San Valentino, il doodle di Google è innamorato e tecnologico

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

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Non poteva certo mancare il doodle di Google per San Valentino. E in questa occasione i doodler di Google provano a disegnare “scarabocchi” giocando con le parole “Amore” e “Tecnologia”.

E come ogni anno non poteva certo mancare il doodle di Google per San Valentino, la Festa degli Innamorati. E per questa occasione i doodler giocano con le parole “Amore” e “Tecnologia“. Il concetto che sta alla base è che l’amore oggi vive anche attraverso la tecnologia, grazie alla sua capacità di mettere in connessione le persone, anche se a distanza.

E quindi sono state realizzate 5 doodle diversi. In uno l’amore è visto da una semplice carica del laptop oppure può essere audace come l’invio di un messaggio affettuoso via smartphone; e ancora lo si vede in un semplice gesto come ripararsi dalla pioggia; o come quando due persone seguendo una traiettoria dal map del loro smartphone finiscono per innamorarsi.

Sono tutte situazioni reali nel senso che oggi la tecnologia è entrata davvero nelle nostre vite, con tutti contro e con i tanti vantaggi. Come questo, ossia la capacità di far sentire insieme persone anche a distanza. Un messaggio diverso, forse retorico, ma in questa occasione è una retorica che non appesantisce, anzi.

Due parole sulla festa di oggi sono d’obbligo.

La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese. Le sue reliquie sono conservate a Terni, nella basilica cittadina; altre sono conservate nella cattedrale di Maria Assunta di Savona; nella chiesa medievale di San Valentino di Sadali in Sardegna; a Belvedere Marittimo in Calabria e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Il doodle è visibile a livello globale, tranne in Brasile, Australia e nei paesi del Nord Africa.

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