Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Su Instagram arrivano i Like, privati, nelle Stories

    Su Instagram arrivano i Like, privati, nelle Stories

    Su Instagram arrivano i Like, privati, nelle Stories. Non ci sarà nessun contatore pubblico, i like saranno visibili solo all’utente.

    La notizia era stata già annunciata qualche tempo fa, ma adesso con l’annuncio di Adam Mosseri, è diventata ufficiale. Su Instagram stanno per arrivare i Like nelle Stories, ma saranno sempre privati.

    Come già sapete, per interagire con le Stories di Instagram si potevano usare le emoji che, comunque, rischiavano di intasare i DM, così come anche solo scrivere un commento. Tutto finiva all’interno dei messaggi privati.

    Ma con questa nuova funzionalità, i Like, molto attesi per le Stories, non compariranno all’interno dei messaggi privati. Infatti, da oggi nelle Stories comparirà una icona a forma di cuore con cui esprimere appunto un “Like”.

    Su Instagram arrivano i Like, privati, nelle Stories

    Nessun contatore visibile

    Non ci sarà nessun contatore visibile, se è questo che vi state chiedendo, ma il Like sarà visibile solo dall’utente che ha pubblicato la storia e lo stesso Like comparirà nella schermata che offre la possibilità di vedere che ha visto il contenuto insieme alle altre informazioni.

    Quindi, nessun contatore pubblico per i Like nelle storie, un approccio diverso da quello che Instagram ha tenuto per i post pubblicati all’interno del feed. Come ricorderete, Instagram aveva provato nel 2019 a nascondere i Like, per rendere gli utenti meno schiavi di una dinamica legata al “mi piace” poco salubre. Salvo poi fare marcia indietro lo scorso anno, dopo due anni. Adesso sono gli utenti a decidere se i Like devono essere visibili, o meno. E da quello che si vede, tutti lasciano l’impostazione di default, ossia con i Like pubblici.

    L’idea sembra quella di provare a monitorare la reazione degli utenti rispetto a questa nuova possibilità. Anche se, ci scommettiamo, quella di rendere i Like pubblici non è un’idea così remota e presto potrebbe comparire un contatore. Vedremo.

  • Safer Internet Day 2022, ecco 10 consigli di Twitter

    Safer Internet Day 2022, ecco 10 consigli di Twitter

    Safer Internet Day 2022, la Giornata Internazionale per la promozione di un Internet più sicuro. Ecco 10 consigli di Twitter per una conversazione più sicura.

    Safer Internet Day 2022, la Giornata Internazionale per la promozione di un Internet più sicuro. E questa giornata, oggi 8 febbraio 2022, cade in un momento storico molto particolare, dove la sicurezza su Internet e sui social media in particolare, è molto sentita.

    E a proposito di social media, Twitter, come sempre in queste occasioni, fa sempre la sua parte. Intanto viene aggiunto a #SaferInternetDay, e ad altri hashtag annessi come #SicurezzaInRete, #GiornataMondialeDellaSicurezzaInRete, #GiornataDellaSicurezzaInRete e #SID, la emoji della giornata, un modo per incoraggiare la conversazione attorno a questi temi.

    E proprio per questa occasione, dicevamo, Twitter ha ideato una guida per illustrare tutte le funzioni a disposizione degli utenti per accrescere in prima persona la loro sicurezza e sentirsi sempre più a proprio agio quando si uniscono a una conversazione.

    Safer Internet Day 2022, consigli di Twitter

    Nuove funzioni per la sicurezza

    Infatti, segnalare un tweet non è l’unica azione disponibile. Esistono molte altre nuove funzioni dedicate alla sicurezza. Vediamole insieme:

    • Blocca: si può impedire a specifici account di contattare e seguire il proprio profilo, oltre a visualizzare i Tweet. Maggiori info sulla funzione a questo link;
    • Silenzia: si possono silenziare i Tweet di un account rimuovendoli dalla timeline senza bloccarlo o smettendo di seguirlo. Si possono anche silenziare determinate parole, conversazioni, frasi, username, emoji o hashtag. Maggiori info sulla funzione;
    • Rimuovi follower: non è necessario bloccare direttamente qualcuno su Twitter.
      Accedendo alla lista dei follower, infatti, è ora possibile rimuovere uno specifico account dal proprio elenco;
    • Contenuti sensibili: l’impostazione predefinita di Twitter è quella di avvertire l’utente quando si trova di fronte ad un contenuto potenzialmente sensibile. Si può modificare questa opzione nelle impostazioni del profilo, scegliendo di visualizzare sempre i contenuti sensibili.

    Consigli di sicurezza per i DM

    Ma Twitter offre dei consigli molto utili per mantenere sicuri la conversazione e lo scambio di messaggi tra gli utenti in DM, come questi:

    • Nascondi risposte: ogni utente può scegliere se rendere visibile o meno una risposta ad un proprio Tweet. Se una risposta è fuori tema o è spam si può cliccare su di essa e nasconderla. Le risposte non verranno cancellate, e per poterle visualizzare sarà necessario fare doppio click. Maggiori info qui;
    • Controlli di conversazione: ciascun utente di Twitter può scegliere in qualsiasi
      momento chi può rispondere o interagire con un proprio Tweet. Questa funzione è utile per gestire una conversazione senza dover ricorrere alla funzione Blocca e può prevenire lo spam. Qui la guida completa alle impostazioni per controllare le conversazioni;
    • DM: sarà l’utente a scegliere chi può contattarlo attraverso i DM – messaggi in privato. Le impostazioni dei DM permettono all’utente di filtrare i messaggi indesiderati e limitare i contatti da parte di persone che non si seguono. Maggiori informazioni a questo link.

