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  • Ecco i 10 spot di Natale più visti sul Web [Infografica]

    Ecco i 10 spot di Natale più visti sul Web [Infografica]

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    Reputation Manager ha realizzato la classifica dei 10 spot di Natale più visti sul Web dalla quale esce un verdetto ormai chiaro e cioè che gli inglesi sono i più bravi. Lo spot “Monty the Penguin” di John Lewis è lo spot che emoziona di più il Web, ma in seconda posizione c’è anche lo spot di Sainsbury.

    Gli short movies natalizi proposti dai grandi brand sono diventati un genere sempre più apprezzato in Rete. E come detto in occasione del post su “Monty the Penguin“, questa tendenza è molto sentita in Uk dove ormai è quasi una tradizione. Si può dire che il periodo natalizio è per il Regno Unito quello che in Usa è il Super Bowl. E questa indagine di Reputation Manager evidenzia bene come gli inglesi in questo siano i più bravi occupando le prime posizioni della classifica dei 10 spot di Natale più visti sul Web. E quest’anno lo spot più visto è proprio quello proposto dai magazzini John Lewis che racconta la romantica amicizia tra un bambino e il suo pinguino immaginario, che  ha totalizzato su YouTube ben 19,2 milioni di visualizzazioni, più di 89 mila like e 7 mila commenti.

    In seconda posizione troviamo un altro bellissimo ed emozionante spot: quello dei supermercati Sainsbury che, in collaborazione con la Royal British Legion, scelgono la chiave storica della prima guerra mondiale (di cui quest’anno si celebrava il centenario)per ricordare l’armistizio di Natale tra inglesi e tedeschi, e la solidarietà nata spontaneamente tra i soldati dei due eserciti contrapposti. Il video ha registrato 14,5 milioni di visualizzazioni, più di 77mila like e 9mila commenti. 

    Sul podio, in terza posizione, troviamo uno spot che stacca completamente dai primi due per il tono decisamente dissacratorio: è quello di PooPourri.com, marca di deodoranti per il bagno, che propone uno spot con Babbo Natale costretto a correre in bagno nella casa in cui sta sistemando i regali, e viene sorpreso sul water dalle bambine destinatarie dei doni, che lo minacciano di pubblicare la sua foto su Instagram se non da’ loro anche i regali destinati ad altri bambini. Lo spot ha raggiunto 8,7 milioni di visualizzazioni, più di 4mila like e 600 commenti.

    Scorrendo la lista al quarto posto troviamo Burberry e il suo short film “From London with Love” ispirato “all’età d’oro dei musical cinematografici” con protagonista Romeo Beckham, figlio di David, che diventa un ballerino in trench e sciarpa scozzese, tipici elementi del brand inglese. Il video ha registrato 8,3 milioni di visualizzazioni, 10mila like e 650 comenti.

    Questi i dati relativi alle principali posizioni della classifica. Seguono poi:

    5)  Budweiser (3,3 milioni di visualizzazioni, 336 like, 49 commenti)

    6)  Sky (3,1 milioni di visualizzazioni, 522 like, 100 commenti)

    7) Walmart (2,7 milioni di visualizzazioni, 21 like, 18 commenti)

    8) Philips (2,4 milioni di visualizzazioni,  12 like, 2 commenti)

    9) Glade (1,7 milioni di visualizzazioni, 1488 like, 115 commenti)

    10) Victoria’s Secret (1,6 milioni di visualizzazioni, 296 like, 18 commenti).

    In questa classifica a 10, come avrete nontato, non ci sono spot italiani, anche se l’unico video in italiano è quello di Ikea che si piazza però al 14° posto con 1,4 milioni di visualizzazioni, 33 like e 7 commenti.

    E voi che ne pensate di questa classifica? Qual è stato il video spot natalizio che più vi ha emozionato? Raccontatecelo tra i commenti.

