Categoria: TikTok

Tutte le news su TikTok, la piattaforma social del momento che tanto piace ai giovanissimi

  • TikTok apre il suo primo data center in UE, a Dublino

    TikTok apre il suo primo data center in UE, a Dublino

    TikTok apre il suo primo data center in Europa per proteggere la privacy e rispettare le normative UE sulla trasparenza dei dati degli utenti. Un passo avanti importante per TikTok a pochi giorni dall’entrata in vigore nel nuovo DSA.

    TikTok ha recentemente preso una mossa significativa per adempiere ai regolamenti europee aprendo il suo primo data center nell’Unione Europea, a Dublino. Questo nuovo centro rappresenta un passo importante nella protezione dei dati degli utenti europei della piattaforma cinese.

    Nell’ambito di questa iniziativa, TikTok ha iniziato a instradare i dati degli utenti europei attraverso il suo data center . Inoltre, l’azienda cinese, ByteDance, ha annunciato piani per aprire altri due data center in Europa, uno in Norvegia e un secondo sempre in Irlanda, entro breve tempo.

    La decisione di TikTok di stabilire un data center proprio in Irlanda è avvenuta in un momento in cui l’Unione Europea ha implementato il Digital Services Act, che ha posto restrizioni significative sulle grandi piattaforme online.

    Questa nuova normativa ha obbligato TikTok a rendere il suo algoritmo facoltativo per gli utenti nell’UE, al fine di garantire maggiore trasparenza e privacy.

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    Per garantire la massima sicurezza dei dati, TikTok sta collaborando con la società di sicurezza britannica NCC Group, che verifica i controlli e le protezioni dei dati, monitora i flussi di dati e fornisce verifiche indipendenti. Va comunque sottolineato che solo i dipendenti autorizzati possono accedere ai controlli e alle operazioni del sistema.

    Questi nuovi data center fanno parte dell’iniziativa “Project Clover” di TikTok, finalizzata a localizzare l’archiviazione dei dati europei. Questo approccio è paragonabile ad un altro progetto, il “Progetto Texas”, portato avanti negli Stati Uniti, che mira a garantire la privacy dei dati degli utenti instradando i dati attraverso server di proprietà dell’azienda americana Oracle.

    Con crescenti preoccupazioni riguardo ai legami di TikTok con la Cina, i governi in tutto il mondo hanno adottato misure per regolamentare l’app. Ad ogni modo, l’azienda sta adottando azioni concrete per rispettare le norme locali e proteggere la privacy degli utenti. Si tratta, da qualsiasi punto lo si guardi, di un passo significativo mentre TikTok continua a operare in un contesto globale in evoluzione.

    Ricorderete, di recente, come l’Unione Europea e altri paesi abbiano vietato ai funzionari di usare TikTok all’interno del proprio smartphone. Proprio in occasione di questo andamento, avevamo riportato, sempre qui su InTime Blog, uno studio di Gizmodo il quale spiegava il perché di tanta preoccupazione verso TikTok.

    In pratica, lo studio ha dimostrato come TikTok raccolga i dati da oltre 28 mila applicazioni. Si tratta di app che utilizzano l’SDK (il kit di sviluppo dell’app) usato da TikTok. Si tratta di strumenti che integrano le app con i sistemi di TikTok e inviano i dati degli utenti di TikTok per funzioni come annunci all’interno di TikTok, accesso e condivisione di video dall’app.

    Ma le app non sono l’unica fonte di dati di TikTok. Esistono tracker TikTok distribuiti anche su tantissimi siti web. Va poi detto che il tipo di condivisione dei dati che TikTok sta praticando è altrettanto comune a quello che fanno altre app, web e mobile.

    Con piacere, riporto ancora qui il mio breve intervento all’interno del podcast dell’amico Marco Maisano “Ma Perché?”.

  • Negli Usa le aziende continuano ad investire su TikTok

    Negli Usa le aziende continuano ad investire su TikTok

    Nonostante il bando potenziale negli Usa, le aziende continuano ad investire su TikTok a marzo e il 75% prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. La situazione resta comunque complessa anche dal punto di vista politico da Usa e Cina.

