Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter, ecco come funziona Communities, per ora su invito

    Twitter inizia il test di Communities e mette in pratica quel processo di trasformazione, ormai avviato, annunciato da Jack Dorsey nel 2019. Le conversazioni adesso si sviluppano anche nelle community, per ora su invito. Ma presto le community saranno libere per tutti.

    Ad aprile del 2019, Jack Dorsey, CEO e co-founder di Twitter, al TED 2019 disse che era in atto una trasformazione di Twitter e che la piattaforma da 280 caratteri sarebbe diventata sempre più un luogo dove mettere in risalto gli interessi e, quindi, in contenuti. A distanza di 2 anni e mezzo quel processo di trasformazione è davanti agli occhi di tutti e, da un paio di giorni, inizi il test di Communities, la funzionalità che permetterà agli utenti di connettersi e conversare degli stessi interessi.

    Twitter Communities permetterà agli utenti di ritrovarsi all’interno di spazi (parola usata non a caso) e conversare su interessi specifici. Questo perché, come già specificato ad inizio di questo anno quando la funzionalità venne presentata, le raccomandazioni di tweet su argomenti specifici guidano l’8,2% dell’engagement, rispetto al 3,2% delle raccomandazioni di tweet basati su account.

    Come funziona Twitter CommunitiesCommuni

    Con la funzionalità Twitter Communities un utente può pubblicare un Tweet direttamente nel gruppo invece che rivolgersi a tutta la platea costituita dai suoi follower. Allo stesso tempo, solo i partecipanti alla stessa Community potranno rispondere e unirsi alla conversazione, mantenendola intima e pertinente. Le pagine e le timeline delle Community resteranno però pubbliche e consultabili da chiunque su Twitter voglia leggere, citare e segnalare i tweet della Community.

    twitter communities franzrusso intime blog

    Community, le linee guida

    In pratica, con Communities gli utenti hanno la possibilità di prendere parte ad un spazio più ristretto, dove incontrare altri utenti con cui condividere gli stessi interessi e conversare su temi più specifici.

    Ogni Community prevede un moderatore, il quale decide le regole della community stessa, può invitare altre e individuare altri moderatori per mantenere lo spazio ordinato e coerente. Le Community diventano così dei luoghi in cui l’atmosfera e il tono della conversazione è deciso da persone che condividono gli stessi interessi.

    Le community come luoghi

    Al momento, la creazione di Community è circoscritta ai temi più popolari come cani, meteo, sneaker, cura della pelle e astrologia, ma nei prossimi mesi Twitter darà la possibilità a sempre a più persone di sfruttare la funzione Communities, creando gruppi in cui conversare di qualsiasi argomento.

    Allo stato attuale, Twitter Communities funziona su invito, anche se presto verranno aggiunti altri modi per poter farne parte.

     

    Queste alcune linee guida da seguire per mantenere la conversazione sana all’interno delle Communities:

    • Le Community sono visibili pubblicamente, quindi tutti possono leggere, segnalare e
      citare i Tweet pubblicati all’interno della pagina.
    • Tutti i gruppi e i suoi membri devono seguire le Regole di Twitter, e chiunque – sia
      membri che utenti esterni alla Community – può segnalare alla piattaforma violazioni
      di questi criteri.
    • I moderatori, oltre a rispettare le regole della piattaforma, devono soddisfare alcuni
      requisiti di idoneità e, in questa fase sperimentale, essere approvati da Twitter. I requisiti di ammissione saranno perfezionati man mano che la creazione e la moderazione della funzione Communities verranno estese a più utenti.
    • Le regole di Twitter e i provvedimenti in caso di violazione saranno adattati affinché le persone siano al sicuro nelle Community. Questo include lo sviluppo di sistemi per identificare gli spazi potenzialmente problematici, nuovi flussi di segnalazione e azioni su misura.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

    I membri selezionati da Twitter possono accedere alle Community attraverso una tab
    dedicata che si trova in fondo alla pagina dell’applicazione per i sistemi iOS o nella barra
    laterale per chi accede da Twitter.com. Gli utenti Android possono comunque leggere i
    Tweet delle Community in attesa che tutte le funzionalità vengano estese anche ai loro
    dispositivi. Chiunque in tutto il mondo può unirsi a una Community grazie all’invito di un
    moderatore o di un membro tramite messaggio privato.

    A questo tutte le informazioni per il funzionamento di Twitter Communities.

  • Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Le Media company si trasformano in Lifestyle company

    Il processo di trasformazione delle Media company è più profondo. Le tecnologie come Cloud e Intelligenza Artificiale possono dare vita a nuovi modelli più agili, dando vita a Lifestyle company.

    Le Media Company hanno avviato un processo di trasformazione che, come abbiamo visto, la pandemia da Covid-19 ha evidentemente accelerato. Qual è la direzione da intraprendere oggi e soprattutto quale il futuro dei Media? Tentare di dare una risposta in due parole a questa domanda non è facile, allora proviamo a darne una prendendo spunto dai due incontri che Accenture, azienda leader nella consulenza per l’innovazione riconosciuta a livello globale, ha organizzato a Dogliani, in occasione della decima edizione del Festival della Tv e dei Nuovi Media.