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  • Monty the Penguin, quando l’adv emoziona [Video]

    Monty the Penguin, quando l’adv emoziona [Video]

    Monty the Penguin è il nuovo video natalizio della catena di giocattoli John Lewis che apre ufficialmente la gara tra le pubblicità del periodo in Uk. E dopo il successo dello scorso anno, con oltre 10 milioni di visualizzazioni su YouTube, anche quest’anno John Lewis vuole emozionare e a vedere il risultato ci riesce eccome

    Questo momento dell’anno in Uk è molto atteso, quasi come il torneo di Wimbledon, tanto per citare un evento molto popolare e per farsi un’idea. E’ molto atteso perchè parte in questi giorni la “gara” natalizia tra le varie campagne video, una tradizione che ha ormai contagiato un po’ tutti. E anche quest’anno John Lewis una delle più popolari catene di giocattoli del Regno Unito gioca tutto sull’emozione con la storia di Monty the Penguin, il pinguino protagonista della storia raccontata nel video della durata di poco più di 2 minuti.

    E dopo il grande successo dello scorso anno con The Bear and the Hare, “L’Orso e la Lepre”, che raggiunse in pochi giorni 10 milioni di visualizzazioni su YouTube, ecco un’altra grande storia che il soli due giorni ha già superato le 4,5 milioni di visualizzazioni.

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    Il video racconta la storia di Sam un bambino che ha un amico inseparabile, Monty, il pinguino. Insieme fanno un sacco di cose, giocano, mangiano, dormono, solo che passano i giorni e Monty diventa sempre più triste. Gli manca qualcosa, anzi gli manca qualcuno. E così Sam il giorno di Natale fa un regalo al suo amico pinguino e gli regala Mabel, una nuova compagna. Il sottofondo musicale è “Real Love” di John Lennon, cantata da Tom Odell, giovane star britannica.

    Questo rappresenta l’esempio di quando un campagna pubblicitaria riesce ad emozionare, essendo capace di raccontarle e di renderle vicine a chi le guarda, puntando tutto su valori come l’amicizia che, come ci ha mostrato Sam, non ha davvero confini.

    Il tutto grazie alle mani sagge di Adam & Eve/DDB, l’agenzia che ha curato la realizzazione della campagna. Il costo della campagna è di 1 milione di sterline (circa 1,3 milioni di euro).

    La storia sta commuovendo tutti sul web e l’hashtag #MontythePenguin è stato in tendenza sempre tra le primissime posizioni negli ultimi giorni. E’ stato aperto anche un account su Twitter @MontythePenguin.

    Allora, che ne pensate voi? Ha emozionato anche voi Monty?

  • Pinterest spinge verso l’adv, ecco i Promoted Pins fai da te

    Pinterest spinge verso l’adv, ecco i Promoted Pins fai da te

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    Pinterest ha annunciato ieri di voler estendere la possibilità di fare advertising sulla piattaforma con una modalità di Promoted Pins “fai da te” disponibile per aziende di qualsiasi dimensione. Inoltre viene aggiornata la piattaforma di analytics che adesso fornisce più informazioni

    Pinterest ha annunciato di voler estendere la possibilità di fare advertising sulla piattaforma presentando una nuova modalità di Promoted Pins “fai da te”, disponibile per aziende di qualsiasi dimensione, quindi anche piccole e medie. Quindi Pinterest spinge sull’advertising guardando allo small business, alle nostre PMI per intenderci, per far crescere la piattaforma da questo punto di vista. Il “fai da te” consiste in Promoted Pins disponibili con modalità cost per click sulla piattaforma ads.pinterest.com. La nuova funzionalità arriva dopo una fase di test che Pinterest ha condotto con aziende di grandi dimensioni provando appunto la modalità CPM. In sostanza, i brand pagheranno solo gli utenti faranno click su quel pin e ne visualizzeranno il contenuto.

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    Dunque Pinterest, con un base di oltre 70 milioni di utenti a livello globale, prova a sviluppare e a consolidare la sua piattaforma di advertising, proprio come i suoi competitors più grandi, parliamo di Facebook e di Twitter, e lo fa guardando soprattutto alle aziende più piccole, consapevole del fatto che è quello il target su cui mirare. E la modalità CPM, molto simile a soluzioni offerte da piattaforme classiche di adv come Google AdWords, può rivelarsi la mossa vincente. Certo, i risultati non saranno paragonabili a quelli che ottengono i competitors, data anche una base di utenti inferiore, però Pinterest è il secondo sito in termini di traffico referral ed è quello che è cresciuto di più nell’ultimo anno, +17%.