    Nonostante la situazione non delle migliori per TikTok, sempre molto vicina al bando totale, negli Usa le aziende continuano ad investire sull’app cinese. A confermare questo ci sono i dati di Sensor Tower che riporta un aumento dell’advertising a marzo di quest’anno dell’11%, con aziende come Pepsi, DoorDash, Amazon e Apple che hanno speso di più.

    Un dato che assume una certa rilevanza in un contesto, come dicevamo, molto complesso e non ancora risolto. Le aziende, dunque, sembrano non mostrare segni di preoccupazione e, nonostante le principali agenzie pubblicitarie, come GroupM e Omnicom di WPP, si siano premurate a consigliare ale proprie aziende clienti di ridurre gli investimenti sull’app di ByetDance, continuano ad aumentare gli investimenti.

    Mentre si aggiunge anche l’Australia tra i paesi che vietano TikTok sugli smartphone dei dipendenti e funzionari governativi, negli Usa il dibattito sull’app cinese che coinvolge anche il Congresso è sempre molto accesso.

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    Solo pochi giorni fa il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, è stato interrogato dalla Commissione per l’energia e il commercio della Camera Usa per i timori sulla sicurezza nazionale legati alla proprietà cinese. Il governo cinese, in occasione di questo interrogatorio, ha fatto sapere che si opporrà “con fermezza” a qualsiasi tentativo di separare il ramo statunitense di TikTok dai suoi proprietari cinesi.

    Come ricorderete, Donald Trump era andato molto vicino al compimento di questa operazione che avrebbe visto Oracle come acquirente. Cosa che poi non si fece.

    Prima dell’udienza di Shou Zi Chew al Congresso Usa, un sondaggio condotto da Capterra su 300 marketer statunitensi aveva rilevato che il 75% degli intervistati prevedeva di aumentare la spesa su TikTok nei prossimi 12 mesi. E, a fronte di questo sondaggio, non sono pochi gli osservatori a notare che le aziende abbiano deciso di aumentare gli investimenti su TikTok prima delle dichiarazioni di Shou Zi Chew che ha ribadito, sostanzialmente la natura globale di TikTok, non solamente cinese.

    A fronte di questa affermazione, TikTok precisa che il 60% delle sue azioni è di proprietà di investitori globali, il 20% è di proprietà dei dipendenti e il 20% del suo fondatore Zhang Yiming.

    Tanto per dare qualche numero, l’advertising per TikTok rappresenta la voce principale dei 10 miliardi di dollari di fatturato a livello globale.

    Insider Intelligence rileva che nel 2023 TikTok dovrebbe registrare ricavi per 14,15 miliardi di dollari, dato in crescita rispetto ai 9,89 miliardi del 2022.

    La situazione dunque, nonostante tutto, perdonate la ripetizione, resta complessa e difficile da sciogliere, anche perché all’orizzonte non sembrano esserci le condizioni per cedere ad un compratore le attività Usa. E anche perché i rapporti tra Usa e Cina sono sempre più roventi.

  • La Commissione Europea vieta al personale di usare TikTok

    La Commissione Europea vieta al personale di usare TikTok

    La Commissione Europea ha vietato ai propri funzionari di utilizzare TikTok, chiedendo loro di cancellare l’app dal proprio dispositivo mobile entro il 15 marzo.

    La Commissione Europea ha vietato ai propri funzionari di utilizzare TikTok, chiedendo loro di cancellare l’app dal proprio dispositivo mobile. La decisione, forte senza mezzi termini, è stata presa per problemi di sicurezza legati, in relazione alla raccolta dei dati e alla proprietà cinese dell’app.

    Al personale della Commissione è stato quindi ordinato di cancellare l’app di video brevi dai telefoni cellulari e dai dispositivi aziendali, compresi i dispositivi personali che utilizzano le app della commissione, secondo dichiarato fonti vicine all’organo esecutivo dell’UE.

    Ai dipendenti è stato dato tempo fino al 15 marzo per liberarsene, ha dichiarato la Commissione in un’e-mail inviata ai dipendenti giovedì, mail che è stata visionata dall’agenzia Bloomberg e anche da Politico.