    Le Media Company stanno attraversando un grande processo di trasformazione, digitale e non solo. Dai due momenti di confronto a Dogliani, dove sono intervenuti tra gli altri ospiti anche Claudia Caldera, Managing Director – Communications, Media & Technology di Accenture, e Alessandro Riva, Comms & Media Managing Director & Advertising Lead di Accenture Italia, è emerso che il consumatore digitale oggi è sempre più attento, maturo e intenzionato a pagare per i contenuti e che la tecnologia come 5G, Intelligenza Artificiale, Cloud può aiutare le media company a realizzare modelli più rapidi per agganciare le esigenze dei propri utenti.

    media company trasformano Lifestyle company franzrusso.it

    Una ricerca Accenture ha evidenziato come il 65% dei consumatori avverta la necessita di navigare tra più servizi, cosa non facile oggi, e che solo un terzo dei contenuti sia di semplice accesso. Il mutato contesto rappresenta per gli operatori Media una enorme opportunità da cogliere: nello scenario globale si prevede infatti che il calo dei ricavi nel 2020 per l’industria sarà recuperato entro la fine del 2021. La prospettiva per i prossimi 5 anni è assolutamente incoraggiante: con un forte traino dell’universo digitale, la crescita annuale sarà prossima al double digit.

    Altro aspetto emerso dai due panel del Festival di Dogliani riguarda i contenuti, sempre più al centro delle strategie degli operatori Media. La ricerca di Accenture evidenzia come il 72% dei clienti Netflix dichiara che l’importanza dei contenuti è predominante rispetto al brand o al servizio di fruizione stesso. Inoltre, secondo una stima Accenture, nei prossimi 5 anni si prevede un incremento negli investimenti per la produzione di contenuti fino al +12% annuo.

    Il panorama che traccia Accenture, di cui si è discusso anche a Dogliani, è che il percorso di trasformazione intrapreso dalle Media company le porti a diventare delle “Lifestyle company“. E cioè di piattaforme che, grazie all’adozione di un nuovo modello sempre più rapido, sono in grado di estendere il proprio portafoglio si prodotti e servizi. Quindi, non solo informazione e intrattenimento, ma anche servizi che saranno parte integrante della esperienza di quotidianità e dello stile di vita (e-commerce, servizi assicurativi e bancari, pagamenti, travel & leisure) degli utenti. Un’offerta integrata per i consumatori costruita sull’analisi costante della customer journey, per ottimizzare i percorsi d’acquisto, le caratteristiche dei prodotti preferiti, il targeting dei contenuti e le strategie di investimento.

    Una grande opportunità che può essere colta adesso, grazie alla tecnologia disponibile come Cloud, l’Intelligenza Artificiale (AI), l’Augmented/Virtual Reality e le Drone Technologies al fine di, oltre a care nuove forme di intrattenimento, di dare vita a nuove forme di interazione, anche con piattaforme tipo Epic Games e Minecraft o piattaforme social come Twitch. E proprio in relazione a quest’ultima, siamo sicuri che a breve non mancheranno esempi.

  • Twitter, ecco Super Follows per pochi utenti su iOS

    Twitter, ecco Super Follows per pochi utenti su iOS

    Twitter ha cominciato a rilasciare Super Follows per pochi creator negli Usa e in Canada. Ogni utente, con almeno 10 mila follower, può proporre abbonamenti mensili da 2,99 a 9,99 dollari.

    A distanza di qualche giorno dal lancio dei Ticketed Spaces, solo su iOS, Twitter ha ufficializzato l’inizio del rilascio di Super Follows, la funzionalità che permette ai creator di realizzare contenuti esclusivi per i propri follower, dietro il pagamento di una piccola quota mensile. Il rilascio di Super Follows sancisce praticamente l’ingresso, ufficiale, di Twitter nella Creator Economy, permettendo, per la prima volta nella sua storia, agli utenti di cominciare a guadagnare. Un’idea che solo fino a qualche anno fa veniva bellamente derisa dai più.

    Su Twitter gli utenti cominciano a guadagnare

    Oggi lo scenario dei social media è cambiato, è più maturo, molto diverso dagli inizi, consapevole del fatto che si è arrivati al punto di dover cambiare qualcosa. Come abbiamo più volte sottolineato qui sul nostro blog, l’avvento di Clubhouse ha sparigliato le carte in tavola; ha portato qualcosa di nuovo e/o ha velocizzato alcune dinamiche che hanno reso più concreto il fenomeno della Creator Economy. E di questo ne abbiamo parlato su Forbes Italia in questa chiacchierata con Cristina Maccarrone.

