Il doodle di Google è per Antoni Gaudì, l’architetto di Barcellona

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Franz Russo
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Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Oggi il doodle che vediamo sulla homepage di Google è dedicato ad Antoni Gaudì, in occasione dei 161 anno dalla nascita, l’architetto spagnolo che ha lasciato un segno indelebile nella città di Barcellona. Sette delle sue opere sono considerate patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1984

Google doodle Antoni Gaudi

Doodle artistico sulla homepage di Google dedicato ai 161 anni dalla nascita di un grande architetto come Antoni Gaudì, le cui opere sono considerate a tutti gli effetti delle vere e proprio opere d’arte. Gaudì ha lasciato un segno indelebile nella sua città, Barcellona, e dal 1984, fino al 2005, sette delle sue opere sono considerate patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. E sono:

  • Parco Güell (compare nel doodle);
  • Palazzo Güell (compare nel doodle);
  • Sagrada Família (compare nel doodle, la maschera romana);
  • Casa Batlló (compare nel doodle);
  • Casa Milà (compare nel doodle);
  • Casa Vicens;
  • Cripta della Colonia Güell.

La sola Sagrada Familia, opera ancora incompiuta e da tutti considerata comunque come suo capolavoro, è uno dei luoghi d’arte più visitati di tutta la Spagna.

Uno studio su Gaudì del 2011 ha rivelato che l’architetto usava il giardino di un ospedale psichiatrico come terreno di prova dei sui studi rivoluzionari e che gli stessi pazienti gli facessero da assistenti. I terreni dell’Ospedale di San Boi, a sud di Barcellona, sono disseminati di prove fatte dal Gaudì, una in particolare è una panca, molto simile a quella che si trova nel Parco Guell, rifinita con piastrelle rotte, nello stile trencadis, lo stile appunto lanciato da Gaudì. La tale somiglianza di quei lavori aveva già suggerito che quelle fossero copie dell’artista e la pubblicazione di tale copie sulla rivista Sapiens ne furono la conferma, come ci suggerisce stamane The Guardian.

L'”Architetto di Dio“, come veniva chiamato per la sua forte fede religiosa, potrebbe essere addirittura beatificato. Infatti di recente è stata promossa un’iniziativa in tal senso da un gruppo di 30 tra ecclesiastici, accademici e architetti. iniziativa che ha provocato forti polemiche tra chi vorrebbe ricordare Gaudì come artista e architetto rivoluzionario e tra chi vorrebbe invece sottolineare il suo stile di vita molto religioso.

Antoni Gaudì muore nel 1926 investito da un tram ed è sepolto all’interno della Sagrada Familia.

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