    Si tratta di una decisione forte, come dicevamo prima, che giunge dopo settimane di preoccupazioni espresse dalla Commissione, preoccupazione che affliggono anche gli Stati Uniti e il Regno Unito, sempre più preoccupati del potenziale rischio per la sicurezza nazionale costituito da TikTok, viste le apprensioni legate alla società madre cinese, ByteDance Ltd.

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    Il divieto della Commissione UE segue la decisione del Congresso degli Stati Uniti, presa alla fine dello scorso anno, di limitare l’accesso di TikTok ai dispositivi del governo federale.

    Anche l’agenzia di intelligence olandese sta indagando sui potenziali rischi associati all’utilizzo di TikTok da parte dei dipendenti pubblici.

    E proprio qualche giorno fa vi davamo notizia di quanto fosse importante per TikTok il mercato europeo, dove conta oltre 150 milioni di utenti. L’annuncio del numero dei follower in crescita veniva accompagnato anche dall’annuncio di nuovi investimenti in Europa, come la creazione di un secondo data center in Irlanda con in corso le trattative per sviluppare un terzo data center in Europa. L’azienda cinese informava che, in virtù di queste realizzazioni, i dati degli utenti europei cominceranno a migrare nei nuovi data center quest’anno e continueranno nel 2024.

    Ora, bisognerà comprendere che tipo di conseguenze potrà generare la decisione della Commissione Europea a livello generale. Una richiesta di divieto esteso dell’uso dell’app va ormai sempre più prendendo forma negli Stati Uniti, in vista della campagna elettorale per le prossime presidenziali del 2024.

  • TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    Gli utenti TikTok in Europa sono oltre 150 milioni. La società cinese comunica anche che i dipendenti nel vecchio continente sono oltre 5 mila in 10 paesi. Gli investimenti prevedono anche un secondo data center in Irlanda dove migreranno i dati degli utenti europei.

    A distanza di due anni, negli Usa al centro del dibattito c’è ancora la “minaccia” TikTok, per via dei rapporti Usa-Cina, proprio in questo momento storico, non proprio idilliaci, l’app cinese di proprietà di ByteDance continua ad investire in Europa. E questo produce, tra gli altri risultati, un risultato positivo anche per quanto riguarda il numero di utenti che usa la piattaforma di video brevi.

    TikTok, proprio per la situazione creatasi negli Stati Uniti, come dicevamo, ha continuato ad investire nel vecchio continente a supporto di una community che ora conta più di 150 milioni di utenti, erano 100 milioni a settembre del 2020.

    A livello globale, gli utenti di TikTok sono oltre 1,5 miliardi e 1 miliardo è il numero degli utenti attivi mensili. E poi, quasi un quarto degli utenti social media a livello globale usa TikTok, ossia il 23%. Altro dato che ci offre la misura del fenomeno TikTok a livello globale è che ogni giorno, sulla piattaforma, vengono visualizzati oltre 1 miliardo di video.

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    L’azienda cinese si impone in Europa anche dal punto di vista della presenza fisica con oltre 5 mila le persone impiegate in 10 Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

    La società fa sapere che gli investimenti vanno nella direzione di garantire alla community europea e ai suoi dati la massima protezione e sicurezza, in particolare per quel che riguarda le nuove normative. La scorsa settimana TikTok ha presentato il suo primo report di riferimento in accordo con il Codice rafforzato di buone pratiche sulla disinformazione che fornisce oltre 2.500 data point sull’implementazione e l’applicazione delle policy di TikTok in 30 diversi Paesi europei. È in aggiunta in corso un piano specifico per garantire la futura conformità con il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europa.

    La trasparenza e la sicurezza sono gli elementi chiave che guidano gli investimenti di TikTok: è prevista a marzo l’apertura della sede dell’European Transparency and Accountability Centre a Dublino, mentre prosegue la pubblicazione dei rapporti trimestrali sull’applicazione delle Linee Guida della Community, nei quali l’azienda fornisce informazioni dettagliate sulla natura dei contenuti e degli account rimossi dalla piattaforma.