    Ma torniamo a Super Follows, la funzionalità che si attendeva comincia dunque ad essere più concreta e a fare la sua apparizione ufficiale negli Usa e in Canada, solo su iOS. Questa modalità permetterà da oggi, solo ad un ristretto gruppo di utenti che potranno usarla, di “guadagnare mensilmente, condividendo contenuti per soli follower abbonati su Twitter“, come spiega Esther Crawford, dello staff Product Manager di Twitter, in questo articolo sul blog ufficiale della piattaforma.

    Twitter Super Follows pochi utenti iOS franzrusso.it

    Come funziona Super Follows su Twitter

    Come detto in apertura, Super Follows è da oggi disponibile per un ristretto gruppo di utenti in Usa e in Canada, solo su iOS. L’obiettivo è comunque quello di renderlo disponibile anche su Android, ma non si conosce ancora la tempistica esatta.

    Per poter aderire a Super Follows, bisogna aver compiuto i 18 anni, avere almeno 10 mila followers e aver twittato almeno 25 volte negli ultimi 30 giorni.

    twitter super follows requisiti

    L’adesione, se i requisiti sono tutti soddisfatti, e se avete quindi almeno i 10 mila followers richiesti, può essere formulata, come già accade per gli spazi a pagamento, su Twitter, da mobile, dal menù principale vedrete la voce “Monetizzazione”, cliccando sulla quale si vedrà l’opzione Super Follows. A quel punto si inoltra la richiesta che, una volta accettata da Twitter (la comunicazione avviene via email all’indirizzo che avete indicato per l’apertura del vostro account), si potrà accedere alle funzionalità e cominciare a guadagnare.

    Al momento gli utenti Super Follows possono offrire ai propri followers tre soglie di pagamento mensile: 2,99 dollari; 4,99 dollari; 9,99 dollari.

    Questo che vedete in basso è il tweet di Tiara Willis, esperta di Make-up, scelta da Twitter per promuovere il lancio di Super Follows.

    La sua scelta è caduta sulla proposta di 2,99 dollari al mese per una serie di consulenze, promozioni e consigli mirati ai propri utenti.

    Per creare Tweet esclusivi si avrà quindi la possibilità di selezionare l’audience estesa oppure quella degli utenti abbonati, quindi quelli paganti.

    Social Media e Creator, le piattaforme seguono Clubhouse

    Quanto si guadagna con Super Follows

    La risposta è che Twitter permetterà agli utenti di guadagnare il 97% del guadagno mensile, trattenendo solo il 3% del totale. Il valore trattenuto da Twitter sale poi al 20% nel momento in cui l’utente Super Follows realizza un guadagna di 50 mila dollari al mese o superiore. Da quella cifra in poi il guadagno passa dal 97% all’80% per l’utente.

    Per fare due calcoli, se si hanno poco più di 30 mila follower con il 2% di utenti abbonati si possono guadagnare circa 1.800 euro al mese che, sottraendo il 3% che resta a Twitter, il guadagno è di circa 1.750 al mese.

    Queste le nostre prime considerazioni sulla prima apparizione ufficiale di Super Follows. Ovviamente torneremo sul tema quando la funzionalità sarà attiva anche nel nostro paese.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

  • Anche LinkedIn dice addio alle sue stories da fine settembre

    Anche LinkedIn dice addio alle sue stories da fine settembre

    Le stories non sono per tutti e anche LinkedIn adesso lo sa. Da fine settembre la piattaforma dirà addio alle LinkedIn Stories puntando invece, in maniera più decisa, sui video.

    Le stories non sono per tutti, questa è una regola che abbiamo imparato bene in questi anni, e vale tanto per gli utenti quanto per le piattaforme social media. E così, dopo Twitter che poco meno di un mese fa aveva mandato in soffitta i Fleets, la sua offerta in termini di contenuti effimeri, anche LinkedIn sembra confermare questa regola. Infatti, dalla fine di settembre, la piattaforma di social media business di proprietà di Microsoft dirà addio alle sue stories.

    Alla fine di un percorso durato un anno e mezzo, compreso il lancio ufficiale di un anno fa, LinkedIn si arrende nella rincorsa a riproporre il contenuto breve a tutti i costi e prende coscienza del fatto che agli utenti quella forma lì non piaceva.

    E la spiegazione, precisa, arriva proprio da Liz Li, Direttore di Prodotto di LinkedIn, quando nel suo post pubblicato sulla piattaforma spiega che, durante questo periodo gli utenti non hanno apprezzato lo sforzo della piattaforma di provare a creare qualcosa di diverso. “Gli utenti vogliono creare video più lunghi e duraturi che raccontino in modo più personale la propria storia professionale, mettendo in mostra le proprie competenze“, ha spiegato Li.

    LinkedIn addio stories fine-settembre 2021 intime blog

    In pratica, LinkedIn si è accorta che la base utenti che usa la piattaforma agisce in modo diverso che su altri social media. Gli utenti LinkedIn vogliono condividere video che restino sul proprio profilo ben visibili, in modo da presentarsi meglio, e che quel video sia sempre raggiungibile dagli utenti. La modalità effimera, in questo contesto, non ha avuto presa.

