Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Facebook ha annunciato che da oggi Messenger Kids sarà disponibile in più di 70 paesi, per lo più in America Latina e Asia. L’app di messaggistica e di video chiamate vuole presentarsi come strumento per i più giovani in questa pandemia da Coronavirus con nuove funzionalità.

    Come già saprete, Messenger Kids venne lanciata nel 2017, limitatamente negli Usa, in Canada venne lanciata nel 2018. L’app è un servizio di messaggistica e di videochiamate pensate per gli utenti minori, per accedervi basta avere 13 anni. E oggi Facebook annuncia che l’app viene lanciata in più di 70 paesi nel mondo, per lo più localizzati in America Latina e in Asia. La società di Mark Zuckerberg, nel comunicato di lancio a firma di Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Facebook, fa sapere che l’app si propone come strumento per i più giovani come strumento per restare in contatto in questa pandemia da Coronavirus. Infatti, vengono ora aggiunte nuove funzionalità pensate per questo periodo.

    L’app viene scaricata sull’utente di almeno 13 anni, ma sempre con la supervisione dei genitori, infatti, uno o entrambi i genitori possono poi monitorare l’app direttamente dal proprio account Facebook. Una situazione che comunque non ha evitato polemiche legate alla privacy e sull’uso dell’app gà in così giovane età. Dopo il primo lancio, si scoprì poi che molti degli esperti che venivano citati per giustificare la bontà dell’app erano stati finanziati direttamente da Menlo Park.

    Messenger Kids

    Ora l’app s presenta con delle novità, prima tra tutte quella che viene definita “Supervised Friending“, amicizia controllata, che permette ai giovani utenti di accettare, rifiutare e rimuovere i contatti attraverso l’app. Prima di questa funzionalità erano i giovani ad accettare o rifiutare contatti. Anche se, va aggiunto, i genitori possono comunque controllare i contatti accettati dal figlio e anche rifiutare.

    Altra novità è connettere i giovani utenti a gruppi. In pratica, l’intento è quello di proporre una sorta di esperienza simile a quella della scuola, creando gruppi dove ci siano alunn e insegnanti. Ad approvare i contatti degli adulti, gli insegnanti, ci saranno i genitori che provvederanno a creare il contatto tra il loro figlio e gli insegnanti. Un contatto che dovrebbe essere comunque facilitato dalla conoscenza diretta e il contatto con i minori sarà solo quello permesso dai genitori. Questa nuova funzionalità viene da subito resa disponibile negli Usa e poi via via negli altri nuovi paesi nel corso delle prossime settimane.

    Messenger Kids

    Terza novità è quella che consente ai genitori di rendere il nome e la foto profilo del figlio visibile ad una cerchia ristretta di contatti che include gli amici dei contatti dei loro figli, i figli degli amici dei contatti dei genitori che ovviamente hanno anche Messenger Kids e, infine, i figli delle persone che i genitori a loro volta inviteranno a scaricare l’app in questione. Sembra complesso, ma ci pare, comunque, che questo rendere visibile l’account del proprio figlio ad una platea di contatti sempre più vasta possa essere comunque un rischio.

    Nel presentare il nuovo lancio e le nuove funzionalità, Facebook specifica che il tutto è stato pensato insieme all’associazione Youth Advisors, associazione specializzata nella consulenza sulla sicurezza dei bambini e su media.

    Ora, l’intento di Facebook è, come detto all’inizio, d presentare Messenger Kids come uno strumento per far sentire i propri figli più vicini ai loro amici e ai loro compagni di scuola in questo periodo di pandemia da Coronavirus, per via delle scuole chiuse. Infatti, la novit è quella di sfruttare questo momento in cui i bambini sono costretti a restare a casa per offrire loro uno strumento utile anche per le loro lezioni, come nel caso dei gruppi tra alunni e insegnanti. Anche se da questo punto di vista ci sono soluzioni più specifiche, come Google Classroom, ad esempio.

    Messenger Kids

    Il vero obiettivo di Facebook è quello di puntare sui giovani utenti, creando un’esperienza più vicina alle loro esigenze di adesso, costruendo il terreno per una futura confluenza nella piattaforma più estesa, con la speranza che quest utenti continuino in futuro ad usare Facebook. Anche se, comunque, questo resta un modo per raccogliere dati sugli utenti.