    Come mantenere i dati in sicurezza

    Infine, ecco alcuni consigli per mantenere sicuri il proprio profilo e i propri dati:

    • Autenticazione a due fattori: oltre alla password, ogni utente può aggiungere un ulteriore livello di sicurezza per il proprio account. Maggiori info qui per scoprire come impostare questa funzione;
    • Protezione dei Tweet: gli utenti possono decidere di rendere i loro Tweet visibili solo ai propri follower. Qualora un altro utente desiderasse seguire un profilo non pubblico, si riceverà una richiesta di follow. Ecco maggiori informazioni su questa funzione;
    • Identificazione: si possono tenere separati gli amici reali da quelli di Internet. Quando un nuovo utente si unisce a Twitter verranno suggeriti gli account da seguire sulla base di e-mail e/o numeri di telefono, se forniti. Se non si vuole essere suggeriti ai nuovi account sulla base di questi dati, si può disabilitare la possibilità di essere identificati.
      Dettagli a questo link.
  • Se Facebook e Instagram scomparissero, una riflessione

    Se Facebook e Instagram scomparissero, una riflessione

    Ma davvero Facebook e Instagram rischiano di non funzionare più in Europa? Uno scenario, possibile quanto improbabile, che induce a fare una riflessione e a cambiare il nostro approccio verso i social media.

    Meta potrebbe chiudere le due piattaforme principali, come sono appunto Facebook e Instagram, in Europa. Una notizia che sta facendo il giro del mondo. Ma davvero potrebbe accadere una cosa del genere? Cerchiamo di capire perché potrebbe avverarsi questo scenario.

    Intanto partiamo da un punto fermo che è rappresentato dalla gestione dei dati degli utenti. Come sapete, con l’Europa da tempo esiste un contenzioso con le grandi aziende tech, che gestiscono app e piattaforme social media con centinaia di milioni di utenti, riguardo alla gestione dei dati al di fuori della SEE (Spazio Economico Europeo: Unione Europea incluse Norvegia, Liechtenstein e Islanda).

    Facebook e Instagram potrebbero non funzionare in Europa, lo scenario

    Il contenzioso, per cercare di essere sintetici ed esaustivi, nasce dal fatto che l’UE, prevede che il trattamento dei dati dei cittadini europei, al di fuori dell’Europa con diversa collocazione geografica, avvenga in due casi: nel caso lo richiedano gli stati esteri e nel caso lo richiedano le organizzazioni internazionali, come l’ONU e altre.

    Se Facebook e Instagram scomparissero, una riflessione

    Questo perché, mentre la circolazione dei dati dei cittadini europei è libera all’interno della SEE, è vietato che questo trattamento avvenga al di fuori.

    Però, nel caso del trattamento dei dati in paesi diversi dall’UE, il regolamento europeo richiede che il trattamento mantenga il principio dell’adeguatezza. Vale a dire, che le aziende che volessero trattare i dati di cittadini europei in server localizzati negli Usa, tanto per restare nella situazione di specie, devono osservare le regole europee previste dal famoso GDPR.

    Questo per avere un quadro chiaro della situazione sotto il profilo delle regole europee e per inquadrare meglio il tema.

    L’impossibilità di garantire alcuni servizi

    Ora, succede che nei documenti che Meta ha depositato presso la SEC (ricordiamo, l’ente americano equiparabile alla nostra Consob) ha delineato uno scenario in cui potrebbe accadere che, per via delle regole che vigono in Europa, l’impossibilità di garantire alcuni servizi (per i motivi che abbiamo visto sopra) come appunto Facebook e Instagram.

    I documenti sono quelli rivolti ai propri investitori e, come sempre accade in casi come questi, l’azienda prefigura anche gli scenari più nefasti, proprio per “avvisare” gli investitori che questo scenario, per quanto improbabile, potrebbe comunque verificarsi. Si tratta di una sorta: “non dite poi che non ve l’avevo detto!“. Ecco, proprio così.

    Come detto, lo scenario che Meta possa sospendere, o addirittura chiudere, Facebook e Instagram in Europa, rinunciando a oltre 300 milioni di utenti, è ipotesi assai remota, improbabile, impensabile. Eppure, se non viene trovato un accordo, cosa che invece avverrà, lo scenario potrebbe essere questo.

    Ma se, come abbiamo visto, questa ipotesi che Facebook e Instagram non dovessero più funzionare in Europa è probabile, quanto remota, non sarebbe invece il caso di porsi qualche domanda?

    È il momento di cambiare il nostro approccio verso i social media

    Non sarebbe il caso di cominciare a delineare uno scenario post-Facebook?

    Nel senso che, forse è meglio che cominciamo a rendere la nostra persona, i nostri profili, la nostra immagine meno dipendente dalle piattaforme social, meno dipendente dagli algoritmi, e cominciassimo a considerare la conversazione per come è.

    Insomma, fino ad ora, e la pandemia lo ha accentuato in un certo senso, abbiamo dedicato completamente le nostre esistenze a questi strumenti. Ben inteso, sono sempre validi e preziosi, ma come strumenti vanno utilizzati e non come esclusivi contenitori delle nostre esistenze.

    Anche perché, se continuassimo con questo approccio esclusivo, rischieremmo di restare senza la nostra esistenza digitale nel momento in cui queste piattaforme non dovessero più funzionare.

    Deve cambiare l’approccio

    Allora, l’approccio deve cambiare, e la pandemia, ancora una volta, ce lo ha dimostrato. Dobbiamo usare questi strumenti per comunicare con altre persone, mettendo in risalto la conversazione umana, quella che non dipende da algoritmi, ma solo dalla volontà di confrontarsi. Perché se un giorno tutto questo non dovesse più esistere, almeno siamo sicuri di aver creato una Relazione che può svilupparsi anche al di fuori di queste piattaforme. Saremmo sicuri che le nostre esistenza potrebbero continuare anche in altri luoghi, sempre con lo stesso approccio.

    Forse è un concetto ancora troppo astratto, che vale anche per le aziende, ma in qualche modo da questa notizia dobbiamo trarne un insegnamento e una riflessione.

    È arrivato il momento di usare i social media come strumenti di Relazione tra persone, senza lasciarsi guidare dagli algoritmi. Solo così potremmo essere sicuri di quello che abbiamo realizzato e non ci preoccuperemmo più di tanto se queste piattaforme dovessero scomparire, un giorno.