    L’esperienza con le LinkedIn Stories verrà chiusa alla fine di questo mese e, come spiegato dalla Li, inizierà una nuova fase in cui il Video sarà centrale, al fine di realizzare “una esperienza ancora più ricca e più conversazionale“.

    Quindi, questa strategia risponde alla richiesta degli utenti di poter continuare a creare e condividere video che restino visibili oltre le 24 ore e di poter avere più strumenti per creare una esperienza più coinvolgente.

    Al momento non ci sono altri dettagli rispetto a questo punto che resta una buona intenzione e siamo sicuri che sarà sviluppato con più convinzione. Ma resta il punto che questo di LinkedIn non è un fallimento. Tutti hanno provato a sperimentare le stories all’interno delle piattaforme e, quasi, tutti gli esperimenti sono finiti male. In ogni caso, sono esperimenti che aiutano a comprendere meglio la propria audience e le esigenze degli utenti. E se questo fosse un modo per attrarre nuovi utenti, allora sappiamo che era profondamente sbagliato.

    Anche Twitter, come dicevamo all’inizio, si è arresa alle stories, rendendosi conto che gli utenti non le usavano, non riuscendo a comprenderne a fondo l’utilizzo.

    Eppure, val la pena sempre di sperimentare e aprirsi a nuove strade, per crearsi sempre nuove opportunità o per comprendere meglio quelle che già si percorrono, arricchendole. Questa è stata l’esperienza con le Stories di LinkedIn.

    E intanto, siamo in attesa di conoscere l’evoluzione del test sulle audio rooms della piattaforma e siamo sicuri che l’esito sarà ben diverso di quello visto con le stories.

    E voi che ne pensate? Le avete usate, erano utili per la vostra audience e per il vostro scopo?

  • Instagram, lo swipe up diventa sticker per chi lo usava già

    Instagram, lo swipe up diventa sticker per chi lo usava già

    Dal 30 agosto lo swipe up sparirà dalle Instagram Stories, lasciando spazio ad un nuovo sticker che permetterà di aggiungere link alle storie. Lo sticker sarà disponibile solo per gli utenti che già usavano la vecchia funzionalità. Per ora.

    Dal 30 agosto lo swipe up sparirà dalle Instagram Stories. La funzione che permette di accedere ad un link quando si consulta una storia sull’app di Facebook lascerà spazio ad uno sticker, simile a quelli già in uso nella funzionalità, permettendo di fare la stessa cosa, con più creatività. Quindi aggiungere un link ad una storia, per consentire agli utenti di approfondire e andare oltre il contenuto effimero, sarà ancora più semplice.

    La scelta di rimpiazzare il classico swipe up con uno sticker arriva dopo una fase di test che Instagram ha condotto su un ristretto gruppo di utenti. Alla fine, l’idea sarebbe quella di rendere questa possibilità più semplice e creativa, appunto, potendo poi personalizzare lo sticker, rendendo il contenuto condiviso ancora più interessante.

    Ma chi potrà utilizzare lo sticker al posto del vecchio swipe up? Tutti gli utenti?

    Instagram swipe up sticker per chi usava già franzrusso.it

    A dire il vero no.

    Instagram, il link sticker disponibile per gli utenti che già usavano lo swipe up

    I primi ad usare il nuovo sticker per poter inserire link all’interno delle proprie storie saranno proprio quegli utenti che già potevano farlo in quanto rispondevano ai requisiti che Instagram richiedeva. E cioè: avere un account business o un account personale con almeno 10 mila follower oppure avere un account verificato.

    Quindi, per ora questi saranno gli unici che potranno sperimentare il nuovo sticker al posto dello swipe up, tutti gli altri dovranno attendere.

    E, da quello che sembra, Instagram sarebbe intenzionata ad estendere questa possibilità a tutti gli utenti, quindi anche a quelli che non soddisfano i requisiti richiesti, ma non in questa fase e ancora non si conoscono i termini precisi. Probabile che dopo qualche settimana dal 30 agosto se ne potrà sapere di più.

    instagram link sticker
    via The Verge

    Chiaro che permettere un uso esteso del nuovo sticker a tutti, consentendo di aggiungere qualsiasi link, sarebbe un vero rischio, considerando la possibilità di vedere incrementare link collegati a contenuti che abbiamo il solo scopo di diffondere disinformazione e bufale. Da questo punto di vista, Instagram è molto cauta.

    Interessante notare che aggiungendo il link con uno sticker sarà possibile rispondere alla storia, cosa che non è possibile fare con una storia che contiene lo swipe up.

    Attendiamo quindi di vedere gli sviluppi e se ci saranno le condizioni per superare un limite, quello dei 10 mila follower per poter inserire i link nelle stories, che da sempre ha animato grandi dibattiti.