    In Itala ancora non è disponibile e, al momento, non è dato sapere di più. Ma è molto probabile che questa app venga lanciata in Europa nei prossimi mesi e in quel momento scopriremo cosa ne pensa anche il nostro Garante sulle Privacy.

  • COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    La distanza sociale e il lockdown da Coronavirus possono avere delle conseguenze anche per ciò che riguarda l’intimità col brand. È quello che viene fuori dalla nuova edizione del Brand Intimacy Study di MBLM, al primo posto tra i brand “App & Social Platforms” troviamo Spotify.

    La distanza sociale e il lockdown, esperienze che abbiamo imparato a conoscere con la diffusione del Coronavirus possono avere conseguenze anche sulla relazione con brand, sulla familiarità e, quindi, sulla intimità. Sta avvenendo un cambiamento a livello generale, ci troviamo di fronte ad una situazione mai vissuta prima e, come tale, capace di cambiare e influenzare la nostra vita più di quanto si potesse immaginare.

    Un chiaro esempio lo possiamo vedere con il nuovo Brand Intimacy Study 2020 di MBLM (Emblem), agenzia che analizza la relazione brand/consumatore dal punto di vista delle emozioni. E, in effetti, i risultati che emergono nella sezione “App & Social Platforms“, sebbene riferiti agli Usa, ci danno la dimensione che qualcosa sta in effetti cambiando.

    spotify sintonia brand franzrusso.it 2020

    È evidente che le applicazioni e i social media stanno giocando un ruolo fondamentale in questa fase storica. Lo hanno sempre avuto da quando esistono, ma in questa fase questo ruolo di relazione è fondamentale, al punto da modificare i comportamenti dei consumatori.

    Ed ecco che in prima posizione, in questa sezione, troviamo Spotify al primo posto (era secondo lo scorso anno), seguito da Pinterest (che era primo lo scorso anno) e da Apple Music. Nel cercare di interpretare questo podio, si potrebbe dire che in effetti queste tre aziende rispecchiano il ruolo dei brand in questa fase, ruolo che viene premiato dai consumatori, alla ricerca di marchi che aiutino ad affrontare questa fase nel modo più congeniale.

    spotify brand intimacy 2020

    L’intimità e la familiarità è quindi data dal fatto che i consumatori si “affidano” a marchi verso i quali sentono più vicinanza in questo momento. Spotify,in questa fase, riesce ad esprimere al meglio il suo valore e ad intercettare meglio di altri l’esigenza degli utenti, sapendo che in questo momento il consumo di musica aumenta in modo esponenziale. Gli utenti vogliono restare impegnati e la musica è un modo ideale per farlo.

    Pinterest, altro brand molto amato, in questo periodo, considerato il momento, ha lanciato un nuovo programma per vendere online chiamato Verified Merchant che rende possibile la possibilità di realizzare delle Boards con la possibilità di acquistare direttamente.

    Apple Music ha realizzato un fondo di garanzia di 50 milioni di dollari da destinare a tutti i musicisti “indie”, in modo da permettergli di non perdere guadagni durante questa fase difficile.

    Ecco, in questo momento il brand comunica non tanto il proprio prodotto, quanto i propri valori e il proprio modo di affrontare questa crisi da Coronavirus. Il consumatore si sente più legato quindi su una scala di valori emozionali. Da qui nasce una relazione ancora più diretta e ancora più intima.

    Qualche considerazione che ci offre MLBM a corollario di quanto evidenziato fino ad ora:

    • Apple Music è preferito dagli uomini, mentre le donne, i Millennials e coloro che guadagnano intorno ai 100 mila dollari l’anno preferiscono Spotify.
    • Gli intervistati di età superiore ai 35 anni e coloro che guadagnano più di 100 mila dollari l’anno indicano Pinterest come loro brand preferito.
    • Anche Facebook ha guadagnato preferenze in questo anno, nonostante sia lontana dal podio (lo scorso anno era in sesta posizione).
    • Il miglioramento attraverso l’udo del marchio è un valore molto sentito e anche quest’anno Pinterest vene premiato da questo punto di vista.

    Ecco, questo il nostro resoconto su questo interessante report che potete trovare, completo, a questo indirizzo: mblm.com/lab/brandintimacy-study.

  • COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    Si chiama Rt.live ed è un sito web per monitorare la diffusione del Covid-19 negli Usa. A lanciarlo sono i fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom.

    Il Coronavirus, quello che ormai conosciamo tutti come COVID-19, sta allentando la sua morsa un po’ ovunque, nel nostro paese, uno dei primi in Europa ad essere colpito, e nel resto del mondo. Negli ultimi due mesi, tra i vari numeri che ci sono stati raccontati in merito alla diffusione del virus, abbiamo sentito parlare spesso di sigle come R0 (R con zero), ossia il dato relativo alla capacità del virus di diffondersi in assenza di misure di contenimento, e forse meno di RT (R con t), cioè il parametro che indica l’indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure (fonte: Ministero della Salute). Mentre ci stiamo avviando sempre più, ogni giorno che passa, verso una diffusione del virus sempre più tendente allo zero (anche se ci vorrà ancora qualche settimana) è forse utile concentrarsi sul dato Rt, quello che fotografa meglio la situazione.

    coronavirus app covid 19 rt live

    Tutta questa premessa, doverosa vista anche la complessità dell’argomento, per segnalarvi la nascita, negli Usa, del sito Rt.live, un sito che si propone di offrire il monitoraggio live della diffusione del virus tenendo conto proprio del dato Rt.

    La notizia diventa ancora più interessante per il fatto che a lanciare questo sito sono i due fondatori di Instagram, ossia Mike Krieger e Kevin Systrom, che si imbattono in una nuova iniziativa per la prima volta dopo aver abbandonato Instagram nel settembre del 2018.

    I dati che vengono mostrati su Rt.live si basano su quelli elaborati dal COVID Tracking Project, lanciato nel mese di marzo su The Atlantic, che si propone di offrire dati un po’ diversi da quelli elaborati dalla Johns Hopkins University, che abbiamo imparato a conoscere bene in questi ultimi mesi. Infatti, il progetto vuole colmare le lacune dei dati considerando il numero di persone infette, testate e identificate, aggiungendo anche quando e dove sono stati effettuati i test.

    rt live app coivid 19 coronavirus

    Ecco, sulla base di questi dati, Kevin Systrom dal 19 marzo ha cominciato a studiare i dati e a studiare come calcolare l’Rt su base giornaliera. Obiettivo era quello di realizzare un lavoro che permettesse la visualizzazione grafica della diffusione del virus, stato per stato.

    Il sito, secondo Mike Krieger e Kevin Systrom, permetterà alle autorità governative che stanno gestendo l’emergenza, di prendere decisioni più puntuali circa la ripartenza delle città e dei vari stati. I dati possono aiutare le autorità a convincere le persone a stare in casa, shelter-in-place, dimostrando coi numeri l’efficacia di questa strategia che, insieme alla distanza sociale, sembra essere quella più adatta ad affrontare questa emergenza. E potrebbe anche tornare utile per stabilire dove e quando iniziare la riapertura delle aziende in sicurezza.

    Dal sito si accede alle informazioni stato per stato, come dicevamo, dalle quali si evince che in Georgia è ancora alto con Rt 1,1, mentre a New York è a 1, dopo che il 13 aprile era arrivata a 0,77. E ancora, il Texas è a Rt 1,2 e la California 1,3, il Nord Dakota invece è a 1,7, quindi molto alto.

    Caso di studio è la Louisiana. Nel giro di una settimana, dal 4 all’11 aprile, è passata da Rt 1,1 a Rt 0,045, quasi zero. Salvo poi ricominciare a salire, arrivando alla data del 17 aprile con Rt 0,90.

    Il grafico che mostra l’andamento del dato Rt, stato per stato, negli Usa ci illustra una situazione, seppur in miglioramento, lo si vede dal dato temporale, ancora in emergenza.

    Il progetto in effetti aiuta molto a capire come sta evolvendo il virus dal punto di vista dei contagi, negli Usa. In attesa che si faccia un progetto simile anche in Italia.

    E voi che ne pensate?