  • Su Twitter arrivano i giudizi negativi, ma non pubblici

    Su Twitter arrivano i giudizi negativi, ma non pubblici

    Su Twitter arriva la possibilità di esprimere giudizi negativi sui commenti, con la freccia verso il basso, anche se non saranno pubblici. Una modalità che si presta ad altri utilizzi rischiosi e ci si chiede, legittimamente, se sia una modalità utile.

    Twitter continua la strada dell’evoluzione, a suo modo. Dopo aver trascorso l’ultimo anno, il 2021, all’insegna dell’innovazione della piattaforma, introducendo importanti novità come Twitter Spaces, ad esempio, ecco che il 2022 inizia con l’introduzione dei giudizi negativi sui commenti, quello che in gergo viene definito downvoting. Altro non è che la possibilità di esprimere un parere negativo su un contenuto.

    Sulla piattaforma da 280 caratteri, i giudizi negativi ad un tweet di commento ad un altro potranno essere espressi cliccando, o facendo tap-in, su una freccetta che indica verso il basso. Tale giudizio però non verrà reso pubblico, ma resterà solo valido per l’algoritmo di Twitter. La raccolta di giudizi negativi sui tweet servirà alla piattaforma per meglio proporre contenuti interessanti per gli utenti.

    Invece, quelli che saranno espressi come giudizi positivi saranno pubblici, solo ed esclusivamente, sotto forma di like, quindi cuoricini.

    Pareri negativi in test per un piccolo gruppo di utenti

    La possibilità verrà estesa ad un piccolo gruppo, nella fase iniziale per la versione web e anche sull’app per iOS e Android. Poi sarà gradualmente disponibile per tutti gli utenti.

    Su Twitter arrivano i giudizi negativi non pubblici

    Twitter fa sapere che la fase di test ha rivelato che gli utenti farebbero ricorso al downvoting come alternativa alla possibilità di silenziare l’utente o di segnalare il contenuto come spam.  Infatti, dalla fase di sperimentazione, viene fuori che gli utenti hanno utilizzato i giudizi negativi con la finalità di indicare alla piattaforma quei contenuti che non vogliono vedere.

    Obiettivo di Twitter è sempre quello di migliorare la conversazione dal punto di vista della qualità.

    Non è certo la prima volta che su una piattaforma social media appare la possibilità di esprimere un parere negativo verso alcuni contenuti. Come sapete, questa possibilità esiste già su Reddit, anche se un po’ diversa da come la vuole adottare Twitter. Ed esiste anche su YouTube, anche sa da un po’ di tempo il numero dei giudizi negativi viene nascosto.

    Il tentativo di Facebook nel 2018

    Ci aveva provato anche Facebook nel 2018, facendo partire una fase di test, ma senza dare seguito a quella iniziativa.

    Abilitare la possibilità di esprimere un giudizio negativo ad un tweet di commento, un dislike per intenderci, può prestarsi ad usi differenti. Come, ad esempio, quello di segnalare come contenuti negativi quelli che esprimono opinioni diverse dalla nostra. E tutto questo verrebbe immagazzinato dall’algoritmo di Twitter, il quale non farà altro che costruire attorno a noi una bolla, grande, ma sempre con dei confini evidenti.

    Per non parlare di come questa possibilità di esprimere giudizi negativi possa trasformarsi in molestie mirate semplicemente per il gusto di farlo e per danneggiare altri utenti.

    Il rischio c’è e ci si chiede, legittimamente, se davvero questa funzionalità ha motivo di esistere su una piattaforma come Twitter.

  • Social Media nel 2022, ecco uno sguardo globale

    Social Media nel 2022, ecco uno sguardo globale

    Puntuale come sempre, in questo periodo, viene pubblicato uno dei report più attesi sui Social Media, il Digital 2022 Global Overview Report. Dai dati emerge che i Social Media crescono del 10%.

    Dopo aver visto la mappa che ci aiuterà, in questo 2022, ad orientarci all’interno del grande mondo dei social media, è il momento di dare uno sguardo globale grazie ai dati dell’ormai celebre Digital 2022 Global Overview Report, edizione gennaio 2022.

    Il rapporto, come ormai abbiamo imparato in questi anni, è ricco di informazioni e, come sempre, noi ci concentreremo proprio sui Social Media che, in questo ultimo anno, crescono, rispetto al numeri di utenti attivi, di ben il 10,1%.

    Partiamo quindi con il nostro racconto che, come sempre, inizia con il riportare i dati internet in generale, per poi avvicinarci ai dati sull’uso dei social media, numeri di utenti, piattaforme e casi che caratterizzeranno questo 2022.

    E quindi, partiamo col dire che oggi, nel mondo le persone connesse a Internet sono quasi 5 miliardi (4,95 miliardi) su una popolazione complessiva che ormai è arrivata a toccare gli 8 miliardi. E, rispetto all’ultimo anno, si riscontra una crescita del 4%. Per la verità, un dato che equivale ad un terzo, in termini percentuali, a quello registrato tra il 2015 e il 2016 con il 12,5%.

    Social Media nel 2022, uno sguardo globale

    Rispetto a questo dato, c’è da considerare il dato del 37% di persone che ancora oggi non riesce a connettersi a Internet nel mondo.

    Social Media 2022, crescono a due cifre

    Solo i Social Media crescono a due cifre, con +10,1% e 424 milioni nuovi utenti nel mondo (58,4% rispetto al totale della popolazione mondiale connessa a Internet) e +77 milioni nell’ultimo trimestre. Dato percentuale inferiore comunque a quello registrato un anno prima, quando era 13,2%, o inferiore a quello tra 2012 e 2013 con +16%.

    Restando sui dati che riguardano i social media, il numero di piattaforme, in media, usate per utente è 7,5.

    Il tempo trascorso sui social media, in media al giorno per utente, è di 2 ore e 27 minuti, in rialzo dell’1,4% rispetto ad un anno prima. Niente di paragonabile al dato relativo al 2016, quando si registrò +15,3%. Le quasi due ore e mezza giornaliera significano il 35,2% del tempo trascorso connessi a Internet, quindi oltre un terzo sul totale.

