Twitter, non solo Facebook

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Quando si parla di social network in Italia si pensa solo e soltanto a Facebook, ormai popolarissimo nel nostro paese. Ma ce ne sono altri e anche più interessanti, come Twitter che cresce a ritmi forsennati. Ma è ancora poco usato qui da noi.

Twitter
Twitter

Intanto diciamo subito che Twitter non è come Facebook. Infatti è un servizio di microblogging che permette di mandare messaggi attraverso lo stesso sito, gli sms, le mail. Tutti i messaggi inviati vanno a creare un vero status della persona che lo condivide con le persone con cui è in contatto. Ad un primo sguardo non sembrerebbe essere tanto diverso da facebook, ma invece lo è sostanzialmente. E’ molto più dinamico fino a creare col contato un rapporto molto più diretto. E’ ovviamente uno strumento di condivisione, dalla semplice descrizione della propria giornata fino alle news in tempo reale. In America sono molte le testate giornalistiche che utilizzano questa piattaforma per condividere le notizia. Già in America. Twitter negli Usa è molto popolare, forse più di Facebook. Anzi toglierei il forse dandovi questi dati: nell’ultimo anno Twitter è cresciuto moltissimo facendo registrare il maggior incremento nel numero di visite e di utenti iscritti alle proprie community con una percentuale da paura, +1382%. Eccezionale. Facebook sta un pò più indietro crescendo del 228%, anche questo è un dato eccezionale.

Qualche giorno fa Luca Sofri ha provocatoriamente scritto su The Huffington Post che “Twitter in Italia è superato, ora tutti i navigatori italiani stanno sul Facebook”. Opinione che non è molto piaciuta agli americani che infatti in risposta al post di Sofri dicono “Americans’ use internet. For ‘Italians’ is still mainly fashion”, noi americani usiamo internet, per voi italiani è solo una moda. Speriamo tanto che non sia così. Infatti usano tanto Twitter che proprio i politici del Congresso ne fanno uso straordinario. «Ciò che mi piace di più è poter parlare direttamente agli elettori del Missouri senza i filtri dei reporter!» ha detto Claire McCaskill senatrice del Missouri, ma c’è anche John McCain, il repubblicano che ha sfidato Obama alle ultime presidenziali, e anche Nancy Pelosi, speaker del Congresso americano. Ma vi immaginate che so…Prodi o Berlusconi col cellulare a twittare coi loro elettori? Dal mio punto di vista sarebbe fantastico se ciò accadesse, ma mi rendo conto che se  non avverrà prima di qualche secolo, visto come siamo messi.

A novembre scorso Facebook ha provato a comprare Twitter per 500 milioni di dollari, ma l’Obvious Corp, la società di San Francisco che fa capo ai tre 30enni californiani (Jack Dorsey, Evan Williams, Biz Stone) che l’hanno creato, hanno detto no grazie: “Vogliamo mantenere la nostra indipendenza”. Pare che in realtà il rifiuto sia stato dovuto alle modalità di pagamento: stock options Facebook, troppo volatili anche per i tre che hanno inventato lo svolazzante cinguettìo. Ma le trattative vanno avanti, e adesso anche rumors sull’interesse all’acquisto di Google. La disarmante facilità è una sua dote, e anche quell’intimità digitale che consente. Se vi capita provateci.

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