    Per estendere la capacità di conservazione dei dati in Europa, è in fase avanzata di finalizzazione un piano per la creazione di un secondo data center in Irlanda e sono in corso le trattative per sviluppare un terzo data center in Europa. I dati degli utenti europei cominceranno a migrare nei nuovi data center quest’anno e continueranno nel 2024.

    Infine, come parte del percorso di costruzione del rapporto di fiducia con la community, TikTok continua ad attuare la strategia di data governance delineata per l’Europa l’anno scorso che prevede un’ulteriore limitazione dell’accesso ai dati degli utenti europei da parte dei dipendenti, oltre a minimizzare i flussi di dati al di fuori dell’Europa e conservare in loco quelli degli utenti europei.

  • TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok vuole sviluppare il suo servizio di musica in streaming Resso e prova a sfidare Spotify. Il servizio, in modalità freemium, è disponibile attualmente in India, Indonesia e Brasile ma l’intento è di renderlo disponibile a livello globale.

    TikTok ormai ha ormai il desiderio di provare a massimizzare il suo momento d’oro e di tentare a sviluppare nuove funzionalità e strumenti. E stavolta ad essere presa di mira è Spotify, leader nel mondo della musica in streaming.

    Sì, TikTok ormai, come ha riportato il Wall Street Journal, la piattaforma di video brevi di ByteDance è in trattativa con le case discografiche per espandere il suo servizio di musica in streaming, che si chiama Resso, e provare ad entrare in concorrenza diretta con Spotify, leader assoluto del mercato.

    Ma, ovviamente, entrare in competizione con Spotify, passaggio assolutamente non semplice, significa anche entrare in competizione con Apple Music e tutti gli altri servizi di musica in streaming.

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    Resso al momento è disponibile in India, Indonesia e Brasile e, una volta superate le difficoltà incontrate con le case discografiche, l’obiettivo è rendere il servizio disponibile a livello globale. Anche se gli Usa non rientrerebbero nella prima fase di espansione del servizio.

    A pensarci, l’idea di sviluppare un servizio di musica in streaming interno a TikTok non è male. Basti pensare al ruolo che la musica ha per la piattaforma, sin dalle sue origini. Come ricorderete certamente, TikTok nasce da musical.ly, la piattaforma che divenne famosa per i brevi video in cui si provava a mimare le canzoni con balletti. Senza dimenticare quante volte, in questi quattro anni, TikTok ha giocato un ruolo importante nel portare alla ribalta canzoni nuove, semplicemente diventare virali all’interno della piattaforma.

    Ecco, tutto questo oggi potrebbe essere massimizzato e diventare un servizio di musica in streaming a tutti gli effetti.

    In questo senso, il Wall Street Journal ricorda come “Heat Waves” dei Glass Animals, brano emerso proprio da TikTok, abbia trascorso cinque settimane al n. 1 delle Billboard Hot 100 e ha recentemente pareggiato il record di settimane trascorse in classifica. Anche “Blinding Lights” di Weeknd ha avuto un grande successo su TikTok.

    E proprio perché si parla di servizio di musica in streaming, Resso comunque prevede, e prevederà, un abbonamento in-app. Questo permetterà a TikTok di realizzare una fonte di guadagno alternativa non di poco conto, essendo la musica, come ricordavamo prima, l’ingrediente di base per creare video virali sulla piattaforma.

    Il modello adottato è comunque quello che offre già Spotify, ossia una modalità freemium che permette l’ascolto e la fruizione della musica gratis con possibilità ridotte che possono essere estese con il pagamento di un abbonamento mensile. Ovviamente la parte free è supportata dalla pubblicità.

    Insomma, al momento le difficoltà principali sono rappresentate dalle trattative con le case discografiche e i diritti musicali e, allo stesso tempo, la modalità ideale attraverso cui integrare Resso all’interno di TikTok.

    Si tratta comunque di una evoluzione interessante che merita di essere monitorata e raccontata. E noi la seguiremo.