    E voi che ne pensate?

  • Hashtag Day, ecco gli hashtag più usati del 2021 in Italia su Twitter

    Hashtag Day, ecco gli hashtag più usati del 2021 in Italia su Twitter

    Il 23 agosto si celebra l’Hashtag Day su Twitter. Esattamente 14 anni fa fece la sua comparsa il celebre cancelletto, diventando poi un simbolo della comunicazione digitale. Vediamo gli hashtag più usati in Italia nel 2021.

    Era il 23 agosto del 2007, 14 anni fa quest’anno, quando il cancelletto, l’Hashtag, fece la sua comparsa su Twitter e da allora la storia della piattaforma da 280 caratteri (allora erano ancora 140) cambiò per sempre. E in quella data Chris Messina in un tweet suggerì di utilizzare il simbolo # nelle conversazioni di gruppo sulla piattaforma, e da quel momento il mondo della comunicazione venne trasformata, proiettando il “cancelletto” come uno dei simboli più influenti dell’era digitale. Senza esagerazione.

    https://twitter.com/chrismessina/status/223115412?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E223115412%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.franzrusso.it%2Fcampagne-eventi%2Fhashtag-day-quando-per-sapere-cosa-succede-nel-mondo-basta-un-cancelletto%2F

    Come ribadiamo ogni anno, l’hashtag non è nato su Twitter, era già usato dalla fine degli anni ’80 per dare vita a delle “stanze” (vi ricorda qualcosa questo termine?) di discussione su IRC, la piattaforma antesignana delle moderne chat. Ma possiamo affermare che Twitter è la piattaforma che meglio di altre ha saputo sfruttare la possibilità di usare il “cancelletto” attraverso la sua funzione principale, ossia quella di catalogare attorno ad una determinata parola tutte le discussioni. Non è molto diverso da quello che era l’uso del # su IRC, se ci pensate, solo che su Twitter su quella determinata parola possono discutere tutti gli utenti.

    hastag day twitter 2021 intime blog franzrusso

    Crediamo che sia ancora utile segnalarvi il nostro approfondimento dedicato all’uso dell’Hashtag sui social media, specie in una giornata come questa, che trovate qui.

    Ma, celebrando oggi i 14 anni del cancelletto su Twitter, vediamo insieme quelli che hanno caratterizzato questo anno. E prima val la pena di sottolineare che da gennaio a giugno 2021, sono stati ben 12,6 miliardi i tweet con almeno un hashtag, di cui 140 milioni unici, dimostrando che gli utenti di Twitter diventano sempre più creativi ogni anno, e su questo punto non c’erano dubbi. E poi che oggi Twitter associa una nuova emoji all’hashtag ufficiale della giornata #HashtagDay, declinato in diverse lingue.

    Gli Hashtag più usati in Italia, nel 2021

    Allora, iniziamo a vedere gli hashtag più usati nel nostro paese. Considerando i 100 più usati, va detto che la parte predominante la fanno la televisione, la musica e, ovviamente, lo sport, visto che il 2021 è stato l’anno delle Olimpiadi.

    I programmi e i personaggi televisivi dell’anno

    Tra gli hashtag più utilizzati in assoluto in Italia campeggiano i più celebri e seguiti
    programmi televisivi, reality e talent show, tra cui in particolare #amici20, #gfvip e #isola.

    A monopolizzare le conversazioni sono in particolare alcuni specifici personaggi che
    vengono giornalmente seguiti e chiacchierati sulla piattaforma, in particolare Tommaso Zorzi con #TZvip, vero e proprio fenomeno social a seguito della sua vittoria al Grande Fratello Vip, e #Prelemi, l’hashtag che segue le vicissitudini della coppia composta da Giulia Salemi e Pierpaolo Pretelli nata sempre durante l’ultima edizione del #Gfvip.

    Tra i fenomeni emergenti si segnala una sempre più affermata presenza delle sitcom di origine turca – attorno alle quali si sono costruite delle ampie e fedelissime community – tra cui #sençalkapımı, #maraşlı, #daydreamer, #mrwrong, e dei relativi attori, diventati vere e proprie star anche sui social: #canyaman, #alinaboz, #burakdeniz e #özgegürel. Infine, anche l’ultima stagione dell’italiana “Che Dio Ci Aiuti”, #chediociaiuti6, si è posizionata tra i trending topic italiani.

    La Musica al centro di Twitter

    Il 2021 su Twitter verrà ricordato per #Sanremo 2021, dove hanno trionfato i Maneskin, e per l’Eurovision Song Contest, #Eurovision e #Escita, dove il gruppo romano si è imposto in una manifestazione tutta da ricordare. Senza dimenticare il fenomeno musicale K-Pop della band coreana #Bts.

    https://twitter.com/vlavivlava/status/1366880180090925059?s=20

    Tra gli hashtag più utilizzati in Italia emergono inoltre #iheartawards e #BestFanArmy,
    relativi agli iHeartRadio Music Awards, la cerimonia di premiazione organizzata dalla radio statunitense iHeart Radio che ogni anno premia i protagonisti e le produzioni musicali della stagione, e la miglior fanbase con la categoria Best Fan Army.