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    Sarà quindi interessante quindi vedere la piattaforma all’opera anche da noi, visto che per ora la fase di test continuerà solo per gli Usa. E di fianco alle novità in termini di adv, Pinterest annuncia anche di voler migliorare gli analytics, quindi la modalità attraverso la quale monitorare l’andamento dei propri pins, che viene aggiornata e arricchita con nuove informazioni impressions, clic e anche su quali boards registrano più engagement.

    Val la pena ricordare che Pinterest ad oggi ha un valore di 5 miliardi di dollari e di recente ha ottenuto un nuovo round di finanziamenti di 200 milioni di dollari da SV Angel, Bessemer Venture Partners, Andreessen Horowitz e Fidelity. In soli due anni Pinterest ha ricevuto due round di finanziamenti del valore di 425 milioni di dollari e il suo valore il soli 7 mesi, da febbraio a settembre 2013, è cresciuto del 50%.

  • Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

    Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

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    Twitter ha annunciato oggi il lancio ufficiale della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub, uno strumento che consentirà agli investitori di raggiungere quasi 1 miliardo di dispositivi mobili. Più o meno la cifra che permette anche Facebook, ad oggi. Con questa piattaforma sarà possibile realizzare annunci pubblicitari per installare applicazioni

    La mossa che si attendeva alla fine è arrivata, forse anche prima del previsto. Da oggi Twitter ufficializza l’avvio della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub. Con questa nuova piattaforma Twitter consentirà agli investitori di raggiungere almeno 1 miliardo di dispositivi mobili, più o meno quelli che riesce a garantire oggi Facebook. In pratica da oggi gli investitori avranno la possibilità di realizzare annunci che pubblicizzano una mobile app, quindi, una volta che l’utente vede comparire sul proprio mobile device un annuncio del genere, una volta cliccatoci sopra verrà indirizzato verso un app store, da dove scaricare appunto l’app.

    Twitter metterà a disposizione di brand e inserzionisti una suite di strumenti attraverso cui effettuare il miglior targeting dei propri annunci, ma anche strumenti per la creazione degli stessi annunci e soprattutto strumenti per la misurazione dei risultai che le campagne saranno in grado di dare. Twitter descrive la tipologia dei nuovi annunci a metà strada tra le Twitter Cards e i Promoted Tweets.

    E ci sono già dei partners che hanno avuto modo di provare la piattaforma in versione beta e tra questi ci sono Spotify, HotelTonight, Kabam, Deezer, SeatGeek, GREE e Get Taxi.

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    L’accordo con MoPub fu raggiunto lo scorso Ottobre sulla base di 350 milioni di dollari. La piattaforma ad oggi gestisce 130 miliardi di richieste ogni mese e può raggiungere 1 miliardo di dispositivi mobili.

    Insomma, la guerra tra Twitter e Facebook a questo punto si gioca su un terreno vitale per entrambi, quasi ad armi pari. Dopo aver dato vita in questi ultimi mesi ad un continuo scopiazzamento, da un parte e dall’altra, ora il confronto si fa duro perchè si parla di pubblicità ed lo strumento attraverso il quale le due aziende, oramai adesso accomunate anche dalla quotazione in borsa, raccolgono gran parte dei loro introiti. Twitter non ha certo la base di utenti di Facebook, ma con questo nuovo potenziale e mirando verso aziende di e-commerce e di mobile game ha tutte le carte in regola per giocare quanto meno alla pari.

    Adesso è difficile fare delle previsioni, ma da quello che si sa è che nella fase di testing durata oltre un anno, Twitter ha fatto registrare numeri interessanti. Nell’ultimo trimestre, quello relativo al Q4 2013, Twitter ha ricavato 8 milioni di dollari da MoPub, molto più di quanto era stato previsto. Vedremo nei prossimi mesi l’entità e i numeri della piattaforma.