    Social Media 2022, tempo trascorso

    Restando sul tempo trascorso, il report ci offre la possibilità di vedere anche dove gli utenti trascorrono più tempo. E al primo posto troviamo YouTube con 23,7 ore al mese per utente; segue poi Facebook con 19,6 ore al mese, lo stesso tempo registrato su TikTok; WhatsApp con 18,6 ore al mese. Su Twitter 5,1 ore al mese.

    Per quanto riguarda TikTok, vero fenomeno del 2021, anno in cui ha superato 1 miliardo di utenti, il paese dove si registrato il numero di ore trascorse per mese è Uk, con 27,3 ore; a seguire la Russia con 26,3 ore; e Usa con 25,6 ore.

    Abbiamo visto prima il numero di 7,5 piattaforme usate dagli utenti ogni mese.

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Social Media 2022, le piattaforme preferite dagli utenti

    Vediamo quindi adesso quali sono, effettivamente le piattaforme preferite dagli utenti, a livello globale, dove nelle prime tre posizione troviamo 3 delle 4 app della famiglia Meta. Messenger è infatti più distaccata:

    1. WhatsApp – 15,7%
    2. Instagram – 14,8%
    3. Facebook – 14,5%
    4. Wechat – 11,4%
    5. Douyin – 5,1%
    6. TikTok – 4,3%
    7. Twitter – 3,3%

    Social Media 2022, piattaforme preferite

    Social Media 2022, le piattaforme più usate

    E queste invece le piattaforme social media più usate, sempre a livello globale, dove ritroviamo quelle che appartengono ai famosi tre blocchi, e cioè: Meta, Tencent e Alphabet.

    1. Facebook
    2. YouTube
    3. WhatsApp
    4. Instagram
    5. Wechat
    6. TikTok
    7. Messenger

    Social Media 2022, piattaforme più usate

    Social Media 2022 e il lavoro

    Un aspetto molto interessante che coglie il rapporto è quello che riguarda i Social Media come strumento di lavoro. Dai dati emerge che 1 utente su 4 usa i social media per il proprio lavoro. Una cifra che tende ad essere più alta nei paesi con economie in via di sviluppo.

    Infatti, in Kenya il 41,5% degli utenti sostiene di usare i social media come strumenti per la propria attività; seguono poi le Filippine e Sud Africa, dove si nota che più di un terzo degli utenti usano i social media per lavoro (36,7% e 36,3%). La media a livello globale degli utenti che usano le piattaforme e le app social media per il lavoro è del 22,9%.

    Per fare esempi di paesi molto sviluppati, possiamo citare gli Usa 14,8%, Uk 13,3%, Francia 10,9%.

    In Italia la percentuale rilevata è molto bassa, si attesta infatti al 9,8%, quindi meno del dieci percento degli utenti italiani tra i 16 e i 64 anni. Un dato che, forse, sorprenderà tutti coloro che stanno leggendo in questo momento.

    Peggio fa anche la Germania con l’8,9%.

    Ecco, queste le nostre considerazioni sul report tra i più attesi dell’anno che invitiamo a consultare a questo indirizzo.

  • Quando i social media sono un problema sul lavoro

    Quando i social media sono un problema sul lavoro

    Una recente ricerca di Kaspersky ci mostra come i social media possono costituire un problema per l’uso che gli utenti ne fanno e anche per il proprio lavoro.

    Una recente ricerca di Kaspersky, azienda leader per quanto riguarda i software per la sicurezza informatica, ha messo in evidenza quelle che sono le attitudini dei consumatori europei riguardo alla gestione del proprio profilo online. E quindi vale l’account sui social media, quello per l’home banking o quello usato per fare acquisti online.

    L’indagine ha coinvolto oltre 8.500 utenti di età superiore ai 16 anni e residenti in 11 paesi europei, Italia compresa (gli utenti italiani sono stati 1.072).

    Il report non è lunghissimo, ma mette in evidenza alcuni risultati interessanti che meritano di essere riportati e commentati. Soprattutto la parte che riguarda i social media e il lavoro.

    Gestire la propria identità digitale

    Come sappiamo, gestire il proprio profilo sui social media si intende gestire la propria immagine digitale. Costruire la propria immagine significa costruire il proprio personaggio, significa quindi raccontarsi, specificare i propri interessi, raccontare le proprie competenze. Tutto questo ha senso se si riesce a costruire attorno a questa attività un proprio pubblico che segue con attenzione quello che facciamo e come lo facciamo.

    Quando i social media sono un problema sul lavoro

    Possiamo dire che stiamo parlando di personal branding e, di certo, tutto questo ha a che fare con la Reputazione. Ecco, tutte le persone che gestiscono la propria immagine online, devono monitorare il modo in cui condividono contenuti e il modo in cui interagiscono con il proprio pubblico.

    Di fatto però viene a mancare un pezzo in tutto questo. Ed è la storia di ciascuno che non può essere immediatamente resa disponibile. Le persone interagiscono online, soprattutto attraverso i social media, per quello che vedono e non per quello che storicamente conoscono. E sulla base di questo gli utenti che ci seguono si fanno un’idea.

    Certo, la storia può essere raccontata, col tempo, e non in maniera immediata.

    I social media nella vita di tutti noi

    Ecco, tutta questa premessa perché una parte del report di Kaspersky si concentra sul ruolo che hanno i social media nella vita di ciascuno di noi e che conseguenze scaturiscono da ciò che postiamo, prendendo in considerazione anche il lavoro.

    Intanto, quello che emerge dalla ricerca è che l’84% degli utenti europei intende cancellare almeno una cosa che ha pubblicato nel tempo sui propri profili social media. La percentuale arriva poi all’82% di quelli che vorrebbero cancellare qualcosa pubblicata nell’ultimo anno. Un segnale questo che indica come il tema sia sempre più sentito, specie in un momento in cui c’è molta attenzione su questo fronte.

    Se guardiamo poi il dato che riguarda la Generazione Z, allora la percentuale di quelli che vogliono cancellare qualcosa pubblicata nell’ultimo anno sale all’86%. Tra gli over35 si arriva al 70%.

