Twitter, adesso le aziende possono fare promozione con le chatbot

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Twitter continua a rilasciare funzionalità che possano permettere alle aziende di creare un coinvolgimento con gli utenti sempre più ampio. Ed è il caso della funzionalità Direct Message Card che permette di fare promozione sfruttando la modalità delle chatbot. Anche se sarebbe meglio che Twitter si impegnasse a rendere la piattaforma più vicina agli utenti.

Twitter continua a rilasciare funzionalità che permettano alle aziende di creare un coinvolgimento più ampio con gli utenti, al fine di stringere Relazioni. Come sappiamo bene, Twitter funziona molto bene come servizio di supporto/assistenza diretta attraverso i Messaggi Diretti, i Direct Messages, elemento in effetti indiscutibile. I Messaggi Diretti per le aziende sono preziosi proprio per avere una Relazione diretta con l’utente. Ebbene, Twitter va in questa direzione offrendo alle aziende di fare un passo ulteriore, ossia fare promozione sfruttando le chatbot, con le Direct Message Card.

twitter chatbot direct message franzrusso.it 2017

La modalità è quella di creare una Twitter Card specifica per i messaggi, Direct Message Card, al fine coinvolgere e attirare l’attenzione dell’utente con qualche grafica specifica, al fine di iniziare una conversazione con l’utente grazie ad un bot. Una volta che l’utente clicca per inizare, il bot comincia a porre delle domande offrendo all’utente fino a quattro possibilità di risposta. Un esempio che Twitter cita è quello di Patròn Tequila che ha lanciato il suo Bot-tender che invita gli utenti all’interazione con lo scopo di creare il cocktail ideale per l’utente stesso.

twitter chatbot messaggi diretti

Questa idea di Twitter di spingere sui bot è diversa da quella messa in atto da Facebook, ad esempio. Quella che si vede su Messenger è una modalità orientata all’assistenza, in questo caso in vece ci troviamo di fronte ad una modalità automatizzata di fare marketing. Infatti, queste Card non risolvono i problemi degli utenti, ma hanno l’obiettivo di spingere l’utente verso il brand.

Si tratta in effetti di una modalità interessante, certo, bisognerà vedere quale sarà il livello di gradimento degli utenti nel ricevere card come queste nei messaggi diretti. E’ infatti tutto da vedere.

Ancora una volta, Twitter non si impegna a risolvere i problemi che continuamente gli utenti segnalano e che sono, del resto, evidenti a tutti. Modalità come queste sono positive, ma sarebbe ancora più utile pensare a creare coinvolgimento sulla piattaforma con l’obiettivo di accrescere la base utenti. Perchè puoi avere l’idea più bella di questo mondo, ma se non c’è “nessuno” a cui indirizzarla allora vuol dire che  qualcosa di sbagliato c’è. Certo, quel “nessuno” è una forzatura, ma rende bene l’idea di cosa stiamo parlando. Twitter dimostra di voler accrescere lo strumento, di coinvolgere meglio le aziende, sapendo bene che poi le stesse aziende troverebbero difficoltà a realizzare i loro obiettivi.

Meglio sarebbe impegnarsi a creare un prodotto (leggi piattaforma) più vicino a quello che richiede oggi l’utente. Il resto viene dopo.

3 Commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo – venire incontro alle esigenze dei brand è un’ottima idea, ma non di soli business vivono i social network: ci sono anche gli utenti!

  2. Purtroppo Twitter dà l’impressione di muoversi come se tutto andasse bene. Prima di sviluppare la piattaforma in ottica di business, sarebbe utile concentrarsi sulla crescita degli utenti in maniera seria. Ci sono già tante segnalazioni degli utenti che chiedono modifiche per usare meglio la piattaforma, più o meno quelle funzionalità che farebbero (quanto meno) venire voglia i registrarsi a chi non lo fa. Fatto questo, si può poi pensare a tutto il resto. Eppure non ci vuole molto….

  3. Caro Franz,
    trovo scorretto l’utilizzo del genere femminile per quanto riguarda i chatbot. I chatbot sono un software, maschile, e derivano da Robot, sempre maschile (o meglio neutro).
    Oltretutto tu avrai un’età, e se hai usato Mirc saprai che i chatbot erano già presenti. Da quando l’hai sdoganato tu, ora tutti usano il femminile, perfino Treccani (a cui ho già scritto). Ragioniamo su quello che scriviamo, non pensi?
    Se ti interessa ti allego un articolo della Crusca, che sicuramente batte Treccani 1000 a 100, dove c’è un discussione sui generi utilizzati nei forestierismi.

    Nell’articolo parli di problemi che gli utenti riportano e chiedono a gran voce a Twitter, potresti inserire un link dove ne parli?
    grazie per la pazienza

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