  • TikTok, le stories si potranno condividere anche su Instagram

    TikTok, le stories si potranno condividere anche su Instagram

    Le TikTok stories si potranno condividere anche su Instagram e su Facebook. Il formato dei video effimeri, non ancora disponibile per tutti, potrà così essere condiviso sulle app di Meta.

    Mentre Meta si avvia, anche se con qualche malumore da parte degli utenti, a “clonare” la visualizzazione dei contenuti nello stile di TikTok, sia su Facebook, con il doppio feed, che su Instagram, dall’altra parte TikTok si appresta a rendere possibile la condivisione delle stories proprio sulle app di Meta. E quindi anche su Instagram.

    È quanto riporta TechCrunch che ha ricevuto conferma proprio da TikTok, confermando che il test che permetterà la condivisione di contenuti verso Facebook e Instagram è in test da circa un anno.

    Come certamente saprete, la società di Zuckerberg ha lavorato in questi ultimi due anni per limitare la condivisione di contenuti video da TikTok verso Instagram, sotto forma di Reel. Questo per incentivare l’utilizzo organico della funzionalità e disincentivando la condivisione da TikTok. In pratica l’algoritmo aumenta la visibilità dei contenuti video originali e abbassa quella dei video condivisi da TikTok, individuabili facilmente dal watermark con il logo della piattaforma.

    Ma in questo caso stiamo parlando di Tik Tok stories, formato ancora in test.

    tiktok stories instagran

    Da quanto rilevato dai Watchful.ai dall’app si nota la nuova interfaccia di condivisione per le TikTok stories che renderà possibile, appunto, la condivisione verso Reddit, Facebook, Instagram e Instagram Stories. Non sarà possibile condividere le TikTok stories verso Facebook Reels o Instagram Reels, per chiarezza.

    Pur non essendo adatte per i Reels, la condivisione di TikTok stories verso altre app potrebbe permettere ai creator di estendere la visibilità dei propri contenuti, verso followers che sono soliti usare le app di Meta, ad esempio.

    Per essere sempre più chiari, bisogna dire che le TikTok stories sono ancora in fase di test, non essendo ancora un prodotto ben definito. Quello che sta cercando di fare TikTok attraverso questa operazione è di provare a superare quel limite di cui parlavamo permettendo agli utenti la condivisione verso l’esterno di un contenuto più adatto alle app di Meta, quelle su cui si registra un pubblico più elevato rispetto ad altre app.

    E, proprio perché si tratta ancora di un prodotto non definito, non è chiaro quando TikTok renderà possibile tutto questo a livello globale.

    Se le intenzioni  dovessero trovare conferma nel lancio finale del formato, allora sì che questa funzionalità potrebbe essere davvero rilevante per i creator.

    Cosa sono le TikTok stories

    Ma cosa sono le TikTok Stories?

    Di TikTok stories di parla da almeno un anno e, come dice la definizione stessa, si tratta di un formato effimero, come abbiamo imparato a conoscere in questi anni. E sempre come abbiamo imparato in questi anni, la prima piattaforma a lanciare il formato effimero è stata Snapchat, formato che poi ha fatto la fortuna di Instagram quando lo ha implementato nel 2016.

    Nel 2022 ci prova anche TikTok a misurarsi con il contenuto effimero, anche se ancora il cantiere non è stato chiuso e quindi la funzionalità non è disponibile per tutti. Per il momento si parla di Brasile e Usa.

    I Social Media alla ricerca di una nuova identità

    Le storie di TikTok sono dei video brevi, della durata massina di 15 secondi, visibili nel feed dell’app, ma che scompaiono dopo 24 ore. Ecco, se si può cogliere una differenza con Instagram è che le stories su TikTok vengono rese disponibili in mezzo ai video del feed, mentre sull’app di Meta esiste una sezione ad esse dedicata.

    Se state pensando, lecitamente, che TikTok adesso copia le altre app quando, per la verità, è stata TikTok stessa ad essere copiata da chiunque, allora è vero. Sì anche TikTok sta copiando un formato che ha segnato la fortuna di app come Instagram ma è stato un esperimento incompreso su app come Twitter e LinkedIn.

