per twittare in diretta.
Interessante infografica quella che vi proponiamo oggi realizzata da ContactLab che ha indagato sull’utilizzo da parte degli utenti Internet italiani dei servizi online della Pubblica Amministrazione e analizzato il loro grado di soddisfazione. E da questo punto di vista c’è ancora molto da fare
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione non è più una chimera, ma è sicuramente perfettibile: tre utenti Internet italiani su quattro hanno infatti utilizzato nel corso dell’ultimo anno almeno un servizio online della PA, ma non sempre sono soddisfatti. Tra gli utilizzatori di almeno un servizio, infatti, la percentuale dei soddisfatti è del 63%, in crescita al 66% tra il pubblico femminile. I giovani, dal canto loro, ne sono i maggiori fruitori, il che fa ben sperare per il futuro. Tra le tipologie di servizi online i più gettonati sono quelli relativi alle tasse, alla promozione del territorio e a seguire università e lavoro.
Sono i dati che emergono dall’approfondimento Gli utenti web e la Pubblica Amministrazione online, realizzato da ContactLab sottoponendo ai 25.000 partecipanti all’indagine sui comportamenti di acquisto online un breve questionario sul loro rapporto digitale con la Pubblica Amministrazione. Il report è scaricabile gratuitamente.
Nel dettaglio si osserva che tre utenti Internet su quattro hanno utilizzato almeno una volta un servizio di pubblica amministrazione online, siano essi indifferentemente acquirenti o non acquirenti online. Il dato è senza dubbio interessante perché ci dice che a prescindere dall’utilizzo del web come strumento di e-commerce, la popolazione Internet italiana è cosciente della possibilità di usufruire online di tali servizi di pubblica utilità e quando è possibile se ne serve con vari gradi di soddisfazione. Inoltre, non emergono differenze tra le diverse aree geografiche del Paese né per quanto riguarda il numero medio di utilizzatori né sul livello di soddisfazione.
È però proprio sul grado di soddisfazione che incontriamo alcune criticità messe in luce dalla ricerca: solo sei utenti su dieci (il 63%) si dichiarano soddisfatti dopo aver usato almeno un servizio online della PA, segno che esistono ancora margini di migliorabilità negli sforzi compiuti dagli enti pubblici.
Le donne, che usano questi servizi più degli uomini (58% vs 42%), sono anche le più soddisfatte (66% vs 58%). Molto interessante il dato sulla distribuzione per fasce d’età dei maggiori utilizzatori dei servizi online della PA: i giovani under 35 occupano da soli la metà (49%) della torta. C’è di più: tra loro due utenti su tre si ritengono soddisfatti, giudizio probabilmente legato a scuola, università o biblioteca. La fascia under 24, in particolare, è quella dove rileviamo la massima concentrazione di utilizzatori e nello stesso tempo la percentuale maggiore di utenti soddisfatti.
Tra i servizi più diffusamente utilizzati dall’utenza italiana presa in esame al primo posto troviamo quello relativo alle tasse (34% dei rispondenti), che comprende ad esempio il calcolo del bollo dell’auto, la verifica sui pagamenti effettuati ecc., seguito dal turismo (promozione del territorio, pro loco ecc.) al 31% e dalle opportunità online messe a disposizione dall’università e dagli enti del lavoro (centri per l’impiego, servizi INAIL ecc.) con un 25%.
L’abitudine all’utilizzo dei servizi online della pubblica amministrazione si intensifica tra quegli utenti internet che consideriamo più evoluti: chi utilizza i dispositivi mobile (smartphone e tablet) per informarsi o acquistare online. Tra di loro infatti ne hanno usufruito almeno una volta otto persone su dieci, che in tre casi su cinque si sono dichiarate soddisfatte. È possibile quindi che gli utenti più evoluti riescano a sfruttare meglio e più spesso i servizi online forniti dall’amministrazione pubblica, indipendentemente dal dispositivo utilizzato. E questo lascia aperto nello stesso tempo uno spazio per la realizzazione di app dedicate, con l’obiettivo di garantire l’accesso anche da mobile ai servizi della PA generando un ulteriore meccanismo di soddisfazione.
Ed ecco che vi proponiamo la prima classifica del 2013 per quanto riguarda i migliori brand su Facebook, realizzata da Blogmeter. E i migliori brands nel mese di Gennaio sono Amazon, Libero, PosteMobile e Le Iene. Ma vediamo più nel dettaglio
Blogmeter ha diffuso oggi, come tutti i mesi, la classifica dei migliori brand italiani su Facebook, la prima del 2013. L’elaborazione è stata effettuata attraverso il tool Social Analytics che ha analizzato oltre 23 milioni di interazioni, tra post, like, commenti e condivisioni, avvenute su più di 1700 pagine Facebook italiane. Ma andiamo per ordine.