    Ma quali sono questi contenuti che gli utenti europei vogliono cancellare?

    Cosa vogliono cancellare gli utenti

    Nel 21% dei casi si tratta di una foto poco presentabile o una che contiene un tag indesiderato, questo nel 20% dei casi (18% in Italia). Il 17% degli utenti poi vorrebbe cancellare qualche elemento della propria storia che potrebbe essere frainteso o che addirittura possa apparire imbarazzante, nel 16% dei casi.

    Il report, come dicevamo, mette in relazione questi atteggiamenti anche con il lavoro. E si scopre, da questo punto di vista, alcuni contenuti sono diventati un problema per la propria occupazione e per la propria carriera.

    Praticamente 3 utenti su 10 (30%) ammettono che un post pubblicato sui social media ha costituito un problema per la loro carriera. Un dato che sale fino al 35% all’interno della Generazione Z.

    Per dare qualche dato in più, questo è vero per il 46% degli utenti svizzeri, per il 42% degli utenti slovacchi e per il 32% degli utenti in Uk e Austria. In Italia lo dichiara il 22% degli utenti.

    Social media e sofferenze sul lavoro

    Vi è poi un 42% di utenti che dichiara di conoscere almeno un utente che abbia sofferto, sul lavoro, in seguito a una pubblicazione su qualche piattaforma social. Dato analogo anche in Italia.

    Ma i datori di lavoro, o chi si occupa di selezionare figure lavorative, non sono gli unici a guardare come si muovono le persone. Anche i propri colleghi lo fanno. La ricerca evidenzia, appunto che il 40% degli utenti dichiara di aver giudicato un/una collega dopo aver visto il suo profilo sui social media. In Italia la percentuale è quasi la stessa con il 38%.

    Oltre a tutto questo, esiste poi un problema di percezione che ognuno di noi ha di sé e si preoccupa della percezione che possano avere gli altri. Questo è vero anche per ciò che riguardo i social media.

    La ricerca rileva come il 42% degli utenti afferma di non sentirsi pienamente rappresentato dal proprio profilo social (38% in Italia) e il 48% è convinto che altri, consultandolo, potrebbero farsi un’idea sbagliata.

    Infine, mentre il 15% degli utenti ha dichiarato di aver cancellato vecchi post vecchi di 5 anni (9% in Italia), il 65% dichiara di aver cancellato quelli degli ultimi due anni (stesso dato in Italia, di cui 16% negli ultimi 6 mesi). Questo a testimonianza del fatto che proprio negli ultimi anni questo tema per molti utenti è diventato centrale.

  • Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter permetterà agli utenti di utilizzare NFT all’interno della proprio foto profilo. Al momento questo è possibile per gli utenti abbonati a Twitter Blue su iOS.

    E così, mentre due giorni fa Meta, la società che controlla le app come Facebook e Instagram, annunciava di voler creare dei piani per permettere la creazione e la vendita di NFT, ecco che arriva anche Twitter.

    Per la verità, l’interesse di Twitter per gli NFT non è certo una sorpresa, visto quanto fatto negli ultimi mesi dall’ormai ex CEO, Jack Dorsey. A sorprendere è la modalità con cui Twitter, oggi guidata da Parag Agrawal.

    Infatti, nella giornata di ieri, la società di San Francisco ha annunciato che permetterà agli utenti abbonati a Twitter Blue di poter aggiungere un NFT all’interno della propria foto profilo. Al momento questa possibilità è concessa solo agli utenti iOS e solo agli utenti che usano, appunto Twitter Blue, e cioè quelli che vivono negli Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

    Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter Blue, la versione a pagamento

    Ricordiamo che Twitter Blue è la versione a pagamento, 2.99 dollari al mese, di Twitter che permette di usare funzionalità esclusive, tra cui anche questa di usare NFT per la foto profilo.

    Per poter impostare un’immagine NFT come foto profilo, bisogna associare l’account con l’indirizzo pubblico del portafoglio di criptovalute che si possiede. L’account Twitter sarà associato alle transazioni, attuali e storiche, del portafoglio di criptovalute, compresi tutti gli altri NFT che esistono nel portafoglio. Questo perché tali informazioni sono tutte disponibili sulla blockchain pubblica.

    https://twitter.com/TwitterBlue/status/1484226494708662273

    In ogni caso, Twitter specifica che agli utenti non verranno mai chiesti dei soldi o la chiave privata del portafoglio. Il collegamento all’indirizzo serve per certificare la proprietà dell’NFT inserito nella foto profilo, che verrà reso evidente da una forma esagonale e non dalla classica forma circolare.

    In parole povere, se qualcuno volesse usare quella stessa immagine che voi avete nel vostro profilo, potrebbe utilizzarla ma non potrebbe dimostrare di esserne il proprietario. Ecco perché la sua foto profilo risulterebbe con la classica forma circolare.

    I portafogli che possono essere collegati sono questi, al momento: Argent, Coinbase Wallet, Ledger Live, MetaMask, Rainbow, Trust Wallet.

    Che cosa significa tutto questo per Twitter?

    Senza dubbio, la grande integrazione con la tecnologia del momento per provare ad attirare sulla piattaforma chi già usa ed appassionato ai temi NFT, blockchain e criptovalute.

    Ma questa mossa va anche letta come una forma di rifiuto alla posizione di Jack Dorsey che è notoriamente orientato verso i bitcoin. Di recente ha affermato che con una maggiore diffusione dei bitcoin si avrebbe presto “la pace nel mondo”.

    Twitter in questo modo abbraccia il grande tema che sta appassionando tutti, ossia il Web 3.0 con Internet si caratterizza con una tecnologia basata sulla blockchain invece che su infrastrutture su cloud e server privati. Una impostazione, questa del Web 3.0 che viene avversata proprio da Jack Dorsey.

    Insomma, sebbene sia ancora una modalità limitata, aperta solo ai pochi utenti che usano Twitter Blue, per Twitter questo è un passaggio fondamentale.

    Vi consigliamo di consultare comunque questa pagina dell’Help Center di Twitter che raccoglie un po’ di informazioni da tenere a mente.