    Hashtag e Social Media, ecco come usarlo su Twitter e sulle altre piattaforme

    Lo Sport, esplosione delle conversazioni in Italia

    La vittoria dell’Italia anche agli Europei di calcio ha naturalmente generato un enorme numero di conversazioni, trainate dall’hashtag #Euro2020.

    Questi poi i tweet legati alla finale, vinta dall’Italia sull’Inghilterra, con l’immancabile #ItsComingRome.

    Twitter e i Bitcoin

    Intanto c’è da registrare che tra i 100 hashtag più usati in Italia nel 2021 troviamo anche #bitcoin, a testimoniare che il fenomeno delle criptovalute sta emergendo anche nelle conversazioni a 280 caratteri.

    Politica, su Twitter si discute del Ddl Zan

    Escluse le conversazioni legate al Covid-19 e alle relative misure igienico-sanitarie, ai
    lockdown e ai vaccini, in naturale diminuzione rispetto all’anno scorso, e quelle relative alle singole personalità politiche, l’hashtag in ambito politico più discusso è stato utilizzato per contrassegnare le conversazioni relative al #ddlzan, il disegno di legge proposto dal deputato Alessandro Zan contro le discriminazioni basate su orientamento sessuale, identità di genere e contro l’abilismo.

    Concludendo, questo era il nostro resoconto sugli hashtag più usati nel 2021 in Italia, nel giorno in cui il cancelletto compie 14 anni.

  • Reddit adesso vale più di 10 miliardi di dollari

    Reddit adesso vale più di 10 miliardi di dollari

    Nuovo finanziamento da 700 milioni di dollari per Reddit, il cui valore adesso cresce oltre i 10 miliardi di dollari. E intanto viene confermata l’intenzione di sbarcare a Wall Street.

    Dopo aver ricevuto un finanziamento da 700 milioni di dollari dal fondo Fidelity Management, il valore di Reddit ha superato i 10 miliardi di dollari. E con questo traguardo, l’azienda, sempre molto attiva a contrastare contenuti d’odio sulla piattaforma, conferma l’intenzione di diventare presto pubblica. Infatti, dopo la notizia del nuovo finanziamento il co-fondatore e CEO di Reddit, Steve Huffman, al New York Times ha dichiarato: “Stiamo ancora pianificando di andare in borsa, ma non abbiamo ancora una linea temporale fissa”.

    La finalità del finanziamento sarà, ovviamente, quella di fare crescere Reddit sempre più a livello internazionale e a rendere la piattaforma sempre più semplice.

    Prima di questo finanziamento Reddit ha ricevuto un altro finanziamento da 250 milioni di dollari che aveva fatto crescere il valore di Reddit a 7 miliardi di dollari a inizio di quest’anno.

    Reddit valore 10 miliardi dollari franzrusso

    Reddit, come forse già saprete, realizza i suoi fatturati attraverso la vendita di pubblicità che è arrivata a 100 milioni di dollari nel secondo trimestre di quest’anno, con un tasso di crescita di bel il 192% rispetto al 2020. Certo, numeri piccoli se vengono paragonati ai fatturati miliardi di giganti come Facebook o Google, ma sono comunque indicativi di una crescita di interesse su Reddit.

    Per dare qualche numero di Reddit rispetto al numero di utenti, a livello di utenti giornalieri la piattaforma conta 52 milioni di utenti al giorno, circa un quarto dei 200 milioni di utenti al giorno di Twitter e una piccola parte degli 1,85 miliardi di utenti giornalieri di Facebook. Tanto per rendere l’idea. Le subreddit attive, il nome con cui vengono individuate le aree di interesse su Reddit, sono oltre 100 mila.

    Reddit nasce nel 2005 e viene fondato da Steve Huffman, come abbiamo ricordato sopra, da Alexis Ohanian, oggi marito di Serena Williams, e dal compianto Aaron Swartz fondendo la sua Infogami in quella che sarebbe appunto diventata Reddit.

  • Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter è cambiato, sia su app (iOS e Android) che desktop. Nuovo font, Chirp, e nuovi colori. Sparisce quasi del tutto il blu per fare spazio ai contrasti nero e bianco. Non il massimo sul tasto “Segui”.

    Molti di voi si saranno già accorti di qualcosa di diverso su Twitter, sia da app (iOS e Android) che da desktop. Ebbene, tutto ok, non è il vostro device che è cambiato, è Twitter che ha introdotto alcuni cambiamenti, del resto annunciati già all’inizio di quest’anno.

    L’intento di Twitter è quello di offrire un layout semplice, accessibile, focalizzato sui contenuti condivisi, con colori di base che non distraggano l’utente. E, cosa più importante, offrire una visione unica tra app e desktop, in modo da non “sorprendere” troppo gli utenti.