  • Coronavirus, ecco la reaction ‘care’ per Facebook e Messenger

    Coronavirus, ecco la reaction ‘care’ per Facebook e Messenger

    Facebook ha fatto sapere che nei prossimi giorni verrà rilasciata una nuova reaction “care” che apparirà sulla piattaforma e anche su Messenger. Un modo per far sentire più unite le persone in questa pandemia da Covid-19.

    Come certamente ricorderete, i tasti reactions sono apparsi per la prima volta nel 2016, poco più di 4 anni fa, e hanno aiutato gli utenti ad andare oltre il semplice “like”. A questi tasti si aggiungerà il tasto “care” che comparirà sia su Facebook che su Messenger. Sicuramente un modo per far sentire più unite le persone costrette al lockdown durante questa pandemia da Coronavirus.

    La reaction “care” sarà lanciata a livello globale e verrà visualizzata anche in Italia. Sarà interessante anche capire come verrà tradotta in italiano.

    facebook care reaction

    A darne notizia è stato Alexandru Voica, tech communications manager EMEA di Facebook, che su Twitter ha mostrato le due reaction: un omino che abbraccia un cuore, per Facebook, e un cuore pulsante per Messenger.

    Si tratta della settima reaction e, come dice Voica in un tweet successivo, verrà rilasciata nella prossima settimana.

    Facebook in questo modo vuol far sapere di comprendere bene quale sia lo stato d’animo degli utenti che comunque non hanno mai abbandonato la piattaforma in questo periodo, anzi.

    Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    La società di Zuckerberg ha comunicato nei giorni scorsi di quanto sia cresciuto l’utilizzo della piattaforma, anche se a lievitare, soprattutto in Italia, sono le videochiamate, servizi sui quali Facebook non può monetizzare. Significa quindi che l’utilizzo della piattaforma aumenta, ma non crescono di pari passo i fatturati.

  • TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok annuncia che dal prossimo 30 aprile i messaggi diretti possono essere utilizzati solo da chi ha un’età superiore ai 16 anni. Un modo per rendere la piattaforma più sicura.

    TikTok è una piattaforma molto amata dai giovani, dai teenagers in particolare. Sappiamo anche che la piattaforma nei mesi scorsi ha dovuto affrontare problemi legati alla sicurezza che ha coinvolto utenti anche giovanissimi. L’annuncio che la società fa oggi è certamente un passo nella direzione di rendere la piattaforma più sicura.

    Da oggi TikTok invierà una notifica a tutti gli utenti interessati i quali dal prossimo 30 aprile non potranno più usare i messaggi diretti. I destinatari di questa informativa sono gli utenti che hanno un’età inferiore ai 16 anni.

    tiktok messaggi diretti 16 anni franzrusso.it-2020.

    Si tratta di un’azione importante per una piattaforma delle dimensioni di TikTok, è infatti la prima volta che una piattaforma social di queste dimensioni applica una limitazione alla messaggistica a livello globale. Significa quindi che gli utenti che hanno meno di 16 anni, in tutto il mondo, non potranno più inviare e ricevere messaggi.

    Questo che viene annunciato oggi è un ulteriore passo dopo aver annunciato, proprio a febbraio di quest’anno, l’introduzione del “Filtro Famiglia“, con l’associazione dell’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile, e della funzione “Gestione del Tempo nel Feed“, per migliorare il benessere digitale degli utenti.

    TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    C’è da considerare che questa decisione, assolutamente giusta e opportuna, andrà ad impattare su un pubblico, quello under 16, che vanta una presenza corposa sulla piattaforma. Anche se non ci sono dati precisi sulla composizione precisa, è comunque risaputo che il pubblico dei teenagers sia molto presente sulla piattaforma.

    I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che il 41% degli utenti a livello globale ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e che, comunque, il 50%, sempre a livello globale, ha un’età inferiore ai 34 anni. In ogni caso, il 60% degli utenti che usa l’app ha un’età inferiore ai 18 anni.

    Inoltre, l’app è sempre tra le più scaricate in assoluto. Solo un mese fa Sensor Tower riportava il dato di 2 miliardi di download complessivi.

    TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    Ecco perché l’annuncio di oggi è importante, per il fatto che coinvolgerà milioni di utenti, limitando l’uso della messaggistica come non era mai successo prima in nessuna piattaforma.