Nuovi Fans
Tra i brand che nel mese di Gennaio hanno acquisito il maggior numero di nuovi fans, Amazon.it è quella che supera tutti con 141.532 fans. A seguire, Samsung Italia, che passa dalla prima alla seconda posizione, e poi la new entry Big Babol Italia che guadagna 136.324 nuovi fans. E come potete notare dalla classifica, le new entry in questo mese sono tante
Engagement
A guidare la classifica dei brand più coinvolgenti a gennaio 2013, troviamo sempre la pagina di Libero, con una media di 164,4 interazioni giornaliere per ogni mille fan, seguito dalla pagina della squadra di calcio di serie AU. C. Sampdoria, 113,3, e dalla new entry Casaviva(rivista dedicata all’arredamento edita dalla Mondandori), 78. New Entry di questo mese sono la pagina ufficiale del Bologna CalcioF. C. (50,7), Linkiesta.it, il quotidiano online diretto da Jacopo Tondelli (33,6), Il Mattino (29,8) e poi la pagina di Ballarò (28,5), unica trasmissione televisiva in questa classifica.
Tempi di Risposta
E vediamo adesso la classifica del response time, ossia i tempi di risposta registrati in seguito a richieste sulla pagina. Le prime posizioni sono stabili rispetto a Dicembre 2012, infatti ritroviamo: PosteMobile che si conferma la più veloce nel processare le richieste dei fan con un tempo medio di risposta di 51 minuti, seguita da young&eni e Poste Italiane. La pagina di TIM è quella che ha elaborato il maggior numero di richieste e ha risposto a ben 1.821 post degli utenti. Da notare un abbassamento generale dei tempi di risposta rispetto al mese precedente con un calo di oltre 2h per la ventesima posizione.
Post più Coinvolgente
Il post più engaging di gennaio proviene dalla pagina de Le Iene che raccolgono più di 113.900 interazioni tra condivisioni, like e commenti in seguito alla pubblicazione del video su Barbareschi. La pubblicazione è avvenuta prima sulla pagina in quanto a Le Iene non erano sicuri di poter farlo vedere anche durante la trasmissione.
Al secondo e terzo posto troviamo i post de La Repubblicae di Che tempo che fa con la pubblicazione, in entrambi i casi, di una foto che accompagna l’addio all’attrice Mariangela Melato, con un totale di interazioni, rispettivamente di 29.600 e di 28.600, quindi molto vicini tra loro.
Parte oggi la campagna, curata da LiveXtension, per lanciare PoliticAPP, una mobile app per iPhone, Android e tablet che permette agli utenti di restare aggiornati su sondaggi e personaggi politici anche fino al giorno del voto
LiveXtension, agenzia di marketing e comunicazione di Digital Magics, cura la promozione dell’applicazione PoliticAPP con una campagna social e mobile. PoliticAPP è l’applicazione elaborata dai ricercatori di SWG, realizzata con la collaborazione di Applix Group, disponibile su App Store e Google Play al costo di 9,99€. Rende disponibili su smartphone e tablet, con sistema operativo iOS e Android, sondaggi e dati sulle intenzioni di voto, su partiti e personaggi politici.
LiveXtension, da sempre attenta alle novità nella comunicazione e ai prodotti innovativi, gestisce la diffusione e la promozione di PoliticAPP sulle applicazioni mobile di Facebook e Twitter e sul network mobile di 4w MarketPlace.
Il presidio dei social media risulta essenziale per la diffusione della notizia del nuovo prodotto (anche tramite Sponsored Post e Promoted Tweet) e per la diffusione dell’app stessa. Facebook e Twitter in particolare consentono di raggiungere target molto specifici e di indirizzarli direttamente all’App Store e a Google Play, massimizzando l’efficacia e i risultati della comunicazione. I primi dati sui download dell’applicazione nei primi giorni di campagna confermano già la strategia scelta, con oltre 1000 download dopo il weekend del lancio.
PoliticAPP è da considerare un prodotto unico nel suo genere sia per la ricchezza delle informazioni sia per il fatto che per la prima volta in Italia le intenzioni di voto verranno rese note anche nei 15 giorni di blackout pre-elettorale, anche se solo per un limitato pubblico pagante. PoliticApp, in continuo aggiornamento sui risultati delle rilevazioni demoscopiche anche nei fatidici ultimi 15 giorni precedenti le elezioni, è suddivisa in 5 sezioni:
l’orientamento dell’opinione pubblica rispetto al “fatto del giorno”;
le intenzioni di voto riferite a Camera, Senato e singole regioni;
gli orientamenti degli italiani sull’agenda politica nazionale;
fiducia e appeal di candidati e partiti in base a parametri di attualità e costume;
una sintesi in quattro numeri-chiave dell’orientamento dell’opinione pubblica sui principali temi socio-economici del Paese.
Insomma, per tenersi veramente aggiornati su tutto ciò che riguarda questa campagna elettorale, questa app è il modo giusto per farlo avendo tutte le informazioni che servono a portata di smartphone
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