    Ebbene, da questo punto di vista l’intento è stato raggiunto in pieno sotto tutti i punti di vista, dall’accessibilità, tema sempre molto caro a Twitter, all’idea di offrire una piattaforma unica che si muova da desktop e mobile senza troppi traumi. E poi, cambiare non è mai facile, il rischio di scontentare tutti è sempre molto alto e dietro l’angolo, ma è un rischio che val la pena di correre se l’obiettivo è rendere sempre più facile Twitter e più intuitivo. Alle novità poi ci si abitua (si spera).

    twitter nuovi colori design franzrusso.it

    Ma vediamo insieme quelle che sono le novità che riguardano il nuovo layout di Twitter.

    Twitter e il nuovo font: Chirp

    Quello che sicuramente ha attirato la vostra attenzione è il nuovo font Chirp, unico tra mobile e desktop. Si tratta di un font che venne annunciato a gennaio come parte dell’evoluzione del un cambiamento di Twitter in atto, un font che strizza l’occhio al tweet ironico, quanto al contenuto più serio. Prima di questo, Twitter aveva usato altri font come SF Pro, Roboto e Helvetica Neue. Ad un primo sguardo, Chirp non è male, anche se sono in tanti gli utenti che lamentano di leggere i tweet con difficoltà.

    Twitter e i nuovi colori, sempre meno blu

    Altra grande novità che sta attirando non poche critiche è il cambio di colore dei bottoni. La cosa che si nota è che c’è meno blu per far posto al nero. Il poco di blu che resta è per indicare il tasto per fare un tweet.

    Anche il cambio di colore va nella direzione di mettere sempre più in risalto i contenuti e meno contorno, sempre in ottica di accessibilità. Il risalto del coloro nero appare più evidente con il tema classico, quello bianco. Il colore dei bottoni invece diventa bianco nel momento in cui impostate il tema scuro.

    https://twitter.com/TwitterDesign/status/1425505308563099650

    Cambio di colore non agevola il “follow”

    Una critica però va fatta rispetto al pulsate “Segui”, il follow. Il cambio di colore in effetti destabilizza l’utente, fino a mettere in dubbio se l’utente che pensiamo di seguire lo si segue per davvero. Il rischio è di fare per errore qualche defollow. Insomma, in questa occasione in cambio di colore non aiuta del tutto e sarà difficile farci l’abitudine.

    Ecco queste le principali novità del nuovo design di Twitter, con i nuovi colori. E a voi piace? raccontateci cosa ne pensate, qui o sui nostri canali social.

  • Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Dopo 30 anni, ecco quanti sono i siti web oggi nel 2021

    Era il 6 agosto 1991 quando venne lanciato il primo sito web. Ad oggi ce ne sono più di 1,88 miliardi e il numero continua a crescere. Nel 1998 andò online Google e online c’erano già più di 2 milioni di siti.

    Era il 6 agosto del 1991 quando Tim Berners-Lee, il papà del World Wide Web (W3), pubblicò il primo sito web della storia. Il sito, ospitato dal CERN sul computer NEXt di Berners-Lee, si presentava con una pagina bianca, molto minimal, e spiegava cos’era il Web e come usarlo, questo l’indirizzo: http://info.cern.ch.

    Sono passati 30 anni da allora e i siti web sono cresciuti a dismisura. Secondo le statistiche che offre Internet Live Stats, ad oggi il numero dei siti web online supera il numero di 1,88 miliardi, un numero che continua a crescere.

    Il traguardo di 1 miliardo di siti web è stato superato nel 2014 e, dopo qualche andamento verso il basso, il numero è poi ricominciato a salire due anni più tardi, nel 2016, arrivando a 1,7 miliardi del dicembre dello stesso anno.

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    Ma guardando dall’inizio, dopo quel 6 agosto del 1991 i siti web erano 10 nel 1992, anche se fu poi da 1993, quando il CERN rese il World Wide Web disponibile per tutti, che si assistette ad un aumentare progressivo del numero dei siti web.

    E infatti, nel 1994 nacque il primo vero motore di ricerca che era Yahoo! e si chiamava originariamente “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web“. Amazon viene pubblicato nel 1995, quando online vi erano 23.500 siti web. Nel 1998 fa il suo ingresso Google e all’epoca era online oltre 2 milioni e 400 mila siti web.

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    Nel 2001 nasce Wikipedia, la enciclopedia online più famosa, quella che sarebbe passata alla storia come uno dei più grandi esempi di conoscenza collaborativa. Nel 2003 vede la luce WordPress, la piattaforma che ha sancito il fenomeno blogging, e anche LinkedIn, la prima piattaforma social nel senso vero del termine. L’anno successivo, nel 2004 nacque poi Facebook, la piattaforma social media per antonomasia.