    In un momento in cui, a causa della pandemia da Coronavirus, i giovani trascorrono più tempo sui social media, la decisione di TikTok di limitare l’uso dei messaggi diretti agli under 16 assume una certa rilevanza.

    Il passo successivo sarebbe poi quello di verificare per davvero l’età degli utenti.

  • Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso sul web. Dopo aver portato i DM sul desktop, adesso è la volta delle dirette che in questo periodo si sono trasformate in un potente mezzo di intrattenimento e informazione.

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso dell’app verso il web, quindi verso una modalità orientata verso il desktop. Usare l’app sul web, ricordiamo che l’app è nata e pensata per il mobile, sembra essere la direzione intrapresa negli ultimi giorni. Un po’ per agganciare il momento, tutti sono comunque a casa e usano il proprio dispositivo desktop per studio o lavoro, e un po’ per avviarsi a quella interoperabilità tra le app di casa Facebook di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi.

    Solo qualche giorno fa Instagram ufficializzava l’approdo dei DM, dei messaggi privati, sul desktop, ma adesso c’è un’altra novità in questo senso, notata e segnalata da Engadget. E cioè che adesso le dirette Instagram possono essere visualizzate anche via Web, e quindi anche via desktop.

    dirette instagram desktop

    Al momento Instagram non ha dato conferme ufficiali su questa nuova modalità di visualizzazione, ma siamo sicuri che molti apprezzeranno e che questo potrebbe essere un modo interessante per instaurare una relazione che non passa necessariamente da mobile.

    In pratica, una volta che effettuate l’accesso su instagram.com, in basso a destra, dove visualizzate il riquadro dedicato alle Stories, immediatamente prima di una storia verrà visualizzata una diretta. Di fianco all’account verrà visualizzata una etichetta con scritto “in diretta”. Cliccandoci sopra, si aprirà la diretta in una modalità ovviamente più estesa di quella che si vedrebbe dal proprio dispositivo mobile.

    dirette instagram desktop riquadro

    Infatti, come potete vedere, sulla sinistra viene visualizzata la diretta video e sulla colonna di destra viene visualizzata la conversazione relativa. Come potete notare, la visualizzazione è più chiara e ordinata. I commenti alla diretta vengono visualizzati separatamente e non sovrapposti, come accade durante le dirette da mobile. Una modalità che spesso infastidisce la diretta a due, i commenti vanno a sovrapporsi, in parte, proprio nella sezione in basso dedicata all’ospite.

    dirette instagram desktop riquadro

    Insomma, si tratta di una modalità che non dispiace e che potrebbe avere degli interessanti sviluppi futuri, oltre che immediati. Come ricordato, Instagram non ha ufficializzato nulla a riguardo e non è chiaro se tutti gli utenti possono adesso seguire le dirette anche da desktop.

    In un periodo, quello del lockdown da Coronavirus, in cui la diretta su Instagram viene usata come strumento per informare, come fa SkyTg24 ad esempio, o come strumento per fare intrattenimento, alla Lorenzo Jovanotti insieme a Fiorello ad esempio, la visualizzazione da desktop può essere di grande aiuto e quindi molto apprezzata. Perché più ordinata, ma anche perché utile.

    Ma, proprio grazie alla possibilità di fruire della visualizzazione da desktop, la stessa diretta potrebbe diventare per fare webinar live (ovviamente aperti), per comunicare eventi, per interagire con il proprio pubblico di riferimento. Che magari apprezza il fatto d poter seguire la diretta dal proprio pc.

    Allora, che ne pensate?

    Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

  • Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

    Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

    Instagram ha annunciato che da oggi è possibile accedere ai DM, i messaggi privati, anche da Web. Una modalità comoda che permetterà di usare la messaggistica dell’app anche da desktop.

    Era dicembre del 2013 quando Instagram lanciò il suo servizio di instant messaging, un servizio di messaggistica che poi divenne pure una app stand-alone, per poi essere abbandonata definitivamente a maggio dello scorso anno. L’utilizzo di questa sezione specifica dell’app è andato avanti nel corso degli anni, ma in generale è sempre mancato qualcosa, ossia la possibilità di utilizzarlo anche via web, quindi anche da desktop.