    Cosa si intende per NFT

    Abbiamo già provato a tracciare una definizione di NFT, “non-fungible-Token”. Si tratta di un token non fungibile, quindi non intercambiabile o sostituibile, un vero pezzo unico.

    Provando a stare sull’attualità, con NFT è possibile comprare e vendere la proprietà di oggetti digitali unici e di tenere traccia di chi li possiede usando la blockchain. Per oggetti digitali si intende qualsiasi cosa che sia digitale, inclusi disegni, GIF animate, canzoni o oggetti nei videogiochi. Anche tweet, come è stato proprio nel caso della vendita del primo tweet di Jack Dorsey.

    Volendo fare alcuni esempi di vendita di NFT di cui si è discusso molto, possiamo citare Nyan Cat, la cui GIF è stata venduta per oltre mezzo milione di dollari, circa 300 Ethereum. Oppure il meme degli occhiali “deal with it” venduto per circa 8 mila dollari.

  • Mobile 2022, ecco le app social media più usate in Italia

    Mobile 2022, ecco le app social media più usate in Italia

    Dal recente report di AppAnnie, State of Mobile 2022, ricco di informazioni, ecco quelle che sono le app social media più usate e scaricate dagli italiani in ambito social media. Un quadro che ci aiuta a capire come interpretare il nuovo anno appena iniziato.

    Il recente report di AppAnnie, che di consueto ci fotografa il panorama Mobile guardando al nuovo anno, il 2022. Si tratta di un report molto corposo e pieno di informazioni, ma noi abbiamo cercato di provare a semplificarlo riportando quelle che sono le app social media più usate e scaricate nel nostro paese.

    Partendo da uno scenario globale in cui gli utenti smartphone trascorrono 4,8 ore al giorno sugli smartphone, un dato in crescita del 30% negli ultimi due anni, con 230 miliardi di app scaricate a livello globale, con una crescita del 5% in un anno (sono state più di 435 mila le app scaricate al minuto nel 2021), proviamo a delineare lo scenario italiano riportando le app social più scaricate e usate dagli italiani dal report di AppAnnie “State of Mobile 2022”.

    Mobile 2022, le app social media più usate in Italia

    Andando a vedere quali sono le app mobile più scaricate dagli italiani, per avere anche un quadro più chiaro per fare delle considerazioni sul 2022, si ha la conferma che la pandemia ha influito anche da questo punto di vista, un dettaglio che si coglie forse di più nel nostro paese rispetto ad altri paesi europei. Proprio dal punto di vista delle app più scaricate.

    Partiamo, dunque, dalle app della categoria Social, quelle che rientrano nella fascia dei social media, l’argomento che più ci interessa di solito.

    I trend delle app social media per il 2022

    A livello globale, i trend che caratterizzano l’uso delle app social media riguardano la Realtà Aumentata, fenomeno che su Snapchat conta ormai 6 miliardi di interazioni ogni giorno, e il Live Streaming, fenomeno cresciuto di 9 volte negli ultimi 4 anni, con una crescita delle app di streaming del 40% in un anno.

    Altro fenomeno, a livello globale, non è certamente nuovo, ma sicuramente il 2021 è stato il suo anno. E stiamo parlando di TikTok, la celebre app di video brevi, che risulta essere la più scaricata e usata più o meno ovunque e proprio nel 2021 ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti.

    Di sicuro, il fenomeno crescente del Metaverso non potrà prescindere dal mobile, e questo lo vedremo già nel corso di questo 2022.

    Ma ora passiamo invece a vedere quali sono le app più scaricate e usate in Italia e osservare se, anche nel nostro paese, trovano spazio i trend che abbiamo appena evidenziato.

    Mobile 2022: le app social media più scaricate in Italia

    Le app social media più scaricate in Italia sono state nel corso del 2021, così come evidenziate dal report di AppAnnie, sono queste:

    1. IO, l’app dei servizi pubblici – lanciata nell’aprile 2020, l’app ha avuto un ruolo centrale durante la pandemia per ricevere tutta una serie di servizi, tra i quali anche quello riguardante la ricezione del green pass.
    2. WhatsApp – l’app di messaggistica istantanea di Meta è sempre molto amata nel nostro paese. L’app risulta essere la più scaricata, tenendo conto dell’Europa, in Uk e Francia.
    3. Telegram – sul podio l’altra app di messaggistica che nel nostro paese continua ad avere un notevole riscontro e lo scorso anno ha visto una crescita esponenziale quando l’app di Meta aveva comunicato di voler aggiornare le regole sulla privacy rendendole, in un primo momento, obbligatorie.
    4. TikTok – mentre l’app è prima, tra le più scaricate, in Germania, Russia e Turchia, oltre he a livello globale, nel nostro paese non rientra sul podio. Anche se, come vedremo tra poco, è quella, nella categoria Social, più usata dagli italiani.
    5. Instagram – la concorrenza tra l’app di Meta e l’app di ByteDance è sempre più serrata e lo si vede anche da questi numeri.

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Mobile 2022: le app social media più usate dagli italiani

    E ora passiamo a vedere le app dove gli italiani trascorrono più tempo, e quindi usano di più. E sono:

    1. TikTok –  l’app di ByteDance anche nel nostro paese si conferma come quella più usata, un dato riscontrato in tutti i paesi EMEA, tra in Russia dove regna VKontakte.
    2. Bigo Live – in seconda posizione, tra le più usate nella categoria live streaming e si conferma anche nel nostro paese.
    3. Facebook – l’app di Meta, la principale piattaforma social media più usata in Italia, continua ad avere molto riscontro, in termini di utilizzo, anche da mobile.
    4. Follower Analytics for Instagram – app molto usata dagli utenti più giovani per tracciare l’andamento dei propri follower su Instagram.
    5. Joi – app di video chat molto popolare tra i più giovani.

    A parte il caso IO, diciamo che nel nostro paese trovano conferma i trend mobile del momento, come il fenomeno TikTok e quello del live streaming. Due trend emersi chiaramente durante la pandemia e che caratterizzeranno anche il 2022 appena iniziato. Senza contare il grande fenomeno del metaverso che entrerà prepotentemente nel nostro utilizzo quotidiano.