    E poi Twitter nel 2006, il cui nome iniziale era TWTTR (in basso come appariva 15 anni fa), Dropbox nel 2008 (come il nostro InTime Blog), Instagram e Pinterest nel 2010.

    twttr twitter 2006

    Questo per citarne solo alcuni, quelli che hanno sicuramente segnato la nostra storia, quella collettiva e individuale di ciascuno di noi.

    Sono 30 anni di siti web che rappresentano la nostra storia. Basta dare un’occhiata a come si presentavano e a come sono oggi i siti web, quelli che rappresentano la Home, la casa dove ognuno in qualche modo ha rappresentato ciò che era e ciò che voleva essere. E nonostante tutto, i siti web sono ancora oggi importanti per crearsi un proprio spazio, per raccontare la propria azienda, per fare e-commerce, per fare informazione.

  • Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces introduce la possibilità di aggiungere fino ad un massimo di due co-host. Una funzionalità che era stata annunciata e che era molto attesa.

    La funzionalità era stata annunciata a maggio di quest’anno, quando si seppe che Twitter Spaces sarebbe stato attivato per tutti gli utenti con più di 600 follower, e adesso c’è l’annuncio. In uno spazio organizzare dall’account ufficiale di Twitter Spaces sono state annunciate alcune interessanti novità tra cui, la più importante, quella che introduce la funzione di co-hosting, molto attesa da tutti gli utenti che tengono spazi audio.

    Come attivare i co-host su Twitter Spaces

    La possibilità di avere uno o più co-host si era resa subito necessaria e ora Twitter spinge in questa direzione anche per creare un ulteriore vantaggio competitivo sul competitor Clubhouse che di certo non se la passa bene in questo periodo.

    L’host su Twitter Spaces, colui che apre lo spazio, può adesso invitare alla gestione dello spazio fino a due co-host. L’invito può avvenire solo una volta che lo spazio è stato avviato e non prima, nemmeno se programmato.

    Cosa possono fare i co-host su Twitter Spaces

    Cosa può fare il co-host? In realtà può fare tutto quello che fa l’host, e quindi parlare,  invitare i relatori, gestire le richieste a parlare, rimuovere i partecipanti, appuntare i tweet nella parte alta dello spazio. Ma ci sono alcune cose che non può fare.

    Twitter Spaces ecco co-host moderazione franzrusso.it

    Ad esempio, solo l’host può invitare gli utenti a prendere parte allo spazio come co-host, infatti un co-host non può invitarne un altro. E poi, cosa importante, solo l’host può terminare lo spazio, non il co-host. Questo è un grosso limite, perché in molti casi, purtroppo, sarebbe stato utile che lo spazio potesse continuare in presenza del solo co-host. Vedremo se questa possibilità sarà introdotto più avanti.

    E ancora, altro aspetto interessante, il numero dei co-host, abbiamo detto fino ad un massimo di due, espande il numero delle persone che possono parlare contemporaneamente in uno spazio. Quindi, se prima a parlare erano l’host e 10 speaker partecipanti, adesso il numero aumenta con i due co-host.

    L’introduzione del co-host è una bella notizia, soprattutto perché quella figura può essere molto utile in presenza di spazi molto “affollati”, dove c’è necessità di avere una mano nella moderazione. Ma può essere utile anche per le aziende che vogliono provare a sperimentare Twitter Spaces, potendo contare su una figura che può essere utile a gestire meglio lo spazio.

    Come sapete, Twitter questa settimana ha detto addio ai Fleets, le stories di Twitter, un addio che non ha sconvolto più di tanto gli utenti (segno che quel formato non era effettivamente apprezzato) e ha eletto lo spazio in alto come “Space bar“, lo spazio dedicato agli spazi una volta che sono live, per renderli più visibili.

    Ovviamente, anche questa è solo una posizione temporanea (o almeno di questo si parla) in attesa di vedere attiva la sezione dedicata a Twitter Spaces, in test su iOS, dove vedere gli spazi live del momento in un colpo solo, che è quello che ci vorrebbe.

    Tutto questo sottolinea quanto Twitter stia investendo in Twitter Spaces e nella modalità audio, trovandosi adesso più avanti rispetto a Clubhouse che, nonostante l’estensione ad Android e all’eliminazione degli inviti, fatica a fare breccia tra gli utenti.

    Sarà interessante quindi verificare quanto Twitter Spaces sarà in grado di “resistere” come modalità di contenuto integrata all’interno di altre funzionalità che Twitter già permette. Anche alla luce del superamento della situazione pandemica, con i vaccini che procedono un po’ ovunque a passo spedito, aprendo di nuovo alla possibilità di dare vita ad incontri in presenza.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    Siamo convinti che Twitter Spaces potrà trovare un suo “spazio” anche all’interno degli eventi live in presenza, come momento di “debriefing” dopo un evento, come possibilità di incontrare gli ospiti, gli speaker, i relatori di un evento e metterli a contatto in uno spazio audio su Twitter con tutte quelle persone che non sono riuscite ad essere in presenza. Insomma, le possibilità ci sono.

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