    Ma da oggi i messaggi privati arrivano anche sul desktop. Già, perché dopo un periodo di test, proprio ad inizio di quest’anno, ieri Instagram ha annunciato che il rilascio della funzionalità sarebbe stato disponibile per tutti gli utenti.

    instagram dm desktop

    Come usare i DM di Instagram via desktop

    Non vi resta quindi che andare su instagram.com dal vostro pc e notare subito l’icona dei DM in alto a destra, il secondo simbolo dopo la “home”. Una volta cliccatoci sopra, v ritroverete in una sezione di messaggi privati che è molto vicina a quella visibile dall’app.

    Sulla sinistra avete i contatti e sulla destra avete la visualizzazione dei messaggi. Adesso è possibile anche usare le emoji nei testi, come da mobile, e le immagini condivise vengono visualizzate come galleria. Queste sono le ultime due caratteristiche aggiunte proprio durante la fase di test. Come già avviene via app, è possibile fare tutte le altre azioni che solitamente facciamo per inviare un messaggio. Come la comodità di inviare anche foto da desktop.

    Perché “comodità”? Perché questa nuova funzionalità sarà molto apprezzata da tutti coloro che usano Instagram per il proprio lavoro, come social media manager, marketers, giornalisti, blogger, influencer. Proprio a quest’ultimi, che ricevono centinaia di messaggi al giorno, potranno adesso approfittare di questa novità.

    L’esperienza web è quella che da sempre viene richiesta da chi con Instagram ci lavora, proprio perché da desktop è più facile lavorare per ottimizzare le immagini da usare per la propria attività. E questo vale anche per la messaggistica. Da oggi quindi sarà più facile usare i DM per condividere immagini da inviare ai propri clienti, ad esempio. Gli utilizzi davvero sono tanti e sappiamo, ripetiamo, che molti di voi apprezzeranno.

    Altra considerazione da fare, è che questa novità segue la linea tracciata da Mark Zuckerberg qualche mese fa, quando disse, tra le altre cose, che la messaggistica è una di quelle aree in rapida crescita. Ed è vero.

    Infine, questa novità si inserisce in quel grande progetto di rendere inter-operabili tra loro tutte le app della famiglia Facebook. Pensate quanto sarà facile rispondere ad un messaggio da Messenger anche dai DM su Instagram o da un messaggio via WhatsApp, una opzione che diventerà concreta fra non molto.

  • Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter sta notificando agli utenti, che vivono al di fuori dell’Europa, di aver cambiato la policy per lo scambio di informazioni con i propri partner commerciali: Facebook e Google. Gli utenti non hanno più possibilità di scegliere.

    Twitter da ieri ha iniziato a notificare agli utenti, al di fuori dell’Europa, compresi i paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e il Regno Unito, di aver cambiato la policy con cui la società condivide i dati degli utenti con i propri partner commerciali. Un cambiamento che sta destando non poche polemiche negli Usa, e non solo, ma che forse è una risposta all’incidente di qualche mese fa, quando dalla piattaforma, per via di un bug, vennero resi pubblici i dati degli utenti dalla piattaforma Mobile Advertising Platform.

    Tutti gli utenti che accedono a Twitter, dagli Usa e da altri paesi, si sono trovati davanti al fatto che da oggi Twitter condivide i dati degli utenti con i suoi partner commerciali, nello specifico Facebook e Google, senza più avere la possibilità di scegliere. Ed è questo il punto su cui si concentra la polemica.

    twitter cambio policy dati franzrusso.it 2020

    La società di Jack Dorsey spiega che questa scelta è un modo per garantire l’uso gratuito della piattaforma a 280 caratteri. “È stata rimossa la vostra capacità di controllare le misure pubblicitarie delle applicazioni mobili, ma potete controllare se condividere alcuni dati non pubblici per migliorare le attività di marketing di Twitter su altri siti e applicazioni. Questi cambiamenti, che aiutano Twitter a continuare a funzionare come servizio gratuito, li trovate nelle vostre impostazioni“.

    Quindi gli utenti che vivono al di fuori dell’Europa non hanno, sostanzialmente, più capacità di scelta.

    twitter avviso dati commerciali

    Twitter però specifica che ad essere condivisi con i partner non sono dati sensibili come nome, numero di telefono o indirizzo email. Ad essere condivisi sono le informazioni riguardanti gli annunci pubblicitari che vengono visualizzati nell’app e l’ID univoco dello stesso dispositivo, quello che si accorda dopo aver installato l’app e aver effettuato l’accesso.