    Mobile 2022: ecco tutte le app più scaricate e usate in Italia

    Infine, diamo un’occhiata a quelle che sono le app più usate e scaricate in assoluto, considerando anche la categoria delle app in termini di utenti attivi mensili.

    Mobile 2022, le app più scaricate in Italia

    Mettendo da parte le app istituzionali e funzionali, come Poste ID, IO e VerificaC19, val la pena segnalare l’exploit di Vinted, l’app che permette di vendere e scambiare articoli nuovi e usati. E poi WhatsApp continua ad essere molto scaricata. TikTok è in ottava posizione e Instagram in decima.

    Se guardiamo invece il dato della spesa, in prima posizione troviamo Dazn, l’app di live streaming degli avvenimenti sportivi, in seconda posizione Disney+ e in terza Google One.

    In termini di utenti attivi mensili, in assoluto, nelle prime quattro posizioni troviamo tutte le principali app di Meta in questo ordine: WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger. In quinta posizione troviamo l’app di Amazon, in sesta Telegram e in settima posizione Spotify. Netflix è in decima posizione.

    Per tutte le altre informazioni, potete consultare il report qui.

  • Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Diamo uno sguardo al panorama dei Social Media per il 2022 con questa mappa, dalla quale si nota che le principali piattaforme sono in mano a 3 aziende.

    Il 2022 è iniziato da pochi giorni e, come sempre, è bene dare un’occhiata al panorama esteso dei social media, per meglio comprenderne le dimensioni. Da qui si potranno fare delle considerazioni, perché è indubbio che le piattaforme sono cambiate e cambieranno ancora. Ma è necessario, viste le ultime vicissitudini, cambiare anche approccio.

    Bene, allora osserviamo più da vicino questo panorama dei social media per il 2022, grazie ad una preziosa infografica di Visual Capitalist che, come ormai ci ha abituato da diversi anni, ci mostra un dato ormai chiaro a tutti: le piattaforme più usate, quelle con più iscritti in assoluto, sono in mano a sole tre aziende. E parliamo di Meta (Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp), Tencent (WeChat, QZone e QQ) e Alphabet (YouTube).

    Subito dietro troviamo ByteDance (TikTok e Douyin), Kuaishou e Microsoft (LinkedIn, Teams e Skype).

    Social Media 2022, iniziamo con questa mappa

    I social media nelle mani di 3 aziende

    Nelle classifica delle prime 10 piattaforme social media più usate, notiamo che 6 sono concentrate nelle mani di 3 aziende. Con Meta che vede tutte le sue app praticamente ai vertici.

    Oggi i social media sono utilizzati da 4,5 miliardi di persone, vale a dire il 57% della popolazione mondiale. E, pensate, solo Facebook conta 2,9 miliardi di utenti, risultando molto forte, in termini di base utenti, in India (350 milioni), Usa (193 milioni) e Indonesia (142,5 milioni).

    Anche WhatsApp ormai è diventata ben più di una semplice app di messaggistica, contando più di 2 miliardi di utenti e, come Facebook, ha la sua roccaforte in India (390 milioni di utenti) e in Brasile (108 milioni).

    Restando nella famiglia Meta, sappiamo che anche Instagram ha di recente superato i 2 miliardi di utenti, ma, trattandosi di uno scoop, la notizia non troverà, ancora, conferme da parte della società di Zuckerberg. Ecco perché all’interno di questa classifica la piattaforma viene ancora considerata con poco più di 1,28 miliardi di utenti.

    Social media 2022, iniziamo con questa mappa

    Le piattaforma con oltre 2 miliardi di utenti arrivano dagli Usa

    Le piattaforme social media che hanno superato i 2 miliardi di utenti provengono tutte dagli Usa, come appunto Facebook e WhatsApp, insieme a YouTube che si piazza in seconda posizione tra le piattaforme social media più usate, con 500 ore di video caricate ogni minuti. Ed è l’unica di Alphabet.

    E poi ci sono quelle piattaforme che hanno superato il miliardo di utenti, come Messenger (1,3 miliardi di utenti), Instagram, WeChat (1,2 miliardi di utenti). Più avanti due app molto simili tra loro come Kuaishou, che sta per “mano veloce”, e TikTok, di ByteDance, che nel 2021 ha superato il traguardo di 1 miliardo di utenti. L’altra piattaforma di ByteDance, gemella di TikTok, Douyin, invece conta oltre 600 milioni di utenti.

    Ora, questa grafica e questi dati mostrano come ormai le piattaforme social media, in mano a poche aziende, hanno di gran lunga superato i confini territoriali e sono sempre più parte delle nostre vite. Parole quest’ultime che suonano come banali nel 2022, ma che è importante ribadire, specie alla luce di quanto successo negli ultimi due anni.

    Social Media 2022, iniziamo con questa mappa

    Esiste un problema di regolamentazione, ormai fin troppo evidente, delicato e di non facile soluzione. Così come esiste un problema di gestione. Lo scorso anno abbiamo visto cosa è successo dopo i fatti di Capitol Hill, ma sarebbe anche giusto ricordare che ormai dal 2009 Facebook è messo al bando in Cina, così come Twitter. La lista poi sarebbe lunghissima.

    Così come non si deve dimenticare il tentativo di Donald Trump di passare alla scomposizione di TikTok negli Usa. Situazione che portò Oracle ad un passo dall’acquisizione e poi non se ne fece più nulla.

    La disinformazione non nasce con i social media

    C’è da considerare che il fenomeno della disinformazione non nasce con i social media, come alcuni ritengono. Già del 1814 si usava la disinformazione per depistare le opinioni, quando appunto in quell’anno si fece credere, ad opera del “Colonnello Du Bourg”, che Napoleone fosse morto, provocando il crollo della borsa di Londra, senza che nessuno verificasse la notizia. E allora non c’era Twitter.