  • Martini conferma la fiducia a Lookaround per il secondo anno consecutivo

    Martini conferma la fiducia a Lookaround per il secondo anno consecutivo

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    Martini, storico brand italiano del beverage famoso in tutto il mondo, rinnova la fiducia per il secondo anno consecutivo all’agenzia romana Lookaround. La giovane agenzia curerà il ritorno di Martini® al Fuorisalone 2014 e nei prossimi mesi partirà in tour in giro per l’Italia

    Dopo l’esperienza in occasione dei 150 anni del brand Martini® dello scorso anno, Lookaround torna nuovamente a collaborare con lo storico brand italian del beverage, famoso in tutto il mondo. La giovane agenzia di Roma, fondata nel 2009 da Fabrizio Bandinelli, Natale Porcino e Matteo Foderaro, si occuperà di ideare e curare il ritorno da protagonista di Martini® al Fuorisalone 2014, da cui partirà anche un Tour nazionale che toccherà tutta la penisola nel corso della primavera/estate.

    Fino al 12 aprile 2014, all’interno della settimana di eventi legati alla creatività e al design che animano Milano durante la Design Week, partono le attività di comunicazione di Martini® che quest’anno rilancia Martini Racing e la sua storica presenza nel mondo dei motori con Williams Martini Racing.

    Dunque, nell’anno del ritorno in Formula 1, Martini Italia rinnova la sua fiducia a LookAround (A-typical communication agency) che cura, per il secondo anno consecutivo, sia la localizzazione della campagna atl global che gli eventi btl.

    Di Lookaround vi avevamo già segnalato la bella iniziativa curata per “Cosa ti dice il cervello?“, il programma di successo di National Geographic Channel.

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  • Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

    Real Time e Programmatic Buying, una rivoluzione è alle porte

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    Il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying sono due attività in forte crescita. Si stima che RTB nel 2017 rappresenterà il 26% dello spending totale su display e mobile adv. E che, ad esempio, il programmatic video arriverà a toccare, sempre nel 2017, il valore di 627 milioni di euro in Europa. Insomma, una rivoluzione è davvero alle porte

    Qual è quella sola cosa che rende ogni persona allegra o entusiasta? Lo shopping, il calcio, il Natale o l’ultimo film di Checco Zalone? Credo che siamo tutti d’accordo nel ritenere che la risposta sia “non ne esiste una” – al lavoro tra i colleghi, in famiglia o con gli amici al pub, gusti e preferenze variano in continuazione. Tuttavia quando si parla di pubblicità, non solo siamo giunti a un punto in cui possiamo badare a ognuna di queste preferenze, ma possiamo anche farlo in modo tale da entusiasmare genuinamente il settore dei media.

    Il programmatic buying sta alla base di molto del buzz presente ora nel mercato e, a mio avviso, rappresenta il futuro dei media. Il motivo? È adatto a tutti – clienti, publisher e agenzie – creando un mondo dei media sano ed equilibrato, di dimensioni degne di nota verso tutte le piattaforme emergenti ed esistenti. La capacità di indirizzare dinamicamente i messaggi pubblicitari verso i consumatori in tempo reale rappresenta un’opportunità fenomenale per i clienti e per la gestione degli strumenti di un editore, specialmente nell’ambito del video, in cui sono mancate e mancano soluzioni mirate.

    Secondo una ricerca realizzata da PubMatic per IDC il transato generato dalle piattaforme di Real Time Bidding (RTB consente di intercettare e mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target mirato e selezionato in base a esigenze, comportamenti e abitudini che mostrano in Rete) a livello mondiale passerà dai 2,7 miliardi di dollari del 2012 agli oltre 20 miliardi del 2017, arrivando a rappresentare il 26% dello spending totale su display e mobile adv. Anche le previsione per il mercato europeo sono allineate su dinamiche simili: sempre IDC stima che il fatturato del RTB passerà dai 287 milioni dell’anno scorso ad oltre 2,4 miliardi nel 2017.

    Parlando solamente di programmatic video, le previsioni parlano di un valore di oltre 627 milioni di euro nel 2017 per l’Europa – anche questo un chiaro segno che ci si trova solo all’inizio dell’innovazione.