    Quindi, Twitter utilizza l’SDK di Facebook e il Google tracking per tracciare queste informazioni. Le stesse informazioni possono poi essere utilizzate e analizzate da Twitter per comprendere meglio il comportamento degli utenti, cioè il suo targeting.

    The Verge fa notare che questa operazione d tracciamento aiuterà Twitter ad evitare incidenti come quello avvenuto lo scorso autunno.

    Si potrebbe notare da una parte lo sforzo di maggiore trasparenza da parte di Twitter, un gesto che potrebbe essere apprezzato. Ma quello che desta più stupore tra gli utenti, ripetiamo non europei, è il fatto di non poter decidere come usare i propri dati di navigazione.

    Forse questo è uno dei casi in cui le norme vigenti e livello europeo mostrano la propria efficacia, a difesa dei consumatori e dei fruitori di servizi digitali. Come già detto, il cambio di policy di Twitter per lo scambio di informazioni relative agli utenti con i propri partner commerciali non è vigente in Europa. Infatti gli utenti europei, sia su iOS che su Android, hanno ancora la possibilità di scegliere se e a quali partner cedere i propri dati, non i dati sensibili ovviamente.

  • WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp annuncia che da oggi la funzione di inoltro subirà nuovi limiti. Per contrastare il fenomeno delle fake news sull’app, specialmente durante questa pandemia da Coronavirus, i messaggi inoltrati individuati dalla “doppia freccia” potranno essere inoltrati solo una volta.

    Il fenomeno delle fake news può e deve essere contrastato anche con piccoli gesti, come quello di cui stiamo per parlarvi. Sapete che WhatsApp è da un po’ di tempo invasa da bufale, notizie false, fatte girare ad arte per alimentare tensioni, specie anche in una situazione di pandemia da Coronavirus come quella che stiamo vivendo. Allora, per contrastare il fenomeno, per cercare di limitarlo, l’app di proprietà di Facebook ha annunciato, attraverso il blog ufficiale, che da oggi tutti quei messaggi contrassegnati dalla doppia freccia, ossia quelli che vengono inoltrati più e più volte, potranno essere inoltrati solo una volta.

    Solo lo scorso anno WhatsApp aveva reso riconoscibili i messaggi inoltrati molte volte proprio dall’indicazione della doppia freccia. Evidentemente, quella sorta di etichette funzionava come un modo per far girare ancora di più quelle notizie di dubbia provenienza.

    whatsapp limite inoltro franzrusso.it 2020

    L’idea di limitare ancora di più l’inoltro dei messaggi era nata da un test avviato nell’estate del 2018 in India, paese in cui l’app viene usata come veicolo di disinformazione, e poi estesa ovunque all’inizio del 2019. Quel limite imponeva che il messaggio potesse essere inoltrato solo in un massimo di 5 chat. Una operazione che ha permesso di ridurre del 25% l’inoltre dei messaggi a livello globale.

    Sicuramente ricorderete che, prima di quella misura, gli utenti potevano far arrivare un messaggio, senza alcuna etichetta, in modo semplice e immediato, a 256 utenti (numero massimo di componenti ad un gruppo) con un inoltro. Da qui nacque la diffusione massiccia di disinformazione.

    Ora, si spera che questa ulteriore stretta possa contribuire a limitare ulteriormente la diffusione di fake news all’interno dell’app.

    Inoltre, WhatsApp, in linea con le altre app della famiglia Facebook, fa sapere di collaborare “direttamente con ONG ed enti governativi, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e oltre 20 ministeri della salute nazionali, per contribuire a fornire informazioni affidabili alla popolazione“.

  • Coronavirus, ecco quali sono le emoji più usate sui Social Media

    Coronavirus, ecco quali sono le emoji più usate sui Social Media

    Un’indagine di Emojipedia ci mostra quali sono le emoji più usate sui social media per comunicare la pandemia da Coronavirus. Tra quelle più a tema, le emoji con la mascherina e il microbo sono più usate. Ma, estendendo l’indagine, la più usata risulta la faccina che ride. Tra le più usate anche quella con la bandiera italiana.