    I social media, vista la loro natura, hanno solo moltiplicato il fenomeno, vista la rapidità con cui si diffondono le informazioni che spesso vengono presentate come veritiere al punto che lo stesso utente non riesce a distinguere ciò che è vero da ciò che è palesemente falso.

    Il tema, come si può facilmente intuire, è di enorme complessità che merita un approfondimento a parte. L’intento era quello di dare una dimensione numerica dei social media che cresceranno man mano che vi accederanno sempre più persone.

    E questo non è affatto escluso che possa accadere, anche a breve, visto che nel 2021 ben il 37% della popolazione mondiale non aveva accesso a internet.

  • Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Il fenomeno social tv è sempre più diffuso. Ecco quindi i programmi più social del 2021. Dall’analisi di Talkwalker, troviamo conferma che Instagram è il canale dell’interazione e Twitter il canale del racconto live.

    Il fenomeno Social Tv è cresciuto nel tempo e oggi permette di seguire una sorta di secondo palinsesto dei programmi Tv sui social media. negli ultimi 7/8 anni abbiamo assistito ad un crescendo del fenomeno, complice la diffusione degli strumenti e l’aver compreso, da parte delle reti Tv, che il coinvolgimento generato dai social media giova ai programmi stessi.

    Un fenomeno che ci ha sempre interessato e che abbiamo sempre seguito. Ecco perché oggi vogliamo presentarvi i risultati che Talkwalker ha raccolto, attraverso lo strumento Social Content Ratings™, nel corso di questo 2021 che sta volgendo al termine.

    Guardiamo insieme quindi i programmi Tv che nel corso degli ultimi 12 mesi, più precisamente dal 1 gennaio al 15 dicembre 2021, hanno generato più interazioni sui social media in Italia.

    Diciamo subito che i programmi TV più social del 2021 sono: Amici di Maria De Filippi, Grande Fratello (Mediaset), Festival di Sanremo, Che Tempo che Fa (Rai), Lol e The Ferragnez (Prime Video).

    Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Se osserviamo bene, notiamo che questi programmi rappresentano il giusto mix di come oggi viene fruita la Tv italiana dagli utenti con programmi RAI, Mediaset e streaming (Prime Video in questo caso).

    Social Tv, la classifica dei programmi social 2021

    Nel dettaglio, Amici di Maria De Filippi (Mediaset) in 183 puntate ha totalizzato 152.374.000 interazioni (4.139.000 su Facebook, 121.614.000 su Instagram, e 26.053.000 su Twitter), seguita dal Grande Fratello Vip (Mediaset) che con tutte le sue 41 puntate ha totalizzato 104.673.000 interazioni complessive nel 2021 (23.159.000 su Facebook, 20.139.000 su Instagram e 1.908.000 su Twitter) e al terzo posto Che Tempo Che Fa (Rai) che nelle 31 puntate ha totalizzato 45.268.000 interazioni di cui 23.159.000 registrate su Facebook, 20.139.000 su Instagram e 1.908.000 su Twitter. Al quarto posto troviamo il Festival di Sanremo che con 5 serate registra un totale di 36.067.000 interazioni (3.459.000 su Facebook, 21.150.000 su Instagram e 11.350.000 su Twitter).

    Ad un primo sguardo, notiamo che trova conferma quello che abbiamo sempre sostenuto durante i nostri focus su momenti particolari andati in onda in Tv, e cioè che Instagram (lo vediamo dai numeri sopra) si conferma essere il canale dell’interazione, mentre Twitter si conferma essere il canale del racconto live.

    Sanremo sempre al primo posto

    Se guardassimo invece la classifica vista sopra dal unto di vista dei risultati in relazione al numero delle puntate andate in onda, si noterebbe che Festival di Sanremo (Rai) salirebbe al primo posto, davanti alla serata dell’Eurovision trasmessa da Rai che ha totalizzato 6.750.000 interazioni complessive (Facebook: 221.000; Instagram: 3.081.000; Twitter: 3.445.000), quindi Grande Fratello Vip (Mediaset), Che Tempo che Fa (Rai) al quarto posto, quindi a seguire Ballando sotto le stelle (Rai), L’isola dei Famosi (Mediaset) ed Amici (Mediaset).

    Guardando invece i programmi andati in onda sui canali in streaming, notiamo che The Ferragnez, la serie TV che racconta le vicende della famiglia di Chiara Ferragni e Fedez in onda da poche settimane, con 8.429.100 interazioni di cui 6.550 su Facebook, 8.360.700 su Instagram e 61.100 su Twitter; subito dietro troviamo “LoL –  Chi ride è fuori” (Prime Video) che nell’anno ha totalizzato 7.982.000 interazioni totali di cui 331.400 su Facebook, 7.284.600 su Instagram e 313.000 su Twitter. Al terzo posto “La Casa di Carta”, la serie Netflix che registra 6.684.000 interazioni totali, di cui 126.200 su Facebook, 6.177.000 su Instagram e 321.000 su Twitter.

    SkySport Uno avanti a tutti

    Nella classifica per “canali” SkySport Uno (Paytv) nel corso del 2021 totalizza 433.241.000 totali pari ad uno share Social Tv di 29,11%, seguito da Canale 5 con 369.773.000 interazioni (share 24,85%), Netflix (OTT) con 95.964.000 di interazioni (share 6,45%), quindi Rai Uno con 90.166.000 interazioni (share 6,06%) e poi Rai Tre con 67.610.000 (share 4,54%). In relazione a quest’ultimo dato, vanno segnalate le performance di Report con 7.283.000 interazioni, di cui 6.209.000 su Facebook. 270.000 su Instagram e 803.000 su Twitter.

    Per quanto riguarda le news, esaminando i tre principali canali, SkyTG24 totalizza 36.553.000 interazioni (di cui 11.209.000 su Facebook, 23.811.000 su Instagram e 1.532.000 su Twitter), segue Mediaset TgCom24 con 24.396.000 interazioni (14.115.000 su Facebook, 9.021.000 su Instagram e 1.226.000 su Twitter) e quindi RaiNews24 con 2.686.000 di interazioni di cui 1.487.000 su Facebook, 657.000 su Instagram e 542.000 su Twitter.

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