    In questo senso, è utile andare a evidenziare alcuni dei vantaggi del programmatic world che appaiono particolarmente promettenti e significativi:

    • 1+1=3: in barba alla matematica, ma questo è il bello del programmatic. Consente di trovare tante volte di seguito lo spot perfetto per un annuncio su piattaforme differenti. È scalabile e conveniente – la combinazione perfetta dell’advertising intelligente.
    • Mostrare le proprie emozioni: nonostante i pregiudizi che accompagnano questo approccio, esso non consiste nel rimuovere l’elemento umano dal media placement. Con i corretti attributi di tagging, gli annunci possono essere piazzati all’interno di contenuti emozionalmente in linea con il messaggio del brand. Per esempio, un video di cucina sul sito web di una catena di supermercati non dovrebbe mai contenere un annuncio che sponsorizza una partita di rugby – sarebbe con tutta probabilità irrilevante per l’audience di riferimento e nuocerebbe al contenuto del video stesso. A meno che non si stia cucinando una tarte-tatin a forma di palla da rugby, ma la cosa sarebbe un tantino inquietante.
    • Controllo, Controllo, Controllo: l’esigenza di controllo sul settore non è mai stata così sentita – sia che si tratti di un’emittente TV che intende trasferire parte del suo budget sul canale online, o di un brand per bambino che vuole evitare alcune proprietà “per adulti”. Sebbene il programmatic buying sembri offrire poco controllo a causa della sua natura automatica, è invece molto semplice andare a definire regole per una campagna in questo ambiente, e – con un livello ulteriore di dati –  i vari brand possono stare tranquilli sul fatto che una determinata campagna raggiunga l’audience desiderato, sul dispositivo e nel momento prescelti. 

    Il  nostro settore è stato frammentato per molti anni, con le varie componenti che spesso e volentieri si sono trovate in contrasto tra loro.  L’emergere del programmatic buying sta finalmente riunificando il nostro ecosistema con la promessa di portare benefici a tutte le parti coinvolte – forse è davvero arrivato il momento di entusiasmarsi!

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  • La Pubblicità nel 2013 cresce grazie al Mobile e ai Social Media

    La Pubblicità nel 2013 cresce grazie al Mobile e ai Social Media

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    La Pubblicità è cresciuta grazie al Mobile e ai Social Media ma soprattutto si adegua ad un cambiamento in atto. Grazie anche a questi numeri: alla fine del 2013 in Italia sono 7,5 milioni i Tablets e 37 milioni gli Smartphones; sono 28 milioni gli italiani che ogni mese frequentano i Social Media. Il Mobile advertising cresce del 130%, mentre la pubblicità sui Social Media cresce del 75%

    Nel nostro paese è in atto un cambiamento radicale, nonostante tutte le difficoltà, e questo cerchiamo di raccontarlo qui sul nostro blog, giorno per giorno. Il cambiamento riguarda sempre più il nostro modo di rapportarci con le nuove tecnologie e con le enormi opportunità che esse offrono. Sappiamo bene che questo cambiamento nel nostro paese è difficile ma nei fatti è più avanzato di quanto non si creda. Stanno cambiando le nostre abitudini, cambia il modo di entrare in contatto con le persone, cambia il modo di fruire delle notizie e delle informazioni e cambia il modo attraverso il quale riusciamo ad approvvigionarci delle stesse. Tutto questo comporta quindi il superamento di certi paradigmi che solo fino a poco tempo fa credevamo quasi insuperabile. E la pubblicità che ha sofferto molto del passaggio dagli Old ai New Media, si adegua a questo cambiamento e i dati che l’Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano sta raccogliendo, in preparazione del report (settima edizione) in uscita a Marzo 2014, lo confermano.

    E la Pubblicità cresce grazie a questi numeri:

    • 7,5 milioni di Tablets e 37 milioni di Smartphones;
    • cresce il numero di utenti che accede al web da Mobile: il 90% gli utenti che navigano il Web da smartphone sono il 90% di quelli che lo navigano da Pc.

    Il mercato della pubblicità, come dicevamo, ha recepito prontamente il cambio di abitudini in corso: tra il 2012 e il 2013 la Mobile Advertising, cioè la pubblicità veicolata tramite i telefonini ha registrato una crescita del 130% passando da 89 a circa 200 milioni di euro. Anche l’Advertising sui Social Media nel corso del 2013 fa un bel salto in avanti: più 75%, arrivando a sfiorare i 100 milioni di euro, trascinata in particolare dalla crescita di Facebook.