    Ma a dire il vero, per essere corretti, nessuno copia nessuno e tutti copiano tutti. Sembra una sciocchezza, ma la verità è che nel momento in cui una piattaforma ha tra le mani una funzionalità che diventa virale, ecco che le piattaforme “avversarie” proveranno in tutti i modi ad implementarla. È sempre stato così e continuerà ad essere così.

    Intanto, vedremo se e quanto arriveranno per tutti le TikTok Stories e che futuro avranno.

  • Gruppo Unipol arriva su TikTok per parlare alla Generazione Z

    Gruppo Unipol arriva su TikTok per parlare alla Generazione Z

    Il Gruppo Unipol approda su TikTok, una delle prime aziende del settore assicurativo a sbarcare sulla piattaforma di ByteDance. Il gruppo coinvolgerà alcuni tra i creator più seguiti per instaurare un dialogo con la Generazione Z.

    Non sono tanti i casi di aziende che approdano su TikTok nel nostro paese ed è per questo che vogliamo segnalarvi il caso del Gruppo Unipol, uno dei pochi casi corporate del settore assicurativo a sbarcare sulla piattaforma di ByteDance.

    Trattandosi di una piattaforma social media con peculiarità evidenti, vista la esclusività del contenuto video, Grippo Unipol vuole sperimentare nuove forme di comunicazione e, in questo caso, ponendosi come obiettivo quello di rivolgersi alla Generazione Z per raccontare la propria dimensione nella sua interezza e attrattività, oltre la sua natura assicurativa.

    I contenuti saranno condivisi in linea con lo stile e i desideri del target del canale. La regola è quella di divertirsi e imparare in maniera semplice e intuitiva, grazie a un ricco piano editoriale che vedrà il coinvolgimento di alcuni tra i creator più famosi in Italia, tra i quali Mathias Loi, Andrea Nuzzo, Marilù Casini, Matteo Albrizio e Andrea Borello. Nel dettaglio, i TikToker affronteranno temi che variano dalla mobilità sostenibile alla sicurezza informatica, dal welfare alle difficoltà che i giovani incontrano nel mondo del lavoro.

    Unipol TikTok 2022

    Ai contenuti dei creator si aggiungeranno, ogni settimana, quelli redazionali dedicati ai temi trattati su Changes, il progetto editoriale del Gruppo Unipol. Nei video saranno così affrontati i cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra società sotto numerosi punti di vista, come la tecnologia, l’ambiente e il benessere.

    Con questo primo canale TikTok si estende ulteriormente l’ecosistema social corporate del Gruppo Unipol, sempre più media company impegnata nella produzione e nella distribuzione di contenuti proprietari – gestiti attraverso UnipolGroup Press Room e UnipolSai Corporate – sulle piattaforme LinkedIn, Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e sul blog Changes, con stili e linguaggi diversi a seconda dei contenuti e dei relativi target.

    Un caso che ci piacerà seguire, e vi invitiamo a farlo, a questo link https://www.tiktok.com/@unipolgroup_pr. Da segnalare che la strategia del canale, lo scouting dei creator e la gestione diretta sono a cura di iCorporate, da anni a fianco di Unipol nello sviluppo del suo ecosistema social.

  • TikTok sospende le dirette e upload di nuovi video in Russia

    TikTok sospende le dirette e upload di nuovi video in Russia

    TikTok, dopo essersi allineata con altre piattaforme social media nel sospendere gli account delle reti tv statali russe, sospende il caricamento di nuovi video e le dirette in Russia. Provvedimento necessario dopo l’approvazione della legge sulle fake news russa.

    Gli ultimi giorni, praticamente lo scorso fine settimana, sono stati scanditi da diverse iniziative in relazione al “conflitto Ucraina Russia“. Come vi abbiamo raccontato, ormai quasi tutte le aziende che gestiscono piattaforme social media hanno preso posizione, dando seguito, quindi, alle sanzioni già messe in atto contro la Russia.