    Una delle cose che abbiamo imparato sui social media è che spesso, per velocità e brevità, si usa spesso una emoji per un pensiero o stato d’animo. Un trend che è sempre in crescita e le stesse piattaforme sono sempre molto attente ad aggiornare il proprio parco emoji, proprio per dare agli utenti di esprimersi usando quella più adatta. Pensate che emoji è stata inserita nel 2015 dall’Oxford Dictionaries come parole dell’anno.

    Per capre come gli utenti usano le emoji durante la pandemia da Coronavirus, visto il momento molto delicato, Emojipedia ha condotto una ricerca per scoprire quelle più usate sui social media, e su Twitter in particolare.

    Prima di tutto, sono state prese in considerazione, e monitorate, quelle più a tema:

    😷 Faccia con la mascherina
    🤢 Faccia nauseata
    🤮 Vomito
    🤧 Starnuto
    🤒 Faccia con termometro
    🤕 Faccia con fascia sulla testa
    🚑 Ambulanza
    💊 Pillola
    💉 Siringa
    🦠 Microbo
    🧼 Sapone
    🧽 Spugna

    Da notare che in relazione a “Coronavirus” o “Covid-19“, le emoji più usate sono state quella con la mascherina e quella del microbo. L’indagine è stata effettuata un mese fa, tra il 7 e 8 marzo a livello globale, prendendo in considerazione 49.621 tweet che contenevano almeno una delle 12 emoji a tema. I dati hanno messo in evidenza come la faccia con la mascherina 😷 (35,8%) e il microbo 🦠 (42,09%) fossero le due più usate nel contesto Coronavirus.

    coronavirus emoji usate

    Risultato interessante, anche se per certi versi potrebbe apparire anche scontato. Ma, visto il tema, si è voluta estendere l’indagine, per verificare se quest dati corrispondessero considerando tutte le emoji.

    Ebbene, considerando 205.576 tweet in tutte le lingue, sempre tenendo a riferimento “Coronavirus” o “COVID-19“, il discorso cambia. Infatti, al primo poso compare la faccina che ride fino alle lacrime 😂, seguita dall’altra faccia che ride roteando 🤣, in terza posizione troviamo quella con la mascherina. Qui di seguito la classifica delle 15 emoji più usate, ad ampio raggio:

    😂 Faccia che ride fino alle lacrime
    🤣 Faccia che ride roteando
    😷 Faccia con mascherina
    🤔 Faccia pensante
    🦠 Microbo
    🔴 Cerchio rosso
    😭 Faccia che piange forte
    🙄 Faccia con gli occhi che rotolano
    👇 Indice che punta verso il basso
    😳 Faccia sorpresa
    🚨 Fanale dell’auto della polizia
    ⚠️ Attenzione
    🇮🇹 Bandiera: Italia
    😱 Faccia che urla di paura
    🙏 Mani giunte

    Ora, sicuramente anche voi vi starete chiedendo come mai dalle conversazioni su Twitter su Coronavirus e Covid-19 risultino così usate delle emoji che ridono. In effetti, una considerazione, che è quella che fa anche Emojipedia, è che non vi è differenza tra le conversazioni generiche e quelle su Coronavirus, gli utenti continuano a fare comunque uso di due emoji che sono usate costantemente in tutte le conversazioni.

    15 emoji coronavirus

    Potrebbe anche essere che, in quella fase temporale, stiamo parlando della settimana in cui in Italia, ad esempio, ci si avviava al lockdown totale, dopo la costituzione delle due zone rosse nel lodigiano e in Veneto, c’era voglia di sdrammatizzare. Intendiamoci che questa è un’analisi a livello globale, è evidente che in altri paesi la situazione non veniva vissuta allo stesso modo, e questo si riflette anche nelle conversazioni e nell’uso di quelle emoji.

    Da notare che tra quelle più usate c’è l’emoji della bandiera italiana che, nella tipologia, risulta essere la più usata, anche più di quella cinese. L’utilizzo si spiega perché, come dicevamo, in quei giorni l’Italia diventava l’epicentro mondiale dell’epidemia.

    Insomma, alla fine anche dalla analisi delle emoji si possono trarre delle conclusioni interessanti.

    E voi che ne pensate?

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