    Cresce la Pubblicità su Mobile

    Per quanto riguarda la Pubblicità su Mobile, o Mobile Advertising, i dati dell’Osservatorio New Media & New Internet, stimati sulla base dei dati a consuntivo sui primi 9 mesi, mostrano come il 2013 abbia fatto registrare un forte balzo in avanti nella crescita del mercato: mentre tra il 2011 e il 2012 i ricavi dalla Pubblicità su Mobile Adv erano cresciuti del 56%, il tasso è più che raddoppiato tra il 2012 e il 2013: circa +130%, con un passaggio da 89 milioni di euro a poco più di 200 milioni.

    pubblicità mobile advertising 2013 italia

    Cresce la Pubblicità sui Social Media

    In crescita anche la Pubblicità sui Social Media, o Social Media Advertising, in Italia che incrementa il proprio tasso di crescita, infatti: se tra il 2011 e il 2012 aveva ottenuto un +60%, tra il 2012 e il 2013 è cresciuta del 75%, passando da 55 milioni di euro a circa 95 milioni. Tante e diverse le motivazioni che stanno attirando l’interesse degli investitori sui Social Media: l’attitudine alla profilazione degli utenti, in grado di aumentare l’efficacia dell’advertising, rivolto a target mirati; la capacità nell’abilitare l’interattività con l’utente.

    La stragrande maggioranza di questo fatturato, come c’era da immaginarsi, è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente Mobile: circa il 70% degli utenti infatti vi accede anche in mobilità su Smartphone e Tablet.

    social media pubblicità advertising italia 2013

    Allora che ne pensate?C’è il rischio secondo voi che la Pubblicità possa diventare invasiva anche sul Mobile e sui Social Media oppure si adeguerà anche da questo punto di vista? Raccontateci la vostra opinione.

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  • Social Media, ecco gli eventi più importanti del 2013 [Infografica]

    Social Media, ecco gli eventi più importanti del 2013 [Infografica]

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    Il 2013 è stato un anno importante per i Social Media, denso di eventi, di novità che testimoniano una intensa attività che troverà sfogo nel 2014. Difficile raccontarli tutti, ma questa infografica ne raccoglie i più importanti mese per mese. Vediamoli insieme

    Il 2013 dal punto di vista dei Social Media verrà ricordato come uno dei più attivi, quello in cui si sono registrati il maggior numero di eventi e di novità che evidenziano grande attività, grande fermento e, dunque, grande interesse. Certamente è un passaggio evolutivo quasi obbligato, i Social Media continuano ad espandersi, ad attrarre sempre più nuovi utenti e ad agganciare anche nuove piattaforme attraverso cui veicolare questa crescita. Basti pensare al Mobile.

    Ma il 2013 ci consegna non solo nuove realtà emergenti, spesso di nicchia, ma anche un panorama più maturo. Resta però ancora aperto il discorso della definizione di un modello chiaro, preciso, stabile. Se pensiamo alle IPO di Facebook e anche, più recente, quella di Twitter, notiamo che sono per lo più operazioni a scopo meramente finanziario che non offrono ancora un modello chiaro attraverso cui modulare offerte precise. La crescita economica dei Social Media passa attraverso la pubblicità e anche da questo punto di vista il 2013 è stato molto interessante.

    Il 2013 è stato sì l’anno delle novità, ma è stato anche l’anno di “quello che ha copiato quell’altro che a sua volta ha copiato anche da quell’altro ancora”. Insomma, le “novità” spesso altro non sono state che la riproduzione di modelli visti altrove e proprio per questo motivo non è assolutamente certo che funzionino anche su altre piattaforme concorrenti. Pensiamo agli hashtag su Facebook, anche se sono in arrivo delle novità, ma che comunque non cambieranno di molto la situazione.

    Il 2013 è stato per i Social Media l’anno in cui Instagram ha introdotto i video, anche la possibilità di messaggiarsi in privato con Instagram Direct. E’ stato l’anno in cui Vine è cresciuto molto e ne sentiremo ancora parlare. E’ stato l’anno in cui la mobile adv sui Social Media è cresciuta, il 30% degli introiti di Facebook proviene proprio dal Mobile. Ma è stato anche l’anno dell’NSA che ha visto coinvolti anche i Social Media. Tanti gli eventi che sono stati raccontati sui social Media come l’elezione di Papa Francesco alla morte dell’attore Cory Monteith.