    E mentre proprio la Russia ha messo al bando piattaforme come Facebook e Twitter, ultima, in ordine di tempo, è TikTok. La piattaforma di proprietà della cinese ByteDance (particolare rilevante in questo contesto) ha annunciato di sospendere il caricamento di nuovi contenuti video e le dirette streaming in Russia. Da questo provvedimento resta fuori il servizio di messaggistica all’interno dell’app.

    TikTok si allinea con le altre piattaforme

    Il provvedimento si è reso necessario, fa sapere TikTok su Twitter, in seguito all’approvazione della legge russa sulle fake news, approvata la scorsa settimana su precisa richiesta di Putin. Tale legge, infatti, prende di mira tutti i media che tentino di raccontare il conflitto Ucraina Russia come una “aggressione”. E se ci fosse qualche media, piattaforma social, che la raccontasse da questo punto di vista, o desse spazio a questa narrazione, rischierebbe pesanti sanzioni come multe e fino a 15 anni di reclusione.

    TikTok sospende le dirette e upload di nuovi video in Russia

    Alla luce della nuova legge russa sulle ‘fake news’, non abbiamo altra scelta che sospendere il livestreaming e i nuovi contenuti del nostro servizio video, mentre prendiamo in considerazione le implicazioni di questa legge sulla sicurezza“, si legge nel secondo dei tre tweet con cui TikTok ha dato l’annuncio su Twitter.

    Nei giorni scorsi, TikTok si era unita a Meta, Twitter e YouTube nel vietare i media di stato russi all’interno dell’Unione europea e nell’etichettare tali media nel resto del mondo. Le piattaforme social media, come abbiamo già sottolineato, si sono trovate nel mezzo di una guerra d’informazione sull’invasione, con i leader ucraini, americani ed europei che chiedono loro di tagliare fuori la Russia. E allo stesso tempo, la Russia fa pressione sulle aziende per censurare i loro contenuti.

    Come scrivevamo qualche giorno fa, i social media costituiscono quindi un verso e proprio terreno di scontro.

    Val la pena di ricordare anche che TikTok nei giorni scorsi ha visto lievitare contenuti video, e dirette, che pretendevano di mostrare le azioni sul campo di guerra, contenuti che spesso non sono verificati, rischiando quindi di diffondere propaganda e disinformazione.

    Quasi 500 milioni di video con #Ukrainewar

    Secondo alcune informazioni, sula piattaforma si sono registrati quasi 500 milioni di contenuti video con l’hashtag #Ukrainewar e spesso alcuni di questi hanno ottenuto centinaia di migliaia di like. Su Instagram, sempre con lo stesso hashtag si sono registrati 125 mila video e i più popolari hanno ottenuto qualche migliaio di like.

    Guerra Ucraina Russia, ecco chi seguire su Twitter

    Questa misura non è che una dimostrazione di quanto la situazione sia grave, dal punto di vista dell’informazione, a testimonianza che in Russia non si può dare vita ad una informazione indipendente. Questo riguarda TikTok e tutte le altre piattaforme che in questo momento non hanno la possibilità di continuare ad operare liberamente.

  • TikTok, 1 miliardo di utenti e la sfida sulla Realtà Virtuale

    TikTok, 1 miliardo di utenti e la sfida sulla Realtà Virtuale

    TikTok raggiunge il traguardo di 1 miliardo di utenti entrando nel ristretto club delle piattaforme social media. Ma la concorrenza tra le stesse adesso si gioca sulla realtà virtuale.

    Ricorderete certamente il giorno in cui musical.ly diventò TikTok, era agosto del 2018 e dai due progetti nacque una piattaforma di video brevi con una forza di 700 milioni di utenti (200 milioni di musical.ly e 500 da TikTok). La scelta di ByteDance si è rivelata vincente, accorpare le due piattaforme sotto un unico cappello è stata un successo che oggi viene suggellata dal traguardo, a distanza di tre anni, e poco più, di 1 miliardo di utenti mensili.

    tiktok 1 miliardo

    TikTok entra da oggi, a pino titolo, tra le piattaforme social media che hanno raggiunto, e superato, il traguardo del miliardo di utenti attivi al mese, club ristretto che comprende:

