Twitter avvia il test su iOS per i tweet vocali. Ma servono davvero?

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Twitter lancia un nuovo test che sicuramente farà discutere. La piattaforma guidata da Jack Dorsey avvia un test su iOS per i tweet vocali. In pratica, 140 secondi di file audio da aggiungere ai 280 caratteri, ed è possibile anche sviluppare un thread.

Twitter dal proprio blog ufficiale informa di aver avviato un test per i tweet vocali. Eh sì, avete letto bene. Nei tweet sarebbe possibile aggiungere la propria voce.

Per ora si tratta di un test, solo per iOS e solo per un ristretto gruppo di utenti.

In pratica, sarà possibile aggiungere 140 secondi di file audio con la propria voce ai 280 caratteri del tweet normale. E non è tutto. Sarà poi possibile sviluppare un thread audio. Infatti, una volta superati i 140 second di audio, automaticamente viene sviluppato un altro tweet vocale a seguire.

twitter tweet vocali

Un esempio di come potrebbe essere questa nuova funzionalità ce lo offre Matt Navarra, uno dei pochissimi, e tra i primi, ad usare questa possibilità dei tweet vocali.

L’audio de 140 secondi sarà possibile aggiungerlo solo al tweet originale e non anche alle risposte. Come si vede dall’esempio in alto, l’immagine sarà sempre quella del profilo dell’utente e non sarà modificabile.

Dopo la nostra pubblicazione, la prima in lingua italiana che ne ha dato notizia, si è sviluppato un interessante dibattito e, come sempre succede, queste novità finiscono per spaccare le opinioni a metà, tra chi approva e tra chi disapprova.

Per quello che abbiamo visto, dopo lo stupore iniziale (inevitabile!), questa nuova forma potrebbe prestarsi a molti utilizzi, forse quello più importante è quello legato al fenomeno del podcasting, in grande crescita ovunque, anche nel nostro paese. Una forma che quindi potrebbe prestarsi molto se visto n questa ottica.

Ma, come sottolinea The Verge, esiste un problema di accessibilità verso questa nuova forma, per tutte quelle persone con difficoltà di udito o sorde. Su questo punto Twitter dichiara che si tratta di un primo test, “stiamo ancora testando tutte le soluzioni per soddisfare le esigenze di persone con abilità diverse“.

E voi che ne pensate?

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