    E’ stato l’anno dello sbarco di Twitter a Wall Street, passaggio epocale per l’azienda Twitter che cambia gli scenari evolutivi. Questo è abbastanza evidente, ora c’è da tener conto anche degli investitori e questo è per Twitter un aspetto nuovo. Sarà interessante vedere come nel 2014 Twitter interpreterà questo nuovo scenario, quali novità introdurrà.

    Insomma il 2013 è stati un anno importante per i Social Media, ma il 2014 non sarà certamente da meno.

    Intanto date un’occhiata a questa infografica, realizzata da David Eaves per Infographic Promotions, pubblicata, sempre dallo stesso Eaves, anche su Social Media Today, e raccontateci tra i commenti l’evento o la novità che più vi ha colpito riguardo ai Social Media in questo 2013.

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  • Twitter, ecco i tweets programmati ma solo per advertiser

    Twitter, ecco i tweets programmati ma solo per advertiser

    Twitter ieri ha rilasciato una importante novità. Sarà infatti possibile programmare i tweets, ma per ora questa possibilità è estesa solo agli advertiser, ossia a chi fa pubblicità via Twitter. I tweets che si potranno programmare saranno non solo i “promoted”, ma anche tutti quelli che il brand vorrà invare ai propri followers

    Twitter in questo periodo vive un momento di particolare fermento. La prossima quotazione in Borsa “costringe” Twitter a cercare di rendere sempre più appetibile la propria piattaforma e quindi si comincia a pensare nuove soluzioni che possano muovere un po’ le acque. Ci sembra che il contesto in cui nasca e venga rilasciata la nuova feature sia proprio questo. Ma veniamo al dettaglio, abbastanza semplice per la verità, della nuova feature.

    Ieri da blog ufficiale, Twitter ha annunciato la possibilità di programmare i tweets, una di quelle funzionalità che qualsiasi CM o comunque social media manager apprezza moltissimo, o anche gli utenti in generale, perchè no. Ma la vera novità è che questa possibilità è stata rilasciata solo per gli advertiser, ossia per quegli utenti che fanno pubblicità utilizzando Twitter, https://ads.twitter.com. La programmazione è già disponibile per tutte le lingue e la programmazione dei tweet può essere estesa fino ad un anno.

    I tweet si possono programmare da ads.twitter.com cliccando il tasto blu in alto a destra, come si vede nell’immagine in basso, e prossimamente sarà disponibile anche una scheda attraverso cui gestire sia i tweets programmati che le Twitter Cards.

    Tweets programmati

    Una volta cliccato il bottone “Compose tweet” si apre un’altra sezione dentro la quale si passa alla programmazione. E’ possibile inserire nei tweets immagini, come di solito succede, e si può decidere se inviarlo a tutti i followers genericamente oppure decidere di inviare il tweet come se fosse parte di una campagna di “Promoted Tweet” e quindi utilizzare strumenti di targeting specifici.

    Tweets programmati

    Ovviamente questa funzionalità era molto attesa da tanti, per il solo fatto che molti advertiser pagano anche piattaforme terze per cercare di fare la stessa cosa. Di conseguenza questa nuova funzionalità non potrà che portare giovamento a Twitter in maniera abbastanza evidente. Se l’azienda risparmia qualcosa non acquistando più feature di programmazione da terze parti, allora avrà qualche soldino in più da investire in pubblicità su Twitter. E il cerchio si chiude.

    Twitter, come dicevamo in apertura, ha necessità di raggranellare quanto più possibile in questo periodo vista la “pressione” che deriva dall’ormai prossimo sbarco a Wall Street. L’acquisto, recente, di MoPub sta inducendo molti esperti del settore, ma ci sono forti rumors in questo senso, che Twitter stia per preparare una piattaforma di advertising basta su ciò che twittano gli utenti e su chi essi seguono. Al momento non ci sono conferme da Twitter, ma tanto basta per testimoniare il periodo di fermento.

    E voi che ne pensate dei tweet programmabili?