    • Facebook: 2,9 miliardi di utenti
    • YouTube: 2,3 miliardi di utenti
    • WhatsApp: 2 miliardi di utenti
    • Instagram: 1,4 miliardi di utenti
    • Facebook Messenger: 1,3 miliardi di utenti
    • WeChat: 1,2 miliardi di utenti
    • TikTok: 1 miliardo di utenti

    Non sono stati anni facili, gli ultimi, per TikTok. La concorrenza alle grandi piattaforme da parte di TikTok ha portato stesse a cambiare completamente le proprie strategie e a introdurre strumenti che potessero attirare utenti affascinati dalle idee di TikTok. Basti pensare ai Reels di Instagram e alla possibilità di introdurre formati verticali per le stories. Uno scenario già visto, ma di fatto è quello che è successo.

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    TikTok, nonostante tanti problemi legati alla privacy e ai problemi legati agli utenti adolescenti, senza dimenticare però anche i tanti strumenti e accorgimenti adottati dalla piattaforma, è cresciuta molto proprio in Europa, negli Usa, in Brasile e anche nel Sud-Est Asiatico, nonostante il divieto di utilizzo in India dallo scorso anno.

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    La crescita della piattaforma, tra le più scaricate, non si arresta e anzi la concorrenza a Facebook è ancora rinnovata. Di recente infatti ByteDance ha acquisito la startup di realtà virtuale Pico, a fine agosto, con il chiaro obiettivo di introdursi in un mercato che sarà in grande crescita che già oggi vale 24 miliardi di dollari. E la risposta di facebook non si è fatta attendere con il progetto Metaverse, su cui la società di Mark Zuckerberg è pronta ad investire 50 milioni di dollari.

  • TikTok, ecco i video più lunghi fino a tre minuti

    TikTok, ecco i video più lunghi fino a tre minuti

    TikTok fa sapere che, a livello globale, sta per essere rilasciata una novità che interesserà molto gli utenti. Si potranno caricare video lunghi fino a 3 minuti.

    TikTok ha appena fatto sapere che, a livello globale, sta per essere rilasciata una novità che interesserà molto gli utenti. Infatti, se fino a ieri si potevano caricare brevi video della durata massima di 60 secondi, da oggi in avanti sarà possibile caricare video con una durata fino al triplo di quella attuale, cioè fino a 3 minuti. Questo è il frutto di un test partito ad inizio dicembre dello scorso anno.

    Lo scopo sarebbe quello di dare ai creator più flessibilità nella gestione dei video, avendo la possibilità di poter spezzettare il video in dei piccoli trailer, in modo da agganciare gli utenti in diverse condivisioni.

    I primi ad usare la modalità dei video più lunghi, i mezzo a pochi altri sono stati i creator del mondo food, molto condiviso come tema.

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    TikTok nello spiegare questa decisione, che sicuramente ha come obiettivo quello di accrescere il coinvolgimento sulla piattaforma, a beneficio dell’algoritmo, molto discusso, sostiene che sono stati tanti i creatori a richiedere più tempo per poter esprimersi al meglio.

    Volendo fare qualche breve considerazione, con questa novità TikTok si pone in competizione maggiore con YouTube, il social network video per eccellenza. La piattaforma ha infatti orientato l’algoritmo a premiare video tendenzialmente più lunghi. Quello che, col tempo, finirà per fare TikTok, se venisse apprezzata dagli utenti la modalità dei video più lunghi, incentivando maggiore coinvolgimento, rispetto ai video più brevi.

    Questo per dire che, oltre ad allungare la durata dei video, la novità comporta necessariamente una rimodulazione dell’algoritmo. Col passare del tempo, quindi, la piattaforma si caratterizzerà per video più lunghi, perdendo forse la caratteristica che più la contraddistinta, quella della brevità e immediatezza, dando sfogo alla creatività.

    Di creatività ce ne sarà bisogno, eccome, anche a fare video più lunghi, ma sarà una mossa che premierà i creator più bravi a sfruttare questa potenzialità.

    Insomma, sarà interessante vedere come evolveranno i video più lunghi che saranno disponibili per tutti entro qualche giorno.